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In questa mini guida spiegheremo i concetti fondamentali per affrontare Baidu se si è un'azienda italiana che ha obiettivi B2B e ci si vuole rendere visibili nel mercato cinese. Baidu è il principale motore di ricerca in Cina, è per questo un canale molto potente per il marketing B2B. Nel 2016 Baidu rappresentava oltre l'80% del mercato dei motori di ricerca in Cina, contro il 9,2% di Google e il 4% di Sogou. (Aggiornamento luglio 2017: Google è sceso sotto il 3%) guida baidu b2b   Per qualsiasi azienda B2B con un sito web cinese l’ottimizzazione per Baidu è fondamentale. Bisogna considerare che Baidu è un motore di ricerca relativamente recente dunque la documentazione relativa alle linee guida per la SEO è piuttosto scarsa. Ciò che rende unica l’ottimizzazione per Baidu è che è simile a quella di Google per il 2009, ma con regole diverse dovute all'utilizzo specifico del web in Cina. L’ottimizzazione per Baidu implica la creazione di grandi quantità di contenuti ad alta qualità, l’osservanza dei requisiti SEO specifici, un grande numero di link e la conformità alle leggi cinesi. Tutte le tattiche presenti in questo articolo sono destinate a chi vuole fare marketing B2B, tuttavia molti concetti si possono applicare chiaramente anche al B2C.  

Requisiti per i contenuti da inserire nel proprio sito

 
  • Mai duplicare i contenuti: Baidu penalizza i contenuti duplicati più di ogni altro motore di ricerca. Ogni contenuto presente sul sito deve essere unico. È bene anche controllare altri siti che copino i nostri contenuti chiedendogli sistematicamente di rimuovere il contenuto copiato. Quando si sviluppa il sito, bisogna fare molta attenzione ai contenuti duplicati oltre che a tutte le classiche problematiche del settore.
 
  • Utilizzo del linguaggio: Tutti i contenuti e i metatag devono essere scritti in caratteri cinesi semplificati. Baidu preferisce i caratteri semplificati a quelli cinesi tradizionali (usati a Taiwan e Hong Kong) e non gradisce i caratteri romanizzati. Baidu è per la Cina.
 
  • Definizioni dei contenuti: Nella lingua cinese sono presenti diversi dialetti e ogni parola può avere significati multipli. Una sola parola può avere fino a 7 significati. Tutte le parole presenti nei contenuti devono essere verificate con attenzione per assicurarsi che si stia utilizzando la parola più adeguata. Dal punto di vista di un esperto di marketing, ciò significa che bisogna assumere un ottimo traduttore madrelingua cinese che abbia grandi competenze linguistiche e un’ottima conoscenza dei diversi dialetti cinesi.
 
  • Quantità dei contenuti: Baidu si affida molto alla qualità dei contenuti per l’indicizzazione. Ogni pagina del sito che vuoi indicizzare deve contare almeno 300 parole di contenuti unici.
 
  • Tag del titolo: I tag del titolo devono essere scritti nello stesso modo in cui vengono scritti per Google, ma con un diverso limite di caratteri. Con i caratteri romanizzati il limite è pari a 70 caratteri. I caratteri cinesi semplificati sono pari a 2 caratteri, perciò il limite sarà di 35 caratteri. Quando si crea il tag è meglio utilizzare una frase ricca di keyword che descriva il contenuto della pagina, seguita da un termine brandizzato.
 
  • Meta Descrizioni: A differenza di Google e Bing, Baidu utilizza ancora le meta descrizioni come fattore di indicizzazione. Assicurati che il limite per ogni meta descrizione con caratteri romanizzati sia di 156, così il limite per i caratteri cinesi semplificati sarà di 78.
 
  • Tag Meta Keyword: le meta keyword sono state sorpassate per molti motori di ricerca, ma Baidu le utilizza ancora come fattore di indicizzazione. Devono essere implementate per ogni pagina del sito e devono includere dalle 3 alle 5 frasi per keyword. Evita di esagerare con le keywords.
 
  • ALT Attribute per le immagini: L’algoritmo di Baidu per le immagini resta ancora molto elementare. L’ALT attribute è ancora il più importante fattore di indicizzazione per le immagini, perciò assicurati di utilizzarlo per ogni immagine.
 
  • Tag dei titoli: L’utilizzo dei titoli per Baidu non è diverso da quello degli altri motori di ricerca. Assicurati che ogni pagina abbia un tag h1 che appaia prima di qualsiasi altro titolo. E assicurati che ogni titolo segua una gerarchia. Ricorda di incorporare le keyword nei titoli, ma senza esagerare.
 
  • Blog: I blog aziendali sono un elemento importante per un sito. I blog non solo permettono link interni ma mostrano anche a Baidu che il sito è ricco di contenuti e aggiornato con frequenza. Baidu offre anche un news feed per i blog, che può aiutare a generare altro traffico organico.
 

Requisiti tecnici per la SEO su Baidu

 
  • Velocità del sito: La velocità del sito è uno dei maggiori fattori di indicizzazione per Baidu. Una grande percentuale di siti ha una lentezza tale che di fatto sono inutilizzati dal pubblico cinese. Un sito che carichi lentamente viene poi penalizzato per l'indicizzazione. Importante dunque utilizzare un server cinese o su Hong Kong. 
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  • Robots.txt: Baidu non ama i siti con file robots.txt. Se ve ne sono, meglio rimuoverli. Tutti i processi normalmente contenuti in un file robots.txt devono essere impostati in un file .htaccess o sulle impostazioni del server IIS.
 
  • Sottodomini e domini multipli: Baidu non ama i siti che utilizzano sottodomini e domini multipli. Bisogna utilizzare solo un dominio per sito. Le versioni in altre lingue del sito dovrebbero essere realizzate su un dominio completamente diverso e non devono essere collegate al sito cinese. I sottodomini non dovrebbero essere utilizzati affatto.
 
  • iFrames: Non utilizzare iFrames per contenuti importanti. Baidu non riconosce gli elementi di una pagina all'interno di un iFrame.
 
  • JavaScript e Flash: Baidu non gestisce al meglio i contenuti veicolati tramite JS e Flash. Se devi impostare la navigazione o altri importanti elementi in JavaScript, assicurati di fornire una valida alternativa HTML da qualche parte sulla pagina.
 

Requisiti per i link

 
  • Navigazione: Come abbiamo già avuto modo di dire, Baidu ha difficoltà con i contenuti JavaScript. Per questo motivo è preferibile avere un menù drop-down per la navigazione principale. Una soluzione potrebbe essere un footer con link testuali per ogni pagina importante del sito. Assicurati che ogni pagina abbia un link testuale per semplificare l’indicizzazione di Baidu.
 
  • Anchor Text: Baidu dà ancora molto peso all'utilizzo delle keywords nell'anchor text. Tutti i link della struttura interna devono contenere anchor text ottimizzato per keywords. Se si creano link per siti esterni, bisogna ottimizzare l'anchor text il più spesso possibile.
 
  • Link Building:  Una delle aree per le quali Baidu non ha sviluppato il proprio algoritmo è il link building inbound. In generale si preoccupa più della quantità che della qualità dei link. I link di qualità inferiore sono ancora ben accetti. Tuttavia è bene tener presente che ciò che funziona oggi potrebbe non essere più valido domani (e potrebbe non funzionare con 360 o Sogou). Per evitare ogni rischio è sempre meglio realizzare link di qualità. La cura dei contenuti è una tattica sicura per realizzare una buona quantità di link. Tutte le attività di realizzazione dei link devono essere ottimizzate per siti web con dominio .cn che utilizzino caratteri cinesi semplificati.
 

Requisiti legali cinesi

 
  • Indirizzo fisico: È bene includere nel proprio sito un indirizzo fisico legittimo cinese, per indicare che il sito ha sede in Cina.
 
  • Tipologia di dominio: Baidu preferisce i seguenti domini: .cn, .com e .net. I siti con dominio .cn sono solitamente preferiti agli altri.
   
  • Licenza per la pubblicazione di contenuti per internet: In Cina è necessaria una licenza speciale rilasciata dal governo per avere qualche chance di indicizzare al meglio su Baidu. Ottenere questa licenza ICP attraverso il Ministero dell’Industra e della Tecnologia Informatica Cinese migliorerà di molto l’indicizzazione per le ricerche organiche.
 
  • Censura: Il governo cinese controlla i contenuti internet, inclusa la maggior parte dei servizi Google e i principali social network. Se un contenuto presenta termini indicati nella lista nera del governo cinese, Baidu de-indicizzerà la pagina o l’intero sito. Tutto ciò che è presente su questa lista nera non deve essere presente sul sito (comprese variazioni dei termini indicati). Se il tuo sito permette contenuti generati dagli utenti, assicurati di avere un sistema per bloccare i contenuti che presentino queste parole. Per andare in Cina bisogna seguire le regole locali.
 

Tool per Baidu

  • Submit Website: Poiché Baidu non dispone di tool per webmaster o un'opzione di sitemap submission, il sito deve essere aggiornato ogni volta che si applicano modifiche sostanziali. Ecco il sito del submission tool per Baidu.
 
  • Ricerca delle keyword: Ottimizzando per Baidu, la ricerca delle keyword deve essere impostata per Baidu stesso. I cinesi hanno abitudini di ricerca diverse rispetto agli altri paesi.
   

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Come vendere olio d'oliva in Cina? In questo articolo analizziamo i trend di mercato, l'approccio al consumo e le strategie promozionali più utili per vendere il nostro olio al consumatore cinese o al nostro partner commerciale cinese.  

Il mercato dell’olio d’oliva in Cina nel 2017

  Negli ultimi anni la Cina si è posizionata sempre di più come grande importatore di olio a livello globale con un mercato che registra una crescita annua del 100%. Anche secondo l’International Olive Oil Council (IOOC) la Cina è da ritenersi come il più grande mercato in via di sviluppo nel settore dell’olio d’oliva da qui ai prossimi 10/15 anni. Ma qual è la situazione attuale e come si può vendere olio d’oliva in Cina? Malgrado il mercato fiorente, il clima cinese non è adatto a produrre olive, con la conseguenza che i marchi d’olio d’oliva più famosi in Cina sono stranieri. I consumatori cinesi hanno ormai imparato a conoscere l’olio ma non essendo un loro prodotto abituale di consumo necessitano un approccio più attento. Oggi i maggiori esportatori sono: Spagna, Grecia, Italia, Francia e Turchia. [caption id="attachment_6206" align="aligncenter" width="750"] Olio di Oliva Farchioni su Tmall (Gruppo Alibaba)[/caption] Dalle statistiche emerge inoltre che i consumatori cinesi conoscono sempre di più anche l’utilizzo dell’olio dell'oliva: il 77,71% degli intervistati ritiene che l’olio d’oliva si utilizzi per l’insalata, il 56,83% ritiene serva per friggere e solo lo 0,19% non conosce modi di utilizzo. Può sembrare scontato ma assolutamente non lo è perché culturalmente nella cucina cinese non si utilizza olio di oliva quindi è un dato che rispecchia una forte evoluzione della classe medio alta che tipicamente è più attirata dagli acquisti di prodotti stranieri.  

Perché i cinesi comprano l’olio d’oliva?

  Come mai questo prodotto importato sta diventando più comune? Vediamo i motivi principali per cui in Cina l'olio d'oliva viene consumato ed apprezzato sul mercato cinese:  

1.L’olio d’oliva è sano

  Come vendere Olio Italiano in Cina Il motivo più importante è che viene considerato un olio sano. Anche in Cina l’olio d’oliva viene considerato ottimo per prevenire disturbi cardiovascolari, per abbassare il colesterolo, ritardare l’invecchiamento e prevenire il cancro. Solo lo 0,19% dei consumatori non ne conosce gli effetti benefici sulla salute (fonte: Università Jiao Tong di Shanghai). È proprio il concetto di cibo salutare il motivo principale che agevola una così fiorente importazione in Cina di olio d'oliva, soprattutto dopo lo scandalo “Di Gou You” che ha beneficiato le vendite a favore di un olio sano, in particolare proprio dell'olio d’oliva. “Di Gou You” (che letteralmente significa "olio scadente") è un termine utilizzato in Cina per descrivere quell'olio da cucina che altro non è che il riciclo di oli raccolti presso friggitorie, ristoranti, scarichi, rifiuti da macellazione. vendere-olio-in-cina-olio-contraffatto Le ricerche sull'olio d’oliva su Baidu (il motore di ricerca più importante in Cina) hanno registrato un picco nel settembre 2011 e nel novembre dello stesso anno, cioè in concomitanza con il picco di esposizione mediatica dello scandalo “Di Gou You”. E i cinesi sono molto attenti alla connessione fra cibo e salute, fra cucina e benessere.  

2.L’olio d’oliva è un ottimo regalo 

  Come vendere Olio Italiano in Cina In Cina i prodotti alimentari importati dai paesi occidentali sono spesso utilizzati come regali. Vale lo stesso per l’olio d’oliva. Per prima occorre fare una premessa necessaria su ciò che significa “Mianzi”. “Mianzi”, letteralmente “volto, faccia”, per i cinesi significa dignità, prestigio, un dato culturale ben radicato in Cina che influenza incredibilmente la vita quotidiana dei cinesi. E' un concetto che va valutato attentamente per qualsiasi attività in Cina. -PER APPROFONDIRE LE REGOLE CULTURALI DI COME FARE BUSINESS IN CINA CLICCA QUI - Un dono importante è fondamentale per dimostrare che chi lo riceve è degno di rispetto. Allo stesso modo un regalo economico o di bassa qualità può spesso rappresentare una provocazione o un affronto. Gli oli salutari d’importazione, come l’olio d’oliva, vengono riconfezionati con un prezzo relativamente più elevato e rappresentano perciò la scelta perfetta per un regalo, ed è proprio durante le festività che l’olio d’oliva registra infatti più vendite del solito. Le vendite nel periodo del capodanno cinese aumentano anche del 60% e che in tale periodo la maggior parte dell’olio viene acquistato come regalo.  

3.L’olio ha un prezzo accettabile ed è aumentato il prezzo dell'olio di arachidi

Il prezzo era un grosso ostacolo per l’olio d’oliva d’importazione, ma ormai non è più un problema. Il crescente interesse per l’alimentazione sana ha cambiato le convinzioni di molti consumatori cinesi. Ora preferiscono spendere di più pur di ottenere un prodotto sano e di avere la certezza dell'origine e il nostro Paese è ritenuto molto affidabile da questo punto di vista. Inoltre il prezzo di altri tipi di olio, tra i quali quello di arachidi che è il più diffuso in Cina, sta gradualmente aumentando, riducendo la differenza di prezzo tra questi ultimi e l’olio d’oliva. Alcune aziende hanno tra le altre cose diffuso l'informazione tra i consumatori che l’olio d’oliva si espande una volta riscaldato, dando l’idea che sia necessaria una quantità inferiore di olio d’oliva rispetto a oli di altro tipo per cucinare lo stesso piatto. Questi tre fattori hanno abbassato l’ostacolo del prezzo dell’olio d’oliva in Cina, rendendolo più popolare tra i consumatori cinesi.  

4.Aumenta la ricerca di marchi d’olio d’oliva affidabili

  Un marchio conosciuto e affidabile è fondamentale per avere successo sul mercato cinese dell’olio. La concorrenza si sta infatti concentrando sugli aspetti del branding. Nel corso del tempo ci sono stati troppi marchi sul mercato, poiché questo mercato in forte sviluppo ha attratto parecchi produttori d’olio locali ed esteri. I tradizionali produttori di olio d’oliva, Hojiblanca, Colavita, Oro Tikalo, Sol Dela Mancha hanno già occupato una considerevole fetta di mercato, insieme ai colossi locali del settore alimentare, che hanno anch'essi provato ad occupare parte del mercato. Ad esempio la China National Cereals, Oils and Foodstuffs Corporation (COFCO) ha lanciato propri marchi di oli di qualità per lanciarsi alla conquista delle grandi città. Non è necessario spiegare quanto sia importante un buon marchio per aziende che vogliano distinguersi in questo mercato competitivo e dove il consumatore non conosce molto il prodotto. [caption id="attachment_6207" align="aligncenter" width="790"] Certificazioni di origine mostrati su pagina Tmall[/caption]  

5. Olio contraffatto

  Purtroppo le statistiche dicono che quasi la metà dell’olio importato era sansa di olio, ma ovviamente sull'etichetta cinese non troveremo mai la dicitura "olio di sansa di oliva", con la conseguenza che questo comportamento metta a serio rischio la fama dell'olio d'oliva. Anche lo scandalo relativo all'olio d'oliva che qualche anno fa ha coinvolto diversi marchi italiani ha minato ulteriormente la fiducia dei consumatori, insieme a varie illegalità commesse dai produttori locali e la mancanza di trasparenza, come la vendita di un olio d'oliva venduto per buono quando in realtà era di scarsa qualità. Se vuoi quindi piazzarti sul mercato e vendere l’olio d’oliva in Cina devi promuovere con decisione il tuo marchio e utilizzare una corretta comunicazione per infondere sicurezza al consumatore cinese. Rimarcare chi sei, i tuoi attestati, le recensioni, la tua storia sono tutti fattori che aiuteranno a rassicurare ed avvicinare il cliente cinese.  

Come promuovere il tuo olio d’oliva in Cina?

  Una ricerca del China Internet Network Information Center (CNNIC) dimostra che l’85% degli intervistati si informa sul web, il 66,1% alla tv e il 61,1% sui giornali. Per chi si affaccia alla vendita di olio d’oliva in Cina il branding e il marketing online rappresentano un’ottima strategia. I vantaggi sono i seguenti:
  1. buon rapporto qualità/prezzo
  2. marketing mirato
  3. controllo facile della reputazione
  4. feedback di mercato
  Ci sono due modi fondamentali di promuovere e vendere l’olio in Cina sul web:
  1. un sito appositamente progettato a tale scopo
  2. la promozione sui social network
[caption id="attachment_6208" align="aligncenter" width="790"] Pagina di presentazione chiese friendly di Bono[/caption]  

1.Crea un sito web in cinese per presentare il tuo brand

  Al giorno d’oggi in Cina la maggior parte dei siti per la vendita dell’olio d’oliva vengono creati dai distributori. Se da un lato questa soluzione risparmia lavoro ai produttori, a lungo termine danneggia la costruzione dell’immagine del marchio, perché i venditori si concentreranno soprattutto sulle vendite mentre l’azienda deve diffondere il suo brand. Con un sito in cinese si può:
  1. Aumentare la popolarità di un brand
  2. Influenzare i consumatori mediante contenuti e design
  3. Creare l’immagine di un’azienda
Dopo aver creato un sito web per il tuo marchio bisogna pensare alla promozione. Un buon sito privo di visitatori è inutile. Per promuovere il sito le soluzioni più diffuse ed efficace sono tecniche SEO e SEM che vanno però pensate per Baidu non per Google. - SE VUOI APPROFONDIRE COME POSIZIONARTI SU BAIDU CLICCA QUI -  

2.Usa i social network come Weibo e Wechat

    Il Social Networking Service o Social Networking Sites (SNS) è diventato un’importante fonte di informazioni. In particolare i principali strumenti utilizzati dalla classe medio - alta, che è quella che acquista principalmente Olio di Oliva, sono:  

I vantaggi dell’utilizzo dei social network per vendere olio d’oliva in Cina sono:

    1. Costruire una community attorno alla propria azienda
    2. Raggiungere un target di consumatori ben preciso
    3. Ottenere rapidamente feedback da parte di questi consumatori
    4. Creare una migliore immagine dell’azienda

Un esempio vincente di strategia per vendere olio d'oliva in Cina: la Spagna

Come riportato da Rafael Pico, membro del consiglio direttivo e del Aceite de Oliva Español, la Spagna ha riunito molti produttori sotto un unico brand ed ora domina indiscutbilmente gli scaffali nei supermercati cinesi. Al fine di incrementare le vendite di olio d'oliva spagnolo in Cina, l' associazione ha speso ben 6 milioni di dollari su siti web, riviste e programmi di cucina popolari. Gli spagnoli stanno inoltre promuovendo i propri prodotti tramite social network cinesi come Weibo e Youku. olio d'oliva spagnolo in cina Lo sviluppo di strategie di marketing è molto importante per le aziende d'olio d'oliva al fine di aumentare la loro presenza e visibilità nel mercato cinese e i risultati sono molto positivi, oggi infatti la Spagna è leader nel campo dell'olio di oliva in Cina.   In estrema sintesi perchè è fondamentale per il nostro business in Cina comprendere che il marketing è la base del successo? Ricordatevi bene che i consumatori cinesi:
  • non comprano prodotti, acquistano brand
  • non cercano tecnicità, vogliono un'esperienza
 

Conclusioni

Il mercato dell’olio d’oliva in Cina sta attraversando un periodo di forte sviluppo. L’olio d’oliva viene considerato un prodotto salutare, un buon regalo e, negli ultimi tempi, i cinesi hanno imparato a conoscere e apprezzare questo prodotto estero. Tuttavia, oli scadenti o contraffatti hanno minato la fiducia dei consumatori e molti marchi, grandi e piccoli, stranieri e locali, si stanno lanciando sul mercato. Si prevede un ruolo sempre più di primo piano del branding del prodotto su questo particolare mercato. Come vendere olio d'oliva in Cina? Solo con un approccio di marketing e vendite pensato SPECIFICATAMENTE per il mercato cinese che ha le sue particolari dinamiche che non possono essere sottovalutate. Ma il branding è un processo a lungo termine, dunque chi comincia per primo partirà avvantaggiato. Il mercato cinese ha poi moltissime variabili che vanno considerate, relativamente alla distribuzione, al marketing, la burocrazia. Il nostro core business è aiutarti a promuovere in Cina il tuo brand online e aumentare la conoscenza del tuo marchio, la tua immagine, la community intorno alle tue vendite. Contattaci ora e parliamo di come possiamo aiutarti a vendere il tuo olio d'oliva in Cina   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

Cosè e come funziona WeChat Wallet (WeChat Pay)

  Avrete forse sentito parlare della possibilità di pagare tramite WeChat. In Cina è una funzionalità che è possibile sfruttare dal 2014, in Italia potrebbe suonare ancora come fantascienza pagare via App. Ma la verità è che oltre Muraglia pagare è la normalità. WeChat Wallet (conosciuto anche come WeChat Paysta espandendo sempre di più la sua presenza. Il suo successo è dovuto diversi fattori, primo tra questi la comodità che garantisce sia a utenti che venditori.  

WeChat Wallet e le opportunità del commercio social in Cina

Di recente si è scritto molto in merito al successo del commercio social in Cina, di WeChat e delle possibilità di pagamento di WeChat Wallet. Mentre Tencent sta espandendo la app e il portafogli su scala globale, la sua più grande sfida consisterà nel persuadere il pubblico internazionale e i venditori al suo utilizzo. Se è nelle mire di un'azienda colpire il pubblico cinese sicuramente WeChat Wallet ha ottime potenzialità per il business.   [caption id="attachment_6220" align="aligncenter" width="740"]Funzioni di WeChat Pagare tramite WeChat Pay è estremamente facile e veloce. Basta avvicinare il proprio QR Code allo scanner. Un click e la transazione è portata a termine![/caption]    

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WeChat Pay: una funzionalità di successo dal 2015

Gli utenti cinesi di WeChat dal 2015 utilizzano sempre di più i servizi di pagamento di WeChat Wallet: per il pagamento delle bollette, di una cena tra amici, per prenotare e pagare posti al cinema o in taxi e per pagare alla cassa. Tutto con un semplice click dal proprio telefono. Nei negozi fisici il pagamento è facilitato dal fatto che basta scannerizzare il QR code dell’utente per portare a termine la transazione. In sintesi, il servizio di pagamento di WeChat in Cina permette agli utenti di pagare prodotti e servizi senza uscire dall'app di WeChat. Molti fra gli operatori occidentali si sono chiesti quando la app di Tencent aprirà il proprio Wallet ai mercati internazionali, e perché le altre app di messaging globali (ad esempio Facebook) non facciano ancora la stessa cosa in maniera così cospicua e costante. Le prime due nazioni ad avere avuto accesso totale alle funzionalità del Wallet sono state Hong Kong e Sud AfricaA Hong Kong, il servizio viene commercializzato come WeChat Pay.  La versione di Hong Kong tuttavia offre un utilizzo illimitato delle funzionalità del Wallet. Allo stato attuale, gli utenti hanno solo accesso ai servizi di acquisto di biglietti e trasporti e di prodotti relativi ai viaggi. Come spesso accade con tutto quello che riguarda la Cina, la situazione è in rapida evoluzione.

 

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Come funziona WeChat Wallet?

Per utilizzare WeChat Wallet, per esempio, a Hong Kong, gli utenti devono connettere una carta di credito (MasterCard o Visa) al proprio account WeChat. In seguito devono creare un pin di sei caratteri. Questa password verrà utilizzata per ogni transazione effettuata attraverso la funzione Wallet dell’utente. China CITIC Bank International (CNCBI) è stata tra i primi brand ad aver offerto agli utenti WeChat di Hong Kong un’opzione per il pagamento online con il Wallet. Offre inoltre il 50% di sconto sui suoi pacchetti assicurativi per i viaggi che vengono acquistati tramite la app WeChat e gli utenti non devono essere clienti della banca per accedere alla promozione. Si tratta di uno schema di marketing molto efficace per la banca. In primo luogo è in grado di targettizzare una fascia molto giovane di utenti WeChat. Inoltre, permette di conquistare l'utente con iniziative ad hoc: come quella delle buste rosse per il capodanno cinese.    

 

Marketing tramite WeChat Wallet: le Buste Rosse del capodanno cinese

Per il capodanno cinese, WeChat offre un’opzione Lucky Red Packet (红包,hóngbāo), diventata molto popolare negli anni perché traduce un abitudine culturale molto radicata all’interno dell’App regina in Cina. Giusto per capire qualche numero, durante il capodanno 2015, WeChat ha consegnato oltre un miliardo di red packets. Nel 2017 il numero di buste rosse consegnate è arrivato a 46 miliardi. Per il 2018 è stato stimato che il numero di buste inviate sia salito del 10%, con più di 700 milioni di utenti ad aver utilizzato questa funzionalità. In pratica 7 utenti su 10 di WeChat inviano red packets per il capodanno. Numeri da capogiro che spiegano bene quanto usuale sia l’utilizzo di chiunque abbia uno smartphone in Cina. E la percentuale di utenti mobile in Cina nel 2017 è salita al 79% (GSMA Intelligence).   [caption id="attachment_8188" align="aligncenter" width="687"]WeChat Wallet Utilizzo delle WeChat red packets dal 2014 ai primi giorni del capodanno cinese 2018. Fonte: China Channel[/caption]  

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Come si inviano le buste rosse tramite WeChat?

Ma come funzionano i lucky red packets? Di seguito i punti chiave:
  1. I red packets possono essere inviati mediante la chat nello stesso modo in cui un utente manda una foto.
  2. L’utente inserisce il numero di red packets che vuole inviare all’interno di un gruppo, la quantità di denaro, e allega un augurio.
  3. Il pagamento è gestito tramite WeChat Pay e dunque autenticato con il pin dell’utente.
  4. Ogni membro del gruppo riceve un red packet equivalente a una determinata quantità.
I red packets possono essere anche inviati ovviamente anche a singole persone. WeChat ha utilizzato lo stesso concetto per lanciare il suo Wallet a Hong Kong (dove le buste rosse sono chiamate lai see). La sensazione di urgenza e divertimento che nasce tra gli utenti che corrono virtualmente per aggiudicarsi i red packets che appaiono tra i loro feed diventa abitudine di gioco. Quando gli utenti ottengono i lai see o le hong bao pubblicano sticker quali caricature che danzano gioiose e baldanzose. Dal punto di vista del marketing virale trarre energia dall'ingordigia più generosa e innocua delle persone è una mossa molto intelligente e d'altronde l’elemento del gioco all'interno di un gruppo, aspetto importante della cultura cinese, è una mossa davvero molto azzeccata.

> LEGGI ANCHE: WECHAT MARKETING. COME SCRIVERE UNA NEWSLETTER

 

Cosa significa tutto ciò per i brand?

WeChat Wallet vanta una serie di vantaggi rispetto ad altri sistemi di pagamento online come Apple Pay. Per prima cosa, a livello tecnico, WeChat può essere scaricato su sistemi operativi Android, BlackBerry, iOS, Symbian e Windows, inoltre è disponibile anche in versione online per computer desktop. Ha dalla sua il peso di un miliardo di utenti quale motivo di interesse da parte di brand e venditori. In gran parte sono utenti cinesi quindi se da una parte in Cina è fondamentale, fuori dalla Cina deve ancora conquistare la propria fetta di mercato. Bisogna anche considerare che WeChat e WeChat Wallet si sono evoluti in base ai consumatori cinesi mobile first. Perciò, avrà di certo il suo peso sui mercati emergenti del mobile first quali in particolare l’Asia. Tencent non rende pubblici i dati geografici dei propri utenti ma le aree maggiormente interessate oltre i confini cinesi sono attualmente quelle delle comunità di lingua cinese presenti in altre zone dell’Asia (in particolare Malaysia, Taiwan, Singapore, Hong Kong) ma anche del mondo (Usa,Francia, Uk, Italia). Non fa eccezione la comunità italo-cinese dove Wechat è sicuramente una delle App più usate. Se in Cina Wechat è uno dei punti cardini di una strategia di marketing, in tutte le altre aree dove è presente una comunità cinese importante, rappresenta una realtà emergente e chi la utilizza per primo otterrà un grande ritorno degli investimenti. In altri paesi, invece, forse è più saggio attendere prima di sostenere investimenti significativi per intraprendere una strategia su WeChat.     La Cina è un mondo sostanzialmente diverso da quello che chiamiamo occidentale. Sotto moltissimi aspetti. Il più impattante per i business italiani è forse quello digitale. Lo "Scudo D'Oro" cinese, il Great Firewall, ha contribuito a far sì che gli 800 milioni di user diventassero addicted a piattaforme sconosciute ai più, anche in Italia, come Baidu, WeChat o Weibo. Avere una visione a 360 gradi e approfondita permette di avere approcci mirati e strategie efficaci.   mini-program

Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.

 

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Le campagne di marketing su WeChat possono rivelarsi una mossa vincente per le vendite in Cina.

Wechat è un’app che è spesso protagonista nelle strategie di marketing in Cina. Tra le tante opzioni di utilizzo e sviluppo abbiamo preso in considerazione questo articolo 10 case study vincenti di brand famosi che hanno utilizzato questa piattaforma con la corretta creatività pensata specificatamente per il mercato locale e con una strategia efficace per la propria specifica nicchia di mercato. Come dicevamo nell'articolo precedente, per i brand è fondamentale interagire con i propri clienti,creando contenuti interessanti ed utili per il follower in modo da creare un interazione e sviluppare una fiducia da parte dell'utente.

Cos'è Wechat e cos'ha di particolare?

WeChat è la piattaforma di messaging più famosa in Cina, con oltre 800 milioni di utenti attivi ogni mese: per questo le aziende che intendono vendere in Cina non possono ignorare questo social media network. WeChat è un tool efficace per condividere informazioni e notizie con i propri follower. Per fare marketing su WeChat si possono presentare nuovi prodotti e lanciare promozioni, creare concorsi esclusivi e giochi per interagire con il proprio pubblico. Di recente tantissimi marchi operanti nel settore dei prodotti di lusso e della moda hanno aperto un account aziendale e verificato su WeChat. Il motivo dell’importanza sempre crescente di WeChat dipende dal fatto che la piattaforma permette ai brand di comunicare a tu per tu con i propri follower. Per la sua efficacia, un numero sempre maggiore di brand globali sta includendo WeChat nelle proprie strategie di marketing in Cina. Con questa app possono interagire con i loro potenziali clienti in maniera creativa, attirando la loro attenzione e coinvolgendoli fino alla fase finale dell'acquisto online o in store.

Le campagne di Marketing su Wechat e i 10 case study più famosi

1. Montblanc e la campagna “Moon Phase”

Il brand svizzero di orologi ha lanciato una campagna basata sull’attenzione e l’importanza delle fasi lunari per il pubblico cinese. Un tema particolarmente sentito a livello culturale dall'utente cinese che giustamente un marchio di orologi sfrutta agilmente. campagne di marketing su wechat Montblanc ha dato, quindi, ai suoi follower la possibilità di partecipare a una promozione relativa ai suoi orologi Meisterstück Heritage Perpetual Calendar e Bohème Perpetual Calendar Jewelry, che includono un meccanismo che traccia il crescere e il calare della luna. Gli iscritti a questa campagna, indicando il proprio sesso e la data di nascita all'interno dell'app, hanno ottenuto informazioni sull'andamento delle fasi lunari al momento della nascita e il loro effetto sulla propria personalità, sulle relazioni, le inclinazioni lavorative o i propri hobby. L’incarico di sviluppare i risultati è stato affidato a Wang Xiaoya, un famoso astrologo cinese, un key opinion leader, un influencer del settore che quindi ha enfatizzato l'iniziativa.

2. Yves Saint Laurent

campagne_di_marketing_su_wechat_2 Il marchio di moda francese ha creato la campagna “Kissing Habits Survey” su WeChat per promuovere la sua collezione di rossetti. Prima di rispondere a un questionario relativo ai baci, gli iscritti hanno dovuto inserire il proprio sesso e il segno zodiacale. Una volta finito il tutto, gli utenti hanno ricevuto i risultati e dei consigli per scegliere il proprio rossetto. Poco dopo, YSL ha proseguito la sua marketing strategy con la campagna “An Invitation to Kiss” basata su un mini-film che narra di sei coppie e su come esse siano ognuna legata a un particolare colore del rossetto della collezione Gloss Volupté. Per partecipare, gli utenti hanno dovuto condividere le proprie storie d’amore taggando i propri partner per poter vincere uno di questi prodotti.  La cosa chiaramente è diventata virale e coinvolgente.

3. Tiffany & Co

Il marchio di gioielli più famoso al mondo ha sviluppato una campagna ad hoc per la festa Qixi, il San Valentino cinese. In questa occasione l’azienda dava la possibilità di vincere degli ambiti regali in cambio di una condivisione da parte dei follower di una foto che dimostrasse una “prova d’amore”. Anche qui l'iniziativa è stata virale, diffondendosi sul web oltre muraglia. campagne di marketing su wechat

4. Burberry

Il brand Britannico ha collaborato con WeChat per offrire un’esperienza esclusiva ai propri follower. Attraverso WeChat, gli utenti hanno potuto guardare la Fashion Week Autumn/Winter 2014 Womenswear, visionare foto esclusive della manifestazione, leggere messaggi di personaggi famosi e ascoltare file audio registrati dagli stilisti che riguardavano gli stili proposti. Burberry ha creato un intera serie interattiva di “eventi social paralleli” attraverso WeChat, permettendo ai follower di prendere parte all’evento. Un club esclusivo insomma.campagne di marketing su wechat

5. Mercedes-Benz

Durante la FIFA World Cup, Mercedes-Benz ha creato una campagna WeChat dove gli iscritti, allo scopo di vincere dei premi, hanno dovuto inviare i propri “in bocca al lupo” alla nazionale tedesca, che è sponsorizzata dal brand automobilistico, unendo il settore automotive all'altro altrettanto in crescita dell'interesse calcistico. campagne di marketing su wechat

6. Olay

Il marchio statunitense per la cura della pelle ha sviluppato un gioco attraverso WeChat chiamato “Fair and Rosy Skin, Show Your ‘Meng-ness’ Cheek to Cheek”. I follower hanno avuto l’opportunità di condividere i propri risultati e vincere delle hongbao ovvero delle buste rosse di WeChat, sfruttando il wechat pallet, utilizzato ormai di consuetudine in Cina. (Cosa sono le famose ed usatissime buste rosse, o hongbao, di wechat? Leggi QUI).

7. Michael Kors:

campagne di marketing su wechat In occasione della Michael Kors Jet Set Experience, un evento per celebrare il principale store cinese del marchio a Shanghai, il marchio di moda ha sviluppato una app per WeChat chiamata  “Jet Set Experience”, attraverso la quale i follower hanno avuto accesso ad immagini live e notizie interattive tra store ed online.

8. Tag Heur

campagne di marketing su wechat Il marchio svizzero di orologi, in occasione dell’esposizione “La Maison”, ha creato una tipica marketing strategy O2O (online-to-offline). Attraverso WeChat, il marchio incoraggia gli utenti a visitare un negozio o partecipare a un evento fornendogli un’esperienza di altissima qualità. Per questo evento, Tag Heur ha sviluppato un gioco che prevedeva la scansione di codici e un questionario da compilare durante la visita all’esposizione.

9. Kate Spade

Il marchio di moda americano ha sfruttato la gamification, un’opzione tecnologica di WeChat che permette ai marchi di incorporare giochi per smartphone nelle proprie campagne di marketing. Kate Spade ha lanciato un gioco di lanterne cinesi per la festa di metà autunno che permetteva ai follower di scegliere il colore della lanterna, scrivere un desiderio o un augurio su di essa e farla volare in cielo.

10. Piaget

Durante la festa Qixi, la ditta di orologi svizzera ha creato una campagna per ispirare il poeta che è in noi. Attraverso la app, i partecipanti potevano comporre una poesia di tre righe e inviarla alla persona amata.  

Conclusioni

Come vediamo, WeChat è una piattaforma fondamentale in Cina. In maniera particolare per mantenersi in contatto con i consumatori cinesi e coinvolgerli in una Brand experice e perciò molti brand hanno deciso di inserire questo potente tool nelle proprie strategie di marketing. La presenza dei brand sui social media è sempre più importante al fine di migliorare la propria visibilità su un mercato nascente come quello cinese. Se anche tu vuoi vendere online dei prodotti in Cina, contattaci oggi: siamo esperti in digital marketing per la Cina, e sapremo guidarti nella scelta delle soluzioni che più possano renderti competitivo, in un mercato fiorente ma dove occorre molta strategia ed un attento approcio cross culturale.  
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Mai come nell’ultimo periodo abbiamo parlato tanto di WeChat, sicuramente la piattaforma digital più popolare in Cina. Tutte le aziende interessate a sviluppare un piano di comunicazione e marketing digitale devono però pensare ad una strategia integrata su tutti i principali marketing touch point cinesi. Oggi ci focalizziamo su Weibo, e una piattaforma molto apprezzata dagli utenti cinesi, specialmente da quelli che utilizzano spesso gli smartphone per collegarsi al web. Come ha annunciato la stessa azienda, nel terzo trimestre di quest’anno ha visto crescere del 24% il numero di utenti mensili attivi, raggiungendo i 297 milioni (89% dei quali sono mobile). Per quanto il numero assoluto di utenti mensili di Weibo non sia comparabile con gli 846 milioni di WeChat, il fatturato dell’advertising è cresciuto del 48% fino a 150 milioni di euro. Per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari complessivi nel settore digital, anche nel periodo luglio-settembre del 2016  sono stati spartiti tra Tencent (il colosso proprietario di WeChat) con il 53% e Sina Weibo (il 29,6%). Un chiaro segnale di come questa piattaforma goda di ottima salute e possa essere uno strumento efficace per raggiungere potenziali clienti. -SE VUOI APPROFONDIRE CHE COSA E' WEIBO E COME UTILIZZARLO CLICCA QUI- Considerato il “Twitter cinese”, Weibo è per molti versi più simile a Facebook dato che si possono condividere contemporaneamente più foto, video e file. Inoltre permette di creare sondaggi e microblog. Proprio quest’ultima caratteristica lo rende uno strumento perfetto per le aziende che vogliono instaurare una comunicazione diretta con gli utenti finali. Non a caso, Sina Weibo è la piattaforma social più utilizzata dalle celebrità e KOL (Key Opinion Leader), figure alle quali dovrebbero appoggiarsi le strategie di comunicazione delle aziende che operano specialmente nei settori del fashion, design e del food & beverage. [caption id="attachment_5004" align="aligncenter" width="2136"]Nell’esempio, il canale Weibo del produttore di vino cinese 长城葡萄酒 (Great Wall Wine). Nell’esempio, il canale Weibo del famoso produttore di vino cinese 长城葡萄酒 (Great Wall Wine).[/caption] Stando ai dati raccolti da uno studio condotto ad aprile 2016 dal CNNIC (China Internet Network Information Center), Weibo è piattaforma più utilizzata dai cinesi per cercare informazioni in tempo reale. I tre motivi principali di utilizzodella piattaforma sono:
  • ricerca delle notizie più recenti (72%)
  • seguire pagine/contenuti di interesse personale (66%)
  • ottenere informazioni pratiche e consigli (60%)
Se anche su Weibo gli utenti sono soliti seguire principalmente gli aggiornamenti della cerchia di famigliari e amici (base comune per tutti i social network), dall’indagine emerge che l’80% segue i profili ufficiali delle aziende per restare aggiornato sui nuovi prodotti e/o sviluppi. Il 69% ricerca anche informazioni riguardanti promozioni e particolari sconti. Ben il 45% degli intervistati dichiara di utilizzare Weibo per più di mezz’ora al giorno, mentre il dispositivo di accesso preferito è lo smartphone: l’89% dei casi, contro il 51% dei personal computer e il 33% dei tablet. Ricordiamo brevemente che per promuoversi efficacemente su Weibo è necessario:
  • Aprire un account ufficiale per ottenere la “v” di “verified”, indispensabile per creare fiducia negli utenti.
  • Pubblicare contenuti nuovi e aggiornamenti frequenti: come Twitter, le news circolano molto velocemente ed è importante tenere il passo.
  • Gestire la community e interagire con gli utenti e con i Key Opinion Leader.
  • Fare cross-marketing con altre piattaforme come sito web e WeChat.
  Per approfondire gli aspetti legati alla comunicazione in Cina e conoscere nel dettaglio i diversi canali digitali cinesi potete SCARICARE QUI GRATIS  l’estratto “Il boom del settore digitale del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina.  

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I numeri parlano chiaro: in Cina dal 2007 al 2013 gli acquisti di arredo Made in Italy sono cresciuti del 175% e, secondo le previsioni, nei prossimi 6 anni la richiesta di mobili di alta fascia crescerà del 70%. Trend positivi confermati anche dal successo riscosso dal primo Salone del Mobile.Milano Shanghai, dello scorso 19-21 novembre. Per cogliere tutte le opportunità che il mercato cinese offre alle aziende italiane del settore arredo, FederlegnoArredo ha avviato il “Progetto Cina – Club Made in Italy”. Un percorso formativo rivolto ai suoi iscritti e realizzato in collaborazione con la Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina. (SCARICA l’estratto “Il boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina) Giovedì 15 dicembre si terrà a Milano presso Foro Bonaparte 65 il seminario conclusivo del 2016 e saremo presenti anche noi. Tra i diversi formatori ci sarà anche East Media con  Emanuele Vitali, Marketing Manager, avrà il compito di illustrare gli aspetti legati alla comunicazione in Cina. Un Paese con il più alto numero di utenti digitali (oltre 700 milioni), ma caratterizzato da specifiche peculiarità sia per il background culturale molto differente che a livello digitale: gli utenti cinesi utilizzano avanzate piattaforme e motori di ricerca locali come Baidu, Weibo e WeChat al posto degli occidentali Google, Facebook e Twitter. E hanno un modo di recepire e valutare le informazioni completamente diverso dal nostro.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Al mattino dalle ore 10 alle 12 ci saranno due eventi in contemporanea. Da una parte, chi già iscritto al “Progetto Cina – Club Made in Italy” potrà accedere a degli incontri one-to-one con il team di esperti. Dall’atra, Francesco Boggio Ferraris, Direttore della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina, fornirà agli ospiti delle “pillole” di cultura cinese, fondamentali per comprendere una realtà molto differente da quella occidentale, per capire come approciare con successo il business sul mercato cinese.   progetto_cina_club_mda_in_italy_relatori Dalle 12 alle 13.15, la mattina continuerà con i saluti e l’avvio dei lavori da parte di Giovanni De Ponti, Ad Federlegno Arredo Eventi e Direttore Generale FederlegnoArredo. Seguiranno l’intervento di Roberto Cuneo, Responsabile Ufficio Promozione Internazionale FLA Eventi che presenterà le novità per il 2017 e una rassegna stampa sui principali temi legati alla Cina, curata da Marco Del Corona, giornalista de Il Corriere della Sera, moderato da Francesco Boggio Ferraris. I lavori riprenderanno nel pomeriggio con due appuntamenti. Dalle 14.15 alle 15.15 Emanuele Vitali parlerà di comunicazione digital & social in Cina. Dalle 15.15 alle 16.00 con Giovanni Giacobone, Senior Associate, si intavolerà una discussione sul design italiano in Cina, partendo dalle esperienze maturate da Progetto CMR, società specializzata nella progettazione integrata. >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Turismo creativo: esperienze e prodotti per accrescere il valore dei territori. Questo è il titolo del seminario che si terrà domani 13 dicembre presso la Fondazione CUOA, una delle più importanti business school italiane. Un evento che fa parte del progetto “Reti Creative: Imprese creative e del turismo per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio veneto” e coinvolge numerosi e importanti partner come Touring Club Italiano, Federalberghi, Centro Studi Santagata e Parco Scientifico Galileo. Un evento sicuramente interessante per quanti vogliono approfondire le tematiche legate alla promozione del territorio e del turismo, al quale avremo il piacere di essere presenti, rinnovando l’importante rapporto di collaborazione con la Fondazione CUOA (nella foto una delle storiche sale della sede di Villa Valmarana Morosini, ad Altavilla Vicentina). Nel corso del pomeriggio di martedì 13 dicembre, Emanuele Vitali, marketing manager di East Media, terrà un intervento nel quale illustrerà le caratteristiche di un mercato dalle grandi opportunità come la Cina e quali sono le strategie per valorizzare e promuovere il nostro territorio oltre la Grande Muraglia. La partecipazione è libera e per aderire basta registrarsi all’apposito form della Fondazione CUOA Per avere un quadro completo dell'evento, di seguito vi riproponiamo il programma della giornata: Mattina (ore 9.00-13.00)  Lo sviluppo, le attività, i risultati del Progetto – Armando Peres e Martha Friel, Referenti scientifici del progetto Reti Creative, Fondazione CUOA Business School Scenari e prospettive del turismo in Veneto (introduce e modera Armando Peres) - L’evoluzione del mercato turistico: nuova offerta per una nuova domanda – Massimiliano Vavassori,  TCI - Le nuove sfide del turismo e dell’ospitalità per la creazione di esperienze di territorio – Federico Capraro, Federalberghi Veneto - Prodotti e professioni per il turismo creativo – Martha Friel, CSS-EBLA  - Il ruolo del design per l’innovazione dell’offerta – Cesar Arroyo, PST Galileo, SID Creative Lab Silent Play: nuove modalità di fruizione del territorio tra turismo e ICC – a cura di La Piccionaia Pomeriggio (ore 14.15-18.15) Prodotti e strumenti per un nuovo turismo creativo (introduce e modera Martha Friel) - Gli eventi e il caso Vicenza – Jacopo Bulgarini D’Elci, Vicesindaco del Comune di Vicenza - Il vino – Stefano Bottega, Bottega S.p.A. - I musei d’impresa – Silvia Nicolis, Museo Nicolis - Le reti d’impresa – Marco Tupponi, Studio associato Tupponi, De Marinis, Russo & Partners - I nuovi alfabeti digitali – Emanuele Vitali, East Media Esperienze dal territorio – la parola ai partner aziendali di Reti Creative Conclusioni – Elena Donazzan, Assessore all'istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità, Regione Veneto. Nel caso non possiate aderire all'evento, molti degli aspetti legati alla comunicazione in Cina sono trattati nella nostra guida “La Cina nel 2016: boom del settore digitale” che potete leggere online oppure scaricare (gratuitamente) in formato PDF. >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Dopo un lungo periodo di sofferenza, le cose starebbero per cambiare. Il condizionale è sempre d’obbligo, ma a guardare gli ultimi dati sulla richiesta di prodotti Made in Italy in Russia il 2017 potrebbe essere finalmente l’anno della svolta. I segnali che arrivano dalla seconda metà del 2016 sono incoraggianti: è tornata a crescere la domanda di prodotti Made in Italy nel mercato interno e i viaggiatori russi sono tornati a spendere nel Bel Paese. Per quanto non sia il caso di farsi prendere da facili entusiasmi, la prospettiva di un nuovo assetto politico internazionale con Usa e Russia maggiormente allineate potrebbe portare a una riduzione di quelle sanzioni che tanto hanno danneggiato le esportazioni italiane e indebolito l’economia interna russa. In accordo a un’analisi condotta nel trimestre agosto-ottobre 2016, gli acquisti tax free effettuati dai turisti russi sono cresciuti del 2%, con uno scontrino medio pari a 683 euro. Una crescita modesta, ma sicuramente incoraggiante. I prodotti più ricercati nelle aree tax free, in linea con le tendenze degli shopper internazionali (anche cinesi e coreani) si confermano quelli del settore fashion: ben sette articoli su dieci venduti. Per quanto riguarda le città italiane dove i turisti stranieri sono tornati a spendere maggiormente sono due mete per eccellenza come Venezia (+9%) e Milano (+2%). Se le spese durante i viaggi sono in aumento, più sostanziosa è la crescita nella domanda di prodotti Made in Italy in Russia. Stando alle anticipazioni riportate dall’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, le importazioni del settore della moda italiana sono cresciute del 15,6% nei primi otto mesi del 2016 (in alto un'immagine di una festa nella boutique Etro nel famoso store GUM in piazza Rossa a Mosca). Tre sarebbero i fattori chiavi di questa ripresa:
  • apertura di nuovi negozi in location chiave
  • scelta di applicare prezzi allineati a quelli italiani (riducendo una parte di marginalità)
  • incremento del turismo locale: in forte crescita sono quelli cinesi che, secondo i dati del Rosturism, l’Agenzia federale per il turismo, nei primi cinque mesi dell’anno sono aumentati del 63%. Una forte crescita (vedi qui articolo su turismo cinese), merito di un accordo che ha semplificato l’accesso e della stretta collaborazione di 20 grossi tour operator cinesi e russi. I cinesi vanno in Russia ed acquistano anche italiano in sintesi.
In uno scenario di ripresa è chiaro che le aziende italiane interessate ad acquisire nuove fette di mercato e conquistare la clientela russa devono tornare a investire in comunicazione e marketing per tenere alta la propria brand awareness e posizionarsi in modo efficace per non lasciare spazio a potenziali competitor stranieri. Molti degli aspetti legati alla comunicazione in Russia sono trattati nella nostra guida gratuita  “Scenari digital e social in Russia” 
Le aspettative erano alte e non sono state smentite: il primo Salone del Mobile.Milano Shanghai è stato un successo. Secondo gli organizzatori, dal 19 al 21 novembre scorsi sono state oltre 20.750 le presenze al Shanghai Exhibition Center. Un evento che ha mostrato in Cina il meglio della produzione del Made in Italy dell’arredo e del design e permesso alle Aziende italiane di confrontarsi direttamente con un mercato dalle grandi opportunità, seppur altamente competitivo con dinamiche molto diverse che richiedono di essere approcciato nella maniera corretta. - LEGGI L'APPRFONDIMENTO: COME VENDERE I MOBILI ITALIANI IN CINA - Un Salone che ha gettato le basi per un nuovo ponte commerciale e culturale tra l’Italia e la Cina dal quale ci si attendono rapidi sviluppi nel breve e medio periodo. Specialmente alla luce del fatto che il Salone del Mobile.Milano Shanghai non è stata una semplice esposizione della produzione italiana, ma anche una tre giorni di scambio culturale e relazioni, dove sono emersi alcuni punti sui quali le Aziende italiane devono investire per riuscire a promuoversi in maniera realmente efficace. [caption id="attachment_5020" align="aligncenter" width="990"]salone-del-mobile-milano-shanghai Presentazione ufficiale del Salone del Mobile Milano a Shangai[/caption] Come sottolinea Ilaria Niccoli, brand consultant di East Media e Project Leader di IDI (Italian Designed Innovation) “il design italiano ha un approccio poetico che emerge dalla cultura umanistica intrinsecamente e imprescindibilmente legata al nostro sapere. Oltre a puntare sulla maestria e qualità manifatturiera, per avere successo in Cina le Aziende italiane dovrebbero sottolineare quanto la cultura del progetto guidi e renda unico il loro prodotto, differenziandolo, ad esempio, da quello inglese, nord europeo o coreano”. In occasione del Salone del Mobile.Milano Shanghai molte aziende hanno presentato dei prodotti in linea con la cultura locale. In particolare tavoli rotondi (a volte girevoli) vicini alla cultura e usanze cinesi. Mentre differente è stato l’approccio a livello di comunicazione: alcune hanno evidenziato l’italianità, come Edra che ha rivestito lo spazio con immagini rinascimentali. Altre, come Kohro, hanno preferito puntare sull'ambientazione dei propri prodotti su sfondi tipicamente cinesi. In molti casi, però, si è avvertita la sensazione che ci fosse un generale timore di essere copiati. “Molte Aziendeprecisa Ilaria Niccolihanno proposto pezzi classici in linea con i gusti cinesi, spesso mantenendo un basso profilo, senza alcuna innovazione, né dal punto di vista di prodotti presentati né tanto meno di allestimenti. Forse il freno è stato il timore di essere copiati, ed è un vero peccato perché così facendo non hanno potuto mostrare completamente le proprie potenzialità. Tuttavia, il fruitore che acquista il design Made in Italy non è lo stesso che si accontenterebbe di una copia di scarsa qualità”. [caption id="attachment_5025" align="aligncenter" width="899"]salone-del-mobile-shanghai-wechat La pagina iniziale dell'account ufficiale del Salone del Mobile.Milano Shanghai su WeChat[/caption]

IMPORTANTE LAVORARE ONLINE E SULLA BRAND AWARENESS

Un timore che può essere superato lavorando sulla brand awareness e informando i consumatori cinesi con una mirata strategia di comunicazione che miri al posizionamento adeguato sul mercato, una comunicazione che deve passare necessariamente anche per i canali digitali. La Cina è il Paese con il più alto numero di utenti digitali (oltre 700 milioni) e come evidenziano gli studi condotti da McKinsey & Company, i consumatori cinesi di lusso nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le Aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali. Ricordiamo che i più popolari social network occidentali come Facebook e Twitter in Cina lasciano il posto ad avanzate ed usatissime piattaforme locali come Weibo e WeChat. Mentre gli influencer come i KOL godono di un seguito e di una credibilità maggiore che da noi in Italia: visti come punti di riferimento per nicchie di mercato importanti, influenzano fortemente l’impatto e il posizionamento di un prodotto e di un Brand su un mercato complesso e sfaccettato come quello cinese. Anche se può apparire scontato, forma e contenuto della comunicazione devono essere allineate alle tendenze e ai gusti dei cinesi. Questo impone, per esempio, che il sito web di un’Azienda sia scritto in cinese (la conoscenza dell’inglese non è ancora molto diffusa), ottimizzato per il motore di ricerca locale Baidu e avere un’interfaccia dalla grafica vivace e con una ricchezza di contenuti. Inoltre non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale che influisce sul messaggio da veicolare: c’è una diversa sensibilità verso determinati argomenti e differente anche il modo di relazionarsi alle fonti di informazione. In Cina gli utenti sono ancora più interessati allo story telling, al brand dell’azienda piuttosto che alle qualità del prodotto. Specialmente per quanto riguarda i prodotti Made in Italy che vengono percepiti come status symbol. Per approfondire alcuni argomenti vi consigliamo la lettura di queste breve guide che abbiamo pubblicato online: >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net