Salone del Mobile Shanghai: evento promosso, aziende non tutte

Salone del Mobile Shanghai: evento promosso, aziende non tutte

 

Giunto alla seconda edizione il Salone del Mobile Shanghai si è confermato un successo.

Ma non tutte le Aziende italiane si sono presentate preparate per l’evento. Dai traduttori “alla buona” al mancato utilizzo dei social network locali vediamo quali sono i punti dove si può migliorare.

 

Salone del Mobile Shanghai: buona la seconda. La fiducia degli organizzatori era alta e non è stata disattesa. Dal 23 al 25 novembre sono stati 20.000 gli ingressi registrati al Shanghai Exhibition Center. Un segno tangibile che i cinesi sono sempre più interessati all’arredo e al design Made in Italy ma anche che le aziende italiane, supportate dal grande lavoro anche di Federlegno e Salone del Mobile, stanno finalmente investendo con visione e decisione in Cina.

Un Salone che ancora una volta non solo ha promosso 109 Brand italiani, ma ha fatto da ponte culturale tra Italia e Cina e permesso di stringere importanti accordi commerciali per le Aziende presenti. D’altra parte, che la Cina sia il mercato sul quale puntare non è certo un mistero.

I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni del settore mobile&arredo sono cresciute del 37%. Rafforzando di fatto la posizione di leadership dell’Italia.

Già nel 2016 il Bel Paese si è confermato il primo fornitore di mobili in Cina con una quota del 18,2%. Con un giro d’affari di 341 milioni di euro, l’anno scorso l’Italia ha staccato la Germania (250 milioni) e gli Stati Uniti (178 milioni). A crescere sono soprattutto gli imbottiti, ovvero le camere da letto (+56%), i materassi (+55%) e l’area living (+38%).

>>Leggi anche: Come vendere i mobili italiani in Cina? Approfondisci qui. 

Salone del Mobile Shanghai 2017

Salone del Mobile Shanghai 2017

Salone del mobile Shanghai: consigli utili per tutti

A questa seconda edizione del Salone del Mobile Shanghai eravamo presenti anche noi di East Media con la nostra collega Jiaqi Luo. Di seguito riportiamo le sue osservazioni: una serie di suggerimenti che ogni azienda dovrebbe tenere conto quando decide di prendere parte a un evento fieristico in Cina.

Un salone molto affollato, segno del grande interesse che i cinesi hanno il Made in Italy. Come dichiarato dagli organizzatori, quest’anno c’è stata una maggiore selezione dei visitatori. Molti erano operatori del settore, come architetti, real estate e distributori. Ma non tutte le aziende si sono presentate adeguatamente preparate per l’evento” sottolinea Jiaqi Luo.

>> Leggi anche: Realtà aumentata e virtuale, il futuro (prossimo) del marketing in Cina

Salone del Mobile Shanghai 2017

Jiaqi Luo all’entrata del Salone con l’accogliente e significativo carattere cinese che indica CASA.

Servono traduttori professionisti

“Girando tra gli stand è spesso emerso un problema enorme di comunicazione. Spesso le Aziende e i potenziali fornitori si affidano a traduttori per comunicare in inglese. Un peccato: una traduzione diretta da italiano a cinese è sicuramente più efficiente” fa notare Luo.

Il consiglio è quello di affidarsi sempre a traduttori esperti, con una conoscenza almeno basilare del settore e dei prodotti se non si vuole incorrere in spiacevoli malintesi. Un esempio è stato davvero eclatante, racconta Jiaqi Luo: “Nello spiegare il materiale con cui era realizzato un prodotto, un traduttore ha sottolineato che era ricavato da un vero ‘occhio di tigre’… quando questo in realtà è semplicemente il nome dato a un tipo di pietra!”. Ma gli esempi sono tanti e spesso malintesi portano italiani e cinesi a non capirsi…e a perdere grandi opportunità.

>> Leggi anche: Salone del Mobile di Mosca: tante opportunità per l’arredamento Made in Italy in Russia

 

Salone del Mobile Shanghai 2017

East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di BALDI

Hostess qualificate, la marcia in più per lo stand

Considerato che sono ancora molti i cinesi che non parlano inglese, sarebbe opportuno avere negli stand delle hostess in grado di parlare correttamente la lingua cinese e che siano formate sul brand e i prodotti. Così l’azienda può subito creare un punto di contatto diretto con i visitatori”.

Purtroppo invece molto spesso le incomprensioni nascono alla base con la mancanza di qualifica, magari per la presunzione di “risparmiare” e con il risultato di mancare decine di opportunità di sviluppo business.

Ovviamente, questo vale tanto più il flusso di visitatori è maggiore. Un personale qualificato può dedicarsi allo screening dei visitatori dello stand, lasciando liberi i responsabili di interagire con fornitori, distributori, ecc… Aspetti fondamentali in un Paese dove le differenze culturali sono forti e vanno assolutamente conosciute per poter interagire nel migliore dei modi.

>> Leggi anche: Business in Cina: 6 utili consigli per superare le differenze culturali

Salone del Mobile Shanghai 2017

East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di LEMA

WeChat e QR Code sono fondamentali in Cina

Molte aziende – continua Jiaqi Luo – non sono adeguatamente preparate per ingaggiare i visitatori. In eventi di questo tipo è fondamentale avere un QR Code associato a una landing page aziendale e ad un profilo ufficiale su WeChat. I cinesi sono ormai abituati a fare tutto con questa applicazione e ricercano direttamente i brand sul popolare social network piuttosto che il sito aziendale magari solo tradotto in inglese. Non essere su Wechat spesso viene percepito come non essere su Internet e per un azienda che vende ad un livello alto di mercato questo fattore sminuisce l’appeal che può avere sull’utente medio alto cinese”.

Ricordiamo che il profilo aziendale su WeChat deve essere di tipo verificato. Solo così i follower e potenziali clienti possono avere la certezza di seguire, interagire ed ricevere informazioni dalla fonte ufficiale.

“Ormai – continua Jiaqi Luo – è più comune scannerizzare il QR code del profilo che scambiarsi i biglietti da visita, sono aspetti che non possono non essere conosciuti ed utilizzati se si vuole davvero fare business in Cina” 

Anche il sito internet di riferimento deve avere accorgimenti per essere efficace: deve essere tradotto correttamente in cinese (mandarino semplificato) ed essere ottimizzato per il motore di ricerca Baidu. Inoltre, per essere perfomante in Cina, dovrebbe avere un dominio .cn e poggiare su server locali.

>>Leggi anche: Hosting in Cina, ecco a cosa serve e come ottenerlo

Salone del Mobile Shanghai 2017

Salone del Mobile Shanghai 2017

Ingaggiare KOL per farsi conoscere

In Cina i Key Opinion Leader quali blogger e personaggi famosi godono di maggior seguito e popolarità rispetto all’Italia, anche per i valori di riferimento (più legati a principi gerarchici in primis). “Per un brand che punta a farsi conoscere nel mercato cinese sono fondamentali nella strategia marketing. Specialmente in eventi come un Salone, dove la loro presenza può essere utilizzata anche per richiamare l’attenzione verso il proprio stand durante l’evento e valorizzare il Brand. Alcune aziende hanno iniziato a muoversi per tempo con oculate attività di Pr che hanno avuto ottimi risultati, prima, durante e dopo il Salone”- ci conferma la collega.

Come emerge da uno studio condotto da McKinsey & Company, nel loro processo di scelta e acquisto i cinesi di fascia medio alta trovano i principali punti di contatto con le aziende proprio nel web. I canali da sviluppare sono: sito internet, social network e appunto key opinion leader come blogger e influencer. Integrando quindi sempre di più in una strategia integrata online ed offline.

 

Salone del Mobile Shanghai 2017

East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di RIVA1920

CINA? Comunicare con i giusti canali

Se si vuole comunicare con gli amici,clienti e partner cinesi, i canali da utilizzare sono anche quelli digitali. Sono infatti più 730 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti.

Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.

Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.

 

 

Digital Marketing in Cina 2017

Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF

 

 

 

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