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EAST MEDIA entra nella TRIBOO

Nell’ottica di crescita e rafforzamento del proprio posizionamento sul mercato, East Media entra nel gruppo Triboo. Prima azienda italiana specializzata nel digital marketing in Cina, Corea del Sud e Russia, East Media ha ceduto una quota di partecipazione del proprio capitale sociale alla digital-factory creata da Giulio Corno, attiva a livello internazionale nel settore dell’e-commerce e dell’Advertising Digitale.   L’operazione, fortemente voluta da entrambe le parti, permette a East Media e al gruppo Triboo di integrare e ampliare ulteriormente i rispettivi servizi offerti per tutte le aziende interessate a espandersi in mercati oggi strategici come Cina, Corea del Sud e Russia.   Ai servizi attualmente erogati da East Media, basati su una competenza riconosciuta nell’interpretare e gestire lo scenario locale grazie a un team multietnico di professionisti, si aggiungono le competenze e le esclusive partnership che hanno reso il gruppo Triboo un big player nel settore digitale con focus sull’internazionalizzazione.   Nell’ambito degli accordi relativi all’operazione East Media continuerà a essere gestita dai soci fondatori. Alla guida della Società resteranno Mauro Comendulli in qualità di Amministratore Delegato ed Emanuele Vitali nel ruolo di Managing Director.    Come dichiarato da Mauro Comendulli, “grazie a questa unione, East Media e Triboo possono dare un supporto davvero completo alle aziende e ai brand interessati ad approcciare mercati dal grande potenziale come Cina, Russia e Corea del Sud. Da oggi ampliamo decisamente il raggio d’azione in Asia". Un pensiero condiviso da Emanuele Vitali: "Oltre ai servizi garantiti dalle partnership con le principali piattaforme cinesi come Baidu, Weibo e WeChat possiamo offrire un servizio diretto su Tmall, l’e-commerce del gruppo Alibaba, grazie alla certificazione di Triboo Shanghai quale unico ‘Tmall partner’ italiano con sede cinese. Sul fronte Russia, invece, rafforziamo ulteriormente i rapporti in esclusiva che abbiamo con Yandex e VKontakte. Contiamo di essere ancora più partner strategici per i nostri clienti”.   Per saperne di più –> scarica il comunicato ufficiale   mini-program

Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.

Corea del Sud: come raggiungere consumatori sempre più esigenti

  Tra i mercati che si sono espansi negli ultimi anni, oggi un ruolo molto importante nello scenario internazionale l’ha ritagliato per sé la Corea del Sud, arrivata a rivestire la dodicesima posizione tra le economie mondiali e la quarta in Asia. Con una popolazione di circa 50 milioni abitanti e un modello di sviluppo pienamente avviato, la Corea del Sud è sicuramente un interessante target per le imprese.    

Un paese ad alto tasso di innovazione

A rendere la Corea del Sud un mercato così prolifico sono diversi fattori – primo fra tutti il tasso di innovazione. Come sottolineato da Bloomberg (2018) in occasione della pubblicazione del suo rating relativo all’innovazione dei mercati, la Corea del Sud è l' economia più innovativa. Un’etichetta che le imprese che stanno valutando l'internazionalizzazione nel paese devono tenere in considerazione. Nel Bloomberg’s 2018 Innovation Index, la Corea del Sud è apparsa in cima alla lista per il quinto anno di seguito, con un punteggio di 89.28 su 100, seguita da Svezia (84.70) e Singapore (83.05). E' al primo posto dal 2014. Sin dall’anno scorso, la Corea del Sud è stata leader per richiesta di brevetti e impegno nel finanziamento di Ricerca e Sviluppo, e terza per efficienza nella formazione.  

Ventunesima nel ranking della produttività

Quest’anno, nel ranking relativo alla produttività è arrivata al ventunesimo posto. Un salto piuttosto consistente se si pensa che nel 2017 si era guadagnata “solo” la trentaduesima posizione. Secondo Bloomberg le ragioni di una tale tendenza sono da far risalire alla natura delle imprese coreane, molto attive nella richiesta di brevetti e nell’investimento in Ricerca e Sviluppo.  

Corea del Sud

 

Il consumatore in Corea del Sud

Al di là del modello economico strettamente basato sull’innovazione, esistono diverse altre ragioni per cui le imprese dovrebbero considerare il mercato della Corea del Sud. Tra queste, il boom dei consumi interni che si sta verificando nel paese. Sono sempre più numerosi i consumatori disposti a spendere per prodotti di marca e in grado di apprezzare quelli stranieri. Volendo tratteggiare il ritratto del comportamento di consumo in Corea del Sud, emerge evidentemente che le pratiche dei consumatori si sono sviluppate seguendo le dinamiche occidentali.  

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  “I consumatori sud-coreani oggi tendono a valorizzare sempre più aspetti secondari rispetto agli attributi primari e strettamente connessi al prodotto in sé. Come il brand name e l’assistenza post-acquisto. I marchi sono considerati rappresentativi per il consumatore, un’indicazione dello status sociale.” - Ha spiegato Jiyoung Park, Marketing Strategist Corea di East Media. In questo senso, le donne benestanti sono state un tradizionale core market per i brand di lusso, ma anche gli uomini stanno emergendo sempre di più come target interessante.  

Potere e intenzioni d'acquisto del consumatore sud-coreano

Relativamente al potere e alle intenzioni di acquisto, è da evidenziare che sempre più consumatori hanno reddito medio-alto. Con la conseguenza di una maggiore sofisticazione nei gusti, orientati verso prodotti del segmento high-end. In particolare, vengono sempre più preferiti i prodotti stranieri, che oltre ad avere un fascino esotico sono molto spesso anche più convenienti in termini di prezzo. Tra le categorie di prodotti importati preferite, ci sono la cura della salute (20,8%), i cosmetici (12,2%), i vestiti (11,6%), prodotti di elettronica (9%). Questi ultimi aumentati del 80% rispetto al 2017. Sempre più materialisti, “i sud-coreani aspirano ad uno stile di vita che mostri il loro benessere economico e che viene incentivato e pubblicizzato dai media. Il denaro è un simbolo di successo ed è utilizzato per acquistare prodotti che diano visibilità all’universo simbolico e valoriale cui sono legati. Non conoscere le ultime tendenze e rispettarle è considerato in maniera molto negativa. I consumatori che non badano a queste genere di questioni vengono spesso considerati negligenti o senza gusto.”  - Ha spiegato Jiyoung.  

La consumer journey in Corea del Sud

La consumer journey dei consumatori sud-coreani inizia online: amanti della tecnologia, sono abituati a ricercare informazioni online prima dell’acquisto. Soprattutto tramite i Social Media. È inoltre da evidenziare una crescente tendenza allo shopping online. Avviene direttamente dal sito delle aziende (soprattutto se straniere), in modo tale da permettere ai consumatori finali di risparmiare denaro. Molti di loro si dichiarano disposti ad aspettare anche due settimane un prodotto pur di avere un prezzo minore. Perciò è evidente che nonostante l’aumento dei redditi il criterio della convenienza rimanga un punto fisso per la popolazione della Corea del Sud.  

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    Infine, tra i settori in crescita e che interessano sempre di più i consumatori sono da ricordare servizi di educazione e formazione, prodotti per la salute della persona, complementi d’arredo, software per computer, dispositivi medici, farmaceutici, beni di lusso e abbigliamento, viaggi e turismo.    

Raggiungere il mercato coreano, offline e online

Il primo passo nel processo di internazionalizzazione dei mercati esteri è sempre la scelta del paese. Prima di affrontare questa decisione, è necessario andare per gradi. Considerando tutti gli aspetti che possono intaccare le azioni e l’operato del proprio business.  

Lo studio del mercato

In primo luogo, è necessario investire tempo e risorse per analizzare lo scenario di mercato. Uno studio approfondito non soltanto del macro-ambiente di marketing, ma anche del settore specifico dell’impresa. In modo tale da poter considerare ogni aspetto relativo all’internazionalizzazione. L’analisi deve poter identificare punti di forza e debolezza per l’impresa, che andrà a considerare la competizione del mercato, le strategie da adottare e in grado di aggiungere valore al proprio operato, ma anche le barriere che potrebbero rendere più complesso l’ingresso nel paese. Successivamente, posto il grado di interesse verso il nuovo mercato target, il brand deve iniziare a comunicare il proprio universo valoriale, prodotto o servizio. Sia online che offline.  

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Sfruttare i canali media

In questo senso è molto importante conoscere ogni mezzo che è possibile utilizzare nel mercato. Per quanto riguarda lo scenario relativo ai motori di ricerca sebbene Google sia presente, il motore di ricerca più utilizzato in Corea del Sud è Naver, che conta l’80% circa delle quote di mercato. In seguito alla penetrazione degli smartphone Android tra i consumatori, Google ha vissuto una crescita del 200% durante il 2017 (è il motore di ricerca comunemente installato nel sistema Android). Ma anche sui telefonini e tablet a dettare legge tra i coreani è sempre Naver che grazie alla app mobile propone tutte quelle funzionalità alle quali siamo abituati in occidente con Google.     [caption id="attachment_8061" align="aligncenter" width="665"]Corea del Sud Emanuele Vitali, managing director East Media, nella “Green Factory”, Headquarter di Seongnam di Naver[/caption]    

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  Il futuro dei motori di ricerca si sta preparando a cambiare. Ci si sta muovendo sempre di più un approccio cosiddetto multi-piattaforma. All’inserimento di una qualsiasi parola chiave l’utente è introdotto a diversi tipi di piattaforma, blog, video, multimedia, definizioni accademiche che siano in grado di garantirgli una risposta migliore. Le imprese nel 2018 devono muoversi da un contenuto stanziale a media più creativi, che catturino le necessità del consumatore. Attrarre e ingaggiare gli utenti è l’obiettivo della SEO, che è destinata a diventare una sfera ancora più competitiva in Corea del Sud. Con più di 47 milioni di utenti connessi, la Corea del Sud è il paese leader del mondo per connettività di internet e le imprese devono essere in grado di sfruttare tale aspetto a proprio vantaggio, comunicando e raggiungendo il consumatore coreano tramite i giusti mezzi.  

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Naver: la porta (digitale) d’ingresso alla Corea del Sud

  Se non siete mai stati in Corea del Sud forse non avete mai sentito parlare di Naver. In tal caso sappiate che è il principale motore di ricerca usato dai coreani. Ma non solo: Naver offre tutta una serie di servizi web collegati che vanno dalle news alla musica, dallo shopping ai video, dalle community ai consigli per lo shopping. Insieme a Kakao e 11Street, Naver è delle piattaforme digitali che bisogna assolutamente conoscere e sfruttare se si vuole entrare in un mercato dinamico e articolato come quello coreano. I dati parlano chiaro: il 74% delle ricerche online in Corea vengono fatte su Naver. Quelle di Google sono trascurabili: solo l’8%   [caption id="attachment_8060" align="aligncenter" width="659"]Naver Kim Eon, Head of Service Design di Naver. Fonte: Yoon Byung-chan, The Korea Herald[/caption]     Per spiegare meglio cosa è Naver e quali opportunità offre, East Media è stata al “Green Factory” Headquarter di Seongnam. Qui Emanuele Vitali, Marketing Manager di East Media, ha incontrato i partner coreani per ampliare le collaborazioni per le aziende italiane con il Colosso della Corea del Sud. Come racconta Kim Eon, Head of Service Design, “Naver è un brand che ha quasi venti anni di vita, con degli elementi simbolici come il design del suo logo o il colore verde. Ma il ‘vero brand’ è l’esperienza dell’ecosistema Naver che l’utente vive con tutti i nostri servizi. Dal tono delle notifiche, alla posizione e dimensione dei pulsanti da cliccare, alla serp completa di livelli differenti. Su Naver tutto è in funzione di un’interazione in stile molto coreano. Forse complessa, ma sicuramente efficace”.  

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Naver: the user is the king

Ogni servizio di Naver è studiato per fornire all’utente coreano il giusto equilibrio fra innovazione e familiarità. Il motivo è semplice: essendo utilizzato dalla gran parte della popolazione - non solo dalla generazione più digitale - aspira a fornire una fruibilità a cui l’utente coreano è abituato. “Le preferenze degli utenti sono così diversificate che è impossibile raggrupparle in categorie chiare. La nostra risposta è quindi fornire all’utente un’ampia libertà di personalizzazione. Come espandendo categorie di contenuti specifici” – racconta Kim Eon. Ovviamente, si può lasciare che sia in automatico Naver a customizzare la user experience degli utenti in base ai dati raccolti. “Se per esempio a fare login in Naver è un utente anziano, in automatico il carattere dei testi delle pagine diventerà più grande per favorirne la lettura” – ha continuato Eon.  

Media tradizionali versus digitali

Quanto la Corea sia un paese molto avanzato digitalmente l'ho capito quando con i partner coreani abbiamo iniziato a parlare dei trend legati alla comunicazione e al marketing. Ho raccontato che in Italia molte aziende - soprattutto quelle medio-piccole, vero tessuto dell’economia - trascurano ancora gli investimenti nel digital privilegiando media tradizionali come la carta stampa. Il feedback che ho raccolto è stato di stupore. 'Wow, really? That’s amazing' –  mi hanno risposto con il solito fare gentile che contraddistingue la cultura coreana. Stavo parlando di un mondo per loro ormai davvero lontano” – ha raccontato Emanuele di ritorno dal viaggio.  

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  “Per esempio, il principio del 'mobile first' in Corea è dato per scontato da tempo, molto più che in altri Paesi come l’Europa. Qui gli utenti utilizzano il proprio smartphone come fosse un prolungamento di sé stessi per accedere a tutta una serie di funzionalità e servizi che oggi danno per scontate e che invece in Italia vengono presentate come novità. Acquisti e pagamenti online via smartphone in Corea sono la prassi”.   [caption id="attachment_8061" align="aligncenter" width="674"]Naver Emanuele Vitali nella “Green Factory”, Headquarter di Seongnam[/caption]    

Corea del Sud: Un mercato che fa tendenza in Asia

Quando si parla di mercati asiatici si pensa subito alla Cina. Ma la Corea del Sud non va sottovalutata. Per quanto le sue dimensioni siano più ridotte, questo Paese ha un ruolo di trend-setter. In Asia viene chiamata “Hallyu”, ovvero la “Korean Wave”. Cinesi, giapponesi sono fanatici dei prodotti e della cultura coreana e ne seguono le tendenze. “Un Brand occidentale che voglia imporsi e diventare “cool” in Asia può sfruttare la popolarità della Corea del Sud. Specialmente in settori come la moda e la cosmetica. Essere apprezzati e riconosciuti in questo paese significa diventare altamente desiderabili anche nel resto dell’Asia” – ha commentato Emanuele. Per farlo, però, è bene approcciare nel modo più corretto la Corea del Sud. Senza trascurare gli aspetti culturali, profondamente differenti da quelli europei. E puntando su mirate strategie digitali. [caption id="attachment_8075" align="aligncenter" width="300"] Korean wave, l'Onda del Trend coreano in Asia[/caption]   Su una popolazione di oltre 51 milioni di persone (dato 2016), gli utenti internet sono circa 45 milioni e ben il 91% della popolazione possiede uno smartphone. Non sarà un caso che colossi come LG e Samsung siano proprio coreani… La Corea del Sud è un mercato molto promettente anche per quanto riguarda l’e-commerce. Con un volume di affari per il 2018 previsto in 50 miliardi di dollari è il 5° Paese al mondo e il 3° in Asia. Dati eclatanti se si considerano le dimensioni della Corea del Sud.  

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Collaborazione 2018 tra East Media e 11Street, e-commerce n.1 in Corea

  È con grande orgoglio che East Media va a siglare ufficialmente una collaborazione per il 2018 che apre nuovi scenari di opportunità strategiche per le aziende italiane in uno dei mercati dal grande potenziale per i nostri prodotti e il nostro business: la Corea del Sud. Dopo mesi di preparazione abbiamo incontrato a Seoul il terzo gruppo economico coreano, SK Planet e in particolare con i responsabili del suo marketplace, oggi l’ecommerce più utilizzato a Seoul e dintorni, ovvero 11Street, con un’utenza di 26 milioni di utenti, oltre la metà della popolazione coreana. 11Streeet, più conosciuto in Corea come Korean Street è oggi tra i top 3 ecommerce (gli altri sono Gmarket.co.kr e Auction.co.kr) e i dati lo confermano ormai come il numero 1. Merito dell’appoggio deciso del gruppo SK e di un piano di sviluppo strategico (che punta soprattutto alla leadership interna e allo sviluppo nel sud est asiatico con Indonesia e Thailandia in primis).     [caption id="attachment_6939" align="aligncenter" width="650"] Accordo 11Street - East Media presso il quartiere generale di Sk planet a Seoul[/caption]   La collaborazione nel 2018 permetterà di dare un supporto alle aziende italiane che mirano a esportare tramite ecommerce e un'appropriata strategia digitale (seguirà articolo nei prossimi giorni sull'incontro East Media - Naver, il Google coreano, che approfondirà proprio questi aspetti). Inoltre permetterà a 11Street di allineare l'offerta secondo le esigenze del mercato.  

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SK PLANET E 11STREET. CHI SONO?

Per chi conosce poco il mercato asiatico forse Sk dice poco, vi inseriamo qui qualche dato:
  • 3° gruppo economico coreano
  • 10,7% del PIL coreano
  • Fatturato di 110 miliardi di USD
  • 11Street: 26 milioni di utenti iscritti su 51 milioni di abitanti
[caption id="attachment_6940" align="alignnone" width="720"] Gruppo SK ed 11Street[/caption] L'ecommerce è decisamente un punto fondamentale per chiunque voglia sviluppare il proprio business in Corea del Sud. I dati confermano una tendenza che in Asia è più forte rispetto al Vecchio Continente: le vendite online crescono più rapidamente. Inoltre i consumatori cambiano più velocemente le proprie abitudini. In Corea del Sud, come in Cina, gli utenti sono ormai abituati a visionare i prodotti nei negozi per poi finalizzare l'acquisto online. Un comportamento di cui tenere conto, in una logica omnichannel. [caption id="attachment_6941" align="alignnone" width="720"] forecast retail market  Corea[/caption] Oggi i dati confermano 11Street come il top player, qui i dati del market share [caption id="attachment_6938" align="aligncenter" width="550"] Emanuele Vitali presso il quartiere generale di Sk planet a Seoul[/caption]

 

COREA DEL SUD: UN’ECONOMIA IN COSTANTE CRESCITA

Dal debito sostenibile a un’economia forte, sviluppata e dinamica, dai mercati finanziari regolati a un sistema politico democratico e stabile a un mercato in costante crescita (crescita media del 7%): sono tanti i fattori che rendono la Corea una delle economie più interessanti a livello globale e una delle preferite dagli investitori esteri.  

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  Con poco più di 50 milioni di abitanti ed un PIL pro capite simile a quello italiano, la Corea del Sud ha saputo sviluppare un’economia basata molto sull’innovazione e con dei veri e propri conglomerati a conduzione talvolta ancora familiare, chiamati Chaebol (dinamica simile al vicino Giappone dove vengono chiamati Zaibatsu),che sono riusciti a imporsi nei mercati internazionali, gruppi come Samsung, Lotte, Sk, Hyundai e LG. Nei prossimi giorni uscirà un nuovo approfondimento per capire meglio quali sono le opportunità per le nostre aziende in questo importante mercato ancora troppo poco conosciuto.   Seoul, 11 dicembre 2018 Emanuele Vitali  

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Kakao: le potenzialità della Messaging App coreana

  Nata nel 2010, Kakao Talk è un'App coreana nata come piattaforma di messaggistica. Paragonabile all'occidentale WhatsApp e alla cinese WeChat, Kakao col tempo si è evoluta offrendo una serie di nuove funzionalità. Nel maggio 2017 ha raggiunto quota 220 milioni di utenti registrati (49 quelli attivi mensilmente). In quanto messaging App, Kakao è usata dal 93% dei possessori coreani di smartphone, ed è inoltre possibile configurarla in 15 lingue. Tra queste: coreano, inglese, russo, giapponese, cinese, ma anche francese e italiano. In seguito al suo lancio, è stata implementata una nuova funzionalità, Bank Wallet Kakao, piattaforma di pagamento via mobile.  

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  A renderla un servizio molto apprezzato dai coreani sono una serie di caratteristiche che appunto la rendono molto più di un'App per inviare messaggi:
  • la possibilità di effettuare chiamate vocali gratuite,
  • di condividere foto, video, informazioni di contatto e location,
  • una piattaforma interna di giochi - che diverte molto gli utenti,
  • la possibilità di scansionare codici QR per accedere a offerte o acquisire informazioni.
Il wallet consente a chiunque abbia l’app e sia correntista di una delle banche partner di fare acquisti, trasferire denaro agli amici e persino ritirare presso i bancomat.   

 

Kakao Wallet. Con un semplice click

Tutte queste operazioni saranno semplici come inviare un messaggio in chat. Basta registrare la propria carta di credito e poi finalizzare la transazione con una semplice password. L’app è disponibile sia su iOs che su Google Player e ha recentemente implementato una funzione di mobile authentication così da garantire maggiore sicurezza. In seguito al lancio nel 2014, questa funzionalità oggi è utilizzata da più di 10 milioni di utenti: 1 coreano su 5 usa Kakao Wallet! La Corea del Sud si propone da anni come precursore grazie alla propria tecnologia all'avanguardia e all'abitudine dei coreani a vivere in un contesto molto digitalizzato. Qualche esempio:
  • il sistema NFC per pagare dal cellulare era già normalmente in uso 10 anni fa;
  • i coreani sono abituati ad ottimizzare i tempi con la tecnologia: famose sono le vetrine virtuali nelle stazioni della metropolitana dalle quali è possibile acquistare la spesa con il proprio smartphone scorrendo le foto dei prodotti e scansionando i QR code (la merce viene spedita a domicilio in giornata);
  • la connesione WI-FI 5G (1 gigabyte al secondo) ha iniziato a essere implementata nel 2014;
  • l'opzione Gift di Kakao con cui si può regalare all'amico un caffè, un biglietto, un qualsiasi prodotto che l'amico ritirerà semplicemente presentandosi con il code collegato.
    Kakao  

 

Kakao e non solo: le opportunità di mercato della Corea

Per gli italiani che sanno guardare in un'ottica globale, la Corea del Sud è un mercato pieno di opportunità e Kakao una piattaforma fondamentale per inserirsi in un contesto molto digitalizzato, che va conosciuto e sfruttato nel pieno delle opportunità. Ma non è solo il Kakao il primo mezzo da conoscere per operare in un mercato così lontano. Il panorama digitale coreano è infatti un ecosistema a sé stante, in cui sia i motori di ricerca che e-commerce sono molto diversi da quelli occidentali. Mentre eBay è il principale e-commerce occidentale e Alibaba domina la Cina, in Corea il principale mezzo per vendere online è 11street, con cui East Media ha scritto una partnership nel 2017. 11Street, più conosciuto in Corea come Korean Street è oggi tra i top 3 e-commerce (gli altri sono Gmarket.co.kr e Auction.co.kr) e i dati lo confermano ormai come il numero 1. Su 51 milioni di abitanti gli utenti che lo utilizzano sono 26 milioni (dato 2016): un utente su due!  

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  Da conoscere è inoltre il grande motore di ricerca Naver, che raccoglie il 74% delle ricerche via web dell'utenza coreana (contro l'8% di Google). A rendere speciale Naver il fatto che ogni servizio sia studiato per fornire all’utente il giusto equilibrio fra innovazione e familiarità. Il motivo è semplice: essendo utilizzato dalla gran parte della popolazione – non solo dalla generazione più digitale – aspira a fornire una fruibilità a cui l’utente coreano è abituato.    

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