Se ti stai chiedendo come vendere online in Cina, ti trovi proprio nel posto giusto. Infatti abbiamo pensato di proporti la lista delle 10 piattaforme che possono garantire l’ingresso dei tuoi prodotti sul mercato cinese. Quello cinese, infatti, è il più grande mercato dell’e-commerce al mondo. I consumatori cinesi preferiscono acquistare online utilizzando il proprio smartphone piuttosto che recarsi in un negozio tradizionale. Questa forte domanda per lo shopping online ha fatto sì che il settore dell’e-commerce sia diventato estremamente competitivo.

Ecco allora una lista delle 10 migliori piattaforme e-commerce cinesi, divise fra locali e cross-border. Infatti, in base ai tuoi obiettivi, target e competitor può essere più utile agire con l’una o l’altra modalità. 

 

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Come vendere online in Cina – Piattaforme locali

Con la modalità locale si spedisce da Cina a Cina. Questo naturalmente ha delle conseguenze a livello legale e finanziario per l’azienda. Infatti per posizionarsi su una piattaforma locale è necessaria l’apertura di un conto bancario in Cina, l’utilizzo di un magazzino in loco, la registrazione del proprio marchio e l’utilizzo di pagamenti in CNY. I tempi di consegna, in compenso, sono molto rapidi e la gestione dei resi è efficace. Vediamo ora le principali piattaforme locali.

 

1. TMall (天猫)

TMall è la prima piattaforma e-commerce cinese, di proprietà di Alibaba. TMall è stato creato nel 2008 a partire da Taobao Mall. Quest’ultimo, infatti, al tempo non godeva di buona reputazione a causa della contraffazione di alcuni suoi prodotti. Dal 2008 Tmall è cresciuto esponenzialmente, arrivando ad avere 711 milioni di utenti attivi e un market share del 63%. La sua fortuna deriva anche dal fatto di essere un marketplace generalista.

Per vendere su TMall, si deve essere il proprietario del brand o un rivenditore autorizzato. Il tipo di store può essere monomarca, autorizzato o multimarca. Attenzione: se state facendo un paragone mentale fra Amazon e Tmall, ricordatevi che esiste una significativa differenza nella struttura del sito. Infatti su Amazon si lanciano semplicemente i prodotti del proprio brand sulla piattaforma preimpostata. Invece avere il proprio store su Tmall significa disporre di homepage, landing page e pagine prodotto personalizzate. di conseguenza la piattaforma permette si presenziare il canale e al tempo stesso aumentare la brand awareness.

 

Come vendere online in Cina Tmall

2. JD.com ( 京东)

Con 362 milioni di utenti attivi e il 24% di market share, JD.com è il secondo online retailer cinese. Come Tmall, anche JD.com richiede una quota per il servizio offerto e incassa una commissione sul venduto. Inoltre per vendere su JD bisogna aderire al suo processo di partnership. Anche in questo caso è possibile aprire diverse tipologie di store, che variano da store monomarca a outlet.

JD è noto per la velocità nella logistica e per le consegne in giornata. Questo perché può vantare il possesso di 200 magazzini e più di 5000 punti di ritiro in tutta la Cina. Sebbene sia secondo a Tmall, JD gode di un’ottima reputazione sulla qualità dei prodotti. Infatti il mantra che ispira le policy di JD.com è quality first. Grazie a un suo sistema di controllo dell’inventario, la presenza di prodotti contraffatti è molto ridotta.

 

Come vendere in Cina JD.com

3. Taobao (淘宝网)

La piattaforma Taobao è stata creata da Alibaba nel 2003 per contrastare eBay sul mercato cinese. E ha avuto un grande successo. Da allora Taobao si è costantemente aggiornato per rimanere fra i top player del mercato e-commerce in Cina. Dopo Taobao Mall, citato sopra, è arrivata Taobao Live, la piattaforma di live streaming collegata a Taobao nata nel 2016. Solo fra il 2017 e il 2019 l’aumento delle vendite su Taobao generate da Taobao Live è stato del 150%.

 

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Per un’azienda che si stia chiedendo come vendere online in Cina, Taobao continua è un buon punto di partenza. Funziona proprio come eBay: si può quindi aprire il proprio negozio e cominciare a vendere da subito. Per questo motivo è popolato principalmente da piccoli brand o anche da rivenditori singoli.

La facilità di accesso a questa piattaforma è, d’altra parte, anche il suo tallone d’Achille. Come accennato in precedenza, infatti, un tempo Taobao non godeva di un’ottima reputazione per via della presenza di numerosi prodotti contraffatti a buon mercato. Attualmente sta cercando di distanziarsi da questa problematica, mettendo il focus sulle opportunità che offre soprattutto ai suoi utenti più giovani per far crescere i loro brand o semplicemente per trovare prodotti unici.

 

Come vendere online in Cina Taobao

4. Xiao Hong Shu (小红书)

Al momento, Xiao Hong Shu (Little Red Book) è una delle piattaforme e-commerce più interessanti. Infatti i player dei quali abbiamo parlato sono piuttosto tradizionali e simili fra di loro. Xiao Hong Shu, invece, non è una semplice piattaforma per gli acquisti online: è un incrocio tra un social network e un e-commerce. Una sorta di fusione fra Pinterest e Instagram dove è anche possibile acquistare direttamente prodotti. Per questo motivo è anche una piattaforma gettonatissima dai brand per avviare proficue collaborazioni con i Key Opinion Leader (gli “influencer” cinesi).

Xiao Hong Shu è una buona piattaforma di partenza per un’azienda estera, in particolare per quanto riguarda il settore moda o lusso. Per scoprire nel dettaglio quali opportunità cela questa piattaforma per il tuo brand, scarica il report di East Media a riguardo.

 

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5. Pinduoduo (拼多多)

Pinduoduo è un’altra piattaforma emergente molto interessante per i brand italiani che non sanno come vendere online in Cina. Come nel caso di Xiao Hong Shu, si tratta di una piattaforma di social commerce, ovvero che fonde elementi social con tratti dell’e-commerce. La particolarità di Pinduoduo però è quella di puntare sul prezzo vantagioso dei prodotti. La piattaforma, infatti, offre ai suoi clienti prezzi sempre più ribassati man mano che coinvolgono altri contatti della loro rete social in un acquisto di gruppo.

Il successo di questo approccio è confermato dalle statistiche. Dal 2015, anno della sua nascita, Pinduoduo è arrivata a essere la quinta società sul mercato dell’e-commerce cinese, dopo il gruppo Alibaba, Tencent, Meituan e JD.com. Lo dimostra il numero dei suoi compratori attivi, attestatosi a 440 milioni nel 2019. Per i brand questa piattaforma può essere molto utile per un rapido aumento della brand awareness e per raggiungere le fasce di consumatori delle città di terza e quarta fascia, più attenti alle proprie spese.

 

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6. Suning.com (苏宁易购)

Suning.com è la piattaforma e-commerce di Suning, uno dei più grandi retailer privati in Cina. Per volume di vendite, Suning non è ancora ai livelli di JD, TMall, e Taobao. Tuttavia nel 2020 ha registrato numeri molto positivi, complice anche la digitalizzazione dei consumi dovuta al Coronavirus. Secondo il rapporto finanziario del primo trimestre dell’anno, la piattaforma ha raggiunto un fatturato operativo di circa 7,5 miliardi di euro. La quota delle vendite online è aumentata addirittura del 69% e sulla piattaforma sono arrivati 23 milioni di nuovi utenti.

 

7. Piattaforme minori: Gome.com e VIP.com

In questa lista sono state considerate solo alcune tra le piattaforme e-commerce più popolari in Cina. In realtà ne esistono molte di più, e spesso si rivolgono a settori specifici quali moda, cosmesi o prodotti per l’infanzia. Ricordiamo che per aver successo non è sufficiente essere presenti su una sola piattaforma e-commerce. Spesso può essere utile posizionarsi anche su una piattaforma minore o settoriale particolarmente adatta al proprio brand. Per questo motivo citiamo altri due player di dimensioni minori.

– Gome (国美电器): La società Gome, fondata a Pechino, esiste sin dal 1987. Come Suning, anche Gome ha iniziato con i negozi fisici, in particolare nel settore degli elettrodomestici in Cina e a Hong Kong. In seguito ha aperto la sua piattaforma online gome.com.cn.

– VIP.com (唯品会): Piattaforma fondata nel 2008 a Guangzhou dalla società Vipshop. Fra le principali categorie di prodotti offerti troviamo l’abbigliamento e l’elettronica. Per rendere la sua offerta si focalizza sui flash sales e sulla scontistica. Per questo collabora con più di 1000 brand, accordando un prezzo ribassato e vantaggioso per i clienti.

 

Come vendere online in Cina – Piattaforme cross-border

Con la modalità cross-border la spedizione è di tipo internazionale, di conseguenza non è necessario stoccare la merce in Cina o registrarsi come entità legale presente sul territorio. I pagamenti avvengono in valuta straniera, il marchio è registrato all’estero e anche il conto bancario dell’azienda è internazionale. I tempi di spedizione, però, raggiungono i 10-14 giorni e la gestione dei resi è più complessa. Pur essendo quello del cross-border un mercato più frammentato rispetto a quello dell’e-commerce nazionale, ci si aspettano comunque 200 milioni di compratori nel 2020. Vediamo ora i tre principali player del cross-border in Cina:

 

8. Tmall Global

Tmall Global è la piattaforma cross-border di proprietà del gruppo Alibaba legata all’e-commerce locale Tmall. Sicuramente è il principale player nel settore cross-border cinese. Infatti ospita 20.000 brand da 77 diversi Paesi. Non solo aiuta i brand internazionali ad aprire il proprio store per vendere in Cina, ma li supporta anche sotto l’aspetto tecnico e amministrativo.

 

9. Kaola.com

Lanciata nel 2015 e acquisita nel 2019 da Alibaba, è una delle principali piattaforme e-commerce cross-border. Collabora con marchi di abbigliamento, maternità, beauty e molte altre categorie di prodotti. Acquistando direttamente dai brand oltreoceano, evita intermediari e distributori locali. In questo modo può offrire prodotti a prezzi competitivi.

 

10. JD Worldwide

Come Tmall e Kaola, anche JD Worldwide offre i suoi spazi per fare da vetrina virtuale ai brand internazionali. Grazie alle partnership con compagnie di logistica internazionali come DHL, assicura la spedizione del prodotto fino al cliente in Cina. Fra i principali requisiti per i brand che vogliano inserirsi su questa piattaforma c’è quello di essere un’azienda registrata al di fuori della Cina. Al tempo stesso, però, si deve garantire la presenza di un centro resi in loco e la traduzione delle descrizioni dei prodotti in cinese.

 


 

L’e-commerce in Cina si sta sempre più muovendo verso un’integrazione con le piattaforme social. Nasce così il fenomeno del social commerce. Se vuoi saperne di più sull’hot trend delle vendite online in Cina, non ti resta che scaricare il nostro nuovo report sull’argomento. Clicca sull’immagine sotto!

 

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