Vendere in Cina: ne parla anche Montemagno. Vi diciamo come fare

 

Vendere in Cina è il sogno di molte imprese italiane: quelle che ancora non lo desiderano si accorgeranno entro breve di quanto è importante questo mercato.

A riprova dell’attenzione che sta ricevendo sempre di più la Cina, recentemente anche il marketer italiano Marco Montemagno ha dedicato un video all’argomento. Questo perché, parafrasando quanto detto da lui stesso, “nel 2018 non si può non pensare di avere a che fare con la Cina”.

 

 

Chi è Marco Montemagno

Per chi non sapesse chi è, Marco Montemagno è in estrema sintesi un imprenditore digitale di grandissimo successo. Oltre a una pagina Facebook con quasi un milione di follower, i suoi fan lo seguono su YouTube (200.000+ iscritti al suo canale) e sulla carta stampata (Montemagno ha recente pubblicato un’autobiografia). I suoi video – la chiave del suo successo è da ricercare nella comunicazione diretta con i follower – spaziano da argomenti più generici (la ricerca di un impiego, l’attitudine verso la vita) a focus più “markettari” (strumenti digital, etc).

Il fatto che una figura come quella di Montemagno dedichi un video a ciò che avviene oltre Muraglia è un forte segnale e fa capire quanto ormai sia necessario conoscere la Cina. Se fino ad oggi sono state solo testate o agenzie specializzate a farlo (East Media tra queste), è lecito pensare che in futuro sarà sempre più richiesta la conoscenza – quanto meno base – di alcuni aspetti del mercato cinese.

 

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Digital Marketing 2019 Cina

Digital Marketing 2019 Cina

 

Vendere in Cina: fare tutto più “in grande”

In seguito a un viaggio di tre settimane, Montemagno ha riportato in un breve video le sue impressioni sul paese più popoloso del mondo. È proprio da questa caratteristica, la scala, che Montemagno fa partire il suo video-commento. Di seguito analizziamo i punti principali toccati da Montemagno, in modo da potere dare una risposta alle tante domande che possono nascere dopo aver visto il suo video.

 

La popolazione web cinese

Con una popolazione che sfiora il miliardo e mezzo (stando ai dati dell’ONU 2018, 1,4 miliardi), la Cina è il paese con il maggior numero di utenti connessi in tutto il mondo: 751 milioni.

Ciò che Montemagno fa notare, e che qui si rimarca, è che quando si pensa di vendere in Cina bisogna pensare di farlo in un paese che è grande quanto un continente. In cui le numeriche sono più importanti, come dimostra il fatto che il Social Network più utilizzato, WeChat, da solo raccolga 1 miliardo di utenti cinesi.

Per entrare nel mercato, va tenuto a mente che in primo luogo il bacino di potenziali consumatori è quasi di un miliardo e mezzo. E che, soprattutto, per raggiungerli occorre farlo con le giuste piattaforme digitali. Che non sono quelle occidentali.

 

 

Vendere in Cina

Le piattaforme Social più utilizzate al mondo: 5 su 15 sono nate in Cina

 

Vendere in Cina: le diverse piattaforme social

Come si può notare dando un’occhiata al grafico, è vero che i Social Network aventi più utenti attivi mensilmente sono occidentali, ma è anche vero che questi sono usati in tutto il mondo. WeChat, invece, è nato in Cina e progettato per il pubblico cinese, che lo utilizza sia nel proprio paese sia oltre Muraglia. Subito dopo WeChat, QQ ha un bacino di 843 utenti, cui sono da unire quelli di Qzone (568 milioni) e di Weibo (376 milioni). La Cina, anche a causa di ciò che è chiamato Great Firewall, ha sviluppato un proprio ecosistema digitale, in cui i tradizionali Social Media non sono accessibili e regnano indiscusse le piattaforme locali dei colossi Tencent e Sina Weibo.

 

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Vendere in Cina: i motori di ricerca

Ma i Social Media non sono gli unici canali in cui le numeriche occidentali perdono spessore: anche volgendo l’attenzione ai motori di ricerca la situazione cambia. Google, ad esempio, attira appena l’1,7% delle query web: il 70% di queste avviene su Baidu, il motore cinese più utilizzato.

 

Vendere in Cina

Quote di mercato dei diversi motori di ricerca in Cina

 

 

Indicizzare un sito in Cina può non essere un’attività scontata. Anche su Baidu è possibile portare avanti attività di SEO e di SEM, ma farlo non è semplice. Il portale SEM di Baidu, ad esempio, è interamente in cinese.

 

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Inoltre, ad influire sull’indicizzazione del proprio sito web su Baidu ci sono anche dominio e contenuti del sito. Per quanto riguarda il primo, basti dire che il dominio ideale è cinese – o di Hong Kong. E che i contenuti dovrebbero essere tradotti e riadattati per l’utente cinese, sia a livello testuale che grafico. Senza dimenticare un layout responsive perché, come ha fatto notare Montemagno, il consumatore cinese è mobile-addicted.

 

Un paese sempre più digitalizzato

Nonostante la penetrazione di internet nella popolazione cinese sia ancora di poco superiore al 50% (53%), la percentuale dei mobile user sulla popolazione è del 79%: i cinesi utilizzano il cellulare molto più degli italiani.

Se si prende in considerazione il traffico web si può comprendere il peso che un’abitudine del genere ha per chi vuole vendere in Cina. StatCounter ha riportato che nel 2017 il traffico relativo ai pc è calato del 12%, mentre quello mobile è cresciuto del 10%, raggiungendo una quota del 61% (37% da pc). Una tendenza decisamente più marcata rispetto all’Italia, dove la fetta del traffico web da cellulare si ferma al 35%, anche se rispetto all’anno scorso è cresciuta del 16%.

Le implicazioni a livello di marketing non si sprecano: siti che siano ottimizzati per essere visualizzati via mobile e comunicazioni studiate ad hoc per le App utilizzabili solo da device.

 

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Pagamenti via mobile: una scorciatoia per vendere in Cina

L’importanza del mobile non si ferma alle politiche di comunicazione, ma coinvolge altri aspetti della vendita per i brand. In Cina, infatti, come ha notato Montemagno guardandosi attorno, è sempre meno diffuso il pagamento in contanti. Le persone utilizzano le applicazioni per pagare al ristorante, al supermercato o in qualsiasi negozio o bazar. Come riportato da GlobalWebIndex, la percentuale di utenti che in media paga digitalmente in Cina è del 40%. Le principali App che permettono di farlo sono Alipay (del colosso Alibaba) e WeChat Pay (o WeChat Wallet, che dir si voglia), che peraltro è una funzionalità interna a WeChat stesso, da cui non è nemmeno necessario uscire per portare a termine la transazione.

 

Funzioni di WeChat

Pagare tramite WeChat è facilissimo: basta lasciar scannerizzare il proprio QR Code al momento della transazione.

 

Se in Italia ApplePay è praticamente l’unica App per pagare via mobile, in Cina le possibilità sono numerose, ed è necessario che le aziende si accertino che i propri clienti cinesi possano pagare tramite queste.

 

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Vendere in Cina: un paese tecnologicamente iper-avanzato

Se fino a qualche anno fa si tendeva a pensare alla Cina come “fabbrica del mondo” ormai non è più possibile chiudere gli occhi di fronte al grande progresso che la caratterizza.

In primo luogo, è tra i paesi aventi il maggior numero di scale up – start up diventate unicorni – come dimostra il successo di brand quali Xiaomi, Meituan, Toutiao, EasyHome e le immancabili Tencent e Alibaba.

L’avanzamento tecnologico è evidente e la Cina sembra una sorta di Silicon Valley – solo più grande. La tecnologia pervade ogni aspetto della vita dei cinesi, che hanno sostituito la carta stampata (“le edicole”, nota Montemagno, “non esistono più”) con i QR Code.

 

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Esistono dei punti deboli da conoscere per vendere in Cina?

Consumatori più consapevoli e con ampia disponibilità tecnologica, ma non per questo impossibili da conquistare. I prodotti occidentali in Cina sono ancora percepiti come di maggiore prestigio, fattore da sfruttare con un marketing che lo sottolinei correttamente.

Magari anche con l’uso di influencer, Key Opinion Leader, che nel mercato cinese godono di un’influenza ancora maggiore che in occidente. Vendere in Cina è complesso, ma non impossibile. Bisogna solo iniziare a capire come farlo.

 

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Guarda il video del seminario East Media “La Cina e il boom dei consumi”

Per conoscere tutte le tematiche legate alla vendita e al marketing in Cina, potete guardare il video del seminario organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina. L’evento, tenutosi il 20 marzo presso la Fondazione Stelline di Milano, è stato dedicato ad argomenti quali il WeChat marketing, la comunicazione cross-culturale, il turismo cinese in Italia. Qui sotto il video.

 

Publiée par East Media srl sur Mardi 20 mars 2018

 

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About Cecilia Lorusso

Nella vita le è capitato di iniziare a studiare a cinese a 14 anni. Dieci anni dopo ha deciso di coniugare questa passione nata per caso con il marketing e la comunicazione.