Naver: la porta (digitale) d’ingresso alla Corea del Sud

 

Se non siete mai stati in Corea del Sud forse non avete mai sentito parlare di Naver. In tal caso sappiate che è il principale motore di ricerca usato dai coreani. Ma non solo: Naver offre tutta una serie di servizi web collegati che vanno dalle news alla musica, dallo shopping ai video, dalle community ai consigli per lo shopping.

Insieme a Kakao e 11Street, Naver è delle piattaforme digitali che bisogna assolutamente conoscere e sfruttare se si vuole entrare in un mercato dinamico e articolato come quello coreano. I dati parlano chiaro: il 74% delle ricerche online in Corea vengono fatte su Naver. Quelle di Google sono trascurabili: solo l’8%

 

Naver

Kim Eon, Head of Service Design di Naver. Fonte: Yoon Byung-chan, The Korea Herald

 

 

Per spiegare meglio cosa è Naver e quali opportunità offre, East Media è stata al “Green Factory” Headquarter di Seongnam. Qui Emanuele Vitali, Marketing Manager di East Media, ha incontrato i partner coreani per ampliare le collaborazioni per le aziende italiane con il Colosso della Corea del Sud.

Come racconta Kim Eon, Head of Service Design, “Naver è un brand che ha quasi venti anni di vita, con degli elementi simbolici come il design del suo logo o il colore verde. Ma il ‘vero brand’ è l’esperienza dell’ecosistema Naver che l’utente vive con tutti i nostri servizi. Dal tono delle notifiche, alla posizione e dimensione dei pulsanti da cliccare, alla serp completa di livelli differenti. Su Naver tutto è in funzione di un’interazione in stile molto coreano. Forse complessa, ma sicuramente efficace”.

 

> LEGGI ANCHE: KAKAO: LE POTENZIALITA’ DELLA MESSAGING APP COREANA

 

Naver: the user is the king

Ogni servizio di Naver è studiato per fornire all’utente coreano il giusto equilibrio fra innovazione e familiarità. Il motivo è semplice: essendo utilizzato dalla gran parte della popolazione – non solo dalla generazione più digitale – aspira a fornire una fruibilità a cui l’utente coreano è abituato.

Le preferenze degli utenti sono così diversificate che è impossibile raggrupparle in categorie chiare. La nostra risposta è quindi fornire all’utente un’ampia libertà di personalizzazione. Come espandendo categorie di contenuti specifici” – racconta Kim Eon.

Ovviamente, si può lasciare che sia in automatico Naver a customizzare la user experience degli utenti in base ai dati raccolti. “Se per esempio a fare login in Naver è un utente anziano, in automatico il carattere dei testi delle pagine diventerà più grande per favorirne la lettura” – ha continuato Eon.

 

Media tradizionali versus digitali

Quanto la Corea sia un paese molto avanzato digitalmente l’ho capito quando con i partner coreani abbiamo iniziato a parlare dei trend legati alla comunicazione e al marketing. Ho raccontato che in Italia molte aziende – soprattutto quelle medio-piccole, vero tessuto dell’economia – trascurano ancora gli investimenti nel digital privilegiando media tradizionali come la carta stampa. Il feedback che ho raccolto è stato di stupore. ‘Wow, really? That’s amazing’ –  mi hanno risposto con il solito fare gentile che contraddistingue la cultura coreana. Stavo parlando di un mondo per loro ormai davvero lontano” – ha raccontato Emanuele di ritorno dal viaggio.

 

> LEGGI ANCHE: COLLABORAZIONE TRA EAST MEDIA E 11STREET, E-COMMERCE N.1 IN COREA

 

Per esempio, il principio del ‘mobile first’ in Corea è dato per scontato da tempo, molto più che in altri Paesi come l’Europa. Qui gli utenti utilizzano il proprio smartphone come fosse un prolungamento di sé stessi per accedere a tutta una serie di funzionalità e servizi che oggi danno per scontate e che invece in Italia vengono presentate come novità. Acquisti e pagamenti online via smartphone in Corea sono la prassi”.

 

Naver

Emanuele Vitali nella “Green Factory”, Headquarter di Seongnam

 

 

Corea del Sud: Un mercato che fa tendenza in Asia

Quando si parla di mercati asiatici si pensa subito alla Cina. Ma la Corea del Sud non va sottovalutata. Per quanto le sue dimensioni siano più ridotte, questo Paese ha un ruolo di trend-setter. In Asia viene chiamata “Hallyu”, ovvero la “Korean Wave”. Cinesi, giapponesi sono fanatici dei prodotti e della cultura coreana e ne seguono le tendenze.

Un Brand occidentale che voglia imporsi e diventare “cool” in Asia può sfruttare la popolarità della Corea del Sud. Specialmente in settori come la moda e la cosmetica. Essere apprezzati e riconosciuti in questo paese significa diventare altamente desiderabili anche nel resto dell’Asia” – ha commentato Emanuele.

Per farlo, però, è bene approcciare nel modo più corretto la Corea del Sud. Senza trascurare gli aspetti culturali, profondamente differenti da quelli europei. E puntando su mirate strategie digitali.

Korean wave, l’Onda del Trend coreano in Asia

 

Su una popolazione di oltre 51 milioni di persone (dato 2016), gli utenti internet sono circa 45 milioni e ben il 91% della popolazione possiede uno smartphone. Non sarà un caso che colossi come LG e Samsung siano proprio coreani… La Corea del Sud è un mercato molto promettente anche per quanto riguarda l’e-commerce. Con un volume di affari per il 2018 previsto in 50 miliardi di dollari è il 5° Paese al mondo e il 3° in Asia. Dati eclatanti se si considerano le dimensioni della Corea del Sud.

 

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Asia? 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

 

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. L’ASIA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

 

 

 

 

About Cecilia Lorusso

Nella vita le è capitato di iniziare a studiare a cinese a 14 anni. Dieci anni dopo ha deciso di coniugare questa passione nata per caso con il marketing e la comunicazione.