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  È stato un lungo viaggio quello di Lorenzo Riccardi, commercialista italiano che ha deciso di fare "il giro del mondo in 200 economie". Viaggio che è iniziato in Cina e si è sviluppato verso Ovest. La sua conclusione ha portato con sé una serie di importanti riflessioni su quello che sarà il futuro dell'economia globale. Ma anche su quale ruolo giocherà il Paese del Dragone in esso.  

Chi è Lorenzo Riccardi

Lorenzo Riccardi è un Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. Risiede e lavora in Cina, a Shanghai, da ormai 14 anni. Infatti insegna fiscalità presso la Shanghai JiaoTong University. Segue inoltre gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance dei più grandi gruppi industriali del food e del fashion italiani. È anche partner dello Studio di consulenza RsA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam”. Per Maggioli è autore di “Gli investimenti in Asia Orientale” e per Springer di una collana sui mercati emergenti. In precedenza Lorenzo ha già affrontato lunghi viaggi da Shanghai a Milano, lungo la transiberiana, la transmongolica e la rete ferroviaria europea. Oggi, con il progetto "200 Economies", ha visitato ogni Stato sovrano da Est a Ovest. Dopo questo grand tour non si fermerà, ma continuerà a cercare nuovi percorsi. Percorsi che lo porteranno a esplorare le opportunità offerte dalla globalizzazione in ogni regione del mondo.   Lorenzo Riccardi Lorenzo Riccardi  

Il progetto "200 Economies"

Il progetto "200 Economies" è partito dal concetto di G-200, ovvero di un ideale summit fra tutte le economie del mondo. Infatti la crescente globalizzazione ha portato a scambi sempre più intensi fra i diversi Paesi. Di conseguenza ha sempre meno senso ragionare in ottica G-20. Il futuro sarà caratterizzato da un'economia globale, con investimenti che coinvolgeranno tutti i paesi sviluppati, emergenti e di frontiera. Ecco allora l'idea di percorrere tutti questi luoghi, partendo proprio dalla Cina. Non è difficile immaginare perché. Questa è la prima economia emergente al mondo e il centro propulsore della Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative). Gli influssi di questi fattori sugli sviluppi dell'economia globale sono enormi, come racconta lo stesso Lorenzo: “Per cogliere lo sviluppo globale occorre viaggiare dalla Cina verso il resto del mondo. Nel Sud est asiatico, Thailandia e Vietnam si pongono oggi come partner ideali negli investimenti in Asia con export verso occidente. In Africa è tangibile l’influenza di Pechino. Il nuovo aeroporto di Algeri, le ferrovie lungo la costa della Nigeria, il palazzo dell’Unione Africana ad Addis Abeba e la più grande moschea del continente sono tutte opere costruite da aziende cinesi. Questo vale anche in Oceania, da sempre una delle regioni più influenzate dagli USA. Qui i progetti Belt Road hanno portato alla costruzione di nuovi aeroporti, strade e infrastrutture che uniscono il Pacifico all’Asia da un punto di vista economico oltre che geografico”.   Lorenzo Riccardi G200    

Passato e futuro si incontrano in Cina

Se il viaggio di Lorenzo Riccardi vi ricorda qualcosa di antico non state sbagliando. Potremmo, infatti, considerarlo come la rivisitazione in chiave moderna del viaggio di Marco Polo lungo l'antica Via della Seta. Naturalmente nel senso opposto, da Est verso Ovest. Non a caso il mastodontico progetto di infrastrutture per collegare la Cina agli altri Paesi viene chiamato proprio Nuova Via della Seta. La Cina è sempre stata un punto nevralgico per gli sviluppi del commercio globale. Nel XXI secolo, grazie all'avvento del digitale e alla crescita economica del Paese, questa tendenza ha forse raggiunto il suo picco. Ecco perché è più che mai importante partire proprio dal Paese del Dragone per capire le dinamiche che caratterizzeranno il mondo futuro. Lorenzo Riccardi lo ha fatto, andando alla scoperta del mondo "con gli occhi di un Occidentale che guarda il mondo da Oriente".    

La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Il nostro team multiculturale si occupa di fare proprio questo, grazie alla sua expertise e profonda conoscenza della Cina.
 
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  Fonte immagine in apertura: Content Commerce Insider   Sempre più brand attivi sul mercato cinese stanno facendo del cross-category marketing uno dei loro cavalli di battaglia per catturare l'interesse dei consumatori. Questi ultimi, infatti, diventano sempre più esigenti e sofisticati. Richiedono dunque di essere costantemente colpiti dai brand. Una delle strategie che viene in aiuto ai brand per realizzare questo difficile compito è proprio quella del cross-category marketing.  

Cos'è il cross-category marketing

Con il termine cross-category marketing si intende la creazione di collezioni originali a partire dall'incontro fra due ambiti diversi fra loro. Secondo questa strategia un'azienda del luxury può, per esempio, collaborare con un museo. Si verrà così a creare una linea esclusiva ispirata ai lavori di un determinato artista. Fra i brand che hanno utilizzato per primi questa strategia in Cina ci sono infatti proprio quelli del settore del lusso. Tuttavia ormai il cross-category marketing è stato sdoganato da marchi di ogni settore, ottenendo un grande successo.   >>LEGGI ANCHE: GUIDA A UNA STRATEGIA DI REBRANDING VINCENTE PER IL MERCATO CINESE  

Perché funziona sul mercato cinese

Ci sono varie ragioni per le quali il cross-category marketing è particolarmente apprezzato dai consumatori Oltre Muraglia. La prima è dovuta al fatto che l'attività dello shopping online non viene vista solo come una risposta a una necessità. È anche un momento di divertimento, che deve stimolare i vari interessi dell'utente. Ecco perché collegare un brand e i suoi prodotti a qualcosa di estraneo ma al tempo stesso interessante può rivelarsi una mossa strategica. Una seconda motivazione va ritrovata nel desiderio di originalità che contraddistingue le generazioni più giovani di consumatori. I Millennial e i Gen Zers del Paese del Dragone ricercano prodotti che li facciano contraddistinguere dagli altri. Tanto meglio se sono limited edition! Infatti la maggior parte delle volte queste collaborazioni di cross-category marketing danno vita a linee di prodotti piuttosto esclusive. Possedere uno di questi prodotti viene dunque visto come un segnale del fatto che si seguono da vicino i trend del momento.   >>LEGGI ANCHE: SOCIAL COMMERCE: IL FUTURO DEGLI ACQUISTI ONLINE IN CINA  

Campagne di cross-category marketing di successo

Vediamo ora alcune delle campagne di cross-category marketing messe in atto in Cina da brand di fama globale.

1. MAC x Honor of Kings

Lo scorso anno il famoso brand canadese di cosmetici MAC ha deciso di lanciare una linea esclusiva di rossetti. Per farlo ha avviato una collaborazione con il mobile game di Tencent Honor of Kings (王者荣耀 Wangzhe Rongyao). Come mai? Perché la target audience del gioco e di MAC era la stessa, ovvero ragazze fra i 18 e i 24 anni. Un'occasione perfetta!   cross-category marketing MAC Immagini promozionali dei 5 rossetti nati dalla collaborazione MAC x 王者荣耀. Fonte: Daxue Consulting.   Il tocco finale alla campagna è stato dato dall'impiego di cinque celebrity cinesi facenti parte del gruppo delle "Rocket Girls 101". Le ragazze hanno posato per degli scatti indossando ognuna un rossetto e un outfit somigliante a quelli dei personaggi del gioco. Ciò ha corroborato ancora di più l'entusiasmo creatosi nella audience per la particolarissima collaborazione.    >>LEGGI ANCHE: BEAUTY IN CINA: LE ULTIME TENDENZE DIGITALI PER VENDERE CON SUCCESSO  

2. Pepsi x People's Daily

Scelta completamente differente è quella fatta da Pepsi. Il marchio di soft drinks ha deciso di sfrutta non solo il cross-marketing, ma anche il real-time marketing per portare l'attenzione ai suoi prodotti. Infatti non ha solo scelto di collaborare con un soggetto esterno (in questo caso il quotidiano cinese People's Daily). Ha anche deciso di adattare la sua campagna a uno degli hot topic del momento in Cina, ovvero il Coronavirus. Da qui è nata l'idea di rivestire le lattine di Pepsi con immagini dei lavoratori in prima linea durante l'emergenza. Sebbene permangano i colori distintivi di Pepsi (blu, bianco e rosso), l'insieme richiama chiaramente una pagina di giornale e celebra queste persone.   cross-category marketing Pepsi Fonte: Dieline.  

3. KFC x National Gallery

Un'altra collaborazione di successo è quella che è stata avviata fra marzo e giugno 2020 da KFC China con la National Gallery. In questo caso, infatti, la catena di fast food ha deciso di portare l'arte nella vita di tutti i giorni per celebrare l'inizio dell'estate. Il nome della campagna è "Summer Impressions", e non a caso. Infatti i famosi "bucket" per i nugget di pollo, ma anche per le bevande e i gelati sono stati rivestiti con famosi quadri impressionisti. Sono stati anche creati dei dessert dai gusti esclusivi per la campagna. Il tutto, poi, ha ricevuto l'adeguata sponsorizzazione da parte dell'attore cinese Zhu Yilong.   cross-category marketing KFC Zhu Yilong con il gelato al gusto "Bubble Tea" della linea Summer Impressions di KFC.   

4. Perfect Diary x National Geographic

Ultimo, ma non per importanza, è l'esempio del marchio di cosmetici cinese Perfect Diary. Le collaborazioni di successo avviate da questo brand negli ultimi anni sono molte. Alcune di esse hanno coinvolto addirittura il British Museum, Discovery Channel e il Metropolitan Museum of Art. Qui vediamo l'esempio di quella portata avanti con National Geographic. Per il Single's Day 2019 sono state create quattro palette di ombretti ispirate ai paesaggi naturali cinesi. La bellezza dei prodotti, una forte promozione da parte dei Key Opinion Leader e il riferimento alle risorse naturali del Paese hanno determinato il successo di questa iniziativa.   cross-category marketing Perfect Diary Alcune delle palette del "Perfect Diary Geographic Eyeshadow". Fonte: China Film Insider.   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

Checklist per sfruttare il cross-category marketing con successo

Concludiamo con una breve lista di consigli tratti da questi esempi per avviare una campagna di cross-marketing efficace. - Identifica un partner con una target audience simile a quella del tuo brand. Soprattutto per un'azienda che si sta affacciando per la prima volta sul mercato cinese, questa potrebbe essere una mossa decisiva. - Mantieniti aggiornato sui gusti e sulle preferenze dei consumatori. In questo modo sarai il primo a cogliere la giusta occasione per un'azione di marketing mirata e di successo. - Sfrutta il real-time marketing per creare un collegamento con gli hot topic del momento. La tua campagna deve essere il più possibile attuale! - Appoggiati ai Key Opinion Leader per ampliare la visibilità del tuo brand e della campagna. Gli influencer sono tasselli fondamentali delle strategie di marketing in Cina. - Pensa fuori dagli schemi! La tua originalità verrà premiata dai consumatori.  

 
La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Il nostro team multiculturale si occupa di fare proprio questo, grazie alla sua expertise e profonda conoscenza della Cina.
 
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  Buone notizie per le imprese lombarde: in questo delicato periodo di ripartenza economica Unioncamere e Regione Lombardia hanno pubblicato nuovi bandi per stimolare il settore e-commerce. La proposta è molto interessante, in quanto permette alle aziende di consolidare la propria posizione sui mercati extra-UE a costi decisamente ridotti. Andiamo subito ad approfondire come questi bandi possono essere utilizzati per inserirsi sul mercato cinese.   >>LEGGI ANCHE: CINA: I 7 TREND DELL'E-COMMERCE NEL 2020 DA NON FARSI SCAPPARE  

Cosa prevedono i nuovi bandi per l'e-commerce

I bandi pubblicati prevedono contributi per le PMI che vogliono aprire o consolidare canali commerciali digitali per l'export. Ciò vale sia per il settore B2B che per il B2C. Le piattaforme per le quali sono previsti gli sgravi sono i sistemi e-commerce (proprietari o marketplace) sia locali che cross border, siano essi siti o App. Sono previsti contributi a fondo perduto per un massimo di 10.000€. Questi fondi andranno utilizzati per coprire fino al 70% le spese sostenute per il progetto (al netto di IVA).  

Sfruttare il digital per esportare verso la Cina

La Cina, uno dei primi Paesi colpiti dal Coronavirus, è anche stato il primo mercato a ripartire dopo il picco dell’emergenza sanitaria. Inoltre, con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, è uno dei più grandi mercati al mondo, sul quale vale dunque la pena investire. Come? La soluzione più efficace è quella digitale. I consumatori cinesi, infatti, sono particolarmente abituati a interfacciarsi con piattaforme online di ogni genere. Acquistare in rete fa parte della loro quotidianità, ancora più che in Italia. Com’è naturale, la particolare situazione creatasi nei primi mesi del 2020 non ha fatto che accentuare questa tendenza. Le grandi piattaforme e-commerce, i marketplace e le soluzioni di social commerce hanno visto un’impennata di utenti attivi e di fatturato. C’è poi da notare che questo trend non si esaurirà con il lento ritorno alla normalità. Infatti le soluzioni d’acquisto digitali costituiscono il futuro delle vendite nel Paese del Dragone. Questo vale soprattutto se si considerano le abitudini d’acquisto dei consumatori cinesi più giovani, i cosiddetti Millennials e Gen Zers, che vivono in una strettissima interconnessione con il mondo digitale.  

Mini-program: gli e-commerce di WeChat

La soluzione migliore per sfruttare i nuovi bandi è quella che prevede l’impiego dei WeChat mini-program. Si tratta di mini-App interne al famoso social network cinese che permettono alle aziende di creare un “mini-commerce“, ovvero un vero e proprio e-commerce dentro WeChat. Gli utenti possono vedere i prodotti nel dettaglio e comprarli immediatamente grazie al sistema di pagamento elettronico WeChat Pay. Tutto questo senza mai uscire dall’applicazione per completare l’acquisto. I mini-commerce possono essere monomarca oppure multibrand.   bandi e-commerce mini-program WeChat mini-program di due famosissimi marchi italiani, Gucci e Prada.   I WeChat mini-program costituiscono una soluzione di vendita interessante perché rispondono a uno dei principali trend del 2020 in Cina, quello del social commerce. Infatti gli utenti Oltre Muraglia apprezzano particolarmente la possibilità di fare shopping online senza doversi spostare dalle piattaforme social. I limiti fra social network ed e-commerce si fanno sempre più labili e l’acquisto è sempre più spontaneo. Viene da sé che WeChat, il primo social in Cina, è un’ottima scelta per sfruttare questa tendenza a favore del proprio brand.   >>LEGGI ANCHE: VENDERE CON WECHAT IN CINA: SOLUZIONI SU MISURA PER I BRAND  

Italian Life Style: una fiera permanente del Made in Italy

Aprire un WeChat mini-program monomarca come quelli di Gucci e Prada potrebbe non essere alla portata di tutti i brand. Infatti per ottenere un traffico adeguato sul mini-commerce della propria azienda è necessario avere un WeChat Official Account piuttosto seguito. Per i marchi ancora poco conosciuti in Cina questo può essere difficile. Soprattutto se si tratta di aziende di piccole e medie dimensioni. Italian Life Style si propone dunque come marketplace interno a WeChat per ospitare tutti i piccoli marchi italiani che vogliono iniziare a vendere sul mercato cinese a prezzi contenuti. ILS è infatti una piattaforma già strutturata, una fiera permanente del Made in Italy adatta ad attirare i consumatori cinesi in cerca di prodotti di qualità. Un’ottima soluzione per affacciarsi sul complesso mercato Oltre Muraglia e iniziare a ottenere visibilità e conversioni.   >>LEGGI ANCHE: ITALIAN LIFE STYLE: VENDERE IL MADE IN ITALY IN CINA ATTRAVERSO WECHAT  

Perché sfruttare l’occasione offerta dai nuovi bandi e-commerce

I bandi sono stati pubblicati da poche settimane e rimarrano aperti fino a settembre. È dunque il momento perfetto per elaborare una strategia di internazionalizzazione della propria azienda. Come? Con il supporto di un’agenzia specializzata come East Media. Il nostro team multiculturale, esperto delle particolarità del panorama e-commerce cinese, potrà individuare la soluzione migliore per ogni marchio. Questo garantirà a sua volta ottimi risultati in termini di ROI e di brand awareness sul mercato del Paese del Dragone.   >>LEGGI ANCHE: SOCIAL COMMERCE: IL FUTURO DEGLI ACQUISTI ONLINE IN CINA  
  Clicca sull'immagine per scoprire di più sui bandi e-commerce e ottenere una consulenza gratuita:   bandi e-commerce 2020   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
  Il posizionamento di un brand e la sua identità sono concetti che potrebbero sembrare statici. In realtà sono sempre più dinamici. Infatti devono necessariamente modularsi in base alle diverse culture alle quali si rivolgono. Ciò non significa che un marchio deve perdere la sua essenza quando si affaccia a un nuovo Paese. Significa piuttosto che, per esempio, sarebbe rischioso applicare in Cina le stesse strategie usate in Italia. C'è, infatti, la possibilità di non catturare l'attenzione e l'interesse del pubblico come avviene nel paese di origine. Da qui nasce la necessità di fare rebranding. Ma cosa significa esattamente? E quali sono le modalità da seguire quando si vuole fare rebranding per il mercato cinese?  

Cosa significa fare rebranding

Fare rebranding significa riposizionare un brand già esistente. Si tratta di un processo strategico che viene messo in atto in modo ragionato e consapevole sulla base di una serie di specifiche necessità dell'azienda. Spesso va fatto quando il brand deve svecchiarsi o ha mutato target. Diventa poi fondamentale quando si decide di affacciarsi su un nuovo mercato, popolato da consumatori con esigenze diverse. Per questo motivo il rebranding è più che mai necessario quando un marchio italiano o internazionale inizia a fare business in Cina. Infatti questo Paese è popolato da consumatori con preferenze e gusti molto diversi da quelli occidentali.   >>LEGGI ANCHE: ADATTARE IL NAMING IN CINA: IL PRIMO PASSO DI UNA STRATEGIA LOCALIZZATA  

Partiamo dalle basi: il marketing mix

Per avviare una strategia di rebranding la scelta migliore è quella di basarsi sul marketing mix. Con marketing mix si intende un insieme di tecniche e strumenti che aiutano i brand a trovare il proprio posizionamento sul mercato e a lanciare prodotti con successo. All'interno del marketing mix si distinguono quattro principali componenti, chiamate anche le "4 P". Sono i fattori product (prodotto), price (prezzo), promotion (promozione) e place (punto/piattaforma di vendita).   Rebranding marketing mix Le 4 P del marketing mix. Fonte: Ionos   Questa tecnica può essere molto utile per rimanere focalizzati sulle 4 macroaree più importanti mentre si elabora un piano d'azione per l'ingresso sul mercato cinese. Infatti analizzando ognuna di queste "P" in correlazione al proprio brand si potranno individuare i punti cardine della strategia di rebranding. Naturalmente in fase finale potranno essere aggiunti ulteriori dettagli, ma la strategy sarà già ben definita.   >>LEGGI ANCHE: COLORI IN CINA: GUIDA AL LORO SIGNIFICATO E CONSIGLI DI UTILIZZO NEL MARKETING  

Fare rebranding in Cina

Vediamo ora in concreto come sfruttare i 4 fattori del marketing mix per avviare il rebranding del proprio marchio sul mercato cinese.

1. Prodotto

Il prodotto è naturalmente il cuore del business di un'azienda. Dunque per prima cosa bisogna focalizzare l'attenzione su come renderlo il più appetibile possibile per i consumatori cinesi. Infatti spesso ciò che fa fallire lo sbarco dei brand internazionali nel Paese del Dragone è proprio una mancanza di comprensione dei gusti dei clienti Oltre Muraglia. Prendiamo l'esempio del settore della moda. Uno dei brand che sembra essere riuscito a fare rebranding in questo campo è Zara. Infatti il marchio ha costruito la sua presenza sul mercato cinese bilanciando brand identity ed esigenze dei consumatori cinesi. Lo ha fatto, per esempio, adattandosi a un diverso sistema delle taglie (una S occidentale corrisponde a una M in Cina). Anche la lunghezza delle maniche dei capi va spesso accorciata. Infine molti brand di moda fanno una selezione delle linee e dei capi che possono riscuotere maggiore successo in Cina perché più adatti allo stile locale.   Rebranding in Cina Zara Un esempio tratto dal WeChat Official Account di Zara.    Un altro caso di successo, questa volta nel settore Food&Beverage, è quello di Starbucks. Infatti il marchio statunitense è riuscito a entrare con successo in un mercato che preferisce ancora il al caffè. Come? Semplicemente inserendo nuove opzioni (principalmente tè e snack) nel proprio menù. Anche i famosi cracker Ritz sono stati adattati ai gusti dei consumatori cinesi. Infatti la casa produttrice ha creato dei nuovi cracker al gusto di pomodoro, pollo e manzo, sapori particolarmente apprezzati in Cina.   >>LEGGI ANCHE: DRAGON BOAT FESTIVAL: ADATTARE LA MARKETING STRATEGY ALLE FESTIVITÀ CINESI  

2. Prezzo

Partiamo dal presupposto che non è sufficiente calcolare il cambio di valuta per ottenere il prezzo di mercato da proporre in Cina. Le aziende devono tenere conto anche del comportamento dei consumatori. Infatti Oltre Muraglia il pubblico è particolarmente sensibile alle fluttuazioni di prezzo. Prendiamo l'esempio del noto brand giapponese di accessori e abbigliamento Muji. In "madrepatria" il marchio vende prodotti di buona qualità a prezzi molto contenuti, grazie a uno stile e un packaging molto semplice. Da qui ha origine il motto dell'azienda, "Lower prices for a reason". Tuttavia sul mercato cinese il brand ha deciso di posizionare i propri prodotti in una fascia di prezzo alta. Questo ha ha fatto allontanare molti consumatori e calare le vendite. Un primo step da fare, dunque, è un'attenta analisi di mercato. In questo modo si potrà valutare qual è la situazione del settore di interesse in Cina e come si comportano i competitor. Da qui si potrà partire per un ragionamento sul prezzo dei propri prodotti. Nella fase di decisione finale vanno poi ricordati altri due fattori chiave. Primo: i consumatori cinesi sono abituati a sconti e promozioni e tendono ad apprezzarli molto. Secondo: talvolta l'uso del numero corretto può veicolare un messaggio particolarmente positivo. Molte persone fanno ancora caso ad aspetti culturali come questo!   >>LEGGI ANCHE: NUMERI IN CINESE: GUIDA AL LORO SIGNIFICATO PER LA TUA STRATEGIA DI MARKETING  

3. Promozione

Anche nel caso della promozione va elaborata una digital strategy localizzata che unisca tecniche di comunicazione e marketing. - Dove? Prima di tutto bisogna ripensare ai canali di comunicazione prescelti per la promozione dei propri prodotti. Infatti gli utenti cinesi utilizzano molte piattaforme diverse nelle ore passate online, spesso saltando dall'una all'altra. Ognuna di esse può essere utile per promuovere il proprio prodotto grazie a diverse qualità e caratteristiche. Anche in questo caso, dunque, va prima fatta un'analisi delle piattaforme disponibili e poi una scelta delle prime da cui iniziare. Maggiore sarà il numero di canali attivati, maggiori saranno le possibilità di raggiungere i consumatori. - Come? In secondo luogo va trovato il modo migliore per fare promozione Oltre Muraglia. Fondamentali in questo caso sono i Key Opinion Leader, gli influencer cinesi che hanno un enorme influsso sulla popolazione. Ci sono poi i servizi di advertising integrati nelle varie piattaforme. Non possiamo dimenticare, infine, i numerosissimi shopping festival organizzati più volte all'anno dai giganti dell'e-commerce per stimolare le vendite.   >>LEGGI ANCHE: MOBILE MARKETING IN CINA: LE 10 APP CINESI PIÙ DIFFUSE  

Attenzione: promuovere significa anche comunicare determinati valori

Da ultimo ricordiamo quanto sia fondamentale comunicare il proprio prodotto e brand in modo che venga accettato dalla audience cinese perché confacente al suo sistema di pensiero e di valoriUn esempio in questo caso ce lo offre lo spot lanciato da Coca-Cola nell’estate 2017. La versione italiana della campagna vede una sorta di gara fra fratello, sorella e madre per portare la bibita ghiacciata al bel giardiniere che lavora nel giardino di casa sotto il sole cocente. Quella cinese, invece, mostra un gruppo di ragazzi che si ritrova e si diverte bevendo Coca-Cola. Infatti lo spot mandato in onda in Italia avrebbe sollevato critiche nel Paese del Dragone a causa della rappresentazione di tematiche tabù come l’omosessualità, la nudità e la mancanza di pudore, soprattutto da parte della madre.    Rebranding Coca Cola Scena finale dello spot italiano di Coca-Cola dell'estate 2017.   

4. Punto vendita

Concludiamo con l'ultima P, quella riguardante il punto vendita. Nell'era digitale con esso si intendono le piattaforme di vendita online, soprattutto se si parla di esportare prodotti verso un mercato lontano come quello cinese. In Cina, oltre al sito personale del brand, sono due le principali opzioni per creare un punto vendita online. I grandi e-commerce e marketplace (come Tmall e JD.com) o le piattaforme di social commerce (come Little Red Book e i WeChat mini-program). Anche in questo caso, dunque, va innanzitutto fatta una scelta sul canale dal quale cominciare. Successivamente bisogna adattare il proprio store online ai canoni cinesi. Ciò significa, per esempio, creare grafiche più colorate e ricche di animazioni rispetto a quanto si usa fare in Occidente. Questo non farà perdere al brand la sua identità, ma lo renderà più pronto a inserirsi sul mercato cinese.   Rebranding in Cina McDonald's Paragone fra la homepage di McDonalds.it e McDonalds.cn.   >>LEGGI ANCHE: COME VENDERE ONLINE IN CINA: 10 PIATTAFORME PER DISTRIBUIRE I TUOI PRODOTTI  

Rebranding per il mercato cinese: un'impresa impossibile?

Se a un primo impatto fare rebranding per il mercato cinese può sembrare un'impresa titanica, in questo articolo abbiamo visto come non sia affatto impossibile. Inoltre, come accennato in apertura, è fondamentale per ottenere la reazione desiderata dal pubblico Oltre Muraglia. Grazie all'aiuto del marketing mix e di un team di professionisti del digital marketing in Cina il rebranding non sarà più un problema per la tua azienda. Al contrario: sarà il suo cavallo di battaglia!  

Il modello del social commerce sta diventando sempre più diffuso e redditizio per i molti brand che hanno iniziato a sfruttarlo in Cina. Per avere una visione completa dell’hot trend del panorama digitale cinese non ti resta che scaricare il nostro nuovo report sull’argomento. Clicca sull’immagine sotto!   social commerce cina east media rebranding   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Fonte immagine in apertura: Digital Crew   Le festività tradizionali cinesi come quella del Dragon Boat sono occasioni importanti per le strategie di marketing dei brand. Perché? Semplice: perché creano l'occasione per elaborare lanci di prodotti a tema e campagne ad hoc. Inoltre in questi momenti di festa i consumatori sono generalmente più propensi a fare acquisti. Vediamo allora come si può coniugare questo momento legato alla tradizione con una efficace strategia digital per i brand attivi sul mercato cinese.   >>LEGGI ANCHE: CALENDARIO CINESE 2020 E FESTIVITÀ RUSSE: INIZIATIVE DI MARKETING MIRATE  

Cos'è il Dragon Boat Festival e cosa si festeggia

Il Dragon Boat Festival (龙船节 Longchuanjie o 端午节Duanwujie) cade il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare cinese. Ciò significa che non ha una data fissa nel nostro calendario. Quest'anno, per esempio, si festeggia il 25 giugno. Nel 2021, invece, sarà prima, il 14 giugno. La leggenda vuole che questa festa sia nata per commemorare il poeta e patriota Qu Yuan. Questo personaggio sarebbe vissuto intorno al 300 a.C, all'epoca degli Stati combattenti. Un giorno, saputo che lo Stato che amministrava era stato invaso dall'esercito Qin, Qu Yuan si uccise gettandosi nel fiume Miluo. La popolazione locale accorse subito sul luogo del terribile fatto. Per tentare di salvare il corpo di Qu Yuan dai pesci tutti si misero a gettare cibo nell'acqua e a sbattere i remi delle barche. Da questi gesti sono nate le tradizioni rispettate ancora oggi durante il Dragon Boat Festival. La prima è quella di consumare i cosiddetti Zòngzi (piccoli involtini di riso dalla forma piramidale). La seconda è quella di assistere a gare di barche a remi con sembianze di draghi. Di fatto oggi queste due attività vengono viste come un modo per festeggiare l'inizio dell'estate insieme ad amici e familiari.   Zongzi Dragon Boat Festival Preparazione degli Zòngzi 粽子: il ripieno viene racchiuso in un dumpling di riso glutinoso e poi avvolto in foglie di bambù.   >>LEGGI ANCHE: COLORI IN CINA: GUIDA AL LORO SIGNIFICATO E CONSIGLI DI UTILIZZO NEL MARKETING    

Sfruttare il Dragon Boat Festival per campagne ad hoc: il caso di Starbucks

Come accennato in apertura, questa festività rappresenta un'ottima occasione per i brand locali e internazionali di stimolare le vendite con iniziative particolari. Quest'anno un brand che ha fatto una scelta interessante in tal senso è stato Starbucks. Infatti il marchio ha deciso di rivisitare gli Zòngzi, usandoli come ispirazione per ideare uno snack estivo. Questi nuovi Zòngzi, chiamati "Starbucks Icy Dumpling" (星冰粽) sono di fatto dei piccoli ghiaccioli dalla forma piramidale. Sono disponibili in cinque gusti diversi: caffè, tè alla pesca, yogurt al mirtillo, lime e tè verde e addirittura formaggio e uovo.   Starbucks Dragon Boat Festival 2020   Anche le scelte grafiche per il poster creato da Starbucks non sono casuali e contengono precisi richiami alla tradizione. Ce lo spiega Ilaria Niccoli, designer italiana fondatrice di Niccoli.Design e stata Creative Director della campagna: "Nel poster promozionale gli elementi della tradizione sono rivisitati in maniera sottile ma di grande impatto. Infatti i 5 dumpling, fotografati con un angolo frontale, sembrano competere l’uno contro l’altro come le imbarcazioni in gara. I colori e le forme ricordano il mare, la sabbia, i remi delle barche. L'atmosfera è fresca e gioiosa, proprio come durante i tradizionali festeggiamenti per l'inizio estate." Ecco così che un grande brand “ospite” in Cina è riuscito a prendere una tradizione locale e a farla propria. Il tutto creando un nuovo prodotto di grande successo  

Non solo cibo: il gift sostenibile che fa gola ai giovani

Ma non è finita qui: Starbucks ha completato la sua offerta speciale per il Dragon Boat Festival con un'altra novità. Infatti gli Starbucks Icy Dumpling vengono venduti in set da 10 pezzi insieme a un omaggio. I clienti possono scegliere fra una tote bag, una pochette e uno zaino. Naturalmente tutti e tre i prodotti sono limited edition e sono caratterizzati da un design esclusivo ispirato alla festività.   Starbucks Dragon Boat Festival 2020   Anche in questo caso è chiaro l'intento di estrapolare degli elementi della tradizione e di inserirli in un prodotto adatto ai giovani clienti del brand. Continua Ilaria: "Il design delle borse è stato realizzato da un’artista locale ed è una chiara reinterpretazione della prua della barca e quindi del dragone. La voglia di mostrare i simboli della propria cultura è dunque molto forte. Allo stesso tempo si ha il desiderio di renderli attuali e alla moda."  Dulcis in fundo, il tessuto delle borse è stato creato con bottiglie di plastica. Infatti cosa è più alla moda della sostenibilità di questi tempi? Soprattutto fra le nuove generazioni questo è un hot topic, e Starbucks lo sa bene. Non per nulla promuove su tutti i suoi canali pratiche di riciclo e di eliminazione della plastica monouso. La scelta di utilizzare materiali riciclati per i prodotti di questa campagna rientra perfettamente nell'immagine che il brand vuole dare di sé stesso. Al passo con i tempi, innovatore e attento alle problematiche attuali, ma sempre con un occhio di riguardo per la tradizione.   >>LEGGI ANCHE: 618: COME SFRUTTARE LO SHOPPING FESTIVAL CINESE PER IL PROPRIO BRAND  

Nuovi trend di consumo fra originalità e ritorno alla tradizione

Secondo Ilaria un termine che descrive bene questo fenomeno del prendere spunto da elementi tradizionali e renderli moderni è Guochao 国潮. Inizialmente lo si usava in riferimento a brand cinesi nell'ambito della moda che riprendevano elementi della tradizione nei loro prodotti. Ora, invece, è  passato a indicare più genericamente tutte le creazioni che hanno un che di “nostalgic chic”. Insomma tutto ciò che si rifà a elementi del passato, ma è al tempo stesso nuovo e diverso. Inutile dire che sono i consumatori più giovani, i Millennials e i Gen Zers, ad apprezzare maggiormente questo stile. Infatti gli consente da una parte di andare fieri della propria cultura e dall'altra di possedere qualcosa di innovativo e originale, che li distingue dagli altri.   

La strada per il successo sul mercato cinese

La Cina è un Paese molto distante da noi, non solo in senso geografico, ma anche per molti aspetti culturali. Questo implica che anche i consumatori cinesi possono avere esigenze o desideri diversi da quelli occidentali. Il caso di Starbucks, brand statunitense dall'identità molto forte e definita, ci insegna che per avere successo sul mercato cinese la parola d'ordine è adattamento. Adattamento non solo alle diverse piattaforme sulle quali vendere i propri prodotti, ma anche a diverse strategie di marketing. Dimostrando di comprendere la cultura di un Paese un brand fa capire ai consumatori quanto li ha a cuore. E non c'è modo migliore di esprimere questa attenzione per loro che ideando un'intera campagna basata su elementi della tradizione locale. Il successo sarà garantito!  
  Conoscere le festività, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi. calendari cina e russia 2020 Dragon Boat Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.
  Vendere con WeChat sta diventando sempre più interessante per i brand attivi sul mercato cinese. Infatti qualunque brand posizionato su questa App può sfruttare il traffico generato dalla sua enorme base di utenti, che sono ormai quasi 1,2 miliardi. Inoltre la casa madre di WeChat, Tencent, lavora da anni per continuare ad ampliare i servizi e le funzionalità offerti dalla piattaforma ai brand. Motivo per cui così tanti si sono rivolti e si stanno rivolgendo a WeChat per vendere i propri prodotti in Cina.   >>LEGGI ANCHE: 10 FUNZIONI DI WECHAT DA SFRUTTARE PER PROMUOVERE IL TUO BRAND  

Vendere con WeChat: le due principali opzioni

Ricordiamo che WeChat non nasce originariamente come una piattaforma per la compravendita di prodotti. Infatti quando è stata lanciata nel 2011 era stata pensata come un'App di messaggistica. Tuttavia si è ormai da anni evoluta in un'App all-in-one che offre tantissime soluzioni ai brand per le strategie di marketing. In particolare, per permettere agli utenti di acquistare prodotti direttamente in-App si serve dei mini-program.  Lanciati nel 2017, i mini-program sono delle mini-App interne a WeChat che ne ampliano ulteriormente i servizi. Non occupano ulteriore memoria sui device degli utenti e non richiedono di essere scaricati singolarmente. Si trovano nella sezione dedicata o semplicemente digitando una query nella barra di ricerca dell'applicazione. Fra le svariate funzionalità che possiedono, dal gaming alla personalizzazione dei prodotti, permettono anche di creare un secondo canale di vendita per i brand all'interno di WeChat.   >>LEGGI ANCHE: WECHAT MINI-PROGRAM: L'ASSO NELLA MANICA DEI BRAND  

1. I mini-commerce monomarca

I WeChat mini-program utilizzati per la compravendita di prodotti sono definiti mini-commerce. Le aziende possono decidere di creare il proprio mini-commerce collegandolo all'Official Account di WeChat. Oltre a consentire l'acquisto in-App dei prodotti, spesso queste piattaforme offrono anche altri servizi aggiuntivi che migliorano l'esperienza dell'utente. Fra questi troviamo, per esempio, la personalizzazione dei prodotti e la possibilità di fare acquisti di gruppo. Inoltre alcuni mini-commerce si avvalgono di tecnologie di realtà aumentata per far visitare gli store agli utenti come dal vivo. Non manca poi l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per far provare virtualmente i prodotti ai clienti prima dell'acquisto. Un'altra qualità dei mini-commerce per i brand che decidono di vendere con WeChat è che permettono di intrattenere un rapporto diretto con i clienti. Infatti l'App si basa sulla comunicazione one-to-one con gli utenti e i mini-commerce dispongono quasi sempre di un servizio clienti attivo 24/7. Bisogna però considerare che WeChat, a differenza di Tmall o JD.com, è un sistema chiuso. Ciò significa che gli utenti devono cercare intenzionalmente il mini-commerce del brand e seguirlo per rimanere in contatto. Per questo motivo l'opzione di aprire un mini-commerce monomarca è più adatta ai brand di grandi dimensioni e già ben posizionati sul mercato cinese. In tal modo potranno sfruttare la base di utenti che già possiedono e sponsorizzare adeguatamente il proprio mini-commerce.   >>LEGGI ANCHE: SOCIAL COMMERCE: IL FUTURO DEGLI ACQUISTI ONLINE IN CINA  

Dior mini-commerce

Fra i brand che hanno deciso di aprire il proprio mini-commerce c'è il noto marchio francese Dior. Il mini-program mette in mostra tutti i prodotti con relativi prezzi e informazioni. In aggiunta il brand ultimamente ha investito in una campagna di sponsorizzazione per le nuove Air Jordan 1 OG Dior. Infatti è stata creata una sezione apposita del mini-program, chiamata "Air Dior". Visitandola l'utente trova il countdown al lancio della nuova esclusiva linea di scarpe (previsto per il 25 giugno). Inoltre ha la possibilità di impostare un reminder che lo avverta che il giorno è arrivato. Sembra poi che gli utenti potranno provare ad aggiudicarsi un paio di Air Jordan 1 OG. Come? Pre-registrandosi attraverso il mini-commerce a un'estrazione del premio. Naturalmente per attuare questo tipo di strategia è necessario non solo avere un ampio seguito, ma anche disporre di un certo capitale da poter investire.   vendere in Cina Dior Da sinistra a destra: alcuni gioielli Dior disponibili all'acquisto sul mini-commerce; il countdown nella sezione "Air Dior"; l'attivazione del reminder per il lancio delle Air Jordan 1 OG Dior.  

2. I marketplace interni a WeChat

Per i brand di piccole e medie dimensioni desiderosi di cominciare a vendere con WeChat l'idea di aprire un mini-commerce monomarca può sembrare difficilmente realizzabile. In questo caso la soluzione più adatta è quella di posizionare i propri prodotti su una piattaforma multibrand. Infatti anche all'interno di WeChat esistono mini-program che non sono dedicati a un singolo marchio, ma che ne raccolgono diversi. In questo modo i costi per le aziende sono decisamente ridotti e si sopperisce alla mancanza di brand awareness del singolo marchio sul mercato cinese.

Italian Life Style: una "fiera digitale permanente" per il Made in Italy

Italian Life Style si pone l'obiettivo di posizionare su WeChat i prodotti di marchi italiani di piccole e medie dimensioni. Come si può intuire già dal nome, il focus viene messo sul tipico stile di vita italiano al quale i prodotti si ispirano. Non deve poi mancare l'elemento della qualità. Infatti molti clienti cinesi ricollegano le merci provenienti dal Bel Paese proprio a questo fattore. Proprio come nella homepage di un marketplace, anche dalla schermata iniziale del mini-program di ILS si può selezionare la categoria di prodotti desiderata. Si passa da vini e prodotti alimentari ad abbigliamento e calzature sportive, per arrivare ai prodotti di cosmesi e di cartoleria. Come nel caso dei mini-commerce monomarca, l'acquisto avviene direttamente in-App. Bastano pochi tocchi e un account WeChat Pay per finalizzare il tutto. Grazie a Italian Life Style i brand hanno la possibilità di essere inseriti all'interno di un contesto già strutturato. Ciò significa poter ottenere visibilità per i propri prodotti pur senza essere molto conosciuti in Cina. Inoltre Italian Life Style si prende anche in carico la spedizione della merce. Infatti la preleva dal magazzino in Italia e la fa recapitare direttamente al domicilio del cliente cinese attraverso la modalità di spedizione cross-border. In tal modo i singoli brand non si devono preoccupare di stringere accordi con distributori specializzati.   vendere con WeChat Italian Life Style Da sinistra a destra: homepage del mini-program di Italian Life Style; sezione vini; pagina prodotto sezione cosmesi.   >>LEGGI ANCHE: ITALIAN LIFE STYLE: VENDERE IL MADE IN ITALY IN CINA ATTRAVERSO WECHAT

 

Perché vendere con WeChat

Abbiamo visto che i WeChat mini-program offrono ai brand opportunità significative per vendere i propri prodotti in Cina. L'esperienza d'acquisto viene infatti integrata in un'App che la stragrande maggioranza dei cinesi utilizza tutti i giorni per molto tempo. Inoltre dobbiamo ricordare che nel Paese del Dragone gli utenti tendono sempre più a integrare le proprie esperienze social con gli acquisti online. Questo format è quindi perfettamente in linea con i trend 2020 del commercio elettronico in Cina. Dunque, qualunque sia il tipo di brand, posizionarsi e vendere con WeChat diventa sempre più fondamentale. Non rimane che scegliere qual è l'opzione migliore per il proprio marchio!  
  Vuoi approfondire l’argomento? Clicca sull’immagine di seguito per scaricare la guida su Italian Life Style! Verrai reindirizzato al form per scaricarlo in formato PDF.   Report Italian Life Style vendere con WeChat   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
  Il 618 è uno dei più importanti festival dello shopping online in Cina. Le piattaforme e-commerce fanno a gara di sconti e promozioni. Le vendite dei brand vedono i picchi più alti di tutto l'anno. Soprattutto in questo periodo di ripresa dall'emergenza Coronavirus, poi, il 618 è anche un'importante occasione per far risollevare i consumi interni del Paese del Dragone. Naturalmente per le aziende questa è un'occasione che va sfruttata al massimo per elaborare una strategia di marketing ad hoc.
 

 

Cos'è il 618

Il 618 è nato nel 2004 come una giornata di promozioni e sconti eccezionali sul marketplace cinese JD.com. L'obiettivo era quello di stimolare le vendite nel giorno dell'anniversario della fondazione di JD.com. Infatti il marketplace è nato il 18 giugno 1998 (in cinese 18/06 si scrive 618). La logica, quindi, è più o meno la stessa che anima il Black Friday in Occidente: sconti irripetibili di breve durata che stimolano un picco di vendite in un periodo di tempo limitato. Dato il successo di questo modello, con gli anni anche le altre piattaforme e-commerce come Tmall e Pinduoduo hanno cominciato a sfruttare il 618. Inoltre il festival è stato ampliato fino a durare quasi un mese. Per esempio quest'anno le prevendite sono cominciate già il 25 maggio, mentre il festival vero e proprio va dal 1 al 20 giugno. Anche per questo motivo il 618 è diventato un'occasione per i brand per sviluppare campagne di marketing elaborate, sviluppate su più settimane.   >>LEGGI ANCHE: COS'È JD.COM, COME FUNZIONA E COME SFRUTTARLO PER VENDERE IN CINA    

618 2020

Con il 618 di quest'anno si è raggiunto il massimo numero di promozioni, sconti, sussidi e lanci di prodotti mai programmati per il festival dalla sua nascita. Anche le strategie di marketing dei brand e delle piattaforme e-commerce si sono fatte più raffinate. Infatti prevedono quasi sempre l'integrazione fra più canali e l'utilizzo di format innovativi. È evidente lo sforzo per ottenere grandi risultati, che in effetti non si sono fatti attendere.

JD.com

Già l'1 giugno JD.com ha rilasciato dati incoraggianti sull'andamento delle vendite. Infatti solo nella prima giornata del festival il volume delle transazioni è aumentato del 74% yoy. Addirittura nel settore lusso nella prima ora dall'apertura l'incremento delle vendite è stato del 400% yoy. Invece fra l'1 e il 10 giugno ben 40 brand hanno raggiunto incassi di 100 milioni di RMB ciascuno (circa 12,5 milioni di EUR).

Tmall

Anche Tmall riporta dei dati estremamente positivi. I brand che partecipano al 618 sulla piattaforma sono più di 100.000, il doppio rispetto al 2019. I prodotti messi in sconto per l'occasione sono invece 10 milioni. Per quanto riguarda le vendite, dopo una sola ora e mezza dall'apertura l'1 giugno erano già state effettuate transazioni (generate da Taobao Live) per un valore di 2 miliardi di RMB (circa 251 milioni di EUR).    

Strategie di marketing per il 618

1. Livestreaming 

Un format molto sfruttato quest'anno nelle strategie di marketing per il 618 è quello delle live streaming con la partecipazione di Key Opinion Leader. Per l'occasione Tmall ha ingaggiato 300 KOL da far "esibire" sulla piattaforma di live streaming collegata Taobao Live. In questo modo si aumenterà il traffico sull'e-commerce e di conseguenza anche le conversioni. Dal canto suo JD.com ha stretto una partnership strategica con l'App di short video e streaming Kuaishou. Grazie a questa partnership gli utenti possono acquistare i prodotti in-App, senza doversi spostare sulla product page di JD.com.   >>LEGGI ANCHE: LIVE STREAMING: COME E PERCHÉ UTILIZZARLO PER COMUNICARE IN CINA NEL 2020  

2. Coupon

Le piattaforme e-commerce, i governi locali e le città cinesi hanno distribuito ai consumatori milioni di coupon per stimolare gli acquisti online durante il 618. La notizia è molto buona per i brand attivi Oltre Muraglia, poiché segnala un forte desiderio di ripartenza del mercato cinese.  

3. Show televisivi

Quasi tutte le piattaforme e-commerce hanno deciso di sfruttare anche i canali televisivi per mandare in onda show a tema 618. Tmall ha lanciato la "618 Super Night", Pinduoduo la "Super Surprise Night" e Suning il "618 Super Show". JD.com, invece, ha preferito ingaggiare quattro conduttori di CCTV per un live streaming di 3 ore. In tutti i casi è evidente la tendenza a unire l'intrattenimento alla sponsorizzazione dei prodotti.    

Vendere il Made in Italy durante il 618

Vediamo ora due campagne di marketing realizzate da East Media per il 618 di quest'anno.

1. Kiton

Per il brand di abbigliamento da uomo Kiton, presente su Tmall, East Media ha elaborato una strategia incentrata su incentivi all'acquisto, regali e il lancio di nuovi prodotti. Il tutto è stato integrato con un'adeguata sponsorizzazione sui due social WeChat e Weibo. Dal 25 al 30 maggio i clienti hanno potuto lasciare un deposito per il pre-acquisto di prodotti Kiton su Tmall. I giorni fra l'1 e il 3 giugno erano invece dedicati al completamento dell'acquisto, con la possibilità di vincere un premio. Questi passaggi sono stati accompagnati da post sull'account ufficiale Weibo del brand.   Kiton 618 Post Weibo del 1 giugno 2020 sull'account ufficiale di Kiton   Successivamente sono state pubblicate due newsletter su WeChat. La prima, il 6 giugno, annunciava il lancio di nuovi prodotti del marchio su Tmall. La seconda, il 14 giugno, promuoveva la collezione primavera-estate 2020 della seconda linea di Kiton, KNT. In questo modo non solo sono stati sponsorizzati i prodotti già lanciati, ma è anche è stata allargata l'offerta del brand. Infine per i giorni focali del festival, fra il 16 e il 18 giugno, è stata lanciata una campagna ADV per aumentare i follower degli account di Kiton e KTN su Weibo. Al tempo stesso sono stati promossi gli "hottest item" del brand in un'ultima newsletter WeChat, accompagnata da un poster su Weibo. Così si è concentrato l'investimento sul momento più importante dell'intera campagna, quando si prevede il maggiore afflusso di potenziali clienti.   Kiton 618 Newsletter WeChat del 17 giugno 2020 sull'account ufficiale di Kiton   >>LEGGI ANCHE: COS'È WEIBO E COME FUNZIONA: MICROBLOGGING PER IL MARKETING AZIENDALE  

2. Santa Margherita

Anche per il brand Santa Margherita, attivo nel settore vitivinicolo, l'azione si è concentrata su WeChat e Weibo per condurre traffico sul Flagship Store di Tmall e a Taobao. La campagna prevede diversi tipi di offerte, comprendenti sconti del 10% sui prodotti, voucher del valore di 30 RMB e gift set di bottiglie di vino. Il brand ha anche proposto ai clienti una serie di kit con più bottiglie scontati rispetto al loro prezzo originale.   Santa Margherita 618 Newsletter WeChat del 17 giugno 2020 sull'account ufficiale di Santa Margherita    >>LEGGI ANCHE: 10 FUNZIONI DI WECHAT DA SFRUTTARE PER PROMUOVERE IL TUO BRAND  

Perché avviare una strategia di marketing mirata per il 618

Da quanto detto risulta chiaro quanto siano interessanti le opportunità offerte ai brand da shopping festival come questo per aumentare le vendite dei propri prodotti in Cina. Le iniziative intraprese quest'anno dei giganti dell'e-commerce ci ricordano però che il panorama digitale cinese è in costante fermento ed evoluzione. Dunque non basta avviare una strategia di marketing ad hoc per queste occasioni. Bisogna anche pensare secondo un'ottica omnichannel, che coinvolga vari canali e format innovativi. Agendo strategicamente il successo sarà garantito!  

La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Il nostro team multiculturale si occupa di fare proprio questo, grazie alla sua expertise e profonda conoscenza della Cina.
 
Company profile naming Clicca sull’immagine per scaricare la Company Presentation di East Media. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
  JD.com è uno dei nomi che vengono maggiormente citati quando si parla di vendere prodotti online in Cina. La motivazione è semplice: dopo Tmall (del gruppo Alibaba) è il principale player sul mercato del commercio elettronico B2C Oltre Muraglia. Vediamo allora cos'è, come funziona e soprattutto quali vantaggi può avere per la strategia di export dei brand verso la Cina.   >>LEGGI ANCHE: COME VENDERE ONLINE IN CINA: 10 PIATTAFORME PER DISTRIBUIRE I TUOI PRODOTTI  

Cos'è JD.com (京东)

Precedentemente noto come Jingdong Mall e 360buy.com, JD.com è un marketplace nato nel 1998 che fa parte del gruppo Tencent. Inizialmente era stato concepito come un negozio online di prodotti tecnologici, mentre oggi ha un'offerta variegatissima. Fra le categorie presenti troviamo i cosmetici, l'alimentare fresco, l'abbigliamento, i prodotti mum & baby, gli accessori e molto altro. JD.com, dunque, si è evoluto in una vera e propria piattaforma generalista, che offre prodotti di ogni genere ai consumatori cinesi. JD.com ha sede a Pechino ed è quotato nei listini del NASDAQ. Nel frammentato panorama dell'e-commerce cinese JD.com possiede ben il 24,4% di market share, la seconda quota più alta dopo quella di Tmall. Attualmente gli utenti attivi sono circa 362 milioni. Sono distribuiti piuttosto equamente sul territorio nazionale cinese, con una concentrazione nel Nord della Cina e nella provincia del Sichuan. Le fasce di età maggiormente attive sulla piattaforma sono quelle dei Millennials e della Generazione X, dunque dei giovani sotto i 40 anni.   JD.com homepage Homepage di JD.com   >>LEGGI ANCHE: COME VENDERE I PROPRI PRODOTTI SU TMALL, IL PRIMO MARKETPLACE IN CINA  

Come funziona JD.com

JD.com opera sulla base di due modelli:
  1. Pre-acquisto dei prodotti dal fornitore (modello B2B2C). JD si assume le responsabilità relative ad aspetti quali la logistica internazionale, gli aspetti doganali, l'immagazzinamento, la progettazione della pagina del prodotto, il marketing e i servizi successivi alla vendita. Questa modalità  consigliata ai brand che sono già piuttosto conosciuti in Cina. Inoltre garantisce una ottima user experience alla clientela.
  2. Apertura di uno store per i brand (modello marketplace). In questo caso sono i brand che aprono direttamente il proprio store online sulla piattaforma. In cambio JD.com gestisce il customer service, le infrastrutture di marketing e altri tipi di servizi. Bisogna ricordare che JD.com richiede ai venditori una quota per i servizi offerti e incassa una commissione sul venduto. Quest'ultima può variare dal 2% al 10% in base alla categoria del prodotto.
In entrambi i casi i pagamenti finali da parte degli utenti avvengono tramite i sistemi di pagamento elettronico JD Pay e WeChat Wallet.  

Distribuzione e consegna dei prodotti 

Come accennato sopra, JD.com si occupa del trasporto merci, dell'adempimento degli obblighi doganali, dell'immagazzinamento e della consegna all'acquirente. La logistica è infatti uno degli aspetti per i quali il marketplace è più famoso. Infatti possiede ben 200 magazzini e più di 5000 punti di ritiro in tutta la Cina ed è noto per la velocità delle consegne. L'85% dei prodotti viene spedito direttamente in giornata, mentre i restanti arrivano a destinazione in soli 1-2 giorni.   >>LEGGI ANCHE: CINA: I 7 TREND DELL'E-COMMERCE NEL 2020 DA NON FARSI SCAPPARE  

JD Worldwide

JD.com dispone anche di una piattaforma cross-border, JD Worldwide. Grazie ad essa i consumatori cinesi possono acquistare prodotti di brand internazionali che non hanno una presenza fisica in Cina. Infatti la spedizione avviene direttamente dal magazzino estero, grazie all'appoggio a numerosi servizi di spedizione e logistica internazionali. Anche in questo caso i brand possono aprire dei veri e propri store online per mettere in mostra i propri prodotti. I tipi di store che si possono aprire sono 4. Flagship store, outlet, franchised store e store esclusivo. Per il momento i pagamenti sono possibili solo in USD, ma la procedura è molto agile e non crea problemi di sorta.  

Integrazione con WeChat

Dal 2014 JD.com ha stretto una partnership con il colosso Tencent, che gli permette di agire sulle due piattaforme social WeChat e QQ. Grazie a questo rapporto i prodotti presenti su JD.com possono essere ricercati anche da WeChat, il quale poi offre come risultati di ricerca le product page di JD.com. Inoltre quest'anno, sempre in stretta collaborazione con Tencent, è stata anche lanciata la JD mini-program Open Platform. Grazie ad essa i venditori presenti su JD.com potranno aprire i propri mini-program per vendere anche all'interno di WeChat. Non solo: il servizio è aperto anche a vari partner esterni di altri settori dell'ecosistema JD. Questa integrazione fra le piattaforme crea grandi opportunità per le aziende. Infatti oltre ad ampliare la propria clientela su WeChat si lavora anche sul traffico sullo store di JD.com. Uno dei primi brand a sfruttare questa possibilità è stato Burger King, che ha lanciato il suo mini-program a maggio. Tramite esso i clienti possono fare acquisti nei ristoranti della catena di fast food usando le proprie credenziali di JD.com. Questo significa attingere anche ai propri punti accumulati e al sistema di pagamento utilizzato di norma sul marketplace. Il marchio, dal canto suo, viene supportato da JD.com non solo nelle transazioni, ma anche nel marketing, nella logistica e in una serie di servizi extra.   JD.com burger king WeChat mini-program di Burger King. Fonte: JD.com   >>LEGGI ANCHE: WECHAT MINI-PROGRAM: L'ASSO NELLA MANICA DEI BRAND  

Promozione dei prodotti su JD.com

JD.com è una delle piattaforme cinesi più competitive per via dell'alto numero di venditori e di SKU (stock keeping units). Di conseguenza i venditori che non investono nella promozione dei propri articoli faranno fatica ad avere un grande successo. I brand devono dunque elaborare strategie per indirizzare il traffico verso le pagine del loro store sulla piattaforma. Questo obiettivo si può raggiungere ottimizzando le pagine prodotto con una corretta strategia SEO. Aggiuntivamente ci si può servire di appositi servizi di advertising. Infine c'è l'opzione di avviare di strategie di marketing integrate che coinvolgano le piattaforme social e i Key Opinion Leader (gli influencer cinesi). Oltre ad agganciarsi alla vastissima audience di WeChat, infatti, JD.com ha già sperimentato collaborazioni con KOL su Weibo per creare un traffico molto sostenuto su JD.com. Un'altra piattaforma con la quale ha iniziato a collaborare recentemente è Kuaishou. Grazie a questa partnership strategica, infatti, l'App di short video permetterà agli utenti di finalizzare acquisti al suo interno. Allo stesso tempo i live streaming e i video pubblicati sull'App saranno usati per rafforzare le strategie di marketing dei brand presenti su JD.com. Infine non si può non menzionare Douyin, altro top player fra le short-video App che ha già collaborato in passato con JD.com per promuovere l'acquisto dei suoi prodotti.   JD.com Kuaishou Annuncio della partnership strategica fra JD.com e Kuaishou con la firma da parte di Lei Xu, CEO di JD Retail, e Su Hua, fondatore e CEO di Kuaishou. Fonte: JD.com   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

Il punto forte di JD.com: la reputazione

Sebbene sia secondo a Tmall, JD.com gode di un’ottima reputazione per il suo sistema logistico. Anche la qualità dei prodotti offerti dalla piattaforma viene reputata molto buona. Non per nulla lo slogan di JD.com è quality first. Infine garantisce un rigoroso controllo sull'inventario che allontana il pericolo di contraffazione dei prodotti. Questo problema è infatti molto rilevante in Cina. Questi tre fattori, dunque, concorrono a consolidare la buona reputazione della piattaforma davanti a consumatori e clienti. Naturalmente una grossa parte la fanno anche i prezzi competitivi dei prodotti e l'ampiezza dell'offerta.  

Perché scegliere JD.com

Questo marketplace è un canale imprescindibile per inserire velocemente il proprio brand nel mondo dell'e-commerce cinese. Lo dimostrano la sua ampissima base di utenti, il fatturato in crescita, l'ottima reputazione e l'ampia gamma di prodotti che offre. Si tratta, dunque, di una delle piattaforme più competitive per i brand che vogliono esportare. Naturalmente l'opzione migliore sarebbe avere anche un buon budget da investire nel marketing per ottenere una maggiore visibilità. Come abbiamo visto, infatti, una strategia di marketing integrata può aumentare considerevolmente il traffico sulle pagine prodotto. Inoltre è sempre più necessaria in un Paese come la Cina, dove gli utenti viaggiano fra diverse piattaforme prima di finalizzare gli acquisti.  
Il mondo del commercio elettronico in Cina è sempre in fermento ed evoluzione. Il social commerce, modello di vendita basato sull'integrazione fra piattaforme social ed e-commerce, è l'ultima novità Oltre Muraglia. Per avere una visione completa dell’hot trend del panorama digitale cinese scarica il nostro nuovo report sull’argomento. Clicca sull’immagine sotto!   social commerce JD.com   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
  Il naming è uno dei primissimi ostacoli che si pongono davanti ai brand che vogliono inserirsi sul mercato cinese. D'altra parte è uno step necessario. Infatti tradurre il nome del brand significa ridurre al minimo le difficoltà che un cliente cinese potrebbe incontrare al primo contatto con il marchio. L'obiettivo del naming in ottica di marketing è proprio quello di avvicinare il più possibile il brand alla sua potenziale clientela. Ricordiamo, poi, che il nome di un marchio è la prima cosa che viene vista e notata dal cliente. Di conseguenza il naming è fondamentale anche per creare e trasmettere la giusta immagine del proprio brand. Va utilizzato per stimolare una percezione positiva nella audience e per rispecchiare i valori dell'azienda. Dunque serve anche a consolidare la brand identity e la brand recognition.   >>LEGGI ANCHE: COLORI IN CINA: GUIDA AL LORO SIGNIFICATO E CONSIGLI DI UTILIZZO NEL MARKETING  

Regole per il naming dei brand in Cina

Prima di tutto bisogna fare in modo che la traduzione del proprio brand name in cinese sia facile da pronunciare e da ricordare. Per raggiungere questo obiettivo esistono varie modalità di traduzione. Si possono, per esempio, cercare assonanze col nome originale come ha fatto Nike (耐克 Naike). Alternativamente si può decidere di adattare il significato alla lingua cinese come nel caso di BMW (宝马 Bao Ma = cavalli preziosi, rimanda alla potenza e alla qualità). Nel primo caso si predilige l'aspetto fonetico, nel secondo quello semantico. Un'altra modalità è l'associazione di significati positivi, pur se diversi in suono e significato dal nome originale del marchio. La scelta più opportuna sarebbe unire le prime due opzioni, trovando sia un suono che un significato che rispecchiano il brand name in cinese.   Nike naming Scarpe Nike Air Force 1 Naike 耐克 create dal brand in occasione del Capodanno Cinese 2016. Fonte: Sneaker Files   Oltre all'aspetto fonetico e semantico bisogna anche pensare al background culturale cinese. Ricordiamo che in Cina la cultura è ancora una parte importantissima della vita quotidiana. Ciò può essere un fattore d'aiuto nelle strategie di marketing, ovviamente se si evita di ricadere in stereotipi o in errori. Per esempio alcuni numeri sono considerati particolarmente sfortunati, di conseguenza è meglio evitarli. Anche alcuni colori vengono ricollegati a sensazioni negative, mentre altri sono molto apprezzati e utilizzati nella comunicazione aziendale. Infine alcuni cinesi potrebbero addirittura guardare al numero dei tratti di un carattere per trovarvi segni di buono o cattivo auspicio. Questo è un retaggio della grande attenzione del popolo cinese alla simbologia tradizionale del quale bisogna sempre tenere conto.   >>LEGGI ANCHE: NUMERI IN CINESE: GUIDA AL LORO SIGNIFICATO PER LA TUA STRATEGIA DI MARKETING  

Esempi positivi di naming

Marlboro: Il nome occidentale del famoso marchio di sigarette nasce dalla via di Londra dove furono prodotte per la prima volta. Questo dettaglio però non ha un particolare significato per il pubblico cinese. Per questo motivo si è scelto il nome 万宝路 (Wanbaolu), che letteralmente si traduce in "Diecimila vie per il tesoro". In questo modo il brand riesce comunque a trasmettere i concetti di successo e qualità, pur variando il focus. McDonald's: La scelta della catena di fast food per il suo brand name cinese è caduta su 麦当劳 (Maidanglao). Per quanto il suono non rispecchi del tutto il nome originale, i caratteri che lo compongono riportano ai valori del marchio. Infatti 麦 infatti indica il grano e 劳 si riferisce al lavoro. Ma ciò che più ha decretato la fortuna del nome è stata l'eliminazione del suono "S" alla fine. Infatti per replicarlo si era pensato inizialmente di ricorrere al carattere 死 (si). Tuttavia 死 indica la morte ed è visto molto negativamente in Cina. Skoda: Proprio per evitare di utilizzare il pericoloso carattere 死, il brand di automobili ha ideato il nome 斯柯达 (Sikeda). In questo caso, infatti, l'eliminazione della parte iniziale del nome avrebbe fato cadere del tutto l'associazione fonetica. Si è dunque scelto il carattere 斯 (si), che viene spesso utilizzato nei calchi dei nomi occidentali e non ha un particolare significato. Chanel: Il brand francese viene spesso preso come esempio di un'operazione di naming perfettamente riuscita. Infatti il suo corrispettivo cinese 香奈儿 (Xiangnaier) non è un esatto calco fonetico, ma rispecchia l'essenza del brand e i suoi valori. 香 significa "profumato", 奈 rimanda alla pronuncia del nome originale e 儿 dona un tono dolce e femminile a tutto l'insieme.

 

Esempi negativi di naming

Best Buy: Nel nome originale inglese il marchio contiene un evidente rimando al fatto che i suoi prodotti siano la scelta migliore. Tuttavia la traduzione in cinese non è stata altrettanto azzeccata. Infatti il nome 百思买 (Baisimai) - per quanto assonante - viene letto come "Pensa cento volte prima di comprare". Sicuramente non ciò che il suo inventore aveva in mente e probabilmente è anche uno dei motivi per cui il marchio ha lasciato il mercato cinese. Warsteiner: Un altro tentativo fallito è stato quello della birra tedesca Warsteiner. In questo caso il nome ideato (沃斯乐 Wosile) non ha nessun significato particolare e punta sull'assonanza. Purtroppo, però, la pronuncia di 沃斯乐 è molto simile a 我死了 (Wo si le, "sono morto"). Peugeot: Quando si usa la lingua cinese bisogna anche tenere conto del fatto che la Cina è un Paese vastissimo. Di conseguenza la pronuncia delle parole varia leggermente a seconda delle zone e dei dialetti. Il noto marchio Peugeot, per esempio, ha scelto il nome cinese 标致 (Biaozhi), traducibile nell'aggettivo "bella". Tuttavia la sua pronuncia in alcune zone della Cina è pericolosamente simile a 婊子 (Biaozi), che significa prostituta. Hermès: Talvolta il problema non sta tanto nei caratteri scelti nell'adattamento del naming per il mercato cinese, quanto nella registrazione del marchio in Cina. Il brand francese Hermès, per esempio, ha combattuto per ben 10 anni una battaglia legale intorno al nome cinese 爱马仕 (Aimashi). Infatti aveva selezionato questa traduzione del proprio brand name senza sapere che il nome era già stato registrato da una società cinese. Inutile dire che Hermès ha finito per perdere la causa, non potendo più utilizzarlo.   >>LEGGI ANCHE: COME VENDERE ONLINE IN CINA: 10 PIATTAFORME PER DISTRIBUIRE I TUOI PRODOTTI  

Serve ancora adattare il naming nel Ventunesimo secolo?

Il mercato cinese è sempre più popolato dai giovani utenti Millennial e della Generazione Z, ormai abituati a studiare e utilizzare la lingua inglese. Per questo motivo alcuni iniziano a chiedersi se sia ancora necessario preoccuparsi del naming del proprio brand in Cina. Tuttavia se da una parte alcuni cinesi, soprattutto giovani, iniziano a riferirsi ai brand con i loro nomi originali, questo non vale ancora per tutti. In molti casi, infatti, rimane il problema di una pronuncia troppo difficile per gran parte della audience. Motivo per cui è sempre meglio preparare anche la versione cinese. Non dimentichiamo, poi, che grazie ad essa è anche possibile veicolare i valori del brand con maggiore efficacia.  

La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Il nostro team multiculturale si occupa di fare proprio questo, grazie alla sua expertise e profonda conoscenza della Cina.
 
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  Negli ultimi mesi nel mondo digital cinese si è fatto un gran parlare di Douyin e Kuaishou, e non senza motivo. Le due App di short video, infatti, stanno scalando le classifiche grazie a una audience sempre più numerosa. Un po' come sta succedendo in Occidente con Tik Tok, il parallelo cinese di Douyin. Sembra proprio che i video di pochi secondi e il live streaming siano l'ultima frontiera del mondo dei social network. Ma quali possono essere le opportunità offerte ai brand da questo nuovo format? Scopriamolo insieme, analizzando i migliori modi per fare marketing sul mercato cinese grazie a Douyin e Kuaishou.  

Douyin e Kuaishou: cosa sono

Il panorama delle App di short video e live streaming in Cina è sempre più vasto. Douyin e Kuaishou, però, sono sicuramente le due piattaforme più in voga al momento. Cominciamo allora con una breve presentazione di entrambe.

Douyin 抖音

Douyin è fra una popolarissima App cinese di proprietà di ByteDance (字节 跳动). La sua funzione principale è quelle di permettere la creazione e condivisione di brevi video fra i 15 e i 60 secondi e di dirette streaming. La sua audience è arrivata recentemente a toccare i 518 milioni di utenti mensili, con un incremento rapidissimo dalla sua nascita nel 2016. Da notare che la grande maggioranza di questi utenti sono Millennial o Gen Zers, dunque hanno meno di 35 anni. Inoltre provengono tendenzialmente da città di prima o seconda fascia. Un breve chiarimento: spesso Douyin viene etichettata come la "gemella cinese" di Tik Tok. In sostanza le due App sono la stessa cosa, ma sono due sistemi separati, che non comunicano. Infatti gli utenti cinesi trovano solo Douyin nel proprio App Store. Nel resto del mondo, invece, si trova solo Tik Tok. Per questo motivo gli account della stessa persona sulle due App possono avere un numero di follower diverso.   Douyin e Kuaishou Catture da una diretta streaming su Douyin. Fonte: South China Morning Post  

Kuaishou 快手

Kuaishou (conosciuta anche come "Kwai") è per molti versi simile a Douyin. L'App, infatti, permette agli utenti di condividere la propria vita attraverso foto, video e dirette streaming. La sua audience è leggermente più ridotta, infatti conta 443 milioni di utenti attivi mensilmente. Anch'essa intrattiene un pubblico molto giovane: l'80% dei suoi utenti è nato dopo il 1990. A differenza di Douyin, però, la maggior parte di essi proviene da città di terza o quarta fascia. Solo il 10% risiede in città di prima fascia.   Douyin e Kuaishou Catture dal feed di Kuaishou. Fonte: Technode  

Douyin e Kuaishou: le differenze

1. Viralità vs socialità

Le due App funzionano sulla base di algoritmi diversi. Su Douyin si dà la precedenza a mostrare all'utente contenuti nuovi e di grande popolarità sulla piattaforma (circa 80-90% del feed). Su Kuaishou, invece, gli utenti vedono in proporzione molti più contenuti legati agli account che già seguono. La prima, dunque, è un'App che punta di più sulla condivisione di contenuti virali e di alta qualità. Spesso questi contenuti sono creati da Key Opinion Leader (gli influencer cinesi) dalla fanbase vastissima. La seconda, invece, trova il suo punto di forza nei legami sociali fra gli utenti. Motivo per cui anche per quanto riguarda i KOL non mette un accento eccessivo sui contenuti di quelli più famosi, ma distribuisce la visibilità su tutti.   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

2. Engagement e localizzazione 

Una conseguenza di questi due diversi modelli si può vedere nel diverso engagement delle audience di Douyin e Kuaishou. Infatti Kuaishou ha un engagement rate più alto rispetto al suo rivale. La motivazione sta nel sopraccitato focus sulle relazioni sociali che caratterizza l'App. Gli utenti sono parte di cerchie strette e vivono in città piccole, dove c'è anche la possibilità che si conoscano offline. Invece i contenuti di Douyin, magari più curati e d'impatto, hanno il side effect di risultare più lontani dagli utenti, i quali tendono a interagirvi in misura minore.  

3. Pubblici diversi, obiettivi diversi

Anche per quanto riguarda le dirette streaming sembra - almeno a un primo sguardo  - che Kuaishou ottenga risultati migliori. Infatti nella sezione locale delle due App il la percentuale di live streaming è del 50% per Kuaishou e del 25% per Douyin. Ciò non significa, però, che le dirette su Kuaishou siano migliori di quelle su Douyin. Infatti sulla prima App capita spesso che i live streaming più popolari siano visualizzati da 4 o 5 utenti. Il contatto fra di loro è molto più intimo, ma l'impatto è diverso da quello di una diretta su Douyin di un KOL con milioni di viewers. Quest'ultimo, infatti, è capace di vendere migliaia o anche milioni di prodotti in pochi minuti di una singola diretta streaming. Le due App propongono dunque due prodotti diversi con risultati diversi.   >>LEGGI ANCHE: LIVE STREAMING: COME E PERCHÉ UTILIZZARLO PER COMUNICARE IN CINA NEL 2020

4. Sponsorizzazione in-App

Nell'ambito dell'advertising è Douyin ad avere la meglio. Infatti questo è uno dei modi più redditizi per fare sponsorizzazione dei brand sull'App. Oltre alle collaborazioni con KOL, sono disponibili altre due modalità di advertising: gli Splash Ads e i Newsfeed Ads. Nel primo caso lo schermo viene occupato da un ad per 3-5 secondi quando l'App viene aperta. Nel secondo l'ad si presenta sotto forma o video nel feed dell'utente e può durare fino a 60 secondi. Kuaishou, invece, attrae meno investimenti in questo campo. Infatti nel 2019 ha avuto circa 15 miliardi di RMB di incassi da adv (circa 2 miliardi di euro). Douyin, invece, ha raggiunto i 50 miliardi di RMB ( 6,4 miliardi di euro).  

5. Integrazione a piattaforme e-commerce

Anche in questo caso le due App hanno modelli di business e strategie diversi, con diversi obiettivi. Inizialmente Kuaishou era integrato a diverse piattaforme e-commerce come Taobao, JD.com, Tmall e Pinduoduo. Negli ultimi mesi, invece, sta promuovendo sempre più un suo e-commerce interno per stimolare le vendite in-App. Douyin, invece, già integrata con Taobao, JD.com, Kaola, Suning, si sta focalizzando su una sempre maggiore integrazione con Taobao.   >>LEGGI ANCHE: COME VENDERE ONLINE IN CINA: 10 PIATTAFORME PER DISTRIBUIRE I TUOI PRODOTTI  

Sviluppi recenti

Ad aprile 2020 Douyin ha lanciato una nuova funzionalità, che permette agli utenti di videochiamarsi, ma anche giocare e utilizzare filtri della fotocamera. Attualmente le modalità di videochiamata su Douyin sono due: la prima avviene direttamente in-App dopo il consenso degli utenti. La seconda si appoggia a un'altra piattaforma di proprietà di ByteDance, Duoshan. Il lancio sottolinea gli sforzi di Douyin di ampliare le proprie funzionalità "social", per diventare una piattaforma più completa e venire incontro alla sua giovane audience.   >>LEGGI ANCHE: SOCIAL COMMERCE: IL FUTURO DEGLI ACQUISTI ONLINE IN CINA  

Quale App scegliere fra Douyin e Kuaishou per le strategie di marketing

Abbiamo visto che entrambe le App di short video, Douyin e Kuaishou, hanno punti di debolezza e punti di forza. O forse faremmo meglio a definirle semplicemente come differenze nell'approccio strategico al mercato e nel modello di business. Si tratta, dunque, di capire quale delle due App offre le migliori opportunità a uno specifico brand. Questo si può capire attraverso un'analisi preliminare dei suoi obiettivi e target. Non bisogna dimenticare, infine, che il panorama digitale cinese è molto più frammentato e competitivo rispetto a quello occidentale. Non esiste, dunque, una sola piattaforma che garantisca il successo immediato ai brand che vogliono sponsorizzare e distribuire i propri prodotti in Cina. Una delle soluzioni migliori, al netto del maggiore investimento richiesto, è quella di adottare una strategia multichannel. Infatti presenziando molteplici canali sarà più facile andare a targettizzare tutti i segmenti di consumatori del proprio brand.

 

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