Salone Mobile Shanghai 2017: l’arredo Made in Italy piace in Cina

Salone Mobile Shanghai 2017: al via la seconda edizione

Dopo il successo dell’anno scorso, il Salone Mobile Shanghai è pronto per la sua seconda edizione. In programma dal 23 al 25 novembre presso il Shanghai Exhibition Center, offrirà l’opportunità a tante aziende italiane di valorizzarsi in un mercato in espansione come la Cina.

Come riportano i dati diffusi da FederlegnoArredo, le esportazioni per il settore dell’arredamento nel 2016 hanno superato gli 8,8 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto al 2015. Un trend positivo trainato dalla crescita in mercati storicamente importanti come la Francia (+4,9%) e gli Stati Uniti (+8,8%). E da altri emergenti come la Cina, cresciuta l’anno scorso di ben il 21,9%.

 

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In base ai dati dell’ICE nel corso dei prossimi 3 anni la Cina diverrà il più importante mercato al mondo per i beni di lusso. Una categoria di prodotti nei quali rientrano anche l’arredamento, i complementi di arredo e gli altri prodotti per la casa “made in Italy”. Prodotti sono considerati di lusso o meglio del c.d. Affordable Luxury, dato che nella fascia dell’alta di gamma cinese rientrano anche quei prodotti che in altri mercati sarebbero considerati di fascia medio-alta.

 

Salone Mobile Shanghai: non solo esposizione

In accordo al piano quinquennale 2015-2020 varato dal Governo che vuole per la Cina un’economia stabile e meno dipendente dalle importazioni, il settore del mobile e del design interno non ha ancora numeri tali da soddisfare la domanda in crescita. L’Italia è oggi il primo Paese fornitore per il settore dell’arredamento. E le previsioni per il 2017 parlano di ricavi di oltre 390 milioni di euro per le esportazioni del settore mobile.

Con un mercato ancora in fase di espansione e per certi versi ancora da esplorare, la Cina rappresenta una grande opportunità per tutte le Aziende del settore arredo. Specialmente adesso che i cinesi più abbienti hanno sviluppato uno spirito emulativo verso il lifestyle occidentale. Infatti ricercano per status symbol prodotti di alta qualità come quelli del Made in Italy.

Promuovere i valori del lifestyle italiano è uno degli obiettivi del Salone Mobile Shanghai. Anche la seconda edizione non sarà semplice esposizione, ma una tre giorni di relazioni e scambi culturali per permettere alle Aziende italiane di promuoversi in maniera efficace e creare un solido ponte commerciale tra Italia e Cina.

 

Digital, il giusto canale per promuoversi in Cina

Con oltre 730 milioni di utenti connessi giornalmente al web, in Cina il canale preferenziale per comunicare è sicuramente quello digital. Una conferma arriva dal Rapporto di McKinsey & Company: i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le Aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali.

Ma attenzione, in Cina gli utenti sono abituati a utilizzare piattaforme digitali locali. Social network popolari in Occidente come Facebook e Twitter cedono strada ai seguitissimi Weibo e WeChat. Anche il motore di ricerca è differente: in Cina gli utenti usano Baidu e non Google.

Per raggiungere potenziali clienti e promuovere il proprio Brand diventa quindi fondamentale utilizzare i giusti canali. Inoltre, è assolutamente necessario avere un sito web aziendale correttamente tradotto in cinese (la conoscenza dell’inglese non è così diffusa). Ottimizzato, ovviamente, per comparire nelle prime ricerche su Baidu.

 

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Per un’ottimale strategia di comunicazione è bene affidarsi anche a influencer locali. In Cina godono di maggiore seguito e credito che in Italia. Sono visti che come dei veri e propri punti di riferimento, specialmente per le nicchie di mercato e i prodotti di maggior valore.

Infine, con una cultura profondamente differente dalla nostra, in Cina si deve veicolare un messaggio allineato alla realtà locale. I cinesi hanno gusti e sensibilità diverse di cui bisogna tenere assolutamente conto. In Cina i consumatori sono più interessati allo story telling, al Brand dell’Azienda piuttosto che alle qualità del prodotto. Un discorso particolarmente valido per i prodotti Made in Italy che vengono percepiti come status symbol.

 

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