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  East Media ha pubblicato un nuovo report sul Digital Marketing in Russia nel 2020. Al suo interno sono raccolti tutti gli insight su come approcciare il mercato russo attraverso i canali digitali. Sono infatti molte le novità da considerare in questo nuovo anno. E altrettanto importanti sono le sfaccettature che caratterizzano la realtà locale. Per questo, all'interno del report troverete approfondimenti su temi quali: - Lo scenario digitale in Russia - I motori di ricerca - I social network - L'Influencer Marketing - L'e-commerce   Potete scaricare il report qui o cliccando sulla copertina in fondo alla pagina!   >>LEGGI ANCHE: WEB LISTENING: DI COSA SI TRATTA E PERCHÉ UTILIZZARLO IN RUSSIA  

Il Digital Marketing in Russia nel 2020: quali le opportunità da considerare

La popolazione della Federazione è in costante crescita. Nel 2019 gli abitanti russi hanno raggiunto i 145.9 milioni e, di questi, 118 milioni sono risultati attivi sul Web. Si tratta di numeri da non sottovalutare quando si vuole raggiungere la audience nel Paese della Piazza Rossa. Certamente, è un panorama che differisce dal nostro. Per questo motivo, è necessario analizzare le differenze e le analogie con le piattaforme utilizzate in Occidente.  

I motori di ricerca

Approcciandovi al panorama locale, vi renderete conto che non esiste soltanto Google. Il motore di ricerca più apprezzato in Russia, infatti, è Yandex. Una piattaforma caratterizzata da un vero e proprio ecosistema speculare a quello del colosso americano. Tramite i servizi offerti da Yandex, la vostra azienda sarà in grado di raggiungere grandi porzioni di mercato in Russia. E non solo, perché esso viene utilizzato anche in Paesi come Bielorussia e Kazakistan.   >>LEGGI ANCHE: RUSSIA: I MOTORI DI RICERCA  

I social network e l'influencer marketing

Le differenze tra il mondo web occidentale e la cosiddetta RuNet si riscontrano anche nei social network. Oltre ai più conosciuti Instagram, Facebook e Twitter, in Russia si utilizzano social media russi. Tra questi, vi sono VKontakte, Odnoklassniki e Yandex Zen. Il motivo per cui è essenziale presenziare su tutte queste piattaforme è molto semplice. Molti utenti russi sono iscritti soltanto ad alcune delle piattaforme citate. Per non sbagliare, è quindi bene posizionare il proprio brand sul social adatto al proprio settore. Facendo attenzione, sempre, a creare delle pagine in lingua russa. Così come in Occidente, anche nella Federazione l'influencer marketing sta prendendo piede. In particolare, in Russia ottengono maggior successo i micro o nano-influencer. Ovvero coloro che hanno meno follower rispetto alle celebrità più conosciute, ma che hanno molta più credibilità su piccole porzioni di audience.  

L'e-commerce

Infine, anche i marketplace differiscono da quelli che noi conosciamo e usiamo quasi tutti i giorni. Per rivolgersi ai consumatori russi interessati allo shopping online, è indispensabile inserirsi su piattaforme locali oltre che su quelle internazionali. Tra le piattaforme presenti sul territorio, quelle che hanno ottenuto più successo nel 2019 sono WildBerries, AliExpress Russia e Ozon. L'ultima delle quali è l'unica piattaforma e-commerce che effettua consegne cross-border. Questa modalità di spedizione permette alle aziende straniere - comprese quelle del Made in Italy - di inserirsi nel mercato elettronico russo.  

La Russia è digital e il report Digital Marketing lo conferma

Sempre più compratori in Russia si spostano sull'online per effettuare acquisti od ottenere informazioni da un'azienda. È per questo importante conoscere lo scenario locale e sapere come agire per raggiungere una audience estesa.  
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  Fonte in apertura: Mercedes-Benz Fashion Week/Facebook   Il 4 e 5 aprile 2020 è andata in onda la Mercedes-Benz Fashion Week Russia. A causa del Coronavirus, è stata trasmessa per la prima volta in versione digitale. L'idea nasce per andare in contro alle difficoltà del settore tessile russo, fortemente colpito dalla pandemia globale. Nelle due giornate, i designer locali hanno condiviso via web con gli spettatori le collezioni ideate per la Fashion Week. La MBFW, realizzata dal Russian Fashion Council in collaborazione con il Fashion Fund, ha raccolto diversi riscontri positivi dalla audience. Oltre a ciò, è stata tra i primi eventi a utilizzare nuove modalità di trasmissione online, come il live-streaming. Andiamo quindi a vedere come i brand hanno condiviso sul Web le collezioni della stagione Autunno/Inverno.  

Una partecipazione digitale

Nonostante le modalità non convenzionali, diversi brand della Federazione hanno partecipato alla Settimana della Moda. Per ovviare ai problemi dovuti al Coronavirus, il programma che prevedeva la partecipazione di brand e stilisti internazionali è stato rimandato alla prossima stagione. Questa soluzione ha portato alla cancellazione di più di 100 visite di esperti stranieri che avrebbero dovuto partecipare allo spettacolo. Tra questi, un terzo proveniva dall'Italia. La Mercedes-Benz Fashion Week è stata quindi trasmessa su più di cento siti web, inclusi i canali ufficiali. Oltre a ciò, è stata seguita e commentata da 800.000 interessati da tutto il mondo. Per essere stato uno dei primi tentativi di eventi digitali in Russia, ha certamente riscosso molto successo tra la audience online. L'evento ha raccolto una partecipazione varia dalle case di moda del Paese della Piazza Rossa. Tra i brand, non soltanto stilisti affermati nel mondo del fashion. Ma anche designer che si sono appena inseriti nel settore dell'abbigliamento e un avatar virtuale, di cui spieghiamo nelle prossime righe.   >>LEGGI ANCHE: WEB LISTENING: DI COSA SI TRATTA E PERCHÉ UTILIZZARLO IN RUSSIA  

Aliona Pole: un avatar virtuale

Alla Mercedes-Benz Fashion Week ha partecipato anche un ospite speciale: Aliona Pole. È un avatar virtuale, nonché una vera e propria influencer che conta quasi ventimila follower su Instagram. Creata da un artista anonimo russo, condivide con i suoi seguaci le proprie collezioni digitali. In occasione della MBFW, ha presentato una capsule collection di abbigliamento creata graficamente ad hoc per l'evento.   Aliona Pole Mercedes-Benz Fashion Week I look di Aliona Pole pubblicati sulla pagina Instagram di Mercedes-Benz Fashion Week  

Mercedes-Benz Fashion Week Russia: come è stata comunicata?

La maggior parte delle comunicazioni si è svolta sul sito web e sui social dell'evento. I brand hanno invece hanno annunciato le "sfilate" digitali sui propri canali e hanno spesso reindirizzato i seguaci a piattaforme terze. Tra queste, quelle della Mercedes-Benz Fashion Week, MEGOGO, Aizel e altri. Il social network ufficiale della Fashion Week è stato VKontakte, dove gli organizzatori hanno supportato il progetto #ЛучшеДома - #MeglioACasa. L'obiettivo era quello di coinvolgere gli appassionati di moda, cercando di veicolare un messaggio importante. Per questo, oltre ad hashtag convenzionali come #MBFWRussia, ne sono stati utilizzati altri in riferimento alla particolare situazione che stiamo vivendo. Tra questi, hanno raccolto milioni di interazioni hashtag come #Stayhomeinfashion, #Stayhome e #стильнадому - #stileacasa in russo.   >>LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS IN RUSSIA: COME FARSI NOTARE? BASTANO POCHI SEMPLICI PASSI!  

Sfilate in live-streaming

Inizialmente, la Fashion Week prevedeva la partecipazione in loco di un numero ristretto di esperti e modelli e l'eventuale trasmissione online di show privati. Questo progetto è stato poi abbandonato per prevenire il contagio tra le persone coinvolte. Quindi, non potendo le modelle sfilare sulle passerelle, sono stati prediletti dei contenuti digitali. Tra questi, sono stati elaborati video presentazioni, lookbook e moodboard delle collezioni.   ÓNOMA Foto della video presentazione di ÓNOMA, brand partecipante alla Mercedes-Benz Fashion Week   Si tratta di tre modalità creative, che hanno permesso ai designer di presentare le proprie creazioni a una audience più estesa. I setting delle "sfilate" sono stati vari: chi ha scelto di filmare a casa, chi in studio. Altri ancora, invece, hanno preferito elaborare video collage con foto già scattate in precedenza. I contenuti sono poi stati condivisi sulle diverse piattaforme coinvolte. Oltre che sui social o i siti web della MBFW, sono proliferati video e foto anche sui profili dei brand partecipanti.  

TikTok e YouTube a supporto della Fashion Week

La diffusione dei contenuti è avvenuta interamente sul Web. Per questo, le piattaforme utilizzate sono molteplici: social media, siti Web e marketplace. Tra i social network, i più in voga per la condivisione delle collezioni sono stati TikTokYouTube. In collaborazione con TikTok, la MBFW ha sviluppato il progetto #стильНаДому, #StileACasa, raccogliendo più di 18 milioni di visualizzazioni. Esso prevedeva il coinvolgimento diretto degli utenti, che hanno condiviso i look trendy indossati in casa. Il progetto includeva anche delle live-stream per presentare i workshop di designer ed esperti di moda.   Mercedes-Benz Fashion Week TikTok Locandina del progetto speciale della MBFW lanciato su TikTok   Sul canale YouTube della Fashion Week, invece, sono stati pubblicati i video presentazione delle collezioni di alcuni brand. Tra questi, MIETSA, Igor Gulyaev e Ruban. Oltre che sulla piattaforma video, i contenuti digitali sono stati pubblicati su Aizel.ru, marketplace russo specializzato in moda e lusso. Alcune tra le case di moda partecipanti erano già attive nella vendita di prodotti sulla piattaforma. Ciò ha reso la customer experience più fluida. Infatti, i clienti potevano seguire le sfilate in diretta e fare shopping sul sito.   >>LEGGI ANCHE: BOOM DI TIKTOK IN RUSSIA: L'APP DA NON SOTTOVALUTARE NEL 2020  

Nuove opportunità di condivisione online in Russia

La Mercedes-Benz Fashion Week è stata la prima in Russia a proporre eventi online. Vista l'ottima ricezione, non è da sottovalutare che nel prossimo futuro sia la soluzione corretta per raggiungere nuovi target e nuovi volumi di fatturato. Se si volge uno sguardo ad Oriente, il live-streaming viene già utilizzato da tempo anche su piattaforme di e-commerce. In settori come la moda, infatti, può migliorare l'esperienza di vendita al cliente.  
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  Fonte in apertura tratta da: Sergej Bobylev/TASS   La situazione Coronavirus in Russia sta esponendo il Paese a forti incertezze. Anche nella Federazione le aziende si chiedono se sia il caso di continuare a investire nella comunicazione del proprio brand. In Russia è stato imposto il regime di auto-isolamento da circa una settimana, ma l’economia continua a lavorare, così come i consumi. Il consiglio è quindi quello di continuare a mantenere il contatto con i propri clienti e potenziali tali. In questo modo, si può rafforzare il rapporto di fiducia tra brand e target, che proseguirà nel periodo post-pandemia.  

La Russia rallenta, ma anche le aziende?

Di fronte a una pandemia globale, anche la Russia rallenta ed è costretta a chiudere confini e luoghi pubblici. Nonostante questo, nella Federazione si stanno cercando dei modi per rassicurare i clienti e brand costretti a chiudere i propri store offline. Il Coronavirus in Russia può essere considerato un cigno nero per molti settori. In particolare, quelli maggiormente colpiti dall'isolamento sono ad oggi turismo, intrattenimento e B2B. Nonostante ciò, alcuni studi dimostrano come le aziende che non hanno tagliato il budget alla comunicazione durante periodi di crisi passati non abbiano sofferto perdite gravi sul mercato. Al contrario, l’investimento ha portato a una crescita del profitto nel periodo seguente. Il nostro consiglio è quindi quello di continuare a comunicare per mantenere alta l’attenzione nei confronti della propria azienda. È essenziale non tagliare i ponti con i clienti, ma anzi alimentare la relazione con essi. Ma come farlo nel modo adeguato?  

Dimostrarsi vicini alla propria audience

Il Coronavirus in Russia porterà a degli inevitabili cambiamenti: l’importante è mostrarsi capaci di adattarsi a queste novità. I brand devono per questo essere in grado di comprendere il cliente e le sue necessità. Per esempio, le aziende potrebbero comunicare alla audience le azioni che stanno compiendo per mettere in sicurezza i clienti e i lavoratori. Newsletter e post sui social diventano, in questo caso, un asso nella manica.  Una soluzione potrebbe essere registrare un video di conforto rivolto ai propri seguaci. Il Presidente di Giorgio Collection, per esempio, ha diffuso un contenuto registrato in cui vengono ringraziati i clienti russi per il sostegno all'Italia e per gli ordini effettuati. Nonostante il video sia in italiano, il copy in descrizione è stato accuratamente tradotto in lingua russa. Portando al post un'ottima visibilità. Questa attività ci fa capire come l'azienda stia rimanendo attiva sul territorio, cercando di alimentare la propria brand loyalty.   Giorgio Collection IGTV Coronavirus in Russia Video IGTV sul profilo Instagram di Giorgio Collection Russia   >>LEGGI ANCHE: NUOVA LEGGE RUSSA SULL'"INTERNET SOVRANO": INSIGHT PER IL DIGITAL MARKETING    

Essere trasparenti

I clienti hanno sicuramente molti dubbi e domande, perciò è essenziale essere trasparenti. Il settore del turismo, uno dei più colpiti dal Coronavirus, ci fornisce alcuni esempi. Compagnie aeree o di prenotazione viaggi si devono mostrare flessibili riguardo le proprie policy. Il diffondersi del virus ha sicuramente fatto cancellare o, quantomeno, rimandare soggiorni prenotati da mesi. Per questo, è importante dare la possibilità ai clienti di richiedere il rimborso o spostare il viaggio senza incorrere in penali. In Russia, aziende come Pobeda Aviasales, piattaforme su cui si possono prenotare voli low-cost, hanno da subito avviato una comunicazione di crisi. Mentre il Direttore di Pobeda ha inviato una newsletter ai suoi iscritti, Aviasales ha continuato a comunicare attraverso il canale Telegram dell'azienda. Nonostante quest'ultima stia continuando a pubblicare aggiornamenti, ha perso iscritti a causa del Coronavirus. Dagli iniziali 45.000 ha raggiunto circa 42.000 persone interessate.   Newsletter Aviasales Newsletter di comunicazione di crisi sul canale Telegram di Aviasales  

Essere presenti nei negozi online

Anche il settore dell'e-commerce sta avendo delle conseguenze a causa del Coronavirus in Russia. Nelle ultime settimane, le piattaforme online hanno ricevuto milioni di ordini. Secondo Data Insight, questi sono addirittura duplicati nel periodo corrente. Nelle settimane iniziali i clienti russi acquistavano solamente merce di prima necessità. Ora, invece, il trend sta cambiando. I siti stanno registrando vendite soprattutto su prodotti legati all'intrattenimento e allo smartworking.   e-commerce Coronavirus in Russia Andamento del mercato e-commerce in Russia nel mese di marzo. Fonte: Data Insight   Vista la grande domanda di ordini online, alcuni siti e-commerce stanno subendo ritardi sulle consegne. Per ovviare a questo problema, le piattaforme stanno alzando il prezzo minimo degli ordini e assumendo personale. Oltre a ciò, in linea con quello che si sta facendo in Occidente, le aziende stanno avviando la consegna contactless. Ad esempio, l'e-commerce generalista russo Ozon utilizza dei pick-up point. Questi permettono al cliente di ritirare la merce ordinata in completa sicurezza. Nonostante il periodo sia incerto, i dati in crescita degli ordini online fanno pensare che investire sull'e-commerce in Russia possa rivelarsi una strategia efficace per i brand internazionali. Ozon - unica piattaforma che pratica consegne transfrontaliere - continua ad ottenere ottimi risultati.   >>LEGGI ANCHE: EXPORT IN RUSSIA: CHECK LIST DELLE OPPORTUNITÀ PER IL MADE IN ITALY - EAST MEDIA  

Intrattenere l'audience durante il Coronavirus in Russia

Una delle migliori soluzioni per instaurare e rafforzare il rapporto con il cliente è fare entertainment. Questo permette all’azienda di richiamare l’attenzione su di sé con piccoli accorgimenti attuati sui social network o sul sito web. A tal proposito, alcuni brand hanno lanciato campagne di comunicazione incentrate sull'entertainment che cercano di coinvolgere i propri follower. È questo il caso di Pupa Milano Russia, che sulla pagina Instagram ha proposto una routine di consigli da seguire ogni giorno. Nel caso di campagne specifiche, i brand sono soliti correlare i post pubblicati con hashtag, quale per esempio #togetherathome.   Post Instagram Pupa Coronavirus in Russia Post di Pupa Milano Russia su Instagram   Altro esempio è Ikea, che cavalcando l’onda dell’isolamento per il Coronavirus, ha creato sulla pagina Instagram uno storytelling ad hoc. Infatti, l'azienda pubblica dei post in cui invita i follower a rimanere a casa e a godersi tutti i prodotti Ikea, per poi condividerne i momenti sui social. La strategia adottata dal brand è quella di mostrarsi attivo e presente all'audience interessata a comprare i prodotti. Anche App colossi della Federazione hanno pensato a come intrattenere i propri utenti. VKontakte ha destinato al suo interno una pagina dedicata agli aggiornamenti sul Coronavirus. Vi si possono trovare informazioni, statistiche, ma anche consigli pratici su come trascorrere il periodo di quarantena. Sulla piattaforma è possibile accedere a Mini App e ascoltare musica, ordinare da mangiare e fare shopping online.   >>LEGGI ANCHE: BOOM DI TIKTOK IN RUSSIA: L'APP DA NON SOTTOVALUTARE NEL 2020    

Sfruttare la novità del 2020: il live-streaming

Anche il live-streaming è una reale opportunità per le aziende che avrebbero dovuto partecipare a fieresfilate di moda. Esso è un efficace strumento per mostrare all'audience i nuovi prodotti e quindi incrementare le vendite. Per questo, su VKontakte in questi giorni sta spopolando il live-streaming. È uno strumento che viene sempre più utilizzato dai brand per comunicare al target in un momento in cui il contatto diretto non è possibile. In questi giorni si sarebbe dovuta tenere la Mercedes Benz Fashion Week a Mosca. Per ovvie ragioni è stata cancellata ed è previsto che verranno trasmessi dei contenuti in live-streaming tra aprile e maggio. Gli eventi permetteranno agli stilisti di condividere le nuove collezioni pronte per la passerella virtuale. Una soluzione immediata e semplice per ovviare al lack di visibilità dovuto alla cancellazione della fiera.  

Il Coronavirus in Russia non ostacola le opportunità

Il Coronavirus in Russia e il conseguente isolamento stanno creando problemi, è vero. Ma questo non significa che investire nella comunicazione sia un passo sbagliato. Le opportunità per i brand italiani sono diverse e comprendono diversi strumenti da inserire nella propria digital strategy. Tra queste, non sono da sottovalutare la comunicazione sui social e l'utilizzo del live-streaming. Quest'ultimo è una novità sul panorama della Federazione, che potrebbe incrementare l'awareness nei confronti dell'azienda e le vendite sul mercato.  
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Non sono poche le novità annunciate da Yandex, il più importante motore di ricerca russo. Lo scorso anno, per esempio, ha introdotto Yandex.Cloud. Una piattaforma pubblica a servizio delle imprese per lo sviluppo di applicazioni e servizi informatici. Questo strumento è pensato per offrire a imprese locali e non del settore servizi di storage di dati sensibili sui server russi. Ciò anche a fronte della legge federale russa 242-FZ sulla “localizzazione”, che impone alle imprese di qualunque nazionalità di salvaguardare i dati riguardanti i cittadini russi su server situati fisicamente all’interno della Federazione.    >> LEGGI ANCHE: LE NUOVE REGOLE PER LA GESTIONE DEI DATI PERSONALI IN RUSSIA   Ma ciò che davvero non può passare inosservato è la recente espansione dei suoi servizi anche al di fuori dal mercato locale. Il 2 ottobre 2019 il colosso russo ha annunciato una collaborazione con Naver Business Platform (NBP) per fornire, sviluppare e promuovere servizi cloud su ambedue i paesi. NBP è un'impresa riconosciuta a livello globale di proprietà di Naver, una delle principali società tecnologiche della Corea del Sud. Naver è anche l’azienda che gestisce l’omonimo motore di ricerca sudcoreano, nonché la source engine primaria del Paese asiatico, che concentra il 70% delle query di ricerca. La partnership tra Yandex e Naver è in particolare rivolta alle aziende di software e agli sviluppatori e darà loro modo di espandersi nei mercati russi e sudcoreani senza forti difficoltà. La partnership consentirà ai clienti NBP di implementare rapidamente i loro servizi in Russia su Yandex.Cloud. Viceversa, le aziende che utilizzano Yandex.Cloud potranno lanciare facilmente i loro prodotti digital in Corea del Sud su Naver. Il tutto agendo nella più totale conformità alle normative locali sull'archiviazione dei dati e accedendo a un servizio clienti flessibile.  Ottime opportunità di interscambio, quindi, si apriranno tra i due Paesi. Accanto a ciò, Yandex.Cloud e Naver Business Platform stanno anche pianificano collaborazioni in ambito di archiviazione e gestione dati, web security e IT. Questo accordo dimostra come Yandex e Naver mirino a fare sistema in mercati meno assoggettati dal predominio di Google. Come a ribadire che ad Est, le regole digitali dell’Ovest non valgono. In Russia Yandex, in Corea del Sud Naver, in Cina Baidu. Su tutti questi mercati a predominare sono i competitor. Google è il principale motore di ricerca al mondo, ma non rappresenta necessariamente la strada vincente verso l'Asia.   >> LEGGI ANCHE: COSA C’È DA SAPERE PER FARE BUSINESS IN RUSSIA  
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Nel 2019 entrerà in vigore per varie categorie merceologiche la legge federale n. 487 sulla marcatura digitale obbligatoria.  Tabacco, profumi e acque profumate, pneumatici e copertoni, abbigliamento, calzature e machine fotografiche saranno solo alcuni dei prodotti interessati. Ma entriamo più nel dettaglio, chiarendone gli aspetti principali.  

Cos’è la marcatura digitale?

La marcatura digitale, anche chiamata "Marchio onesto”, consiste nel dotare i prodotti di un codice, QR-code o DataMatrix, che mira a lottare contro la produzione e l'importazione illegale. Inoltre, dovrebbe eliminare dal mercato le merci falsificate e migliorare la qualità dei prodotti. Il codice è unico per ogni unità di prodotto e traccia il percorso del bene dal momento della produzione o dell'importazione in Russia, fino alla vendita al consumatore finale. Nel codice sono comprese informazioni sul paese di origine, la ragione sociale e l’indirizzo del produttore, la data di produzione, il marchio, i materiali di cui è composto, le regole di utilizzo e la cura del prodotto. Dopo l'ottenimento del codice, il prodotto viene aggiunto nel catalogo online dei prodotti in circolazione. La marcatura sui prodotti andrà effettuata al momento della vendita e prima della spedizione del prodotto dal sito produttivo. Nel caso di importazione dall’UE la marcatura andrò applicata prima delle procedure doganali, quindi prima che la merce attraversi la frontiera della Federazione Russa.  

>> LEGGI ANCHE: COSA C’È DA SAPERE PER FARE BUSINESS IN RUSSIA  

Quando verrà implementata?

In Russia già da qualche anno si effettua la marcatura delle pellicce, che dal 1 giugno 2019 è passata ufficialmente al sistema nazionale unico della marcatura. Il 27 giugno 2019 è iniziato ufficialmente l’esperimento sulla marcatura digitale dell’abbigliamento e di altre categorie dell’industria tessile. Questo periodo di prova terminerà il 30 novembre 2019, per poi entrare definitivamente in vigore. Dal 1 luglio 2019 la marcatura delle calzature diventerà obbligatoria. Inoltre, sempre dal 1 luglio, partirà l’esperimento della marcatura sui profumi. Ricordiamo che dal 1 dicembre 2019 la marcatura digitale in Russia sarà obbligatoria per i seguenti settori: profumeria, pneumatici e copertoni, abbigliamento in pelle naturale o ecopelle, bluse fatte a maglia per donna e bambino, biancheria da letto e tessile da tavola, cucina e bagno, macchine fotografiche e flash fotografici. Entro il 2024 è anche prevista l’introduzione della marcatura digitale obbligatoria per tutti i prodotti e categorie merceologiche venduti sul mercato russo.  

Come applicarla?

L'azienda fornitrice del servizio di marcatura digitale è il Centro dello Sviluppo delle Tecnologie Promettenti, CRPT. Per accedere al sistema e per ottenere la marcatura dei propri prodotti bisogna registrarsi nel sistema ottenendo un codice GTIN. Una volta installato il software che consentirà la produzione dei codici, sarà possibile applicarli ad ogni unità di merce e il gioco è fatto. Ovviamente per i prodotti esteri che non appartengono all’Unione economica eurasiatica (UEE) sarà più facile effettuare questo processo tramite agenti, importatori o rappresentanti di fiducia.  

Fare business in Russia

Essere sempre aggiornati sugli sviluppi legislativi del mercato target della propria strategia di internazionalizzazione è fondamentale in termini di digital marketing. Le aziende straniere che intendono esportare in Russia, infatti, devono prendere atto di questa nuova normativa e saperla applicare con rigore. I rischi dell'insuccesso sono sempre dietro l'angolo, ma bastano poche accortezze per tenerli alla larga. >> LEGGI ANCHE: DIGITAL MARKETING IN RUSSIA: 5 ACCORGIMENTI PER AVERE SUCCESSO    
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Turismo in Russia: il momento giusto per investire

  Dopo quasi cinque anni di recessione, l’economia Russia ha ripreso a crescere. Nonostante le più che note sanzioni introdotte nel 2014 dall’Unione Europea, nel 2017 il PIL russo è cresciuto del 1,4%. Per il 2018 si prevede un incremento del 3,3% (Goldman Sachs). A fronte di questa situazione, i rapporti economici e non tra Russia e Italia sembrano essere sempre più disciolti. Non soltanto i dati relativi all’interscambio tra i due paesi mostrano una crescita (+20% a novembre 2017, ICE) ma anche eventi come Italia – Russia: oltre le sanzioni per una nuova cooperazione, seminario tenutosi a Milano il 16 maggio, mostrano l’impegno da parte di entrambe le realtà a ristabilire ottimi rapporti.  

> LEGGI ANCHE: ITALIA-RUSSIA: IL RILANCIO DELLA COOPERAZIONE

   

Turismo in Russia: i Mondiali di Calcio 2018

Riportando l’attenzione all’interno dello scenario russo, è di indubbia rilevanza l’occorrenza in giugno dei Mondiali di Calcio che si terranno a Mosca. Eventi di così grande risonanza mediatica e oltremodo conosciuti sono infatti da sempre un ottimo mezzo di incentivo agli investimenti all’estero e al turismo. Così come Expo per l’Italia nel 2015, i campionati di calcio in Russia potrebbero essere l’occasione per rinvigorire non soltanto l’economia russa, ma anche per incentivare il turismo in Russia a beneficio di tutte le imprese presenti, locali e non.     [caption id="attachment_8478" align="aligncenter" width="702"]Turismo in Russia Un grande centro commerciale nel cuore di San Pietroburgo, Russia[/caption]    

> LEGGI ANCHE: IN RUSSIA IL MONDO FASHION PARLA ITALIANO: IN CRESCITA L’EXPORT DEL SETTORE TESSILE-MODA

   

Global Blue: investimenti nel turismo in Russia

Global Blue, in occasione di questa grande occorrenza, ha avviato con successo le prime operazioni di Tax Free Shopping in Russia. Dal 10 aprile, data di inizio delle attività nel Paese, ha festeggiato le 1.000 transazioni in sole due settimane. L’entusiasmo dimostrato dai commercianti già nei primi giorni della sua introduzione fa prevedere un andamento in crescita in un futuro prossimo. Global Blue è diventato il primo operatore nel settore del Tax Free in Russia, dopo che il Governo di Mosca ha approvato la nuova legislazione sul Tax Free Shopping, con l’obiettivo di fare del Paese una meta dello shopping a livello internazionale e di attrarre il segmento ad alto valore aggiunto rappresentato dai Globe Shopper. Dai cinesi ai turisti provenienti dai vicini Paesi europei, tra cui Germania, Turchia, Italia e Regno Unito.  

> LEGGI ANCHE: COME FARE MARKETING PER I TURISTI CINESI?

   

Il grande successo del Tax Free Shipping in Russia

I primi giorni di avvio delle operazioni in Russia sono stati un successo e Global Blue punta, dunque, a incrementare la sua presenza nel Paese, anche in vista, appunto, del prossimo campionato mondiale di calcio che si disputerà proprio in Russia a giugno. Per questo motivo Global Blue sta collaborando con centri commerciali, grandi magazzini di lusso e con i principali brand presenti a Mosca, San Pietroburgo, Sochi e nelle altre città che ospiteranno gli incontri dell’evento sportivo.     Turismo in Russia  

> LEGGI ANCHE: MODA IN RUSSIA: ECCO I TRE EVENTI SUI QUALI PUNTARE

    Nel dettaglio, secondo quanto previsto dalla normativa recentemente introdotta dal Governo russo, i turisti provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione economica eurasiatica possono risparmiare, chiedendo il rimborso quando lasciano il Paese, fino al 18% (aliquota IVA standard) per acquisti di almeno 10.000 rubli russi (circa 145 euro) su una vasta gamma di prodotti, da quelli del comparto fashion alla tecnologia, dagli orologi ai gioielli. Sull’acquisto di altre tipologie di beni, inclusi cibo, medicine e libri, i Globe Shopper possono invece risparmiare fino al 10%. Senza ombra di dubbio, la ripresa economica in concomitanza a un evento di grandissima portata come quello dei Mondiali di Calcio, sono l’occasione giusta per investire in Russia, sfruttando i turisti che visiteranno il paese in cerca di intrattenimento e di souvenir.    

Farsi trovare dove i russi vanno a cercare

In Russia sono diffuse piattaforme “occidentali” come Google e Facebook, ma sono quelle locali che raggiungono il maggior numero di utenti. Specialmente se si vogliono raggiungere potenziali clienti al di fuori di grandi città come Mosca e San Pietroburgo e utenti con fascia di età superiore ai 30 anni. Per quanto riguarda i motori di ricerca, Yandex si posiziona al primo posto. Viene utilizzato da 6 utenti russi su dieci. Inoltre, è popolare anche in Paesi confinanti come Bielorussia, Kazakistan e in Turchia. Spostando l’attenzione ai social network sta crescendo in popolarità Instagram, specialmente nel settore del fashion, ma la piattaforma più popolare resta VKontakte.    
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Intimo e beachwear in Russia: un mercato ricco di opportunità e prospettive 

 

Il mercato dell'intimo e beachwear in Russia offre grande opportunità per le Aziende italiane. Nel dopo crisi il settore si è riformato a livello di distribuzione e adesso i retailer sono alla ricerca di nuovi Brand. 

  Dopo un drastico calo di vendite dell' intimo e beachwear in Russia, nel 2017 finalmente si può osservare una stabilizzazione del settore. Tanto che in attesa di una netta crescita del mercato, per le Aziende italiane vengono a crearsi notevoli opportunità di business. La ragione è semplice: è cambiata la strutta del mercato dell'intimo e beachwear in Russia. In questi ultimi anni, colpa della crisi, alcuni negozi e rivenditori hanno dovuto chiudere, lasciando spazio ai più forti e ingegnosi. I nuovi retailer e distributori possiedono una mentalità più moderna e intraprendente. Oggi i negozi  si affidano di meno alle grosse società di distribuzione, quali Caterina Group (proprietario delle catene di negozi Estelle Adony e Zolotaya Strekoza) e RozTeh (proprietario dei negozi Dikaya Orchideja, Bustie e Defile) che vantano nel proprio portafoglio i maggiori marchi europei. Un sistema distributivo, concentrato nelle mani di solo due colossi russi, che oggi non soddisfa in termini economici il retail, soprattutto per il costo d’acquisto più alto dal distributore, rispetto ad un acquisto diretto dalla fabbrica o tramite un agente. Senza dimenticare un altro fondamentale aspetto: avere rapporti commerciali con i grossi distributori, significa incontrare la stessa offerta di marchi dal vicino concorrente, presente nella medesima città.  

>>Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  intimo e beachwear in Russia

Il retailer russo cerca marchi nuovi

Fatte le premesse di cui sopra, i retailer russi sono diventati proattivi e alla continua ricerca di nuovi marchi. Per questo motivo frequentano le fiere moscovite, ma anche all’estero (Francia, Italia, USA) per essere continuamente aggiornati sui nuovi e promettenti brand e sui nuovi prodotti. I negozianti russi si sono visti costretti ad utilizzare la lingua inglese per poter interfacciarsi con i loro fornitori esteri e lavorare con le aziende, in maniera diretta o tramite l’agente di zona. Non solo: se prima i negozianti preferivano commercializzare marchi di un certo rilievo con relativo riscontro economico, oggi gli stessi rivolgono la loro attenzione verso le esigenze specifiche dei loro clienti. Per questo motivo sono disposti a investire sui  nuovi nomi e destinare risorse nella promozione e riconoscibilità del marchio.  

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  intimo e beachwear in Russia

Molti sanno promuoversi sui canali digitali

Molti dei retailer hanno, oramai, account su tutti i social media più in voga (Vkontakte, Instagram, Facebook) dove vengono pubblicizzati i relativi marchi. Inoltre, molti organizzano servizi fotografici professionali, eventi e sfilate utilizzate come sede di incontro per i loro clienti. Spesso i proprietari dei negozi chiedono alle loro clienti di ritrarsi tramite foto o selfie, indossando il capo di lingerie o beachwear e condividerle sui social network. Il social media è la nuova tecnica del passaparola che funziona benissimo anche in Russia. I retailer più intraprendenti del settore intimo e beachwear in Russia hanno successo e sono pronti ad investire nella promozione dei marchi meno noti. Ma sono anche molto esigenti nei confronti dei fornitori: richiedono un prodotto con un ottimo rapporto qualità/prezzo, la conoscenza delle richieste del mercato russo e flessibilità nella partnership.  

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  intimo e beachwear in Russia  

Prodotto: specifico e tecnico! Ecco le due parole chiave per le categorie più richieste di intimo e beachwear in Russia

Vediamo quali possono essere i punti di forza per i produttori italiani del settore intimo e beachwear in Russia. Il “Made in Italy” è sempre molto richiesto. I marchi quali La Perla, Parah, Ritratti, Twin-Set, Emporio Armani, Christies, Valery, Raffaela D’Angelo ed altri sono amati e occupano la loro posizione sul mercato. Oggi, se un brand vuole approcciarsi sul mercato russo o ritentare un posizionamento a seguito dell’ultima crisi, le categorie di prodotto più richieste che le consumatrici russe cercano nei negozi sono:  

1) Plus size

  Le giovani ragazze, con un livello di entrate basso o medio, non andranno a cercare lingerie e costumi da bagno nei negozi di intimo indipendenti, ma troveranno il prodotto soddisfacente nelle catene come: Intimissimi, Calzedonia, Incanto ed altri. Invece, le donne con taglia forte o con seno prosperoso hanno una grande difficoltà a trovare un prodotto con ottimo sostegno e vestibilità. Sono pronte a pagare un prezzo alto per assicurarsi il comfort e una bella silhouette. Non a caso oggi in Russia, come in altri paesi,  si osserva un vero boom del bra fitting, la ricerca individuale ed assistita di un reggiseno ideale. I leader delle vendite per questa categoria sono il marchio tedesco Felina, il francese Simone Pérèle, il polacco Kris Line, il belga PrimaDonna e l’inglese Panache. Purtroppo, tra i best seller plus size non si trovano marchi italiani. Ancora oggi non tutti i produttori italiani creano coppe differenziate e si limitano alle taglie I, II, III, IV, e, qualora, venissero commercializzate, non vanno oltre la coppa D. Eppure i marchi italiani famosi per il design sofisticato e per l’ottima scelta dei materiali, potrebbero ancora occupare questo segmento in pieno sviluppo.  

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2) Shapewear

E’ un’altra categoria importante che non ha, quasi, subito calo durante la crisi. Le vendite del prodotto modellante non sono mai altissime, ma sempre stabili. Le donne russe con un buon potere d’acquisto sono di solito donne over 40, che hanno avuto figli e per questo, spesso non sono più in forma fisica perfetta. Ciò nonostante vogliono essere belle. L’intimo modellante è un ottimo modo per far ritrovare alla donna la sua autostima. Ma anche qui non vediamo molti marchi italiani. I leader sono il marchio spagnolo Janira e l’americano Maidenform. Pochi produttori italiani sviluppano nella loro offerta le linee shapewear, eppure è una categoria che può offrire tante opportunità. Non a caso negli ultimi anni, sia in Europa che in Russia nascono delle piccole realtà, specializzate in intimo modellante con design sexy ed elegante. Inoltre lo shapewear non è richiesto solo nell’intimo ma anche nei costumi da bagno.  

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3) Intimo erotico e sexy

A differenza del mercato italiano, dove si vendono più le linee basic in materiale naturale, la donna russa è sempre alla ricerca di un prodotto sexy con molto pizzo e ricamo. Certamente anche nel guardaroba della donna russa l’intimo per tutti i giorni è necessario, ma ogni donna russa ama viziare se stessa e il proprio uomo con capi di lingerie “per occasioni speciali”. Il design italiano ha tanto da offrire soprattutto per quanta riguarda l’uso del pizzo, del ricamo e del tulle trasparente. La categorie include non solo i set reggiseno e mutanda espandendosi anche alle camicie da notte in seta e pizzo, vestaglie e quant’altro. Nelle case russe d’inverno il riscaldamento non è certo un problema;  non è necessario dormire in tuta o pigiama pesanti. Anche il nightwear sexy e leggero, prodotto in seta naturale, è sempre molto richiesto.  

4) Intimo sportivo e sportswear

Il trend degli ultimi anni è il reggiseno tecnico per lo sport. I leaders in questa categoria sono gli specialisti: i marchi tedeschi Anita e Triumph e l’inglese Panache. Oggi quasi tutti i  produttori di intimo rilevano una grande richiesta di questo prodotto e si concentrano sulla produzione di linee di reggiseno e abbigliamento per lo sport e yoga. Il segmento è in grande espansione anche in Russia.   intimo e beachwear in Russia  

Italiani tra i leader ma si può fare di più

Per concludere ricordiamo che i marchi italiani sono tra i leader nelle categorie del beachwear e calzetteria. I marchi italiani delle calze sono i bestseller indiscussi sia nel segmento basso e medio, basti citare Filodoro, Sìsì, Omsa, Levante e Golden Lady, che nel segmento premium come Trasparenze e Girardi. I brand italiani di beachwear sono molto amati per i colori e varietà di stampe dei costumi da bagno. Anche l’abbigliamento mare e capi fuori acqua, sono una vera specialità italiana molto popolare in Russia. Unica pecca che possiamo notare è, come già detto, il range delle taglie abbastanza limitato. Il mercato russo di intimo e beachwear si sta risvegliando dalla crisi ed è, oggi più che mai, alla ricerca di nuovi Brand, capaci di soddisfare sempre più specifiche esigenze della clientela. E’ un momento favorevole per i produttori italiani per fare conoscere il loro prodotto ai clienti russi, curiosi e avidi di novità.    

Farsi trovare dove i russi vanno a cercare

  Per farsi conoscere dai potenziali clienti russi e quindi diventare un Brand attraente per i rivenditori è bene lavorare sulla brand awareness. Una delle strade più efficaci è sicuramente quella di sfruttare il grande potenziale dei social network. Per farlo, però, ricordiamo che in Russia oltre a Facebook e Instragram ci sono altre piattaforme popolari. Specialmente al di fuori di Mosca e San Pietroburgo.  

>>Leggi anche: La Russia blocca Facebook: più di una minaccia, un rischio concreto

  Gli utenti digitali russi (e i confinanti) sono infatti abituati a utilizzare VKontakte che è il social network con la maggiore diffusione sul territorio russo. Inoltre, per compiere le loro ricerche più di 6 russi su 10 utilizzano come motore di ricerca Yandex. Avere un account ufficiale e un sito correttamente tradotto in russo e ben posizionato nel motore di ricerca locale sono i primi passi per estendere e sostenere il proprio business in Russia.    

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Vino in Russia: esportazioni dell'Italia a gonfie vele. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare

Nei primi 8 mesi dell'anno le esportazioni dell'Italia sono cresciute del 45%. Ma il Governo punta a valorizzare la produzione di vino locale per fare della Russia un player del settore

  Che i russi siano amanti del Belpaese non è affatto un segreto. Che lo siano anche dei nostri vini è una piacevole conferma. Stando ai dati diffusi da Wine Monitor Nomisma, nei primi otto mesi le esportazioni del vino italiano in Russia sono cresciute del 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per un valore totale di quasi 135 milioni di euro. Un trend che non deve sorprendere, dato che già il 2016 era stato contrassegnato dal segno positivo. L'anno scorso l'Italia è stato il primo Paese importatore di vino in Russia, con 609 mila ettolitri, per un fatturato complessivo di 189 milioni di euro. Nel 2016 il vino italiano ha dominato il mercato russo con una quota del 29%, distanziando Paesi storicamente forti come la Francia, scesa al 18% al pari della Spagna. Il trend positivo del vino italiano in Russia è stato confermato anche dal successo di Vinitaly Russia, evento che si è tenuto il 20 e 21 novembre a Mosca e San Pietroburgo, con quasi 180 cantine presenti oppure rappresentate da importatori.  

>>Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Anche se i dati sono positivi, c'è ancora tanto da fare... Il mercato del vino in Russia ha ancora grandi margini di crescita, ma per ottenere risultati importanti bisogna lavorare sulla percezione del vino italiano e abbattere le barriere culturali con la Russia. Ne è convinta Stevie Kim, managing director di Vinitaly International che in recenti interviste ha dichiarato: “Bisogna che i russi vengano in Italia a conoscere il territorio. Devono venire a visitare le varie cantine, a conoscere da vicino i vari produttori. Solo così potranno associare il vino non solo a un prodotto alcolico, ma alla cultura, alla storia e al territorio di questo Paese.”   Vino in Russia  

La Russia vuole promuovere i suoi vini

  Un messaggio, quello di Stevie Kim, da recepire perché la Russia vuole puntare sempre più sulla produzione locale per incrementare le esportazioni e sfruttare l'emergente fenomeno dell'enoturismo. I segnali, d'altra parte, sono forti e chiari. Negli ultimi 10 anni il terreno dedicato alle viti è aumentato del 30% raggiungendo gli 85mila ettari. E in una recente intervista a Rossijskaya Gazeta, il ministro dell'Agricoltura Aleksandr Tkachev ha dichiarato che entro il 2020 l'obiettivo è quello di avere altri 50mila ettari di nuovi vigneti. Tanto che l'anno scorso lo Stato per i viticoltori e produttori di vino ha stanziato quasi 36 milioni di euro, contro i precedenti 9,5 milioni.  

>>Leggi anche: Social Network Russia: su quali social conviene fare marketing in Russia

  In Parlamento si sta anche discutendo un disegno di legge per rivedere la legge che vieta la pubblicità di alcolici. La proposta sarebbe quella di una deroga per le produzioni locali come il vino prodotto da aziende russe con vitigni russi. Questo sempre nell'ottica di incentivare la produzione e il consumo interno. Detto che i grandi vini italiani, apprezzati per la loro qualità, non dovrebbero subire contraccolpi, quelli di fascia medio bassa nel lungo periodo potrebbero risentire della concorrenza dei vini russi. Un motivo in più per puntare sulla qualità del prodotto e lavorare sulla percezione del brand per rafforzare il posizionamento sul mercato.  

Vino in Russia: per le Aziende italiane è tempo di agire

  In un quadro così delineato appare chiaro che le Aziende interessate a vendere i propri vini in Russia devono correre al più presto al riparo. Lavorare sulla brand awareness è la chiave per assicurarsi un presidio sul mercato e rafforzare la propria posizione. L'importante, come sempre, quando si parla di Russia, è farsi trovare dove i potenziali clienti andranno a cercare le informazioni. Ovvero le loro piattaforme digitali. Avere un sito tradotto in russo non è sufficiente: deve essere ottimizzato anche per Yandex, il principale motore di ricerca. Anche una pagina ufficiale su Facebook potrebbe non essere sufficiente. Al di fuori di città come Mosca e San Pietroburgo, gli utenti con età superiore ai 30 anni (quelli con maggiore potere d'acquisto) sono soliti usare social network locali come VKontakte. Stante il fatto che ancora oggi è vietato pubblicizzare un prodotto alcolico come il vino, sono diverse le strategie che le Aziende italiane possono mettere in campo per promuoversi. Puntare sullo story-telling, ovvero raccontare l'Azienda e la sua storia, oppure promuovere il territorio sono sicuramente una buona strada. Come lo è affidarsi a blogger russi del settore che sappiano veicolare il giusto messaggio. Un altro percorso può essere quello di comunicare il vino in maniera indiretta, sfruttando l'immagine di altri prodotti o esperienze riconducibili al mondo del vino stesso. Mai come in questo caso, la creatività non ha limiti.      

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Cresce il numero dei turisti cinesi e russi che acquistano in Italia

Le vendite Tax Free nei primi 9 mesi dell'anno sono aumentate dell'8%. La crescita maggiore si registra con i turisti cinesi e russi

  I turisti cinesi e russi amano l'Italia. Il Bel Paese richiama per le sue bellezze, la cucina, il life style...e lo shopping. E' quanto emerge dai dati diffusi da Global Blue, società leader per i servizi Tax Free di shopping. Nei primi nove mesi del 2017, le vendite in Italia nelle aree Tax Free sono cresciute dell'8% rispetto lo stesso periodo del 2016. I principali acquirenti sono i turisti cinesi con una quota del 28%, in aumento del 15% rispetto l'anno scorso. Bene anche i turisti russi, che rappresentano il 9% del totale. Dopo anni difficili, sono tornati a viaggiare e spendere: da gennaio a settembre 2017 si è registrato un incremento negli acquisti del 24%.  

> Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Le categorie merceologiche dove si sono registrati maggiormente gli aumenti degli acquisti Tax Free sono quelle tipiche del Made in Italy. Nei primi 9 mesi dell'anno, il settore “Moda & Abbigliamento” è cresciuto dell'8%, mentre “Gioielli&Orologi” del 7%.    

Milano e Roma le mete dello shopping per i turisti cinesi e russi

I turisti cinesi e russi sono quelli che spendono di più in vacanza in Italia. Come rileva sempre Global Blue, i più “spendaccioni” sono i turisti cinesi con uno scontrino medio di 975 euro. Seguono i turisti russi con uno scontrino medio tax free di 662 euro.

> Leggi anche: Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

  Interessante è notare poi come i turisti cinesi e russi abbiano evidenziato tendenze differenti in termini di mete. I cinesi hanno scelto principalmente Milano (38%), e a seguire Roma (18%), Firenze (9%) e Venezia (6%). I turisti russi, invece, si sono allineati a quelli americani e distribuiti in maniera più omogenea con Roma (23%), Milano (22%) e Firenze (21%).    

Comunicare sui giusti canali

  Ricordiamo che i turisti cinesi e russi utilizzano piattaforme locali differenti da quelle più popolari in Occidente. Per eseguire delle ricerche online al posto del motore di ricerca Google i russi utilizzano Yandex e i cinesi Baidu. Differenti sono anche i social network. Se Facebook è abbastanza diffuso in Russia in città come Mosca e San Pietroburgo tra i giovani, il resto degli utenti è abituato a utilizzare piattaforme come VKontakte e Odnoklassniki.  

> Leggi anche: Social network in Russia: su quali conviene puntare

  Ancora più estrema è la situazione in Cina. Facebook è praticamente sconosciuto perché “bannato”. Gli oltre 800 milioni di utenti cinesi, molto evoluti digitalmente, utilizzano social network come WeChat e Weibo.  

> Leggi anche: Fare marketing in Cina, gli strumenti indispensabili

  Per raggiungere i potenziali clienti cinesi e russi è fondamentale farsi trovare dove andranno a cercare le informazioni. Sia che si voglia brand awareness oppure promuovere un'attività o servizio. Questa è la chiave per assicurarsi delle vendite in Italia con i turisti cinesi e russi.    

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Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

Quest'anno, per la prima volta dall'inizio della crisi nel 2014, il mercato fashion in Russia mostra segni di ripresa. Vediamo come è cambiato il mercato e il consumatore russo in questi anni.

Non è un segreto che, durante la crisi degli ultimi anni, il mercato fashion in Russia abbia subito un drastico calo delle vendite. Gli anni più duri sono stati il 2015 e il 2016, legati da un forte ribasso del potere d'acquisto dei russi, dovuto alla svalutazione del rublo. Ma le cose stanno per cambiare. Secondo i dati dell'agenzia Fashion Consulting Group, “dal 2016 il 70% dei consumatori russi hanno abbassato il budget per gli acquisti di abbigliamento, scarpe e accessori, mentre il 12% non hanno speso nulla”. Eppure già con la fine dell'anno scorso si sono registrati importanti segnali di ripresa: le esportazioni italiane del settore tessile-moda verso la Russia sono cresciute del 23%.  

> Leggi anche: Russia, in crescita l'export del settore tessile-moda

 

2017, l'anno della ripresa? Sembra proprio di sì

Il 2017 mostra i segni di una leggera ripresa del mercato fashion. Secondo i dati della agenzia russa RBK. Issledovania, “il 2017 chiuderà il bilancio con una piccola crescita pari al 0,2%, mentre nel 2018 possiamo aspettarci una crescita di 0,7%”. Sembrano più ottimistici i risultati dello studio di Fashion Consulting Group: “Se il prezzo del petrolio e del rublo continueranno a stabilizzarsi, le previsioni più probabili sulla dinamica del mercato fashion in Russia, si tradurranno nella crescita del 2-3% rispetto all'anno precedente. Una simile dinamica è prevista anche per il 2018. Purtroppo, non ci si può aspettare una veloce ripresa come dopo la crisi del 2008. Adesso il potere d'acquisto dei russi crescerà lentamente, rapportato alla crescita dei loro guadagni.  

> Leggi anche: East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

  Se nel 2015 e 2016 i consumatori cercavano di risparmiare, adesso più del 50% non indugia più e preferisce spendere. Il fenomeno è dovuto alla stanchezza generale e all'adattamento psicologico a fronte della crisi economica, oltre al fatto che vestiti e scarpe subiscono un deterioramento naturale. Se negli ultimi 2-3 anni, i consumatori non acquistavano, adesso hanno la necessità di rinnovare il guardaroba. Si nota anche un certo ottimismo rivolto verso il futuro, dovuto alla stabilizzazione della valuta nazionale e dei prezzi al dettaglio.  

Il comportamento dei consumatori del settore fashion in Russia

Il principale trend è una predisposizione al risparmio, non solamente per l'aspetto economico. Il consumatore russo è diventato più razionale e consapevole. Lo shopping compulsivo è stato un comportamento degli anni passati.

  • Oggi per vendere in Russia il prodotto deve possedere i seguenti requisiti: un'ampia offerta, “un unico argomento di vendita” (Unique Selling Proposition – USP), originalità dell'idea e storia del brand.
  • Il prezzo rimane il principale fattore determinante per l'acquisto. Adesso, come mai prima d'ora, i consumatori attendono i saldi e vengono attratti dalle offerte speciali.
  • Risparmiare tempo è d'obbligo, nel mercato in crisi e saturo di marchi. Il consumatore deve avere la possibilità di concludere l'acquisto velocemente: vince chi può offrire al cliente una veloce reazione alla domanda sia nel retail online che offline, garantendo velocità sia nell'acquisto che nella consegna.
  • Lo shopping deve essere estremamente comodo e semplice. Punti fondamentali: disponibilità di tutti i metodi di pagamento moderni (compresi quelli online), ottimizzazione del punto vendita (posizione geografica, comodità di accesso, parcheggio, ascensore, etc) alla gestione dei resi.
  • Oggi nel mercato fashion, che comprende l'abbigliamento, le calzature, l'intimo e gli accessori, si presta maggiore attenzione ai materiali. È più che mai attuale il vecchio detto russo: “Non siamo così ricchi per permetterci le cose di cattiva qualità” Il materiale di alta qualità, durevole, resistente, riciclabile e multifunzionale permette di fare acquisti con meno frequenza.
  • L'ultimo trend, arrivato in Russia in ritardo rispetto all'Europa, riguarda una particolare attenzione verso i metodi di produzione dell'abbigliamento e delle calzature: sempre più spesso si sceglie il prodotto “environmentally friendly” tramite l'uso di eco-tecnologie e tecnologicamente avanzato. La produzione non deve inquinare l'ambiente e il prodotto deve migliorare la qualità della vita del consumatore.

Un mercato da presidiare

Dal 2015 molti brand internazionali si sono ritirati dal mercato russo, lasciando spazio ai produttori nazionali. Le sanzioni europee hanno decretato un aumento sensibile della produzione interna a scapito delle importazioni. I produttori russi hanno avuto l'opportunità di arrivare a livelli di sviluppo mai visti.

Ciò nonostante, poche aziende russe nel settore fashion sono in grado di offrire un prodotto, che possa competere con il corrispettivo europeo. Non a caso oggi possiamo osservare un'anomala crescita di vendita dei marchi luxury come Chanel, Prada e Burberry. Questo dimostra che i russi amano sempre il prodotto europeo.

Il primo paese che ha cercato di migliorare i rapporti con la Russia dopo le sanzioni è stata l'Italia. Il “Made in Italy” è sempre apprezzato e richiesto in Russia, anche se oggi il cliente russo è diventato più esigente e non si accontenta solo del marchio.  

Quali canali usare per raggiungere potenziali clienti russi

Per raggiungere i potenziali clienti russi e creare brand awareness, è fondamentale utilizzare i giusti strumenti. Anche quando si parla di comunicazione. Come la Cina, anche la Russia è un mondo parallelo per quando riguarda il settore digital. Piattaforme occidentali molto popolari come Facebook e Google non sono così diffuse in Russia.
Se si escludono le città di Mosca e San Pietroburgo e gli utenti più giovani, la maggior parte dei russi preferisce le piattaforme locali VKontakte e Odnoklassniki. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex, mentre per il servizio di posta elettronica e portale d’informazioni il punto di riferimento è Mail.ru.

>>Leggi anche: VKontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

 
Se si parla di comunicazione e social network in Russia, non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale. Innanzitutto, la lingua russa è piuttosto complessa dal punto di vista lessicale. Molto spesso non è sufficiente far tradurre i contenuti: vanno pensati e rielaborati. Discorso valido anche per il nome del brand: bisogna sempre verificare cosa significa in lingua russa. Inoltre, i russi sono molto pragmatici: il messaggio da veicolare deve essere mirato, diretto e senza fronzoli.

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