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Secondo dati del Sole 24 Ore, l’ export in Russia di prodotti italiani ha subito un calo del 4.5% nel 2018. L'interscambio con la Federazione, infatti, sconta ancora gli effetti della crisi economico-finanziaria che ha colpito Mosca tra il 2014 e il 2015. Questa ha causato una svalutazione del rublo e il conseguente irrigidimento degli scambi commerciali. Ma nonostante ciò, questo dato non dovrebbe allarmare troppo le aziende intenzionate a fare affari con il mercato russo. Sebbene vi siano dei settori che abbiano risentito della stretta, come l'agroalimentare e le materie prime, l'Italia rimane comunque il quinto fornitore al mondo della Russia. 

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L'export del Made in Italy

L'Italia ad oggi si afferma come il quinto fornitore del Paese, con una quota di mercato del 4,5%, dopo Cina, Germania, Stati Uniti e Bielorussia. Il volume del commercio tra i due paesi nel 2018 è stato di 23,8 miliardi di euro, mentre quello dell'export in Russia dall'Italia ha raggiunto i 9,3 miliardi. Gli ambiti che trainano maggiormente questo trend sono meccanica, chimica e farmaceutica. Ma non finisce qui. Da ricerche di Trade Map, una società di statistica commerciale e sviluppo internazionale del business, emerge che i settori e prodotti che dal 2014 al 2018 hanno registrato tassi di crescita elevati sono: 
  • Tabacco +23%
  • Barche +17%
  • Fashion +12%
  • Caffè, tè e spezie +10%
  • Tappeti +9%
  • Articoli in pelle (per il viaggio, borse, ecc.) +9%
  • Cosmetici +5%
Mentre quelli che hanno ottenuto volumi di vendita maggiori nel 2018 sono: 
  • Macchinari: > 2,7 miliardi
  • Farmaceutico 593 milioni
  • Bevande: 355 milioni
  • Calzature: 342 milioni
  • Cosmetico: 284 milioni
  • Fashion,: 254 milioni
  • Arredamento: 213 milioni
  • Tabacco: 95 milioni 
  • Caffè, tè e spezie: 90 milioni
  • Ceramica,: 89 milioni
Risulta, quindi, che tabacco, fashion, cosmetica e caffè, tè e spezie siano i settori italiani che hanno il più consistente giro d’affari nel mercato russo.   

Approccio strategico integrato

A fronte di tutto ciò dobbiamo tenere presente che la Russia è un paese che si sta spostando sempre più verso l'online. Quest'anno l'e-commerce arriverà a toccare i 30 miliardi di euro. Si prevede, inoltre, che il fatturato del commercio online crescerà più di 2,5 volte entro il 2023 e supererà i 46 miliardi di euro, crescendo in media ogni anno del 7,5%. In particolare, la fetta più grande di questo business è detenuta dal settore Fashion & Beauty, con un volume di 5,4 miliardi (31%). Seguito da Elettronica (24,2%), Giocattoli e Intrattenimento (22%), Arredo e Apparecchiature (13,8%) e Cibo e Cura della Persona (8,7). L'online in Russia offre grandi opportunità ai brand del Made in Italy. Rappresenta, infatti, un canale di distribuzione strategico che permette alle aziende di penetrare il mercato senza dover investire somme spropositate con rischi elevati. Permette, inoltre, di raggiungere milioni di acquirenti dislocati su un territorio immenso - 17.100.000 km² con 11 fusi orari al suo interno. Per questi motivi possiamo dire che l'online, con buona probabilità, diventerà il canale prioritario per l'export in Russia di prodotti italiani.   [caption id="attachment_11124" align="aligncenter" width="600"]e-commerce russia Interfaccia di Wildberries, il principale marketplace russo[/caption]  

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SCENARIO DIGITALE RUSSO  

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