La Cina ha chiuso il 2020 con un PIL di quasi 14 miliardi di miliardi di Euro e da almeno un trentennio sta vivendo un periodo di esponenziale crescita

Tale crescita è avvenuta con differenti velocità in base a molteplici fattori, tra i quali quello della localizzazione geografica è sicuramente uno dei più rilevanti. Mezzo miliardo di consumatori vive ormai nelle grandi aree metropolitane cinesi, quelle con la più alta concentrazione di attività economiche e di consumo (parliamo in particolare del 35% della popolazione tra i 15 e i 64 anni).

Grafico check-in China

Fig. 1 Prodotto Interno Lordo (corrente in $); Fig. 2 Popolazione, totale; Fig. 3 Aspettativa di vita alla nascita, totale; Fig. 4 Reddito Nazionale Lordo, metodo Atlas (corrente in $). Fonte: Eumetra.

>> LEGGI ANCHE: PERCHE’ SCEGLIERE UNA AGENCY ITALIANA ATTIVA IN CINA PER LA TUA STRATEGIA DIGITAL

Concentrare gli investimenti nelle aree più strategiche

Data la sua vastità e delle differenze territoriali, sociali ed economiche che ne conseguono, l’approccio al mercato non può però essere univoco. Da un punto di vista strettamente commerciale, per esempio, si deve tener conto del fatto che le città cinesi sono catalogate secondo il cosiddetto “Tier System”, che le suddivide in diverse fasce sulla base di criteri come potere di spesa dei cittadini, livello di istruzione della popolazione, media degli stipendi o anche numero di marchi stranieri presenti. Così, città come Shanghai e Pechino sono considerate città di prima fascia (Tier 1), altre come Chongqing, Tianjin e Guangzhou appartengono alla seconda fascia (Tier 2) e via dicendo. 

All’interno di una strategia di approccio al mercato è fondamentale decidere se per l’azienda è più strategico puntare su città di prima, seconda, terza o quarta fascia in base agli obiettivi prefissati, alla tipologia di target audience prevista e alle risorse a disposizione in relazione alla notorietà del proprio brand oltre la Grande Muraglia.. 

Trend sociali, potere d’acquisto e dinamiche di consumo

Anche le dinamiche di consumo in Cina sono guidate da abitudini di vita e relazione profondamente diverse da quelle occidentali: è tipico ad esempio che una coppia si sposti per lavorare verso le grandi aree urbane, lasciando la custodia dei figli ai propri genitori, che mediamente dopo i 55 anni sono di fatto in pensione. In media, i cinesi si sposano ancora molto giovani, sotto i 30 anni, e nello stesso periodo fanno figli. Questa tendenza porta spesso con sé cambiamenti notevoli per i consumatori anche a livello di potere di acquisto o semplicemente di scelta di determinati prodotti piuttosto che altri.  

Guardando poi alle altre fasce d’età è interessante notare come vi siano due generazioni opposte che trainano i consumi, soprattutto digitali. Se da una parte la Generazione Z (ovvero i nati tra il 1996 e il 2010) è totalmente immersa nell’ecosistema digitale cinese, oggi anche la “Silver-hair generation” (che equivale grossomodo ai nati prima del 1961) è sempre più abituata alla tecnologia e si dedica con maggiore frequenza allo shopping online. Oltre ad avere un potere di acquisto spesso maggiore rispetto alla Gen Z questa categoria di consumatori ha anche esigenze e richieste diverse da quelle dei giovani. Fattori, questi, da non sottovalutare quando ci si prepara a scegliere il proprio target o diversificare la propria offerta sul mercato cinese. 

Scegliere il digitale per raggiungere i consumatori cinesi

Vendite e-commerce

Parlando di targetizzazione degli investimenti non si può non entrare più nel vivo del tema del digitale. Non basta sapere a quali aree e categorie di consumatori puntare: bisogna anche capire con quali canali raggiungere efficacemente il pubblico.  L’ecosistema digitale cinese è sempre più diversificato e solo trovando la giusta combinazione di piattaforme è possibile rispondere alle diverse esigenze degli utenti e creare un rapporto tra brand e audience locale. Ad esempio, se si vuole vendere online in ottica B2C, è meglio fare affidamento a piattaforme come Tmall (corrispettivo del nostro Amazon e primo marketplace locale), dove è possibile creare un Flagship Store e investire in campagne marketing per guidare gli utenti della piattaforma verso il proprio negozio online. 

Comunicazione

Bisogna poi pensare a come supportare la strategia di vendita tramite una comunicazione efficace, in particolare lavorando sulla brand awareness: non è scontato che un marchio popolare in Occidente lo sia già anche in Cina. Se WeChat – che permette di comunicare con i propri clienti, promuovere i prodotti e effettuare pagamenti online – è imprescindibile con i suoi 951 milioni di utenti attivi al mese, diverse sono le piattaforme su cui sviluppare la propria strategia di comunicazione. Da Douyin (la versione cinese di Tik Tok) a Little Red Book (una sorta di fusione tra Pinterest, Instagram e un e-commerce) passando per Weibo (il “Twitter cinese”), sono numerose le soluzioni a disposizione delle aziende per creare una strategia di comunicazione integrata e innovativa, che possa raggiungere le diverse fasce di utenti nel modo più efficace.  

KOL marketing e live streaming

Non possiamo infine tralasciare il tema delle collaborazioni con i Key Opinion Leader (KOL), figure fondamentali per coinvolgere l’audience e stabilire un rapporto di fiducia con il brand. I canali per attivare queste collaborazioni possono essere i social media o anche le piattaforme live streaming (due cose che spesso coincidono). Attraverso questi canali i KOL possono mostrare i prodotti in diretta, intrattenere l’utente e consolidare la fiducia su un prodotto. 

>> LEGGI ANCHE: CONSULENZA IN CINA: COME SCEGLIERE LA GIUSTA STRATEGIA

Da dove partire per attivare il consumatore cinese: Check-in China

In uno scenario così differente e rapidamente mutevole, come attivare il consumatore cinese?

Eumetra (Istituto di ricerche sociali e di marketing) e East Media (società specializzata in Digital Marketing e E-commerce per i mercati di Cina, Russia e Corea del Sud) lanciano il primo osservatorio sulle dinamiche di consumo, sulle abitudini di spesa e sul rapporto dei consumatori con le diverse categorie merceologiche in Cina, mettendo a disposizione un mix di competenze unico sul mercato.

Check-in China è lo studio multicliente utile per:

  1. Comprendere gli atteggiamenti e le propensioni dei consumatori cinesi
  2. Sottolineare le opportunità di business per le aziende occidentali
  3. Offrire indicazioni operative su dove investire e su quali segmenti di popolazione
  4. Sostenere la comunicazione del marchio

Un repository di informazioni di base per guidare gli investimenti sul mercato cinese, basato su un campione robusto (5000 casi), distribuito per i principali indicatori demografici. La prima puntata di un osservatorio permanente sulla multiforme e dinamica popolazione cinese. 

Ti aspettiamo il 24 marzo per scoprire tutti i dettagli!

La struttura della ricerca Check-In China, le sue applicazioni e le condizioni di adesione saranno presentate giovedì 24 marzo alle ore 10 in un incontro organizzato da East Media ed Eumetra sulla piattaforma Zoom. Interverranno:

La partecipazione è gratuita! Clicca sul button qui sotto per accedere alla pagina di iscrizione all’evento:

Studiare senza pensare è inutile, pensare senza studiare è pericoloso
Confucio

Altri Articoli

See All