Salone del Mobile 2018: aziende italiane pronte per il mercato cinese?

 

Dal 17 al 22 aprile si è tenuta a Milano la 57° edizione del Salone del Mobile di Milano. Un’edizione che, in termini di affluenza, ha superato di gran lunga le precedenti: +26% rispetto a quella 2017. Le presenze sono state più di 400.000, ma soprattutto variegate: come riporta il comunicato ufficiale di Federlegno, i partecipanti sono arrivati da 188 paesi diversi.

Tra gli espositori, 1.841, aziende molto attive non soltanto nel mercato italiano, ma anche all’estero. East Media si è recata al Salone per aggiornarsi sulle ultime tendenze e per dare un supporto alle aziende partner, attive sul mercato cinese.

 

Salone del Mobile 2018 East Media

Il team di East Media presente al Salone del Mobile di Milano 2018.

 

L’evento che celebra l’arredo Made in Italy e non solo

Un evento di tale portata non può essere la bandiera di un settore tradizionalmente molto importante per il Made in Italy, che è arrivato a valere il 5% del PIL e 41,5 miliardi di euro in termini di produzione (dati diffusi da Federlegno Arredo in aprile): la filiera Legno-Arredo.

 

 

Salone del Mobile

Fonte: Federlegno Arredo

 

 

L’arredamento, che fa parte di questa macro-categoria, è infatti una delle 4A italiane, vale a dire un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo. Ricordiamo che insieme al sistema Arredo-Casa, le altre “A” sono date da Abbigliamento, Alimentari-Vini e Automazione.

Quello del mobile è sicuramente un settore con grandi potenzialità: come riportato in uno studio di Mediobanca sulle 272 aziende più grandi del settore, nel 2016 il fatturato è aumentato del 4,6% rispetto all’anno precedente.

 

 

Salone del Mobile: un riferimento da più di 50 anni

Più di 50 anni dopo la sua prima edizione, il Salone del Mobile di Milano è ancora un punto di riferimento importante per le aziende italiane. Ma non solo. Anche le aziende estere considerano la manifestazione un momento cui non mancare per scoprire gli ultimi trend e rivedere i volti conosciuti. Perché il Salone non è solo un’occasione per aggiornarsi, ma anche per incontrare vecchi partner e conoscerne di nuovi. L’evento, organizzato in maniera impeccabile e che rende particolarmente fiero il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti: “Siamo molto orgogliosi del successo della manifestazione e della qualità degli operatori venuti a questa edizione che ci hanno confermato che il Salone del Mobile è il punto di riferimento di tutto il mondo”.

 

Salone del Mobile

Fonte: Federlegno Arredo

 

 

Salone del Mobile. Aziende pronte per il mercato cinese?

Tra le aziende presenti, la maggior parte sono anche esportatrici. Come riportato dalle statistiche di ICE, l’Italia è infatti tra i primi paesi esportatori del settore arredo. Dopo Cina, Vietnam e Germania, l’Italia è quarta per arredo domestico. Tra i partner più consolidati Francia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Spagna e Cina.

Per quanto riguarda la Cina è infatti da evidenziare non solo che l’Italia è il primo paese importatore oltre Muraglia, ma anche che nel 2017 l’export di arredo italiano è aumentato del 36,5%. Dati che possono fare ben sperare tutte le imprese del settore, ma che non devono illudere che operare in Cina sia semplice.

 

Salone del Mobile

Fonte: Federlegno Arredo

 

 

Tra le aziende presenti al Salone, alcune si sono dimostrate più “preparate di altre. In che modo? Utilizzando QR Code, vale a dire codici scannerizzabili tramite App (via WeChat in particolare) che i cinesi utilizzano in maniera massiva.

 

 

Salone del Mobile

QR Code dell’azienda italiana Lema

 

Salone del Mobile

QR Code dell’azienda italiana Riva

 

 

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Non solo i QR Code: molte aziende si sono dotate di interpreti cinesi per agevolare la comunicazione tra buyer e consumatori cinesi, accorsi all’evento numerosi.

Sicuramente il fatto di aver esportato l’evento anche in Cina ha aiutato ad aumentare l’awareness del pubblico cinese: lo scorso novembre si è tenuta a Shanghai la seconda edizione del Salone del Mobile Milano-Shanghai. La prossima edizione si terrà dal 22 al 24 novembre 2018.

 

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Arredamento: un’occasione per l’Italia

La promozione del Made in Italy può sembrare scontata, ma tale convinzione è profondamente sbagliata. Non bisogna aspettarsi che un prodotto si venda da solo né che consumatori lontani come quelli cinesi siano già preparati ad apprezzare qualcosa solo in quanto realizzato all’estero. La competizione delle aziende locali in Cina, in particolare si è resa consistente, anche grazie ai piani per il miglioramento dell’industria manufatturiera come Made in China 2025, che si pone come obiettivo di rendere la Cina competitiva sul piano qualitativo.

 

L’importanza del Salone del Mobile

Manifestazioni come il Salone del Mobile possono e devono essere l’occasione per ricordare alle imprese nostrane e non il valore della produzione italiana, come ricorda Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo e F.A. Eventi: “Un’edizione straordinaria che premia gli sforzi delle imprese per promuovere il meglio del design italiano nella settimana più importante dell’anno. Tutte le forze politiche incontrate in questi giorni hanno confermato vicinanza a un settore, quello della filiera legno-arredo, cruciale per la crescita del Paese, e hanno sottolineato la necessità di mettere in campo politiche industriali organiche ed efficaci, irrinunciabili per un pilastro del made in Italy che da solo vale il 5% del PIL. L’auspicio è che il successo del Salone del Mobile dia ulteriore slancio alla crescita delle nostre aziende, che sono pronte ad affrontare le sfide dei mercati con rinnovato vigore“.

 

 

Salone del Mobile

 

 

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Promuovere l’arredamento in Cina

Come dimostra l’utilizzo dei QR Code, per promuovere il Made in Italy e l’arredamento in particolare in Cina non si può improvvisare. Implementare una corretta strategia di marketing per la Cina impone di rivedere non soltanto il contenuto della comunicazione aziendale ma anche l’utilizzo dei canali, che devono coincidere con quelli utilizzati dai cinesi.

Per questo non è possibile pensare di veicolare messaggi tramite Google o Facebook, non accessibili o apprezzati oltre Muraglia. Mentre Google non arriva neanche a raccogliere il 2% delle ricerche web degli utenti cinesi (contro il 70% di Baidu), Facebook è addirittura vietato. E allora come social media non resta che utilizzare WeChat o Weibo, che funzionano in maniera differente rispetto ai “competitor” occidentali Facebook, Twitter o Instagram. Un approccio più complesso, ma più efficiente e alla lunga premiante.

 

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Digital Marketing 2019 Cina

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About Cecilia Lorusso

Nella vita le è capitato di iniziare a studiare a cinese a 14 anni. Dieci anni dopo ha deciso di coniugare questa passione nata per caso con il marketing e la comunicazione.