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Salone del Mobile 2018: aziende italiane pronte per il mercato cinese?

  Dal 17 al 22 aprile si è tenuta a Milano la 57° edizione del Salone del Mobile di Milano. Un’edizione che, in termini di affluenza, ha superato di gran lunga le precedenti: +26% rispetto a quella 2017. Le presenze sono state più di 400.000, ma soprattutto variegate: come riporta il comunicato ufficiale di Federlegno, i partecipanti sono arrivati da 188 paesi diversi. Tra gli espositori, 1.841, aziende molto attive non soltanto nel mercato italiano, ma anche all’estero. East Media si è recata al Salone per aggiornarsi sulle ultime tendenze e per dare un supporto alle aziende partner, attive sul mercato cinese.   [caption id="attachment_8149" align="aligncenter" width="678"]Salone del Mobile 2018 East Media Il team di East Media presente al Salone del Mobile di Milano 2018.[/caption]

 

L’evento che celebra l’arredo Made in Italy e non solo

Un evento di tale portata non può essere la bandiera di un settore tradizionalmente molto importante per il Made in Italy, che è arrivato a valere il 5% del PIL e 41,5 miliardi di euro in termini di produzione (dati diffusi da Federlegno Arredo in aprile): la filiera Legno-Arredo.     [caption id="attachment_8126" align="aligncenter" width="656"]Salone del Mobile Fonte: Federlegno Arredo[/caption]     L’arredamento, che fa parte di questa macro-categoria, è infatti una delle 4A italiane, vale a dire un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo. Ricordiamo che insieme al sistema Arredo-Casa, le altre “A” sono date da Abbigliamento, Alimentari-Vini e Automazione. Quello del mobile è sicuramente un settore con grandi potenzialità: come riportato in uno studio di Mediobanca sulle 272 aziende più grandi del settore, nel 2016 il fatturato è aumentato del 4,6% rispetto all’anno precedente.    

Salone del Mobile: un riferimento da più di 50 anni

Più di 50 anni dopo la sua prima edizione, il Salone del Mobile di Milano è ancora un punto di riferimento importante per le aziende italiane. Ma non solo. Anche le aziende estere considerano la manifestazione un momento cui non mancare per scoprire gli ultimi trend e rivedere i volti conosciuti. Perché il Salone non è solo un’occasione per aggiornarsi, ma anche per incontrare vecchi partner e conoscerne di nuovi. L’evento, organizzato in maniera impeccabile e che rende particolarmente fiero il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti: “Siamo molto orgogliosi del successo della manifestazione e della qualità degli operatori venuti a questa edizione che ci hanno confermato che il Salone del Mobile è il punto di riferimento di tutto il mondo”.   [caption id="attachment_8127" align="aligncenter" width="691"]Salone del Mobile Fonte: Federlegno Arredo[/caption]    

Salone del Mobile. Aziende pronte per il mercato cinese?

Tra le aziende presenti, la maggior parte sono anche esportatrici. Come riportato dalle statistiche di ICE, l’Italia è infatti tra i primi paesi esportatori del settore arredo. Dopo Cina, Vietnam e Germania, l’Italia è quarta per arredo domestico. Tra i partner più consolidati Francia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Spagna e Cina. Per quanto riguarda la Cina è infatti da evidenziare non solo che l’Italia è il primo paese importatore oltre Muraglia, ma anche che nel 2017 l’export di arredo italiano è aumentato del 36,5%. Dati che possono fare ben sperare tutte le imprese del settore, ma che non devono illudere che operare in Cina sia semplice.   [caption id="attachment_8128" align="aligncenter" width="694"]Salone del Mobile Fonte: Federlegno Arredo[/caption]     Tra le aziende presenti al Salone, alcune si sono dimostrate più “preparate di altre. In che modo? Utilizzando QR Code, vale a dire codici scannerizzabili tramite App (via WeChat in particolare) che i cinesi utilizzano in maniera massiva.     [caption id="attachment_8130" align="aligncenter" width="412"]Salone del Mobile QR Code dell'azienda italiana Lema[/caption]   [caption id="attachment_8131" align="aligncenter" width="461"]Salone del Mobile QR Code dell'azienda italiana Riva[/caption]    

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  Non solo i QR Code: molte aziende si sono dotate di interpreti cinesi per agevolare la comunicazione tra buyer e consumatori cinesi, accorsi all’evento numerosi. Sicuramente il fatto di aver esportato l’evento anche in Cina ha aiutato ad aumentare l’awareness del pubblico cinese: lo scorso novembre si è tenuta a Shanghai la seconda edizione del Salone del Mobile Milano-Shanghai. La prossima edizione si terrà dal 22 al 24 novembre 2018.  

>  SALONE DEL MOBILE SHANGHAI: EVENTO PROMOSSO, AZIENDE NON TUTTE

   

Arredamento: un’occasione per l’Italia

La promozione del Made in Italy può sembrare scontata, ma tale convinzione è profondamente sbagliata. Non bisogna aspettarsi che un prodotto si venda da solo né che consumatori lontani come quelli cinesi siano già preparati ad apprezzare qualcosa solo in quanto realizzato all’estero. La competizione delle aziende locali in Cina, in particolare si è resa consistente, anche grazie ai piani per il miglioramento dell’industria manufatturiera come Made in China 2025, che si pone come obiettivo di rendere la Cina competitiva sul piano qualitativo.  

L'importanza del Salone del Mobile

Manifestazioni come il Salone del Mobile possono e devono essere l’occasione per ricordare alle imprese nostrane e non il valore della produzione italiana, come ricorda Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo e F.A. Eventi: "Un'edizione straordinaria che premia gli sforzi delle imprese per promuovere il meglio del design italiano nella settimana più importante dell'anno. Tutte le forze politiche incontrate in questi giorni hanno confermato vicinanza a un settore, quello della filiera legno-arredo, cruciale per la crescita del Paese, e hanno sottolineato la necessità di mettere in campo politiche industriali organiche ed efficaci, irrinunciabili per un pilastro del made in Italy che da solo vale il 5% del PIL. L'auspicio è che il successo del Salone del Mobile dia ulteriore slancio alla crescita delle nostre aziende, che sono pronte ad affrontare le sfide dei mercati con rinnovato vigore".     Salone del Mobile    

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Promuovere l'arredamento in Cina

Come dimostra l'utilizzo dei QR Code, per promuovere il Made in Italy e l'arredamento in particolare in Cina non si può improvvisare. Implementare una corretta strategia di marketing per la Cina impone di rivedere non soltanto il contenuto della comunicazione aziendale ma anche l'utilizzo dei canali, che devono coincidere con quelli utilizzati dai cinesi. Per questo non è possibile pensare di veicolare messaggi tramite Google o Facebook, non accessibili o apprezzati oltre Muraglia. Mentre Google non arriva neanche a raccogliere il 2% delle ricerche web degli utenti cinesi (contro il 70% di Baidu), Facebook è addirittura vietato. E allora come social media non resta che utilizzare WeChat o Weibo, che funzionano in maniera differente rispetto ai "competitor" occidentali Facebook, Twitter o Instagram. Un approccio più complesso, ma più efficiente e alla lunga premiante.  

> LEGGI ANCHE: IMPLEMENTARE LA STRATEGIA DI BAIDU SEM. 5 PASSI FONDAMENTALI

   

Scarica la guida al Digital Marketing 

Da diverso tempo East Media collabora con la Fondazione Italia Cina per importanti iniziative di cooperazione tra i due Paesi. Tra le tante, la  stesura dell'estratto dedicato al Digital Marketing in Cina, raccolto e aggiornato ogni anno nel Rapporto Annuale CeSIF: "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese." Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption] Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato e ricevere le ultime novità. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Salone del Mobile Shanghai: evento promosso, aziende non tutte

 

Giunto alla seconda edizione il Salone del Mobile Shanghai si è confermato un successo.

Ma non tutte le Aziende italiane si sono presentate preparate per l'evento. Dai traduttori "alla buona" al mancato utilizzo dei social network locali vediamo quali sono i punti dove si può migliorare.

  Salone del Mobile Shanghai: buona la seconda. La fiducia degli organizzatori era alta e non è stata disattesa. Dal 23 al 25 novembre sono stati 20.000 gli ingressi registrati al Shanghai Exhibition Center. Un segno tangibile che i cinesi sono sempre più interessati all'arredo e al design Made in Italy ma anche che le aziende italiane, supportate dal grande lavoro anche di Federlegno e Salone del Mobile, stanno finalmente investendo con visione e decisione in Cina. Un Salone che ancora una volta non solo ha promosso 109 Brand italiani, ma ha fatto da ponte culturale tra Italia e Cina e permesso di stringere importanti accordi commerciali per le Aziende presenti. D'altra parte, che la Cina sia il mercato sul quale puntare non è certo un mistero. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi dell'anno le esportazioni del settore mobile&arredo sono cresciute del 37%. Rafforzando di fatto la posizione di leadership dell'Italia. Già nel 2016 il Bel Paese si è confermato il primo fornitore di mobili in Cina con una quota del 18,2%. Con un giro d'affari di 341 milioni di euro, l'anno scorso l'Italia ha staccato la Germania (250 milioni) e gli Stati Uniti (178 milioni). A crescere sono soprattutto gli imbottiti, ovvero le camere da letto (+56%), i materassi (+55%) e l'area living (+38%).

>>Leggi anche: Come vendere i mobili italiani in Cina? Approfondisci qui. 

[caption id="attachment_6891" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Salone del Mobile Shanghai 2017[/caption]

Salone del mobile Shanghai: consigli utili per tutti

A questa seconda edizione del Salone del Mobile Shanghai eravamo presenti anche noi di East Media con la nostra collega Jiaqi Luo. Di seguito riportiamo le sue osservazioni: una serie di suggerimenti che ogni azienda dovrebbe tenere conto quando decide di prendere parte a un evento fieristico in Cina. “Un salone molto affollato, segno del grande interesse che i cinesi hanno il Made in Italy. Come dichiarato dagli organizzatori, quest'anno c'è stata una maggiore selezione dei visitatori. Molti erano operatori del settore, come architetti, real estate e distributori. Ma non tutte le aziende si sono presentate adeguatamente preparate per l'evento” sottolinea Jiaqi Luo.

>> Leggi anche: Realtà aumentata e virtuale, il futuro (prossimo) del marketing in Cina

[caption id="attachment_6893" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Jiaqi Luo all'entrata del Salone con l'accogliente e significativo carattere cinese che indica CASA.[/caption]

Servono traduttori professionisti

"Girando tra gli stand è spesso emerso un problema enorme di comunicazione. Spesso le Aziende e i potenziali fornitori si affidano a traduttori per comunicare in inglese. Un peccato: una traduzione diretta da italiano a cinese è sicuramente più efficiente" fa notare Luo. Il consiglio è quello di affidarsi sempre a traduttori esperti, con una conoscenza almeno basilare del settore e dei prodotti se non si vuole incorrere in spiacevoli malintesi. Un esempio è stato davvero eclatante, racconta Jiaqi Luo: "Nello spiegare il materiale con cui era realizzato un prodotto, un traduttore ha sottolineato che era ricavato da un vero 'occhio di tigre'... quando questo in realtà è semplicemente il nome dato a un tipo di pietra!". Ma gli esempi sono tanti e spesso malintesi portano italiani e cinesi a non capirsi...e a perdere grandi opportunità.

>> Leggi anche: Salone del Mobile di Mosca: tante opportunità per l’arredamento Made in Italy in Russia

  [caption id="attachment_6896" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di BALDI[/caption]

Hostess qualificate, la marcia in più per lo stand

Considerato che sono ancora molti i cinesi che non parlano inglese, sarebbe opportuno avere negli stand delle hostess in grado di parlare correttamente la lingua cinese e che siano formate sul brand e i prodotti. Così l'azienda può subito creare un punto di contatto diretto con i visitatori". Purtroppo invece molto spesso le incomprensioni nascono alla base con la mancanza di qualifica, magari per la presunzione di "risparmiare" e con il risultato di mancare decine di opportunità di sviluppo business. Ovviamente, questo vale tanto più il flusso di visitatori è maggiore. Un personale qualificato può dedicarsi allo screening dei visitatori dello stand, lasciando liberi i responsabili di interagire con fornitori, distributori, ecc... Aspetti fondamentali in un Paese dove le differenze culturali sono forti e vanno assolutamente conosciute per poter interagire nel migliore dei modi.

>> Leggi anche: Business in Cina: 6 utili consigli per superare le differenze culturali

[caption id="attachment_6895" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di LEMA[/caption]

WeChat e QR Code sono fondamentali in Cina

Molte aziende - continua Jiaqi Luo - non sono adeguatamente preparate per ingaggiare i visitatori. In eventi di questo tipo è fondamentale avere un QR Code associato a una landing page aziendale e ad un profilo ufficiale su WeChat. I cinesi sono ormai abituati a fare tutto con questa applicazione e ricercano direttamente i brand sul popolare social network piuttosto che il sito aziendale magari solo tradotto in inglese. Non essere su Wechat spesso viene percepito come non essere su Internet e per un azienda che vende ad un livello alto di mercato questo fattore sminuisce l'appeal che può avere sull'utente medio alto cinese”. Ricordiamo che il profilo aziendale su WeChat deve essere di tipo verificato. Solo così i follower e potenziali clienti possono avere la certezza di seguire, interagire ed ricevere informazioni dalla fonte ufficiale. "Ormai - continua Jiaqi Luo - è più comune scannerizzare il QR code del profilo che scambiarsi i biglietti da visita, sono aspetti che non possono non essere conosciuti ed utilizzati se si vuole davvero fare business in Cina"  Anche il sito internet di riferimento deve avere accorgimenti per essere efficace: deve essere tradotto correttamente in cinese (mandarino semplificato) ed essere ottimizzato per il motore di ricerca Baidu. Inoltre, per essere perfomante in Cina, dovrebbe avere un dominio .cn e poggiare su server locali.

>>Leggi anche: Hosting in Cina, ecco a cosa serve e come ottenerlo

[caption id="attachment_6892" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Salone del Mobile Shanghai 2017[/caption]

Ingaggiare KOL per farsi conoscere

In Cina i Key Opinion Leader quali blogger e personaggi famosi godono di maggior seguito e popolarità rispetto all'Italia, anche per i valori di riferimento (più legati a principi gerarchici in primis). "Per un brand che punta a farsi conoscere nel mercato cinese sono fondamentali nella strategia marketing. Specialmente in eventi come un Salone, dove la loro presenza può essere utilizzata anche per richiamare l'attenzione verso il proprio stand durante l'evento e valorizzare il Brand. Alcune aziende hanno iniziato a muoversi per tempo con oculate attività di Pr che hanno avuto ottimi risultati, prima, durante e dopo il Salone"- ci conferma la collega. Come emerge da uno studio condotto da McKinsey & Company, nel loro processo di scelta e acquisto i cinesi di fascia medio alta trovano i principali punti di contatto con le aziende proprio nel web. I canali da sviluppare sono: sito internet, social network e appunto key opinion leader come blogger e influencer. Integrando quindi sempre di più in una strategia integrata online ed offline.   [caption id="attachment_6897" align="alignnone" width="960"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di RIVA1920[/caption]

CINA? Comunicare con i giusti canali

Se si vuole comunicare con gli amici,clienti e partner cinesi, i canali da utilizzare sono anche quelli digitali. Sono infatti più 730 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]      

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Salone Mobile Shanghai 2017: al via la seconda edizione

Dopo il successo dell’anno scorso, il Salone Mobile Shanghai è pronto per la sua seconda edizione. In programma dal 23 al 25 novembre presso il Shanghai Exhibition Center, offrirà l’opportunità a tante aziende italiane di valorizzarsi in un mercato in espansione come la Cina. Come riportano i dati diffusi da FederlegnoArredo, le esportazioni per il settore dell’arredamento nel 2016 hanno superato gli 8,8 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto al 2015. Un trend positivo trainato dalla crescita in mercati storicamente importanti come la Francia (+4,9%) e gli Stati Uniti (+8,8%). E da altri emergenti come la Cina, cresciuta l’anno scorso di ben il 21,9%.  

>> Come vendere mobili in Cina: ecco alcuni utili consigli

  In base ai dati dell’ICE nel corso dei prossimi 3 anni la Cina diverrà il più importante mercato al mondo per i beni di lusso. Una categoria di prodotti nei quali rientrano anche l’arredamento, i complementi di arredo e gli altri prodotti per la casa “made in Italy”. Prodotti sono considerati di lusso o meglio del c.d. Affordable Luxury, dato che nella fascia dell’alta di gamma cinese rientrano anche quei prodotti che in altri mercati sarebbero considerati di fascia medio-alta.  

Salone Mobile Shanghai: non solo esposizione

In accordo al piano quinquennale 2015-2020 varato dal Governo che vuole per la Cina un’economia stabile e meno dipendente dalle importazioni, il settore del mobile e del design interno non ha ancora numeri tali da soddisfare la domanda in crescita. L’Italia è oggi il primo Paese fornitore per il settore dell’arredamento. E le previsioni per il 2017 parlano di ricavi di oltre 390 milioni di euro per le esportazioni del settore mobile. Con un mercato ancora in fase di espansione e per certi versi ancora da esplorare, la Cina rappresenta una grande opportunità per tutte le Aziende del settore arredo. Specialmente adesso che i cinesi più abbienti hanno sviluppato uno spirito emulativo verso il lifestyle occidentale. Infatti ricercano per status symbol prodotti di alta qualità come quelli del Made in Italy. Promuovere i valori del lifestyle italiano è uno degli obiettivi del Salone Mobile Shanghai. Anche la seconda edizione non sarà semplice esposizione, ma una tre giorni di relazioni e scambi culturali per permettere alle Aziende italiane di promuoversi in maniera efficace e creare un solido ponte commerciale tra Italia e Cina.  

Digital, il giusto canale per promuoversi in Cina

Con oltre 730 milioni di utenti connessi giornalmente al web, in Cina il canale preferenziale per comunicare è sicuramente quello digital. Una conferma arriva dal Rapporto di McKinsey & Company: i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le Aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali. Ma attenzione, in Cina gli utenti sono abituati a utilizzare piattaforme digitali locali. Social network popolari in Occidente come Facebook e Twitter cedono strada ai seguitissimi Weibo e WeChat. Anche il motore di ricerca è differente: in Cina gli utenti usano Baidu e non Google. Per raggiungere potenziali clienti e promuovere il proprio Brand diventa quindi fondamentale utilizzare i giusti canali. Inoltre, è assolutamente necessario avere un sito web aziendale correttamente tradotto in cinese (la conoscenza dell'inglese non è così diffusa). Ottimizzato, ovviamente, per comparire nelle prime ricerche su Baidu.  

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  Per un'ottimale strategia di comunicazione è bene affidarsi anche a influencer locali. In Cina godono di maggiore seguito e credito che in Italia. Sono visti che come dei veri e propri punti di riferimento, specialmente per le nicchie di mercato e i prodotti di maggior valore. Infine, con una cultura profondamente differente dalla nostra, in Cina si deve veicolare un messaggio allineato alla realtà locale. I cinesi hanno gusti e sensibilità diverse di cui bisogna tenere assolutamente conto. In Cina i consumatori sono più interessati allo story telling, al Brand dell'Azienda piuttosto che alle qualità del prodotto. Un discorso particolarmente valido per i prodotti Made in Italy che vengono percepiti come status symbol.  

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Salone del Mobile di Mosca: i prodotti delle Aziende italiane del settore arredo si confermano tra i più desiderati in Russia

  La 13ma edizione del Salone del mobile di Mosca, “Saloni WorldWide Moscow” è stato un successo. A dirlo sono i risultati e la soddisfazione di Claudio Luti, Presidente del Salone del Mobile. Dall’11 al 14 ottobre 2017 gli ingressi al Salone sono stati quasi 32.500, di cui oltre 18.000 operatori (+ 9,3% rispetto al 2016). Numeri che confermano quanto la manifestazione organizzata da Federlegno Arredo Eventi con la collaborazione di ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, sia la più importante sul territorio russo per quanto riguarda l’arredo e il complemento di qualità.

Salone del Mobile di Mosca: l'evento più importante del settore

Chiudiamo questa tredicesima edizione dei Saloni WorldWide Moscow con grande soddisfazione e voglia di dare seguito agli interessanti contatti che si sono attivati in questi giorni” ha dichiarato Claudio Luti, Presidente del Salone del Mobile. “È stata un’edizione molto positiva che ha segnato un evidente cambio di passo sia in termini di qualità sia in termini numerici. Importante, infatti, è stata l’affluenza di operatori specializzati, architetti e rivenditori non solo da Mosca ma da tutte le Regioni. Di grande competenza e professionalità i profili dei visitatori che hanno popolato i due padiglioni della fiera e che hanno creato occasioni di scambio commerciale con gli espositori”. https://www.youtube.com/watch?v=0QI5zq7c4tE

Salone del Mobile di Mosca: una vetrina importante per l'Italia

Tema di questa edizione del Salone del Mobile di Mosca è stato il design inteso non solo come arte e creatività, ma anche espressione di ricerca e sperimentazione. Due caratteristiche nelle quali le Aziende italiane sono sempre all’avanguardia. E al Salone del Mobile di Mosca sono state ben 231 (su un totale di 300) le aziende italiane che hanno deciso di cogliere l’opportunità di collocarsi sul mercato russo, sempre più ricettivo verso i prodotti di qualità. Sia che si tratti di pezzi classici, di design oppure luxury. Un evento nel quale l’Agenzia ICE si è impegnata a portare 120 operatori specializzati del settore, selezionati da 24 regioni della Federazione Russa e Paesi confinanti come Bielorussia e Kazakhistan, in un programma di visite e oltre 3mila incontri B2B. Come ha dichiarato Fabrizio Lucentini, Direttore Generale per l’Internazionalizzazione e la Promozione degli scambi al Ministero dello Sviluppo Economico, quello dell’arredo e design “è uno dei settori trainanti dell’export italiano. Soprattutto in questo Paese in un contesto nel quale le relazioni commerciali tra i due paesi stanno vivendo dall’inizio dell’anno un percorso di ripresa con un aumento degli interscambi superiori al 20%”.

Arredo e design: un vanto dell'Export Made in Italy

I numeri d’altra parte parlano chiaro. L'anno scorso l'italia si è confermata il secondo fornitore per l'arredo in Russia, con una quota di mercato del 24%. Il Bel Paese è preceduto solo dalla Cina con il 36%. Un trend che non deve sorprendere dato che i russi sono innamorati dell'Italia e guardano con grande favore ai prodotti nostrani. Il Made in Italy viene percepito come sinonimo di qualità e rappresenta un vero e proprio status symbol per il ceto medio. Tanto che se quest'anno molti russi hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze in Turchia per i prezzi particolarmente contenuti, l'Italia resta in assoluto una delle mete preferite.

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Stando ai dati diffusi dal Centro Studi Federlegno Arredo, nel 2016 le esportazioni italiane del settore Arredo e design hanno superato i 506 milioni di euro e la Russia è stato il settimo mercato, con oltre 226 milioni di euro nei primi sei mesi dell'anno, in crescita dello 0,2% rispetto al 2016. Un trend che infonde ottimismo, dato che anche altri settori come quello della moda sono dati in crescita, dopo gli ultimi anni di segno negativo. Per saperne di più leggi l'articolo: in crescita il settore tessile-moda in Russia.

Russia: i segnali di una ripresa ci sono

La Russia non è più l'economia trainante del 2013. O, meglio, non lo è ancora. Va detto, però, che nonostante le sanzioni ancora in essere commissionate dall'Unione Europea, l'economia russa mostra incoraggianti segni di ripresa. Se le esportazioni record dell'Italia del 2013, pari a 11 miliardi sono un miraggio, le previsioni per il 2017 parlano di 8 miliardi. In netta crescita rispetto ai 6,7 miliardi dell'anno scorso.

>> East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

In crescita, d'altra parte, è dato anche il PIL russo: le previsioni parlano di un +1,5% per il 2017. In un contesto del genere le Aziende italiane dovrebbero tornare a investire in Russia per cogliere bene e prima degli altri questi segnali di ripresa. Per farlo, però, bisogna attuare delle corrette strategie marketing e di comunicazione che tengano presente della realtà locale, profondamente diversa da quella italiana.

Cosa fare per attrarre potenziali clienti russi?

Innanzitutto è bene considerare la Russia come una realtà a parte dall'Europa. Ci sono infatti 100 milioni di utenti attivi giornalmente che possono essere raggiungi con un semplice click se si usano i giusti strumenti.  Se nel nostro Paese e nella Comunità Europea siamo soliti utilizzare social network come Facebook e Google come motore di ricerca, in Russia gli utenti hanno altre abitudini. Yandex prende il posto di Google per le ricerche. Mentre il principale social network non è Facebook ma VKontakte. E molto popolare, tra gli over 30 è anche Odnoklassniki. Attenzione, sono piattaforme digitali locali che non possono essere minimamente trascurate. Facebook viene utilizzato essenzialmente nelle città come Mosca e San Pietroburgo dai più giovani che sono abituati a viaggiare. Google è popolare solo grazie alla grandissima diffusione degli smartphone Android (l'86% del mercato). Ma recentemente l'antistrust russo ha imposto che anche sui dispositivi mobile Android gli utenti possano scegliere un motore di ricerca alternativo come Yandex oppure Mail.ru.

>> Yandex Search: in Russia sui dispositivi Android si può scegliere il motore di ricerca

Grazie a questa "rivoluzione", Yandex, il principale motore di ricerca in Russia con il 54% del mercato, vedrà rafforzarsi ulteriormente la propria leadership. Per un'Azienda sarà quindi fondamentale avere un sito ottimizzato per questo motore di ricerca se vuole farsi trovare dagli utenti russi. A questo si aggiunge che il russo è una lingua complessa e i russi hanno una cultura profondamente differente dalla nostra. Questo vuole dire che i messaggi da veicolare devono essere tradotti da personale qualificato e avere un contenuto allineato alla cultura locale.  

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Come vendere mobili in Cina? In questo articolo vedremo cosa fare per entrare nel mercato del settore arredamento in Cina che risulta uno dei mercati più interessante ed in crescita.

I cambiamenti del mercato e il bisogno di flessibilità

Il continuo aumento del potere d’acquisto della classe medio ed alta cinese ha comportato un enorme sviluppo del mercato del mobile, un settore dove l'Italia ha una leadership indiscussa a livello mondiale. Tutti i dati infatti indicano da tempo che il mercato del mobile è in forte espansione. Anche il settore interior design sta registrando un notevole incremento. E la tendenza è in indubbia e forte crescita -->(qui nostro approfondimento sul tema). In particolare, tra i prodotti d’arredamento più richiesti in Cina, si possono individuare opportunità per: 1) Arredo domestico: utilizzato nelle abitazioni delle popolazioni urbane, comprende divani, mobili per televisori, tavoli e sedie, cucine e camere da letto. 2) Arredo per hotel e altre strutture alberghiere: tavoli da ristorante e sedie, divani e mobili per le stanze degli ospiti. 3) Mobili da ufficio: scrivanie, sedie, scaffali e armadietti. 4) Mobili per enti pubblici quali scuole, ospedali, ecc.: sedie, letti, armadietti, ecc.. La rapida crescita dell’economia cinese ha creato una vasta stratificazione dei gusti dei clienti. Questo dipende non solo dal loro status sociale, ma anche da fattori quali la posizione geografica (vendere nella sofisticata Shangai non è uguale che introdursi in città di terza fascia per esempio), l’età e la presenza sugli onnipresenti social media. Questi aspetti complicano il lavoro degli importatori e dei distributori, che faticano spesso ad identificare il proprio target e aggiornare le proprie strategie anno dopo anno. Questo esercita un’enorme pressione sui rivenditori, che vengono spesso invitati ad aumentare la propria flessibilità e capacità di promuovere direttamente il brand (con modalità spesso discutibili e talvolta non trasparenti). Le classiche strategie in uso tra i punti vendita tradizionali sono d'altronde  meno efficaci e applicabili rispetto al sistema tradizionale di qualche tempo fa. Da un lato per via dei costi d’affitto degli spazi commerciali; dall’altro perché la domanda da parte dei clienti cambia molto velocemente in Cina anche e sopratutto per il rapporto con le informazioni digitali. Approfondiamo per esempio l'aspetto dell'e-commerce nel mondo mobile cinese.  

Dall' online all'offline. E viceversa.

Quali sono le diverse tipologie di e-commerce O2O? Perchè hanno una crescente popolarità sul mercato cinese? Il marketing O2O è una fusione dell’online marketing e dell’online purchasing con operazioni e consumo offline.  Ci sono diversi operatori e-commerce O2O sul territorio cinese e possono mettere in pratica questi principi in maniera molto diversa. Le strategie O2O sul mercato del mobile cinese si concentrano molto sul concetto di “soft-decor". Infatti la tradizionale attenzione dei clienti cinesi per i materiali si sta gradualmente evolvendo verso gli elementi decorativi e altri articoli (ad esempio tende, divani, illuminazione, decorazioni e articoli per la casa). Qumei è un tipico esempio di azienda produttrice di mobili e operatore e-commerce. L’azienda utilizza il proprio sito come piattaforma per le vendite, mostrando immagini di diversi prodotti e accettando ordini online. I consumatori possono anche preferire l’esperienza di acquisto offline, recandosi presso negozi veri e propri e ordinando allo stesso prezzo del prodotto online. Questo non solo permette ai marchi del settore di portare avanti le vendite e il marketing ma comporta un incremento delle vendite a breve termine, velocizzando il flusso di cassa e riducendo l’inventario. Easy home invece, ha sviluppato il suo sito per spostare i suoi negozi sul web. Si rivolge ai consumatori che sono già interessati a un brand ma preferiscono scegliere i propri prodotti online. Alcuni operatori e-commerce O2O cominciano lavorando solo online e aprono dei negozi veri e propri solo in un secondo momento. In altri termini, creano una piattaforma e-commerce per poi diventare catene di negozi. Tra questi operatori ricordiamo Meilele. Le aziende straniere sono più inclini verso modelli ibridi con una combinazione strategica di store online e showroom fisici. Una di esse è Ethnicraft Online, il concept B2C di Ethnicraft, un marchio di mobili in teak di Singapore fondata e gestita da imprenditori provenienti dal Belgio, con showroom in Cina. I consumatori possono visitare il sito, scegliere i prodotti che preferiscono, misurarne le dimensioni e ordinare online. Per i consumatori che invece vogliono vedere il prodotto dal vivo è possibile prendere appuntamento presso uno showroom. E' il cliente a scegliere le modalità che preferisce. I prodotti di Ethnicraft sono progettati dal suo team in Europa, spesso in collaborazione con designer internazionali ma la presenza online in Cina  ben  localizzata: sito in cinese, hosting locale, link ai profili social come youku e wechat. [caption id="attachment_5744" align="aligncenter" width="1350"]come vendere mobili in Cina? Negozio online come vendere mobili in Cina? Negozio online di Ethnicraft[/caption]  

Come vendere mobili in Cina: alcuni consigli

  1. Le aziende straniere devono essere consapevoli del fatto che molti acquirenti della classe media lavorano molto e potranno avere il tempo di visitare le loro showroom solo nei giorni festivi o in orali serali. Ricercare informazioni online diventa quindi un'ottimizzazione del tempo prezioso.
  2. È bene puntare alle visite da parte delle famiglie più giovani (la fetta più consistente ed aperta del mercato), magari attivando uno spazio per bambini all’interno della showroom. Saranno più concentrati nella scelta dei mobili.
  3. Il marketing online viene principalmente svolto su motori di ricerca e piattaforme quali Google e Facebook, ma nel caso della Cina cambia tutto. Le piattaforme da considerare per il nostro target sono Baidu, Weibo, QQ, WeChat ecc.. E mentre in altri paesi orientali è possibile comunicare in inglese, in Cina è necessario tradurre e localizzare i propri contenuti.
  4. Un sito aziendale deve essere tradotto in due lingue (inglese e cinese). Il cinese dev'essere quello semplificato, tradizionale per alcune zone ma è un plus. Attenzione al naming: talvolta è utile utilizzare un nome cinese per la propria azienda, in ogni caso controllare che il vostro nome sia facile da pronunciare e che non abbia assonanze buffe o negative.
  5. Social, E-magazine, e-commerce, vetrine fisiche e gestione degli eventi devono far parte della stessa strategia, e i clienti devono essere trattati come membri di un club esclusivo se si vogliono trattare prodotti di lusso.
I marchi di mobili più tradizionali, che sono soliti vendere i propri prodotti tramite distributori, negozi specializzati e catene, o tramite grandi saloni del mobile, possono avere alcune difficoltà nel passare all’O2O. Questo avviene molto spesso perché considerano l’e-commerce come fosse una tattica stand-alone. Bisogna invece applicare una nuova marketing strategy. Ormai il coinvolgimento del cliente tramite i media e la pianificazione di eventi è alla base del brand management. Per questo è necessario adottare uno storytelling che aggiunga valore ai prodotti venduti. E che sia chinese friendly, consapevole del differente background culturale cinese (LEGGI QUI L'APPROFONDIMENTO SULL'APPROCIO CULTURALE). Può sembrare ovvio ma è importante che i rivenditori comprendano appieno il valore dei prodotti commercializzati. Bisogna perciò individuare la reale natura di questo valore con un investimento capace di valorizzare ciò che si va poi a vendere. [caption id="attachment_5028" align="aligncenter" width="640"] Visitatori cinesi alla Prima edizione del Salone del Mobile di Milano a Shangai[/caption]

Le categorie da individuare

Per capire come vendere mobili italiani in Cina, ci è utile sapere i prodotti di lusso possono essere divisi in tre grandi famiglie: a) Mobili classici. Questa categoria di prodotti ha il suo maggiore target di riferimento tra i consumatori di mezza età e geograficamente nelle città di seconda o terza fascia. Molti di loro sono diventati ricchi perché si sono trovati al posto giusto al momento giusto, spesso privi di esperienze internazionali e di laurea, e vengono definiti Tuhao [土豪]. I prodotti classici devono essere venduti mostrando sopratutto  l’utilizzo di materiali pregiati e dell’approccio artigianale alla produzione. I clienti di questa categoria valutano il prodotto sì in base all’estetica o al comfort ma sopratutto ai materiali utilizzati e all'esclusività piuttosto che tempo impiegato per la produzione. È come se dicessero “vediamo quante ore di lavoro di un artigiano straniero posso permettermi di acquistare”. Per questo genere di prodotti è fondamentale quindi specificare l’esclusività dei materiali utilizzati e il processo di produzione. b) Mobili alla moda. Questo genere di prodotti è molto popolare tra le persone dai 35 anni in su. Si tratta di uomini e donne d’affari di successo che vogliono entrare a far parte di una community esclusiva. E' un target che ha raggiunto la stabilità economica e ritengono di dover migliorare i propri gusti e la qualità della loro vita anche nel contesto casalingo. Ecco perché considerano l’acquisto di mobili prodotti da marchi di lusso e di moda. Non importa se questi brand sono noti solo per i propri abiti e accessori. Sensibili ad eventi sociali a cui partecipano spesso, seguono bloggers, attivi sui social media, attenti ai grandi eventi internazionali. c) Mobili di design. Anche se molto popolari in occidente, non sono così facili da vendere perchè hanno ancora una nicchia ristretta. La cultura del design è appena sbarcata in Cina e i clienti non sono sempre pronti per questi prodotti. Bisogna spiegare in maniera più articolata spiegando la storia di ogni singolo progetto, del designer, la storia e chi lo promuove. I cinesi hanno riscoperto la creatività, tuttavia non sono disposti a spendere i propri soldi per prodotti che non comprendono, realizzati da marchi che non hanno mai sentito nominare. In generale per avere risultati serve quindi spiegare e far comprendere. Bisogna organizzare il proprio spazio espositivo come un museo, illustrando la storia che c’è dietro ogni prodotto, la ricerca sui materiali e gli aspetti che vengono espressi dalle forme e dai colori. I clienti più giovani e colti che hanno fatto esperienze all’estero potrebbero essere quelli più inclini all’acquisto di questi prodotti. Questa fascia di consumatori, ancora di nicchia ma in crescita, è quella più attenta alle tendenze, seguono online tramite blogger e social.  Mettono in conto di visitare i grandi eventi internazionali, sono disposti a spendere grandi cifre una volta convinti della bontà dell'offerta. Un target molto ricettivo.  

I Cinesi ed il mobile Italiano

Abbiamo visto come vendere mobili in Cina, ma quali sono le prospettive per gli arredi prodotti nel Bel Paese? Dal rapporto del 2015 dell’ICE appare evidente che ai cinesi piace lo stile italiano. Infatti dall’Italia la Cina importa la percentuale maggiore di mobili di fascia alta. L’Italia è il primo partner esportatore di arredo in Cina, con il 15% di share dei 1.537 milioni di euro di import. E il flusso è in costante crescita, con un +19% nel 2015, con circa 270 milioni di euro. Crescono sopratutto gli imbottiti, cucine, camere da letto e sistemi, tutti con un tasso di crescita sopra il 30% (elaborazioni del Centro Studi Federlegno Arredo Eventi su dati Istat). E i tassi di crescita sono addirittura più rosei nei prossimi anni (Leggi QUI articolo al riguardo). Il Made in Italy è molto apprezzato in Cina e nel settore mobile il nostro Paese è indiscusso leader mondiale. Il Salone del Mobile, meta stabile del mondo design internazionale nella sua tappa di Milano, è un accesso privilegiato. I dati sono tutti positivi, grazie anche al gioco di squadra che sta portando avanti. In questo senso il Salone del Mobile è ha inaugurato la sua tappa a Shangai nel 2016 e confermato la seconda edizione nel 2017. L'inizio di un percorso che può davvero esaltare l'export delle aziende italiane. >> Leggi anche - Salone del Mobile: cinesi innamorati dell’arredo Made in Italy  Ci sono e ci saranno davvero grandi opportunità da sfruttare per quelle aziende che sapranno adattarsi al mercato cinese proponendo sia prodotti pensati per la nuova classe medio alta cinese sia comprendendo le dinamiche di marketing locale per fare breccia nell'interesse del target cinese.  

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Un successo annunciato per l' arredamento italiano. Con oltre 343.000 presenze in sei giorni provenienti da 165 paesi, anche quest'anno il Salone del Mobile di Milano ha confermato l'alto gradimento. Lo dicono i numeri: le presenze sono cresciute del 10% rispetto all’edizione 2015 che aveva le medesime biennali, dedicate a luce e ufficio. “Un momento unico – ha commentato Claudio Luti, presidente del Salone – in cui cultura e sistema industriale diventano punto di riferimento internazionale e modello virtuoso di una Italia che funziona”. Il Salone del Mobile di Milano è nato nel 1961 per promuovere le esportazioni italiane di mobili in tutto il mondo. E ancora oggi si conferma quindi un appuntamento fondamentale per il settore dell’arredamento. Tanto più che oggi a mercati “storici” come Francia, Germania, Inghilterra e Usa si affianca anche la Cina. Un paese, la Cina, dove le aziende italiane hanno ancora grandi opportunità di sviluppo del proprio business. Nei primi otto mesi del 2016 le vendite dei mobili Made in Italy sono cresciute del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E dal 2012 al 2014 la fascia alta del mercato è cresciuta del 26% raggiungendo i 7,5 miliardi di euro. Proprio quella dove si collocano i prodotti Made in Italy del settore. L’Italia è il primo partner per l’arredamento della Cina, con quota di mercato del 15% sul totale delle importazioni cinesi.

Cinesi sempre più interessati all'arredamento

Proprio per promuovere l’arredamento Made in Italy in Cina, l’anno scorso si è tenuta la prima edizione del Salone del Mobile.Milano Shanghai. Un evento che ha coinvolto 56 aziende italiane e in tre giorni ha registrato 20.750 presenze. Provenienti dalle regioni di prima fascia della Cina e da quelle centrali, a forte tasso di sviluppo. L’appuntamento per quest’anno è dal 23 al 25 novembre. Un Salone che ha gettato le basi per un nuovo ponte commerciale e culturale tra l’Italia e la Cina. Dal quale ci si attendono rapidi sviluppi nel breve e medio periodo. Specialmente in un momento storico nel quale la Cina si sta sempre più avvicinando all’occidente per gusti e stile di vita. E' quanto emerge dal China Consumer Report 2016 stilato da McKinsey&Company. A dare una spinta in questa direzione sono anche le scelte macroeconomiche volute e annunciate nel piano quinquennale 2015-2020 dal presidente Xi Jinping. La Cina si propone di aumentare la crescita del reddito pro capite di almeno il 6,5% l’anno (nel 2015 è stata del 7,4%). L'obiettivo è passare da un modello industriale votato alle esportazioni a un più equilibrato fondato sulla domanda interna.

Un mercato complesso, ma dalle grandi opportunità

Gli ingredienti per una rapida e continua crescita degli acquisti ci sono tutti. Ma le aziende italiane non devono sottovalutare le barriere all’ingresso che possono incontrare. La Cina è un mercato molto complesso e competitivo da approcciare, che richiede una profonda conoscenza delle dinamiche interne. Nel settore dell’ arredamento i principali canali di distribuzione sono quelli tradizionali: flagship store, showroom e catene di arredo. Ma nell’ultimo periodo si è assistita una grande crescita dei siti e-commerce: permettono di raggiungere i consumatori cinesi anche se non si ha una vera e propria presenza fisica in Cina. (LEGGI QUI ARTICOLO: COME VENDERE MOBILI IN CINA) Per cogliere le grandi opportunità commerciali che la Cina offre, le aziende italiane devono avere una precisa e mirata strategia marketing. Fondamentale sono il posizionamento sul mercato e la capacità di promozione grazie ai canali digitali. [caption id="attachment_5554" align="aligncenter" width="1024"] Alcune foto dal Salone del Mobile condivise dagli utenti sul social network cinese Weibo.[/caption]

Arredamento: per raggiungere i consumatori la parola chiave è "digital"

A differenza di quanto si possa pensare, la Cina è un paese altamente avanzato dal punto di vista digitale. Ci sono oltre 730 milioni di utenti su una popolazione di 1,4 miliardi di persone. In pratica un cinese su due quotidianamente naviga, chatta e finalizza acquisti online. Ma lo fa in maniera un po' differente rispetto alla nostra. Come evidenziato da alcuni studi di McKinsey & Company, inoltre i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano i principali punti di contatto con le aziende nel web: sito internet, social network e key opinion leader. Se non ci sei perdi circa il 76% del potenziale, sempre secondo la rinomata ricerca. La cultura profondamente diversa da quella occidentale e l’utilizzo di evolute piattaforme locali, impone però di sviluppare una specifica strategia marketing digitale. Un approccio glocal. Il messaggio da veicolare deve essere differente, dal naming ai contenuti alla grafica come agli strumenti da utilizzare: in Cina WeChat e Weibo prendono il posto di Facebook. Per quanto riguarda i motori di ricerca Baidu sostituisce Google. Senza dimenticare, infine, che influencer e blogger hanno una credibilità maggiore che da noi in Italia.  Sono assolutamente fondamentali per il posizionamento di un prodotto e la brand awareness. Una modalità che aiuta ad arrivare sul mercato con un impatto forte se utilizzato in maniera efficace.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA….–>  info@east-media.net  
Con il Salone del Mobile in programma dal 4 al 9 aprile Milano torna a essere la capitale mondiale dell'arredo e del design. Un evento nato nell’ormai lontano 1961 per promuovere le esportazioni italiane di mobili e dei suoi complementi che sempre più richiama l’attenzione del pubblico internazionale. Tra i tanti visitatori attesi non mancano i cinesi, sempre più interessati ai prodotti di design italiani. Un paese, la Cina, che offre grandi opportunità per tutte le aziende del settore arredo.

Settore del mobile: Italia prima in Europa

L'Italia è al primo posto in Europa nel settore del mobile. Una leadership determinata da due fattori chiavi. Innanzitutto, due delle tre principali regioni produttrici di mobili dell’Unione Europea sono italiane: Veneto e Lombardia. Tra le prime 15 regioni europee produttrici di mobili ben 5 sono italiane (alle citate regioni si aggiungono anche Marche, Friuli e Toscana). Secondo, come emerge dai dati Eurostat, le aziende italiane dell’industria del mobile sono al primo posto in Europa per investimenti in ricerca e sviluppo con 56,4 milioni di euro, contro i 44,6 di quelle inglesi, 39,9 tedesche e 17,5 francesi.

Arredo Made in Italy: la Cina è il mercato sul quale investire

Francia, Germania, Inghilterra e USA sono i principali mercati per il settore arredo italiano, ma la Cina è quello con il maggiore potenziale di crescita.  Nei primi otto mesi del 2016 le vendite dei mobili Made in Italy sono cresciute del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Una conferma che la Cina sia un mercato fondamentale per le aziende italiane emerge dai trend di questi ultimi anni. Dal 2012 al 2014 la fascia alta del mercato, quella dove si inseriscono i prodotti Made in Italy, è cresciuta del 26% raggiungendo 7,5 miliardi di euro. Una crescita che le previsioni danno costante e superiore a quella dell’arredo di fascia media e bassa.

I cinesi apprezzano i mobili arredo Made in Italy

Come emerge dal rapporto del 2015 stilato dall’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con una quota di circa il 20% delle importazioni di mobili arredo in Cina, l’Italia è il principale paese nella fascia alta del mercato. Ma le attuali importazioni e la produzione interna ancora non soddisfa completamente la domanda del mercato cinese: ci sono grandi opportunità per le aziende italiane. Bisogna infatti considerare che in generale i consumatori cinesi hanno una grande reputazione per i prodotti Made in Italy. Un atteggiamento positivo che si ritrova anche verso quelli dell’arredo, ritenuti ai vertici del proprio settore per design e qualità.

Salone del Mobile di Milano a Shanghai, pronti per il bis

Per promuovere in Cina i mobili arredo italiani, l’anno scorso si è tenuta la prima edizione del Salone del Mobile di Milano. Shanghai che ha portato al Shanghai Exhibition Center il meglio della produzione del Made in Italy per arredo e design. Un evento che ha coinvolto 56 aziende premium italiane e registrato grande successo e interesse: 20.750 presenze, provenienti dalle Regioni di prima fascia della Cina e da quelle centrali a forte tasso di sviluppo, come ad esempio Sichuan, Hubei e Henan. Quest’anno si replicherà dal 23 al 25 novembre.  

Settore arredo: come raggiungere i consumatori cinesi

Se i cinesi apprezzano i mobili italiani, spesso per le aziende italiane non è facile raggiungerli. La Cina è un mercato con diverse barriere all’ingresso, caratterizzato da dinamiche interne che richiedono strategie marketing e commerciali specifiche. Nel settore arredo i principali canali di distribuzione sono flagship store, showroom e catene di arredo. Ma negli ultimi anni si è assistito a una grande crescita dei siti e-commerce sia per quanto riguarda i volumi di vendite, sia per la loro importanza quale punto di congiunzione tra mondo online e offline. (LEGGI NOSTRO ARTICOLO COME VENDERE MOBILI IN CINA) [caption id="attachment_5519" align="aligncenter" width="1024"] Una pagina dedicata ai mobili di arredo su Tmall, uno dei principali siti e-commerce cinesi.[/caption]

Le strategie di comunicazione da adottare

In un mercato dalle grandi opportunità ma anche altamente competitivo come quello cinese, il successo di un’azienda è direttamente proporzionale alla sua capacità di promozione. Anche nel settore dell’arredo è fondamentale che un’azienda lavori sulla propria brand awareness informando i consumatori cinesi con una mirata strategia di comunicazione che miri a un adeguato posizionamento sul mercato attraverso i canali digitali. La Cina è il Paese con il più alto numero di utenti digitali (oltre 730 milioni) e come evidenziano gli studi condotti da McKinsey & Company, i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali. Ricordiamo che i più popolari social network occidentali come Facebook e Twitter in Cina lasciano il posto ad avanzate ed usatissime piattaforme locali come Weibo e WeChat. Mentre gli influencer come i KOL godono di un seguito e di una credibilità maggiore che da noi in Italia: visti come punti di riferimento per nicchie di mercato importanti, influenzano fortemente l’impatto e il posizionamento di un prodotto.
>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
I numeri parlano chiaro: in Cina dal 2007 al 2013 gli acquisti di arredo Made in Italy sono cresciuti del 175% e, secondo le previsioni, nei prossimi 6 anni la richiesta di mobili di alta fascia crescerà del 70%. Trend positivi confermati anche dal successo riscosso dal primo Salone del Mobile.Milano Shanghai, dello scorso 19-21 novembre. Per cogliere tutte le opportunità che il mercato cinese offre alle aziende italiane del settore arredo, FederlegnoArredo ha avviato il “Progetto Cina – Club Made in Italy”. Un percorso formativo rivolto ai suoi iscritti e realizzato in collaborazione con la Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina. (SCARICA l’estratto “Il boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina) Giovedì 15 dicembre si terrà a Milano presso Foro Bonaparte 65 il seminario conclusivo del 2016 e saremo presenti anche noi. Tra i diversi formatori ci sarà anche East Media con  Emanuele Vitali, Marketing Manager, avrà il compito di illustrare gli aspetti legati alla comunicazione in Cina. Un Paese con il più alto numero di utenti digitali (oltre 700 milioni), ma caratterizzato da specifiche peculiarità sia per il background culturale molto differente che a livello digitale: gli utenti cinesi utilizzano avanzate piattaforme e motori di ricerca locali come Baidu, Weibo e WeChat al posto degli occidentali Google, Facebook e Twitter. E hanno un modo di recepire e valutare le informazioni completamente diverso dal nostro.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Al mattino dalle ore 10 alle 12 ci saranno due eventi in contemporanea. Da una parte, chi già iscritto al “Progetto Cina – Club Made in Italy” potrà accedere a degli incontri one-to-one con il team di esperti. Dall’atra, Francesco Boggio Ferraris, Direttore della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina, fornirà agli ospiti delle “pillole” di cultura cinese, fondamentali per comprendere una realtà molto differente da quella occidentale, per capire come approciare con successo il business sul mercato cinese.   progetto_cina_club_mda_in_italy_relatori Dalle 12 alle 13.15, la mattina continuerà con i saluti e l’avvio dei lavori da parte di Giovanni De Ponti, Ad Federlegno Arredo Eventi e Direttore Generale FederlegnoArredo. Seguiranno l’intervento di Roberto Cuneo, Responsabile Ufficio Promozione Internazionale FLA Eventi che presenterà le novità per il 2017 e una rassegna stampa sui principali temi legati alla Cina, curata da Marco Del Corona, giornalista de Il Corriere della Sera, moderato da Francesco Boggio Ferraris. I lavori riprenderanno nel pomeriggio con due appuntamenti. Dalle 14.15 alle 15.15 Emanuele Vitali parlerà di comunicazione digital & social in Cina. Dalle 15.15 alle 16.00 con Giovanni Giacobone, Senior Associate, si intavolerà una discussione sul design italiano in Cina, partendo dalle esperienze maturate da Progetto CMR, società specializzata nella progettazione integrata. >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Le aspettative erano alte e non sono state smentite: il primo Salone del Mobile.Milano Shanghai è stato un successo. Secondo gli organizzatori, dal 19 al 21 novembre scorsi sono state oltre 20.750 le presenze al Shanghai Exhibition Center. Un evento che ha mostrato in Cina il meglio della produzione del Made in Italy dell’arredo e del design e permesso alle Aziende italiane di confrontarsi direttamente con un mercato dalle grandi opportunità, seppur altamente competitivo con dinamiche molto diverse che richiedono di essere approcciato nella maniera corretta. - LEGGI L'APPRFONDIMENTO: COME VENDERE I MOBILI ITALIANI IN CINA - Un Salone che ha gettato le basi per un nuovo ponte commerciale e culturale tra l’Italia e la Cina dal quale ci si attendono rapidi sviluppi nel breve e medio periodo. Specialmente alla luce del fatto che il Salone del Mobile.Milano Shanghai non è stata una semplice esposizione della produzione italiana, ma anche una tre giorni di scambio culturale e relazioni, dove sono emersi alcuni punti sui quali le Aziende italiane devono investire per riuscire a promuoversi in maniera realmente efficace. [caption id="attachment_5020" align="aligncenter" width="990"]salone-del-mobile-milano-shanghai Presentazione ufficiale del Salone del Mobile Milano a Shangai[/caption] Come sottolinea Ilaria Niccoli, brand consultant di East Media e Project Leader di IDI (Italian Designed Innovation) “il design italiano ha un approccio poetico che emerge dalla cultura umanistica intrinsecamente e imprescindibilmente legata al nostro sapere. Oltre a puntare sulla maestria e qualità manifatturiera, per avere successo in Cina le Aziende italiane dovrebbero sottolineare quanto la cultura del progetto guidi e renda unico il loro prodotto, differenziandolo, ad esempio, da quello inglese, nord europeo o coreano”. In occasione del Salone del Mobile.Milano Shanghai molte aziende hanno presentato dei prodotti in linea con la cultura locale. In particolare tavoli rotondi (a volte girevoli) vicini alla cultura e usanze cinesi. Mentre differente è stato l’approccio a livello di comunicazione: alcune hanno evidenziato l’italianità, come Edra che ha rivestito lo spazio con immagini rinascimentali. Altre, come Kohro, hanno preferito puntare sull'ambientazione dei propri prodotti su sfondi tipicamente cinesi. In molti casi, però, si è avvertita la sensazione che ci fosse un generale timore di essere copiati. “Molte Aziendeprecisa Ilaria Niccolihanno proposto pezzi classici in linea con i gusti cinesi, spesso mantenendo un basso profilo, senza alcuna innovazione, né dal punto di vista di prodotti presentati né tanto meno di allestimenti. Forse il freno è stato il timore di essere copiati, ed è un vero peccato perché così facendo non hanno potuto mostrare completamente le proprie potenzialità. Tuttavia, il fruitore che acquista il design Made in Italy non è lo stesso che si accontenterebbe di una copia di scarsa qualità”. [caption id="attachment_5025" align="aligncenter" width="899"]salone-del-mobile-shanghai-wechat La pagina iniziale dell'account ufficiale del Salone del Mobile.Milano Shanghai su WeChat[/caption]

IMPORTANTE LAVORARE ONLINE E SULLA BRAND AWARENESS

Un timore che può essere superato lavorando sulla brand awareness e informando i consumatori cinesi con una mirata strategia di comunicazione che miri al posizionamento adeguato sul mercato, una comunicazione che deve passare necessariamente anche per i canali digitali. La Cina è il Paese con il più alto numero di utenti digitali (oltre 700 milioni) e come evidenziano gli studi condotti da McKinsey & Company, i consumatori cinesi di lusso nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le Aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali. Ricordiamo che i più popolari social network occidentali come Facebook e Twitter in Cina lasciano il posto ad avanzate ed usatissime piattaforme locali come Weibo e WeChat. Mentre gli influencer come i KOL godono di un seguito e di una credibilità maggiore che da noi in Italia: visti come punti di riferimento per nicchie di mercato importanti, influenzano fortemente l’impatto e il posizionamento di un prodotto e di un Brand su un mercato complesso e sfaccettato come quello cinese. Anche se può apparire scontato, forma e contenuto della comunicazione devono essere allineate alle tendenze e ai gusti dei cinesi. Questo impone, per esempio, che il sito web di un’Azienda sia scritto in cinese (la conoscenza dell’inglese non è ancora molto diffusa), ottimizzato per il motore di ricerca locale Baidu e avere un’interfaccia dalla grafica vivace e con una ricchezza di contenuti. Inoltre non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale che influisce sul messaggio da veicolare: c’è una diversa sensibilità verso determinati argomenti e differente anche il modo di relazionarsi alle fonti di informazione. In Cina gli utenti sono ancora più interessati allo story telling, al brand dell’azienda piuttosto che alle qualità del prodotto. Specialmente per quanto riguarda i prodotti Made in Italy che vengono percepiti come status symbol. Per approfondire alcuni argomenti vi consigliamo la lettura di queste breve guide che abbiamo pubblicato online: >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Le opportunità per il settore mobile italiano in cina sono note a tanti, spesso però manca la consapevolezza dei numeri, delle prospettive strategiche e delle necessità di un approccio di Comunicazione che sia adeguato ad un mercato molto diverso dal nostro. mobile cina Il successo del recente Salone del Mobile di Milano ha confermato il grande potenziale economico che ha il settore dell’Arredamento italiano in Cina.     L’Italia è il primo partner esportatore di arredo in Cina, con il 15% di share dei 1.537 milioni di euro di import. E il flusso è in costante crescita, con una forte crescita del 19% nel 2015, con circa 270 milioni di euro. Crescono gli imbottiti, cucine, camere da letto e sistemi, tutti sopra il 30% (elaborazioni del Centro Studi Federlegno Arredo Eventi su dati Istat).   Non male... Ma è un dato ancora più interessante se vediamo le previsioni nei prossimi 3 anni. Tenetevi forte. E pensate bene dove pianificare i vostri investimenti.   Entro il 2019 la crescita sarà addirittura del 40%.  Quaranta per cento di crescita. Sì avete letto bene.   Un mercato molto stimolante, con grande potenziale, ma difficile da approcciare senza la consapevolezza di una cultura e modalità molto diverse a cui siamo abituati in Italia. [caption id="" align="aligncenter" width="500"] Inaugurazione flagshipstore Scavolini a Zhongshan[/caption]   La richiesta di prodotto di qualità italiana c’è, è forte, è evidente. Ma è anche altrettanto evidente come spesso la domanda dei consumatori cinesi e l'offerta delle aziende italiane fatica ad incontrarsi. E' necessaria, infatti, di una comprensione dei giusti approcci culturali, della conoscenza di come gli utenti cinesi si informano, valutano, acquistano. Non sempre viene fatto. Per esempio, sono molto più legati al digitale: ben 3 dei primi 5 punti di contatto più influenti nel processo di acquisto dei consumatori cinesi sono digitali e ben l’80% delle vendite sono influenzate dalle attività Digital (Studio Mckinsey). Spesso le aziende italiane trascurano questi aspetti che sono invece fondamentali per rassicurare e incrementare le vendite in Cina. 80% è una percentuale da tenere bene in mente nella pianificazione in Cina. Non sono dettagli, è la base del successo in Cina.   Non avere un sito in Cinese, per esempio, non è accettabile, un sito che ci mette un minuto ad aprire o non è responsive non è accettabile in un mondo come quello cinese dove tutto è dinamico, veloce, digitale. E cosa dire se un brand che vende eccellenza, che vende ad un prezzo importante, poi ha un’immagine inesistente su Baidu o su Weibo piuttosto che Wechat, utilizzato dal 98% dei cinesi che hanno uno smartphone? Secondo voi è credibile agli occhi del consumatore cinese che vi deve comprare?   Il 40% di crescita nei prossimi 3 anni è un’opportunità davvero importante. Vale sicuramente lo sforzo di approciarsi in maniera adeguata, partendo dalla base che l'80% delle vendite in Cina sono influenzate dalle attività Digital. Siete sicuri di fare tutte le azioni necessarie per sfruttare il trend delle opportunità sul mercato cinese? Buon business! Emanuele Vitali   Vuoi rimanere aggiornato o maggior info? Per rimanere aggiornati ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER , seguici su FACEBOOK o per maggiori informazioni scrivimi direttamente a e.vitali@east-media.net