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Il caffè è la quarta bevanda più bevuta in Cina. Il suo consumo segue quello di birra, tè e succo. Oggi la Cina è ancora il 17° posto nella classifica dei paesi consumatori di caffé, ma negli ultimi 10 anni la richiesta di caffè è cresciuta in media del 16% contro il 2% mondiale, come rileva l'Organizzazione Internazionale del Caffè (ICO). Un trend destinato a crescere ulteriormente, in accordo al processo di "occidentalizzazione" che sta coinvolgendo i consumatori cinesi. Una conferma arriva dagli investimenti in Cina di catene come Starbucks. Il colosso americano negli ultimi 4 anni ha triplicato il numero di negozi raggiungendo quota 3300. Ma la compagnia prevede un piano di sviluppo ancora in forte crescita: l'obiettivo è aprire altri 100 punti vendita entro il 2022. Non da meno sono le previsioni di Costa Coffee che punta a raggiungere i 1.200 negozi nello stesso periodo, dagli attuali 449. La canadese Tim Horton, invece, ha annunciato l'apertura di 1.500 store nei prossimi 10 anni.  

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  Se il caffè in Cina attira gli investimenti delle grandi catene, in crescita sono anche le vendite del caffè sugli e-commerce. Su Taobao e Tmall, piattaforme del gruppo Alibaba, negli ultimi 12 mesi sono stati più di 18 milioni gli utenti che hanno acquistato dei prodotti a base di caffè. Per un fatturato complessivo di 312 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto all'anno precedente.   [caption id="attachment_8972" align="aligncenter" width="543"]caffè Consumo delle bevande in Cina, dati Statista 2018[/caption]

I millennial trainano il consumo di caffè

La scoperta del caffè si accompagna a un'evoluzione dei gusti dei consumatori cinesi. Dai prodotti locali, di basso prezzo, i consumatori si orientano sempre più verso prodotti di alta qualità un po' in tutti i settori. Stando ai dati di Euromonitor, i consumi di caffè sono aumentati principalmente nel caffè macinato, piuttosto che in quello istantaneo. Grazie al suo aroma e al sapore migliore, il tradizionale caffè ha registrato un aumento a doppia cifra nel 2017. I gusti più sofisticati dei cinesi sono dovuti all’aumento consistente negli stipendi degli ultimi anni, che ha generato un potere di acquisto maggiore della classe media cinese. Secondo i dati del National Bureau of Statistics, il reddito pro capite è cresciuto del 30% tra il 2013 e il 2016. Dato destinato a crescere ancora con un tasso annuo del 9.6% tra il 2018 e il 2020, secondo studi dello stesso Bureau e McKinsey.  

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  Veri protagonisti della crescita del consumo di caffè sono i millennials. Un gruppo di consumatori formata da 450 milioni di giovani nati dopo gli anni 80, con un alto livello di istruzione e abituati a viaggiare. Una categoria aperta alle novità, che non ha timori nello sperimentare nuove esperienze di sapore sia quanto riguarda le pietanze che le bevande.  

Cina, un mercato strategico e lontano

In un paese di 1,5 miliardi di persone che ha conosciuto un boom economico solo negli ultimi anni, c'è terreno fertile per introdurre nuovi prodotti. Come il vino, per esempio. Un prodotto complesso da presentare, lontano dai gusti cinesi, ma che si sta affermando sempre di più. Nel 2017 il consumo di prodotti enologici in territorio cinese è aumentato del 3,5% contro un aumento mondiale del solo 0,7%.  

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  L'anno scorso l'Italia è stato il quinto paese per esportazioni in Cina dopo Francia, Australia, Cile e Spagna, per un fatturato di 143 milioni di euro. Stando ai numeri diffusi dalla Fondazione Italia Cina nei primi tre mesi del 2018 ha già superato la Spagna, con una crescita del 63% rispetto allo stesso periodo del 2017.  

Cina: un mondo a parte

Lontana geograficamente e culturalmente, in Cina ci sono abitudini differenti e piattaforme digitali diverse. Come detto Google lascia il posto a Baidu e Facebook è praticamente sconosciuto: i principali social network sono WeChat e Weibo. Tutti aspetti che vanno considerati attentamente se si vuole pianificare una presenza realmente efficace in questo mercato.   mini-program

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  Articolo scritto da: Sabrina Sala – Communication and Marketing Intern  

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