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Conoscere il significato dei colori in Cina è fondamentale per i brand che vendono su questo mercato. Infatti i colori in Cina vengono ricollegati ad aspetti culturali che possono influenzare positivamente o negativamente le campagne di marketing.

Quando ci si rivolge a un mercato estero, la prima scelta riguarda il tipo di approccio che si desidera adottare: globale o locale. È spesso questo primo step quello che determinerà il successo o l’insuccesso della propria impresa. Pensiamo alla complessità del mercato cinese e le differenze culturali che separano l’Italia dalla Cina. Sicuramente optare per la seconda opzione è la scelta più furba.

 

I diversi significati dei colori in Cina

Non è una novità dire che i colori possono influenzare la percezione e di conseguenza il comportamento dei consumatori. Per esempio la scelta del colore del packaging può incidere sul posizionamento di un dato prodotto. Allo stesso modo influisce sulla capacità di differenziarsi di un brand in un mercato iper-competitivo. Ecco perché nelle diverse fasi del marketing considerare i colori è di primaria importanza. Attraverso la giusta scelta di colore si può determinare non solo la percezione di un singolo prodotto, ma anche la brand identity di un marchio. Anche le campagne pubblicitarie e di marketing richiedono una grande attenzione a questo aspetto per portare i risultati sperati.

 

I due più importanti colori in Cina

ROSSO (红色): Partiamo dal colore che in Cina è immediatamente associato al capodanno, ricorrenza di estrema importanza. Il rosso simboleggia felicità, fortuna e ricchezza. Ma anche amore. Noi però sottolineiamo l’importanza dell’associazione rosso-ricchezza. Non a caso il rosso è anche il colore delle buste rosse (红包, hóng bāo), che vengono regalate durante il capodanno cinese. Sempre più spesso in formato digitale attraverso WeChat.

 

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GIALLO (黄色): Forse non tutti lo sanno, ma il giallo è considerato il colore più bello e importante in Cina. Se pensiamo al significato che riveste nella cultura latina e anglosassone – invidia o gelosia – non possiamo che sorprenderci! Oltre Muraglia questo colore è legato ai concetti di buon gusto, purezza, ricchezza e autorità: era infatti il colore dell’imperatore. Attenzione però, perché il giallo può anche indicare qualcosa di volgare. I film “gialli” 黄片 (huáng piàn) sono i film pornografici.

 

Altri colori positivi nella cultura cinese

VERDE (绿色): I significati legati al colore della giada nella cultura cinese sono purezza, sincerità, affidabilità e salute. A queste associazioni però ne bisogna aggiungere una ulteriore, in controtendenza: i cappelli verdi sono simbolo di infedeltà. Ecco perché è meglio evitare di regalarli come gadget in fiera o in altre occasioni lavorative.

VIOLA (紫色)Il viola è un altro colore con ottime associazioni: lusso, amore e armonia con l’universo. Il viola sembra attirare soprattutto i più giovani, che lo associano all’idea di amore. Secondo molti studi inoltre l’uso del viola per il packaging e la comunicazione è di grande efficacia, soprattutto quando si vogliono colpire queste fasce di consumatori più giovani.

 

>>LEGGI ANCHE: 520: STRATEGIE DI DIGITAL MARKETING PER LA FESTA DELL'AMORE IN CINA

 

BLU (蓝色): In Occidente il blu è legato all’idea di malinconia (non a caso si dice “feeling blue” per intendere di essere giù di morale). In Cina incarna invece il significato di primavera e buon auspicio, fiducia e longevità. È inoltre legato al concetto di qualità. Peraltro è percepito come un colore femminile, mentre in molti altri paesi occidentali è legato al genere maschile.

 

I colori cui prestare attenzione

Per quanto riguarda i colori in Cina, esistono anche tinte dal significato non del tutto positivo, con le quali occorre relazionarsi con maggiore attenzione:

BIANCO (白色): Da che mondo è mondo il bianco è il simbolo della purezza. Non a caso è il colore dell’abito delle spose nei matrimoni occidentali. Anche in Cina porta significati simili, ma non solo. La prima associazione che sovviene a un cinese pensando al bianco è il lutto. Il bianco, infatti, è il colore diametralmente opposto al rosso. Mentre il primo è il colore che si veste per onorare i defunti, il secondo è vietato ai funerali e preferito delle celebrazioni più felici, come i matrimoni.

NERO (黑色): Eccoci giunti all'ultimo colore, l'ambivalente nero. Opposto rispetto al bianco, con il quale compone l’unità di Yin e Yang, il nero è un colore cui i cinesi legano significati sia positivi che negativi. Associato ai concetti di eleganza e qualità, è una tinta molto gettonata per l'abbigliamento di tutti i giorni. A differenza degli occidentali, i cinesi non legano il nero alla morte. C’è comunque qualcosa cui porre attenzione: nero può anche voler dire irregolarità o illegalità, segreto. Il termine “malavita” è infatti tradotto in cinese con le parole nero+società, “società nera”, (黑社会, hēi shèhuì). Non del tutto consigliato nel brand management!

 

>> LEGGI ANCHE: NUMERI IN CINESE, LA GUIDA AL SIGNIFICATO

 

Consigli per l'utilizzo dei colori nelle strategie di marketing

1. Non esagerare con il rosso

I brand internazionali tendono talvolta a esagerare nell'utilizzo di questo colore, pensando che così facendo produrranno un contenuto "più cinese". Ciò rischia di generare l'effetto opposto a quello che si desiderava nel pubblico Oltre Muraglia. Infatti troppo rosso può automaticamente far associare alle persone i contenuti a tema Capodanno e lasciarle confuse non trovando nessun collegamento con la festività. Come se un brand cinese proponesse in Occidente una campagna basata interamente sui colori del Natale, ma in piena estate. Bisogna dunque ricordare che per andare "full red" si devono scegliere le giuste occasioni, come nell'esempio sottostante.   Colori in Cina Lancome Packaging realizzato da Lancôme per il Capodanno cinese 2018 (anno del cane). Fonte: Chic Profile  

2. Sostituire il bianco con altri colori

Abbiamo visto che il bianco è un colore dalle implicazioni molto diverse rispetto alla cultura occidentale. Per questo motivo è preferibile sostituirlo con altri colori sempre chiari, ma più positivi, come per esempio il giallo. Questa è stata la strategia adottata da Red Bull, brand che sul mercato cinese ha abbandonato i suoi tradizionali colori bianco e blu per preferire un packaging giallo dorato. Anche il colore oro, infatti, ha un significato positivo. Come in quasi tutte le culture, simboleggia ricchezza e benessere.   Colori in Cina Red Bull Fonte: Caixin Global

3. Verde sì, ma nel giusto contesto

Come accennato, il verde è un altro colore positivo. Bisogna però fare attenzione alle differenze di significato fra la Cina e l'Occidente. Da noi un prodotto "green" è tendenzialmente ricollegato alla qualità degli ingredienti o alla sostenibilità. In Cina, invece, con "green" si intendono quei prodotti liberi da pesticidi, ma non necessariamente anche eco-friendly e sostenibili. In generale il colore verde ha un significato molto più ampio nella mente dei cinesi. Per questo motivo i brand che promuovono una campagna basata sulla sostenibilità dei propri prodotti possono usare questo colore, ma facendo però le dovute specificazioni. In questo modo si sarà sicuri che il concetto verrà inteso nel modo giusto dalla audience cinese.  

La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Il nostro team multiculturale si occupa di fare proprio questo, grazie alla sua expertise e profonda conoscenza della Cina.
 
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  Se per lavoro o per interesse personale avete a che fare con il mondo cinese, avrete sicuramente sentito citare almeno una volta il 520. Se invece siete ai primissimi approcci alla Cina e alla sua cultura, può essere che non abbiate idea di cosa si tratti. In entrambi i casi questa breve guida fa per voi. Infatti vi racconteremo brevemente cos'è e come nasce la festività del 520 e quali sono le strategie di digital marketing per sfruttarla per il vostro brand. Cominciamo subito!  

Cos'è il 520

La festività del 520 prende il suo nome proprio dal giorno in cui si festeggia, il 20 maggio. Infatti in cinese le date vengono scritte a partire dal numero più grande (l'anno) per finire con quello più piccolo (il giorno). Il 20 maggio, dunque, viene indicato in cinese come 5月(yuè, mese) 20日(rì, giorno), in breve 520. Ma cosa si festeggia il 20 maggio? L'amore e gli innamorati. A questo punto vi starete chiedendo se il 520 altro non sia che la versione cinese del nostro San Valentino. In realtà in Cina esistono ben 5 festività dedicate all'amore, fra le quali troviamo sia San Valentino che il 520. Fatto positivo per i brand che vendono sul mercato cinese, i quali possono sfruttare tutte queste date per lanciare campagne o strategie di digital marketing ad hoc.   >>LEGGI ANCHE: SAN VALENTINO: IN CINA SONO 5 LE FESTE DEGLI INNAMORATI  

Come è nata la festa del 520

Tutto nasce dall'assonanza fra 我爱你 (wǒ ài nǐ, "ti amo") e 五二零 (wǔ èr líng, 520). Da qui la giornata ha cominciato a essere vista come un momento di espressione del proprio amore non solo al partner, ma anche ad amici e familiari. Spesso l'occasione viene anche sfruttata per dichiararsi implicitamente alla persona che si ha cara. Lo si può fare usando gli hashtag in circolazione su Weibo (quello che in Occidente conosciamo come "il Twitter cinese"). Ma anche attraverso i WeChat  Moments, foto e video condivisi su WeChat allo stesso modo in cui noi siamo soliti fare su Facebook. Insomma, il 520 è un'alternativa più moderna e digital al classico San Valentino. Infatti non è una festività che ha a che fare con la tradizione, ma è un prodotto del ventunesimo secolo altamente commercializzato. Non per nulla il 520 viene anche soprannominato "San Valentino Online" ed è strettamente legato a social networkpiattaforme e-commerce.  

Come sfruttare il 520 nelle strategie di marketing

Vediamo allora come sfruttare al meglio questa occasione attraverso alcuni esempi interessanti di brand internazionali.

1. Burberry e il WeChat mini-program 520

In occasione dello scorso 520, il noto brand Burberry ha lanciato il suo mini-program dedicato, chiamato proprio 520. Il mini-program - estensione dell'App WeChat che permette di ampliarne le funzionalità - aveva in questo caso funzione di mini-commerce. Gli utenti infatti avevano la possibilità di comprare regali per i propri amati e familiari, corredandoli di un biglietto personalizzato. Il destinatario avrebbe così ricevuto il suo messaggio d'amore con allegata immagine del regalo. A quel punto bastava inserire l'indirizzo di spedizione per vederselo arrivare a casa. Un vero e proprio esempio di romanticismo digitale.   Burberry 520 Catture dal mini-program di Burberry. Fonte: Jingdaily   >>LEGGI ANCHE: WECHAT MINI-PROGRAM: L'ASSO NELLA MANICA DEI BRAND  

2. Louis Vuitton e la collaborazione con i KOL su Little Red Book

Un'altra strategia molto popolare è quella di lanciare una specifica collezione in coincidenza con la data della festività, come ha fatto Louis Vuitton sempre nel 2019. La collezione in questione era quella "Bags on chain”, ovvero di tutte le varianti delle borse con catena del marchio. In questo caso si è deciso di servirsi della popolarissima App di social commerce Little Red Book, una fusione fra i nostri Instagram e Pinterest dove si possono anche acquistare direttamente i prodotti. Per dare ancora più visibilità alla collezione, è intervenuto il guru cinese delle borse, Mr.Bags. Il famosissimo Key Opinion Leader ha mostrato la capienza delle borse agli utenti e tutte le loro qualità. Anche in questo caso, successo assicurato. Anche perché contemporaneamente Vuitton ha lanciato l'hashtag #爱上LV链条包# ("Innamorato delle borse di LV") su Weibo. Si è quindi attivata una strategia parallela su quest'altro social utilizzatissimo in Cina per garantire il successo della campagna. Quest'anno, invece, la scelta del brand è caduta su un altro KOL, Austin Li, e sull'attrice Song Jia. Il format, sempre su Little Red Book, prevede una caccia al tesoro in una villa di epoca coloniale a Shanghai. L'obiettivo? Promuovere la nuova collezione di fragranze del brand.   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

3. Gucci e le newsletter WeChat a tema 520

Naturalmente non potevamo dimenticarci delle newsletter di WeChat. Si tratta di post di testo piuttosto lunghi corredati da immagini e video. Le aziende le usano per mettere in mostra i propri prodotti e raccontare le ultime novità ai follower. In occasione delle ricorrenze si possono utilizzare per fare un'efficace azione di storytelling intorno ai propri prodotti. Solitamente poi contengono un collegamento diretto al mini-commerce o a una piattaforma e-commerce, per spingere i lettori all'acquisto. Quest'anno Gucci ha deciso di pubblicare una newsletter dedicata al 520 a tema natura e animali della foresta. Scorrendola si alternano prodotti del marchio come borse e scarpe a sezioni di testo corredate da diverse immagini. In queste sezioni vengono fatte varie considerazioni sull'amore e nell'ultima frase ci si rivolge all'animaletto di turno per chiedergli consiglio. Per esempio, al gufo viene chiesto: "Vorrei davvero sapere se un regalo può essere un pegno d'amore".   Gucci 520 Catture dall'account ufficiale di Gucci su WeChat   Allo scoiattolo invece: "Quanto tempo devono passare insieme due persone affinché possano costruire un sentimento di fiducia reciproca?". Al che giunge la simpatica risposta: "Non chiedere a me, sono impegnato!". In questo modo il lettore viene dunque portato a scorrere per proseguire la lettura. Al tempo stesso visualizza i prodotti disposti dopo ogni nuova sezione e può utilizzare i link diretti al mini-commerce di Gucci per acquistarli.   Gucci 520 Catture dall'account ufficiale di Gucci su WeChat   >>LEGGI ANCHE: L'IMPORTANZA DELLO STORYTELLING SU WECHAT: IL CASO DI VISIT BERGAMO  

Non solo 520: elaborare le strategie digital sulla base del calendario cinese

Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate permette di sviluppare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Nei prossimi mesi ci saranno altre ricorrenze importanti in Cina. Fra di esse la Festa delle Barche Drago il 25 giugno e il San Valentino Cinese (sì, un altro ancora!) il 25 agosto. Meglio dunque lavorare in anticipo per pianificare fin da subito delle strategie ad hoc per queste festività. Soprattutto se si intende collaborare con un KOL, calcolare dei tempi piuttosto lunghi è d'obbligo. Vedrete che i risultati vi daranno motivo di non pentirvene!   Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendari cina e russia 2020 520     Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
La Festa di Metà Autunno (in cinese 中秋节, Zhōngqiū jié) o Festa della Luna è una tra le più importanti festività in Cina. Si celebra il quindicesimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare e quest'anno cade proprio oggi, il 13 settembre.  Come per ogni festività, anche la Festa della Luna è legata a leggende di folklore: le più conosciute sono quelle del coniglio lunare, o月兔 yuètù e quella dell'ancella Chang E, 嫦娥.  

La leggenda del coniglio lunare

La storia narra che un tempo solo tre animali abitavano la foresta: una volpe, un coniglio e una scimmia. Un giorno tre dei si travestirono da uomini vecchi, poveri ed affamati e si inoltrarono nella foresta in cerca di cibo. Una volta incontrati gli animali chiesero loro qualcosa da mangiare, che non esitarono ad aiutarli. La volpe e la scimmia tornarono con frutta e bacche, mentre il coniglio non riuscì a trovare nulla e si ripresentò solo una manciata d'erba. Davanti ai tre mendicanti il coniglio si sentì in difetto, chiese perdono a gran voce e si offrì a loro. Senza che questi avessero il tempo di replicare il coniglio si lanciò nel fuoco. I tre dei rimasero colpiti dalla sua generosità: pur di dar loro qualcosa da mangiare sacrificò la propria vita. I tre dei, commossi dal gesto, decisero di trasformarlo in un coniglio di giada e lo mandarono sulla luna come un dio immortale. La tradizione vuole che la notte della Festa di Metà Autunno, guardando attentamente la luna si può ancora vedere la sagoma del coniglio, che splende nella notte.  

La leggenda di Chang E

Una second leggenda molto conosciuta è quella di Chang E, 嫦娥, ancella della moglie dell’imperatore di Giada. Esistono diverse versioni della stessa storia, ma in tutte il finale è comune e in agrodolce: la protagonista viene separata dall’amato Hou Yi. La storia racconta che ai tempi dell’imperatore di Giada ci fossero dieci soli: questo arrecava non pochi problemi alla terra, che bruciava a causa della quantità di calore emesso. Hou Yi era un ottimo arciere, e decise di colpire tutti i soli tranne uno: in questo modo ottenne il benvolere dei cieli e un premio, un elisir di giovinezza, che si presentava sotto forma di pillola.  

> LEGGI ANCHE: IN CINA SONO BEN 5 LE FESTE DEDICATE AGLI INNAMORATI

  Compagno di vita di Chang E, nascose l’elisir in un posto sicuro, che però venne scoperto dalla curiosa moglie, la quale dopo averlo ingerito acquisì la capacità di volare, fino a raggiungere la luna. Una volta arrivata lì, non poté più scendere: aveva tossito via una parte della pillola e perso la sua nuova capacità. Il suo amato non poteva raggiungerla, così chiese aiuto ad un coniglio che aveva trovato lì per ricreare una pillola che le desse la facoltà di tornare sulla terra. Non ci riuscì mai e per questo Hou Yi andò a vivere sul sole, così da essere più vicino a Chang E. Una volta l’anno, per congiunzioni astrali, si racconta che i due possano incontrarsi: ecco perché la luna sembra brillare di più durante la Festa di Metà15 Autunno.    baidu festa di metà autunno La pagina di Baidu dedicata alla Festa della Luna, alla quale si accede cliccando sul Doodle in homepage.    

Festa di Metà Autunno: tra dolci, lanterne e iniziative marketing

A partire dalle leggende si sono sviluppate una serie di tradizioni che ricorrono durante la Festa di Metà Autunno. Tra queste le più popolari sono mangiare le Moon Cake, o yuèbing 月饼, i tradizionali dolci della festa, oppure costruire lanterne a forma di coniglio. Questa festività oltre ad essere particolarmente sentita dalle persone, viene anche celebrata sul web. Per esempio, Baidu, il principale motore di ricerca cinese ha personalizzato il suo Doodle per l'occasione. Oggi al posto del tradizionale logo Baidu compare un'immagine con i conigli lunari e le Moon Cake. Cliccando il Baidu Doodle si atterra su pagina dedicata che riporta tutta una serie di informazioni relative a questa festività. Come per le altre festività, anche la Festa di Metà Autunno può offrire alle aziende ottime opportunità di Real Time Marketing. Creare contenuti ad hoc o lanciare delle promozioni o dei prodotti in serie limitata sono solo alcune delle possibili alternative. Di seguito potete vedere alcuni esempi di newsletter e cartoline dei nostri brand!    festa di metà autunno cinaNewsletter di Santa Margherita dal titolo "Riempi il bicchiere quando la luna è piena": proposto un abbinamento di tre vini SM con tre tipi di Moon Cake differenti, roba da veri intenditori!  

Festa di metà autunno cina

Newsletter D.B. Group, creata appositamente per l'occasione, con gli immancabili conigli lunari e i Dolci della Luna da abbinare ad un raffinato tè cinese  

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    La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina festa di metà autunno Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Attrarre turisti cinesi negli hotel locali non è cosa facile, ma è certamente una mission che ogni struttura dovrebbe porsi. La crescita del turismo cinese nel mondo sembra non fermarsi più. Secondo dati Ansa, sono oltre 130 milioni i cinesi che annualmente si recano all'estero per turismo. Nel 2018 le dieci destinazioni preferite sono state Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. Per le strutture di questi paesi, quindi, il target cinese potrebbe riservare opportunità di profitto interessanti. Un cinese che visita l’Europa si aspetta di vedere città meravigliose, fare shopping di qualità, mangiar bene e avere una piacevole permanenza. Quest'ultima, infatti, non è un aspetto secondario per i turisti cinese, che vedono nel comfort e nella sicurezza due aspetti fondamentali del viaggio. Proprio per questo motivo i cinesi sono piuttosto cauti nella scelta dell’hotel nel quale pernottare e confrontano vari siti e recensioni prima di prendere una decisione definitiva. Fare breccia nel cuore dei turisti cinesi non è semplice, ma basta qualche piccolo accorgimento per catturare la loro attenzione e per farsi riconoscere.   

Presenza digital? essenziale, ma in lingua cinese

Il turismo proveniente dalla Cina è evoluto negli ultimi tempi. Se fino a qualche anno fa gli hotel sembravano l’unica scelta di pernottamento per i turisti cinesi, oggi non è più così. Appartamenti e case in affitto stanno diventando un’alternativa valida, soprattutto per i più giovani. In risposta a questo trend gli hotel dovrebbero cercare di migliorare la loro offerta e di porsi come chinese friendly per tornare ad essere la prima scelta. Il primo aspetto da non sottovalutare è la comunicazione, che deve essere rigorosamente in lingua cinese. I cinesi, infatti, non si sentono confident con il loro inglese e prediligono ricerche online in lingua cinese. Per questo motivo, avere un sito web accattivante e curare i social media occidentali serve a poco. Senza un canale di comunicazione in lingua cinese il messaggio difficilmente arriverà al target asiatico.   

I must-have per una strategia di comunicazione efficace

Sondaggi dimostrano che i viaggiatori cinesi effettuano quasi tutte le ricerche pre-viaggio nella loro lingua, su OTA cinesi o sui social media. Essere presenti sui canali social locali, perciò, diventa un must per non essere tagliati fuori. Ma ciò che assolutamente non può mancare è un profilo WeChat. WeChat e i WeChat Moments, i post pubblicati sulla bacheca social dell’App, sono i canali più utilizzati per raccogliere informazioni su destinazioni, strutture e molto altro. Stabilire una connessione costante con gli utenti cinesi attraverso WeChat, raccontare la qualità dei servizi offerti e mostrarsi interessati alla cultura del posto può essere la chiave di accesso al target cinese. Ma i canali social non bastano. Gli albergatori dovrebbero anche assicurarsi un posto all’interno dei principali siti aggregatori e piattaforme di viaggio minori in grado di offrire grande visibilità attraverso promozioni o contenuti in primo piano.  I canali digitali sono ormai un diktat essenziale per creare brand awareness e aumentare le potenzialità di profitto. Tanti hotel e strutture difficilmente riuscirebbero a raggiungere i turisti cinesi senza investire sul digital.   

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Le attenzioni ai turisti cinesi non sono mai abbastanza

Gli hotel devono avere anche una serie di caratteristiche per poter essere considerati accoglienti dai turisti cinesi. Per noi ciò che conta è trovare un posto carino e non troppo costoso. Per i turisti della Terra di Mezzo, invece, ci sono tanti altri parametri da prendere in considerazione per poter scegliere la sistemazione perfetta.  Wifi gratuito, ristorante in loco e servizio in camera sembrano essere le maggiori priorità. Ma anche opuscoli informativi in cinese, menù tradotti e personale che parla mandarino sono plus ben accolti.   Least but not last, i pagamenti via mobile. La Cina è un paese sempre più digitalizzato, contanti e carte di credito sono ormai caduti in disuso e le persone oggi preferiscono pagare via smartphone attraverso Alipay o WeChat Pay. Per i cinesi i pagamenti digitali sono un risparmio notevole di tempo, per non parlare della sicurezza e della della comodità del servizio. Adibire pagamenti digitalizzati trasmetterà un'ottima immagina del vostro hotel, al passo con i tempi e attento alle esigenze dei suoi ospiti.      

Un target dalle mille opportunità

I turisti cinesi hanno aspettative e bisogni molto diversi rispetto a quelli dei viaggiatori occidentali. Assecondare i loro standard non è semplice, ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutarti a catturare il loro interesse e ad attrarli nella nel tuo hotel. Servizi su misura e presenza attiva sulle principali piattaforme digital cinesi contribuiranno a renderti una potenziale prima scelta, in mezzo a milioni di alternative. Ricordati che i cinesi sono un popolo collettivista, le voci circolano velocemente e le persone si fidano del parere di amici e conoscenti. Fare colpo su un turista cinese può significare ospitare tutta la sua rete di guanxi.  

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La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina turisti cinesi Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

San Valentino in Cina: fare marketing durante il 520

San Valentino in Cina: non solo un evento da festeggiare ma soprattutto un'occasione per fare marketing. Fare marketing in Cina vuol dire porre attenzione ai particolari che i grandi danno quasi per scontati e in merito ai quali i più piccoli si interrogano ancora. Tra questi il calendario delle festività e delle occasioni commerciali riveste un'importanza fondamentale. Soprattutto all'interno del piano editoriale che i brand dovrebbero prevedere sul proprio canale WeChat.  

Come funziona WeChat: l'importanza di un piano editoriale

Nel 2019 parlare dell’importanza di WeChat per i brand che vogliono promuoversi in Cina appare pleonastico, che se ne parli per un’azienda multinazionale o una PMI, se le mire volgono all’internazionalizzazione WeChat è il primo investimento da mettere in conto. Ma non basta. Cosa si pubblica su WeChat? Si può semplicemente riversare il piano editoriale occidentale e sperare che colpisca il target? Ma andiamo per gradi. Come funziona WeChat?  

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  WeChat, che per farla brevissima è nato come applicazione di messaggistica per poi evolversi in una sorta di ecosistema che fa tutto (social media, app di servizi, game, metodo di pagamento), è un canale di comunicazione one-to-one. Questo significa che tramite WeChat i brand possono parlare al singolo utente / fan, che nel momento in cui si iscrive al canale di un brand decide di ricevere una newsletter a settimana da parte del brand. E poi cosa si aspetta da ricevere? Qualcosa di nuovo e di fresco. Le aziende presenti su WeChat con dei canali branded sono 1,5 milioni: da azione di marketing esclusiva è passata ad essere un’arena all’interno dei quali i marchi devono combattere per poter emergere con messaggi divertenti e ingaggianti. Ecco perché sorprenderli con un’attenzione dedicata alle festività e abitudini locali è un tassello necessario a costruire un puzzle di successo.  

> LEGGI ANCHE: FESTA DELLE LANTERNE: TRA CELEBRAZIONI E STRATEGIE DI COMUNICAZIONE E MARKETING

 

Cosa vuol dire 520?

Il 520, che cade il 20 maggio (in cinese la data si legge in maniera simile all’inglese, anno-mese-giorno, al contrario che nella nostra costruzione sintattica), è una delle tante feste in cui in Cina si celebra l’amore. Il motivo per cui durante questa giornata è lecito – anzi doveroso – prendersi per mano e dirsi cose romantiche è semplice quanto brillante: in cinese 我爱你 (wo ai ni, ti amo) si pronuncia in maniera molto simile a 五二零 (wu er ling, che è la data 5-2-0). Come abbiamo visto per il Capodanno Cinese, anche per questa occasione è strategico intraprendere azioni di marketing. Sia offline, online, o integrata (Burberry ha lanciato un mini-game per l’occasione!) una strategia di valore oggi celebra con il target questa occorrenza. Come? Qui sotto alcune cartoline e newsletter dei nostri brand (come vedrete, c’è tanto da imparare dai mobilieri)! Have a nice read!  

San Valentino in Cina: gli auguri dei brand di arredo

[caption id="attachment_9894" align="aligncenter" width="758"] Gli auguri di Carpanelli e Vibieffe, brand di arredo italiani. Per Carpanelli un letto matrimoniale e per Vibieffe il prodotto Him & Her, quali prodotti più adatti per augurare buon 520?[/caption]   [caption id="attachment_9895" align="aligncenter" width="712"] Gli auguri di Minotti e Living Divani: Minotti comincia con una poesia di Shakespeare e Living Divani ingaggia i lettori con un sondaggio sui prodotti preferiti dai lettori.[/caption]     [caption id="attachment_9896" align="aligncenter" width="672"]San Valentino in Cina Le grafiche di Jumbo Group sono rosse, come il colore dell'amore e di più buon auspicio in Cina![/caption]    

San Valentino in Cina: e... da parte dei brand di vino!

  [caption id="attachment_9897" align="aligncenter" width="795"]San Valentino in Cina Mezzacorona augura a tutti buon 520 con un bicchiere di vino, cin cin! Anzi, ganbei![/caption]   [caption id="attachment_9898" align="aligncenter" width="749"]San Valentino in Cina Santa Margherita celebra il 520 con riferimenti culturali cinesi e occidentali: super cross-cultural![/caption]    

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Cosa fanno uno straniero, un uomo d’affari cinese e un funzionario governativo di Pechino al karaoke? Non è l’inizio di una barzelletta: lo straniero e l’uomo d’affari stanno cercando di costruire guanxi per ottenere l’approvazione di un progetto. 

 

Cosa sono le guanxi?

Se avete avuto a che fare con la Cina ne avrete sicuramente sentito parlare. Il termine Guanxi (关系) ha nella società cinese un valore profondo e indica un sistema di relazioni intricato e complesso che regola i rapporti interpersonali. È una “safety net” basata sullo scambio di favori e reciprocità. Le guanxi hanno origine nella tradizione confuciana che concepisce l’individuo all’interno di una rete sociale e non come isolato. Sono inoltre intrinsecamente connesse alla natura collettivistica della società cinese, che vede l'interesse del gruppo venir prima all'interesse individuale. Questo termine non è da confondere con il semplice “networking” legato alla professione. Infatti, questo sistema di relazioni interpersonali è molto più stratificato: si forma alla nascita e inizia ad espandersi già in età infantile. Essere ammesso in una buona scuola o università, ad esempio, consentirà ad un ragazzo cinese di inserirsi in un gruppo sociale in grado di sostenerlo meglio durante l’età adulta.  La formazione del guanxi continua poi per tutta la vita, passando dalla sfera familiare e amicale a quella delle relazioni e dei rapporti di lavoro. E c’è di più: un individuo non beneficia soltanto delle proprie relazioni interpersonali, ma può avere accesso anche alle “reti” dei propri amici, familiari e conoscenti, le cosiddette guanxi indirette.

Azienda cinese

 

Guanxi e Business

Trascurare le guanxi e sottovalutarne l’importanza può essere un errore fatale per le aziende e i businessman stranieri.  La negoziazione di accordi è infatti soggetta alla formazione di un rapporto interpersonale (vedi anche articolo: La cultura degli Yingchou) che si realizza tramite ripetuti incontri, cene e serate al karaoke. La costruzione dunque di una relazione di partnership commerciale ha dei tempi più lunghi rispetto agli standard occidentali. Solitamente questo aspetto è vissuto con una certa dose di frustrazione da molti uomini d’affari stranieri, che arrivano ad interpretare male il comportamento della controparte cinese, tacciandola di inefficienza e desiderio di perder tempo. In realtà, per i negoziatori cinesi la costruzione della relazione personale è essenziale, in quanto questi tendono a dare maggiore importanza alla fiducia e alla parola data rispetto alla firma di accordi formali e contratti. Così può capitare che quando si arriva alla firma del contratto il cliente cinese ci chieda: “nel contratto c’è tutto quello che abbiamo discusso?”. Al nostro assenso firmi il documento senza averlo minimamente controllato, poi lo strappi e ce lo restituisca dicendo: “ci fidiamo l’uno dell’altro”.  Va da sé che per fare affari in Cina è dunque fondamentale conoscere e saper usare le guanxi.

> LEGGI ANCHE: LA CULTURA DEGLI YINGCHOU: IL BUSINESS IN CINA SI FA BRINDANDO

 

Come costruire delle buone guanxi 

Costruire delle solide guanxi può risultare complesso per lo straniero che si approccia per la prima volta al mercato cinese. Ecco alcuni consigli: 
  1. Onestà e dedizione: costruire una propria rete di contatti richiede impegno e soprattutto integrità morale. Le guanxi si basano sulla fiducia e la relazione personale, non sono semplici connessioni utilitaristiche.
  2. Tempo: è necessario un periodo più o meno lungo di tempo, diversi incontri e scambi per poter arrivare a costruire una vera e propria guanxi. La pazienza è la virtù dei forti!
  3. Sensibilità e intelligenza culturale: per approcciarsi ad una nuova realtà culturale è sempre necessaria una buona dose di conoscenza e comprensione del diverso. Intelligenza emotiva, capacità cross-culturali e umiltà sono i requisiti indispensabili per avvicinarci all’altro facendolo sentire accettato e compreso.
  4. Reciprocità: in cinese renqing. La rete delle guanxi si sostiene sullo scambio di favori e gentilezze. Non contraccambiare un favore equivale a perdere la fiducia della propria rete e dunque a perdere le guanxi. 
  5. Regali: i regali rientrano nella categoria della reciprocità, ma vanno dispensati con moderazione.

Embed from Getty Images   Allora, come si fa a capire se siamo riusciti o meno a costruire delle guanxi? È abbastanza semplice.  Se le riunioni non sembrano arrivare mai a dei risultati concreti è perché in realtà si sta ancora costruendo una relazione. Se la pratica di approvazione di un progetto è bloccata misteriosamente è perché non c’è la giusta guanxi. Se vi tocca fare un’ora di fila al ristorante mentre qualcuno arrivato dopo di voi entra e ha subito pronto il tavolo è perché vi siete scordati di prenotare… ma anche perché non avete la giusta guanxi! E se i risultati tardano a venire non bisogna perdersi d’animo. Come direbbe il saggio Confucio: “non importa se ti muovi piano, l’importante è che non ti fermi”.  

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Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Se c’è una cosa che ho imparato vivendo in Cina è che per chiudere un affare bisogna essere disposti a brindare.  Scordatevi il business all’occidentale, fatto di incontro, discussione - più o meno accesa - confronto diretto, accordo, stretta di mano e arrivederci. In Cina, una relazione di business non si concluderà mai lietamente senza prima costruire una relazione personale tra gli interessati. E qual è il modo migliore di trasformare uno sconosciuto in un amico? Semplice: bere un bicchiere insieme!  La pratica di socializzare con il proprio network lavorativo/business al di fuori dell’ufficio ha un nome ben preciso in cinese, yingchou, e consiste in un vero e proprio rituale: cena o karaoke e bevande alcoliche. Si intrattiene l’ospite con divertimento, buon cibo e ripetuti e insistenti brindisi fatti di complimenti, promesse di amicizia eterna, prospettive di grandi affari e offerta di aiuto nel risolvere qualsiasi problema l’altra parte possa avere.   

Un'attenta strategia di power play

Ad un occhio poco attento questa pratica culturale può sembrare poco etica o triviale, ma dietro l’apparente bonomia, vi è un’attenta strategia di power play. Da una parte ci si accattiva il favore dell’ospite, dall’altra lo si scruta in un momento in cui quello getta la maschera formale di uomo d’affari, di pari passo con l’alzarsi del tasso alcolemico. Ormai una prassi per i lavoratori cinesi, gli yingchou non risparmiano nemmeno gli stranieri.  Se siete mai stati in Cina per affari ricorderete senz’altro il lauto banchetto, ampiamente annaffiato, che ha fatto seguito alla trattativa di business. Uno dei motivi per cui i cinesi sono considerati un popolo estremamente ospitale!  Se però per lo straniero a caccia di opportunità lo yingchou è un bel ricordo della trasferta in Cina, per la maggior parte dei professionisti e lavoratori cinesi (nonché per gli stranieri che lavorano in stabilmente in Cina) questa pratica culturale può trasformarsi in un dovere pressante, persino un incubo, e nuocere seriamente alla salute del proprio fegato.  Yingchou business cina 3Un pranzo di lavoro è un momento di incontro importante: è possibile stabilire una relazione personale con i propri clienti e/o partner.  

Yingchou: un lavoro di PR

Per alcuni, poi, gli yingchou possono addirittura diventare un vero e proprio lavoro. Il mio coinquilino cinese, manager di alto livello in una importante società di Pechino, ha un banchetto quasi ogni sera. Passa il giorno a casa, cercando di superare la sbornia, facendo qualche telefonata ai clienti o al suo team per coordinare il lavoro. Un giorno gli ho chiesto perplessa come potesse continuare a lavorare senza che lo licenziassero e lui ridendo mi ha risposto che il suo lavoro consisteva nel costruire le necessarie relazioni sociali e lavorative, in cinese guanxi*, utili all’azienda per poter ottenere contratti importanti e acquisire clientela. Come costruire le guanxi se non portando i clienti e i business partner a cena, a bere e al karaoke?  Ma se troppi yingchou possono distruggerti il fegato o sottrarre tempo alla famiglia, e nei casi più gravi rovinare il tuo matrimonio, questa pratica ha anche degli aspetti positivi, soprattutto per chi non è costretto a viverla nel quotidiano.  Infatti, per uno straniero si tratta di un momento d’oro per l’acquisizione di esperienza strategica su come si comportano veramente i cinesi tra di loro, senza il filtro (spesso sottilissimo ma sempre presente) che separa il cinese dallo straniero. È una questione di cultura: i cinesi danno per scontato (e nella maggior parte dei casi è vero) che un non-cinese non riesca a comprendere fino in fondo le infinite stratificazioni di questa antichissima cultura, per cui tendono ad adottare abitudini più “globalizzate” e meno profondamente cinesi.  Ma durante gli yingchou questi filtri cadono.   Yingchou

In ambiente business solitamente le Yingchou si fanno a cena, ma potrebbe capitare anche in situazioni meno formali, come una serata karaoke. Tenete presente, che molti ristoranti cinesi offrono salette con tanto di microfono e schermo per trasformare il dopocena in un momento di condivisione.

 

Da provare, per credere...

La prima volta che ho partecipato ad un banchetto d’affari non ci ho capito nulla: mi sono ritrovata con una sigaretta in una mano (non fumo) e un bicchierino stracolmo di grappa cinese nell’altra. Alla fine della serata sono tornata a casa barcollando, convinta che tutto quello che i cinesi ci avevano promesso si sarebbe realizzato e che presto avremmo fatto grandi affari. Ci ho messo una decina di yingchou, per capire che si trattava di un rituale ben articolato e che qualsiasi forma di partnership avrebbe richiesto ben più di brindisi e promesse alcoliche. Con la pratica ho iniziato a capire meglio il rituale, le sfumature di significato nascoste dietro i brindisi, ho messo insieme tanti indizi infinitesimali che mi hanno insegnato a distinguere un vero sì da un sì apparente. È anche grazie agli yingchou che ho capito il vero modo di pensare e di esprimersi dei cinesi, ho imparato a fare affari con loro e costruito un mio network di contatti personali, di guanxi.  Conoscere questa pratica culturale è fondamentale per chiunque voglia fare affari in Cina. Se non viene compresa appieno, nella sua forma di cerimoniale e di rito di socializzazione, può essere fraintesa, soprattutto da chi è estraneo al contesto cinese. Di fatti, si tende a prendere in parola la controparte, nelle sue promesse mirabolanti, restando profondamente amareggiati nel notare che, alla successiva trattativa, permangono le promesse fraterne ma gli affari non scorrono come ipotizzato. Oppure si tende a sottovalutare la sua rilevanza strategica, liquidando gli yingchou al pari di una semplice inclinazione cinese a gozzovigliare. L’impazienza si impossessa del business man straniero, ma è proprio l’impazienza che spinge a commettere errori. Dopotutto, la trattativa resta un’arte, come la guerra. E come direbbe Sun Tzu**: “Se conosci il nemico e te stesso, di sicuro vincerai”. Se poi siete astemi, meglio cambiare destinazione!   *Il guanxi è un network di contatti (che si forma in un arco temporale molto lungo) a cui un individuo può fare riferimento quando ne necessita; ad esempio per velocizzare pratiche burocratiche, per ottenere informazioni importanti o per conseguire altri favori. Ne parlerò più ampiamente in un articolo dedicato.  ** Sun Tzu, autore del famoso trattato di strategia militare cinese “L’Arte della Guerra”.

Yingchou

 

Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Capodanno Cinese 2019: le migliori strategie di marketing

  Dopo lo scivolone di Dolce&Gabbana e dei loro cannoli siciliani too much, la Cina potrebbe spaventare anche i markettari più coraggiosi. Ma così non deve essere. L'esperienza - anche degli altri - insegna e non mancano esempi virtuosi. Nelle righe di seguito vi proponiamo alcune strategie di marketing e comunicazione studiate per il Capodanno cinese che stanno raccogliendo un grande successo in Cina. Prima di iniziare, però, è bene fare una doverosa premessa. Il calendario Cinese è un tripudio di feste sconosciute ai più qui in Occidente, conoscerlo e includerlo nel proprio piano di comunicazione globale dovrebbe essere un diktat per i brand che davvero vogliono colpire il target sinofono. Siamo sicuri che lo prescriverebbe anche il dottor Kotler in persona.  

Capodanno Cinese: come, quando, perché

Tra le feste più importanti, anzi, la più importante (o forse a pari con la Festa della Repubblica, per cui però le azioni di marketing intraprese sono evidentemente meno dato il tipo di festeggiamento) è il Capodanno. Per chi non ne sapesse nulla, il capodanno cinese (春节, Chūn jié), è una festività dalla storia plurisecolare (ha origine 4000 anni fa) ed è per certi versi simile al nostro primo dell’anno: nasce per celebrare l’anno appena passato, i sacrifici e il lavoro, e per augurarsi che l’anno successivo possa regalare qualcosa di più. Quest'anno cade il 5 febbraio (la vigilia è il 4), e non sono pochi i cinesi desiderosi di festeggiarlo con i propri cari. O facendosi un regalo.

 

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Longchamp: l'ormai collaudata collaborazione con Mr. Bags

Longchamp, l'apprezzatissimo marchio di pelletteria francese reso famoso dalla linea Pliage, ha centrato ancora una volta il bersaglio. Il brand, il cui nome cinese 珑骧 (Lóng Xiāng) è già una lezione di marketing fatta e finita (il significato è "dragone"), ha realizzato infatti una nuova edizione limitata in occasione dell'Anno del Maiale. Il tutto in collaborazione con Mr Bags, tra i principali e più apprezzati KOL in Cina, e capace di fatturare migliaia di euro in pochi secondi.  
[caption id="" align="aligncenter" width="548"]Capodanno Cinese_Mr Bags Mr Bags è tra i principali KOL in Cina. Longchamp non è la sua prima collaborazione con brand stranieri in Cina: prima del marchio francese ha infatti collaborato con Givenchy, Montblanc, Tod's.[/caption]
  Già nel 2018 la loro collaborazione per l'Anno del Cane aveva avuto un ottimo successo - le borse portavano due simpatiche zampette, che oltre a richiamare appunto l'animale, erano a coppia, di ottimo auspicio nella Cultura Cinese. Quest'anno si prevede che il loro Pig Pack riscuota lo stesso, enorme, se non maggiore, successo.  
[caption id="" align="aligncenter" width="564"]Capodanno Cinese_Longchamp L'edizione limitata Longchamp x Mr Bags: il maiale è riportato con un'elegante linea che ne ricorda la coda.[/caption]
  La collezione (e citiamo il publiredazionale della piattaforma cinese Sohu.com) è stata progettata con uno stile unico, richiamando gli elementi classici che contraddistinguono il marchio (la morbida pelle d'agnello e di pecora) e qualche elemento vivace (la sagoma del maialino) per ringiovanirla e renderla più giocosa. Non è facile non cadere nel kitch quando l'animale che ci si trova a dover festeggiare è un maiale. E Mr Bags ha reso la coda del maialino una linea elegante e quasi naturale. Chapeau!  
Capodanno Cinese_Longchamp_2

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E gli altri?

Ovviamente Longchamp non è stato l'unico marchio che ha celebrato il Capodanno Cinese, ma sicuramente è stato uno migliori. Oltre al brand gestito da Sophie Delafontaine, infatti, anche Coach, Givenchy, Vans, Swatch e molti altri hanno realizzato edizioni limitate recanti simpatici maialini.
[caption id="" align="aligncenter" width="524"]Capodanno Cinese_Givenchy L'elegante packaging di Givenchy è rosso, colore del Capodanno Cinese.[/caption]  
Le borse Gucci hanno il muso di un maialino: giocose ma con l'inconfondibile trama apprezzata oltre Muraglia.
[caption id="" align="aligncenter" width="511"]Capodanno Cinese_Louis Vuitton Il portachiavi con monogrammi LV è di dimensioni più ridotte ma riesce nel suo intento cross-cultural.[/caption]
 

Gucci e il Capodanno Cinese: anche in Italia ci sappiamo fare

In Italia la medaglia di best practice va indubbiamente a Gucci, che oltre ad aver realizzato una bellissima capsule collection ha sviluppato una campagna pubblicitaria piena di millennial e maialini. La limited edition richiama il segno zodiacale in ogni singolo prodotto, a partire dai portafogli per arrivare alle borse, scarpe, felpe e molto altro.   [caption id="" align="aligncenter" width="560"]Capodanno Cinese_Gucci Le borse Gucci interpretano il Capodanno Cinese in maniera giocosa, pur rimanendo fedeli all'apprezzatissima trama del brand, un must Oltre Muraglia.[/caption]  
[caption id="" align="aligncenter" width="553"] La campagna pubblicitaria di Gucci per il Capodanno Cinese: millennial e maialini in un'ambientazione suggestiva e apprezzatissima dal target, New York.[/caption]
      Per promuovere la collezione, Gucci ha utilizzato diverse piattaforme digitali. Tra queste l'immancabile WeChat e il sempre più popolare Douyin. La piattaforma di mini-video da molti mesi sta popolando e si sta facendo conoscere anche in Occidente con il nome TikTok. I più geek ne avranno sicuramente sentito parlare.  

LEGGI ANCHE: DOUYIN, LA NUOVA APP PER RAGGIUNGERE I MILLENIAL CINESI

  Per promuovere la sua collezione il brand ha scelto di puntare su influencer molto seguiti e apprezzati dai millennial. Questi ultimi sono stati invitati dai testimonial a realizzare video con simpatici maialini sullo sfondo. La campagna che ha assunto subito i contorni di un gaming per gli utenti si è dimostrata azzeccata. L'engagement è stato straordinario. Basti pensare che il solo post condiviso su WeChat ha raccolto più di 100.000 letture e quasi 1.000 mi piace!   [caption id="attachment_9445" align="aligncenter" width="760"] La newsletter di WeChat di Gucci: lo sfondo rosso, i maialini e KOL, il mix perfetto per ingaggiare il target cinese.[/caption]  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Cashless, una parola magica per chi trascorre una vita frenetica. Ovvero la possibilità di potersi liberare del peso del contante. Di non dover controllare di avere sempre abbastanza soldi o una carta di credito nel portafogli. Se non addirittura di non dover ricordarsi di avere sempre il portafogli con sé. Insomma una preoccupazione in meno per chi è sempre di corsa e rischia di dimenticarsi facilmente qualcosa. Un sogno per molti, che però oltre la Grande Muraglia è già una realtà. Oggi, in quasi tutta la Cina è infatti possibile vivere cashless, basta possedere un cellulare e usare le due App che dominano il mercato dei pagamenti mobili: WeChat Pay di Tencent e Alipay di Alibaba (nella foto in apertura). Il contante è diventato una rarità: per gestire qualsiasi tipo di acquisto basta scansionare un QR code o trasferire il denaro via App in pochi passaggi.  Ma quindi è davvero possibile vivere una intera giornata senza portafogli in Cina? Sì. E, per chi fosse scettico, racconto la mia giornata cashless tipo, in cui armata del solo cellulare mi accingo ad affrontare la sterminata capitale cinese.     Caterina Russo

Caterina Russo si divide tra l'Italia e Pechino. È socio fondatore di Élite China Academy, la prima accademia italiana esclusivamente dedicata al training professionale per chi parla cinese.

 

Vivere cashless in Cina è possibile

Quella che vi racconto di seguito è una giornata come un'altra. La differenza è che oggi - per fortuna - si riesce ad ammirare un bel cielo blu e l'aria è più pulita del solito. Anche se il freddo in questo periodo si fa sempre più pungente. Ore 8: il traffico è terrificante, ma ormai non lo temo. Armata di cellulare mi avvicino a una dei milioni di bici utilizzabili disseminate per  tutta la città grazie ai servizi di bikesharing. Oltre alle più note OFO e Mobike ve ne sono anche altre, ognuna con un colore diverso che contraddistingue il brand. Un vero e proprio arcobaleno di bici a portata di App! Ne scelgo una, inserisco il codice che mi viene inviato sul cellulare e il lucchetto si sblocca. Salto su e via: mi mescolo alla marea di cinesi alla volta dell’ufficio, in uno slalom forsennato tra auto, tricicli, motorini elettrici e tante tante bici colorate. Ore 9.30: durante la riunione mattutina in ufficio decidiamo di programmare una business trip a Shanghai e Canton. Apro la App di CTrip, il primo portale del turismo online in Cina, e con pochi semplici passaggi acquisto i biglietti del treno per Shanghai e poi l’aereo per Canton. Per il pagamento mi basta immettere il codice di autorizzazione che uso per WeChat Pay o Alipay.  

> Élite China Academy: la prima accademia italiana dedicata a chi parla cinese 

 

Il pranzo "fast" si ordina sulla App

Ore 12: pausa pranzo (eh sì in Cina si pranza presto!). Io e la collega decidiamo di restare in ufficio e ordinare cibo da asporto sulla famosa App Ele.me, il cui nome si può tradurre come “Hai fame?”. La scelta è ampissima, scorriamo tra le diverse vetrine digitali di ristoranti di cucina cinese e internazionale, diamo un’occhiata alle opzioni promozionali e ai menù più votati, poi con un clic ordiniamo quello che ci piace e paghiamo come sempre via mobile payment. Entro il tempo prestabilito il fattorino si presenta all’ingresso dell’ufficio e ci consegna il pranzo, chiedendoci di dare un buon voto al ristorante e a lui per la consegna. Il rating è tutto quando hai a portata di App centinaia di ristoranti diversi.  Ore 13: Mentre sono ancora in pausa, decido di fare un po’ di shopping su Tmall e Taobao, due delle piattaforme più usate per gli acquisti online. Controllo le taglie di alcuni vestiti, interagisco con il customer care e procedo al pagamento online. Soddisfatta vado a bere un "caffè cashless" e saldo il conto scansionando il QR code alla cassa.     [caption id="attachment_9353" align="aligncenter" width="700"]cashless WeChatPay: nelle schermate, partendo da sinistra: si scansione il QR code con l'App, si conferma che l'importo sia corretto, quindi si inserisce una password per un ulteriore conferma di sicurezza e infine viene visualizzato che il pagamento è andato a buon fine. [/caption]  

Quando il farmacista lo consulti sul web

Ore 17: la mia collega inizia a lamentare un forte mal di testa. Mi offro di uscire a cercare una farmacia, in barba al freddo, ma lei mi ferma: “non preoccuparti, ora la ordino via App e me la faccio consegnare qui in ufficio”. Questo l’avevo scordato: da italiana ci sono ancora delle cose che nella mia testa vanno fatte in modo tradizionale, come andare in farmacia. Lei, invece, apre la sua bella App (anche in questo settore le App proliferano e si può scegliere tra tantissimi servizi diversi) e in pochi passaggi compra il farmaco che desidera. “E se non sai cosa comprare?”, le chiedo un po’ incredula. “C’è il farmacista online che ti consiglia!”. Ah beh, allora! Ore 18.30: un’altra giornata di lavoro volge al termine. Il traffico è sempre intenso e il freddo è ancora più pungente, così per tornare decido di prendere la metro. A Pechino la metro è un reticolo intricato di linee: attualmente sono 17 per un chilometraggio operativo totale di 471 chilometri. All’ora in cui la gente stacca dagli uffici si formano lunghe file ai tornelli, per non parlare delle biglietterie! Ora però le operazioni sono velocizzate dalla possibilità di scaricare un’App e pagare il biglietto della metro direttamente dal proprio cellulare. Acquisti, passi il cellulare sullo scanner apposito e sei dentro.  

La spesa si fa online mentre si è in metropolitana

Mentre siedo in metro faccio la spesa online sulla App di Jingdong (ma ce ne sono anche altre): c’è tutto quello che mi serve e in mezz’ora circa (o un’ora a seconda dell’App) un fattorino sarà alla mia porta per consegnarmi la spesa in tempo per poter preparare la cena! Ore 20.30: dopo aver cenato decidiamo insieme ai miei coinquilini di andare in centro a bere qualcosa. Mentre ci prepariamo ad uscire chiamo un taxi con l’App Didi Taxi e nel giro di 10 minuti il tassista ci aspetta sotto casa. Saltiamo su, raggiungiamo il nostro bar preferito e per pagare la corsa basta scansionare un QR! Neanche a dirlo, anche i drink possiamo pagarli con Wechat Pay o Alipay. Al ritorno ci accomodiamo in un altro taxi e una volta a casa dritti a nanna. Ed è così che si conclude un perfetto giorno cashless a Pechino: i giorni di dipendenza dal portafogli, dai bancomat e dalla cartamoneta sembrano davvero lontani.   [caption id="attachment_9351" align="aligncenter" width="700"]cashless mobike qr code Una delle biciclette Mobike, servizio di bike sharing attivo anche in Italia. Per utilizzare le bici basta essere registrati sull'App e inquadrare il codice QR.[/caption]

 

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione non troppo cross-culturale

  Internazionalizzare la propria attività in un altro paese non è un passaggio scontato. Per poter avere successo, specialmente in un paese complesso e distante - non solo geograficamente - come la Cina, occorre tenere in forte considerazione le radici culturali del target. E non offenderlo. Da qualche giorno, l’hot topic del web è lo scivolone di Dolce & Gabbana in Cina. Ne parlano tutti, da ogni parte del globo. Ma che cosa è successo esattamente? E perché?  

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Gli albori della polemica: qualche piatto italiano e un paio di bacchette

La notizia è ormai stata sviscerata: i due stilisti hanno promosso il loro grande Fashion Show in Cina tramite video che ritraggono una modella cinese che cerca di mangiare una pizza, un cannolo e degli spaghetti con le bacchette. In sottofondo, una fastidiosa voce fuori campo le spiega che non è il modo corretto per mangiarla.  La pubblicità risulta indubbiamente un po’ come lo zio che alle feste fa scherzi di cattivo gusto, ma può venire naturale chiedersi il perché di tutto questo scalpore. Senza voler ripercorrere tutte le tappe della debacle internazionale, in questo articolo analizziamo insieme a Marcella Gao e Janet Wang, project manager di Triboo East Media, i motivi del fallimento di tale comunicazione.   Dolce e Gabbana

 

Comunicazione in Cina: le basi da seguire (anche per Dolce & Gabbana)

Alla base di una comunicazione efficace vi è sempre la comprensione e il rispetto della cultura del target a cui ci si rivolge. La comunicazione di Dolce & Gabbana è stata lacunosa sia dal punto di vista della creazione del contenuto sia dal punto di vista della gestione della crisi. Prendendo come punto di partenza i contenuti iniziali, come evidenziato da Marcella Gao, “il problema fondamentale dei video di Dolce & Gabbana è che i post si indirizzavano alla comunità cinese. Ma con un punto di vista totalmente eurocentrico. Anzi italo-centrico. Il concept che lega i video è una ragazza cinese che cerca di mangiare vari cibi italiani (pizza, spaghetti e cannolo) con le bacchette. Ma non è una buona idea scherzare sulle bacchette. Fin da piccoli, i cinesi sono abituati a utilizzarle: diventano una sorta di simbolo. E’ impossibile che qualcuno non sia in grado di utilizzarle ed è offensivo essere presi in giro per questo. Non è tanto questione di non saper scherzare su sé stessi, ma nessun cinese si sognerebbe di provare a mangiare questi piatti con le bacchette. Inoltre, non sarebbe così incapace”.  

Pizza, spaghetti e cannolo: una triade che ha fatto parlare di sé

Protagonista di ogni video è un diverso piatto italiano, che la modella puntualmente prova a mangiare con le bacchette, schernita dalla voce fuori campo. Per ognuno dei video è possibile evidenziare un errore in termini di comunicazione. Partiamo da quello meno grave”, spiega Marcella Gao: “il popolo cinese sa che la pizza si mangia con le mani. Non ci sono persone che provano a mangiarla con le bacchette, nessuno è così fuori dal mondo”. Ma i passi falsi più gravi sono negli altri due video. Gli spaghetti non sono un’esclusiva italiana. La cucina cinese è ricca di piatti a base di spaghetti ed è evidente che le persone siano abituate e capaci di mangiare la pasta lunga con le bacchette. Scherzare sull’idea di una nostra incapacità in questi termini è da una parte di scarso gusto, dall’altra una battuta poco riuscita”. “Per finire con il cannolo. Dolce & Gabbana ha sempre avuto una comunicazione votata allo scalpore, ma le battute a sfondo sessuale sono un po’ too much”.  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione sopra le righe

Il brand è evidentemente avvezzo a una comunicazione mirata alla sorpresa e allo scandalo, ed è comprensibile che potesse pensare di fare parlare di sé. Ma questa volta sembra aver sorpassato il limite. A onor di cronaca, però, non è la prima volta che Dolce & Gabbana divide gli animi cinesi. La prima volta, spiega Janet Wang, “è stata in occasione di una campagna che avvicina modelli vestiti dal brand a persone comuni, rappresentate in maniera molto rurale e stilizzata."    

Stereotipi e marketing: un accostamento da evitare

Le bacchette però non sono l’unico errore nella comunicazione del brand. La pubblicità appare come un ritratto stereotipato della Cina. Assomiglia all’idea vaga che gli stranieri hanno dei cinesi, a partire dalla modella per finire con l’ambientazione del ristorante. Come ha spiegato Janet Wang, la modella, con i tratti somatici così caratteristici, assomiglia solo a una piccola porzione della popolazione cinese. “Nei film di Hollywood, tutti i cinesi hanno visi molto simili. Questo è perché vengono selezionati attori con la medesima provenienza geografica. Ma la Cina è un continente, e i volti cambiano molto da regione a regione. Non tutti hanno la palpebra come la modella di Dolce & Gabbana.”  

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  La modella, che a noi occidentali potrebbe apparire come una bellissima donna di origine cinese, non è stata percepita dal target come rappresentativa. Sembra proprio che i cinesi siano stufi di vedersi ritratti in una sola maniera. In aggiunta, la voce fuori campo è basata su un preconcetto sbagliato che vede i cinesi incapaci di pronunciare parole straniere. “Il modo in cui pronuncia ‘bravissimo’ o ‘Dolce e Gabbana’ dà una cattiva immagine del popolo straniero” spiega Janet Wang. Tutto questo, condito dalla scelta di una location, che come quella della modella, non è piaciuta a tutti. “Il ristorante è il tipico ristorante che gli italiani si aspettano di trovare in Cina. Ma in Cina ci sono anche posti in stile moderno, occidentale. Trendy. Non è solo tradizione e stereotipi”.  

Comunicazione fallita: la risposta di Dolce & Gabbana

Che Dolce & Gabbana abbia mangiato pane e stereotipi a colazione è ormai un fatto. Ma se errare è umano, perseverare è diabolico. In altre parole, “l’errore dei video poteva anche essere perdonato, lo scoglio più grande risiede nella gestione della comunicazione post crisi, ha spiegato Janet Wang. Dopo infatti il furore che ha scatenato la pubblicazione dei post, l’ufficio PR Cina del brand ha taciuto. Per due giorni. A rispondere ai primi commenti da parte degli utenti è stato Stefano Gabbana, che d’impulso ha risposto a vari utenti (sono molti gli screenshot che girano in rete) scavandosi la fossa attorno.   [caption id="attachment_9170" align="aligncenter" width="570"]Dolce e Gabbana Le risposte di Stefano Gabbana a un'utente di origine cinese hanno causato un'indignazione ancora maggiore tra gli utenti cinesi: lo stilista ha peccato in termini di educazione e comprensione.[/caption]     Rispondere a un utente offeso che la Cina è un paese di ignoranti è un errore molto grave”, spiega Marcella Gao, “e sotterrare la questione spiegando che il profilo è stato hackerato non è una soluzione adatta”.    

Il video di scuse e la percezione dell'utenza cinese

Le conseguenze dei video sono state considerevoli: la chiusura degli store e-commerce, la nascita dell’hashtag #boicottaDolce&Gabbana e il divieto impartito dal Governo Cinese di svolgere la sfilata. L'evento, formalmente vietato dal Governo, è stato anche boicottato da numerosi VIP (Chen Kun, Wang Junkai, Dili Reba), che in linea con quanto affermato dalle fonti ufficiali di Stato, si sono dichiarati profondamente offesi e intenzionati a non partecipare alla sfilata. Solo in seguito a tutto ciò, Dolce & Gabbana si è attivata con un video di scuse sul canale ufficiale Weibo del brand, rivolgendosi direttamente agli utenti.   [caption id="attachment_9171" align="aligncenter" width="673"]Dolce e Gabbana Dolce e Gabbana nel video di scuse pubblicato sul canale Weibo del brand. L'effetto del post non è stato quello desiderato: in tanti hanno definito ipocriti gli stilisti, sottolineando che le loro scuse sono arrivate tardi e incomplete.[/caption]   La risposta del web non è stata evidentemente quella sperata. In molti hanno risposto spiegando che le scuse non bastano e che quel video non può cancellare le offese contenute nel video.   [caption id="attachment_9172" align="aligncenter" width="571"]Dolce e Gabbana Il primo commento, con oltre 1.000 like, sottolinea la mancanza di genuinità degli stilisti nel video, che parlano alla telecamera solo dopo aver volto lo sguardo altrove - probabilmente verso un testo con le indicazioni sulle battute da dire. I due vengono definiti "attori"[/caption]   [caption id="attachment_9173" align="aligncenter" width="587"] Il secondo commento che appare nello screenshot è di un utente che sottolinea il ritardo delle scuse.[/caption]     Ciò che è chiaro è che quella di Dolce & Gabbana, oltre a essere un’azione di marketing scarsamente riuscita per il brand, è una lezione da cui apprendere.  

Vademecum della comunicazione corretta in Cina

I passi falsi del noto brand italiano ricordano l’importanza di un approccio culturalmente consapevole per le aziende che operano in Cina. In un momento storico in cui la Cina si sta aprendo fortemente all’interscambio con l’estero, essere rispettosi e coscienti delle differenze che separano le realtà è essenziale.  

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  Una strategia di marketing efficace deve anzitutto partire dallo studio del background del target e dal rispetto per lo stesso. I messaggi devono essere adatti e declinati per poter piacere a utenti che hanno gusti e valori differenti da quelli occidentali. Indubbiamente, nella comunicazione di Dolce & Gabbana c’era un riferimento e un’ironia dal sapore europeo, ma mentre nella cultura occidentale uno scherzo del genere poteva essere accettato, in Cina lo scherno rispetto a valori locali (come le bacchette) è un errore da non commettere.  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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