Gli occhiali Made in Italy sono i preferiti in Cina. Cosa fare per raggiungere i consumatori cinesi

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Gli occhiali Made in Italy sono i preferiti in Cina. Cosa fare per raggiungere i consumatori cinesi

Sempre più un accessorio fashion, gli occhiali sono uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. A dirlo sono i numeri: le esportazioni nel 2016 si sono chiuse con una crescita del 3,6% per un valore complessivo di 3,5 miliardi. E il successo dell’ultimo Mido, la fiera internazionale dell’ottica che si è tenuta a Milano dal 24 al 26 febbraio: sono state oltre 1.200 le aziende presenti da tutto il mondo, di cui 130 nuovi espositori.

A sottolineare il successo del settore dell’ottica sono le parole di Ivan Scalfarotto, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico in visita a MIDO 2017: “L’occhiale è un simbolo di eccellenza italiana nel mondo, uno di quei settori in cui la concorrenza la teniamo a distanza siderale perché riusciamo a mettere insieme una straordinaria creatività e una grandissima disciplina imprenditoriale”.

Un’eccellenza tutta italiana quella degli occhiali, che trova riscontro in tutto il mondo. Anche in un mercato lontano e complesso ma dal grandissimo potenziale come la Cina.

L’Italia è già oggi il leader indiscusso per le esportazioni in Cina: la quota di mercato del comparto ottico Made in Italy è ben del 48% (Fonte Global Trade Atlas).

A siderale distanza Giappone (10,5%), Thailandia (6,6%) e Germania (2,9%). Ma le opportunità di crescita sono ancora ampie. Basti considerare che nella Terra di Mezzo il mercato dell’ottica nel 2015 è cresciuto del 10% per un valore complessivo di 9,4 miliardi.

 

Cina, un mercato dalle grandi opportunità per l’ottica italiano

Come rivela uno studio condotto congiuntamente dal Ministero della Salute e dell’Educazione, per esempio in Cina oltre 400 milioni di persone soffrono di miopia. Quello della domanda di lenti correttive è un problema molto sentito, dato che il tasso di miopia della popolazione è del 33%, contro una media mondiale del 22%.

Inoltre, in accordo a una ricerca di Euromonitor, nel periodo 2010-2015, la domanda di lenti a contatto è cresciuta del 9,5% contro una media mondiale del 2,5%. E come sottolineato dal China Consumer Report 2016, grazie a una qualità della vita migliorata negli ultimi anni, i cinesi danno sempre più importanza alla salute, protezione degli occhi compresa. Più qualità significa in questo caso anche maggior richiesta di prodotti italiani.

Ma non solo… anche in Cina sempre più consumatori comprano occhiali da sole come accessorio fashion. Come in altri settori della moda, i cinesi sono sempre più alla ricerca di prodotti esclusivi e di lusso. L’alta reputazione dell’occhialeria italiana apre nuove opportunità non solo agli storici brand ma anche a nuove case che sanno intercettare i nuovi consumatori cinesi.

Dove i consumatori cinesi comprano gli occhiali?

Con la diffusione delle piattaforme e-commerce, i consumatori cinesi sono sempre più orientati a comprare occhiali online. Se per le lenti correttive ancora oggi molto si rivolgono a centri specializzati, per l’acquisto di montature e occhiali da sole i cinesi preferiscono sempre di più rivolgersi al web, dove possono trovare offerte e tutte le informazioni che desiderano.

Un comportamento che non deve stupire, dato che la Cina è il Paese con il più alto numero di utenti digitali: sono oltre 700 milioni i cinesi che ogni giorno accedono a internet. Di questi circa 400 milioni nel 2015 hanno finalizzato almeno un acquisto online, facendo della Cina il primo mercato mondiale dell’e-commerce.

Un primato destinato a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni: stando alle previsioni della Fondazione Italia Cina, entro il 2020 si assisteranno a incrementi dal 15% al 24% con punte anche superiori per i settori degli accessori fashion e quindi degli occhiali da sole.

Come raggiungere i consumatori cinesi?

Per avere successo su un mercato altamente competitivo come quello cinese, le aziende devono però fare una pianificazione attenta, registrare il marchio, verificare le certificazioni per l’export, valutare se trovare un partner locale per la distribuzione o puntare direttamente al consumatore finale, applicare la giusta strategia di comunicazione e marketing perchè il mercato è altamente competitivo.

La giusta strategia di comunicazione passa attraverso il mondo digital. Ma attenzione: in Cina piattaforme sociale e motori di ricerca molto popolari in Europa come Facebook e Google lasciano strada a realtà locali come WeChat, Weibo e Baidu.

Se gli strumenti digitali sono differenti, lo è altrettanto la cultura cinese. Per avere successo un approccio cross-culturale: il contenuto e lo stile del messaggio da veicolare deve essere necessariamente in linea con il background degli utenti cinesi, profondamente differente da quello europeo. Comprenderlo ci aiuta ad avere più risultati e più stabili.

La comunicazione corre sul web

Se non bastasse, a quanto descritto fino adesso bisogna aggiungere che i consumatori cinesi sono più diffidenti rispetto ai consumatori occidentali. Abituati a muoversi in mondo dove i prodotti contraffatti sono all’ordine del giorno, i consumatori cinesi sono molto attenti nella scelta e prima di finalizzare acquisti sono soliti verificare informazioni e prodotti su diversi canali e fonti di informazione.

Come rivelano i più recenti report di McKinsey & Company, i consumatori cinesi durante la scelta di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader.

Per avere successo in Cina il segreto è uno: essere presenti ufficialmente sui loro canali di comunicazione digitale.

Detto che un sito web aziendale deve essere ottimizzato per Baidu, il motore di ricerca locale, è bene che anche la user experience sia allineata alle abitudini degli utenti cinesi: non basta tradurre il proprio sito anche in lingua cinese ma per esempio assicurarsi che il sito sia rapido nell’apertura.

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Un’azienda deve avere un profilo ufficiale verificato sui principali social network come WeChat e Weibo e, per conquistare la fiducia dei consumatori, appoggiarsi a degli influencer locali.

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E l’acquisto online verrà finalizzato per lo più sulle grandi piattaforme di commercio online, da Tmall a JD, alle decine di siti più o meno utilizzati dai 400 milioni di compratori online.

Rispetto all’Europa, influencer e blogger godono poi di grande credito in Cina e possono influenzare fortemente l’impatto di un prodotto e di un brand. Molto spesso l’utilizzo di un Key Opinion Leader può portare molti più risultati che grandi budget adv.

Per comprendere quanto sia assolutamente fondamentale la corretta presenza nel mondo digital basta un dato del Rapporto McKinsey: in Cina il 76% delle scelte di acquisto sono influenzate dalle informazioni che trovano su internet.

Settantasei per cento.

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