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La Festa di Metà Autunno (in cinese 中秋节, Zhōngqiū jié) o Festa della Luna è una tra le più importanti festività in Cina. Si celebra il quindicesimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare e quest'anno cade proprio oggi, il 13 settembre.  Come per ogni festività, anche la Festa della Luna è legata a leggende di folklore: le più conosciute sono quelle del coniglio lunare, o月兔 yuètù e quella dell'ancella Chang E, 嫦娥.  

La leggenda del coniglio lunare

La storia narra che un tempo solo tre animali abitavano la foresta: una volpe, un coniglio e una scimmia. Un giorno tre dei si travestirono da uomini vecchi, poveri ed affamati e si inoltrarono nella foresta in cerca di cibo. Una volta incontrati gli animali chiesero loro qualcosa da mangiare, che non esitarono ad aiutarli. La volpe e la scimmia tornarono con frutta e bacche, mentre il coniglio non riuscì a trovare nulla e si ripresentò solo una manciata d'erba. Davanti ai tre mendicanti il coniglio si sentì in difetto, chiese perdono a gran voce e si offrì a loro. Senza che questi avessero il tempo di replicare il coniglio si lanciò nel fuoco. I tre dei rimasero colpiti dalla sua generosità: pur di dar loro qualcosa da mangiare sacrificò la propria vita. I tre dei, commossi dal gesto, decisero di trasformarlo in un coniglio di giada e lo mandarono sulla luna come un dio immortale. La tradizione vuole che la notte della Festa di Metà Autunno, guardando attentamente la luna si può ancora vedere la sagoma del coniglio, che splende nella notte.  

La leggenda di Chang E

Una second leggenda molto conosciuta è quella di Chang E, 嫦娥, ancella della moglie dell’imperatore di Giada. Esistono diverse versioni della stessa storia, ma in tutte il finale è comune e in agrodolce: la protagonista viene separata dall’amato Hou Yi. La storia racconta che ai tempi dell’imperatore di Giada ci fossero dieci soli: questo arrecava non pochi problemi alla terra, che bruciava a causa della quantità di calore emesso. Hou Yi era un ottimo arciere, e decise di colpire tutti i soli tranne uno: in questo modo ottenne il benvolere dei cieli e un premio, un elisir di giovinezza, che si presentava sotto forma di pillola.  

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  Compagno di vita di Chang E, nascose l’elisir in un posto sicuro, che però venne scoperto dalla curiosa moglie, la quale dopo averlo ingerito acquisì la capacità di volare, fino a raggiungere la luna. Una volta arrivata lì, non poté più scendere: aveva tossito via una parte della pillola e perso la sua nuova capacità. Il suo amato non poteva raggiungerla, così chiese aiuto ad un coniglio che aveva trovato lì per ricreare una pillola che le desse la facoltà di tornare sulla terra. Non ci riuscì mai e per questo Hou Yi andò a vivere sul sole, così da essere più vicino a Chang E. Una volta l’anno, per congiunzioni astrali, si racconta che i due possano incontrarsi: ecco perché la luna sembra brillare di più durante la Festa di Metà15 Autunno.    baidu festa di metà autunno La pagina di Baidu dedicata alla Festa della Luna, alla quale si accede cliccando sul Doodle in homepage.    

Festa di Metà Autunno: tra dolci, lanterne e iniziative marketing

A partire dalle leggende si sono sviluppate una serie di tradizioni che ricorrono durante la Festa di Metà Autunno. Tra queste le più popolari sono mangiare le Moon Cake, o yuèbing 月饼, i tradizionali dolci della festa, oppure costruire lanterne a forma di coniglio. Questa festività oltre ad essere particolarmente sentita dalle persone, viene anche celebrata sul web. Per esempio, Baidu, il principale motore di ricerca cinese ha personalizzato il suo Doodle per l'occasione. Oggi al posto del tradizionale logo Baidu compare un'immagine con i conigli lunari e le Moon Cake. Cliccando il Baidu Doodle si atterra su pagina dedicata che riporta tutta una serie di informazioni relative a questa festività. Come per le altre festività, anche la Festa di Metà Autunno può offrire alle aziende ottime opportunità di Real Time Marketing. Creare contenuti ad hoc o lanciare delle promozioni o dei prodotti in serie limitata sono solo alcune delle possibili alternative. Di seguito potete vedere alcuni esempi di newsletter e cartoline dei nostri brand!    festa di metà autunno cinaNewsletter di Santa Margherita dal titolo "Riempi il bicchiere quando la luna è piena": proposto un abbinamento di tre vini SM con tre tipi di Moon Cake differenti, roba da veri intenditori!  

Festa di metà autunno cina

Newsletter D.B. Group, creata appositamente per l'occasione, con gli immancabili conigli lunari e i Dolci della Luna da abbinare ad un raffinato tè cinese  

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    La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Attrarre turisti cinesi negli hotel locali non è cosa facile, ma è certamente una mission che ogni struttura dovrebbe porsi. La crescita del turismo cinese nel mondo sembra non fermarsi più. Secondo dati Ansa, sono oltre 130 milioni i cinesi che annualmente si recano all'estero per turismo. Nel 2018 le dieci destinazioni preferite sono state Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. Per le strutture di questi paesi, quindi, il target cinese potrebbe riservare opportunità di profitto interessanti. Un cinese che visita l’Europa si aspetta di vedere città meravigliose, fare shopping di qualità, mangiar bene e avere una piacevole permanenza. Quest'ultima, infatti, non è un aspetto secondario per i turisti cinese, che vedono nel comfort e nella sicurezza due aspetti fondamentali del viaggio. Proprio per questo motivo i cinesi sono piuttosto cauti nella scelta dell’hotel nel quale pernottare e confrontano vari siti e recensioni prima di prendere una decisione definitiva. Fare breccia nel cuore dei turisti cinesi non è semplice, ma basta qualche piccolo accorgimento per catturare la loro attenzione e per farsi riconoscere.   

Presenza digital? essenziale, ma in lingua cinese

Il turismo proveniente dalla Cina è evoluto negli ultimi tempi. Se fino a qualche anno fa gli hotel sembravano l’unica scelta di pernottamento per i turisti cinesi, oggi non è più così. Appartamenti e case in affitto stanno diventando un’alternativa valida, soprattutto per i più giovani. In risposta a questo trend gli hotel dovrebbero cercare di migliorare la loro offerta e di porsi come chinese friendly per tornare ad essere la prima scelta. Il primo aspetto da non sottovalutare è la comunicazione, che deve essere rigorosamente in lingua cinese. I cinesi, infatti, non si sentono confident con il loro inglese e prediligono ricerche online in lingua cinese. Per questo motivo, avere un sito web accattivante e curare i social media occidentali serve a poco. Senza un canale di comunicazione in lingua cinese il messaggio difficilmente arriverà al target asiatico.   

I must-have per una strategia di comunicazione efficace

Sondaggi dimostrano che i viaggiatori cinesi effettuano quasi tutte le ricerche pre-viaggio nella loro lingua, su OTA cinesi o sui social media. Essere presenti sui canali social locali, perciò, diventa un must per non essere tagliati fuori. Ma ciò che assolutamente non può mancare è un profilo WeChat. WeChat e i WeChat Moments, i post pubblicati sulla bacheca social dell’App, sono i canali più utilizzati per raccogliere informazioni su destinazioni, strutture e molto altro. Stabilire una connessione costante con gli utenti cinesi attraverso WeChat, raccontare la qualità dei servizi offerti e mostrarsi interessati alla cultura del posto può essere la chiave di accesso al target cinese. Ma i canali social non bastano. Gli albergatori dovrebbero anche assicurarsi un posto all’interno dei principali siti aggregatori e piattaforme di viaggio minori in grado di offrire grande visibilità attraverso promozioni o contenuti in primo piano.  I canali digitali sono ormai un diktat essenziale per creare brand awareness e aumentare le potenzialità di profitto. Tanti hotel e strutture difficilmente riuscirebbero a raggiungere i turisti cinesi senza investire sul digital.   

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Le attenzioni ai turisti cinesi non sono mai abbastanza

Gli hotel devono avere anche una serie di caratteristiche per poter essere considerati accoglienti dai turisti cinesi. Per noi ciò che conta è trovare un posto carino e non troppo costoso. Per i turisti della Terra di Mezzo, invece, ci sono tanti altri parametri da prendere in considerazione per poter scegliere la sistemazione perfetta.  Wifi gratuito, ristorante in loco e servizio in camera sembrano essere le maggiori priorità. Ma anche opuscoli informativi in cinese, menù tradotti e personale che parla mandarino sono plus ben accolti.   Least but not last, i pagamenti via mobile. La Cina è un paese sempre più digitalizzato, contanti e carte di credito sono ormai caduti in disuso e le persone oggi preferiscono pagare via smartphone attraverso Alipay o WeChat Pay. Per i cinesi i pagamenti digitali sono un risparmio notevole di tempo, per non parlare della sicurezza e della della comodità del servizio. Adibire pagamenti digitalizzati trasmetterà un'ottima immagina del vostro hotel, al passo con i tempi e attento alle esigenze dei suoi ospiti.      

Un target dalle mille opportunità

I turisti cinesi hanno aspettative e bisogni molto diversi rispetto a quelli dei viaggiatori occidentali. Assecondare i loro standard non è semplice, ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutarti a catturare il loro interesse e ad attrarli nella nel tuo hotel. Servizi su misura e presenza attiva sulle principali piattaforme digital cinesi contribuiranno a renderti una potenziale prima scelta, in mezzo a milioni di alternative. Ricordati che i cinesi sono un popolo collettivista, le voci circolano velocemente e le persone si fidano del parere di amici e conoscenti. Fare colpo su un turista cinese può significare ospitare tutta la sua rete di guanxi.  

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  La Cina è un mercato singolare: se da una parte possa sembrare quasi impossibile avere successo in un panorama di questo tipo, dall’altra bastano semplice accortezze e il supporto di esperti per attuare una strategia di successo. Non dimentichiamoci mai che nonostante i migliaia di chilometri che ci dividono, la Cina non è poi così lontana.   Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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San Valentino in Cina: fare marketing durante il 520

San Valentino in Cina: non solo un evento da festeggiare ma soprattutto un'occasione per fare marketing. Fare marketing in Cina vuol dire porre attenzione ai particolari che i grandi danno quasi per scontati e in merito ai quali i più piccoli si interrogano ancora. Tra questi il calendario delle festività e delle occasioni commerciali riveste un'importanza fondamentale. Soprattutto all'interno del piano editoriale che i brand dovrebbero prevedere sul proprio canale WeChat.  

Come funziona WeChat: l'importanza di un piano editoriale

Nel 2019 parlare dell’importanza di WeChat per i brand che vogliono promuoversi in Cina appare pleonastico, che se ne parli per un’azienda multinazionale o una PMI, se le mire volgono all’internazionalizzazione WeChat è il primo investimento da mettere in conto. Ma non basta. Cosa si pubblica su WeChat? Si può semplicemente riversare il piano editoriale occidentale e sperare che colpisca il target? Ma andiamo per gradi. Come funziona WeChat?  

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  WeChat, che per farla brevissima è nato come applicazione di messaggistica per poi evolversi in una sorta di ecosistema che fa tutto (social media, app di servizi, game, metodo di pagamento), è un canale di comunicazione one-to-one. Questo significa che tramite WeChat i brand possono parlare al singolo utente / fan, che nel momento in cui si iscrive al canale di un brand decide di ricevere una newsletter a settimana da parte del brand. E poi cosa si aspetta da ricevere? Qualcosa di nuovo e di fresco. Le aziende presenti su WeChat con dei canali branded sono 1,5 milioni: da azione di marketing esclusiva è passata ad essere un’arena all’interno dei quali i marchi devono combattere per poter emergere con messaggi divertenti e ingaggianti. Ecco perché sorprenderli con un’attenzione dedicata alle festività e abitudini locali è un tassello necessario a costruire un puzzle di successo.  

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Cosa vuol dire 520?

Il 520, che cade il 20 maggio (in cinese la data si legge in maniera simile all’inglese, anno-mese-giorno, al contrario che nella nostra costruzione sintattica), è una delle tante feste in cui in Cina si celebra l’amore. Il motivo per cui durante questa giornata è lecito – anzi doveroso – prendersi per mano e dirsi cose romantiche è semplice quanto brillante: in cinese 我爱你 (wo ai ni, ti amo) si pronuncia in maniera molto simile a 五二零 (wu er ling, che è la data 5-2-0). Come abbiamo visto per il Capodanno Cinese, anche per questa occasione è strategico intraprendere azioni di marketing. Sia offline, online, o integrata (Burberry ha lanciato un mini-game per l’occasione!) una strategia di valore oggi celebra con il target questa occorrenza. Come? Qui sotto alcune cartoline e newsletter dei nostri brand (come vedrete, c’è tanto da imparare dai mobilieri)! Have a nice read!  

San Valentino in Cina: gli auguri dei brand di arredo

[caption id="attachment_9894" align="aligncenter" width="758"] Gli auguri di Carpanelli e Vibieffe, brand di arredo italiani. Per Carpanelli un letto matrimoniale e per Vibieffe il prodotto Him & Her, quali prodotti più adatti per augurare buon 520?[/caption]   [caption id="attachment_9895" align="aligncenter" width="712"] Gli auguri di Minotti e Living Divani: Minotti comincia con una poesia di Shakespeare e Living Divani ingaggia i lettori con un sondaggio sui prodotti preferiti dai lettori.[/caption]     [caption id="attachment_9896" align="aligncenter" width="672"]San Valentino in Cina Le grafiche di Jumbo Group sono rosse, come il colore dell'amore e di più buon auspicio in Cina![/caption]    

San Valentino in Cina: e... da parte dei brand di vino!

  [caption id="attachment_9897" align="aligncenter" width="795"]San Valentino in Cina Mezzacorona augura a tutti buon 520 con un bicchiere di vino, cin cin! Anzi, ganbei![/caption]   [caption id="attachment_9898" align="aligncenter" width="749"]San Valentino in Cina Santa Margherita celebra il 520 con riferimenti culturali cinesi e occidentali: super cross-cultural![/caption]    

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   [caption id="attachment_9438" align="aligncenter" width="325"]mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.[/caption]    

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Cosa fanno uno straniero, un uomo d’affari cinese e un funzionario governativo di Pechino al karaoke? Non è l’inizio di una barzelletta: lo straniero e l’uomo d’affari stanno cercando di costruire guanxi per ottenere l’approvazione di un progetto. 

 

Cosa sono le guanxi?

Se avete avuto a che fare con la Cina ne avrete sicuramente sentito parlare. Il termine Guanxi (关系) ha nella società cinese un valore profondo e indica un sistema di relazioni intricato e complesso che regola i rapporti interpersonali. È una “safety net” basata sullo scambio di favori e reciprocità. Le guanxi hanno origine nella tradizione confuciana che concepisce l’individuo all’interno di una rete sociale e non come isolato. Sono inoltre intrinsecamente connesse alla natura collettivistica della società cinese, che vede l'interesse del gruppo venir prima all'interesse individuale. Questo termine non è da confondere con il semplice “networking” legato alla professione. Infatti, questo sistema di relazioni interpersonali è molto più stratificato: si forma alla nascita e inizia ad espandersi già in età infantile. Essere ammesso in una buona scuola o università, ad esempio, consentirà ad un ragazzo cinese di inserirsi in un gruppo sociale in grado di sostenerlo meglio durante l’età adulta.  La formazione del guanxi continua poi per tutta la vita, passando dalla sfera familiare e amicale a quella delle relazioni e dei rapporti di lavoro. E c’è di più: un individuo non beneficia soltanto delle proprie relazioni interpersonali, ma può avere accesso anche alle “reti” dei propri amici, familiari e conoscenti, le cosiddette guanxi indirette.

Azienda cinese

 

Guanxi e Business

Trascurare le guanxi e sottovalutarne l’importanza può essere un errore fatale per le aziende e i businessman stranieri.  La negoziazione di accordi è infatti soggetta alla formazione di un rapporto interpersonale (vedi anche articolo: La cultura degli Yingchou) che si realizza tramite ripetuti incontri, cene e serate al karaoke. La costruzione dunque di una relazione di partnership commerciale ha dei tempi più lunghi rispetto agli standard occidentali. Solitamente questo aspetto è vissuto con una certa dose di frustrazione da molti uomini d’affari stranieri, che arrivano ad interpretare male il comportamento della controparte cinese, tacciandola di inefficienza e desiderio di perder tempo. In realtà, per i negoziatori cinesi la costruzione della relazione personale è essenziale, in quanto questi tendono a dare maggiore importanza alla fiducia e alla parola data rispetto alla firma di accordi formali e contratti. Così può capitare che quando si arriva alla firma del contratto il cliente cinese ci chieda: “nel contratto c’è tutto quello che abbiamo discusso?”. Al nostro assenso firmi il documento senza averlo minimamente controllato, poi lo strappi e ce lo restituisca dicendo: “ci fidiamo l’uno dell’altro”.  Va da sé che per fare affari in Cina è dunque fondamentale conoscere e saper usare le guanxi.

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Come costruire delle buone guanxi 

Costruire delle solide guanxi può risultare complesso per lo straniero che si approccia per la prima volta al mercato cinese. Ecco alcuni consigli: 
  1. Onestà e dedizione: costruire una propria rete di contatti richiede impegno e soprattutto integrità morale. Le guanxi si basano sulla fiducia e la relazione personale, non sono semplici connessioni utilitaristiche.
  2. Tempo: è necessario un periodo più o meno lungo di tempo, diversi incontri e scambi per poter arrivare a costruire una vera e propria guanxi. La pazienza è la virtù dei forti!
  3. Sensibilità e intelligenza culturale: per approcciarsi ad una nuova realtà culturale è sempre necessaria una buona dose di conoscenza e comprensione del diverso. Intelligenza emotiva, capacità cross-culturali e umiltà sono i requisiti indispensabili per avvicinarci all’altro facendolo sentire accettato e compreso.
  4. Reciprocità: in cinese renqing. La rete delle guanxi si sostiene sullo scambio di favori e gentilezze. Non contraccambiare un favore equivale a perdere la fiducia della propria rete e dunque a perdere le guanxi. 
  5. Regali: i regali rientrano nella categoria della reciprocità, ma vanno dispensati con moderazione.

Embed from Getty Images   Allora, come si fa a capire se siamo riusciti o meno a costruire delle guanxi? È abbastanza semplice.  Se le riunioni non sembrano arrivare mai a dei risultati concreti è perché in realtà si sta ancora costruendo una relazione. Se la pratica di approvazione di un progetto è bloccata misteriosamente è perché non c’è la giusta guanxi. Se vi tocca fare un’ora di fila al ristorante mentre qualcuno arrivato dopo di voi entra e ha subito pronto il tavolo è perché vi siete scordati di prenotare… ma anche perché non avete la giusta guanxi! E se i risultati tardano a venire non bisogna perdersi d’animo. Come direbbe il saggio Confucio: “non importa se ti muovi piano, l’importante è che non ti fermi”.  

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Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   mini-program

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Se c’è una cosa che ho imparato vivendo in Cina è che per chiudere un affare bisogna essere disposti a brindare.  Scordatevi il business all’occidentale, fatto di incontro, discussione - più o meno accesa - confronto diretto, accordo, stretta di mano e arrivederci. In Cina, una relazione di business non si concluderà mai lietamente senza prima costruire una relazione personale tra gli interessati. E qual è il modo migliore di trasformare uno sconosciuto in un amico? Semplice: bere un bicchiere insieme!  La pratica di socializzare con il proprio network lavorativo/business al di fuori dell’ufficio ha un nome ben preciso in cinese, yingchou, e consiste in un vero e proprio rituale: cena o karaoke e bevande alcoliche. Si intrattiene l’ospite con divertimento, buon cibo e ripetuti e insistenti brindisi fatti di complimenti, promesse di amicizia eterna, prospettive di grandi affari e offerta di aiuto nel risolvere qualsiasi problema l’altra parte possa avere.   

Un'attenta strategia di power play

Ad un occhio poco attento questa pratica culturale può sembrare poco etica o triviale, ma dietro l’apparente bonomia, vi è un’attenta strategia di power play. Da una parte ci si accattiva il favore dell’ospite, dall’altra lo si scruta in un momento in cui quello getta la maschera formale di uomo d’affari, di pari passo con l’alzarsi del tasso alcolemico. Ormai una prassi per i lavoratori cinesi, gli yingchou non risparmiano nemmeno gli stranieri.  Se siete mai stati in Cina per affari ricorderete senz’altro il lauto banchetto, ampiamente annaffiato, che ha fatto seguito alla trattativa di business. Uno dei motivi per cui i cinesi sono considerati un popolo estremamente ospitale!  Se però per lo straniero a caccia di opportunità lo yingchou è un bel ricordo della trasferta in Cina, per la maggior parte dei professionisti e lavoratori cinesi (nonché per gli stranieri che lavorano in stabilmente in Cina) questa pratica culturale può trasformarsi in un dovere pressante, persino un incubo, e nuocere seriamente alla salute del proprio fegato.  Yingchou business cina 3Un pranzo di lavoro è un momento di incontro importante: è possibile stabilire una relazione personale con i propri clienti e/o partner.  

Yingchou: un lavoro di PR

Per alcuni, poi, gli yingchou possono addirittura diventare un vero e proprio lavoro. Il mio coinquilino cinese, manager di alto livello in una importante società di Pechino, ha un banchetto quasi ogni sera. Passa il giorno a casa, cercando di superare la sbornia, facendo qualche telefonata ai clienti o al suo team per coordinare il lavoro. Un giorno gli ho chiesto perplessa come potesse continuare a lavorare senza che lo licenziassero e lui ridendo mi ha risposto che il suo lavoro consisteva nel costruire le necessarie relazioni sociali e lavorative, in cinese guanxi*, utili all’azienda per poter ottenere contratti importanti e acquisire clientela. Come costruire le guanxi se non portando i clienti e i business partner a cena, a bere e al karaoke?  Ma se troppi yingchou possono distruggerti il fegato o sottrarre tempo alla famiglia, e nei casi più gravi rovinare il tuo matrimonio, questa pratica ha anche degli aspetti positivi, soprattutto per chi non è costretto a viverla nel quotidiano.  Infatti, per uno straniero si tratta di un momento d’oro per l’acquisizione di esperienza strategica su come si comportano veramente i cinesi tra di loro, senza il filtro (spesso sottilissimo ma sempre presente) che separa il cinese dallo straniero. È una questione di cultura: i cinesi danno per scontato (e nella maggior parte dei casi è vero) che un non-cinese non riesca a comprendere fino in fondo le infinite stratificazioni di questa antichissima cultura, per cui tendono ad adottare abitudini più “globalizzate” e meno profondamente cinesi.  Ma durante gli yingchou questi filtri cadono.   Yingchou

In ambiente business solitamente le Yingchou si fanno a cena, ma potrebbe capitare anche in situazioni meno formali, come una serata karaoke. Tenete presente, che molti ristoranti cinesi offrono salette con tanto di microfono e schermo per trasformare il dopocena in un momento di condivisione.

 

Da provare, per credere...

La prima volta che ho partecipato ad un banchetto d’affari non ci ho capito nulla: mi sono ritrovata con una sigaretta in una mano (non fumo) e un bicchierino stracolmo di grappa cinese nell’altra. Alla fine della serata sono tornata a casa barcollando, convinta che tutto quello che i cinesi ci avevano promesso si sarebbe realizzato e che presto avremmo fatto grandi affari. Ci ho messo una decina di yingchou, per capire che si trattava di un rituale ben articolato e che qualsiasi forma di partnership avrebbe richiesto ben più di brindisi e promesse alcoliche. Con la pratica ho iniziato a capire meglio il rituale, le sfumature di significato nascoste dietro i brindisi, ho messo insieme tanti indizi infinitesimali che mi hanno insegnato a distinguere un vero sì da un sì apparente. È anche grazie agli yingchou che ho capito il vero modo di pensare e di esprimersi dei cinesi, ho imparato a fare affari con loro e costruito un mio network di contatti personali, di guanxi.  Conoscere questa pratica culturale è fondamentale per chiunque voglia fare affari in Cina. Se non viene compresa appieno, nella sua forma di cerimoniale e di rito di socializzazione, può essere fraintesa, soprattutto da chi è estraneo al contesto cinese. Di fatti, si tende a prendere in parola la controparte, nelle sue promesse mirabolanti, restando profondamente amareggiati nel notare che, alla successiva trattativa, permangono le promesse fraterne ma gli affari non scorrono come ipotizzato. Oppure si tende a sottovalutare la sua rilevanza strategica, liquidando gli yingchou al pari di una semplice inclinazione cinese a gozzovigliare. L’impazienza si impossessa del business man straniero, ma è proprio l’impazienza che spinge a commettere errori. Dopotutto, la trattativa resta un’arte, come la guerra. E come direbbe Sun Tzu**: “Se conosci il nemico e te stesso, di sicuro vincerai”. Se poi siete astemi, meglio cambiare destinazione!   *Il guanxi è un network di contatti (che si forma in un arco temporale molto lungo) a cui un individuo può fare riferimento quando ne necessita; ad esempio per velocizzare pratiche burocratiche, per ottenere informazioni importanti o per conseguire altri favori. Ne parlerò più ampiamente in un articolo dedicato.  ** Sun Tzu, autore del famoso trattato di strategia militare cinese “L’Arte della Guerra”.

Yingchou

 

Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   [caption id="attachment_9438" align="aligncenter" width="325"]mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.[/caption]    

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Capodanno Cinese 2019: le migliori strategie di marketing

  Dopo lo scivolone di Dolce&Gabbana e dei loro cannoli siciliani too much, la Cina potrebbe spaventare anche i markettari più coraggiosi. Ma così non deve essere. L'esperienza - anche degli altri - insegna e non mancano esempi virtuosi. Nelle righe di seguito vi proponiamo alcune strategie di marketing e comunicazione studiate per il Capodanno cinese che stanno raccogliendo un grande successo in Cina. Prima di iniziare, però, è bene fare una doverosa premessa. Il calendario Cinese è un tripudio di feste sconosciute ai più qui in Occidente, conoscerlo e includerlo nel proprio piano di comunicazione globale dovrebbe essere un diktat per i brand che davvero vogliono colpire il target sinofono. Siamo sicuri che lo prescriverebbe anche il dottor Kotler in persona.  

Capodanno Cinese: come, quando, perché

Tra le feste più importanti, anzi, la più importante (o forse a pari con la Festa della Repubblica, per cui però le azioni di marketing intraprese sono evidentemente meno dato il tipo di festeggiamento) è il Capodanno. Per chi non ne sapesse nulla, il capodanno cinese (春节, Chūn jié), è una festività dalla storia plurisecolare (ha origine 4000 anni fa) ed è per certi versi simile al nostro primo dell’anno: nasce per celebrare l’anno appena passato, i sacrifici e il lavoro, e per augurarsi che l’anno successivo possa regalare qualcosa di più. Quest'anno cade il 5 febbraio (la vigilia è il 4), e non sono pochi i cinesi desiderosi di festeggiarlo con i propri cari. O facendosi un regalo.

 

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Longchamp: l'ormai collaudata collaborazione con Mr. Bags

Longchamp, l'apprezzatissimo marchio di pelletteria francese reso famoso dalla linea Pliage, ha centrato ancora una volta il bersaglio. Il brand, il cui nome cinese 珑骧 (Lóng Xiāng) è già una lezione di marketing fatta e finita (il significato è "dragone"), ha realizzato infatti una nuova edizione limitata in occasione dell'Anno del Maiale. Il tutto in collaborazione con Mr Bags, tra i principali e più apprezzati KOL in Cina, e capace di fatturare migliaia di euro in pochi secondi.  
[caption id="" align="aligncenter" width="548"]Capodanno Cinese_Mr Bags Mr Bags è tra i principali KOL in Cina. Longchamp non è la sua prima collaborazione con brand stranieri in Cina: prima del marchio francese ha infatti collaborato con Givenchy, Montblanc, Tod's.[/caption]
  Già nel 2018 la loro collaborazione per l'Anno del Cane aveva avuto un ottimo successo - le borse portavano due simpatiche zampette, che oltre a richiamare appunto l'animale, erano a coppia, di ottimo auspicio nella Cultura Cinese. Quest'anno si prevede che il loro Pig Pack riscuota lo stesso, enorme, se non maggiore, successo.  
[caption id="" align="aligncenter" width="564"]Capodanno Cinese_Longchamp L'edizione limitata Longchamp x Mr Bags: il maiale è riportato con un'elegante linea che ne ricorda la coda.[/caption]
  La collezione (e citiamo il publiredazionale della piattaforma cinese Sohu.com) è stata progettata con uno stile unico, richiamando gli elementi classici che contraddistinguono il marchio (la morbida pelle d'agnello e di pecora) e qualche elemento vivace (la sagoma del maialino) per ringiovanirla e renderla più giocosa. Non è facile non cadere nel kitch quando l'animale che ci si trova a dover festeggiare è un maiale. E Mr Bags ha reso la coda del maialino una linea elegante e quasi naturale. Chapeau!  
Capodanno Cinese_Longchamp_2

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E gli altri?

Ovviamente Longchamp non è stato l'unico marchio che ha celebrato il Capodanno Cinese, ma sicuramente è stato uno migliori. Oltre al brand gestito da Sophie Delafontaine, infatti, anche Coach, Givenchy, Vans, Swatch e molti altri hanno realizzato edizioni limitate recanti simpatici maialini.
[caption id="" align="aligncenter" width="524"]Capodanno Cinese_Givenchy L'elegante packaging di Givenchy è rosso, colore del Capodanno Cinese.[/caption]  
Le borse Gucci hanno il muso di un maialino: giocose ma con l'inconfondibile trama apprezzata oltre Muraglia.
[caption id="" align="aligncenter" width="511"]Capodanno Cinese_Louis Vuitton Il portachiavi con monogrammi LV è di dimensioni più ridotte ma riesce nel suo intento cross-cultural.[/caption]
 

Gucci e il Capodanno Cinese: anche in Italia ci sappiamo fare

In Italia la medaglia di best practice va indubbiamente a Gucci, che oltre ad aver realizzato una bellissima capsule collection ha sviluppato una campagna pubblicitaria piena di millennial e maialini. La limited edition richiama il segno zodiacale in ogni singolo prodotto, a partire dai portafogli per arrivare alle borse, scarpe, felpe e molto altro.   [caption id="" align="aligncenter" width="560"]Capodanno Cinese_Gucci Le borse Gucci interpretano il Capodanno Cinese in maniera giocosa, pur rimanendo fedeli all'apprezzatissima trama del brand, un must Oltre Muraglia.[/caption]  
[caption id="" align="aligncenter" width="553"] La campagna pubblicitaria di Gucci per il Capodanno Cinese: millennial e maialini in un'ambientazione suggestiva e apprezzatissima dal target, New York.[/caption]
      Per promuovere la collezione, Gucci ha utilizzato diverse piattaforme digitali. Tra queste l'immancabile WeChat e il sempre più popolare Douyin. La piattaforma di mini-video da molti mesi sta popolando e si sta facendo conoscere anche in Occidente con il nome TikTok. I più geek ne avranno sicuramente sentito parlare.  

LEGGI ANCHE: DOUYIN, LA NUOVA APP PER RAGGIUNGERE I MILLENIAL CINESI

  Per promuovere la sua collezione il brand ha scelto di puntare su influencer molto seguiti e apprezzati dai millennial. Questi ultimi sono stati invitati dai testimonial a realizzare video con simpatici maialini sullo sfondo. La campagna che ha assunto subito i contorni di un gaming per gli utenti si è dimostrata azzeccata. L'engagement è stato straordinario. Basti pensare che il solo post condiviso su WeChat ha raccolto più di 100.000 letture e quasi 1.000 mi piace!   [caption id="attachment_9445" align="aligncenter" width="760"] La newsletter di WeChat di Gucci: lo sfondo rosso, i maialini e KOL, il mix perfetto per ingaggiare il target cinese.[/caption]  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   [caption id="attachment_9438" align="aligncenter" width="325"]mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.[/caption]    

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Cashless, una parola magica per chi trascorre una vita frenetica. Ovvero la possibilità di potersi liberare del peso del contante. Di non dover controllare di avere sempre abbastanza soldi o una carta di credito nel portafogli. Se non addirittura di non dover ricordarsi di avere sempre il portafogli con sé. Insomma una preoccupazione in meno per chi è sempre di corsa e rischia di dimenticarsi facilmente qualcosa. Un sogno per molti, che però oltre la Grande Muraglia è già una realtà. Oggi, in quasi tutta la Cina è infatti possibile vivere cashless, basta possedere un cellulare e usare le due App che dominano il mercato dei pagamenti mobili: WeChat Pay di Tencent e Alipay di Alibaba (nella foto in apertura). Il contante è diventato una rarità: per gestire qualsiasi tipo di acquisto basta scansionare un QR code o trasferire il denaro via App in pochi passaggi.  Ma quindi è davvero possibile vivere una intera giornata senza portafogli in Cina? Sì. E, per chi fosse scettico, racconto la mia giornata cashless tipo, in cui armata del solo cellulare mi accingo ad affrontare la sterminata capitale cinese.     Caterina Russo

Caterina Russo si divide tra l'Italia e Pechino. È socio fondatore di Élite China Academy, la prima accademia italiana esclusivamente dedicata al training professionale per chi parla cinese.

 

Vivere cashless in Cina è possibile

Quella che vi racconto di seguito è una giornata come un'altra. La differenza è che oggi - per fortuna - si riesce ad ammirare un bel cielo blu e l'aria è più pulita del solito. Anche se il freddo in questo periodo si fa sempre più pungente. Ore 8: il traffico è terrificante, ma ormai non lo temo. Armata di cellulare mi avvicino a una dei milioni di bici utilizzabili disseminate per  tutta la città grazie ai servizi di bikesharing. Oltre alle più note OFO e Mobike ve ne sono anche altre, ognuna con un colore diverso che contraddistingue il brand. Un vero e proprio arcobaleno di bici a portata di App! Ne scelgo una, inserisco il codice che mi viene inviato sul cellulare e il lucchetto si sblocca. Salto su e via: mi mescolo alla marea di cinesi alla volta dell’ufficio, in uno slalom forsennato tra auto, tricicli, motorini elettrici e tante tante bici colorate. Ore 9.30: durante la riunione mattutina in ufficio decidiamo di programmare una business trip a Shanghai e Canton. Apro la App di CTrip, il primo portale del turismo online in Cina, e con pochi semplici passaggi acquisto i biglietti del treno per Shanghai e poi l’aereo per Canton. Per il pagamento mi basta immettere il codice di autorizzazione che uso per WeChat Pay o Alipay.  

> Élite China Academy: la prima accademia italiana dedicata a chi parla cinese 

 

Il pranzo "fast" si ordina sulla App

Ore 12: pausa pranzo (eh sì in Cina si pranza presto!). Io e la collega decidiamo di restare in ufficio e ordinare cibo da asporto sulla famosa App Ele.me, il cui nome si può tradurre come “Hai fame?”. La scelta è ampissima, scorriamo tra le diverse vetrine digitali di ristoranti di cucina cinese e internazionale, diamo un’occhiata alle opzioni promozionali e ai menù più votati, poi con un clic ordiniamo quello che ci piace e paghiamo come sempre via mobile payment. Entro il tempo prestabilito il fattorino si presenta all’ingresso dell’ufficio e ci consegna il pranzo, chiedendoci di dare un buon voto al ristorante e a lui per la consegna. Il rating è tutto quando hai a portata di App centinaia di ristoranti diversi.  Ore 13: Mentre sono ancora in pausa, decido di fare un po’ di shopping su Tmall e Taobao, due delle piattaforme più usate per gli acquisti online. Controllo le taglie di alcuni vestiti, interagisco con il customer care e procedo al pagamento online. Soddisfatta vado a bere un "caffè cashless" e saldo il conto scansionando il QR code alla cassa.     [caption id="attachment_9353" align="aligncenter" width="700"]cashless WeChatPay: nelle schermate, partendo da sinistra: si scansione il QR code con l'App, si conferma che l'importo sia corretto, quindi si inserisce una password per un ulteriore conferma di sicurezza e infine viene visualizzato che il pagamento è andato a buon fine. [/caption]  

Quando il farmacista lo consulti sul web

Ore 17: la mia collega inizia a lamentare un forte mal di testa. Mi offro di uscire a cercare una farmacia, in barba al freddo, ma lei mi ferma: “non preoccuparti, ora la ordino via App e me la faccio consegnare qui in ufficio”. Questo l’avevo scordato: da italiana ci sono ancora delle cose che nella mia testa vanno fatte in modo tradizionale, come andare in farmacia. Lei, invece, apre la sua bella App (anche in questo settore le App proliferano e si può scegliere tra tantissimi servizi diversi) e in pochi passaggi compra il farmaco che desidera. “E se non sai cosa comprare?”, le chiedo un po’ incredula. “C’è il farmacista online che ti consiglia!”. Ah beh, allora! Ore 18.30: un’altra giornata di lavoro volge al termine. Il traffico è sempre intenso e il freddo è ancora più pungente, così per tornare decido di prendere la metro. A Pechino la metro è un reticolo intricato di linee: attualmente sono 17 per un chilometraggio operativo totale di 471 chilometri. All’ora in cui la gente stacca dagli uffici si formano lunghe file ai tornelli, per non parlare delle biglietterie! Ora però le operazioni sono velocizzate dalla possibilità di scaricare un’App e pagare il biglietto della metro direttamente dal proprio cellulare. Acquisti, passi il cellulare sullo scanner apposito e sei dentro.  

La spesa si fa online mentre si è in metropolitana

Mentre siedo in metro faccio la spesa online sulla App di Jingdong (ma ce ne sono anche altre): c’è tutto quello che mi serve e in mezz’ora circa (o un’ora a seconda dell’App) un fattorino sarà alla mia porta per consegnarmi la spesa in tempo per poter preparare la cena! Ore 20.30: dopo aver cenato decidiamo insieme ai miei coinquilini di andare in centro a bere qualcosa. Mentre ci prepariamo ad uscire chiamo un taxi con l’App Didi Taxi e nel giro di 10 minuti il tassista ci aspetta sotto casa. Saltiamo su, raggiungiamo il nostro bar preferito e per pagare la corsa basta scansionare un QR! Neanche a dirlo, anche i drink possiamo pagarli con Wechat Pay o Alipay. Al ritorno ci accomodiamo in un altro taxi e una volta a casa dritti a nanna. Ed è così che si conclude un perfetto giorno cashless a Pechino: i giorni di dipendenza dal portafogli, dai bancomat e dalla cartamoneta sembrano davvero lontani.   [caption id="attachment_9351" align="aligncenter" width="700"]cashless mobike qr code Una delle biciclette Mobike, servizio di bike sharing attivo anche in Italia. Per utilizzare le bici basta essere registrati sull'App e inquadrare il codice QR.[/caption]

 

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     Marketing in Cina 2018

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Dolce & Gabbana: una comunicazione non troppo cross-culturale

  Internazionalizzare la propria attività in un altro paese non è un passaggio scontato. Per poter avere successo, specialmente in un paese complesso e distante - non solo geograficamente - come la Cina, occorre tenere in forte considerazione le radici culturali del target. E non offenderlo. Da qualche giorno, l’hot topic del web è lo scivolone di Dolce & Gabbana in Cina. Ne parlano tutti, da ogni parte del globo. Ma che cosa è successo esattamente? E perché?  

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Gli albori della polemica: qualche piatto italiano e un paio di bacchette

La notizia è ormai stata sviscerata: i due stilisti hanno promosso il loro grande Fashion Show in Cina tramite video che ritraggono una modella cinese che cerca di mangiare una pizza, un cannolo e degli spaghetti con le bacchette. In sottofondo, una fastidiosa voce fuori campo le spiega che non è il modo corretto per mangiarla.  La pubblicità risulta indubbiamente un po’ come lo zio che alle feste fa scherzi di cattivo gusto, ma può venire naturale chiedersi il perché di tutto questo scalpore. Senza voler ripercorrere tutte le tappe della debacle internazionale, in questo articolo analizziamo insieme a Marcella Gao e Janet Wang, project manager di Triboo East Media, i motivi del fallimento di tale comunicazione.   Dolce e Gabbana

 

Comunicazione in Cina: le basi da seguire (anche per Dolce & Gabbana)

Alla base di una comunicazione efficace vi è sempre la comprensione e il rispetto della cultura del target a cui ci si rivolge. La comunicazione di Dolce & Gabbana è stata lacunosa sia dal punto di vista della creazione del contenuto sia dal punto di vista della gestione della crisi. Prendendo come punto di partenza i contenuti iniziali, come evidenziato da Marcella Gao, “il problema fondamentale dei video di Dolce & Gabbana è che i post si indirizzavano alla comunità cinese. Ma con un punto di vista totalmente eurocentrico. Anzi italo-centrico. Il concept che lega i video è una ragazza cinese che cerca di mangiare vari cibi italiani (pizza, spaghetti e cannolo) con le bacchette. Ma non è una buona idea scherzare sulle bacchette. Fin da piccoli, i cinesi sono abituati a utilizzarle: diventano una sorta di simbolo. E’ impossibile che qualcuno non sia in grado di utilizzarle ed è offensivo essere presi in giro per questo. Non è tanto questione di non saper scherzare su sé stessi, ma nessun cinese si sognerebbe di provare a mangiare questi piatti con le bacchette. Inoltre, non sarebbe così incapace”.  

Pizza, spaghetti e cannolo: una triade che ha fatto parlare di sé

Protagonista di ogni video è un diverso piatto italiano, che la modella puntualmente prova a mangiare con le bacchette, schernita dalla voce fuori campo. Per ognuno dei video è possibile evidenziare un errore in termini di comunicazione. Partiamo da quello meno grave”, spiega Marcella Gao: “il popolo cinese sa che la pizza si mangia con le mani. Non ci sono persone che provano a mangiarla con le bacchette, nessuno è così fuori dal mondo”. Ma i passi falsi più gravi sono negli altri due video. Gli spaghetti non sono un’esclusiva italiana. La cucina cinese è ricca di piatti a base di spaghetti ed è evidente che le persone siano abituate e capaci di mangiare la pasta lunga con le bacchette. Scherzare sull’idea di una nostra incapacità in questi termini è da una parte di scarso gusto, dall’altra una battuta poco riuscita”. “Per finire con il cannolo. Dolce & Gabbana ha sempre avuto una comunicazione votata allo scalpore, ma le battute a sfondo sessuale sono un po’ too much”.  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione sopra le righe

Il brand è evidentemente avvezzo a una comunicazione mirata alla sorpresa e allo scandalo, ed è comprensibile che potesse pensare di fare parlare di sé. Ma questa volta sembra aver sorpassato il limite. A onor di cronaca, però, non è la prima volta che Dolce & Gabbana divide gli animi cinesi. La prima volta, spiega Janet Wang, “è stata in occasione di una campagna che avvicina modelli vestiti dal brand a persone comuni, rappresentate in maniera molto rurale e stilizzata."    

Stereotipi e marketing: un accostamento da evitare

Le bacchette però non sono l’unico errore nella comunicazione del brand. La pubblicità appare come un ritratto stereotipato della Cina. Assomiglia all’idea vaga che gli stranieri hanno dei cinesi, a partire dalla modella per finire con l’ambientazione del ristorante. Come ha spiegato Janet Wang, la modella, con i tratti somatici così caratteristici, assomiglia solo a una piccola porzione della popolazione cinese. “Nei film di Hollywood, tutti i cinesi hanno visi molto simili. Questo è perché vengono selezionati attori con la medesima provenienza geografica. Ma la Cina è un continente, e i volti cambiano molto da regione a regione. Non tutti hanno la palpebra come la modella di Dolce & Gabbana.”  

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  La modella, che a noi occidentali potrebbe apparire come una bellissima donna di origine cinese, non è stata percepita dal target come rappresentativa. Sembra proprio che i cinesi siano stufi di vedersi ritratti in una sola maniera. In aggiunta, la voce fuori campo è basata su un preconcetto sbagliato che vede i cinesi incapaci di pronunciare parole straniere. “Il modo in cui pronuncia ‘bravissimo’ o ‘Dolce e Gabbana’ dà una cattiva immagine del popolo straniero” spiega Janet Wang. Tutto questo, condito dalla scelta di una location, che come quella della modella, non è piaciuta a tutti. “Il ristorante è il tipico ristorante che gli italiani si aspettano di trovare in Cina. Ma in Cina ci sono anche posti in stile moderno, occidentale. Trendy. Non è solo tradizione e stereotipi”.  

Comunicazione fallita: la risposta di Dolce & Gabbana

Che Dolce & Gabbana abbia mangiato pane e stereotipi a colazione è ormai un fatto. Ma se errare è umano, perseverare è diabolico. In altre parole, “l’errore dei video poteva anche essere perdonato, lo scoglio più grande risiede nella gestione della comunicazione post crisi, ha spiegato Janet Wang. Dopo infatti il furore che ha scatenato la pubblicazione dei post, l’ufficio PR Cina del brand ha taciuto. Per due giorni. A rispondere ai primi commenti da parte degli utenti è stato Stefano Gabbana, che d’impulso ha risposto a vari utenti (sono molti gli screenshot che girano in rete) scavandosi la fossa attorno.   [caption id="attachment_9170" align="aligncenter" width="570"]Dolce e Gabbana Le risposte di Stefano Gabbana a un'utente di origine cinese hanno causato un'indignazione ancora maggiore tra gli utenti cinesi: lo stilista ha peccato in termini di educazione e comprensione.[/caption]     Rispondere a un utente offeso che la Cina è un paese di ignoranti è un errore molto grave”, spiega Marcella Gao, “e sotterrare la questione spiegando che il profilo è stato hackerato non è una soluzione adatta”.    

Il video di scuse e la percezione dell'utenza cinese

Le conseguenze dei video sono state considerevoli: la chiusura degli store e-commerce, la nascita dell’hashtag #boicottaDolce&Gabbana e il divieto impartito dal Governo Cinese di svolgere la sfilata. L'evento, formalmente vietato dal Governo, è stato anche boicottato da numerosi VIP (Chen Kun, Wang Junkai, Dili Reba), che in linea con quanto affermato dalle fonti ufficiali di Stato, si sono dichiarati profondamente offesi e intenzionati a non partecipare alla sfilata. Solo in seguito a tutto ciò, Dolce & Gabbana si è attivata con un video di scuse sul canale ufficiale Weibo del brand, rivolgendosi direttamente agli utenti.   [caption id="attachment_9171" align="aligncenter" width="673"]Dolce e Gabbana Dolce e Gabbana nel video di scuse pubblicato sul canale Weibo del brand. L'effetto del post non è stato quello desiderato: in tanti hanno definito ipocriti gli stilisti, sottolineando che le loro scuse sono arrivate tardi e incomplete.[/caption]   La risposta del web non è stata evidentemente quella sperata. In molti hanno risposto spiegando che le scuse non bastano e che quel video non può cancellare le offese contenute nel video.   [caption id="attachment_9172" align="aligncenter" width="571"]Dolce e Gabbana Il primo commento, con oltre 1.000 like, sottolinea la mancanza di genuinità degli stilisti nel video, che parlano alla telecamera solo dopo aver volto lo sguardo altrove - probabilmente verso un testo con le indicazioni sulle battute da dire. I due vengono definiti "attori"[/caption]   [caption id="attachment_9173" align="aligncenter" width="587"] Il secondo commento che appare nello screenshot è di un utente che sottolinea il ritardo delle scuse.[/caption]     Ciò che è chiaro è che quella di Dolce & Gabbana, oltre a essere un’azione di marketing scarsamente riuscita per il brand, è una lezione da cui apprendere.  

Vademecum della comunicazione corretta in Cina

I passi falsi del noto brand italiano ricordano l’importanza di un approccio culturalmente consapevole per le aziende che operano in Cina. In un momento storico in cui la Cina si sta aprendo fortemente all’interscambio con l’estero, essere rispettosi e coscienti delle differenze che separano le realtà è essenziale.  

> LEGGI ANCHE: CIIE 2018: XI JINPING METTE LA CINA IN PRIMA LINEA NELLA CREAZIONE DI UN’ECONOMIA GLOBALE INTEGRATA

  Una strategia di marketing efficace deve anzitutto partire dallo studio del background del target e dal rispetto per lo stesso. I messaggi devono essere adatti e declinati per poter piacere a utenti che hanno gusti e valori differenti da quelli occidentali. Indubbiamente, nella comunicazione di Dolce & Gabbana c’era un riferimento e un’ironia dal sapore europeo, ma mentre nella cultura occidentale uno scherzo del genere poteva essere accettato, in Cina lo scherno rispetto a valori locali (come le bacchette) è un errore da non commettere.  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     Marketing in Cina 2018

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San Valentino: in Cina sono 5 le feste degli innamorati

  I numeri rivestono un’importanza fondamentale nella cultura cinese. Il settimo giorno del settimo mese del calendario lunare rappresenta una importante festività: quella degli innamorati, che quest’anno cade il 17 agosto (il 7 agosto nel 2019). Altrimenti conosciuta come 七夕节, Qīxī jié, cioè Festa della settima notte, la Festa degli innamorati è associata ad una romanticissima leggenda, che come tutti i racconti di folklore, circola in numerose versioni. Racconta la storia di due giovani amanti, Niu Lang e Zhi Nu, una sorta di Romeo e Giulietta dell’antica Cina: lui, un povero bovaro orfano di entrambi i genitori, lei una bellissima fata celeste. Un giorno, mentre curava una mucca malata, Niu Lang intravide Zhi Nu e, come nelle migliori storie patinate, fu amore a prima vita. I due decisero subito di sposarsi e diedero alla luce due bambini, prima di essere tragicamente separati dalla regina dei Cieli, moglie dell’imperatore di Giada, che non vedeva di buon occhio le unioni tra profani e divinità. Percependone la sofferenza, la Regina Madre acconsentì infine a far incontrare gli innamorati una volta all’anno: il settimo giorno del settimo mese. Da allora, si festeggia questa ricorrenza scrutando il cielo e pregando Zhi Nu: al buio si possono vedere le due stelle degli innamorati ritrovarsi, e a Zhi Nu le giovani donne chiedono di imparare a tessere e di trovare l’amore.   [caption id="attachment_9468" align="aligncenter" width="800"]san valentino cina wechat Alcuni esempi di newletter di WeChat personalizzate dal team di Triboo East Media per il San Valentino in Cina[/caption]

San Valentino cinese: in totale sono 5 le feste

  Nonostante sia la festa tradizionalmente legata agli innamorati, oggi i cinesi tendono a celebrare - soprattutto nel caso delle nuove generazioni - il "San Valentino" durante altre occorrenze:
  • Il 14 febbraio – il nostro San Valentino (情人节,Qíngrén jié).
  • il 14 marzo con il cosiddetto San Valentino Bianco, baise qingrenjie. Una festa che arriva dal Giappone, promossa sin dal 1978 dalle industrie dolciarie.
  • Il 20 maggio o 520, che in cinese si pronuncia 五二零 (wǔ èr líng), dal suono molto simile a 我爱你 (wǒ ài nǐ), che in cinese vuol dire “ti amo”.
  • Storicamente, però, la prima festa degli innamorati cinese cadeva il quindicesimo giorno del calendario lunare cinese, che con la Festa delle lanterne segna la fine delle festività legate al Capodanno Cinese.
  In queste festività nate in tempi più recenti, le abitudini sono più legate all’universo occidentale e consumista: si regalano fiori, cioccolatini e si cerca un ristorante più lussuoso… un’ottima occasione di marketing sui social network.  

> LEGGI ANCHE: LE MIGLIORI STRATEGIE MARKETING PER IL CAPODANNO CINESE 2019

 

San Valentino in Cina: si festeggia sul web 

  In ognuna di queste date i principali social network cinesi come WeChat e Weibo sono presi d’assalto da messaggi di auguri. I più importanti siti e-commerce come Tmall e JD.com propongono una vasta offerta di prodotti dedicati agli innamorati. Con oltre 750 milioni di utenti digitali, in Cina tutto si muove sul web. E anche una festa romantica come “San Valentino” diventa una buona occasione per pianificare delle campagne marketing. Che sia per dare visibilità al proprio brand, piuttosto che sfruttare una ricorrenza a fini commerciali. L'esempio più eclatante è sicuramente l'11/11 (l'11 novembre), data in cui si celebra il "Single's day". Una ricorrenza che il gruppo Alibaba ha trasformato nel "Global Shopping Festival". Una giornata di shopping sfrenato, che l'hanno scorso ha portato Tmall a fatturare oltre 22 miliardi di euro in sole 24 ore. Più di Black Friday e Cyber Monday messi insieme!  

> LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: COME SCEGLIERE IL PROPRIO BRAND AMBASSADOR

    [caption id="attachment_8844" align="aligncenter" width="700"]Festa della Luna Dolcetti realizzati da Dior in occasione della La Festa della Luna o Festa di Mezzo Autunno, una tra le più importanti festività in Cina (clicca sull'immagine per leggere l'articolo).[/caption]  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.  

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Investire in Cina e in Asia orientale: l'intervista a Lorenzo Riccardi

Approcciare un mercato complesso come quello cinese non è semplice. Anche dal punto di vista fiscale. Per avere una visione d'insieme e dei consigli utili per le aziende italiane che vogliano investire in Cina ne abbiamo parlato con Lorenzo Riccardi, Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. Lorenzo Riccardi vive e lavora a Shanghai, dove insegna alla Jiao Tong University. Il suo interesse e l’impegno accademico sono stati premiati con una borsa di studio per un progetto di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. Oltre agli incarichi accademici, Riccardi ha ricoperto diversi ruoli istituzionali ed è stato sindaco e membro del consiglio di amministrazione di numerose organizzazioni no-profit e multinazionali come Armani, Trussardi, Max Mara e Parmalat. È inoltre socio e fondatore dello Studio di consulenza RsA, specializzato in Asia e paesi emergenti.

 

Lavorare in Cina: il punto di vista di Lorenzo Riccardi

Parlando con Lorenzo Riccardi colpisce subito la passione con cui racconta il suo lavoro. “Ho sempre avuto grande interesse per l’Oriente. Dopo molti viaggi nella regione, dal 2004 ho deciso di occuparmi di Cina e Far East, seguendo i principali investimenti in quest’area. L’interesse verso l’Asia nasce dal fascino colto in tanti viaggi in questa regione, dalla Giordania a Timor Est, dallo Sri Lanka alle due Coree ho viaggiato nelle principali città e territori del continente”. Un interesse che lo ha portato a ricoprire diversi ruoli importanti: “Ho collaborato negli anni con Shanghai Jiao Tong e Shanghai University, dove sono ricercatore presso la Scuola di Economia con un progetto di ricerca sulle interazioni tra Cina e ASEAN. Sono membro dell’ordine dei Dottori commercialisti e dei Revisori in Italia, di HKCPA Institute e di America CPA e sono stato nominato Senior Fellow dall’Australia CPA Association, il più grande ordine professionale con focus sull’Asia.” Oggi Lorenzo Riccardi risiede a Shanghai, dove gestisce gli uffici e i professionisti di RsA Asia, boutique di consulenza tax e advisory per gli investimenti nel Far East.

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I settori su cui puntare secondo Lorenzo Riccardi

Una domanda che si pongono tanti imprenditori che vogliono investire in un mercato dinamico come la Cina è su quali settori puntare oggi. “Il numero crescente di progetti di carattere internazionale offre stimoli e opportunità continue. I nuovi settori sono quelli promossi da Pechino: ambiente, aerospaziale e ogni ambito in cui si applichino scienza e tecnologia di alto contenuto”. Ma non solo: “Vi sono inoltre settori a forte crescita, spinti da nuovi trend di consumo. Tra questi il turismo, in ogni suo segmento, il settore agro-alimentare e il settore delle tecnologie informatiche. La nautica e il settore della formazione sono inoltre ambiti nuovi in cui investire. Nei segmenti tradizionali, la Cina rimane primo mercato per lusso e alta gamma, automotive e molti altri ambiti. L’e-commerce in generale è il futuro trend trainato da Pechino, con un mercato che da domestico diventa globale e aziende che superano ogni record di crescita”.   Lorenzo Riccardi

 

I settori con agevolazioni fiscali in Cina

In Cina esistono settori in cui è incoraggiato investire e che quindi possono risultare più attraenti per le imprese italiane. Abbiamo chiesto a Lorenzo Riccardi se esistono settori che godono di particolare agevolazioni fiscali. E che quindi possono essere più interessanti. “Esistono settori specifici e aree geografiche che garantiscono vantaggi per gli investimenti esteri. L’ambiente è il settore che garantisce maggiori incentivi con agevolazioni fiscali fino alla completa esenzione da tributi. Gli investimenti ad alto contenuto tecnologico o che introducono nuove tecnologie possono beneficiare di una licenza high-tech con imposte sui redditi del 15%. Questo carico fiscale è inferiore a qualunque aliquota d’imposta standard applicata nella regione asiatica”. La Go West policy ha promosso ulteriormente. “Con aliquote del 15%, gli investimenti nelle province centrali e occidentali del Paese sono molto incentivati. La VAT oggi è lo strumento con cui Pechino ha incentivato export, import e specifici settori, tra cui i servizi, con variazioni d’aliquota e incentivi frequenti”.

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Investire in Cina: gli aspetti da considerare secondo Lorenzo Riccardi

Quando si decide di investire in Cina, esistono alcuni aspetti che devono essere tenuti in considerazione. “Lavorare nel contesto asiatico garantisce soddisfazioni per un numero di operazioni e progetti che in Italia e in Europa sembrano rallentare. Tuttavia questo significa gestire criticità e temi complessi in un contesto molto diverso da quello europeo, quali ad esempio la lentezza burocratica e le difficoltà di gestione delle differenze culturali e linguistiche”.

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  Non bisogna inoltre dimenticare la valuta cinese: “Uno dei principali aspetti da considerare è il sistema finanziario; il CNY è una delle più forti valute a livello globale, ma non ha ancora corso internazionale. La valuta cinese è di fatto valuta di riferimento per le principali transazioni internazionali ma viene convertita con sistemi virtuali e la Cina rimane un paese a controllo valutario. Ogni flusso viene monitorato in modo molto diverso da quanto accade nelle economie occidentali”.   Lorenzo Riccardi

 

Investire in Cina: i passi falsi da evitare

Una volta deciso di investire in Cina e chiare quali sono le opportunità, ci sono alcune azioni da portare avanti e altre da evitare. Come ha raccontato Riccardi. “Occorre essere consapevoli di tempistiche e step amministrativi molto allungati. Non vanno quindi considerati criteri internazionali, ma occorre esperienza sul mercato domestico per gestire ogni nuovo progetto. La gestione del personale è la task più complessa per ogni organizzazione. In Cina assume criticità ulteriori, date dal turnover e dall’offerta elevata di posizioni appetibili per lavoratori qualificati. Non bisogna avere fretta nelle fasi di start up, occorre studiare il progetto con un team di esperienza locale e non solo con background transnazionale”.

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Investire in Cina: gli errori più frequenti secondo Lorenzo Riccardi

Ma quindi quali sono gli errori più frequenti? “Tra i più ricorrenti che ho potuto constatare la gestione finanziaria, il sotto-capitalizzare le società neo costituite, i calcoli non congrui del costo del personale e la mancanza di esperienza. Ma anche di conoscenza delle capacità e dell’aggressività dei competitor locali”.

Essere un imprenditore in Cina

Per concludere la visione d’insieme dataci da Lorenzo Riccardi, gli abbiamo domandato quali fossero i principali pregiudizi da sfatare per l’imprenditore italiano che sbarca in Cina. “Operare in Asia significa confrontarsi con difficoltà culturali, linguistiche e strategiche. Queste devono essere gestite continuamente per ogni operazione e progetto ma tra i pregiudizi da sfatare vi è la considerazione di un’imprenditoria cinese non pronta ai mercati globali. Nell’esperienza, manager e investitori locali dimostrano invece capacità sofisticate nel negoziare e gestire transazioni e progetti di elevata complessità. Rallentamenti, variazioni nelle direzioni, complessità crescente nelle relazioni sono spesso il frutto di strategie puntuali con fini aziendali specifici”.

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