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"In questo periodo così particolare è importante analizzare in modo razionale l'evolversi del mercato cinese. Oggi i media, sopratutto quelli italiani, fomentano paure spesso irrazionali. Il mercato cinese va sempre affrontato con una visione di lungo periodo e con un approccio differente. Con milioni di persone costrette a casa, a livello di marketing diventa fondamentale investire in una comunicazione meno legata alle azioni commerciali e più incentrata sull'engagement e sul contenuto. Inoltre, è bene prepararsi: le tendenze digital si stanno rafforzando e velocizzando. Se la paura potrebbe spingere emotivamente al blocco o all'attesa, la razionalità dovrebbe portarci a investire di più e in maniera diversa". Queste le parole di Emanuele Vitali, Co-Founder e CEO di East MediaL’emergenza Coronavirus, infatti, non sta terrorizzando solamente le persone. La Coronavirus -fobia sta infatti contagiando anche le aziende straniere presenti sul territorio cinese, così come quelle che vedevano la Cina come una grande opportunità di business. Paura, incertezza, preoccupazione e visione a breve termine sono le parole che meglio definiscono lo stato attuale delle imprese internazionali che guardano alla Cina odierna. Ma è bene rimanere per un po’ in disparte adesso che le condizioni non sono favorevoli? È meglio investire altrove? Fermiamoci un attimo e mettiamo un po’ di chiarezza.  

Aziende già presenti in Cina: tanta paura… Immotivata

Tante aziende straniere già presenti sul mercato cinese da anni stanno vivendo questo periodo di incertezza con forte preoccupazione. Tante hanno persino deciso di interrompere momentaneamente ogni tipo di attività. Ma di fronte a questo momento di crisi le aziende non dovrebbero fare passi indietro o prevedere grandi tagli agli investimenti. Per ovvie ragioni, infatti, la popolazione è costretta a casa e limita le uscite il più possibile. Le città cinesi non sono mai state così vuote, forse nemmeno durante la Festa di Primavera. E se i cinesi passano la maggior parte del loro tempo tra le mure domestiche, anche le attività che possono fare sono limitate. Aumenta di conseguenza il tempo speso su Internet, sui social network o sui marketplace. Un maggior tempo di connessione alla rete implica una maggiore visibilità dei contenuti sulla stessa e, quindi, una rilevante possibilità per i brand di farsi notare.  Questa semplice e lineare equazione dimostra che questo momento particolare della storia cinese non dovrebbe preoccupare eccessivamente le aziende internazionali presenti in Cina. Dovrebbe, piuttosto, incentivarle a potenziare la loro strategia comunicativa. Le imprese dovrebbero puntare ad aumentare la propria brand awareness. Come? Lanciando campagne ad hoc, producendo più contenuti e facendosi notare dagli utenti. Comunicare la vicinanza del brand ai cinesi, sostenerli e incoraggiarli sono tutte azioni di solidarietà che, oltre ad essere eticamente corrette, hanno un risvolto positivo anche per la reputation delle aziende stesse. Creare un legame emotivo ed emozionale con gli interlocutori farà percepire il brand come affidabile, attento e vicino alla sfera personale della sua audience.   

L’eccellenza mondiale è al fianco dei cinesi

Alcuni brand si sono mobilitati in questo senso creando contenuti ad hoc, come newsletter o post social. Oppure utilizzando i principali hashtag di supporto.  Inter, per esempio, è uno di questi e si è attivato fin dal principio mostrando il proprio sostegno al popolo cinese. In occasione del Derby l’Inter ha deciso di scendere in campo con delle uniformi speciali. Stampata sul braccio la scritta “中国加油”, ovvero “Forza Cina”. Ha anche lanciato lo slogan “Today and always. Together as a team. Forza Wuhan”, che sarà affisso a San Siro in diverse aree dello stadio. Il presidente cinese Steven Zhang e Inter, inoltre, hanno donato 300 mila maschine sanitarie alla città di Wuhan. Infine, il Gruppo Suning, proprietario dell’Inter, ha fin da subito prestato sostegno e devoluto donazioni a ospedali e istituzioni locali.     [caption id="attachment_11903" align="aligncenter" width="550"]Inter Coronavirus China Newsletter WeChat di Inter per la sensibilizzazione al problema del Coronavirus[/caption]   Tutte queste attività sono state comunicate da Inter sui canali social ufficiali occidentali e cinesi, come WeChat, e stanno ricevendo migliaia di condivisioni e commenti. Come Inter, anche il noto brand Cucinelli ha mostrato il proprio supporto al popolo cinese. Brunello Cucinelli in persona ha dedicato una lettera di incoraggiamento a tutti i cinesi. L'ha poi pubblicato sui social media occidentali e su quelli cinesi, in particolar modo su WeChat.   [caption id="attachment_11904" align="aligncenter" width="700"]cucinelli coronavirus cina Newsletter WeChat di Cucinelli - Post Instagram di Cucinelli[/caption]   Anche Stella McCartney ha pubblicato sui canali social cinesi un video di incoraggiamento. Nel video ha affermando di essere al loro fianco e di sostenere il Paese finchè l’incubo non sarà terminato. Living Divani, invece, ha voluto integrare il messaggio di solidarietà alla Cina all’interno del suo piano editoriale. In occasione della Feste delle Lanterne - che si è celebrata l’8 febbraio - il brand brianzolo ha lanciato una newsletter con un rimando alla tragedia del Coronavirus. “Saremo la vostra luna e vi aiuteremo a superare l’oscurità”,  queste le parole del brand italiano a sostegno della Cina. [caption id="attachment_11905" align="aligncenter" width="415"]living divani coronavirus cina Newsletter WeChat di Living Divani a cura di East Media[/caption]   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI  

Aziende non ancora presenti in Cina: meglio rimandare?

Accanto alle aziende già presenti in Cina, vi sono anche tanti brand che stavano valutando l’idea di entrare nel mercato cinese. Ora però, viste le circostanze, hanno rinunciato in attesa di tempi migliori. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una presa di posizione non razionale. A volte le aziende non conoscono le dinamiche cinesi e non sanno a chi rivolgersi per comprenderle. Ciò che non sanno, però, è che questo è il momento ideale per iniziare ad investire in Cina. Come saprete l’ecosistema digitale cinese racchiude piattaforme completamente diverse dalle nostre. Per attivare questi canali è necessario sostenere delle procedure burocratiche e dei controlli piuttosto lunghi, che possono durare da poche settimane, fino a diversi mesi. WeChat, per esempio, ha un tempo di attivazione fino a 12 settimane, e lo stesso si può dire di Tmall. L’apertura e  setup di un flagship store sul marketplace cinese può, infatti, richiedere da uno fino a diversi mesi. Per questo motivo, attivarsi fin da subito permetterebbe quindi di arrivare preparati una volta che l’allarme Coronavirus sarà rientrato. Non a caso durante l'epidemia di SARS nel 2003 venne fondato JD.com, uno dei maggiori rivenditori online in Cina. Così come Taobao, la piattaforma B2C di Alibaba. Sarà forse una coincidenza?  

I fatti parlano: i risvolti digital del Coronavirus

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che questo periodo di stallo sta velocizzando i trend previsti per gli anni a venire. Tra questi la crescita e il potenziamento dell’e-commerce, che si sta verificando già da ora. Negli ultimi anni i cinesi hanno preso l'abitudine di acquistare online. Ma sono rimaste comunque alcune categorie di prodotti che preferiscono comprare in negozio. A causa del Virus, però, anche queste stanno iniziando ad essere ordinate online. Per esempio, prima dell'epidemia le persone erano solite comprare i beni alimentari freschi nei mercati. Ora invece acquistarli online è diventata la norma. La crisi portata dal Coronavirus sta dunque costringendo le persone a trovare nuovi modi di accedere a ciò di cui hanno bisogno, ripiegando sul commercio online. Si prevede che l’abitudine di acquistare qualsiasi genere di bene o servizio online permarrà anche una volta superata la crisi. Il commercio online è infatti più comodo e veloce che recarsi fisicamente nei negozi. Per non parlare delle infinite code alle casse o ai tempi di spostamento per raggiungere i centri commerciali. Per questi motivo essere presenti online diventerà imperativo e farlo il prima possibile garantirà ai brand la giusta visibilità e possibilità di spiccare tra la massa.  

>>LEGGI ANCHE: VENDITE ONLINE IN CINA: I TREND 2020 DA TENERE D'OCCHIO

 

Parola d’ordine? Agire. Adesso.

Il Coronavirus sta colpendo duramente la Terra del Dragone, che però sta reagendo costruendo ospedali a tempo di record e unendosi in un coro di sostegno e solidarietà. Ciò che non uccide fortifica, e il popolo cinese è resistente e troverà il modo di uscirne ancora più forte di prima. Quanto tempo ci vorrà ancora non possiamo dirlo. Siamo però convinti che la Nazione tornerà a splendere come ha sempre fatto.  Anche le aziende internazionali dovrebbero essere fiduciose e sostenere la Cina e il suo popolo attivamente. Scappare o tirarsi indietro non porta a nulla di positivo. Così come per le relazioni interpersonali, in Cina c’è bisogno della fiducia anche quando si tratta di acquistare online. Porsi al fianco dei propri interlocutori e creare insieme a loro una relazione intima è una delle attività che i brand possono portare avanti per farsi largo tra la sentita competizione del mercato cinese e per raggiungere un ottimo posizionamento sul mercato. Parola d’ordine? Agire. Adesso.       Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendario cinese 2020   Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo: info@east-media.net  

 
Paese che vai... festività che trovi! Specialmente oltre la Grande Muraglia dove si usa un calendario lunisolare e quindi differente da quello gregoriano. Sebbene quest'ultimo sia ampiamente utilizzato, è il primo a determinare le date importanti. Secondo il calendario cinese 2020, dallo scorso 25 gennaio con la Festa di Primavera, o come è più comunemente conosciuta, il Capodanno cinese, siamo entrati ufficialmente nell'anno del topo. Ma il capodanno è solo una delle numerosissime festività tradizionali che vengono festeggiate in Cina. Molte delle quali, di rilevanza non indifferente anche sotto l’aspetto più commerciale.  Un discorso simile inoltre può essere fatto anche per la Russia. Ma la storia che vi si cela dietro ve la raccontiamo nei prossimi paragrafi.     calendario cinese 2020  

La tradizione russa e il suo calendario

Da più di 100 anni in Russia le date si scandiscono come in Italia. Ma un "fun fact" che contraddistingue la tradizione di Mosca è che nell'anno 1918, la mattina dopo il 31 gennaio era già il 14 febbraio. Questo perché,  successivamente alla Rivoluzione Bolscevica, si è voluto adottare un calendario che fosse più accurato rispetto a quello giuliano e lo stesso della maggior parte dei Paesi delle Nazioni Unite. Quello gregoriano, appunto. Quindi, se anche ora le date coincidono, alcune festività hanno doppia ricorrenza. Sfalsate di 13 giorni per la precisione. Caso del Capodanno, ad esempio, che viene riconosciuto in maniera non ufficiale anche nella notte tra il 13 e 14 gennaio.  

Calendario cinese 2020

Il popolo cinese è molto legato alle tradizioni e a queste spesso corrispondono delle festività. Se ne contano molte nel calendario e alcune di queste sono davvero poco conosciute ai più. Nel calendario cinese 2020 si festeggeranno la Festa di Primavera, il Festival delle Lanterne, delle Barche Drago e i diversi San Valentino (520, Qixi, etc.). Solo per nominarne alcune. Come ogni anno d'altronde. Interessante per i business è che per ognuna di queste occasioni si possono prevedere campagne di marketing specifiche.  Sono opportunità rinnovate per mostrarsi “simpatici” - nel senso etimologico di “sentire insieme” (da syn "con, insieme" e pathos "passione, sentire") - ed avvicinarsi ai consumatori.  

>>LEGGI ANCHE: VENDITE ONLINE IN CINA, I TREND 2020 DA TENERE D'OCCHIO

Festività come occasioni per localizzare la strategia di marketing

Di seguito vi proponiamo esempi pratici di attività realizzate per i canali WeChat di alcuni brand in occasione di festività cinesi.   Il Gufo, per il Festival delle Lanterne, ha proposto delle ricette alternative ai tradizionali dolcetti che i cinesi sono soliti mangiare durante questa occasione.   calendario cinese 2020   Santa Margherita, ha celebrato il 520 con riferimenti cross-culturali cinesi e occidentali.   calendario cinese 2020   D.B. Group per la Festa di Metà Autunno, con gli immancabili conigli lunari e i Dolci della Luna da abbinare ad un raffinato tè cinese.   calendario cinese 2020   VBC augura un Buon Anno del topo con una grafica pensata ad hoc che riprende i colori fortunati legati all'occasione. calendario cinese 2020     Le festività cinesi sono molto sentite e molte di queste possono anche essere celebrate efficacemente in via digitale. Le aziende possono quindi sfruttare a proprio vantaggio queste occasioni.  Intraprendere azioni di marketing che spaziano dalla comunicazione del brand alla promozione di prodotti, anche in serie limitata.  

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  Molte delle festività tradizionali possono rivelarsi delle vere e proprie opportunità per fare del business mirato ai mercati target.  Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendario cinese 2020    

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La Festa di Metà Autunno (in cinese 中秋节, Zhōngqiū jié) o Festa della Luna è una tra le più importanti festività in Cina. Si celebra il quindicesimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare e quest'anno cade proprio oggi, il 13 settembre.  Come per ogni festività, anche la Festa della Luna è legata a leggende di folklore: le più conosciute sono quelle del coniglio lunare, o月兔 yuètù e quella dell'ancella Chang E, 嫦娥.  

La leggenda del coniglio lunare

La storia narra che un tempo solo tre animali abitavano la foresta: una volpe, un coniglio e una scimmia. Un giorno tre dei si travestirono da uomini vecchi, poveri ed affamati e si inoltrarono nella foresta in cerca di cibo. Una volta incontrati gli animali chiesero loro qualcosa da mangiare, che non esitarono ad aiutarli. La volpe e la scimmia tornarono con frutta e bacche, mentre il coniglio non riuscì a trovare nulla e si ripresentò solo una manciata d'erba. Davanti ai tre mendicanti il coniglio si sentì in difetto, chiese perdono a gran voce e si offrì a loro. Senza che questi avessero il tempo di replicare il coniglio si lanciò nel fuoco. I tre dei rimasero colpiti dalla sua generosità: pur di dar loro qualcosa da mangiare sacrificò la propria vita. I tre dei, commossi dal gesto, decisero di trasformarlo in un coniglio di giada e lo mandarono sulla luna come un dio immortale. La tradizione vuole che la notte della Festa di Metà Autunno, guardando attentamente la luna si può ancora vedere la sagoma del coniglio, che splende nella notte.  

La leggenda di Chang E

Una second leggenda molto conosciuta è quella di Chang E, 嫦娥, ancella della moglie dell’imperatore di Giada. Esistono diverse versioni della stessa storia, ma in tutte il finale è comune e in agrodolce: la protagonista viene separata dall’amato Hou Yi. La storia racconta che ai tempi dell’imperatore di Giada ci fossero dieci soli: questo arrecava non pochi problemi alla terra, che bruciava a causa della quantità di calore emesso. Hou Yi era un ottimo arciere, e decise di colpire tutti i soli tranne uno: in questo modo ottenne il benvolere dei cieli e un premio, un elisir di giovinezza, che si presentava sotto forma di pillola.  

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  Compagno di vita di Chang E, nascose l’elisir in un posto sicuro, che però venne scoperto dalla curiosa moglie, la quale dopo averlo ingerito acquisì la capacità di volare, fino a raggiungere la luna. Una volta arrivata lì, non poté più scendere: aveva tossito via una parte della pillola e perso la sua nuova capacità. Il suo amato non poteva raggiungerla, così chiese aiuto ad un coniglio che aveva trovato lì per ricreare una pillola che le desse la facoltà di tornare sulla terra. Non ci riuscì mai e per questo Hou Yi andò a vivere sul sole, così da essere più vicino a Chang E. Una volta l’anno, per congiunzioni astrali, si racconta che i due possano incontrarsi: ecco perché la luna sembra brillare di più durante la Festa di Metà15 Autunno.    baidu festa di metà autunno La pagina di Baidu dedicata alla Festa della Luna, alla quale si accede cliccando sul Doodle in homepage.    

Festa di Metà Autunno: tra dolci, lanterne e iniziative marketing

A partire dalle leggende si sono sviluppate una serie di tradizioni che ricorrono durante la Festa di Metà Autunno. Tra queste le più popolari sono mangiare le Moon Cake, o yuèbing 月饼, i tradizionali dolci della festa, oppure costruire lanterne a forma di coniglio. Questa festività oltre ad essere particolarmente sentita dalle persone, viene anche celebrata sul web. Per esempio, Baidu, il principale motore di ricerca cinese ha personalizzato il suo Doodle per l'occasione. Oggi al posto del tradizionale logo Baidu compare un'immagine con i conigli lunari e le Moon Cake. Cliccando il Baidu Doodle si atterra su pagina dedicata che riporta tutta una serie di informazioni relative a questa festività. Come per le altre festività, anche la Festa di Metà Autunno può offrire alle aziende ottime opportunità di Real Time Marketing. Creare contenuti ad hoc o lanciare delle promozioni o dei prodotti in serie limitata sono solo alcune delle possibili alternative. Di seguito potete vedere alcuni esempi di newsletter e cartoline dei nostri brand!    festa di metà autunno cinaNewsletter di Santa Margherita dal titolo "Riempi il bicchiere quando la luna è piena": proposto un abbinamento di tre vini SM con tre tipi di Moon Cake differenti, roba da veri intenditori!  

Festa di metà autunno cina

Newsletter D.B. Group, creata appositamente per l'occasione, con gli immancabili conigli lunari e i Dolci della Luna da abbinare ad un raffinato tè cinese  

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

    La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Triboo Academy volerà nella capitale spagnola per il corso gratuito sul digital marketing per la Cina. Gli esperti del Gruppo Triboo saranno presenti per introdurre alcuni argomenti caldi come: e-commerce, marketplace, social media strategy e SEO. Importanti per l'internazionalizzazione digitale, soprattutto quando i canali sono diversi da quelli a cui si è abituati. La data da segnare in agenda è l' 8 Ottobre 2019, il luogo è la nuova sede di Triboo Madrid, Calle López de Hoyos, 42.  

Digital Marketing per la Cina

La trasformazione digitale sta rivoluzionando il modo di fare le cose e di conseguenza anche di fare business. Le aziende devono saper adattare le proprie strategie al panorama che cambia. Ciò implica anche che il marketing debba diventare, almeno in parte, digitale. Questo vale soprattutto per mercati decisamente non-trascurabili come quello cinese. Ricordiamo infatti che la Cina conta più di 800 milioni di utenti digitali, a rappresentare il Paese con il maggior numero di persone online al mondo. Quasi il numero di internet user di India e Stati Uniti presi insieme. Ma fare digital marketing per la Cina, non è cosa da poco. Il Regno di Mezzo presenta una serie di "barriere" che è fondamentale conoscere. I Social Network utilizzati non sono i soliti che si usano in Occidente. Così come i marketplace su cui i cinesi acquistano online non sono Amazon. Le preferenze dei consumatori rispecchiano anche caratteristiche culturali che è bene conoscere e le politiche dei contenuti devono rispettare certi canoni ed evitare altri tabù. Tra le piattaforme social più di successo in Cina ci sono WeChat e WeiboAlibaba e JD invece sono i principali shop online cinesi.  

>> SCARICA L'ESTRATTO DEDICATO AL DIGITAL MARKETING DEL X RAPPORTO ANNUALE "CINA 2019. SCENARI E PROSPETTIVE PER LE IMPRESE"

  Durante la Triboo Academy dell'8 Ottobre a Madrid per il digital marketing per la Cina, Martina D'Andrea (SEO Copy Specialist), Emanuele Arosio (Head of Global SEO), Emanuele Vitali (Managing Director di Triboo East Media) e David Olivares (CEO Spagna di Triboo) parleranno delle migliori strategie e degli strumenti utili a garantire una presenza digitale in mercati come quello cinese.  

Programma dell'evento

Di seguito il programma dell'evento:  
  • 09.00 - 09.30

    Registrazione


  • 09.30 - 10.00

    Introduzione: Come affrontare una strategia digitale di internazionalizzazione

    David Olivares (CEO - Triboo Spagna)
  • 10.00 - 11.00

    Oltre a Google: Motori di ricerca internazionali

    Martina D'Andrea (Seo Copy Specialist) Emanuele Arosio (Head of Global SEO)
  • 11.00 - 11.30

    Coffee Break


  • 11.30 - 12.30

    Oltre ad Amazon: Marketplace da tenere in considerazione

    David Olivares (CEO - Triboo Spagna)
  • 12.30 - 13.30

    Cina: Dai Social Network all'e-commerce

    Emanuele Vitali (Managing Director - Triboo East Media)
  • 13.30 - 14.30

    Light Lunch


  • 14.30 - 17.30

    One-to-One

    Possibilità di avere un incontro individuale con gli specialist per un'analisi light della tua strategia
 

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Vlog in Cina - il nuovo trend da cavalcare nel Regno di Mezzo

Da meno di un anno il vlog in Cina si sta facendo strada e sta guadagnando l'interesse degli utenti cinesi. Un nuovo format che le aziende potrebbero utilizzare efficacemente nelle strategie di comunicazione nel Regno di Mezzo. Prima di analizzare nel dettaglio il perché è bene chiarire alcuni punti.

Cos’è il vlog?

Vlog – che sta per “video blog” – è un termine che indica un record di pensieri, opinioni o esperienze che vengono pubblicate online come contenuti video. Sono riprese che raccontano una storia, dei veri e propri diari multimediali. Possono essere interessanti, divertenti, ma hanno una caratteristica in comune: devono appassionare. La fonte più utilizzata finora per la diffusione di questo tipo di prodotto media al mondo è YouTube. Per i vlogger infatti, l’obiettivo è quello di creare una community di utenti che si iscriva al proprio canale e segua i contenuti caricati sulla piattaforma. A livello di tematiche trattate non c’è una regola. Ogni topic può essere quello giusto: esperienze culinarie, viaggi, eventi, compleanni.. chi più ne ha, più ne metta. La chiave per appassionare è però raccontare una storia. Questa deve esser vera più che veritiera e raccontata in modo ingaggiante. Ad esempio, elementi ricorrenti nei vlog sono le scritte in sovrimpressione, a rendere più chiari dei concetti o ad introduzione di alcune scene, così come l’alternanza dialoghi-musica. https://www.east-media.net/douyin-social-network-cina-digital/

Il vlog in Cina

Quello dei vlog è un fenomeno che si sta facendo notare anche in Cina. Già oggi gli utenti più giovani sono soliti utilizzare piattaforme di livestreaming e short-video come Kuaishou e Douyin. Tanto che oltre la Grande Muraglia si contano oltre 500 milioni di utenti che quotidianamente guardano video. Stando però ai report diffusi da Baidu - il principale motore di ricerca in Cina - dall'autunno del 2018 ci sarebbe stato un significativo aumento dell'interesse per i vlog. Per dare un’idea dell’appeal che stanno avendo, a marzo 2019 il volume di ricerca è cresciuto a +324% rispetto all’anno precedente. Un trend che trova conferma anche su altre piattaforme. Per esempio, il social network Sina Weibo ha introdotto la verifica come "vlogger" agli utenti che pubblicano almeno 4 video al mese con le caratteristiche sopra descritte. Weibo, è solo una delle diverse piattaforme attraverso le quali gli utenti cinesi possono veicolare dei video. Anche se dall'audience inferiore, di non minore importanza sono BiliBili, Maobing o VUE. Per chi ancora non le conoscesse, BiliBili è un sito di streaming video. Maobing invece è un Appl'app dedicata appositamente ai vlog, recentemente acquisita da Tencent. VUE, infine, è una piattaforma per l'editing video e la registrazione che ha annunciato l'intenzione di creare una community di vloggers (Foto in copertina: credit Sixth tone).  

Perché dovrebbe interessare alle aziende?

I vlog hanno un grande potenziale di sviluppo in un mercato come la Cina. Un Paese dove il video marketing sta riscuotendo grandi risultati in termini di engagement, come dimostra la crescita di Douyin. Conosciuta in Europa come TikTok, questa piattaforma viene usata sempre più dai Brand per promuoversi e raggiungere potenziali clienti attraverso short video. Grazie ai vlog le aziende possono attuare una strategia di video marketing in più. Ingaggiando un vlogger alla stregua di un KOL, possono proporre dei contenuti differenti in un formato diverso. L'importante - come sempre in Cina - è conquistare la fiducia del consumatore: questa è al primo posto nella scala gerarchica dei "motivi per cui scegliere un Brand". Una fiducia che i consumatori ripongono sia nella marca sia in chi la presenta. https://www.east-media.net/lusso-in-cina-opportunita/

 La Cina: un mondo verso cui guardare

Ormai è diventato quasi ridondante ricordare che il Paese del Dragone è molto avanzato a livello digitale. E per quanto i vlog in Cina non si siano ancora affermati, è solo questione di tempo. Per avere successo in Cina bisogna essere predisposti anche ad adottare nuove formule e una strategia di marketing ad hoc non ancorata a quella per i mercati occidentali. Una cultura profondamente differente e un ecosistema digitale diverso impongono un approccio dedicato.     mini-program

Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.

 

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San Valentino in Cina: fare marketing durante il 520

San Valentino in Cina: non solo un evento da festeggiare ma soprattutto un'occasione per fare marketing. Fare marketing in Cina vuol dire porre attenzione ai particolari che i grandi danno quasi per scontati e in merito ai quali i più piccoli si interrogano ancora. Tra questi il calendario delle festività e delle occasioni commerciali riveste un'importanza fondamentale. Soprattutto all'interno del piano editoriale che i brand dovrebbero prevedere sul proprio canale WeChat.  

Come funziona WeChat: l'importanza di un piano editoriale

Nel 2019 parlare dell’importanza di WeChat per i brand che vogliono promuoversi in Cina appare pleonastico, che se ne parli per un’azienda multinazionale o una PMI, se le mire volgono all’internazionalizzazione WeChat è il primo investimento da mettere in conto. Ma non basta. Cosa si pubblica su WeChat? Si può semplicemente riversare il piano editoriale occidentale e sperare che colpisca il target? Ma andiamo per gradi. Come funziona WeChat?  

> LEGGI ANCHE: SINGLE DAY 2018: LE 10 PUBBLICITÀ PIÙ COOL DELL’EVENTO DA 30 MILIARDI

  WeChat, che per farla brevissima è nato come applicazione di messaggistica per poi evolversi in una sorta di ecosistema che fa tutto (social media, app di servizi, game, metodo di pagamento), è un canale di comunicazione one-to-one. Questo significa che tramite WeChat i brand possono parlare al singolo utente / fan, che nel momento in cui si iscrive al canale di un brand decide di ricevere una newsletter a settimana da parte del brand. E poi cosa si aspetta da ricevere? Qualcosa di nuovo e di fresco. Le aziende presenti su WeChat con dei canali branded sono 1,5 milioni: da azione di marketing esclusiva è passata ad essere un’arena all’interno dei quali i marchi devono combattere per poter emergere con messaggi divertenti e ingaggianti. Ecco perché sorprenderli con un’attenzione dedicata alle festività e abitudini locali è un tassello necessario a costruire un puzzle di successo.  

> LEGGI ANCHE: FESTA DELLE LANTERNE: TRA CELEBRAZIONI E STRATEGIE DI COMUNICAZIONE E MARKETING

 

Cosa vuol dire 520?

Il 520, che cade il 20 maggio (in cinese la data si legge in maniera simile all’inglese, anno-mese-giorno, al contrario che nella nostra costruzione sintattica), è una delle tante feste in cui in Cina si celebra l’amore. Il motivo per cui durante questa giornata è lecito – anzi doveroso – prendersi per mano e dirsi cose romantiche è semplice quanto brillante: in cinese 我爱你 (wo ai ni, ti amo) si pronuncia in maniera molto simile a 五二零 (wu er ling, che è la data 5-2-0). Come abbiamo visto per il Capodanno Cinese, anche per questa occasione è strategico intraprendere azioni di marketing. Sia offline, online, o integrata (Burberry ha lanciato un mini-game per l’occasione!) una strategia di valore oggi celebra con il target questa occorrenza. Come? Qui sotto alcune cartoline e newsletter dei nostri brand (come vedrete, c’è tanto da imparare dai mobilieri)! Have a nice read!  

San Valentino in Cina: gli auguri dei brand di arredo

[caption id="attachment_9894" align="aligncenter" width="758"] Gli auguri di Carpanelli e Vibieffe, brand di arredo italiani. Per Carpanelli un letto matrimoniale e per Vibieffe il prodotto Him & Her, quali prodotti più adatti per augurare buon 520?[/caption]   [caption id="attachment_9895" align="aligncenter" width="712"] Gli auguri di Minotti e Living Divani: Minotti comincia con una poesia di Shakespeare e Living Divani ingaggia i lettori con un sondaggio sui prodotti preferiti dai lettori.[/caption]     [caption id="attachment_9896" align="aligncenter" width="672"]San Valentino in Cina Le grafiche di Jumbo Group sono rosse, come il colore dell'amore e di più buon auspicio in Cina![/caption]    

San Valentino in Cina: e... da parte dei brand di vino!

  [caption id="attachment_9897" align="aligncenter" width="795"]San Valentino in Cina Mezzacorona augura a tutti buon 520 con un bicchiere di vino, cin cin! Anzi, ganbei![/caption]   [caption id="attachment_9898" align="aligncenter" width="749"]San Valentino in Cina Santa Margherita celebra il 520 con riferimenti culturali cinesi e occidentali: super cross-cultural![/caption]    

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   [caption id="attachment_9438" align="aligncenter" width="325"]mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.[/caption]    

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La Festa delle Lanterne (元宵节,Yuánxiāo jié) è una tra le più importanti festività in Cina. Cade il quindicesimo giorno del calendario lunare cinese che coincide con la prima luna piena. Una ricorrenza che quest'anno si celebra il 19 febbraio. Una festività molto sentita perché pone fine ai festeggiamenti per il nuovo anno, in occasione del quale i cinesi possono godere di un lungo periodo di vacanza (una settimana). Le origini di questa festa sono da rintracciare 2000 anni fa e si devono al buddismo in Cina: per mostrare rispetto a Buddha, gli imperatori iniziarono la tradizione di celebrarlo ogni quindicesimo giorno dell’anno appendendo luminose lanterne nel palazzo imperiale. E come lo stesso nome suggerisce, in occasione della giornata si appendono e accendono numerose lanterne colorate.  

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  Oggi quest’usanza e ancora diffusa – e non solo in Cina – ed è accompagnata da altre interessanti abitudini: fuochi di artificio, danze popolari (la più interessante è la Danza dei Leoni) e consumo di (元宵,yuánxiāo), palline di riso con ripieni di diverso genere.   [caption id="attachment_9481" align="aligncenter" width="800"]Festa delle lanterne Alcuni esempi di comunicazione adattata alla Festa delle Lanterne, di brand appartenenti a diversi settori commerciali.[/caption]  

Festa della Lanterne: un'opportunità di comunicazione

Come per altre festività in Cina (ma non solo...), le aziende possono sfruttare a proprio vantaggio la Festa delle Lanterne. Le opportunità sono diverse: da una comunicazione ad hoc per creare brand awareness oppure lanciare delle promozioni o dei prodotti in serie limitata. Il motivo è semplice: celebrare una festività rende sicuramente "simpatico" il brand ai clienti o potenziali tali. Specialmente in una giornata in cui gli utenti sono molto attivi sui canali social cinesi. Alla base di tutto, bisogna tenere in considerazione che per i cinesi le relazioni tra persone sono molto importanti. Festività come la Festa delle Lanterne sono quindi la giusta occasione per le attività di PR. Rinnovare o rendere ancora più stretti i rapporti in ambito professionale con un partner fa parte della giusta strategia per avere successo in Cina. Un discorso valido in ambito B2B che B2C.       Festa delle lanterne Il Gufo, azienda di abbigliamento da bambino, ha proposto delle ricette alternative ai tradizionali dolcetti che i cinesi sono soliti mangiare durante questa festività.

Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   [caption id="attachment_9438" align="aligncenter" width="325"]mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.[/caption]    

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Capodanno Cinese 2019: le migliori strategie di marketing

  Dopo lo scivolone di Dolce&Gabbana e dei loro cannoli siciliani too much, la Cina potrebbe spaventare anche i markettari più coraggiosi. Ma così non deve essere. L'esperienza - anche degli altri - insegna e non mancano esempi virtuosi. Nelle righe di seguito vi proponiamo alcune strategie di marketing e comunicazione studiate per il Capodanno cinese che stanno raccogliendo un grande successo in Cina. Prima di iniziare, però, è bene fare una doverosa premessa. Il calendario Cinese è un tripudio di feste sconosciute ai più qui in Occidente, conoscerlo e includerlo nel proprio piano di comunicazione globale dovrebbe essere un diktat per i brand che davvero vogliono colpire il target sinofono. Siamo sicuri che lo prescriverebbe anche il dottor Kotler in persona.  

Capodanno Cinese: come, quando, perché

Tra le feste più importanti, anzi, la più importante (o forse a pari con la Festa della Repubblica, per cui però le azioni di marketing intraprese sono evidentemente meno dato il tipo di festeggiamento) è il Capodanno. Per chi non ne sapesse nulla, il capodanno cinese (春节, Chūn jié), è una festività dalla storia plurisecolare (ha origine 4000 anni fa) ed è per certi versi simile al nostro primo dell’anno: nasce per celebrare l’anno appena passato, i sacrifici e il lavoro, e per augurarsi che l’anno successivo possa regalare qualcosa di più. Quest'anno cade il 5 febbraio (la vigilia è il 4), e non sono pochi i cinesi desiderosi di festeggiarlo con i propri cari. O facendosi un regalo.

 

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Longchamp: l'ormai collaudata collaborazione con Mr. Bags

Longchamp, l'apprezzatissimo marchio di pelletteria francese reso famoso dalla linea Pliage, ha centrato ancora una volta il bersaglio. Il brand, il cui nome cinese 珑骧 (Lóng Xiāng) è già una lezione di marketing fatta e finita (il significato è "dragone"), ha realizzato infatti una nuova edizione limitata in occasione dell'Anno del Maiale. Il tutto in collaborazione con Mr Bags, tra i principali e più apprezzati KOL in Cina, e capace di fatturare migliaia di euro in pochi secondi.  
[caption id="" align="aligncenter" width="548"]Capodanno Cinese_Mr Bags Mr Bags è tra i principali KOL in Cina. Longchamp non è la sua prima collaborazione con brand stranieri in Cina: prima del marchio francese ha infatti collaborato con Givenchy, Montblanc, Tod's.[/caption]
  Già nel 2018 la loro collaborazione per l'Anno del Cane aveva avuto un ottimo successo - le borse portavano due simpatiche zampette, che oltre a richiamare appunto l'animale, erano a coppia, di ottimo auspicio nella Cultura Cinese. Quest'anno si prevede che il loro Pig Pack riscuota lo stesso, enorme, se non maggiore, successo.  
[caption id="" align="aligncenter" width="564"]Capodanno Cinese_Longchamp L'edizione limitata Longchamp x Mr Bags: il maiale è riportato con un'elegante linea che ne ricorda la coda.[/caption]
  La collezione (e citiamo il publiredazionale della piattaforma cinese Sohu.com) è stata progettata con uno stile unico, richiamando gli elementi classici che contraddistinguono il marchio (la morbida pelle d'agnello e di pecora) e qualche elemento vivace (la sagoma del maialino) per ringiovanirla e renderla più giocosa. Non è facile non cadere nel kitch quando l'animale che ci si trova a dover festeggiare è un maiale. E Mr Bags ha reso la coda del maialino una linea elegante e quasi naturale. Chapeau!  
Capodanno Cinese_Longchamp_2

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E gli altri?

Ovviamente Longchamp non è stato l'unico marchio che ha celebrato il Capodanno Cinese, ma sicuramente è stato uno migliori. Oltre al brand gestito da Sophie Delafontaine, infatti, anche Coach, Givenchy, Vans, Swatch e molti altri hanno realizzato edizioni limitate recanti simpatici maialini.
[caption id="" align="aligncenter" width="524"]Capodanno Cinese_Givenchy L'elegante packaging di Givenchy è rosso, colore del Capodanno Cinese.[/caption]  
Le borse Gucci hanno il muso di un maialino: giocose ma con l'inconfondibile trama apprezzata oltre Muraglia.
[caption id="" align="aligncenter" width="511"]Capodanno Cinese_Louis Vuitton Il portachiavi con monogrammi LV è di dimensioni più ridotte ma riesce nel suo intento cross-cultural.[/caption]
 

Gucci e il Capodanno Cinese: anche in Italia ci sappiamo fare

In Italia la medaglia di best practice va indubbiamente a Gucci, che oltre ad aver realizzato una bellissima capsule collection ha sviluppato una campagna pubblicitaria piena di millennial e maialini. La limited edition richiama il segno zodiacale in ogni singolo prodotto, a partire dai portafogli per arrivare alle borse, scarpe, felpe e molto altro.   [caption id="" align="aligncenter" width="560"]Capodanno Cinese_Gucci Le borse Gucci interpretano il Capodanno Cinese in maniera giocosa, pur rimanendo fedeli all'apprezzatissima trama del brand, un must Oltre Muraglia.[/caption]  
[caption id="" align="aligncenter" width="553"] La campagna pubblicitaria di Gucci per il Capodanno Cinese: millennial e maialini in un'ambientazione suggestiva e apprezzatissima dal target, New York.[/caption]
      Per promuovere la collezione, Gucci ha utilizzato diverse piattaforme digitali. Tra queste l'immancabile WeChat e il sempre più popolare Douyin. La piattaforma di mini-video da molti mesi sta popolando e si sta facendo conoscere anche in Occidente con il nome TikTok. I più geek ne avranno sicuramente sentito parlare.  

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  Per promuovere la sua collezione il brand ha scelto di puntare su influencer molto seguiti e apprezzati dai millennial. Questi ultimi sono stati invitati dai testimonial a realizzare video con simpatici maialini sullo sfondo. La campagna che ha assunto subito i contorni di un gaming per gli utenti si è dimostrata azzeccata. L'engagement è stato straordinario. Basti pensare che il solo post condiviso su WeChat ha raccolto più di 100.000 letture e quasi 1.000 mi piace!   [caption id="attachment_9445" align="aligncenter" width="760"] La newsletter di WeChat di Gucci: lo sfondo rosso, i maialini e KOL, il mix perfetto per ingaggiare il target cinese.[/caption]  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   [caption id="attachment_9438" align="aligncenter" width="325"]mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.[/caption]    

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Dolce & Gabbana: una comunicazione non troppo cross-culturale

  Internazionalizzare la propria attività in un altro paese non è un passaggio scontato. Per poter avere successo, specialmente in un paese complesso e distante - non solo geograficamente - come la Cina, occorre tenere in forte considerazione le radici culturali del target. E non offenderlo. Da qualche giorno, l’hot topic del web è lo scivolone di Dolce & Gabbana in Cina. Ne parlano tutti, da ogni parte del globo. Ma che cosa è successo esattamente? E perché?  

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Gli albori della polemica: qualche piatto italiano e un paio di bacchette

La notizia è ormai stata sviscerata: i due stilisti hanno promosso il loro grande Fashion Show in Cina tramite video che ritraggono una modella cinese che cerca di mangiare una pizza, un cannolo e degli spaghetti con le bacchette. In sottofondo, una fastidiosa voce fuori campo le spiega che non è il modo corretto per mangiarla.  La pubblicità risulta indubbiamente un po’ come lo zio che alle feste fa scherzi di cattivo gusto, ma può venire naturale chiedersi il perché di tutto questo scalpore. Senza voler ripercorrere tutte le tappe della debacle internazionale, in questo articolo analizziamo insieme a Marcella Gao e Janet Wang, project manager di Triboo East Media, i motivi del fallimento di tale comunicazione.   Dolce e Gabbana

 

Comunicazione in Cina: le basi da seguire (anche per Dolce & Gabbana)

Alla base di una comunicazione efficace vi è sempre la comprensione e il rispetto della cultura del target a cui ci si rivolge. La comunicazione di Dolce & Gabbana è stata lacunosa sia dal punto di vista della creazione del contenuto sia dal punto di vista della gestione della crisi. Prendendo come punto di partenza i contenuti iniziali, come evidenziato da Marcella Gao, “il problema fondamentale dei video di Dolce & Gabbana è che i post si indirizzavano alla comunità cinese. Ma con un punto di vista totalmente eurocentrico. Anzi italo-centrico. Il concept che lega i video è una ragazza cinese che cerca di mangiare vari cibi italiani (pizza, spaghetti e cannolo) con le bacchette. Ma non è una buona idea scherzare sulle bacchette. Fin da piccoli, i cinesi sono abituati a utilizzarle: diventano una sorta di simbolo. E’ impossibile che qualcuno non sia in grado di utilizzarle ed è offensivo essere presi in giro per questo. Non è tanto questione di non saper scherzare su sé stessi, ma nessun cinese si sognerebbe di provare a mangiare questi piatti con le bacchette. Inoltre, non sarebbe così incapace”.  

Pizza, spaghetti e cannolo: una triade che ha fatto parlare di sé

Protagonista di ogni video è un diverso piatto italiano, che la modella puntualmente prova a mangiare con le bacchette, schernita dalla voce fuori campo. Per ognuno dei video è possibile evidenziare un errore in termini di comunicazione. Partiamo da quello meno grave”, spiega Marcella Gao: “il popolo cinese sa che la pizza si mangia con le mani. Non ci sono persone che provano a mangiarla con le bacchette, nessuno è così fuori dal mondo”. Ma i passi falsi più gravi sono negli altri due video. Gli spaghetti non sono un’esclusiva italiana. La cucina cinese è ricca di piatti a base di spaghetti ed è evidente che le persone siano abituate e capaci di mangiare la pasta lunga con le bacchette. Scherzare sull’idea di una nostra incapacità in questi termini è da una parte di scarso gusto, dall’altra una battuta poco riuscita”. “Per finire con il cannolo. Dolce & Gabbana ha sempre avuto una comunicazione votata allo scalpore, ma le battute a sfondo sessuale sono un po’ too much”.  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione sopra le righe

Il brand è evidentemente avvezzo a una comunicazione mirata alla sorpresa e allo scandalo, ed è comprensibile che potesse pensare di fare parlare di sé. Ma questa volta sembra aver sorpassato il limite. A onor di cronaca, però, non è la prima volta che Dolce & Gabbana divide gli animi cinesi. La prima volta, spiega Janet Wang, “è stata in occasione di una campagna che avvicina modelli vestiti dal brand a persone comuni, rappresentate in maniera molto rurale e stilizzata."    

Stereotipi e marketing: un accostamento da evitare

Le bacchette però non sono l’unico errore nella comunicazione del brand. La pubblicità appare come un ritratto stereotipato della Cina. Assomiglia all’idea vaga che gli stranieri hanno dei cinesi, a partire dalla modella per finire con l’ambientazione del ristorante. Come ha spiegato Janet Wang, la modella, con i tratti somatici così caratteristici, assomiglia solo a una piccola porzione della popolazione cinese. “Nei film di Hollywood, tutti i cinesi hanno visi molto simili. Questo è perché vengono selezionati attori con la medesima provenienza geografica. Ma la Cina è un continente, e i volti cambiano molto da regione a regione. Non tutti hanno la palpebra come la modella di Dolce & Gabbana.”  

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  La modella, che a noi occidentali potrebbe apparire come una bellissima donna di origine cinese, non è stata percepita dal target come rappresentativa. Sembra proprio che i cinesi siano stufi di vedersi ritratti in una sola maniera. In aggiunta, la voce fuori campo è basata su un preconcetto sbagliato che vede i cinesi incapaci di pronunciare parole straniere. “Il modo in cui pronuncia ‘bravissimo’ o ‘Dolce e Gabbana’ dà una cattiva immagine del popolo straniero” spiega Janet Wang. Tutto questo, condito dalla scelta di una location, che come quella della modella, non è piaciuta a tutti. “Il ristorante è il tipico ristorante che gli italiani si aspettano di trovare in Cina. Ma in Cina ci sono anche posti in stile moderno, occidentale. Trendy. Non è solo tradizione e stereotipi”.  

Comunicazione fallita: la risposta di Dolce & Gabbana

Che Dolce & Gabbana abbia mangiato pane e stereotipi a colazione è ormai un fatto. Ma se errare è umano, perseverare è diabolico. In altre parole, “l’errore dei video poteva anche essere perdonato, lo scoglio più grande risiede nella gestione della comunicazione post crisi, ha spiegato Janet Wang. Dopo infatti il furore che ha scatenato la pubblicazione dei post, l’ufficio PR Cina del brand ha taciuto. Per due giorni. A rispondere ai primi commenti da parte degli utenti è stato Stefano Gabbana, che d’impulso ha risposto a vari utenti (sono molti gli screenshot che girano in rete) scavandosi la fossa attorno.   [caption id="attachment_9170" align="aligncenter" width="570"]Dolce e Gabbana Le risposte di Stefano Gabbana a un'utente di origine cinese hanno causato un'indignazione ancora maggiore tra gli utenti cinesi: lo stilista ha peccato in termini di educazione e comprensione.[/caption]     Rispondere a un utente offeso che la Cina è un paese di ignoranti è un errore molto grave”, spiega Marcella Gao, “e sotterrare la questione spiegando che il profilo è stato hackerato non è una soluzione adatta”.    

Il video di scuse e la percezione dell'utenza cinese

Le conseguenze dei video sono state considerevoli: la chiusura degli store e-commerce, la nascita dell’hashtag #boicottaDolce&Gabbana e il divieto impartito dal Governo Cinese di svolgere la sfilata. L'evento, formalmente vietato dal Governo, è stato anche boicottato da numerosi VIP (Chen Kun, Wang Junkai, Dili Reba), che in linea con quanto affermato dalle fonti ufficiali di Stato, si sono dichiarati profondamente offesi e intenzionati a non partecipare alla sfilata. Solo in seguito a tutto ciò, Dolce & Gabbana si è attivata con un video di scuse sul canale ufficiale Weibo del brand, rivolgendosi direttamente agli utenti.   [caption id="attachment_9171" align="aligncenter" width="673"]Dolce e Gabbana Dolce e Gabbana nel video di scuse pubblicato sul canale Weibo del brand. L'effetto del post non è stato quello desiderato: in tanti hanno definito ipocriti gli stilisti, sottolineando che le loro scuse sono arrivate tardi e incomplete.[/caption]   La risposta del web non è stata evidentemente quella sperata. In molti hanno risposto spiegando che le scuse non bastano e che quel video non può cancellare le offese contenute nel video.   [caption id="attachment_9172" align="aligncenter" width="571"]Dolce e Gabbana Il primo commento, con oltre 1.000 like, sottolinea la mancanza di genuinità degli stilisti nel video, che parlano alla telecamera solo dopo aver volto lo sguardo altrove - probabilmente verso un testo con le indicazioni sulle battute da dire. I due vengono definiti "attori"[/caption]   [caption id="attachment_9173" align="aligncenter" width="587"] Il secondo commento che appare nello screenshot è di un utente che sottolinea il ritardo delle scuse.[/caption]     Ciò che è chiaro è che quella di Dolce & Gabbana, oltre a essere un’azione di marketing scarsamente riuscita per il brand, è una lezione da cui apprendere.  

Vademecum della comunicazione corretta in Cina

I passi falsi del noto brand italiano ricordano l’importanza di un approccio culturalmente consapevole per le aziende che operano in Cina. In un momento storico in cui la Cina si sta aprendo fortemente all’interscambio con l’estero, essere rispettosi e coscienti delle differenze che separano le realtà è essenziale.  

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  Una strategia di marketing efficace deve anzitutto partire dallo studio del background del target e dal rispetto per lo stesso. I messaggi devono essere adatti e declinati per poter piacere a utenti che hanno gusti e valori differenti da quelli occidentali. Indubbiamente, nella comunicazione di Dolce & Gabbana c’era un riferimento e un’ironia dal sapore europeo, ma mentre nella cultura occidentale uno scherzo del genere poteva essere accettato, in Cina lo scherno rispetto a valori locali (come le bacchette) è un errore da non commettere.  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     Marketing in Cina 2018

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Single Day 2018: le 10 pubblicità più cool dell'evento da 30 miliardi

  Ieri si è tenuto il decimo Single Day di Alibaba. I numeri usciti sul web sono sorprendenti: solo nei primi 60 secondi le vendite sono state pari a 1 miliardo. Il fatturato di questa edizione ha pienamente superato quello dell’anno scorso, superando i 30 miliardi di dollari (+ 20% rispetto al 2017). In questo articolo attraversiamo un po’ la storia e il contesto della ricorrenza web più chiacchierata al mondo e le best practice aziendali degli ultimi anni.

 

E-commerce in Cina: com’è nato il Single Day?

Le potenzialità dell’e-commerce in Cina non sono certo una novità. E’ ormai da qualche anno che gli esperti di settore non fanno altro che rimarcare l’importanza della presenza online nel paese del Dragone. Nonostante questo, sono molti i brand che non colgono l’occasione e restano all’angolo, guardando i competitor fatturare l’impossibile in un solo giorno. Con i suoi celeberrimi 800 milioni di utenti digitali, la Cina ha un potenziale bagaglio di consumatori quantitativamente e qualitativamente molto importante: sono sempre più numerosi anche i cinesi appartenenti alla classe media e medio-alta.  

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  Una strategia di marketing internazionale completa deve prevedere non soltanto l’adattamento del marketing mix in tutte le sue declinazioni, ma un’attenzione puntuale al calendario commerciale del paese di sbocco. In Cina il giorno da segnare sul calendario è l’11/11, o Single Day. Nato negli anni ’90, il Single’s Day (光棍节,Guānggùn jié) è una festività non ufficiale che ricorre ogni anno l’11 novembre: la rappresentazione 11/11 ricorda visualmente due figure separate.  
Single Day 2018
  Mentre in origine erano solo i single a festeggiare l’11 novembre, oggi tutti quanti aspettano questa data, che coincide con il Global Shopping Festival: che siano fidanzati o no, i cinesi inseguono le promozioni di Alibaba. Dal 2008 il colosso cinese dà il via a una giornata estrema di saldi online, sul portale Tmall. Ma come fare a sfruttare a pieno le potenzialità di questa ricorrenza? Indubbiamente abbracciando la cultura e lo stile cinese! In occasione del Single Day è ormai da qualche anno che i brand si cimentano in grafiche e testi super chinese-friendly. E lo fanno alla maniera di Jack Ma: con banner “testa di gatto” (Maotou), a ricordare il celeberrimo simbolo di Tmall, un gattino. Di seguito le migliori pubblicità degli ultimi anni.

 

#10 GAP (2017)

 
Single Day 2018
Gap va premiata per la grafica: è una sciarpa a delineare i confini del gatto stilizzato di Tmall. La sciarpa, che è uno dei prodotti più venduti del brand in assoluto, abbraccia un gruppo di 4 persone. Decimo posto perché a voler essere davvero chinese-friendly i volti potevano essere quelli di consumatori cinesi.

 

#9 Tampax (2017)

 
Single Day 2018
  Nona posizione per Tampax, che ha fatto un ottimo lavoro sia in termini di grafica che di testi. Le orecchie del gatto sono rese da un’onda cavalcata da una giovane donna che usa un tampax come surf. Un po’ kitch? Ma il messaggio (in alto a sinistra del banner) è super positivo: “viaggia nel nuovo mondo” (con un tampax)!  

#8 Pinko (2017)

 
Single Day 2018
Pinko ha fatto un ottimo lavoro su entrambi i fronti: contenuti e grafica. Lo slogan, 爱到出色 (aidao chuse), significa letteralmente “amare a tal punto da tirare fuori i colori”, come dimostra la grafica: dalla modella emergono arancione e blu, come fossero sue emanazioni. Cool!  

#7 Go Pro (2018)

 
Single Day 2018
  La grafica di Go Pro, prima entrata in classifica del 2018, è davvero molto azzeccata. La forma del gatto è resa da una grotta da cui si può vedere il cielo, su cui appare lo slogan “più scopri, più diversità incontri”: sembra proprio abbracciare il concetto di cross-culturalità.

 

#6 M&M’s (2017)

 
Single Day 2018
  Che dire? L’idea di M&M’s è super cool: il gatto è reso da una finestra che da sullo spazio, da cui si affacciano tanti cioccolatini. Gustoso!

> LEGGI ANCHE: DOUYIN, LA NUOVA APP PER RAGGIUNGERE I MILLENIAL CINESI

 

#5 Maserati (2017)

 
Single Day 2018
  Anche il gattino di Maserati è davvero super riuscito. Non soltanto la forma delle orecchie è perfetta, ma anche gli occhi (dati dai centralini informativi) sono identici a quelli del gatto di Tmall. Parfait!

 

#4 Lipton (2018)

 
Single Day 2018
  Lipton, per poco non in Top 3, va assolutamente premiato per la grafica del banner. Il gattino è reso da un coloratissimo bus (rosso, ottimo!) che trasporta frutta. Esotico e davvero piacevole alla vista.

 

#3 Lab Series (2017)

 
Single Day 2018
  Il banner di Lab Series, oltre ad essere visivamente gradevole e azzeccato (la mascherina blu è un gatto perfetto) ha un claim super studiato: i caratteri che lo compongono, 理想型蓝 (lixiang xinglan), significano letteralmente “aspirazione ad essere un blu fashion” (il blu è il colore del brand), ma la cosa simpatica è che 型蓝 (xinglan) è un gioco di parole sonoro che ricalca il senso di 型男 (xingnan), cioè uomo bello e alla moda, che poi, è il target del brand!

 

#2 Coca Cola (2018)

 
Single Day 2018
  Si sa che Coca Cola è sempre tra i migliori in termini di practises, specialmente in Cina. Al di là del suo naming cinese(可口可乐, kekoukele, che oltre a ricalcare il suono significa bevanda gioiosa), anche il suo banner è super carino. Coi colori del rosso tipici del brand, Tmall e le festività cinesi, le orecchie sono formate dal capo di due persone che condividono una bottiglia. Davvero carina.

 

#1 Gilette (2017)

 
Single Day 2018
  Al primo posto di questo biennio di banner c’è un brand forse inaspettato, ma che ha realizzato una “testa di gatto” davvero simpatica: Gilette. Graficamente, il gatto è reso con uno specchio, da dove si osservano due volti cinesi di padre e figlio: un momento di condivisione familiare intimo e cross-culturale, dati i tratti somatici dei visi. Il claim, poi, è il colpo di grazia: un gioco di parole, 无可剃代 (wuke tidai), cioè “non si può fare a meno di rasarsi”, il cui suono è uguale a quello del sintagma 无可替代 (wuketidai), cioè “insostituibile”. In poche parole la lametta insostituibile. Chapeau!  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF. Marketing in Cina 2018

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