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San Valentino in Cina: fare marketing durante il 520

San Valentino in Cina: non solo un evento da festeggiare ma soprattutto un'occasione per fare marketing. Fare marketing in Cina vuol dire porre attenzione ai particolari che i grandi danno quasi per scontati e in merito ai quali i più piccoli si interrogano ancora. Tra questi il calendario delle festività e delle occasioni commerciali riveste un'importanza fondamentale. Soprattutto all'interno del piano editoriale che i brand dovrebbero prevedere sul proprio canale WeChat.  

Come funziona WeChat: l'importanza di un piano editoriale

Nel 2019 parlare dell’importanza di WeChat per i brand che vogliono promuoversi in Cina appare pleonastico, che se ne parli per un’azienda multinazionale o una PMI, se le mire volgono all’internazionalizzazione WeChat è il primo investimento da mettere in conto. Ma non basta. Cosa si pubblica su WeChat? Si può semplicemente riversare il piano editoriale occidentale e sperare che colpisca il target? Ma andiamo per gradi. Come funziona WeChat?  

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  WeChat, che per farla brevissima è nato come applicazione di messaggistica per poi evolversi in una sorta di ecosistema che fa tutto (social media, app di servizi, game, metodo di pagamento), è un canale di comunicazione one-to-one. Questo significa che tramite WeChat i brand possono parlare al singolo utente / fan, che nel momento in cui si iscrive al canale di un brand decide di ricevere una newsletter a settimana da parte del brand. E poi cosa si aspetta da ricevere? Qualcosa di nuovo e di fresco. Le aziende presenti su WeChat con dei canali branded sono 1,5 milioni: da azione di marketing esclusiva è passata ad essere un’arena all’interno dei quali i marchi devono combattere per poter emergere con messaggi divertenti e ingaggianti. Ecco perché sorprenderli con un’attenzione dedicata alle festività e abitudini locali è un tassello necessario a costruire un puzzle di successo.  

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Cosa vuol dire 520?

Il 520, che cade il 20 maggio (in cinese la data si legge in maniera simile all’inglese, anno-mese-giorno, al contrario che nella nostra costruzione sintattica), è una delle tante feste in cui in Cina si celebra l’amore. Il motivo per cui durante questa giornata è lecito – anzi doveroso – prendersi per mano e dirsi cose romantiche è semplice quanto brillante: in cinese 我爱你 (wo ai ni, ti amo) si pronuncia in maniera molto simile a 五二零 (wu er ling, che è la data 5-2-0). Come abbiamo visto per il Capodanno Cinese, anche per questa occasione è strategico intraprendere azioni di marketing. Sia offline, online, o integrata (Burberry ha lanciato un mini-game per l’occasione!) una strategia di valore oggi celebra con il target questa occorrenza. Come? Qui sotto alcune cartoline e newsletter dei nostri brand (come vedrete, c’è tanto da imparare dai mobilieri)! Have a nice read!  

San Valentino in Cina: gli auguri dei brand di arredo

[caption id="attachment_9894" align="aligncenter" width="758"] Gli auguri di Carpanelli e Vibieffe, brand di arredo italiani. Per Carpanelli un letto matrimoniale e per Vibieffe il prodotto Him & Her, quali prodotti più adatti per augurare buon 520?[/caption]   [caption id="attachment_9895" align="aligncenter" width="712"] Gli auguri di Minotti e Living Divani: Minotti comincia con una poesia di Shakespeare e Living Divani ingaggia i lettori con un sondaggio sui prodotti preferiti dai lettori.[/caption]     [caption id="attachment_9896" align="aligncenter" width="672"]San Valentino in Cina Le grafiche di Jumbo Group sono rosse, come il colore dell'amore e di più buon auspicio in Cina![/caption]    

San Valentino in Cina: e... da parte dei brand di vino!

  [caption id="attachment_9897" align="aligncenter" width="795"]San Valentino in Cina Mezzacorona augura a tutti buon 520 con un bicchiere di vino, cin cin! Anzi, ganbei![/caption]   [caption id="attachment_9898" align="aligncenter" width="749"]San Valentino in Cina Santa Margherita celebra il 520 con riferimenti culturali cinesi e occidentali: super cross-cultural![/caption]    

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Capodanno Cinese 2019: le migliori strategie di marketing

  Dopo lo scivolone di Dolce&Gabbana e dei loro cannoli siciliani too much, la Cina potrebbe spaventare anche i markettari più coraggiosi. Ma così non deve essere. L'esperienza - anche degli altri - insegna e non mancano esempi virtuosi. Nelle righe di seguito vi proponiamo alcune strategie di marketing e comunicazione studiate per il Capodanno cinese che stanno raccogliendo un grande successo in Cina. Prima di iniziare, però, è bene fare una doverosa premessa. Il calendario Cinese è un tripudio di feste sconosciute ai più qui in Occidente, conoscerlo e includerlo nel proprio piano di comunicazione globale dovrebbe essere un diktat per i brand che davvero vogliono colpire il target sinofono. Siamo sicuri che lo prescriverebbe anche il dottor Kotler in persona.  

Capodanno Cinese: come, quando, perché

Tra le feste più importanti, anzi, la più importante (o forse a pari con la Festa della Repubblica, per cui però le azioni di marketing intraprese sono evidentemente meno dato il tipo di festeggiamento) è il Capodanno. Per chi non ne sapesse nulla, il capodanno cinese (春节, Chūn jié), è una festività dalla storia plurisecolare (ha origine 4000 anni fa) ed è per certi versi simile al nostro primo dell’anno: nasce per celebrare l’anno appena passato, i sacrifici e il lavoro, e per augurarsi che l’anno successivo possa regalare qualcosa di più. Quest'anno cade il 5 febbraio (la vigilia è il 4), e non sono pochi i cinesi desiderosi di festeggiarlo con i propri cari. O facendosi un regalo.

 

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Longchamp: l'ormai collaudata collaborazione con Mr. Bags

Longchamp, l'apprezzatissimo marchio di pelletteria francese reso famoso dalla linea Pliage, ha centrato ancora una volta il bersaglio. Il brand, il cui nome cinese 珑骧 (Lóng Xiāng) è già una lezione di marketing fatta e finita (il significato è "dragone"), ha realizzato infatti una nuova edizione limitata in occasione dell'Anno del Maiale. Il tutto in collaborazione con Mr Bags, tra i principali e più apprezzati KOL in Cina, e capace di fatturare migliaia di euro in pochi secondi.  
[caption id="" align="aligncenter" width="548"]Capodanno Cinese_Mr Bags Mr Bags è tra i principali KOL in Cina. Longchamp non è la sua prima collaborazione con brand stranieri in Cina: prima del marchio francese ha infatti collaborato con Givenchy, Montblanc, Tod's.[/caption]
  Già nel 2018 la loro collaborazione per l'Anno del Cane aveva avuto un ottimo successo - le borse portavano due simpatiche zampette, che oltre a richiamare appunto l'animale, erano a coppia, di ottimo auspicio nella Cultura Cinese. Quest'anno si prevede che il loro Pig Pack riscuota lo stesso, enorme, se non maggiore, successo.  
[caption id="" align="aligncenter" width="564"]Capodanno Cinese_Longchamp L'edizione limitata Longchamp x Mr Bags: il maiale è riportato con un'elegante linea che ne ricorda la coda.[/caption]
  La collezione (e citiamo il publiredazionale della piattaforma cinese Sohu.com) è stata progettata con uno stile unico, richiamando gli elementi classici che contraddistinguono il marchio (la morbida pelle d'agnello e di pecora) e qualche elemento vivace (la sagoma del maialino) per ringiovanirla e renderla più giocosa. Non è facile non cadere nel kitch quando l'animale che ci si trova a dover festeggiare è un maiale. E Mr Bags ha reso la coda del maialino una linea elegante e quasi naturale. Chapeau!  
Capodanno Cinese_Longchamp_2

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E gli altri?

Ovviamente Longchamp non è stato l'unico marchio che ha celebrato il Capodanno Cinese, ma sicuramente è stato uno migliori. Oltre al brand gestito da Sophie Delafontaine, infatti, anche Coach, Givenchy, Vans, Swatch e molti altri hanno realizzato edizioni limitate recanti simpatici maialini.
[caption id="" align="aligncenter" width="524"]Capodanno Cinese_Givenchy L'elegante packaging di Givenchy è rosso, colore del Capodanno Cinese.[/caption]  
Le borse Gucci hanno il muso di un maialino: giocose ma con l'inconfondibile trama apprezzata oltre Muraglia.
[caption id="" align="aligncenter" width="511"]Capodanno Cinese_Louis Vuitton Il portachiavi con monogrammi LV è di dimensioni più ridotte ma riesce nel suo intento cross-cultural.[/caption]
 

Gucci e il Capodanno Cinese: anche in Italia ci sappiamo fare

In Italia la medaglia di best practice va indubbiamente a Gucci, che oltre ad aver realizzato una bellissima capsule collection ha sviluppato una campagna pubblicitaria piena di millennial e maialini. La limited edition richiama il segno zodiacale in ogni singolo prodotto, a partire dai portafogli per arrivare alle borse, scarpe, felpe e molto altro.   [caption id="" align="aligncenter" width="560"]Capodanno Cinese_Gucci Le borse Gucci interpretano il Capodanno Cinese in maniera giocosa, pur rimanendo fedeli all'apprezzatissima trama del brand, un must Oltre Muraglia.[/caption]  
[caption id="" align="aligncenter" width="553"] La campagna pubblicitaria di Gucci per il Capodanno Cinese: millennial e maialini in un'ambientazione suggestiva e apprezzatissima dal target, New York.[/caption]
      Per promuovere la collezione, Gucci ha utilizzato diverse piattaforme digitali. Tra queste l'immancabile WeChat e il sempre più popolare Douyin. La piattaforma di mini-video da molti mesi sta popolando e si sta facendo conoscere anche in Occidente con il nome TikTok. I più geek ne avranno sicuramente sentito parlare.  

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  Per promuovere la sua collezione il brand ha scelto di puntare su influencer molto seguiti e apprezzati dai millennial. Questi ultimi sono stati invitati dai testimonial a realizzare video con simpatici maialini sullo sfondo. La campagna che ha assunto subito i contorni di un gaming per gli utenti si è dimostrata azzeccata. L'engagement è stato straordinario. Basti pensare che il solo post condiviso su WeChat ha raccolto più di 100.000 letture e quasi 1.000 mi piace!   [caption id="attachment_9445" align="aligncenter" width="760"] La newsletter di WeChat di Gucci: lo sfondo rosso, i maialini e KOL, il mix perfetto per ingaggiare il target cinese.[/caption]  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione non troppo cross-culturale

  Internazionalizzare la propria attività in un altro paese non è un passaggio scontato. Per poter avere successo, specialmente in un paese complesso e distante - non solo geograficamente - come la Cina, occorre tenere in forte considerazione le radici culturali del target. E non offenderlo. Da qualche giorno, l’hot topic del web è lo scivolone di Dolce & Gabbana in Cina. Ne parlano tutti, da ogni parte del globo. Ma che cosa è successo esattamente? E perché?  

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Gli albori della polemica: qualche piatto italiano e un paio di bacchette

La notizia è ormai stata sviscerata: i due stilisti hanno promosso il loro grande Fashion Show in Cina tramite video che ritraggono una modella cinese che cerca di mangiare una pizza, un cannolo e degli spaghetti con le bacchette. In sottofondo, una fastidiosa voce fuori campo le spiega che non è il modo corretto per mangiarla.  La pubblicità risulta indubbiamente un po’ come lo zio che alle feste fa scherzi di cattivo gusto, ma può venire naturale chiedersi il perché di tutto questo scalpore. Senza voler ripercorrere tutte le tappe della debacle internazionale, in questo articolo analizziamo insieme a Marcella Gao e Janet Wang, project manager di Triboo East Media, i motivi del fallimento di tale comunicazione.   Dolce e Gabbana

 

Comunicazione in Cina: le basi da seguire (anche per Dolce & Gabbana)

Alla base di una comunicazione efficace vi è sempre la comprensione e il rispetto della cultura del target a cui ci si rivolge. La comunicazione di Dolce & Gabbana è stata lacunosa sia dal punto di vista della creazione del contenuto sia dal punto di vista della gestione della crisi. Prendendo come punto di partenza i contenuti iniziali, come evidenziato da Marcella Gao, “il problema fondamentale dei video di Dolce & Gabbana è che i post si indirizzavano alla comunità cinese. Ma con un punto di vista totalmente eurocentrico. Anzi italo-centrico. Il concept che lega i video è una ragazza cinese che cerca di mangiare vari cibi italiani (pizza, spaghetti e cannolo) con le bacchette. Ma non è una buona idea scherzare sulle bacchette. Fin da piccoli, i cinesi sono abituati a utilizzarle: diventano una sorta di simbolo. E’ impossibile che qualcuno non sia in grado di utilizzarle ed è offensivo essere presi in giro per questo. Non è tanto questione di non saper scherzare su sé stessi, ma nessun cinese si sognerebbe di provare a mangiare questi piatti con le bacchette. Inoltre, non sarebbe così incapace”.  

Pizza, spaghetti e cannolo: una triade che ha fatto parlare di sé

Protagonista di ogni video è un diverso piatto italiano, che la modella puntualmente prova a mangiare con le bacchette, schernita dalla voce fuori campo. Per ognuno dei video è possibile evidenziare un errore in termini di comunicazione. Partiamo da quello meno grave”, spiega Marcella Gao: “il popolo cinese sa che la pizza si mangia con le mani. Non ci sono persone che provano a mangiarla con le bacchette, nessuno è così fuori dal mondo”. Ma i passi falsi più gravi sono negli altri due video. Gli spaghetti non sono un’esclusiva italiana. La cucina cinese è ricca di piatti a base di spaghetti ed è evidente che le persone siano abituate e capaci di mangiare la pasta lunga con le bacchette. Scherzare sull’idea di una nostra incapacità in questi termini è da una parte di scarso gusto, dall’altra una battuta poco riuscita”. “Per finire con il cannolo. Dolce & Gabbana ha sempre avuto una comunicazione votata allo scalpore, ma le battute a sfondo sessuale sono un po’ too much”.  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione sopra le righe

Il brand è evidentemente avvezzo a una comunicazione mirata alla sorpresa e allo scandalo, ed è comprensibile che potesse pensare di fare parlare di sé. Ma questa volta sembra aver sorpassato il limite. A onor di cronaca, però, non è la prima volta che Dolce & Gabbana divide gli animi cinesi. La prima volta, spiega Janet Wang, “è stata in occasione di una campagna che avvicina modelli vestiti dal brand a persone comuni, rappresentate in maniera molto rurale e stilizzata."    

Stereotipi e marketing: un accostamento da evitare

Le bacchette però non sono l’unico errore nella comunicazione del brand. La pubblicità appare come un ritratto stereotipato della Cina. Assomiglia all’idea vaga che gli stranieri hanno dei cinesi, a partire dalla modella per finire con l’ambientazione del ristorante. Come ha spiegato Janet Wang, la modella, con i tratti somatici così caratteristici, assomiglia solo a una piccola porzione della popolazione cinese. “Nei film di Hollywood, tutti i cinesi hanno visi molto simili. Questo è perché vengono selezionati attori con la medesima provenienza geografica. Ma la Cina è un continente, e i volti cambiano molto da regione a regione. Non tutti hanno la palpebra come la modella di Dolce & Gabbana.”  

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  La modella, che a noi occidentali potrebbe apparire come una bellissima donna di origine cinese, non è stata percepita dal target come rappresentativa. Sembra proprio che i cinesi siano stufi di vedersi ritratti in una sola maniera. In aggiunta, la voce fuori campo è basata su un preconcetto sbagliato che vede i cinesi incapaci di pronunciare parole straniere. “Il modo in cui pronuncia ‘bravissimo’ o ‘Dolce e Gabbana’ dà una cattiva immagine del popolo straniero” spiega Janet Wang. Tutto questo, condito dalla scelta di una location, che come quella della modella, non è piaciuta a tutti. “Il ristorante è il tipico ristorante che gli italiani si aspettano di trovare in Cina. Ma in Cina ci sono anche posti in stile moderno, occidentale. Trendy. Non è solo tradizione e stereotipi”.  

Comunicazione fallita: la risposta di Dolce & Gabbana

Che Dolce & Gabbana abbia mangiato pane e stereotipi a colazione è ormai un fatto. Ma se errare è umano, perseverare è diabolico. In altre parole, “l’errore dei video poteva anche essere perdonato, lo scoglio più grande risiede nella gestione della comunicazione post crisi, ha spiegato Janet Wang. Dopo infatti il furore che ha scatenato la pubblicazione dei post, l’ufficio PR Cina del brand ha taciuto. Per due giorni. A rispondere ai primi commenti da parte degli utenti è stato Stefano Gabbana, che d’impulso ha risposto a vari utenti (sono molti gli screenshot che girano in rete) scavandosi la fossa attorno.   [caption id="attachment_9170" align="aligncenter" width="570"]Dolce e Gabbana Le risposte di Stefano Gabbana a un'utente di origine cinese hanno causato un'indignazione ancora maggiore tra gli utenti cinesi: lo stilista ha peccato in termini di educazione e comprensione.[/caption]     Rispondere a un utente offeso che la Cina è un paese di ignoranti è un errore molto grave”, spiega Marcella Gao, “e sotterrare la questione spiegando che il profilo è stato hackerato non è una soluzione adatta”.    

Il video di scuse e la percezione dell'utenza cinese

Le conseguenze dei video sono state considerevoli: la chiusura degli store e-commerce, la nascita dell’hashtag #boicottaDolce&Gabbana e il divieto impartito dal Governo Cinese di svolgere la sfilata. L'evento, formalmente vietato dal Governo, è stato anche boicottato da numerosi VIP (Chen Kun, Wang Junkai, Dili Reba), che in linea con quanto affermato dalle fonti ufficiali di Stato, si sono dichiarati profondamente offesi e intenzionati a non partecipare alla sfilata. Solo in seguito a tutto ciò, Dolce & Gabbana si è attivata con un video di scuse sul canale ufficiale Weibo del brand, rivolgendosi direttamente agli utenti.   [caption id="attachment_9171" align="aligncenter" width="673"]Dolce e Gabbana Dolce e Gabbana nel video di scuse pubblicato sul canale Weibo del brand. L'effetto del post non è stato quello desiderato: in tanti hanno definito ipocriti gli stilisti, sottolineando che le loro scuse sono arrivate tardi e incomplete.[/caption]   La risposta del web non è stata evidentemente quella sperata. In molti hanno risposto spiegando che le scuse non bastano e che quel video non può cancellare le offese contenute nel video.   [caption id="attachment_9172" align="aligncenter" width="571"]Dolce e Gabbana Il primo commento, con oltre 1.000 like, sottolinea la mancanza di genuinità degli stilisti nel video, che parlano alla telecamera solo dopo aver volto lo sguardo altrove - probabilmente verso un testo con le indicazioni sulle battute da dire. I due vengono definiti "attori"[/caption]   [caption id="attachment_9173" align="aligncenter" width="587"] Il secondo commento che appare nello screenshot è di un utente che sottolinea il ritardo delle scuse.[/caption]     Ciò che è chiaro è che quella di Dolce & Gabbana, oltre a essere un’azione di marketing scarsamente riuscita per il brand, è una lezione da cui apprendere.  

Vademecum della comunicazione corretta in Cina

I passi falsi del noto brand italiano ricordano l’importanza di un approccio culturalmente consapevole per le aziende che operano in Cina. In un momento storico in cui la Cina si sta aprendo fortemente all’interscambio con l’estero, essere rispettosi e coscienti delle differenze che separano le realtà è essenziale.  

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  Una strategia di marketing efficace deve anzitutto partire dallo studio del background del target e dal rispetto per lo stesso. I messaggi devono essere adatti e declinati per poter piacere a utenti che hanno gusti e valori differenti da quelli occidentali. Indubbiamente, nella comunicazione di Dolce & Gabbana c’era un riferimento e un’ironia dal sapore europeo, ma mentre nella cultura occidentale uno scherzo del genere poteva essere accettato, in Cina lo scherno rispetto a valori locali (come le bacchette) è un errore da non commettere.  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Single Day 2018: le 10 pubblicità più cool dell'evento da 30 miliardi

  Ieri si è tenuto il decimo Single Day di Alibaba. I numeri usciti sul web sono sorprendenti: solo nei primi 60 secondi le vendite sono state pari a 1 miliardo. Il fatturato di questa edizione ha pienamente superato quello dell’anno scorso, superando i 30 miliardi di dollari (+ 20% rispetto al 2017). In questo articolo attraversiamo un po’ la storia e il contesto della ricorrenza web più chiacchierata al mondo e le best practice aziendali degli ultimi anni.

 

E-commerce in Cina: com’è nato il Single Day?

Le potenzialità dell’e-commerce in Cina non sono certo una novità. E’ ormai da qualche anno che gli esperti di settore non fanno altro che rimarcare l’importanza della presenza online nel paese del Dragone. Nonostante questo, sono molti i brand che non colgono l’occasione e restano all’angolo, guardando i competitor fatturare l’impossibile in un solo giorno. Con i suoi celeberrimi 800 milioni di utenti digitali, la Cina ha un potenziale bagaglio di consumatori quantitativamente e qualitativamente molto importante: sono sempre più numerosi anche i cinesi appartenenti alla classe media e medio-alta.  

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  Una strategia di marketing internazionale completa deve prevedere non soltanto l’adattamento del marketing mix in tutte le sue declinazioni, ma un’attenzione puntuale al calendario commerciale del paese di sbocco. In Cina il giorno da segnare sul calendario è l’11/11, o Single Day. Nato negli anni ’90, il Single’s Day (光棍节,Guānggùn jié) è una festività non ufficiale che ricorre ogni anno l’11 novembre: la rappresentazione 11/11 ricorda visualmente due figure separate.  
Single Day 2018
  Mentre in origine erano solo i single a festeggiare l’11 novembre, oggi tutti quanti aspettano questa data, che coincide con il Global Shopping Festival: che siano fidanzati o no, i cinesi inseguono le promozioni di Alibaba. Dal 2008 il colosso cinese dà il via a una giornata estrema di saldi online, sul portale Tmall. Ma come fare a sfruttare a pieno le potenzialità di questa ricorrenza? Indubbiamente abbracciando la cultura e lo stile cinese! In occasione del Single Day è ormai da qualche anno che i brand si cimentano in grafiche e testi super chinese-friendly. E lo fanno alla maniera di Jack Ma: con banner “testa di gatto” (Maotou), a ricordare il celeberrimo simbolo di Tmall, un gattino. Di seguito le migliori pubblicità degli ultimi anni.

 

#10 GAP (2017)

 
Single Day 2018
Gap va premiata per la grafica: è una sciarpa a delineare i confini del gatto stilizzato di Tmall. La sciarpa, che è uno dei prodotti più venduti del brand in assoluto, abbraccia un gruppo di 4 persone. Decimo posto perché a voler essere davvero chinese-friendly i volti potevano essere quelli di consumatori cinesi.

 

#9 Tampax (2017)

 
Single Day 2018
  Nona posizione per Tampax, che ha fatto un ottimo lavoro sia in termini di grafica che di testi. Le orecchie del gatto sono rese da un’onda cavalcata da una giovane donna che usa un tampax come surf. Un po’ kitch? Ma il messaggio (in alto a sinistra del banner) è super positivo: “viaggia nel nuovo mondo” (con un tampax)!  

#8 Pinko (2017)

 
Single Day 2018
Pinko ha fatto un ottimo lavoro su entrambi i fronti: contenuti e grafica. Lo slogan, 爱到出色 (aidao chuse), significa letteralmente “amare a tal punto da tirare fuori i colori”, come dimostra la grafica: dalla modella emergono arancione e blu, come fossero sue emanazioni. Cool!  

#7 Go Pro (2018)

 
Single Day 2018
  La grafica di Go Pro, prima entrata in classifica del 2018, è davvero molto azzeccata. La forma del gatto è resa da una grotta da cui si può vedere il cielo, su cui appare lo slogan “più scopri, più diversità incontri”: sembra proprio abbracciare il concetto di cross-culturalità.

 

#6 M&M’s (2017)

 
Single Day 2018
  Che dire? L’idea di M&M’s è super cool: il gatto è reso da una finestra che da sullo spazio, da cui si affacciano tanti cioccolatini. Gustoso!

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#5 Maserati (2017)

 
Single Day 2018
  Anche il gattino di Maserati è davvero super riuscito. Non soltanto la forma delle orecchie è perfetta, ma anche gli occhi (dati dai centralini informativi) sono identici a quelli del gatto di Tmall. Parfait!

 

#4 Lipton (2018)

 
Single Day 2018
  Lipton, per poco non in Top 3, va assolutamente premiato per la grafica del banner. Il gattino è reso da un coloratissimo bus (rosso, ottimo!) che trasporta frutta. Esotico e davvero piacevole alla vista.

 

#3 Lab Series (2017)

 
Single Day 2018
  Il banner di Lab Series, oltre ad essere visivamente gradevole e azzeccato (la mascherina blu è un gatto perfetto) ha un claim super studiato: i caratteri che lo compongono, 理想型蓝 (lixiang xinglan), significano letteralmente “aspirazione ad essere un blu fashion” (il blu è il colore del brand), ma la cosa simpatica è che 型蓝 (xinglan) è un gioco di parole sonoro che ricalca il senso di 型男 (xingnan), cioè uomo bello e alla moda, che poi, è il target del brand!

 

#2 Coca Cola (2018)

 
Single Day 2018
  Si sa che Coca Cola è sempre tra i migliori in termini di practises, specialmente in Cina. Al di là del suo naming cinese(可口可乐, kekoukele, che oltre a ricalcare il suono significa bevanda gioiosa), anche il suo banner è super carino. Coi colori del rosso tipici del brand, Tmall e le festività cinesi, le orecchie sono formate dal capo di due persone che condividono una bottiglia. Davvero carina.

 

#1 Gilette (2017)

 
Single Day 2018
  Al primo posto di questo biennio di banner c’è un brand forse inaspettato, ma che ha realizzato una “testa di gatto” davvero simpatica: Gilette. Graficamente, il gatto è reso con uno specchio, da dove si osservano due volti cinesi di padre e figlio: un momento di condivisione familiare intimo e cross-culturale, dati i tratti somatici dei visi. Il claim, poi, è il colpo di grazia: un gioco di parole, 无可剃代 (wuke tidai), cioè “non si può fare a meno di rasarsi”, il cui suono è uguale a quello del sintagma 无可替代 (wuketidai), cioè “insostituibile”. In poche parole la lametta insostituibile. Chapeau!  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Come fare digital marketing in Cina? Ecco cosa è emerso dal Rapporto Annuale Cina 2018

  Lunedì 16 luglio a Milano è stato presentato il Rapporto Annuale Cina realizzato dal Centro Studi per l’Impresa di Fondazione Italia Cina (CeSIF). Autorevole studio di mercato giunto alla nona edizione, il Rapporto prende in considerazione tutte le variabili macro-ambientali che potrebbero condizionare l’operato delle aziende italiane in Cina. L'analisi, suddivisa in macro-reparti (politica, economia, ambiente, etc), comprende anche una parte dedicata al mondo digital in Cina. Variabile molto importante e da considerare in ottica di internazionalizzazione, la cui stesura è affidata a East Media ormai da qualche anno.   [caption id="attachment_8583" align="aligncenter" width="792"]Marketing in Cina Presentazione del Rapporto Annuale Cina 2018. Da sinistra Emanuele Vitali, Managing Director East Media, Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager Global Blue Italia, Filippo Fasulo, Coordinatore Scientifico CeSIF, Ferruccio De Bortoli, moderatore del seminario, Giulio Finzi, Segretario Generale Netcomm, Marco Rota Candiani, Partner Studio legale Hogan Lovells e Giuseppe Pignanelli, Direttore Generale Travaglini.[/caption]    

Quasi 800 milioni di cinesi connessi

Nonostante al momento solo il 53% della popolazione cinese risulti digitalizzata, la Cina è tra i paesi con il più ampio bacino di utenti web. Su una popolazione di 1,4 miliardi di persone, sono 751 i milioni di cinesi connessi (Internet World Stats)In pratica un cinese su due è sul web.  Evidentemente, la parte di popolazione che non accede ancora ad internet proviene dalle zone rurali. Gli abitanti dei grandi agglomerati urbani rappresentano il 73% degli utenti digitali, cresciuti di 37,7 milioni di persone rispetto alla fine del 2015 (un incremento del 7%). Si tratta di dati interessanti, che però non devono portare le imprese a sottovalutare il valore delle zone rurali. Sono diverse le azioni che sta muovendo il Governo Cinese per rendere meno arretrate le aree periferiche. Se oggi essere presenti nelle grandi città è un diktat, presto lo sarà anche nelle zone oggi meno sviluppate. Anche digitalmente.  

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Marketing in Cina: cosa è emerso dalla presentazione del Rapporto Annuale 2018

Il tempo trascorso sul web dagli utenti cinesi è sempre maggiore. Come evidenziato da un’indagine di Google Consumer Barometer condotta su un campione di popolazione con età superiore ai 16 anni, più di 8 utenti su 10 accedono quotidianamente a internet. Dati allineati a quelli di GlobalWebIndex che, prendendo in considerazione un campione di utenti con fascia di età 16-64 anni, rileva che in media ogni giorno i cinesi si collegano al web per 6 ore e 30 minuti. Di questo tempo, 3 ore e 26 minuti sono trascorse via mobile e 2 dedicate ai social network. rapporto annuale 2019 fondazione italia cina aquazzurra
Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.

I mezzi per fare marketing in Cina

A presentare lo scenario digital è stato Emanuele Vitali, co-founder e Managing Director di East Media. “Non bisogna pensare che essere presenti in Cina basti: bisogna farlo bene. Rivedendo le politiche di marketing in toto, a partire dal lato della comunicazione. Le strategie, i mezzi, i modi che possono andare bene per il mercato occidentale non sono gli stessi che vanno bene per la Cina”.   [caption id="attachment_8584" align="aligncenter" width="802"]Marketing in Cina Emanuele Vitali durante l'intervento della presentazione milanese del Rapporto Annuale 2018: il cross cultural marketing è essenziale per conquistare i consumatori cinesi.[/caption]

 

> LEGGI ANCHE: E-COMMERCE IN CINA: CON L’EVENTO “618” JD.COM FATTURA OLTRE 20 MILIARDI DI EURO

 

Marketing in Cina: i motori di ricerca

Così lontana geograficamente dall’Italia, la Cina lo è anche dal punto di vista digitale per diverse ragioni. Con il suo volume di traffico dati e numeri di utenti digitali, la Cina è a tutti gli effetti una macroregione nel mondo del web. A causa del Great Firewall (una sorta di scudo informatico) l’accesso a determinati siti è bloccato. "Tra questi non solo siti di secondaria importanza, ma anche colossi come Facebook. Google, invece, nonostante non sia formalmente bloccato, ha una quota di mercato di scarsissimo rilievo. Il motore di ricerca più utilizzato in Cina è di gran lunga Baidu, seguito dall’emergente Shenma (un motore cui è possibile accedere esclusivamente via mobile), Haosou e Sogou" ha fatto notare Emanuele Vitali. Per avere un’idea, basti considerare che quasi il 75% delle ricerche avviene su Baidu, il 10,5% su Shenma, mentre la quota di Google si ferma a solo l’1,7%. Baidu inoltre viene usato non solo per compiere ricerche, ma anche per le sue piattaforme collegate: Baidu Baike (una sorta di Wikipedia integrata) e Baidu Tieba, piuttosto simile a Google+.   

Marketing in Cina: i social network

Anche lo scenario dei Social Network si pone in maniera differente rispettivamente a quello occidentale.   [caption id="attachment_8586" align="aligncenter" width="559"]Marketing in Cina Principali social network in Cina: % di utenti che hanno dichiarato di aver utilizzato una determinata piattaforma (2016 vs 2017). Fonte: elaborazione East Media su 中国互联网络发展状况统计报告 (2018).[/caption]

 

WeChat: l'intramontabile mezzo per il marketing in Cina

Principale social media in Cina è WeChat (di proprietà Tencent) che, nata come piattaforma di messaggistica, ha gradualmente aumentato la propria popolarità grazie alle avanzate e innovative funzioni. Gli utenti possono eseguire prenotazioni (taxi, ristoranti e voli), trasferire i soldi ad altri contatti e fare acquisti online e offline.  

> LEGGI ANCHE: NOVITÀ PER WECHAT: ECCO COSA CAMBIA PER LE AZIENDE E I BRAND

  A questo proposito è interessante evidenziare come la funzione di pagamento WeChat Pay è sempre più utilizzata. Come emerge dai dati di Global Web Index, nel 2017 il 46% dei consumatori cinesi ha affermato di aver effettuato un acquisto via mobile e WeChat Pay è stata utilizzata da una persona su tre, raggiungendo in pochi anni la quota di mercato di AliPay (39%), il sistema di pagamento del colosso dell’e-commerce Alibaba. "Tra le novità degli ultimi tempi vi è inoltre l’introduzione dei cosiddetti Mini Programs, app che possono essere utilizzati direttamente restando su WeChat. Tra i più popolari ci sono Mobike, per il bike sharing, servizi di video-streaming o per ascoltare musica, ma anche i “mini games”. Ad esempio, grande successo ha il mini-game Tiao Yi Tiao (跳一跳), su cui colossi quali Nike e McDonald’s hanno già investito molto in advertising (si arriva a cifre pari a 5 milioni di yuan al giorno per adv)" - ha ricordato Vitali.  

Qzone e Weibo

Secondo a WeChat, Qzone, è un altro social network di proprietà Tencent, che permette agli utenti di scrivere blog, inviare foto e ascoltare musica. Qzone è una delle funzionalità della piattaforma madre QQ, App di messaggistica istantanea che offre anche altri servizi all’utente quali blog, giochi, email e la possibilità di effettuare pagamenti online.

Mix di Facebook, Instagram e Twitter, Sina Weibo è invece la piattaforma social più utilizzata da celebrità, compagnie e organizzazioni che desiderano instaurare una comunicazione diretta con gli utenti finali (in 140 caratteri). Rispetto a Twitter, Sina Weibo offre maggiori potenzialità. E' possibile creare dei microblog, sondaggi e condividere contemporaneamente più foto, video e file. Weibo è la piattaforma più utilizzata dai cinesi per cercare informazioni in tempo reale. Come emerge da uno studio condotto nel 2016 dal CNNIC, i tre motivi principali di utilizzo sono: ricerca delle notizie più recenti (72%), seguire pagine/contenuti di interesse personale (66%) e ottenere informazioni pratiche e consigli (60%). "Un must per tutte le aziende che vogliono operare in Cina, anche Sina Weibo propone una serie di strumenti utili per le analisi marketing" ha sottolineato Vitali.  

Zhihu e Douban: le ultime novità

Decisamente più staccato per volume di utenti, Zhihu è un social network la cui popolarità è in crescita e per questa ragione da tenere in considerazione. Il suo funzionamento è simile a quello di Quora e di altre piattaforme di domande/risposte dove gli utenti registrati interagiscono per scambiarsi informazioni solitamente molto tecniche sui prodotti e servizi. Un’azienda può utilizzare Zhihu per controllare la propria brand reputation e rispondere ai quesiti degli utenti sui suoi prodotti/servizi, in forma più o meno diretta.  

> LEGGI ANCHE: VENDERE IN CINA: NE PARLA ANCHE MARCO MONTEMAGNO. NOI VI DICIAMO COME FARE

  Come Zhihu, Douban è una piattaforma meno popolare rispetto alle principali, ma non per questo meno importante. Viene utilizzata per condividere pareri su specifici argomenti - a esempio musica, film, cultura ed eventi - che possono essere visualizzati anche da utenti non registrati. Questo social network può avere un buon impatto sulla credibilità e percezione di un brand, perché i cinesi sono abituati a scambiarsi informazioni e pareri online anche prima di procedere all’acquisto di un prodotto o servizio.    

Guarda il video del seminario East Media "La Cina e il boom dei consumi"

Per conoscere tutte le tematiche legate alla vendita e al marketing in Cina, potete guardare il video del seminario organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina. L'evento, tenutosi il 20 marzo presso la Fondazione Stelline di Milano, è stato dedicato ad argomenti quali il WeChat marketing, la comunicazione cross-culturale, il turismo cinese in Italia. Qui sotto il video.

  https://www.facebook.com/EastMedia.net/videos/946625762154376/  

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Rapporto Annuale Cina 2018: appuntamento il 16 luglio a Milano

  Lunedì 16 luglio a Milano verrà presentato il Rapporto Annuale Cina realizzato dal Centro Studi per l’Impresa di Fondazione Italia Cina (CeSIF). Giunto alla sua nona edizione, il Rapporto Annuale è un autorevole studio di mercato che prende in considerazione tutte le variabili macro-ambientali che potrebbero condizionare l’operato delle aziende italiane in Cina. L'analisi, suddivisa in macro-reparti (politica, economia, ambiente, etc), comprende anche una parte dedicata al mondo digital in Cina. Variabile molto importante e da considerare in ottica di internazionalizzazione, la cui stesura è affidata a East Media ormai da qualche anno.   [caption id="attachment_4181" align="aligncenter" width="735"]Marketing in Cina Il managing director East Media Emanuele Vitali al summit sino-italiano Wealth, Prosperity and Capital Forum, evento per promuovere la cooperazione bilaterale economica, finanziaria ed industriale tra Italia e Cina. Con il Patrocinio della Regione Lombardia, è stato promosso da Fortune Fountain Capital e Financial Times Chinese, e co-organizzato da East Media e Associazione Lombardia Cina.[/caption]  

> LEGGI ANCHE: MUOVERSI NEL MERCATO CINESE: IL SEMINARIO EAST MEDIA AL NETCOMM FORUM 2018

 

Un mondo digitale

Con 1,4 miliardi di persone, la Cina ha un potenziale bacino di utenza internet di incredibile ampiezza. Al momento, secondo i dati Internet World Stats, sono 751 i milioni di cinesi connessi. In pratica un cinese su due è sul web. Nonostante i grandi numeri, è da sottolineare che la diffusione di internet in Cina ha ancora un grandissimo potenziale: è digitalizzata solo il 53% della popolazione cinese (contro il 73% italiano).  

Marketing in Cina: dove?

Evidentemente, la parte di popolazione che non accede ancora ad internet proviene dalle zone rurali. Gli abitanti dei grandi agglomerati urbani rappresentano il 73% degli utenti digitali, cresciuti di 37,7 milioni di persone rispetto alla fine del 2015 (un incremento del 7%). Si tratta di dati interessanti, che però non devono portare le imprese a sottovalutare il valore delle zone rurali. Sono diverse le azioni che sta muovendo il Governo Cinese per rendere meno arretrate le aree periferiche. Se oggi essere presenti nelle grandi città è un diktat, presto lo sarà anche nelle zone oggi meno sviluppate. Anche digitalmente.  

Marketing in Cina: come?

Il tempo trascorso sul web dagli utenti cinesi è sempre maggiore. Come evidenziato da un’indagine di Google Consumer Barometer condotta su un campione di popolazione con età superiore ai 16 anni, più di 8 utenti su 10 di accedono quotidianamente a internet. Dati che sono allineati a quelli di GlobalWebIndex, che in base a un campione di utenti con fascia di età 16-64, ha scoperto che in media ogni giorno i cinesi si collegano al web via per 6 ore e 30 minuti. Di queste 6 ore, 3 ore e 26 minuti sono trascorse via mobile e 2 dedicate ai social network.  

> LEGGI ANCHE: NOVITÀ PER WECHAT: ECCO COSA CAMBIA PER LE AZIENDE E I BRAND

  La chiave del marketing in Cina è una promozione che sia a contatto coi consumatori il più possibile. Per questo le piattaforme digital cinesi sono così importanti.  

I mezzi per fare marketing in Cina

East Media sarà presente alla presentazione di lunedì 16 luglio a Milano. A presentare lo scenario sarà Emanuele Vitali, co-founder e managing director di East Media: “Fare marketing in Cina vuol dire dover rivedere in maniera estesa le proprie politiche di marketing. A partire dalla comunicazione, che deve tenere conto delle differenze culturali e linguistiche che separano l’Italia dalla Cina”.   [caption id="attachment_7899" align="aligncenter" width="658"]Marketing in Cina Emanuele Vitali durante l'evento La Cina e il boom dei consumi, organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina[/caption]

 

> DIGITAL MARKETING IN CINA: EAST MEDIA PARTNER IDEALE SECONDO JING DAILY

 

Programma dell’evento

L’evento si svolgerà a Palazzo Lombardia alle ore 14.00. Oltre a Fondazione Italia Cina e East Media, saranno presenti importanti enti istituzionali e aziende. In seguito ai saluti istituzionali, cui parteciperanno il Vice Presidente Regione Lombardia Fabrizio Sala, il Presidente della Fondazione Alberto Bombassei e l’Ambasciatore d’Italia in Cina Ettore Sequi, ci saranno una serie di interventi ad illustrare il contenuto del Rapporto. In particolare, parleranno Marco Rota Candiani, Partner Studio legale Hogan Lovells, Giulio Finzi, Segretario Generale Netcomm, Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager di Global Blue Italia. In chiusura, i casi aziendali di East Media e di Travaglini, con relatore il Direttore Generale Giuseppe Pignanelli.   Marketing in Cina  

Iscriviti all’evento

Per approfondire gli argomenti relativi all’internazionalizzazione in Cina non mancare all’evento. L’iscrizione è gratuita fino ad esaurimento posti. Per avere maggiori informazioni o iscriverti all’evento clicca qui.  

Guarda il video del seminario East Media "La Cina e il boom dei consumi"

Per conoscere tutte le tematiche legate alla vendita e al marketing in Cina, potete guardare il video del seminario organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina. L'evento, tenutosi il 20 marzo presso la Fondazione Stelline di Milano, è stato dedicato ad argomenti quali il WeChat marketing, la comunicazione cross-culturale, il turismo cinese in Italia. Qui sotto il video.

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Novità per WeChat: ecco cosa cambia per le aziende e i brand

  Con un miliardo di utenti registrati, WeChat è il social network più importante in Cina. Nato come piattaforma di messaggistica ed evolutosi in una sorta di ecosistema a sé stante, WeChat è in grado di avere molto peso sulle azioni di marketing delle aziende.  

WeChat, un’applicazione essenziale in Cina

WeChat offre una serie di funzioni molto variegate a utenti ed aziende. In primo luogo, la chat permette di mettere in contatto persone in tutto il mondo in tempo reale. Allo stesso modo di WhatsApp o di Viber, la funzionalità messaggistica è stato il core business iniziale dell’App. In seguito, WeChat si è evoluto, integrando la propria offerta verso l’utente finale. Come prima cosa, permettendo di effettuare prenotazioni online di vari servizi: ristoranti, taxi, e così via. In secondo luogo, ma non in termini di importanza, WeChat ha anche un portafoglio virtuale, WeChat Wallet. Gli utenti possono pagare tramite l’App sia online che offline: nel 2017 le transazioni online sono cresciute del 23%, offline del 280%! Numeri da capogiro, che non rendono difficile credere che WeChat abbia il 40% delle quote di mercato nel mobile payment.  

> WECHAT WALLET: SCOPRI COS’È E COME FUNZIONA

 

WeChat per le aziende

Ma le funzionalità più interessanti di WeChat sono quelle offerte ai brand. Le aziende possono aprire un proprio official account tramite il quale fare promozione verso gli utenti cinesi. Un po’ come su Facebook o Instagram, ma verso un target più specifico e interessato. Il tipo di comunicazione fornita da WeChat è – al contrario di quella di altri social – one-to-one. In altri termini, quando un utente decide di diventare follower del brand, quest’ultimo avrà l’occasione di parlare con lui individualmente, ad esempio inviando promozioni targettizzate.  

La nuova newsfeed di WeChat

Fino a pochi giorni fa oltre alla possibilità di inviare promozioni personalizzate, WeChat aveva il grande pregio di inviare una “notifica” (proprio sotto forma di messaggio nella chat) agli utenti fan degli account ufficiale ogni nuova newsletter.  

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  I nuovi post apparivano in maniera completamente diversa da quella cui è abituato l’utente occidentale, abituato a leggerli sulla propria newsfeed tra un mare di altri post di amici o contatti. Ma oggi non è più così – e questo comporta sia vantaggi che svantaggi per le aziende.  

I vantaggi

L’impostazione WeChat precedente prevedeva che l’utente dovesse aprire ogni “conversazione” con gli account ufficiali per poter accedere ai nuovi post. La nuova configurazione, più intuitiva, inserisce i nuovi post dei subscription account in maniera sequenziale (un po’ come su Facebook).   [caption id="attachment_8541" align="aligncenter" width="573"]WeChat L'impostazione precedente faceva visualizzare gli aggiornamenti degli official account come messaggi privati, su cui cliccare se interessati. La nuova impostazione è più intuitiva e simile a quella di Facebook, ogni account ha la stessa possibilità di essere visualizzato.[/caption]     In termini di impatto sul comportamento dell’utente, questa nuova dimensione permette agli account che pubblicano meno frequentemente di avere più visibilità. Mentre in precedenza gli account che pubblicavano più spesso erano i primi a comparire sulla newsfeed – portando quelli meno “attivi” ad essere quasi dimenticati – oggi i nuovi post compaiono in ordine cronologico, dando a tutti la stessa possibilità di essere visti. Un altro vantaggio potenziale potrebbe essere lo sviluppo di algoritmo che regoli l’apparizione dei post in base all’engagement rate, che premierebbe i post non in base al numero degli stessi ma in base alla loro qualità.  

> WECHAT: COME SCRIVERE IL TITOLO PERFETTO PER I TUOI CONTENUTI

 

Gli svantaggi

Evidentemente, vedere visualizzati con la stessa frequenza i post di tutti gli account seguiti in passato potrebbe anche avere un effetto negativo sulla percezione dell’utente. Se questi aveva iniziato casualmente a seguire un account (per esempio per ottenere uno sconto) potrebbe essere infastidito dal bombardamento di post. E quindi smettere di seguire l’account se questo non è particolarmente interessante. Un’altra conseguenza che dovrebbe essere considerata è la minore visibilità dei menù a tendina. Mentre prima quando un utente leggeva un contenuto si trovava sull’account del brand, ora si trova sulla newsfeed generica: non vede più il menù del brand.   [caption id="attachment_8549" align="aligncenter" width="546"] Il menù di un account ora si può visualizzare solo entrando nella sua pagina, implicando una minore visibilità ad eventuali link a e-commerce (prima schermata). Un modo alternativo dare visibilità a link esterni è tramite i miniprogrammi, trend 2018 su WeChat.[/caption]     E di conseguenza non vede nemmeno gli eventuali link a e-commerce o siti web. Questa minor visibilità non è però un problema irrisolvibile: basta adoperarsi per contrattaccare. Per esempio tramite i mini-programmi, che possono essere inglobati all’interno dei post e indirizzare l’utente all’e-commerce.   [caption id="attachment_8544" align="aligncenter" width="471"]WeChat I miniprogrammi di WeChat appaiono nella parte alta della pagina chat. Sono un ottimo mezzo per aumentare il contatto con l'utente.[/caption]    

I prezzi degli ADV su WeChat

Un altro cambiamento da considerare è l’impatto sugli ADV. In primo luogo, cambierà il prezzo degli stessi. Per esempio quando in passato si chiedeva a un influencer di realizzare un contenuto per il brand, il prezzo dei primi articoli della newsletter era leggermente più alto rispetto a quello del terzo e del quarto. Da oggi questo sarà ancora più vero a causa del sistema di visualizzazione. Infine, gli ADV potrebbero essere visualizzati anche nella newsfeed, e non in fondo alla lista degli articoli del brand.  

> LEGGI ANCHE: VENDERE IN CINA: NE PARLA ANCHE MARCO MONTEMAGNO. NOI VI DICIAMO COME FARE

  Nel complesso, nonostante i rischi presentati, i cambiamenti introdotti da WeChat sono sicuramente uno stimolo per creare contenuti più accattivanti e per implementare il proprio account.   We chat per le aziende
Clicca sull'immagine per scaricare la guida su come fare marketing usando WeChat.

Guarda il video del seminario East Media "La Cina e il boom dei consumi"

Per conoscere tutte le tematiche legate alla vendita e al marketing in Cina, potete guardare il video del seminario organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina. L'evento, tenutosi il 20 marzo presso la Fondazione Stelline di Milano, è stato dedicato ad argomenti quali il WeChat marketing, la comunicazione cross-culturale, il turismo cinese in Italia. Qui sotto il video.

  https://www.facebook.com/EastMedia.net/videos/946625762154376/  

> LEGGI ANCHE: DIGITAL MARKETING IN CINA? SCARICA LA GUIDA IN FORMATO PDF

 

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E-commerce in Cina. Oltre al Global Shopping Festival c’è il 618 di JD.com

    Il panorama e-commerce in Cina è più che variegato. Come in ogni settore digital oltre Muraglia, anche nel mercato del commercio elettronico i player più importanti non sono occidentali. E se fino a qualche anno fa era abbastanza scarsa la conoscenza di tale panorama, ormai chiunque conosce almeno i marketplace più importanti (Alibaba e JD.com i principali). Ma non le loro potenzialità.    

E-commerce in Cina

Dal 2013 primo mercato al mondo per commercio online, la Cina nel 2016 ha visto crescere del 26,2% il settore dell’e-commerce, raggiungendo 5,16 trilioni di RMB (circa 757 miliardi di dollari USA) in termini di vendite (Fung Business Intelligence 2017). L’importanza del settore, che attualmente ha un peso del 17% sul totale delle vendite retail in Cina, è dimostrata anche da una ricerca di GlobalWebIndex (2017). Il 53% degli utenti intervistati (con fascia d’età 16-64) ha dichiarato di aver visitato almeno una volta uno store online nell’ultimo mese, il 45% di essi di aver comprato un prodotto. I fattori cui imputare il successo d’e-commerce sono numerosi. Tra i più rilevanti troviamo i costi, molto spesso sono più vantaggiosi rispetto a quelli dei negozi fisici, ma soprattutto la comodità garantita all’utente. Che può evitare di uscire di casa, schivando di conseguenza il traffico per raggiungere le varie strutture distributive e la coda alle casse. Tutto ciò, beneficiando in ogni caso di una consegna veloce e di assistenza post-vendita.    

I player del settore

Tra i player del settore B2C, le aziende leader sono Tmall (marketplace del gruppo Alibaba) con il 56,6% di market share e JD.com con il 24,7%. A questi seguono Suning (4,3%) e altri operatori minori.   [caption id="attachment_8520" align="aligncenter" width="661"]JD.com e-commerce Quote di mercato nel settore e-commerce in Cina: i dati si riferiscono alle percentuali sulle vendite totali di e-commerce (Analysis International Enfodesk 2017)[/caption]     Come evidenziato anche dal co-founder East Media Mauro Comendulli durante il Netcomm Forum 2018, è pur vero che i big del settore sono Tmall e JD, “oltre a questi esistono altre piattaforme che possono raggiungere mercati più di nicchia o specializzati. Va semplicemente compreso di cosa ha bisogno il proprio brand.” Il panorama, essendo così variegato, può essere suddiviso in base al tipo di servizio offerto:
  • le classiche piattaforme B2C, con Joyo, Amazon China, QQ Wanggou, 51buy, Okbuy, etc;
  • piattaforme B2C di shopping club (molto simili al nostro occidentale Vente Privée), quali ihus.com, Vipstore, etc;
  • piattaforme specializzate in un settore preciso, come EasyHome per i mobili;
  • o che oltre ad avere un'offerta di prodotti molto ampia permettono di effettuare acquisti di gruppo, come Pinduoduo.
  [caption id="attachment_8526" align="aligncenter" width="729"]JD.com Pinduoduo è un e-commerce sviluppatosi fortemente negli ultimi anni. La maggior parte degli utenti vi accede tramite WeChat e ha un'età non avanzata. Oltre ad avere una gamma di prodotti molto varia permette gli acquisti di gruppo.[/caption]

 

Alibaba

Indubbiamente, quando si pensa all’e-commerce in Cina il primo nome a venire in mente è proprio il gigante di Jack Ma, Alibaba, che possiede sia canali classicamente B2C (come Tmall) sia canali B2B e soprattutto C2C, il più conosciuto tra i quali è Taobao.  

> LEGGI ANCHE: COME VENDERE I PROPRI PRODOTTI SU TMALL. LEGGI LA NOSTRA GUIDA

 

Il Global Shopping Festival

In occasione del Single Day, che in Cina si festeggia l’11 novembre (proprio per tutti gli “uno” contenuti nella data), Alibaba ha dato il via a un Festival (Global Shopping Festival) che ha avuto tantissimo successo negli ultimi anni. L’ultima edizione del Single Day ha contato 140.000 brand a partecipare (40% in più rispetto al 2016), 15 milioni di prodotti e 812 milioni di ordini. Ma soprattutto 25 miliardi di dollari di fatturato nell’arco delle prime 24 ore. Numeri che danno l’idea della grandezza del business che gravita attorno al commercio elettronico cinese e che se comparati al fatturato italiano del settore fanno venire il capogiro (in Italia si fatturano circa 25 miliardi, ma all’anno).  

> LEGGI ANCHE: ALIBABA RECORD: QUASI 22 MILIARDI DI EURO IN 24 ORE. VI SVELIAMO I SEGRETI DEL SUCCESSO

  Dalla sua nascita, 8 anni fa, il Global Shopping Festival ha preso sempre più piede, segno che l’e-commerce è un mercato in forte crescita. Lo dimostrano anche le previsioni di Forbes, secondo cui entro il 2020 la Cina varrà il 60% del fatturato globale di e-commerce.  

Oltre ad Alibaba: JD.com

Ma oltre al Global Shopping Festival c’è di più: il 618 di JD.com il 18 giugno, il 3.1 di Jumei il primo marzo, il 818 di Suning il 18 agosto e il 128 di Vip.com il 12 dicembre. JD.com nasce nel 1998, come negozio online di prodotti tecnologici con il nome di Jingdong Mall, per poi diventare 360.buy nel 2007 e infine JD.com nel 2013. Oggi JD.com è un marketplace in grado di vantare una gamma di prodotti incredibilmente ampia che include categorie quali i cosmetici, il cibo fresco, abbigliamento, e molto altro. Tuttavia, il core business rimane la vendita di prodotti tecnologici quali ad esempio gli smartphone.   [caption id="attachment_8522" align="aligncenter" width="705"]JD.com La schermata che appare digitando la parole chiave 手机 (telefoni cellulari) su JD.com: l'offerta è molto ampia e ben organizzata.[/caption]     JD.com gode di ottima popolarità in Cina, soprattutto per merito dei tempi di consegna molto brevi, i prezzi competitivi e l’ampia offerta di prodotti diversificati. Se bisognosi di comprare un prodotto urgentemente i consumatori si rivolgono quasi sempre a JD.com. Consapevole delle potenzialità di JD.com, anche Google ha deciso di investire nel secondo e-commerce cinese. La notizia, di giugno 2018, evidenzia molto chiaramente quanto anche per l'occidente sia sempre più strategico allearsi con partner cinesi. L'investimento, di 550 milioni di dollari, darà il via a una collaborazione che permetterà a Google di conquistare il Sud Est Asiatico.  

Il 618 di JD.com

Recentemente si è appunto tenuto il 618 di JD.com, che quest’anno ha avuto un incredibile successo, fatturando in totale oltre 20 miliardi di euro.   [caption id="attachment_8525" align="aligncenter" width="596"]JD.com 618 L'homepage di JD.com durante il Festival 618: colorata e accattivante all'occhio dell'utente cinese. Il rosso è un colore utilizzato con il significato di buon auspicio, denaro ed è genericamente legato a significati positivi.[/caption]  

> LEGGI ANCHE: COLORI IN CINA: IL DIVERSO SIGNIFICATO NELLA CULTURA CINESE

    Celebrato in concomitanza del compleanno della piattaforma (nata il 6 giugno 1998), il 618 coincide inoltre con il giorno della Festa del Papà e della Festa delle Barche Drago. Tali coincidenze spiegano probabilmente anche non soltanto l’ammontare delle vendite, ma anche il successo di determinate categorie di prodotto. Nel complesso, il totale delle vendite è cresciuto del 37% rispetto al 2017, con incrementi non soltanto sui classici settori di fashion e luxury che sugli e-commerce vanno per la maggiore, ma anche negli ambiti del Food & Beverage e dei prodotti per la maternità e l’infanzia, in forte crescita negli ultimi anni.    

E-commerce: una via d’accesso diretta al mercato cinese

L’e-commerce è evidentemente un fenomeno in piena crescita in Cina. Sono numerose le imprese straniere che sfruttano i canali di vendita online per poter raggiungere i consumatori cinesi senza dover passare dai negozi fisici. Il Cross border e-commerce – così è chiamato il commercio elettronico di prodotti stranieri – è sicuramente un’ottima opportunità anche per le imprese italiane, che attraverso questi canali possono penetrare nel mercato cinese. Senza dover affrontare le procedure obbligatorie per l’esportazione e la vendita attraverso i canali tradizionali né gli oneri finanziari di un negozio fisico. In questo modo è possibile testare il mercato, capire quali sono i prodotti che possono incontrare il gusto dei consumatori cinesi e quelli su cui poi concentrare i propri investimenti. Basta solo iniziare.

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Digital marketing in Cina La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.  rapporto annuale 2019 fondazione italia cina aquazzurra Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net  
  Paese che vai, App che trovi. Così come nel mercato dei motori di ricerca o dei social network, in cui leader indiscussi sono relativamente Baidu e WeChat, anche nello scenario delle App di Lifestyle e Turismo in Cina esistono player diversi da quelli presenti in occidente. Mentre in tutto il resto del mondo l’applicazione di riferimento per viaggi e ristorazione è TripAdvisor, in Cina la piattaforma preferita dagli utenti è Meituan-Dianping.  

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Dianping: molto più di App di recensioni

Fondata nel 2010, Meituan-Dianping nasce dalla fusione delle due piattaforme di gruppo d’acquisto Meituan e Dianping, unitesi nel 2015. Oggi Dianping ha più di 600 milioni di utenti iscritti, 280 milioni di buyer attivi annualmente e un core business basato sulla creazione di contenuti per un target di cinesi alto-spendenti che desiderano vivere al massimo la propria esperienza di viaggio. Un’applicazione O2O, che permette la compravendita di servizi di vario genere tramite la piattaforma. Il cliente può prenotare e comprare online il tipo di esperienza che preferisce vivere offline. Per esempio coupon per ristoranti, biglietti per le mostre o il cinema e intrattenimento di vario genere.    

Profilazione dell'utente Dianping

Dai dati comunicati dall’azienda emerge un ritratto definito dell’utente tipo di Dianping. Prevalentemente di sesso femminile (65%), con un reddito medio-alto (62% con uno stipendio superiore a 15.000 RMB, circa 2.000€) e il desiderio di godersi quanto guadagnato. La maggior parte degli utenti è impiegato in grandi aziende (71%) e proveniente dalle città di prima fascia (54%). Un ottimo target per i ristoranti e le location di lusso.   [caption id="attachment_8504" align="aligncenter" width="465"]Dianping Dianping può essere sfruttato dagli enti del turismo: per esempio Visit Singapore ha una pagina che indirizza l'utente direttamente a ristoranti, attrazioni e hotel della città.[/caption]   [caption id="attachment_8509" align="aligncenter" width="685"]dianping Anche il Duomo di Milano è presente su Dianping (prima schermata). Cliccando sull'attrazione è possibile non solo vedere i commenti degli utenti (seconda schermata) ma anche i ristoranti e le altre attrazioni in zona (terza schermata).[/caption]

 

Le attività di Dianping

Dianping si occupa dell’intera esperienza di viaggio. All’interno dell’App si trovano informazioni e servizi relativi ad hotel, ristorazione e food delivery e tutta una serie di proposte per intrattenere il pubblico (biglietti del cinema, esperienze, e similari). Fornisce indicazioni che possono essere utili all’utente cinese sia in fase di planning che al momento dell'arrivo. Permette di prenotare gli hotel, ma anche i biglietti per le attrazioni.  

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Un'App dalle innumerevoli risorse e partnership

Dianping è leader nel mercato: presente in più di 1.000 città, è tra le piattaforme per turisti più utilizzate via mobile. Si tratta di un mezzo che per chi vuole raggiungere i turisti cinesi può essere molto utile. I dati relativi al click rate (1%-4% su campagna targettizzata) e all’engagement (12%) dimostrano che Dianping permette di gestire il marketing del proprio business tramite una targetizzazione molto precisa. Consente di creare adv che colpiscono il segmento più vicino alla propria attività. Oltre a WeChat e QQ (di proprietà del colosso Tencent), tra i partner di Dianping ci sono enti del turismo (Visit Copenhagen, Visit Denmark, Great Britain), banche (Visa, American Express, Master Card), hotel e enti per l’intrattenimento (Disneyland, Universal Studios) e aziende di beni di consumo (Swatch, Ugg). Evidentemente, è una piattaforma in grado di offrire visibilità e che può essere utile a business trasversali.   [caption id="attachment_8506" align="aligncenter" width="460"]Dianping Le aziende possono utilizzare Dianping per creare una propria brandzone: un canale interamente dedicato al marchio che illustra i prodotti agli utenti, liberi di commentarli direttamente sulla piattaforma. Inoltre, tra le voci del menù è possibile inserire uno store locator, che indirizzi gli utenti ai negozi più vicini in base alla propria posizione.[/caption]     [caption id="attachment_8507" align="aligncenter" width="451"]Dianping La pagina di Mastercard su Dianping: dà alla possibilità all'utente di scaricare coupon online grazie agli acquisti offline effettuati con Mastercard fuori dalla Cina.[/caption]    

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  Le sue applicazioni nel Bel Paese sono innumerevoli. Dai ristoranti ai negozi di lusso nelle vie più trafficate e agli enti del turismo. Ognuno di questi può trarre vantaggi dalla collaborazione con quello che potremmo definire il TripAdvisor cinese – in grado di mettere in contatto i viaggiatori con le attrazioni cittadine, culturali, gastronomiche o commerciali.    
  Avevi programmato di partecipare ad una fiera di settore che è stata rimandata o annullata? Non sai come mantenere alto l'engagement con l'audience cinese in questo periodo di incertezze? Potenziare la comunicazione online è il primo step. A seguire, poi, troviamo altre 3 attività che garantiscono ottimi risultati sul lungo periodo. L'Influencer Marketing, il Live streaming e i mini-program di WeChat. Vuoi saperne di più? Visita la pagina di seguito.   LIVE STREAMING, INFLUENCER, MINIPROGRAM CINA   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattati: info@east-media.net

Corea del Sud: come raggiungere consumatori sempre più esigenti

  Tra i mercati che si sono espansi negli ultimi anni, oggi un ruolo molto importante nello scenario internazionale l’ha ritagliato per sé la Corea del Sud, arrivata a rivestire la dodicesima posizione tra le economie mondiali e la quarta in Asia. Con una popolazione di circa 50 milioni abitanti e un modello di sviluppo pienamente avviato, la Corea del Sud è sicuramente un interessante target per le imprese.    

Un paese ad alto tasso di innovazione

A rendere la Corea del Sud un mercato così prolifico sono diversi fattori – primo fra tutti il tasso di innovazione. Come sottolineato da Bloomberg (2018) in occasione della pubblicazione del suo rating relativo all’innovazione dei mercati, la Corea del Sud è l' economia più innovativa. Un’etichetta che le imprese che stanno valutando l'internazionalizzazione nel paese devono tenere in considerazione. Nel Bloomberg’s 2018 Innovation Index, la Corea del Sud è apparsa in cima alla lista per il quinto anno di seguito, con un punteggio di 89.28 su 100, seguita da Svezia (84.70) e Singapore (83.05). E' al primo posto dal 2014. Sin dall’anno scorso, la Corea del Sud è stata leader per richiesta di brevetti e impegno nel finanziamento di Ricerca e Sviluppo, e terza per efficienza nella formazione.  

Ventunesima nel ranking della produttività

Quest’anno, nel ranking relativo alla produttività è arrivata al ventunesimo posto. Un salto piuttosto consistente se si pensa che nel 2017 si era guadagnata “solo” la trentaduesima posizione. Secondo Bloomberg le ragioni di una tale tendenza sono da far risalire alla natura delle imprese coreane, molto attive nella richiesta di brevetti e nell’investimento in Ricerca e Sviluppo.  

Corea del Sud

 

Il consumatore in Corea del Sud

Al di là del modello economico strettamente basato sull’innovazione, esistono diverse altre ragioni per cui le imprese dovrebbero considerare il mercato della Corea del Sud. Tra queste, il boom dei consumi interni che si sta verificando nel paese. Sono sempre più numerosi i consumatori disposti a spendere per prodotti di marca e in grado di apprezzare quelli stranieri. Volendo tratteggiare il ritratto del comportamento di consumo in Corea del Sud, emerge evidentemente che le pratiche dei consumatori si sono sviluppate seguendo le dinamiche occidentali.  

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  “I consumatori sud-coreani oggi tendono a valorizzare sempre più aspetti secondari rispetto agli attributi primari e strettamente connessi al prodotto in sé. Come il brand name e l’assistenza post-acquisto. I marchi sono considerati rappresentativi per il consumatore, un’indicazione dello status sociale.” - Ha spiegato Jiyoung Park, Marketing Strategist Corea di East Media. In questo senso, le donne benestanti sono state un tradizionale core market per i brand di lusso, ma anche gli uomini stanno emergendo sempre di più come target interessante.  

Potere e intenzioni d'acquisto del consumatore sud-coreano

Relativamente al potere e alle intenzioni di acquisto, è da evidenziare che sempre più consumatori hanno reddito medio-alto. Con la conseguenza di una maggiore sofisticazione nei gusti, orientati verso prodotti del segmento high-end. In particolare, vengono sempre più preferiti i prodotti stranieri, che oltre ad avere un fascino esotico sono molto spesso anche più convenienti in termini di prezzo. Tra le categorie di prodotti importati preferite, ci sono la cura della salute (20,8%), i cosmetici (12,2%), i vestiti (11,6%), prodotti di elettronica (9%). Questi ultimi aumentati del 80% rispetto al 2017. Sempre più materialisti, “i sud-coreani aspirano ad uno stile di vita che mostri il loro benessere economico e che viene incentivato e pubblicizzato dai media. Il denaro è un simbolo di successo ed è utilizzato per acquistare prodotti che diano visibilità all’universo simbolico e valoriale cui sono legati. Non conoscere le ultime tendenze e rispettarle è considerato in maniera molto negativa. I consumatori che non badano a queste genere di questioni vengono spesso considerati negligenti o senza gusto.”  - Ha spiegato Jiyoung.  

La consumer journey in Corea del Sud

La consumer journey dei consumatori sud-coreani inizia online: amanti della tecnologia, sono abituati a ricercare informazioni online prima dell’acquisto. Soprattutto tramite i Social Media. È inoltre da evidenziare una crescente tendenza allo shopping online. Avviene direttamente dal sito delle aziende (soprattutto se straniere), in modo tale da permettere ai consumatori finali di risparmiare denaro. Molti di loro si dichiarano disposti ad aspettare anche due settimane un prodotto pur di avere un prezzo minore. Perciò è evidente che nonostante l’aumento dei redditi il criterio della convenienza rimanga un punto fisso per la popolazione della Corea del Sud.  

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    Infine, tra i settori in crescita e che interessano sempre di più i consumatori sono da ricordare servizi di educazione e formazione, prodotti per la salute della persona, complementi d’arredo, software per computer, dispositivi medici, farmaceutici, beni di lusso e abbigliamento, viaggi e turismo.    

Raggiungere il mercato coreano, offline e online

Il primo passo nel processo di internazionalizzazione dei mercati esteri è sempre la scelta del paese. Prima di affrontare questa decisione, è necessario andare per gradi. Considerando tutti gli aspetti che possono intaccare le azioni e l’operato del proprio business.  

Lo studio del mercato

In primo luogo, è necessario investire tempo e risorse per analizzare lo scenario di mercato. Uno studio approfondito non soltanto del macro-ambiente di marketing, ma anche del settore specifico dell’impresa. In modo tale da poter considerare ogni aspetto relativo all’internazionalizzazione. L’analisi deve poter identificare punti di forza e debolezza per l’impresa, che andrà a considerare la competizione del mercato, le strategie da adottare e in grado di aggiungere valore al proprio operato, ma anche le barriere che potrebbero rendere più complesso l’ingresso nel paese. Successivamente, posto il grado di interesse verso il nuovo mercato target, il brand deve iniziare a comunicare il proprio universo valoriale, prodotto o servizio. Sia online che offline.  

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Sfruttare i canali media

In questo senso è molto importante conoscere ogni mezzo che è possibile utilizzare nel mercato. Per quanto riguarda lo scenario relativo ai motori di ricerca sebbene Google sia presente, il motore di ricerca più utilizzato in Corea del Sud è Naver, che conta l’80% circa delle quote di mercato. In seguito alla penetrazione degli smartphone Android tra i consumatori, Google ha vissuto una crescita del 200% durante il 2017 (è il motore di ricerca comunemente installato nel sistema Android). Ma anche sui telefonini e tablet a dettare legge tra i coreani è sempre Naver che grazie alla app mobile propone tutte quelle funzionalità alle quali siamo abituati in occidente con Google.     [caption id="attachment_8061" align="aligncenter" width="665"]Corea del Sud Emanuele Vitali, managing director East Media, nella “Green Factory”, Headquarter di Seongnam di Naver[/caption]    

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  Il futuro dei motori di ricerca si sta preparando a cambiare. Ci si sta muovendo sempre di più un approccio cosiddetto multi-piattaforma. All’inserimento di una qualsiasi parola chiave l’utente è introdotto a diversi tipi di piattaforma, blog, video, multimedia, definizioni accademiche che siano in grado di garantirgli una risposta migliore. Le imprese nel 2018 devono muoversi da un contenuto stanziale a media più creativi, che catturino le necessità del consumatore. Attrarre e ingaggiare gli utenti è l’obiettivo della SEO, che è destinata a diventare una sfera ancora più competitiva in Corea del Sud. Con più di 47 milioni di utenti connessi, la Corea del Sud è il paese leader del mondo per connettività di internet e le imprese devono essere in grado di sfruttare tale aspetto a proprio vantaggio, comunicando e raggiungendo il consumatore coreano tramite i giusti mezzi.  

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