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"In questo periodo così particolare è importante analizzare in modo razionale l'evolversi del mercato cinese. Oggi i media, sopratutto quelli italiani, fomentano paure spesso irrazionali. Il mercato cinese va sempre affrontato con una visione di lungo periodo e con un approccio differente. Con milioni di persone costrette a casa, a livello di marketing diventa fondamentale investire in una comunicazione meno legata alle azioni commerciali e più incentrata sull'engagement e sul contenuto. Inoltre, è bene prepararsi: le tendenze digital si stanno rafforzando e velocizzando. Se la paura potrebbe spingere emotivamente al blocco o all'attesa, la razionalità dovrebbe portarci a investire di più e in maniera diversa". Queste le parole di Emanuele Vitali, Co-Founder e CEO di East MediaL’emergenza Coronavirus, infatti, non sta terrorizzando solamente le persone. La Coronavirus -fobia sta infatti contagiando anche le aziende straniere presenti sul territorio cinese, così come quelle che vedevano la Cina come una grande opportunità di business. Paura, incertezza, preoccupazione e visione a breve termine sono le parole che meglio definiscono lo stato attuale delle imprese internazionali che guardano alla Cina odierna. Ma è bene rimanere per un po’ in disparte adesso che le condizioni non sono favorevoli? È meglio investire altrove? Fermiamoci un attimo e mettiamo un po’ di chiarezza.  

Aziende già presenti in Cina: tanta paura… Immotivata

Tante aziende straniere già presenti sul mercato cinese da anni stanno vivendo questo periodo di incertezza con forte preoccupazione. Tante hanno persino deciso di interrompere momentaneamente ogni tipo di attività. Ma di fronte a questo momento di crisi le aziende non dovrebbero fare passi indietro o prevedere grandi tagli agli investimenti. Per ovvie ragioni, infatti, la popolazione è costretta a casa e limita le uscite il più possibile. Le città cinesi non sono mai state così vuote, forse nemmeno durante la Festa di Primavera. E se i cinesi passano la maggior parte del loro tempo tra le mure domestiche, anche le attività che possono fare sono limitate. Aumenta di conseguenza il tempo speso su Internet, sui social network o sui marketplace. Un maggior tempo di connessione alla rete implica una maggiore visibilità dei contenuti sulla stessa e, quindi, una rilevante possibilità per i brand di farsi notare.  Questa semplice e lineare equazione dimostra che questo momento particolare della storia cinese non dovrebbe preoccupare eccessivamente le aziende internazionali presenti in Cina. Dovrebbe, piuttosto, incentivarle a potenziare la loro strategia comunicativa. Le imprese dovrebbero puntare ad aumentare la propria brand awareness. Come? Lanciando campagne ad hoc, producendo più contenuti e facendosi notare dagli utenti. Comunicare la vicinanza del brand ai cinesi, sostenerli e incoraggiarli sono tutte azioni di solidarietà che, oltre ad essere eticamente corrette, hanno un risvolto positivo anche per la reputation delle aziende stesse. Creare un legame emotivo ed emozionale con gli interlocutori farà percepire il brand come affidabile, attento e vicino alla sfera personale della sua audience.   

L’eccellenza mondiale è al fianco dei cinesi

Alcuni brand si sono mobilitati in questo senso creando contenuti ad hoc, come newsletter o post social. Oppure utilizzando i principali hashtag di supporto.  Inter, per esempio, è uno di questi e si è attivato fin dal principio mostrando il proprio sostegno al popolo cinese. In occasione del Derby l’Inter ha deciso di scendere in campo con delle uniformi speciali. Stampata sul braccio la scritta “中国加油”, ovvero “Forza Cina”. Ha anche lanciato lo slogan “Today and always. Together as a team. Forza Wuhan”, che sarà affisso a San Siro in diverse aree dello stadio. Il presidente cinese Steven Zhang e Inter, inoltre, hanno donato 300 mila maschine sanitarie alla città di Wuhan. Infine, il Gruppo Suning, proprietario dell’Inter, ha fin da subito prestato sostegno e devoluto donazioni a ospedali e istituzioni locali.     [caption id="attachment_11903" align="aligncenter" width="550"]Inter Coronavirus China Newsletter WeChat di Inter per la sensibilizzazione al problema del Coronavirus[/caption]   Tutte queste attività sono state comunicate da Inter sui canali social ufficiali occidentali e cinesi, come WeChat, e stanno ricevendo migliaia di condivisioni e commenti. Come Inter, anche il noto brand Cucinelli ha mostrato il proprio supporto al popolo cinese. Brunello Cucinelli in persona ha dedicato una lettera di incoraggiamento a tutti i cinesi. L'ha poi pubblicato sui social media occidentali e su quelli cinesi, in particolar modo su WeChat.   [caption id="attachment_11904" align="aligncenter" width="700"]cucinelli coronavirus cina Newsletter WeChat di Cucinelli - Post Instagram di Cucinelli[/caption]   Anche Stella McCartney ha pubblicato sui canali social cinesi un video di incoraggiamento. Nel video ha affermando di essere al loro fianco e di sostenere il Paese finchè l’incubo non sarà terminato. Living Divani, invece, ha voluto integrare il messaggio di solidarietà alla Cina all’interno del suo piano editoriale. In occasione della Feste delle Lanterne - che si è celebrata l’8 febbraio - il brand brianzolo ha lanciato una newsletter con un rimando alla tragedia del Coronavirus. “Saremo la vostra luna e vi aiuteremo a superare l’oscurità”,  queste le parole del brand italiano a sostegno della Cina. [caption id="attachment_11905" align="aligncenter" width="415"]living divani coronavirus cina Newsletter WeChat di Living Divani a cura di East Media[/caption]   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI  

Aziende non ancora presenti in Cina: meglio rimandare?

Accanto alle aziende già presenti in Cina, vi sono anche tanti brand che stavano valutando l’idea di entrare nel mercato cinese. Ora però, viste le circostanze, hanno rinunciato in attesa di tempi migliori. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una presa di posizione non razionale. A volte le aziende non conoscono le dinamiche cinesi e non sanno a chi rivolgersi per comprenderle. Ciò che non sanno, però, è che questo è il momento ideale per iniziare ad investire in Cina. Come saprete l’ecosistema digitale cinese racchiude piattaforme completamente diverse dalle nostre. Per attivare questi canali è necessario sostenere delle procedure burocratiche e dei controlli piuttosto lunghi, che possono durare da poche settimane, fino a diversi mesi. WeChat, per esempio, ha un tempo di attivazione fino a 12 settimane, e lo stesso si può dire di Tmall. L’apertura e  setup di un flagship store sul marketplace cinese può, infatti, richiedere da uno fino a diversi mesi. Per questo motivo, attivarsi fin da subito permetterebbe quindi di arrivare preparati una volta che l’allarme Coronavirus sarà rientrato. Non a caso durante l'epidemia di SARS nel 2003 venne fondato JD.com, uno dei maggiori rivenditori online in Cina. Così come Taobao, la piattaforma B2C di Alibaba. Sarà forse una coincidenza?  

I fatti parlano: i risvolti digital del Coronavirus

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che questo periodo di stallo sta velocizzando i trend previsti per gli anni a venire. Tra questi la crescita e il potenziamento dell’e-commerce, che si sta verificando già da ora. Negli ultimi anni i cinesi hanno preso l'abitudine di acquistare online. Ma sono rimaste comunque alcune categorie di prodotti che preferiscono comprare in negozio. A causa del Virus, però, anche queste stanno iniziando ad essere ordinate online. Per esempio, prima dell'epidemia le persone erano solite comprare i beni alimentari freschi nei mercati. Ora invece acquistarli online è diventata la norma. La crisi portata dal Coronavirus sta dunque costringendo le persone a trovare nuovi modi di accedere a ciò di cui hanno bisogno, ripiegando sul commercio online. Si prevede che l’abitudine di acquistare qualsiasi genere di bene o servizio online permarrà anche una volta superata la crisi. Il commercio online è infatti più comodo e veloce che recarsi fisicamente nei negozi. Per non parlare delle infinite code alle casse o ai tempi di spostamento per raggiungere i centri commerciali. Per questi motivo essere presenti online diventerà imperativo e farlo il prima possibile garantirà ai brand la giusta visibilità e possibilità di spiccare tra la massa.  

>>LEGGI ANCHE: VENDITE ONLINE IN CINA: I TREND 2020 DA TENERE D'OCCHIO

 

Parola d’ordine? Agire. Adesso.

Il Coronavirus sta colpendo duramente la Terra del Dragone, che però sta reagendo costruendo ospedali a tempo di record e unendosi in un coro di sostegno e solidarietà. Ciò che non uccide fortifica, e il popolo cinese è resistente e troverà il modo di uscirne ancora più forte di prima. Quanto tempo ci vorrà ancora non possiamo dirlo. Siamo però convinti che la Nazione tornerà a splendere come ha sempre fatto.  Anche le aziende internazionali dovrebbero essere fiduciose e sostenere la Cina e il suo popolo attivamente. Scappare o tirarsi indietro non porta a nulla di positivo. Così come per le relazioni interpersonali, in Cina c’è bisogno della fiducia anche quando si tratta di acquistare online. Porsi al fianco dei propri interlocutori e creare insieme a loro una relazione intima è una delle attività che i brand possono portare avanti per farsi largo tra la sentita competizione del mercato cinese e per raggiungere un ottimo posizionamento sul mercato. Parola d’ordine? Agire. Adesso.       Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendario cinese 2020   Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo: info@east-media.net  

 
Paese che vai... festività che trovi! Specialmente oltre la Grande Muraglia dove si usa un calendario lunisolare e quindi differente da quello gregoriano. Sebbene quest'ultimo sia ampiamente utilizzato, è il primo a determinare le date importanti. Secondo il calendario cinese 2020, dallo scorso 25 gennaio con la Festa di Primavera, o come è più comunemente conosciuta, il Capodanno cinese, siamo entrati ufficialmente nell'anno del topo. Ma il capodanno è solo una delle numerosissime festività tradizionali che vengono festeggiate in Cina. Molte delle quali, di rilevanza non indifferente anche sotto l’aspetto più commerciale.  Un discorso simile inoltre può essere fatto anche per la Russia. Ma la storia che vi si cela dietro ve la raccontiamo nei prossimi paragrafi.     calendario cinese 2020  

La tradizione russa e il suo calendario

Da più di 100 anni in Russia le date si scandiscono come in Italia. Ma un "fun fact" che contraddistingue la tradizione di Mosca è che nell'anno 1918, la mattina dopo il 31 gennaio era già il 14 febbraio. Questo perché,  successivamente alla Rivoluzione Bolscevica, si è voluto adottare un calendario che fosse più accurato rispetto a quello giuliano e lo stesso della maggior parte dei Paesi delle Nazioni Unite. Quello gregoriano, appunto. Quindi, se anche ora le date coincidono, alcune festività hanno doppia ricorrenza. Sfalsate di 13 giorni per la precisione. Caso del Capodanno, ad esempio, che viene riconosciuto in maniera non ufficiale anche nella notte tra il 13 e 14 gennaio.  

Calendario cinese 2020

Il popolo cinese è molto legato alle tradizioni e a queste spesso corrispondono delle festività. Se ne contano molte nel calendario e alcune di queste sono davvero poco conosciute ai più. Nel calendario cinese 2020 si festeggeranno la Festa di Primavera, il Festival delle Lanterne, delle Barche Drago e i diversi San Valentino (520, Qixi, etc.). Solo per nominarne alcune. Come ogni anno d'altronde. Interessante per i business è che per ognuna di queste occasioni si possono prevedere campagne di marketing specifiche.  Sono opportunità rinnovate per mostrarsi “simpatici” - nel senso etimologico di “sentire insieme” (da syn "con, insieme" e pathos "passione, sentire") - ed avvicinarsi ai consumatori.  

>>LEGGI ANCHE: VENDITE ONLINE IN CINA, I TREND 2020 DA TENERE D'OCCHIO

Festività come occasioni per localizzare la strategia di marketing

Di seguito vi proponiamo esempi pratici di attività realizzate per i canali WeChat di alcuni brand in occasione di festività cinesi.   Il Gufo, per il Festival delle Lanterne, ha proposto delle ricette alternative ai tradizionali dolcetti che i cinesi sono soliti mangiare durante questa occasione.   calendario cinese 2020   Santa Margherita, ha celebrato il 520 con riferimenti cross-culturali cinesi e occidentali.   calendario cinese 2020   D.B. Group per la Festa di Metà Autunno, con gli immancabili conigli lunari e i Dolci della Luna da abbinare ad un raffinato tè cinese.   calendario cinese 2020   VBC augura un Buon Anno del topo con una grafica pensata ad hoc che riprende i colori fortunati legati all'occasione. calendario cinese 2020     Le festività cinesi sono molto sentite e molte di queste possono anche essere celebrate efficacemente in via digitale. Le aziende possono quindi sfruttare a proprio vantaggio queste occasioni.  Intraprendere azioni di marketing che spaziano dalla comunicazione del brand alla promozione di prodotti, anche in serie limitata.  

>>LEGGI ANCHE: EXPORT IN RUSSIA: CHECK LIST DELLE OPPORTUNITÀ PER IL MADE IN ITALY

  Molte delle festività tradizionali possono rivelarsi delle vere e proprie opportunità per fare del business mirato ai mercati target.  Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendario cinese 2020    

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La Triboo Academy segna l’inizio delle attività formative 2020 esplorando i trend e le nuove frontiere del social media marketing. Da instagram a TikTok, dall’Europa al Far East con un focus sulle principali piattaforme cinesi e russe. Questa giornata di formazione gratuita avrà luogo giovedì 6 febbraio presso i headquarters del Gruppo Triboo a MilanoSaranno 4 i relatori protagonisti, ognuno di loro si focalizzerà su un aspetto differente del social media marketing.   

Influencer & Social Media Marketing

I social media sono ormai parte integrante della nostra vita, sono diventati uno dei principali metodi di comunicazione, sia per le persone che per i brand. Tanto che la pianificazione e implementazione di un’accurata strategia social oggi giorno può influenzare la performance di un brand. Fattori estremamente importanti da tenere in considerazione durante questo processo sono i trend, le piattaforme emergenti, e il comportamento degli utenti. Molteplici sono le strategie per condividere contenuti e informazioni sui social, per esempio tramite influencer. La creazione del contenuto social tramite l'influencer marketing è particolarmente coinvolgente e contribuisce ad aumentare la brand awareness, stabilendo fiducia e credibilità. Ma le strategie possono - e devono - variare in base al mercato di riferimento. Specialmente quando si parla di Cina e Russia. Paesi lontani non solo geograficamente, ma anche culturalmente, dove gli utenti vanno ingaggiati con strategie spesso differenti da quelle occidentali, utilizzando piattaforme locali. L’integrazione di strategie di comunicazione e marketing, scelte accuratamente e focalizzate sul mercato di interesse, possono portare a un brand dei risultati mirati rispettando a pieno il target migliore. Durante la Triboo Academy del 6 Febbraio i relatori presenti saranno: Giuseppe Micheli (Social Media Coordinator), Lucia Peraldo Matton (Head of Influencer Marketing), Ksenia Tsareva (Business Development - Mercato Russia) e Giulia Yang (Project Manager - Mercato Cina)  

 >> LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI

 

Programma

    • 09.00 - 09.30 Accredito e Welcome Coffee

    • 09.30 - 11.00 Tra trend e piattaforme emergenti, come costruire una social strategy nel 2020.

      Giuseppe Micheli - Social Media Coordinator

    • 11.00 - 11.15 Coffee Break

    • 11.15 - 12.15 Influencer e content creation tra nuovi social media e funzionalità. Lucia Peraldo - Head of Influencer Marketing

    • 12.15 - 13.15 Cina e Russia, strategie social media tra culture e piattaforme differenti. Ksenia Tsareva - Business Development - Mercato Russia Giulia Yang - Project Manager - Mercato Cina

    • 13.15 - 14.15 Light Lunch

    • 14.30 - 17.30 One to One - Incontro Personale con gli Specialist per un'Analisi Light delle Tue Strategie

         

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Con l'inizio del 2020, come ogni anno si guarda alle future tendenze. Una regola alla quale non sfugge certo la Cina, il Paese delle grandi possibilità. Nel nostro articolo kick off dell'anno non potevamo quindi non segnalare 5 trend 2020 che si prospetta saranno particolarmente forti nel mercato cinese, specialmente per quanto riguarda i canali di vendita e-commerce cross-border. Quelli dove più facilmente i consumatori cinesi vanno a ricercare prodotti esteri.  

L'e-commerce in Cina

Innanzitutto, risulta utile fornire figures e caratteristiche dell'e-commerce in Cina. Per dare qualche numero, il 45% del giro d'affari del mercato e-commerce mondiale, avviene in Cina. Il tasso di crescita annuale atteso per il periodo 2020-2024 in Cina dell'e-commerce è del 6,9%. Secondo Statista, il ricavo medio per utente ammonta a più di 990 euro, esattamente il doppio di quello della media mondiale. Il tutto, considerando che la user penetration è pari a meno del 62%, ma ci si aspetta che arrivi al 70% nel 2024. Insomma, nonostante oggi la Cina sia il primo mercato al mondo per vendite online, il suo potenziale è ancora crescita. Il panorama dei marketplace in Cina è ampio e caratterizzato da numerose piattaforme con caratteristiche peculiari. Tra le più popolari per fatturato generato ci sono i marketplace cross-border di Tmall (gruppo Alibaba), social-commerce come Xiao Hong Shu (Little Red Book) e i mini-markeplace di WeChat.  

Trend 2020

I segmenti di mercato più interessanti, che si prospetta avranno un trend 2020 estremamente positivo sono:
  • Beauty e cosmetica

I settori del beauty e della cosmetica sono tra gli highlight dei trend 2020 sul mercato dell'e-commerce cinese e secondo un recente report di McKinsey, l'Italia è tra i primi tre Paesi da cui i consumatori cinesi acquistano cosmetici. In particolare, il segmento della cosmetica colorata sta crescendo fortemente ad un ritmo del 24.3% anno su anno, mentre altre sotto-categorie merceologiche si stanno facendo strada. Si parla sempre più di profumi e di dermoceutica e si sta diffondendo l'interesse per l'INCI. Infatti, i consumatori cinesi si informano sui social network, chiedendo consigli anche sugli ingredienti che compongono i cosmetici. Inoltre, uno dei motivi per cui la vendita online di prodotti del beauty in Cina è in forte crescita è anche legato al fatto che nel Regno di Mezzo è vietato vendere prodotti cruelty-free, non testati sugli animali, ma è possibile acquistarli online cross-border.  
  • Sportswear

Quella moda che viene chiamata anche "athleisure" e sta spopolando in Cina è uno dei motivi principali per cui il segmento sportswear si prevede sarà tra i trend 2020 che farà i numeri anche nell'e-commerce. Soprattutto i più giovani si lasciano "influenzare" dai KOL di riferimento o da personaggi famosi che sfoggiano look sportivi in diverse occasioni. Tanto che moltissime case di moda stanno collaborando e offrendo collezioni co-branded molto apprezzate con Nike o Adidas, ad esempio. Secondariamente, le ultime generazioni, fino ad arrivare ai millennials, sono molto più attive di quanto non fossero in passato. Il numero di palestre aumenta, così come il numero di persone che scaricano App di fitness sul proprio smartphone e postano sui social foto o video mentre fanno sport.  
  • Prodotti per la salute

Integratori, prodotti per atleti, per bambini o per perdere peso. Sono alcuni di quelli che si considerano in questo segmento di mercato che in Cina ha raggiunto i 260 miliardi di euro nel 2018. Le generazioni più giovani sono consumatrici assidue di questo tipo di prodotti. Soprattutto chi vive in città di alta fascia e che quindi ha anche un reddito disponibile maggiore. Ma non solo. Oltre ad interessarsi alla propria salute e al proprio benessere, informandosi su diete, ingredienti, i più giovani acquistano anche per i parenti più anziani. Ma in Cina ci sono stati scandali legati a questo settore, che hanno portato i consumatori a fidarsi dei brand stranieri, più di quelli locali. Quindi, è anche per questa ragione che l'e-commerce cross-border ha prospettive di crescita sostanziali.  
  • Prodotti farmaceutici da banco

Con il costante  invecchiamento della popolazione cinese, il consumo di farmaci è dato in forte crescita. Si stima che entro il 2033, la popolazione senior conterà 400 milioni di persone. Per questa ragione, da quest'anno il governo cinese permette di vendere online farmaci OTC, ovvero farmaci da banco vendibili senza prescrizione medica, come avviene in Italia. Per intenderci, si tratta di prodotti tipo per la tosse dei bambini, lassativi o cerotti alla nicotina... In una prima fase, la vendita online è ammessa solo nella Capitale, scelta come progetto pilota per le aziende farmaceutiche che rispettano determinati requisiti. Ma si prevede che in tempi rapidi la vendita di questi farmaci sarà resa disponibile per tutte le Province.    
  • Mamme e bambini

Dopo aver abolito la politica "one child" nel 2016, il governo cinese sta promuovendo l'aumento delle nascite. Tanto che ha già previsto l'apertura ospedali specializzati in maternità e pediatria e la formazione medici in ostetricia e ginecologia. Uno dei motivi però che guidano il trend delle vendite cross-border in questo settore, è che le mamme cinesi diffidano dei prodotti domestici per i figli. Questo, anche a seguito di incidenti alimentari che nel tempo hanno minato la salute di migliaia di bambini con prodotti risultati tossici. Non solo nell'alimentare, ma anche nel fashion infantile e nel beauty la tendenza delle vendite è positiva. Dove si registra una crescita nell'utilizzo di KOL e influencer che promuovono uno stile di vita famigliare e l'utilizzo di prodotti dedicati ai bambini oppure alla cura del corpo.   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI   In Cina l'e-commerce è molto sviluppato grazie sia alla cultura digitale che caratterizza il Paese, sia alla sicurezza degli acquisti che l'online garantisce. Quindi, se da un lato i consumatori cinesi amano navigare online, fare parte di community in cui possono interagire con altri utenti e ricavare consigli d'acquisto dal gruppo. Dall'altro, sono poi abituati a confrontarsi con un mercato ricco di offerte, ma anche di prodotti contraffatti, che li spinge e a verificare informazioni sul web, sui social network, nelle recensioni sui marketplace, prima di finalizzare gli acquisti, e a fidarsi dell'ambiente digitale per gli stessi. trend 2020  

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China Awards 2019: Triboo East Media premiata per l'impegno e il supporto al sistema Italia in occasione della "China International Import Expo 2019". 
Ogni anno, con i China Awards la Fondazione Italia Cina e MF-Milano Finanza, assegnano un riconoscimento ad aziende, associazioni e personalità che meglio hanno saputo cogliere le opportunità di interscambio tra Italia e Cina. La XIV edizione è stata organizzata con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Camera di Commercio Italo-Cinese, in partnership con la Camera di Commercio Italiana in Cina. 
Per il secondo anno consecutivo, East Media è stata premiata come realtà ponte tra i mercati italiano e cinese. In particolare le è stato riconosciuto il grande lavoro di supporto alla promozione delle aziende italiane in occasione della CIIE 2019. I China Awards sono un riconoscimento ricevuto anche da importanti aziende italiane come Bracco, Ducati e Tonino Lamborghini che si sono contraddistinte per le loro attività sul mercato cinese, valorizzando l'immagine del Made in Italy oltre la Grande Muraglia. Il riconoscimento ricevuto da East Media fa seguito a quello del 2018, quando alla società del Gruppo Triboo è stato riconosciuto il premio Capital Elite per le "Strategie d’ingresso nel mercato digitale cinese" che viene assegnato alle aziende che si distinguono maggiormente nelle relazioni tra Italia e Cina.  

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

   

I China Awards 2019

La cerimonia di premiazione dei China Awards 2019 si è tenuta a Milano martedì 10 dicembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”. È stata seguita da una Charity Dinner e i proventi della cena sono stati devoluti a sostegno di Ai.Bi. - Amici dei Bambini. Quest'ultima è un'associazione non governativa costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie che si occupa di adozioni internazionali anche dalla Cina, dove ha aperto una casa famiglia a Xi'an. Diana Bracco e Paolo Panerai, Vice Presidente e Ad di Class Editori hanno accolto tra gli altri l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Junhua, il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Ivan Scalfarotto e il Professor Romano Prodi, nel ruolo di keynote speaker. Tra gli ospiti della serata anche Mattia Romeo (nella foto in apertura), presentatore tv, organizzatore di programmi televisivi e influencer in Cina. Indubbiamente uno dei volti italiani più popolari nella Terra di Mezzo.  

East Media, il ponte tra Italia e Cina

"Con la Cina si può competere e in Cina si può crescere, a patto di saper innovare ed investire in tecnologia e capitale umano. Dobbiamo armarci di competenze di alto livello perché scienza e tecnologia sono il vero supporto alla crescita economica e il volano delle nostre esportazioni di prodotti ad alto valore aggiunto".  [Diana Bracco, Vice Presidente esecutivo della Fondazione Italia Cina]
La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Scopri di più sullo scenario digital in Cina nel report scaricabile.
  rapporto annuale 2019 fondazione italia cina

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Xiao Hong Shu o Little Red Book, ha fatto molto parlare di sé quest'anno. Infatti, è da poco tornato disponibile sugli store Android cinesi dopo qualche mese di inaccessibilità. Cos'è Little Red Book? Perchè è stato bloccato? Come è possibile gestire strategicamente il social-commerce cinese?  
>LEGGI ANCHE: XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE

 

Little Red Book

Xiao Hong Shu 小红书 conosciuta anche come “Little Red Book” o “RED” è una delle maggiori piattaforme di social e-commerce in Cina. Nata nel 2013 come guida allo shopping oltre Muraglia, attrae soprattutto consumatori che premiano qualità ed autenticità. Rappresenta un’opportunità per i Brand internazionali. L’unicorno cinese da 2,7 miliardi di Euro si focalizza sul Lifestyle e conta più di 200 milioni di utenti. È un incrocio riuscito tra Instagram, Pinterest e Amazon e si basa su un modello “content-driven”, per il quale ai contenuti, pubblicati da utenti e Brand, viene data ampia importanza.

 

Il crackdown e il "via libera"

Il social commerce cinese a luglio ha subito un grave giro di vite per volere del governo: l'App non poteva più essere scaricata sui mobile store. I motivi che hanno portato al provvedimento governativo non sono chiarissimi, ma di certo avevano a che vedere con la politica dei contenuti considerati inappropriati, offensivi o politicamente sensibili. Nello specifico, dalle "dispute" sui social media, Little Red Book aveva peccato soprattutto rispetto alle review, considerate false o a scopo pubblicitario, e alla provenienza e originalità dei prodotti. Per questo motivo, il download era stato bloccato. Affinché l'App potesse subire un controllo minuzioso, con l’intento di ripristinare il rigore di cui godeva ai tempi del suo lancio nel 2013. In un post Weibo successivo alla rimozione dell'App dagli store, Little Red Book dichiarava infatti di aver iniziato un processo di investigazione e rettifica dei contenuti, supportata anche dai dipartimenti governativi interessati. Procedimento decisamente efficace e andato a buon fine, visti gli esiti: RED di nuovo disponibile sui mobile store di Android.

 

Le basi per gestire una strategia digital in Cina

Un avvenimento di questo tipo non è di certo inusuale nel Regno di Mezzo. Dove lo "Scudo d'Oro", il Great Firewall, guidato dalle politiche della Cyberspace Administration of China (CAC) passa al setaccio i contenuti digitali provenienti da ogni fonte. Uno strumento di censura e sorveglianza che analizza miliardi di dati al giorno e blocca quelli potenzialmente dannosi. A cui nemmeno le App cinesi possono sfuggire. Per questo motivo, le aziende interessate a vendere in Cina e che fanno affidamento sull'ecosistema digitale, non possono prescindere da capisaldi come: localizzazione dei contenuti e strategia multichannel. Infatti, il mercato cinese richiede accortezze legate ai contenuti che non possono essere tralasciate: regole sociali e morali, punti di vista diversi e tabù se mal gestiti minano la buona riuscita delle iniziative di internazionalizzazione. Inoltre, episodi come quello capitato a Little Red Book sono all'ordine del giorno in Cina. Ciò che oggi va, domani può non andar più. Ciò che oggi è permesso, domani può non esserlo più. E' perciò necessario non farsi cogliere impreparati e sviluppare una strategia che tenga in considerazione la flessibilità e imprevedibilità del mercato target. Essere attivi solamente su un social o sul sito web aziendale è altamente rischioso in contesti come quello cinese. E' importante pensare ad una strategia di comunicazione che coinvolga quindi diversi canali e piattaforme, e che si concentri sulla produzione di materiali di qualità e in linea con le direttive del Governo.

>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2018: TRIBOO EAST MEDIA PREMIATA COME ECCELLENZA NELLE RELAZIONI TRA CINA E ITALIA
  La Cina è un mercato distante e tutto da scoprire. Non è però inarrivabile. E' necessario avere una conoscenza a 360 gradi della cultura e del sistema regolamentato per poter studiare ed indirizzare una strategia di marketing e comunicazione efficace e di successo.   rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Da qualche mese la nota piattaforma di microblogging Weibo ha lanciato un nuovo social chiamato Oasis, o Luzhou in cinese. Questa App, che è un mix tra un social network e un forum, si concentra sul settore fashion e lifestyle, proprio come Little Red Book, la piattaforma di social-commerce che nell'ultimo anno ha scalato ogni classifica attestandosi tra le App più amate dagli utenti cinesi. Come Red, anche Oasis è stata creata per un target giovane e appassionato di fashion, lifestyle e tendenze provenienti da tutto il mondo.   

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Oasis tra layout e funzionalità

La nuova App di Weibo ha un layout che potremmo definire un ibrido tra Instagram - che è attualmente inaccessibile in Cina -  e Little Red Book. Ma le similarità tra queste piattaforme non si limitano all'interfaccia. Anche le funzionalità di Oasis, infatti, sono affini a quelle delle due App del fashion e del lifestyle. Su Luzhou gli utenti possono cercare contenuti sulla base dei propri interessi, mettere “mi piace”, commentarli e condividerli. Ogni utente può anche creare la propria cerchia di amicizie, collegandosi con altri profili simili per interessi. Ovviamente, ad ogni account è data anche la possibilità di pubblicare contenuti come foto e video, che possono essere modificati e migliorati grazie ad una varietà di filtri interni. A questi, poi è possibile associare dei tag, così che possano essere trovati più facilmente dagli altri utenti.  Oasis è, quindi, una piattaforma di coltivazione dei propri interessi, dove gli utenti possono ispirarsi e condividere con la community consigli e spunti su temi quali moda, cibo, viaggi e bellezza. Una vera e propria “oasi” del fashion e del lifestyle. Luzhou, però, al momento non presenta la funzionalità di marketplace, tipica invece dei social-commerce quali Red. Ad oggi non è chiaro se questa verrà implementata in futuro, oppure no. La possibilità che questo accada è alta, considerata la palese similarità tra le due piattaforme. D’altro canto, però, la decisione di sviluppare un working model in qualche modo differente da quello di Xiaohongshu, potrebbe far spiccare l’App e renderla uno strumento simile, ma complementare.   Esempi di post su Oasis
 

Il lancio ufficiale dell’App

Al momento Oasis è ancora in una fase di test iniziale, dove gli utenti sono invitati a provare la piattaforma - tramite un codice di invito - e al contempo condividere il proprio feedback. Già per questa versione beta i commenti sono stati particolarmente positivi. Il layout ordinato e minimale, e l’assenza di contenuti sponsorizzati sono state le caratteristiche più apprezzate. Ma come sempre la Cina non perde tempo. Il Direttore Generale di Weibo ha dichiarato durante un’intervista che la versione ufficiale dell’App sarà disponibile a partire da fine mese. Se sarà esattamente identica a quella attuale ancora non lo sappiamo, ma lo scopriremo presto.

  App Oasis nel Play Store di Google

 

Una curiosità di Oasis

Cosa non può mancare in una oasi che si rispetti? Certamente l’acqua! E anche nella piattaforma Luzhou ce n’è a fiumi. All’interno dell’App, infatti, c’è una sezione chiamata “gocce d’acqua” dove gli utenti accumulano, appunto, goccioline come fossero una vera e propria valuta virtuale. Ogni volta che viene aggiornato il feed di notizie o si invitano gli amici a registrarsi si guadagnano gocce d’acqua. Con questa valuta liquida gli utenti possono ottenere privilegi esclusivi o supportare i propri blogger preferiti, aiutandoli a salire in classifica.  

Il panorama digitale cinese si fa sempre più complesso

Ancora una volta non possiamo che confermare quanto sia dinamico il digital in Cina. Ogni giorno nascono nuove applicazioni e altre, piano piano, lasciano spazio alle new entry. Davanti ad uno panorama così mutevole è davvero complicato sapersi orientare e decidere su quali piattaforme investire. Necessario è, sicuramente, un occhio strategico che sappia analizzare lo scenario tenendo in considerazione le caratteristiche dell'utente tipo cinese e le sue abitudini di fruizione dell'Internet. Oasis, sotto questi punti di vista, ha buone possibilità per diventare una delle applicazioni hot del prossimo anno.    

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  La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Il digital in Cina non si ferma mai. Dopo Alipay, anche WeChat Pay ha deciso di collaborare con cinque istituti di credito internazionali per permettere agli utenti stranieri di collegare carte estere all’account di WeChat. In questo modo, una volta arrivati nel Paese, potranno finalizzare acquisti con lo smartphone, proprio come fanno i consumatori locali. Nell'iniziativa sono coinvolti Visa, Mastercard, American Express, Discover Bank e JPG, o Japan Credit Bureau. Vediamo insieme cosa si nasconde dietro alla recente notizia.  

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Cosa ha spinto al cambiamento

La scelta di estendere il servizio anche ad utenti con carte di credito internazionali nasce dal continuo aumento di turisti stranieri in Cina. Essi rappresentano, infatti, una nuova e appetitosa fetta di consumatori del mercato cinese. Secondo dati Ansa, nel 2018 sarebbero stati addirittura 30 milioni i turisti in visita in Cina, con un aumento su base annua del 4,7%. WeChat Pay e Alipay rappresentano ad oggi il principale metodo di pagamento in Cina. Secondo un report della società di ricerca Daxue Consulting, nel 2018 l’83% dei pagamenti nel Paese è stato effettuato tramite smartphone, mentre solamente il 17% è avvenuto in contanti o assegno bancario. Ad oggi parrebbe persino che la percentuale sia salita al 94%. Permettere anche agli istituti bancari internazionali di collegarsi a WeChat Pay consentirà al player di accaparrarsi anche le transazioni delle decine di milioni di turisti stranieri in viaggio in Cina. In questo modo WeChat Pay andrà a consolidare la sua posizione di leader nei pagamenti digitali. Inoltre, per utilizzare WeChat Pay è necessario scaricare l’App ed iscriversi. In questo modo crescerà anche il numero di utenti del social network, con un ulteriore rafforzamento della piattaforma.

Alibaba e Wechat, una rincorsa continua

Fino a poco tempo fa gli stranieri che si trovavano in Cina per turismo o per lavoro erano costretti ad aprire un conto bancario cinese per poter effettuare transazioni con Alipay o WeChat Pay. Da qualche tempo, invece, Alipay ha deciso di andare incontro a questa nuova esigenza e ha dato la possibilità ai visitatori stranieri di usufruire del sistema di pagamento del colosso Alibaba. Per fare ciò, però, vi è un iter prestabilito da rispettare. I viaggiatori devono scaricare l’App internazionale dell’azienda, inserire i dati della carta di credito e le informazioni del visto. Solo allora potranno acquistare crediti dalla Banca di Shanghai, che rimangono memorizzati nell’account e che permettono di effettuare i pagamenti. Ogni transazione avverrà, quindi, tramite una carta prepagata della validità di 90 giorni, rilasciata dalla banca sopra menzionata e collegata all'account. Per finire, le ricariche non potranno superare un massimo di 2000 yuan, che corrispondono a circa 260 euro. Un procedimento abbastanza complesso, quindi. WeChat, rendendosi conto della reale opportunità portata da questa nuova fetta di consumatori, ha deciso di seguire le orme di Alipay e di accettare le carte di credito estere nel sistema di pagamento dell'App, offrendo, però, un servizio molto più semplice e lineare. Basta collegare la carta di credito all’account e il gioco è fatto.

 

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I dettagli dell'iniziativa

WeChat Pay ha deciso di introdurre questa novità gradualmente. Inizialmente verrà messo in atto un programma pilota, che farà da test all'intera iniziativa. Durante questo periodo di prova i turisti stranieri potranno utilizzare WeChat Pay solamente per acquistare i biglietti del treno sul sito 12306.cn e prenotare corse dei taxi del noto servizio cinese Didi Chuxing. In un secondo momento, poi, il servizio sarà esteso anche ad altri ambiti. Il tutto sarà regolato da politiche antiriciclaggio.

Non solo Cina: Alipay e WeChat Pay per i pagamenti all’estero

I due Big cinesi dei pagamenti online si sono mossi anche sul fronte internazionale. Entrambi, infatti, hanno già creato delle partnership con operatori esteri, così da garantire ai turisti cinesi in viaggio di poter adottare i classici sistemi di pagamento via smartphone anche in terra straniera. Questo continuo volgere lo sguardo avanti rivela il profondo desiderio della Cina di confermarsi come Player Leader dei pagamenti via mobile su scala internazionale.

 

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La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Il mercato cinese rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane. I cinesi sono sempre più interessati a prodotti caratterizzati da tradizione, innovazione, artigianalità, ricerca e cura del dettaglio. Tutti tratti da sempre riconosciuti al Made in Italy.  Ad oggi una delle modalità più dirette ed efficaci per inserirsi sul mercato cinese è quella di partecipare a fiere settoriali o commerciali. In queste occasioni, infatti, è più semplice trovare partner locali o farsi notare dai consumatori finali. Ma presenziare nelle fiere non è affatto semplice. Esistono, infatti, una serie di considerazioni utili da tenere ben presente prima di partecipare ad una Expo. Per aiutarvi in questo, vi proponiamo una check-list di regole d’oro (per il marketing e la comunicazione) essenziali per una presenza realmente efficace in fiera.  

1. CATALOGHI CARTACEI E NON…RIGOROSAMENTE IN LINGUA CINESE

  Nelle fiere i cataloghi e le brochure cartacee hanno ancora un valore inestimabile. Realizzarli è sicuramente impegnativo, ma altrettanto fondamentale. A fianco del catalogo fisico, però, è bene non dimenticarsi una copia digitale che può essere condivisa in maniera semplice e veloce. Il tutto deve essere creato rigorosamente in lingua locale. I cinesi hanno ancora poca dimestichezza con l’inglese: la maggior parte di essi non la conosce affatto, mentre la restante parte preferisce comunque fruire contenuti in lingua madre. Per questo motivo, adattare la comunicazione alla lingua del posto è il primo passo per una presenza in fiera di successo.  

Brochure realizzata da East Media per l'ente turistico Visit Bergamo

 

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 2. GLI INVITI ALLE FIERE

  Come per ogni evento, è d’obbligo pianificare il rilascio degli inviti. Ottimale sarebbe inviarne almeno tre prima dell’evento, così da mantenere acceso l’interesse del destinatario fino alla data d’inizio della fiera stessa. Ricevere un invito in lingua locale farà sicuramente piacere al proprio cliente/partner. Un piccolo gesto che riduce le distanze culturali e linguistiche, e crea un rapporto più solido e diretto. Per poter raggiungere il maggior numero di visitatori è consigliabile, poi, pubblicare la locandina anche su tutti i canali social. Infine, se si vuole privilegiare dei clienti/partner è possibile prevedere l’invio di inviti personalizzati cartacei.    

3. COMUNICAZIONE ALLA PARI: STAFF MADRELINGUA CINESE 

  Un’azienda che decide di partecipare ad una fiera di settore in Cina deve avere un rappresentante in loco che parla cinese. Una figura madrelingua o con un’ottima conoscenza della lingua locale vi consentirà di apparire come professionali e accorcerà senza dubbio la distanza con il pubblico, spesso diffidente. Ricordate che, con molta probabilità, chi vi incontra ad una fiera in Cina non avrà mai sentito parlare di voi prima ed essere preparati sul fronte linguistico vi farà fare un’ottima figura. Inoltre, lo staff deve essere formato sulla storia dell’azienda, i valori del brand, i prodotti e le loro qualità. I cinesi sono dei consumatori piuttosto scettici e prima di acquistare o di stringere partnership con aziende straniere sono soliti raccogliere una serie di informazioni su tutti gli aspetti cardine dell’azienda. Lo stesso succederà in fiera. Siate pronti.   

fiere cina

 

4. PROMUOVERSI SUI GIUSTI CANALI DIGITALI E CON LA GIUSTA FREQUENZA

  La Cina, con 800 milioni di utenti attivi giornalmente, è la patria del digital per eccellenza. Ma attenzione: gli utenti cinesi navigano su piattaforme differenti da quelli Occidentali. Facebook, Instagram e LinkedIn non solo non vengono utilizzati, ma sono addirittura inaccessibili. Le persone invece utilizzano canali come WeChat e Weibo, i principali social network locali, seguiti da decine e decine di App minoritarie. Anche i motori di ricerca utilizzati sono diversi: Google è bloccato e al suo posto vi è Baidu, che detiene il 60% delle query di ricerca. Attenzione, quindi, in questo caso alla strategia SEM, che andrà progettata diversamente.Una riflessione deve essere fatta anche a proposito del sito web. In Cina i siti web occidentali si aprono a fatica e, in alcune zone, non caricano affatto. Prima di presentarsi in fiera è, quindi, importante predisporre una versione del sito ottimizzata per il web cinese, con hosting locale (preferibilmente in Cina continentale o Hong Kong) e in lingua cinese. Anche le landing page localizzate sono un’ottima alternativa.  

COME?

Una volta scoperte le piattaforme da utilizzare non rimane che usarle. Prima di tutto è essenziale aprire l’account ufficiale del brand (tenete presente che i tempi burocratici di apertura variano da social a social, e possono dilungarsi anche per svariati mesi…) Poi, una volta completate le procedure, è bene iniziare a comunicare con l’audience online per farsi conoscere localmente. Ciò che è assolutamente fondamentale, poi, è pianificare un piano di comunicazione volto a tenere l’utente coinvolto e a coltivare il suo interesse prima, durante e dopo la fiera.  

QUANDO?

Come per le comunicazioni cartacee e per il personale, utilizzare la lingua locale è fondamentale. Altrettanto importante è anche la frequenza di pubblicazione, che deve essere molto alta in queste tre fasi. L’ideale sarebbe fare almeno 1-2 pubblicazioni al giorno durante il periodo della fiera, evidentemente per ogni canale attivato. Un ultimo nice-have? L’hashtag ufficiale dell’evento e della propria azienda. Questo andrà inserito in tutte le comunicazioni aziendali e costituirà un elemento di riconoscibilità del brand stesso.   

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5. MANTENERE I CONTATTI DOPO LA FIERA

  Quando si partecipa alle fiere è fondamentale avere con sé i biglietti da visita aziendali per potersi scambiare il contatto e riuscire a coltivare rapporti di business. In Cina, però, le business card non rispecchiano i canoni parametri occidentali. Ogni biglietto da visita ha stampato sopra un QR code, che rimanda a WeChat. Questo potrebbe essere collegato un profilo aziendale o un account personale, a seconda dei casi. I QR code, nella Terra del Dragone, sono uno strumento entrato a pieno titolo nella quotidianità delle persone, permettendo loro di ottimizzare i tempi di ricerca. Presentarsi in fiera con un biglietto da visita arricchito dal vostro QR code vi farà apparire professionali e più vicini alla cultura locale. Ricordatevi, però, che è opportuno mostrarlo con entrambe le mani, tenendolo per i due angoli e riceverlo sempre nello stesso modo. Questo rituale, per i cinesi, rappresenta un modo per mostrare interesse nel contenuto del biglietto stesso.     

È DAVVERO TUTTO?

Attuare questi consigli è il punto di partenza per una presenza di successo nelle fiere in Cina. Ma tutto ciò potrebbe rivelarsi inutile di fronte ad una scarsa valutazione di un altro aspetto di primaria importanza: il naming dell’azienda. Prima di partire assicuratevi che il vostro brand in Cina sia facilmente pronunciabile, memorizzabile e, soprattutto, che non richiami immagini negative. I cinesi sono un popolo fortemente superstizioso: avere un naming “sbagliato” potrebbe vanificare tutti gli sforzi fatti.   rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Il Made in Italy volge sempre più lo sguardo a oriente e in particolare alla Cina. Dopo Moschino e Kiton, un altro brand italiano del settore fashion & luxury ha deciso di affidarsi a Triboo per espandere il proprio business nella Terra del Dragone: Aquazzura Ciò dimostra, ancora una volta, la volontà delle aziende del settore di affidarsi a un partner strategico che le affianchi nel complicato processo di internazionalizzazione sul mercato cinese. Triboo, che nel 2018 ha acquisito East Media, si afferma infatti come la prima azienda italiana in grado di garantire un supporto completo nei mercati asiatici. L’unica realtà sul territorio a possedere tutte le certificazioni necessarie per operare sulle principali piattaforme digitali cinesi - Alibaba, Baidu, WeChat e Weibo. L’affidarsi a un unico partner in grado di operare su diversi canali permette alle aziende una gestione più efficace con un miglior ritorno degli investimenti.  

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Una proposta strategica integrata

  Per garantire il miglior ingresso sul mercato cinese di Aquazzura, il team di Triboo East Media ha delineato una strategia in grado di seguire tutto il funnel, dalla promozione del brand fino alla vendita dei prodotti. Nel dettaglio verranno aperti e gestiti in canali social WeChat e Weibo e creata una landing page con hosting locale. Verranno pianificate attività SEO e SEM su Baidu, il principale motore di ricerca locale. Infine, verrà creato un Flagship store su Tmall, il famoso marketplace B2C del gruppo Alibaba.  Per Aquazzura, ci si occuperà anche del confezionamento grafico della comunicazione del brand. Questa verrà studiata e creata ad hoc per avvicinarsi ai gusti del target cinese, pur rispecchiando i valori e la brand identity di Aquazzura. Come sottolineato da Heidi Cheung, Head of Operations China di Triboo East Media: “La strategia digital di Aquazzura verrà gestita in toto, a partire dalla definizione del piano editoriale e marketing, fino alla comunicazione sui canali social e alla vendita del prodotto attraverso le piattaforme e-commerce locali. In particolare, dalla sede di Shanghai si occuperà della gestione degli store online, che grazie alla presenza fisica in loco può garantire tempistiche di lavoro snelle e maggior efficienza operativa. La comunicazione e la creatività, invece, verranno gestite dal team di Milano per garantire il massimo supporto e vicinanza al Brand, riducendo di fatto le distanze con la Cina.”     

Chi è Aquazzura

  Aquazzura è un brand nato nel 2011 e che in pochi anni è riuscito ad affermarsi come un’icona del settore calzaturiero femminile di alta fascia in Italia e nel mondo. Con oltre 300.000 rivenditori dislocati in 56 paesi, tra cui Londra, New York, Mosca e Dubai, Aquazzura può essere considerato un vero e proprio leader di settore. Da sempre la sua forza sta nel design sofisticato e di classe, e nell’altissima qualità artigianale che contraddistingue le sue produzioni.  Dopo otto anni di successi, Aquazzura ha deciso di espandersi anche in Cina, un mercato che può offrire infinite possibilità per i brand di lusso del nostro Paese. La Cina, infatti, è il primo mercato al mondo per acquisti di prodotti Luxury. Si prevede inoltre che entro il 2025 quasi la metà del mercato del lusso mondiale verrà assorbita proprio da essa. Un mercato fortemente influenzato dall’online, dove si prevede che entro 6 anni un prodotto su due sarà acquistato su internet. 

   

La Cina è sempre più vicina

  Affacciarsi a mercati complessi come quello cinese può essere rischioso, ma con il supporto dei giusti partner il percorso si accorcia e si semplifica. Avere una strategia Digital efficace, creata da esperti e market strategist, è il punto di partenza per muoversi in sicurezza e raggiungere obiettivi certi e di lungo periodo.   

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  La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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