Secondo diverse stime il 2021 sarà un anno di ripresa per le esportazioni italiane. Dopo decise flessioni nell’export di quasi tutti i comparti nel 2020, questo momento di crescita è naturalmente molto atteso dalle aziende. Ma quali saranno i settori trainanti dell’export B2B Made in Italy in questo 2021? Lo scopriamo in questo articolo.

Stime per la ripresa delle esportazioni nel 2021

Con una quota di mercato dell’export mondiale che sfiora il 3%, l’Italia si posiziona all’ottavo posto nella classifica dei principali Paesi esportatori al mondo. Mantiene così anche nel 2020 la posizione che occupava già nel 2019 e che si è guadagnata a partire dal decimo posto occupato nel 2015. Dopo una contrazione complessiva dell’11,3% nel 2020, le stime per la ripresa oscillano tra il +7,4% (ICE) e il +10,2% (Istat), passando per il +9,3% (SACE) e il +9,6% (FMI). Secondo il Rapporto Export 2020 di SACE dobbiamo aspettarci che l’export italiano, valutato nel 2020 per 461 miliardi di euro, salga a 487 miliardi nel 2022 e successivamente a 510 miliardi nel 2023. Per il momento le previsioni sembrano trovare riscontro nella realtà, se consideriamo che solo a marzo 2021 l’export italiano ha avuto un aumento su base annua del 23,1% (dati Istat), diffuso su tutte le principali industrie.

Mercati strategici per l’export nel 2021

Per far sì che questa ripresa avvenga è importante puntare sui giusti mercati. Nel 2020 le destinazioni delle esportazioni italiane sono rimaste ancora molto legate al mercato europeo. In testa, infatti, troviamo la Germania, seguita dalla Francia. Dal quarto posto in poi abbiamo Svizzera, Regno Unito, Spagna, Belgio e Polonia. Va però notato che anche l’influenza dei mercati extraeuropei si fa sempre più rilevante. Gli Stati Uniti occupano il terzo posto della classifica e la Cina il nono. Entro il quindicesimo posto troviamo poi Turchia, Giappone e Russia, mercati che nel corso dei prossimi anni dovrebbero occupare una quota sempre maggiore del nostro export.

Secondo l’Osservatorio Economico InfoMercatiEsteri del Governo italiano altri Paesi strategici per l’export nel 2021 saranno il Canada, la Corea del Sud, gli Emirati Arabi Uniti, India, Brasile, Messico e Arabia Saudita. Questa previsione è confermata anche dai dati Istat di marzo 2021 che segnalano un marcato aumento su base annua dell’export verso la Cina (+47%), i Paesi Asean (+41%), i Paesi Mercosur (+47,3%), i Paesi Opec (+24,9%) e la Turchia (+24,6%).

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Settori trainanti dell’export italiano nel 2021

Naturalmente la ripresa prevista per il 2021 non sarà uniforme per tutti i comparti dell’industria italiana. Alcuni di questi si evidenzieranno come i settori trainanti dell’export B2B del nostro Paese, pur non togliendo importanza a tutti gli altri che, anche se in misura minore, contribuiranno a generare interscambio economico con l’estero.

1. Beni intermedi

Dopo un 2020 difficile, SACE prevede che l’export di beni intermedi dovrebbe raggiungere ottimi traguardi nel 2021. In particolare si parla di un rimbalzo del 14,8% per le esportazioni di metalli, del 13,5% per quelle di gomma e plastica e dell’8,7% per quelle di materiali chimici. Complessivamente i dati Istat parlano di una ripresa del settore del 40,5% (dati aggiornati a marzo 2021). Quest’anno i mercati di sbocco principali per l’export di beni intermedi si stanno rivelando essere soprattutto Cina, Polonia e Germania. Questi Paesi, infatti, hanno fatto registrare un’alta domanda di prodotti in metallo (rispettivamente +35,3%, +25,4% e +10,8%) e di di apparecchi elettrici (+134,8%, +13,1% e +10,6%). 

2. Beni di investimento

Per quanto riguarda i beni di investimento la ripresa sarà più variegata in base alle diverse sottocategorie considerate. Prendiamo l’automotive come esempio tra i settori trainanti dell’export. Dopo una flessione del -10,2% nel 2020, si conta su una ripresa che arriverà al +11,9%. Questo soprattutto grazie alla domanda rimasta inespressa nell’anno cardine della pandemia. Si può inoltre prevedere un sempre maggior numero di richieste dall’Asia-Oceania. Secondo le proiezioni
le vendite di autoveicoli in queste aree geografiche dovrebbero passare da circa 44 milioni del 2019 a 47 milioni nel 2028. Stando ai dati di ANFIA la domanda sarà così ripartita: parti, vetri e accessori 66,8%, motori 18,3%, pneumatici e camere d’aria 6,1%, componenti elettrici e affini 8,8%.

Anche la meccanica strumentale vedrà una ripresa del 9,6% rispetto al 2020. Le migliori performance si registrano attualmente in Cina (+20,0%), Stati Uniti (+15,6%) e Germania (+0,3%). I macchinari per packaging e per impiego nell’agroalimentare saranno più richiesti rispetto ad altri (ad esempio quelli impiegati in edilizia).

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3. Beni di consumo, agricoltura e alimentari

Anche in questo ambito è dovuto precisare che le contrazioni e la ripresa dell’export varieranno significativamente in base alla sottocategoria analizzata. Come è facile immaginare, il comparto alimentare e agroalimentare è quello che ha subito la flessione minore nel 2020. La domanda di questi beni essenziali, infatti, è calata solo del 5,4% per l’agricoltura e del 3,6% per gli alimentari. Nonostante questo nel 2021 ci si aspetta una crescita rispettivamente dell’8% e del 7,2%. I mercati chiave in questo caso saranno soprattutto Stati Uniti e Germania. Anche in Cina, India e Giappone si sta osservando un trend positivo di aumento della domanda di alimentari e bevande italiani (rispettivamente del 19,4%, 7,8% e 7,7%).

Rimane ancora parzialmente penalizzato il settore tessile, dell’abbigliamento e della pelle. Infatti si prevede che nel 2021 la reattività del settore non riuscirà ancora a recuperare i valori pre-Covid. Nonostante questo la domanda di beni non essenziali si sta comunque lentamente riprendendo. Ricordiamo inoltre che l’Italia si è riconfermata anche nel 2020 terzo esportatore mondiale di abbigliamento.

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Puntare all’estero con i giusti strumenti e canali

La strada per la ripresa delle esportazioni italiane è ancora in salita, ma i dati dei primi mesi del 2021 danno segnali incoraggianti per parecchi comparti dell’industria italiana. La chiave è proseguire seguendo questo percorso, guardando al futuro anche grazie a due importi strumenti di supporto. Il primo è quello degli incentivi statali ed europei messi a disposizione delle imprese italiane per recuperare il terreno perso nel 2020. Il secondo è quello del digital, che comprende tutti i canali e le soluzioni online che possono aiutare le aziende, grandi e piccole, a portare avanti il proprio business in modo efficace. Entrambi vanno considerati non solo in ottica di ripresa, ma anche e soprattutto con l’obiettivo di realizzare piani di espansione, internazionalizzazione e realizzazione di nuove partnership all’estero.

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About Irene Cassanmagnago

Appassionata di lingue, letteratura e relazioni internazionali, si occupa di marketing e comunicazione con un focus sul panorama digitale cinese.