In Russia il mondo fashion parla italiano: in crescita l’export del settore tessile-moda

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In Russia il mondo fashion parla italiano: in crescita l’export del settore tessile-moda

In Russia il mondo fashion parla italiano: in crescita l’export del settore tessile-moda

Dopo le sfilate di Milano, il mondo della moda è pronto a spostarsi a Mosca: dal 21 al 26 ottobre è di scena la Fashion Week Russia. Un evento nel quale la moda italiana avrà sicuramente grande voce in capitolo con le collezioni primavera/estate 2018.

Un’opportunità in più per tutte le aziende italiane del settore. Ancora più del recente passato dato che nonostante l’economia russa sia ancora pesantemente penalizzata dalle sanzioni, mostra incoraggianti segni di ripresa. Come i numeri che arrivano dal mondo del turismo testimoniano, con i russi che sono tornati a spendere e viaggiare: l’Italia è una delle principali mete in Europa.

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Stando ai dati comunicati dall’Istat, tra gennaio e luglio l’export italiano complessivo è aumentato in maniera importante. Se la Cina si conferma essere la destinazione più dinamica (+26%), la Russia la segue a ruota con una forte ripresa (+23%).

Torna a crescere l’export verso la Russia

Un trend positivo che si ritrova anche nel comparto tessile-moda. Come riporta Sistema Moda Italia, da gennaio a maggio 2017 l’export italiano tessile-moda verso la Russia è cresciuto del 17%. Per un volume di affari di circa 400 milioni di euro. La Russia risulta essere il quinto mercato del tessile-moda in area extra-UE. Addirittura il quarto, se si considera il solo abbigliamento, davanti al Giappone.

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Il settore della moda uomo è cresciuto del 20%, mentre quello donna – da sempre preponderante – del 7,5%. In crescita anche la moda bebé del 16,5%. Mentre un vero e proprio balzo l’ha fatto la calzetteria femminile, con un +60%, per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro.

Notizie confortanti dalla Collection Premier Moscow

Una conferma che il Made in Italy in Russia è tornato a crescere arriva anche dalla Collection Premiere Moscow (nella foto in alto una sfilata di Elisa Cavaletti all’edizione 2016). La rassegna, che si è tenuta dal 30 agosto al 2 settembre, ha visto 22.900 visitatori, in crescita del 7,5% rispetto al 2016.

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Positivo è stato il bilancio di Italian Fashion, vetrina del Made in Italy in Russia organizzata da Ente Moda Italia (EMI). Come ha sottolineato anche Alberto Scaccioni, Amministratore Delegato di EMI, “le nostre aziende hanno lavorato bene, valutando positivamente sia la presenza quantitativa sia quella qualitativa dei buyer russi, raccogliendo feedback di apprezzamento sulle nuove collezioni e ordini per la prossima stagione. Devo dire che i risultati raccolti ci hanno confermato un trend netto di ripresa del mercato russo e dei paesi limitrofi”.

Russia: è tempo di tornare a investire…

I numeri record delle esportazioni del 2013, con 11 miliardi, sono ancora lontani. Ma i segnali di ripresa ci sono e vanno colti prima e meglio degli altri. Nel 2016 le esportazioni dell’Italia in Russia sono state pari a 6,7 miliardi di euro, ma per il 2017 si dovrebbero raggiungere gli 8 miliardi. Un traguardo alla portata, considerato che nei primi 6 mesi dell’anno, il volume delle esportazioni è stato di oltre 3,7 miliardi. E le previsioni danno il PIL russo in crescita dell’1,5% per il 2017.

…e promuoversi utilizzando i giusti canali

Per raggiungere i potenziali clienti russi e creare brand awareness, è fondamentale utilizzare i giusti strumenti. Anche quando si parla di comunicazione. Come la Cina, anche la Russia è un mondo parallelo per quando riguarda il settore digital. Piattaforme occidentali molto popolari come Facebook e Google non sono così diffuse in Russia.

Se si escludono le città di Mosca e San Pietroburgo e gli utenti più giovani, la maggior parte dei russi preferisce le piattaforme locali VKontakte e Odnoklassniki. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex, mentre per il servizio di posta elettronica e portale d’informazioni il punto di riferimento è Mail.ru.

Se si parla di comunicazione e social network in Russia, non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale. Innanzitutto, la lingua russa è piuttosto complessa dal punto di vista lessicale. Molto spesso non è sufficiente far tradurre i contenuti: vanno pensati e rielaborati. Discorso valido anche per il nome del brand: bisogna sempre verificare cosa significa in lingua russa. Inoltre, i russi sono molto pragmatici: il messaggio da veicolare deve essere mirato, diretto e senza fronzoli.

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