Kakao: le potenzialità della Messaging App coreana

 

Nata nel 2010, Kakao Talk è un’App coreana nata come piattaforma di messaggistica. Paragonabile all’occidentale WhatsApp e alla cinese WeChat, Kakao col tempo si è evoluta offrendo una serie di nuove funzionalità.

Nel maggio 2017 ha raggiunto quota 220 milioni di utenti registrati (49 quelli attivi mensilmente).

In quanto messaging App, Kakao è usata dal 93% dei possessori coreani di smartphone, ed è inoltre possibile configurarla in 15 lingue. Tra queste: coreano, inglese, russo, giapponese, cinese, ma anche francese e italiano.

In seguito al suo lancio, è stata implementata una nuova funzionalità, Bank Wallet Kakao, piattaforma di pagamento via mobile.

 

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A renderla un servizio molto apprezzato dai coreani sono una serie di caratteristiche che appunto la rendono molto più di un’App per inviare messaggi:

  • la possibilità di effettuare chiamate vocali gratuite,
  • di condividere foto, video, informazioni di contatto e location,
  • una piattaforma interna di giochi – che diverte molto gli utenti,
  • la possibilità di scansionare codici QR per accedere a offerte o acquisire informazioni.

Il wallet consente a chiunque abbia l’app e sia correntista di una delle banche partner di fare acquisti, trasferire denaro agli amici e persino ritirare presso i bancomat. 

 

 

Kakao Wallet. Con un semplice click

Tutte queste operazioni saranno semplici come inviare un messaggio in chat. Basta registrare la propria carta di credito e poi finalizzare la transazione con una semplice password. L’app è disponibile sia su iOs che su Google Player e ha recentemente implementato una funzione di mobile authentication così da garantire maggiore sicurezza.

In seguito al lancio nel 2014, questa funzionalità oggi è utilizzata da più di 10 milioni di utenti: 1 coreano su 5 usa Kakao Wallet!
La Corea del Sud si propone da anni come precursore grazie alla propria tecnologia all’avanguardia e all’abitudine dei coreani a vivere in un contesto molto digitalizzato. Qualche esempio:

  • il sistema NFC per pagare dal cellulare era già normalmente in uso 10 anni fa;
  • i coreani sono abituati ad ottimizzare i tempi con la tecnologia: famose sono le vetrine virtuali nelle stazioni della metropolitana dalle quali è possibile acquistare la spesa con il proprio smartphone scorrendo le foto dei prodotti e scansionando i QR code (la merce viene spedita a domicilio in giornata);
  • la connesione WI-FI 5G (1 gigabyte al secondo) ha iniziato a essere implementata nel 2014;
  • l’opzione Gift di Kakao con cui si può regalare all’amico un caffè, un biglietto, un qualsiasi prodotto che l’amico ritirerà semplicemente presentandosi con il code collegato.

 

 

Kakao

 

 

Kakao e non solo: le opportunità di mercato della Corea

Per gli italiani che sanno guardare in un’ottica globale, la Corea del Sud è un mercato pieno di opportunità e Kakao una piattaforma fondamentale per inserirsi in un contesto molto digitalizzato, che va conosciuto e sfruttato nel pieno delle opportunità.

Ma non è solo il Kakao il primo mezzo da conoscere per operare in un mercato così lontano. Il panorama digitale coreano è infatti un ecosistema a sé stante, in cui sia i motori di ricerca che e-commerce sono molto diversi da quelli occidentali.

Mentre eBay è il principale e-commerce occidentale e Alibaba domina la Cina, in Corea il principale mezzo per vendere online è 11street, con cui East Media ha scritto una partnership nel 2017. 11Street, più conosciuto in Corea come Korean Street è oggi tra i top 3 e-commerce (gli altri sono Gmarket.co.kr e Auction.co.kr) e i dati lo confermano ormai come il numero 1. Su 51 milioni di abitanti gli utenti che lo utilizzano sono 26 milioni (dato 2016): un utente su due!

 

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Da conoscere è inoltre il grande motore di ricerca Naver, che raccoglie il 74% delle ricerche via web dell’utenza coreana (contro l’8% di Google). A rendere speciale Naver il fatto che ogni servizio sia studiato per fornire all’utente il giusto equilibrio fra innovazione e familiarità. Il motivo è semplice: essendo utilizzato dalla gran parte della popolazione – non solo dalla generazione più digitale – aspira a fornire una fruibilità a cui l’utente coreano è abituato.

 

 

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