Il caso Inter insegna: la Cina è una grande opportunità per i club di calcio italiani

Il passaggio dell’Inter nelle mani del colosso cinese Suning (già proprietario del Jiangsu FC, foto sopra) è sicuramente uno degli argomenti che sta monopolizzando l’attenzione di media e tifosi di calcio. Se i risvolti prettamente calcistici sono già stati ampiamente affrontati dai media sportivi (aumento di capitale e un programma di investimenti per i prossimi 5-10 anni), vogliamo qui porre l’attenzione su alcuni aspetti di carattere economico che vanno oltre il campo di gioco e non dovrebbero essere trascurati anche da altri club italiani.

Premessa importante. Sotto la guida di Xi Jinping, Presidente della Repubblica popolare cinese e grande appassionato di calcio, la Cina si avvia verso una grande trasformazione: vuole essere una nazione calcistica in grado di competere con le squadre più forti al mondo entro il 2050. Un progetto ambizioso che verrà sostenuto da un piano di crescita programmato, come sempre accade in Cina: nei prossimi 4 anni saranno create 20.000 scuole di calcio e 70.000 campi sportivi. Grazie al programma varato dal Governo cinese, si calcola che saranno oltre 30 milioni i giovani delle scuole primarie e secondarie che verranno avvicinati e incoraggiati al gioco del calcio. L’obiettivo è uno: far crescere la cultura del pallone e allevare futuri talenti. Dall’altra parte la politica del “go abroad” supporta le aziende cinesi ad investire all’estero. In un quadro così delineato appare chiaro che i club italiani possono giocare un ruolo determinante in questa crescita grazie al trasferimento di know-how e alla capacità di avvicinare i giovani allo sport del calcio per il fascino dei loro brand.

Se dalla Cina c’è quindi tutto l’interesse nel creare partnership, le società di calcio italiane potrebbero trarne grandi vantaggi: avere soci in grado di portare liquidità e – assolutamente non secondario – istituire delle academy e ampliare il proprio business legato al merchandising entrando in un mercato ancora di conquista ma di fatto dai numeri incredibilmente allettanti. Come mostra l’esempio dell’Inter, il club milanese non solo si è assicurato un’ampia solidità finanziaria, ma anche aperto una porta sul mercato cinese grazie agli oltre 1600 punti vendita della Suning, catena di negozi di elettronica ed elettrodomestici oltre che uno dei principali ecommerce cinesi, che permetterà di raggiungere e ampliare in maniera capillare gli attuali 130 milioni di tifosi interisti cinesi.

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Una pubblicità del gruppo Suning per promuovere sconti nella sua catena di negozi in Cina. Presto verrà usata anche l’immagine dell’Inter.

Una grande opportunità anche per tutti gli altri club di calcio italiani che va colta pianificando un’attenta strategia di comunicazione e muovendo i giusti passi. Come evidenziato da Alberto Rossi, responsabile ed analista del Centro studi per l’impresa della Fondazione Italia-Cina, l’Inter nel giro di pochi mesi è riuscita a raggiungere un importante accordo grazie a una serie di fattori: aveva una proprietà indonesiana, culturalmente più vicina alla Cina, che ha sicuramente agevolato nella fase di trattativa e ha costruito una rete di rapporti interpersonali solidi e chiari (fondamentali per conquistare la fiducia dei cinesi). Senza dimenticare che la squadra neroazzurra è stata la prima ad avere lo sponsor Pirelli scritto anche in lingua cinese sulle maglie, molto popolare in Cina avendo sponsorizzato il campionato di calcio dal 2009.

Non di meno l’Inter si è subito attivata anche sui giusti canali di comunicazione. Con Facebook e Google che in Cina sono bannati, la società neroazzurra ha aperto un profilo ufficiale sui principali social network cinesi: WeChat e Weibo. Una strada che sta percorrendo anche il Milan (ancora in fase di trattativa con i cinesi) che è  presente pure su Youku, la piattaforma di condivisione video simile al “nostro” Youtube.

Ma sul marketing nella terra di mezzo le nostre squadre di calcio, e i nostri calciatori sono ancora ai primissimi passi. Le opportunità sono ancora tutte da scoprire.

Ricordiamo infatti che le modalità di comunicazione per raggiungere i cinesi non sono quelle che noi consideriamo tradizionali. Carta stampata e televisione cedono il posto al web: la Cina è il Paese con il più alto numero di utenti web al mondo con oltre 680 milioni utenti digitali, di cui l’80% hanno fatto acquisti online nell’ultimo mese. Sicuramente l’Inter ne beneficerà prima e più di altre. E’ necessario essere presenti sui social network locali, farsi trovare nelle ricerche sui loro motori di ricerca come Baidu, e veicolare un messaggio allineato alla loro cultura, profondamente diversa dalla nostra. COMUNICARE e RACCONTARSI. Questi e altri aspetti legati alla comunicazione, sono trattati in maniera approfondita nell’estratto “il boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016”, che potete leggere e scaricare (gratuitamente) cliccando sull’immagine di seguito.

cover estratto rapporto annuale cina 2016

Clicca l’immagine per leggere e scaricare l’estratto “Il boom del settore digitale” in formato PDF

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