Il sistema produttivo italiano è da sempre caratterizzato da una spiccata vocazione all’imprenditorialità, con alta specializzazione in comparti tradizionali e forte propensione all’export. Queste caratteristiche assumono maggiore importanza se si considera che nel biennio 2021-2022 potremo aspettarci una ripresa della domanda mondiale di beni. Con un tasso cumulato che si aggirerà intorno al +13%

Si presentano infatti per le aziende italiane nuove opportunità di business. Il Bel Paese sarà in grado di coglierle grazie a:
esclusività dei prodotti Made in Italy: da sempre sinonimo di eleganza e qualità nel mondo
qualità dei servizi associati, quali la puntualità
personalizzazione dell’offerta: caratteristica peculiare dei prodotti italiani, che si adattano alla sofisticazione della domanda e sono per questo molto apprezzati all’estero.

Ma quali sono le sfide che si dovranno affrontare? E quali le opportunità?

Scopriamolo insieme!

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Scenario incoraggiante per l’export 

Stando al più recente rapporto di Agenzia ICE sull’evoluzione del commercio estero, stanno arrivando dei segnali incoraggianti per l’export. Vi è infatti l’urgenza di tornare a una “nuova normalità” nella circolazione di persone e merci. I Paesi hanno il desiderio di favorire la ripresa economica e di aprire nuove aree di libero scambio. Il mondo post pandemia, tuttavia, ci pone davanti a nuove sfide, che se affrontate nel modo giusto non possono che trasformarsi in ottime opportunità. 

Si stanno diffondendo infatti nuovi paradigmi che caratterizzeranno i mercati nell’era post-Covid: digitalizzazione, innovazione/diversificazione, commercio online.

Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta!

Digitalizzazione

È da anni ormai che si parla di Digital Transformation e la pandemia ha sicuramente accelerato questo processo. Nel mondo in cui ci troviamo ora, il digitale sarà il punto cardine per l’export e per la ripartenza degli scambi internazionali. Il lockdown, infatti, ha contribuito a una significativa crescita del commercio online e avrà un effetto a lungo termine su questo settore. 

Sfide

È evidente che occorre sviluppare politiche e interventi mirati per favorire la digitalizzazione delle PMI italiane: fondamentali nella nostra economia. Secondo uno studio dell’Osservatorio Innovazione Digitale PMI del Politecnico di Milano, infatti, iI gap digitale tra le PMI italiane e la media europea si attesta al 37%. Digitalizzare le PMI italiane significherebbe rinnovare il nostro tessuto imprenditoriale e renderlo in grado di sfruttare tutte le potenzialità che il digitale offre.

Opportunità

La digitalizzazione rappresenta oggi un importante strumento che garantisce maggiore efficienza attraverso l’ottimizzazione dei processi interni. Permette inoltre di integrare il locale con il globale, creando una rete di distribuzione su scala mondiale in cui vendere i propri prodotti di qualità. Il tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato da tante piccole realtà raccolte in distretti. Questo da una parte non aiuta a fare sistema. Dall’altra è parte della nostra ricchezza e si trasforma in un’offerta che sa sorprendere e adattarsi ai consumatori di ogni singolo Paese. Il digital permetterebbe a queste piccole imprese di essere altamente competitive anche in contesti sempre più turbolenti e complessi. Anche sfruttando i fondi messi a disposizione dal governo per il rilancio delle piccole e medie imprese. 

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Innovazione e diversificazione nell’export

L’export permette alle aziende di crescere e rimanere competitive. Questo vale soprattutto per le PMI italiane, dove l’esportazione e la diversificazione verso nuovi mercati diventa quasi una necessità. 
Erroneamente siamo portati a pensare che l’internazionalizzazione sia prerogativa solo delle grandi aziende. Non è così! Nel contesto internazionale, infatti, ci sono moltissime variabili che influiscono sul successo o meno di un’impresa. Contano infatti la velocità di inserimento nel mercato e l’innovazione. In questo la natura del tessuto imprenditoriale italiano non sembra ostacolare l’internazionalizzazione. 

Sfide

La sfida principale per le PMI sta nell’affacciarsi con costanza ai mercati esteri, diversificando in base alle proprie possibilità. Occorre infatti pianificare una strategia adeguata e utilizzare i giusti strumenti e competenze per garantire una presenza solida in questo contesto.

Opportunità

L’export aiuta a diversificare i rischi e inoltre – secondo dati Sace – fino al 2017 le esportazioni sono state l’unico driver di crescita dell’economia italiana. In generale le imprese esportatrici presentano una crescita più sostenuta in termini di fatturato e migliori risultati in termini di redditività e profittabilità rispetto alle non esportatrici.

L’Italia è in grado di diversificare la propria offerta adattandosi alle esigenze di consumatori provenienti da Paesi diversi e con gusti differenti. Il Made in Italy, infatti, è caratterizzato da una forte capacità di trovare punti di incontro con l’interlocutore, proponendo soluzioni concrete che si rivolgono a tutti. 

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Commercio online per l’export

L’e-commerce in Italia ha chiuso lo scorso anno con un +29,2% coinvolgendo più di 70.000 PMI (dati Huffington Post). Anche le stime per il futuro sono promettenti: secondo l’Istituto per la competitività, le PMI che vendono online hanno una probabilità dell′84% in più di ottenere fatturati maggiori. Il commercio elettronico – anche per il settore B2B – è il canale preferenziale sul quale investire, in particolar modo per l’export.

Sfide 

La sfida più importante da superare riguarda sicuramente la diffidenza degli imprenditori italiani. Si tende a considerare infatti la vendita online come un investimento troppo a lungo termine molto pesante. Senza invece considerare che ci sono molte piattaforme ben strutturate che velocizzano l’ingresso. È inoltre necessario scegliere la giusta strategia per vendere all’estero. Occorre infatti capire i gusti dei clienti internazionali e allinearsi con le preferenze del mercato specifico personalizzando la propria offerta.

Opportunità

Nonostante le difficoltà apparenti, ci sono moltissime possibilità per le PMI italiane. L’e-commerce B2B sta infatti attraversando una silenziosa evoluzione, anche in Italia. Il 40% delle aziende B2B ha attivato un e-commerce con sito proprio, mentre il 18% vende su marketplace (dati Exportiamo). Inoltre i compratori B2B mostrano gli stessi bisogni e trend dei consumatori B2C anche nell’acquisto di materiali industriali e strategici. 

La principale difficoltà in ambito B2B è data dai fornitori restii ad abbandonare abitudini. In realtà spesso i canali digitali possono rivelarsi una semplice arma in più a vantaggio dell’azienda. Permettono, per esempio, di trovare clienti per forniture occasionali quando c’è necessità di rifornirsi con urgenza e il canale principale non ha disponibilità. L’e-commerce in questo caso si rivela un canale efficace che permette di ottenere nuovi Lead, ordini e clienti.

La ripresa dell’export italiano

Alla luce delle considerazioni fatte, è chiaro come l’export rappresenti un’importante opportunità per le imprese italiane. Le sfide sono tante ed è necessario impostare la giusta strategia per l’internazionalizzazione dei propri prodotti. Un ostacolo che le PMI dovranno superare è sicuramente quello della digitalizzazione. Il gap in Italia rispetto all’Europa è ancora molto alto. Oggi però esistono soluzioni altamente integrate e innovative che permettono anche alle aziende medio-piccole di investire sul piano della digitalizzazione e di inserirsi su piattaforme online che permettono di raggiungere milioni di utenti in più. Anche un sistema come quello italiano è in grado di essere altamente competitivo nell’economia mondiale. Può infatti fare leva su imprese che grazie alla loro elevata flessibilità e integrazione riescono facilmente ad adattarsi alle esigenze di un mondo in transizione.

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About Nadia Riccardi

Appassionata della Russia, del marketing e della subacquea. Ha lasciato il suo cuore a Mosca, dove spera di tornare. Ama osservare il mondo da più punti di vista, in modo analitico, creativo ... sia sopra che sott'acqua.