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"In questo periodo così particolare è importante analizzare in modo razionale l'evolversi del mercato cinese. Oggi i media, sopratutto quelli italiani, fomentano paure spesso irrazionali. Il mercato cinese va sempre affrontato con una visione di lungo periodo e con un approccio differente. Con milioni di persone costrette a casa, a livello di marketing diventa fondamentale investire in una comunicazione meno legata alle azioni commerciali e più incentrata sull'engagement e sul contenuto. Inoltre, è bene prepararsi: le tendenze digital si stanno rafforzando e velocizzando. Se la paura potrebbe spingere emotivamente al blocco o all'attesa, la razionalità dovrebbe portarci a investire di più e in maniera diversa". Queste le parole di Emanuele Vitali, Co-Founder e CEO di East MediaL’emergenza Coronavirus, infatti, non sta terrorizzando solamente le persone. La Coronavirus -fobia sta infatti contagiando anche le aziende straniere presenti sul territorio cinese, così come quelle che vedevano la Cina come una grande opportunità di business. Paura, incertezza, preoccupazione e visione a breve termine sono le parole che meglio definiscono lo stato attuale delle imprese internazionali che guardano alla Cina odierna. Ma è bene rimanere per un po’ in disparte adesso che le condizioni non sono favorevoli? È meglio investire altrove? Fermiamoci un attimo e mettiamo un po’ di chiarezza.  

Aziende già presenti in Cina: tanta paura… Immotivata

Tante aziende straniere già presenti sul mercato cinese da anni stanno vivendo questo periodo di incertezza con forte preoccupazione. Tante hanno persino deciso di interrompere momentaneamente ogni tipo di attività. Ma di fronte a questo momento di crisi le aziende non dovrebbero fare passi indietro o prevedere grandi tagli agli investimenti. Per ovvie ragioni, infatti, la popolazione è costretta a casa e limita le uscite il più possibile. Le città cinesi non sono mai state così vuote, forse nemmeno durante la Festa di Primavera. E se i cinesi passano la maggior parte del loro tempo tra le mure domestiche, anche le attività che possono fare sono limitate. Aumenta di conseguenza il tempo speso su Internet, sui social network o sui marketplace. Un maggior tempo di connessione alla rete implica una maggiore visibilità dei contenuti sulla stessa e, quindi, una rilevante possibilità per i brand di farsi notare.  Questa semplice e lineare equazione dimostra che questo momento particolare della storia cinese non dovrebbe preoccupare eccessivamente le aziende internazionali presenti in Cina. Dovrebbe, piuttosto, incentivarle a potenziare la loro strategia comunicativa. Le imprese dovrebbero puntare ad aumentare la propria brand awareness. Come? Lanciando campagne ad hoc, producendo più contenuti e facendosi notare dagli utenti. Comunicare la vicinanza del brand ai cinesi, sostenerli e incoraggiarli sono tutte azioni di solidarietà che, oltre ad essere eticamente corrette, hanno un risvolto positivo anche per la reputation delle aziende stesse. Creare un legame emotivo ed emozionale con gli interlocutori farà percepire il brand come affidabile, attento e vicino alla sfera personale della sua audience.   

L’eccellenza mondiale è al fianco dei cinesi

Alcuni brand si sono mobilitati in questo senso creando contenuti ad hoc, come newsletter o post social. Oppure utilizzando i principali hashtag di supporto.  Inter, per esempio, è uno di questi e si è attivato fin dal principio mostrando il proprio sostegno al popolo cinese. In occasione del Derby l’Inter ha deciso di scendere in campo con delle uniformi speciali. Stampata sul braccio la scritta “中国加油”, ovvero “Forza Cina”. Ha anche lanciato lo slogan “Today and always. Together as a team. Forza Wuhan”, che sarà affisso a San Siro in diverse aree dello stadio. Il presidente cinese Steven Zhang e Inter, inoltre, hanno donato 300 mila maschine sanitarie alla città di Wuhan. Infine, il Gruppo Suning, proprietario dell’Inter, ha fin da subito prestato sostegno e devoluto donazioni a ospedali e istituzioni locali.     [caption id="attachment_11903" align="aligncenter" width="550"]Inter Coronavirus China Newsletter WeChat di Inter per la sensibilizzazione al problema del Coronavirus[/caption]   Tutte queste attività sono state comunicate da Inter sui canali social ufficiali occidentali e cinesi, come WeChat, e stanno ricevendo migliaia di condivisioni e commenti. Come Inter, anche il noto brand Cucinelli ha mostrato il proprio supporto al popolo cinese. Brunello Cucinelli in persona ha dedicato una lettera di incoraggiamento a tutti i cinesi. L'ha poi pubblicato sui social media occidentali e su quelli cinesi, in particolar modo su WeChat.   [caption id="attachment_11904" align="aligncenter" width="700"]cucinelli coronavirus cina Newsletter WeChat di Cucinelli - Post Instagram di Cucinelli[/caption]   Anche Stella McCartney ha pubblicato sui canali social cinesi un video di incoraggiamento. Nel video ha affermando di essere al loro fianco e di sostenere il Paese finchè l’incubo non sarà terminato. Living Divani, invece, ha voluto integrare il messaggio di solidarietà alla Cina all’interno del suo piano editoriale. In occasione della Feste delle Lanterne - che si è celebrata l’8 febbraio - il brand brianzolo ha lanciato una newsletter con un rimando alla tragedia del Coronavirus. “Saremo la vostra luna e vi aiuteremo a superare l’oscurità”,  queste le parole del brand italiano a sostegno della Cina. [caption id="attachment_11905" align="aligncenter" width="415"]living divani coronavirus cina Newsletter WeChat di Living Divani a cura di East Media[/caption]   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI  

Aziende non ancora presenti in Cina: meglio rimandare?

Accanto alle aziende già presenti in Cina, vi sono anche tanti brand che stavano valutando l’idea di entrare nel mercato cinese. Ora però, viste le circostanze, hanno rinunciato in attesa di tempi migliori. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una presa di posizione non razionale. A volte le aziende non conoscono le dinamiche cinesi e non sanno a chi rivolgersi per comprenderle. Ciò che non sanno, però, è che questo è il momento ideale per iniziare ad investire in Cina. Come saprete l’ecosistema digitale cinese racchiude piattaforme completamente diverse dalle nostre. Per attivare questi canali è necessario sostenere delle procedure burocratiche e dei controlli piuttosto lunghi, che possono durare da poche settimane, fino a diversi mesi. WeChat, per esempio, ha un tempo di attivazione fino a 12 settimane, e lo stesso si può dire di Tmall. L’apertura e  setup di un flagship store sul marketplace cinese può, infatti, richiedere da uno fino a diversi mesi. Per questo motivo, attivarsi fin da subito permetterebbe quindi di arrivare preparati una volta che l’allarme Coronavirus sarà rientrato. Non a caso durante l'epidemia di SARS nel 2003 venne fondato JD.com, uno dei maggiori rivenditori online in Cina. Così come Taobao, la piattaforma B2C di Alibaba. Sarà forse una coincidenza?  

I fatti parlano: i risvolti digital del Coronavirus

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che questo periodo di stallo sta velocizzando i trend previsti per gli anni a venire. Tra questi la crescita e il potenziamento dell’e-commerce, che si sta verificando già da ora. Negli ultimi anni i cinesi hanno preso l'abitudine di acquistare online. Ma sono rimaste comunque alcune categorie di prodotti che preferiscono comprare in negozio. A causa del Virus, però, anche queste stanno iniziando ad essere ordinate online. Per esempio, prima dell'epidemia le persone erano solite comprare i beni alimentari freschi nei mercati. Ora invece acquistarli online è diventata la norma. La crisi portata dal Coronavirus sta dunque costringendo le persone a trovare nuovi modi di accedere a ciò di cui hanno bisogno, ripiegando sul commercio online. Si prevede che l’abitudine di acquistare qualsiasi genere di bene o servizio online permarrà anche una volta superata la crisi. Il commercio online è infatti più comodo e veloce che recarsi fisicamente nei negozi. Per non parlare delle infinite code alle casse o ai tempi di spostamento per raggiungere i centri commerciali. Per questi motivo essere presenti online diventerà imperativo e farlo il prima possibile garantirà ai brand la giusta visibilità e possibilità di spiccare tra la massa.  

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Parola d’ordine? Agire. Adesso.

Il Coronavirus sta colpendo duramente la Terra del Dragone, che però sta reagendo costruendo ospedali a tempo di record e unendosi in un coro di sostegno e solidarietà. Ciò che non uccide fortifica, e il popolo cinese è resistente e troverà il modo di uscirne ancora più forte di prima. Quanto tempo ci vorrà ancora non possiamo dirlo. Siamo però convinti che la Nazione tornerà a splendere come ha sempre fatto.  Anche le aziende internazionali dovrebbero essere fiduciose e sostenere la Cina e il suo popolo attivamente. Scappare o tirarsi indietro non porta a nulla di positivo. Così come per le relazioni interpersonali, in Cina c’è bisogno della fiducia anche quando si tratta di acquistare online. Porsi al fianco dei propri interlocutori e creare insieme a loro una relazione intima è una delle attività che i brand possono portare avanti per farsi largo tra la sentita competizione del mercato cinese e per raggiungere un ottimo posizionamento sul mercato. Parola d’ordine? Agire. Adesso.       Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendario cinese 2020   Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo: info@east-media.net  

 
Ieri, giovedì 18 luglio 2019, all’Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili è stato presentato il X Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina, intitolato "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese". Il rapporto è stato elaborato dal CeSIF, Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina.  L’evento, organizzato da quest’ultima in collaborazione con l’Ordine Commercialisti, è stata un’ottima occasione per conoscere lo scenario odierno cinese e per mostrare le prospettive per le imprese italiane in Cina.  Situazione economica e politica, iniziative di cooperazione internazionale e tassazioni fiscali sono stati solo alcuni dei temi trattati. Tra i tanti relatori Federico Ruffino, Marketing & Communication Manager di Triboo East Media, che ha illustrato lo scenario digitale cinese tra i grandi colossi del web e le tendenze più aggiornate.   

La Cina oggi: scenari e prospettive

  L’incontro è stato aperto da Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e da Marco Bettin, direttore operativo della Fondazione Italia Cina. Arianna Gasbarra, vice presidente della Commissione Internazionalizzazione delle Imprese e Rapporti con Organismi Internazionali ha fatto da moderatrice, affiancando gli speaker durante l’incontro.  Dopo un primo momento di saluti istituzionali la parola è passata a Filippo Fasulo, direttore CeSIF, che ha illustrato nel dettaglio lo scenario politico ed economico del Paese.   

Rallentamento economico strutturato

Dal suo discorso è emerso che sebbene la crescita economica della Cina stia ufficialmente rallentando - quest’anno infatti si prevede rimarrà tra il 6 - 6.5% - questo rallentamento è strutturale. Il New Normal, infatti, prevede un ripensamento del modello economico cinese, con una crescita organica del paese. Questa si basa su un aumento dei consumi interni, sui servizi, sull’attenzione alle problematiche ambientali e sulla qualità come traino dell’economia, a discapito di esportazioni e investimenti. Il rallentamento dell’economia cinese è dunque programmato dal Governo, niente di cui preoccuparsi.   

I consumi interni e l'export

Nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina si evidenzia come la spesa per i consumi rappresenta da qualche anno la fonte di maggiore contributo alla crescita del PIL cinese e anche lo scorso anno questo trend è rimasto invariato. Nel 2017 questi contribuivano per il 57,6% alla crescita del PIL e nel 2018 sono addirittura aumentati fino al 76,2%. Inoltre, negli ultimi due anni l’export cinese nel mondo è iniziato a farsi risentire. La guerra commerciale con gli Stati Uniti ha avuto un impatto limitato sulla performance cinese. Tanto che nel 2018 l’export cinese ha toccato picchi di 2.487 miliardi di dollari. Anche le importazioni sono aumentate rispetto al passato, raggiungendo quote di 2.136 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 15%.   

L'interscambio Italia-Cina e i settori strategici

Da evidenziare è anche l’interscambio Italia-Cina, che nel 2018 è stato sbilanciato. Secondo dati Istat le esportazioni italiane in Cina sono state di 13 miliardi circa, mentre le importazioni hanno raggiunto i 30 miliardi di euro. Il settore di maggiori esportazioni cinesi in Italia si riconferma quello dei macchinari e delle attrezzature elettriche. Ambito su cui punta molto la Cina, tanto che macchinari e attrezzature italiane sono al primo posto tra i beni italiani importanti nel Paese. Anche articoli di abbigliamento e prodotti in pelle e in cuoio sono molto richiesti. Tra le opportunità settoriali principali segnalate dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina rientrano Food & Beverage, sanità, retail, automotive, media e intrattenimento, arredo e il turismo. Quest’ultimo, in particolare, sembra essere letteralmente esploso in Cina.  Fasulo ha poi passato in rassegna gli IDE cinesi in Italia, evidenziando come a fine 2018 fossero ben 340 i gruppi cinesi presenti nel nostro paese, soprattutto in Lombardia. A seguire Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Il quadro presentato lascia intravedere grandi prospettive di interscambio tra i due Paesi, con ulteriori possibilità di crescita da entrambi i lati.  

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  Rapporto Annuale Fondazione Italia Cina Federico Ruffino

   

La Cina è digital e il Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina lo conferma

  A seguire Roberto Diletto, manager di Diacron Business Consulting, Andrea Benigni, amministratore Delegato di Eca Italia e Savino Tatò, partner di Ernst & Young hanno parlato di aspetti settoriali, dalla tassazione fiscale alla situazione degli expat italiani in Cina. Roberto Ferraro e Massimo Bagnasco hanno poi portato due testimonianze aziendali. Per ultimo Federico Ruffino, Marketing & Communication Manager di Triboo East Media ha parlato dello scenario digitale cinese, tra social media, motori di ricerca e nuovi trend del mercato. Come riportato nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina, infatti, ad oggi gli utenti Internet in Cina sono 802 milioni. Questa cifra seppur possa sembrare sbalorditiva, rivela ancora ampi margini di crescita. In Cina, infatti, meno del 60% della popolazione è digitalizzata e si prevede che nei prossimi anni questo valore aumenterà incredibilmente.  WeChat rimane il must have per le aziende italiane che vogliono investire sul mercato cinese, ma non è il solo. WeChat infatti consente una comunicazione one-to-one, ma per raggiungere la grande massa e aumentare la brand awareness è necessaria una strategia integrata con altre piattaforme. Weibo e Douyin sono solo alcune di queste. Ma il vero trend del momento sono i social-commerce, ovvero piattaforme a metà tra social media ed e-commerce. Little Red Book è una di queste e ha registrato nell’ultimo anno una crescita sbalorditiva. Questi strumenti consentono di integrare l’intrattenimento nella fase di acquisto, migliorando sensibilmente la customer experience del consumatore cinese. Oggigiorno il 70% delle vendite in Cina è influenzato dall’esperienza online, con la prospettiva di crescere fino al 100% entro il 2025. Questi dati rivelano la fondamentale importanza del digital in Cina, aspetto che non può essere tralasciato dalle aziende che vogliono investire sul mercato cinese.  

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  mini-program

Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.

 

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Jack Ma ha intenzione di lasciare la guida del gruppo Alibaba da lui fondato. La notizia, anticipata da un'intervista del "The New York Times" lo scorso weekend a mercati azionari chiusi, viene oggi ufficializzata dallo stesso Gruppo cinese. Ma diversamente da quanto anticipato dalla stampa internazionale, Jack Ma non si ritirerà subito in pensione. Il fondatore di Alibaba resterà al timone del Gruppo fino al 10 settembre 2020, data in cui ricorrono i 20 dalla nascita di Alibaba. In questo ultimo anno, Jack Ma ricoprirà il ruolo di direttore esecutivo e affiancherà Daniel Zhang, l'attuale amministratore delegato, che prenderà il suo posto in qualità di presidente del gruppo Alibaba. Jack Ma, classe 1964, ha dichiarato all'importate quotidiano americano che non vuole morire nel suo ufficio, ma in una spiaggia. Dichiarazione che ha subito fatto pensare a un ritiro dagli affari... In realtà l'imprenditore cinese nei prossimi anni vuole rafforzare il suo impegno nell'allevare talenti e investire nei giovani. E seguire nuovi sogni, ovvero progetti che ha nel cassetto.  

I consigli di Jack Ma per avere successo e soddisfazione nella vita

D'altra parte, oggi Jack Ma ha "solo" 54 anni e come ha lui stesso dichiarato, si sente ancora giovane per andare a oziare su una spiaggia caraibica. Per questa eventualità vorrà forse aspettare altri 6 anni, fino al compimento dei 60 anni, età da lui indicata a partire dalla quale ogni persona dovrebbe dare priorità al proprio benessere fisico e mentale. Di seguito vi proponiamo i consigli che il più famoso imprenditore cinese ha elargito per ottenere successo e soddisfazione nella vita.
  • A vent'anni impegnatevi nello studio, a 25 anni iniziate a lavorare e fate errori, a questa età potete cadere e rialzarvi senza conseguenze. Se scegliete una grande azienda acquisirete i processi, se invece optate per una piccola realtà imprenditoriale apprenderete la passione di fare molte attività diverse in una giornata. La cosa più importante è che riusciate a identificare la vostra guida, dalla quale imparare il più possibile. Non è importante il campo dove agirete, ma quante cose può insegnarvi il vostro capo.
  • Dai 30 ai 40 focalizzatevi sulla professione, lavorate su voi stessi.
  • Dai 40 ai 50 anni non tornate indietro, non cambiate direzione, è troppo tardi. Diventate semplicemente i più bravi in quello che già state facendo.
  • Dai 50 ai 60 investite nei giovani, allevate talenti e trasferite informazioni.
  • Dai 60 anni in poi la priorità è il vostro benessere, fisico e mentale. Andate al mare!
 

La lettera che Jack Ma ha scritto agli azionisti e suoi collaboratori

Cari clienti di Alibaba, Aliren e azionisti, oggi, in occasione del 19esimo anniversario di Alibaba, sono lieto di condividere una notizia con voi: con l’approvazione del Consiglio di Amministrazione, tra un anno in data 10 settembre 2019, in occasione del 20esimo anniversario di Alibaba, l’amministratore delegato Daniel Zhang prenderà il mio posto come presidente del consiglio di amministrazione di Alibaba Group. Per i miei ultimi 12 mesi come direttore esecutivo, affiancherò Daniel per assicurare una transizione fluida e senza intoppi. Successivamente, rimarrò nel Consiglio di Amministrazione fino al prossimo incontro degli azionisti nel 2020. Ho dedicato molto impegno e preparazione in questo piano di successione per ben 10 anni. Sono felice di annuncialo oggi grazie al supporto di Alibaba Partnership e del nostro Consiglio di Amministrazione. Vorrei anche ringraziare tutti voi colleghi e le vostre famiglie, perché la vostra fiducia e il vostro supporto negli ultimi 19 anni ci hanno portato a questo giorno con forza e sicurezza. La transizione dimostra che Alibaba ha fatto un salto di livello nel governo d’impresa: da una compagnia che fa affidamento su gli individui, ad una costruita su un eccellente sistema organizzativo e su una cultura di sviluppo delle risorse umane.     [caption id="attachment_8778" align="aligncenter" width="800"]Jack Ma Jack Ma durante la seconda edizione della Xi Philanthropy Conference, tenutasi lo scorso 5 settembre[/caption]     All’epoca della fondazione nel 1999, il nostro obbiettivo era di costruire una società che potesse rendere fiero il nostro paese e il mondo intero e che potesse attraversare secoli di storia, durando 102 anni. Ciò nonostante, sapevamo che nessuno avrebbe potuto restare a capo della compagnia per 102 anni. Alibaba avrebbe dovuto essere fondata su una solida governance e una forte cultura aziendale, su coerenza e costanza nello sviluppare talenti. Nessuna compagnia può affidarsi unicamente ai suoi fondatori, e io lo so bene. A causa dei limiti che il fisico impone alla nostra abilità ed energia, nessuno di noi può assumersi le responsabilità di un presidente e AD per sempre.   

> Leggi anche: come guadagna il gruppo Alibaba, i segreti del colosso cinese

  10 anni fa ci siamo posti questa domanda: in che modo potrebbe Alibaba ottenere una crescita sostenibile dopo che Jack Ma lascerà la compagnia? Credevamo che il solo modo di risolvere il problema della successione della dirigenza era di creare un sistema di governance basato su una cultura unica e meccanismi di sviluppo di talenti e successori. Negli ultimi 10 anni, abbiamo continuato a lavorare su questi aspetti. Essendo stato formato come insegnate, sono davvero fiero di ciò che ho ottenuto. Tutti gli insegnanti desiderano che i propri studenti li superino. La mia responsabilità è lasciare giovani talentuosi rilevino i ruoli guida nella compagnia, così che possano portare avanti la nostra missione di “rendere semplice fare business ovunque”. Realizzare il nostro obbiettivo per aiutare piccole attività, giovani e donne in tutto il mondo è ciò che più mi appassiona. Non solo è il nostro intento sin dal primo giorno, ma mi sento onorato di avere questa opportunità. Concretizzare il sogno dietro questa missione richiede la partecipazione di molte più persone del solo Jack Ma e uno sforzo continuo da parte di tutte le generazioni di Aliren.  

> Leggi anche: Moschino si affida a Triboo ed East Media per il debutto su Tmall

  Alibaba è fantastica non solo per i nostri successi o le nostre dimensioni. La cosa migliore di Alibaba è che siamo capaci di unirci per una missione e visione comuni. Il nostro sistema di partnership, la nostra cultura unica e il nostro team talentuoso hanno gettato una solida base per l’eredità della nostra compagnia. Difatti, da quando ho trasferito il ruolo di AD nel 2013, la società ha progredito senza intoppi per cinque anni. Il Sistema di partnership che abbiamo consolidato è una soluzione creativa per una buona gestione e sostenibilità, poiché riesce a superare le difficoltà che si presentano a una compagnia di così grande scala: innovazione continua, successione nella leadership, rendicontazione e continuità della cultura aziendale. Negli anni, per rinnovare il nostro modello di gestione, abbiamo sperimentato e migliorato il bilanciamento tra individui e sistema. Facendo unicamente affidamento sugli individui, o seguendo ciecamente un sistema, non possiamo risolvere i nostri problemi. Per ottenere una crescita sostenibile a lungo termine bisogna ricercare il giusto equilibrio tra sistema, persone e cultura. Ho piena fiducia che il nostro sistema di partnership e gli sforzi intrapresi nel salvaguardare la nostra cultura aziendale, conquisteranno nel tempo l’amore e il supporto di tutti i clienti, collaboratori e azionisti.     [caption id="attachment_8775" align="aligncenter" width="800"]jack ma Daniel Zhang, oggi amministratore delegato del Gruppo Alibaba, designato da Jack Ma quale nuovo Presidente dal 10 settembre 2020.[/caption]     Dalla fondazione della compagnia nel 1999, siamo stati dell’idea che il futuro di Alibaba dovesse dipendere da una fucina di talenti che potesse guidarci con successo. Dopo anni di duro lavoro, Alibaba è riuscita a costruirne una di livello mondiale, in termini di qualità e quantità. L’insegnante che è in me si sente estremamente fiero del nostro team, della nostra leadership e la nostra cultura unica, come anche del fatto che continuiamo a formare leader eccezionali e professionisti come Daniel Zhang.

> Leggi anche: Alibaba da record, quasi 22 miliardi in 24 ore. Vi sveliamo i segreti del successo

  Daniel è nel gruppo Alibaba d 11 anni. Da quando ha rilevato il ruolo di AD, ha dimostrato superbo talento, acume e capacità di leadership. Sotto la sua gestione, Alibaba ha visto una crescita continua per 13 trimestri consecutivi. La sua mente analitica è senza pari, prende a cuore la nostra missione e visione, abbraccia le responsabilità con passione e ha la forza di innovare e testare modelli creativi di business. I media cinesi che si occupano di notizie di relative al business lo hanno giustamente nominato top AD del 2018. Per queste ragioni, lui e il suo team hanno conquistato la fiducia e il supporto di clienti, collaboratori e azionisti. Passare le redini a Daniel e al suo team è la decisione giusta, presa al momento giusto. Lavorando con loro ho potuto constatare che sono pronti e ho totale fiducia nella nuova generazione di leader. Per quanto riguarda me, invece, ho ancora molti sogni da inseguire. Coloro che mi conoscono, sanno che non mi piace adagiarmi sugli allori. Ho intenzione di continuare come socio fondatore di Alibaba Partnership e di contribuire all’attività della compagnia. Vorrei, inoltre, tornare a occuparmi di insegnamento, ciò che amo fare. Il mondo è grande e io sono ancora giovane, voglio sperimentare cose nuove perché nuovi sogni possono essere realizzati. Posso promettervi una cosa: Alibaba non è mai stata solo Jack Ma, ma Jack Ma apparterrà sempre ad Alibaba.

Scarica la guida al digital marketing in Cina

  Lontana geograficamente e culturalmente, in Cina ci sono festività ma anche abitudini differenti. Tutti aspetti che vanno considerati attentamente se si vuole pianificare una presenza realmente efficace in questo mercato. Di questo e molto altro parliamo nella guida al digital marketing, tratta dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarlo basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.   [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="283"]Marketing in Cina 2018 Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing.[/caption]  

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Come fare digital marketing in Cina? Ecco cosa è emerso dal Rapporto Annuale Cina 2018

  Lunedì 16 luglio a Milano è stato presentato il Rapporto Annuale Cina realizzato dal Centro Studi per l’Impresa di Fondazione Italia Cina (CeSIF). Autorevole studio di mercato giunto alla nona edizione, il Rapporto prende in considerazione tutte le variabili macro-ambientali che potrebbero condizionare l’operato delle aziende italiane in Cina. L'analisi, suddivisa in macro-reparti (politica, economia, ambiente, etc), comprende anche una parte dedicata al mondo digital in Cina. Variabile molto importante e da considerare in ottica di internazionalizzazione, la cui stesura è affidata a East Media ormai da qualche anno.   [caption id="attachment_8583" align="aligncenter" width="792"]Marketing in Cina Presentazione del Rapporto Annuale Cina 2018. Da sinistra Emanuele Vitali, Managing Director East Media, Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager Global Blue Italia, Filippo Fasulo, Coordinatore Scientifico CeSIF, Ferruccio De Bortoli, moderatore del seminario, Giulio Finzi, Segretario Generale Netcomm, Marco Rota Candiani, Partner Studio legale Hogan Lovells e Giuseppe Pignanelli, Direttore Generale Travaglini.[/caption]    

Quasi 800 milioni di cinesi connessi

Nonostante al momento solo il 53% della popolazione cinese risulti digitalizzata, la Cina è tra i paesi con il più ampio bacino di utenti web. Su una popolazione di 1,4 miliardi di persone, sono 751 i milioni di cinesi connessi (Internet World Stats)In pratica un cinese su due è sul web.  Evidentemente, la parte di popolazione che non accede ancora ad internet proviene dalle zone rurali. Gli abitanti dei grandi agglomerati urbani rappresentano il 73% degli utenti digitali, cresciuti di 37,7 milioni di persone rispetto alla fine del 2015 (un incremento del 7%). Si tratta di dati interessanti, che però non devono portare le imprese a sottovalutare il valore delle zone rurali. Sono diverse le azioni che sta muovendo il Governo Cinese per rendere meno arretrate le aree periferiche. Se oggi essere presenti nelle grandi città è un diktat, presto lo sarà anche nelle zone oggi meno sviluppate. Anche digitalmente.  

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Marketing in Cina: cosa è emerso dalla presentazione del Rapporto Annuale 2018

Il tempo trascorso sul web dagli utenti cinesi è sempre maggiore. Come evidenziato da un’indagine di Google Consumer Barometer condotta su un campione di popolazione con età superiore ai 16 anni, più di 8 utenti su 10 accedono quotidianamente a internet. Dati allineati a quelli di GlobalWebIndex che, prendendo in considerazione un campione di utenti con fascia di età 16-64 anni, rileva che in media ogni giorno i cinesi si collegano al web per 6 ore e 30 minuti. Di questo tempo, 3 ore e 26 minuti sono trascorse via mobile e 2 dedicate ai social network.   [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="283"] Clicca sull'immagine per scaricare l'estratto dedicato al Digital Marketing tratto dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina[/caption]

I mezzi per fare marketing in Cina

A presentare lo scenario digital è stato Emanuele Vitali, co-founder e Managing Director di East Media. “Non bisogna pensare che essere presenti in Cina basti: bisogna farlo bene. Rivedendo le politiche di marketing in toto, a partire dal lato della comunicazione. Le strategie, i mezzi, i modi che possono andare bene per il mercato occidentale non sono gli stessi che vanno bene per la Cina”.   [caption id="attachment_8584" align="aligncenter" width="802"]Marketing in Cina Emanuele Vitali durante l'intervento della presentazione milanese del Rapporto Annuale 2018: il cross cultural marketing è essenziale per conquistare i consumatori cinesi.[/caption]

 

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Marketing in Cina: i motori di ricerca

Così lontana geograficamente dall’Italia, la Cina lo è anche dal punto di vista digitale per diverse ragioni. Con il suo volume di traffico dati e numeri di utenti digitali, la Cina è a tutti gli effetti una macroregione nel mondo del web. A causa del Great Firewall (una sorta di scudo informatico) l’accesso a determinati siti è bloccato. "Tra questi non solo siti di secondaria importanza, ma anche colossi come Facebook. Google, invece, nonostante non sia formalmente bloccato, ha una quota di mercato di scarsissimo rilievo. Il motore di ricerca più utilizzato in Cina è di gran lunga Baidu, seguito dall’emergente Shenma (un motore cui è possibile accedere esclusivamente via mobile), Haosou e Sogou" ha fatto notare Emanuele Vitali. Per avere un’idea, basti considerare che quasi il 75% delle ricerche avviene su Baidu, il 10,5% su Shenma, mentre la quota di Google si ferma a solo l’1,7%. Baidu inoltre viene usato non solo per compiere ricerche, ma anche per le sue piattaforme collegate: Baidu Baike (una sorta di Wikipedia integrata) e Baidu Tieba, piuttosto simile a Google+.   

Marketing in Cina: i social network

Anche lo scenario dei Social Network si pone in maniera differente rispettivamente a quello occidentale.   [caption id="attachment_8586" align="aligncenter" width="559"]Marketing in Cina Principali social network in Cina: % di utenti che hanno dichiarato di aver utilizzato una determinata piattaforma (2016 vs 2017). Fonte: elaborazione East Media su 中国互联网络发展状况统计报告 (2018).[/caption]

 

WeChat: l'intramontabile mezzo per il marketing in Cina

Principale social media in Cina è WeChat (di proprietà Tencent) che, nata come piattaforma di messaggistica, ha gradualmente aumentato la propria popolarità grazie alle avanzate e innovative funzioni. Gli utenti possono eseguire prenotazioni (taxi, ristoranti e voli), trasferire i soldi ad altri contatti e fare acquisti online e offline.  

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  A questo proposito è interessante evidenziare come la funzione di pagamento WeChat Pay è sempre più utilizzata. Come emerge dai dati di Global Web Index, nel 2017 il 46% dei consumatori cinesi ha affermato di aver effettuato un acquisto via mobile e WeChat Pay è stata utilizzata da una persona su tre, raggiungendo in pochi anni la quota di mercato di AliPay (39%), il sistema di pagamento del colosso dell’e-commerce Alibaba. "Tra le novità degli ultimi tempi vi è inoltre l’introduzione dei cosiddetti Mini Programs, app che possono essere utilizzati direttamente restando su WeChat. Tra i più popolari ci sono Mobike, per il bike sharing, servizi di video-streaming o per ascoltare musica, ma anche i “mini games”. Ad esempio, grande successo ha il mini-game Tiao Yi Tiao (跳一跳), su cui colossi quali Nike e McDonald’s hanno già investito molto in advertising (si arriva a cifre pari a 5 milioni di yuan al giorno per adv)" - ha ricordato Vitali.  

Qzone e Weibo

Secondo a WeChat, Qzone, è un altro social network di proprietà Tencent, che permette agli utenti di scrivere blog, inviare foto e ascoltare musica. Qzone è una delle funzionalità della piattaforma madre QQ, App di messaggistica istantanea che offre anche altri servizi all’utente quali blog, giochi, email e la possibilità di effettuare pagamenti online.

Mix di Facebook, Instagram e Twitter, Sina Weibo è invece la piattaforma social più utilizzata da celebrità, compagnie e organizzazioni che desiderano instaurare una comunicazione diretta con gli utenti finali (in 140 caratteri). Rispetto a Twitter, Sina Weibo offre maggiori potenzialità. E' possibile creare dei microblog, sondaggi e condividere contemporaneamente più foto, video e file. Weibo è la piattaforma più utilizzata dai cinesi per cercare informazioni in tempo reale. Come emerge da uno studio condotto nel 2016 dal CNNIC, i tre motivi principali di utilizzo sono: ricerca delle notizie più recenti (72%), seguire pagine/contenuti di interesse personale (66%) e ottenere informazioni pratiche e consigli (60%). "Un must per tutte le aziende che vogliono operare in Cina, anche Sina Weibo propone una serie di strumenti utili per le analisi marketing" ha sottolineato Vitali.  

Zhihu e Douban: le ultime novità

Decisamente più staccato per volume di utenti, Zhihu è un social network la cui popolarità è in crescita e per questa ragione da tenere in considerazione. Il suo funzionamento è simile a quello di Quora e di altre piattaforme di domande/risposte dove gli utenti registrati interagiscono per scambiarsi informazioni solitamente molto tecniche sui prodotti e servizi. Un’azienda può utilizzare Zhihu per controllare la propria brand reputation e rispondere ai quesiti degli utenti sui suoi prodotti/servizi, in forma più o meno diretta.  

> LEGGI ANCHE: VENDERE IN CINA: NE PARLA ANCHE MARCO MONTEMAGNO. NOI VI DICIAMO COME FARE

  Come Zhihu, Douban è una piattaforma meno popolare rispetto alle principali, ma non per questo meno importante. Viene utilizzata per condividere pareri su specifici argomenti - a esempio musica, film, cultura ed eventi - che possono essere visualizzati anche da utenti non registrati. Questo social network può avere un buon impatto sulla credibilità e percezione di un brand, perché i cinesi sono abituati a scambiarsi informazioni e pareri online anche prima di procedere all’acquisto di un prodotto o servizio.    

Guarda il video del seminario East Media "La Cina e il boom dei consumi"

Per conoscere tutte le tematiche legate alla vendita e al marketing in Cina, potete guardare il video del seminario organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina. L'evento, tenutosi il 20 marzo presso la Fondazione Stelline di Milano, è stato dedicato ad argomenti quali il WeChat marketing, la comunicazione cross-culturale, il turismo cinese in Italia. Qui sotto il video.

  https://www.facebook.com/EastMedia.net/videos/946625762154376/  

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Rapporto Annuale Cina 2018: appuntamento il 16 luglio a Milano

  Lunedì 16 luglio a Milano verrà presentato il Rapporto Annuale Cina realizzato dal Centro Studi per l’Impresa di Fondazione Italia Cina (CeSIF). Giunto alla sua nona edizione, il Rapporto Annuale è un autorevole studio di mercato che prende in considerazione tutte le variabili macro-ambientali che potrebbero condizionare l’operato delle aziende italiane in Cina. L'analisi, suddivisa in macro-reparti (politica, economia, ambiente, etc), comprende anche una parte dedicata al mondo digital in Cina. Variabile molto importante e da considerare in ottica di internazionalizzazione, la cui stesura è affidata a East Media ormai da qualche anno.   [caption id="attachment_4181" align="aligncenter" width="735"]Marketing in Cina Il managing director East Media Emanuele Vitali al summit sino-italiano Wealth, Prosperity and Capital Forum, evento per promuovere la cooperazione bilaterale economica, finanziaria ed industriale tra Italia e Cina. Con il Patrocinio della Regione Lombardia, è stato promosso da Fortune Fountain Capital e Financial Times Chinese, e co-organizzato da East Media e Associazione Lombardia Cina.[/caption]  

> LEGGI ANCHE: MUOVERSI NEL MERCATO CINESE: IL SEMINARIO EAST MEDIA AL NETCOMM FORUM 2018

 

Un mondo digitale

Con 1,4 miliardi di persone, la Cina ha un potenziale bacino di utenza internet di incredibile ampiezza. Al momento, secondo i dati Internet World Stats, sono 751 i milioni di cinesi connessi. In pratica un cinese su due è sul web. Nonostante i grandi numeri, è da sottolineare che la diffusione di internet in Cina ha ancora un grandissimo potenziale: è digitalizzata solo il 53% della popolazione cinese (contro il 73% italiano).  

Marketing in Cina: dove?

Evidentemente, la parte di popolazione che non accede ancora ad internet proviene dalle zone rurali. Gli abitanti dei grandi agglomerati urbani rappresentano il 73% degli utenti digitali, cresciuti di 37,7 milioni di persone rispetto alla fine del 2015 (un incremento del 7%). Si tratta di dati interessanti, che però non devono portare le imprese a sottovalutare il valore delle zone rurali. Sono diverse le azioni che sta muovendo il Governo Cinese per rendere meno arretrate le aree periferiche. Se oggi essere presenti nelle grandi città è un diktat, presto lo sarà anche nelle zone oggi meno sviluppate. Anche digitalmente.  

Marketing in Cina: come?

Il tempo trascorso sul web dagli utenti cinesi è sempre maggiore. Come evidenziato da un’indagine di Google Consumer Barometer condotta su un campione di popolazione con età superiore ai 16 anni, più di 8 utenti su 10 di accedono quotidianamente a internet. Dati che sono allineati a quelli di GlobalWebIndex, che in base a un campione di utenti con fascia di età 16-64, ha scoperto che in media ogni giorno i cinesi si collegano al web via per 6 ore e 30 minuti. Di queste 6 ore, 3 ore e 26 minuti sono trascorse via mobile e 2 dedicate ai social network.  

> LEGGI ANCHE: NOVITÀ PER WECHAT: ECCO COSA CAMBIA PER LE AZIENDE E I BRAND

  La chiave del marketing in Cina è una promozione che sia a contatto coi consumatori il più possibile. Per questo le piattaforme digital cinesi sono così importanti.  

I mezzi per fare marketing in Cina

East Media sarà presente alla presentazione di lunedì 16 luglio a Milano. A presentare lo scenario sarà Emanuele Vitali, co-founder e managing director di East Media: “Fare marketing in Cina vuol dire dover rivedere in maniera estesa le proprie politiche di marketing. A partire dalla comunicazione, che deve tenere conto delle differenze culturali e linguistiche che separano l’Italia dalla Cina”.   [caption id="attachment_7899" align="aligncenter" width="658"]Marketing in Cina Emanuele Vitali durante l'evento La Cina e il boom dei consumi, organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina[/caption]

 

> DIGITAL MARKETING IN CINA: EAST MEDIA PARTNER IDEALE SECONDO JING DAILY

 

Programma dell’evento

L’evento si svolgerà a Palazzo Lombardia alle ore 14.00. Oltre a Fondazione Italia Cina e East Media, saranno presenti importanti enti istituzionali e aziende. In seguito ai saluti istituzionali, cui parteciperanno il Vice Presidente Regione Lombardia Fabrizio Sala, il Presidente della Fondazione Alberto Bombassei e l’Ambasciatore d’Italia in Cina Ettore Sequi, ci saranno una serie di interventi ad illustrare il contenuto del Rapporto. In particolare, parleranno Marco Rota Candiani, Partner Studio legale Hogan Lovells, Giulio Finzi, Segretario Generale Netcomm, Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager di Global Blue Italia. In chiusura, i casi aziendali di East Media e di Travaglini, con relatore il Direttore Generale Giuseppe Pignanelli.   Marketing in Cina  

Iscriviti all’evento

Per approfondire gli argomenti relativi all’internazionalizzazione in Cina non mancare all’evento. L’iscrizione è gratuita fino ad esaurimento posti. Per avere maggiori informazioni o iscriverti all’evento clicca qui.  

Guarda il video del seminario East Media "La Cina e il boom dei consumi"

Per conoscere tutte le tematiche legate alla vendita e al marketing in Cina, potete guardare il video del seminario organizzato da East Media e Fondazione Italia Cina. L'evento, tenutosi il 20 marzo presso la Fondazione Stelline di Milano, è stato dedicato ad argomenti quali il WeChat marketing, la comunicazione cross-culturale, il turismo cinese in Italia. Qui sotto il video.

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Grazie ai Qr code la metropolitana di Pechino si trasforma in una libreria digitale

  In Italia i Qr code non sono mai diventati popolari. In Cina invece trovano diverse applicazioni. Se non l'ultima, una delle più curiose e originali arriva da Pechino. Le carrozze delle linee 4 e 10 della metropolitana sono state trasformate  in librerie digitali. Una volta a bordo i viaggiatori possono fotografare con il proprio smartphone il Qr code e accedere a una serie di audiolibri. Da ascoltare fino a destinazione... L'iniziativa fa parte del piano di lancio di una nuova App dedicata agli audiolibri. Per promuoverla è stato scelto di farla provare in un contesto di reale. Come i trasferimenti in metropolitana, dove oggi siamo abituati a consultare il proprio smartphone per gli usi più disparati. Un comportamento assimilato anche dai cinesi che con il "telefonino" praticamente vivono. Dalla consultazione dei social network, agli acquisti su e-commerce e i pagamenti online, in Cina tutto avviene tramite app e smartphone.   qr code metropolitana pechino

Qr code cosa sono e come funzionano

I Qr code sono dei particolari codici solitamente stampati su giornali, negozi, biglietti da visita, magazine e cartelloni pubblicitari che permettono di accedere direttamente a una pagina online per avere maggiori informazioni, se fotografati con uno smartphone. Esistono diverse app per la loro lettura, ma gli utenti cinesi sono abituati ad utilizzare quella nativa di WeChat. L'utilizzo dei Qr code molteplice e in Cina è molto diffuso anche per eseguire pagamenti online. Si inquadra il relativo codice prodotto e con un semplice "click" si finalizza l'acquisto. Ma non solo... non di rado girando nelle principali città si può incontrare qualche mendicante che per chiedere l'elemosina mostra un cartello con stampato un Qr code!

> Leggi anche: Alibaba e l’esplosione degli e-commerce in Cina

 

qr code metropolitana pechino

 

In Cina tutto è online

Ricordiamo che i cinesi sono abituati a navigare su diversi social network per cercare le informazioni a cui sono interessati, verificare, chiedere, informarsi. Specialmente se le loro ricerche sono finalizzate all’acquisto di un prodotto/servizio: in Cina solo il 20% di chi acquista su piattaforme e-commerce visita come prima pagina le pagine ufficiali dei Brand rispetto a una media del 40- 60% di Usa e Europa. Inoltre hanno maggiore fiducia nelle informazioni che riescono a ottenere su internet che non nei canali di comunicazione considerati tradizionali in Occidente: televisione e carta stampata. Una caratteristica, quest’ultima, collegata proprio alla larga diffusione e all’utilizzo massivo dei Qr code.

> Leggi anche: Cos'è Weibo e come funziona

 

Qr code metropolitana Pechino

Comunicare con le giuste strategie

L'utilizzo in Cina dei Qr code è tale che ogni strategia di comunicazione dovrebbe prevederli. Che si tratti di una brochure o volantino distribuito durante un evento o fiera. Piuttosto che il packaging di un prodotto... Avere un Qr code associato a una landing page permette per esempio di raccogliere iscrizioni per una newsletter, fornire maggiori informazioni su un prodotto/servizio e fare uno screening degli utenti e potenziali clienti. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="212"] Clicca sull'immagine per scaricare l'estratto dedicato al Digital Marketing tratto dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina. Si aprirà un'altra pagina web con un form da compilare. All'indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.[/caption]    

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Turisti cinesi: la grande scommessa dell'Europa. La grande opportunità per l'Italia

Il 2018 è l'Anno del turismo Europa-Cina: nuove sinergie puntano ad agevolare l'arrivo di turisti cinesi. Nel 2017 sono stati quelli che hanno speso maggiormente in Italia.

  Con l'inaugurazione dell'Anno del turismo Europa-Cina il Vecchio Continente ha deciso di puntare forte sui turisti cinesi. Se nel 2016 sono stati 129 milioni i cinesi in giro per il mondo, solo 13 milioni sono riusciti a venire in Europa. Di questi ancora meno in Italia: 1,5 milioni. Nonostante l'Europa sia una delle mete più desiderate, ancora oggi sono tante, troppe, le difficoltà che i turisti cinesi incontrano. Dall'immissione di passaporti all'ottenimento dei visti, fino ai metodi di pagamento solitamente utilizzati in Cina  che non sono attivi in Europa... sono tanti gli ostacoli che la Commissione Europea vuole ridurre per venire incontro alle esigenze del mercato cinese. Come ha sottolineato Elzbieta Bienkowska, Commissaria europea per il Mercato interno, industria e imprenditorialità, “dobbiamo fare di tutto per intercettare i turisti cinesi. Vogliamo aumentare le opportunità di investimento". Il messaggio è chiaro: "Se riusciamo a incrementare anche solo del 10% la presenza di turisti cinesi, ne ricaviamo 1 miliardo in più. E il turismo vale da solo il 10% del Pil europeo”. L'Europa e suoi Stati Membri possono giocare una partita importante. “Nei prossimi anni si stima che possano arrivare a toccare quota 20,8 milioni all’anno, e solo nel 2018 l’aumento potrebbe essere del 15%. Un numero molto elevato se si pensa che il Nord America lo scorso anno ha raggiunto 3,1 milioni di presenze di turisti cinesi” ha dichiarato recentemente Dai Bin, Presidente della China Tourism Academy.  

Turisti cinesi: sono quelli che più spendono in Italia

La Cina è oggi il più grande mercato del turismo, con una classe media emergente sempre più interessata a viaggiare e dall'alto potere di acquisto. Insieme alla Francia, l'Italia è una delle mete preferite dai turisti cinesi in Europa. Se Parigi resta la prima capitale europea per visite, a seguito degli attentati che hanno colpito la Francia, molti viaggiatori si sono spostati verso altre destinazioni considerate più sicure come l'Italia. L'anno scorso sono stati 1,5 milioni i turisti cinesi che hanno visitato il Bel Paese. Le destinazioni preferite sono state le città d'arte come Roma, Venezia e Firenze. Senza dimenticare Milano, universalmente riconosciuta come una delle capitali della moda... e meta per lo shopping, una delle grandi passioni dei cinesi. Dalle ricerche di Global Blue, società leader i servizi Tax Free di shopping, emerge infatti che ben 8 cinesi su 10 programmano di fare shopping in vacanza. Un comportamento che trova conferma anche nei dati diffusi per il 2017. L'anno scorso gli acquisti nelle aree Tax Free sono cresciute di oltre l'8% e i principali acquirenti sono stati i cinesi con una quota del 28%. In crescita di numero, i turisti cinesi sono stati anche i più “spendaccioni”, con uno scontrino medio di ben 975 euro.

> Leggi anche: turisti russi, dove vanno e cosa cercano

funzioni di wechat

Comunicare con la giusta strategia, sui giusti canali

Per agevolare i turisti cinesi la Commissione Europea e la European Travel Commission hanno sviluppato anche Welcome Chinese. Una piattaforma condivisa dove gli operatori di settore si possono promuovere e ricevere una certificazione ufficiale emessa dalla China Tourism Academy, riconosciuta dal Governo cinese. Uno strumento sicuramente interessante che potrà rivelarsi utile solo alle aziende che sapranno promuoversi nel modo corretto. Se fino a qualche anno fa i turisti cinesi si muovevano per lo più attraverso tour operator, adesso viaggiano in maniera autonoma. Pianificano la propria vacanza attraverso travel app che forniscono servizi per informarsi, leggere recensioni, comparare prezzi e gestire prenotazioni.

> Leggi anche: Alibaba e l'esplosione degli e-commerce in Cina

Per un'azienda del settore è fondamentale farsi trovare dove i turisti cinesi andranno a informarsi. Ovvero su piattaforme digitali locali come Qunar, LY, eLong, TaoBao Trip... che prendono il posto delle "nostre" TripAdvisor, Booking, Trivago e Last Minute per citare le più popolari. Inoltre è fondamentale essere presenti sulle piattaforme social più popolari in Cina che spesso sono utilizzate per capire se un'azienda/struttura ricettiva è affidabile, "chinese friendly" e se le recensioni sono positive. Strumenti come Weibo e WeChat vanno utilizzate per comunicare i propri prodotti/servizi. Inoltre è essenziale avere un sito internet ottimizzato per Baidu, il più popolare motore di ricerca locale. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]      

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Salone del Mobile Shanghai: evento promosso, aziende non tutte

 

Giunto alla seconda edizione il Salone del Mobile Shanghai si è confermato un successo.

Ma non tutte le Aziende italiane si sono presentate preparate per l'evento. Dai traduttori "alla buona" al mancato utilizzo dei social network locali vediamo quali sono i punti dove si può migliorare.

  Salone del Mobile Shanghai: buona la seconda. La fiducia degli organizzatori era alta e non è stata disattesa. Dal 23 al 25 novembre sono stati 20.000 gli ingressi registrati al Shanghai Exhibition Center. Un segno tangibile che i cinesi sono sempre più interessati all'arredo e al design Made in Italy ma anche che le aziende italiane, supportate dal grande lavoro anche di Federlegno e Salone del Mobile, stanno finalmente investendo con visione e decisione in Cina. Un Salone che ancora una volta non solo ha promosso 109 Brand italiani, ma ha fatto da ponte culturale tra Italia e Cina e permesso di stringere importanti accordi commerciali per le Aziende presenti. D'altra parte, che la Cina sia il mercato sul quale puntare non è certo un mistero. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi dell'anno le esportazioni del settore mobile&arredo sono cresciute del 37%. Rafforzando di fatto la posizione di leadership dell'Italia. Già nel 2016 il Bel Paese si è confermato il primo fornitore di mobili in Cina con una quota del 18,2%. Con un giro d'affari di 341 milioni di euro, l'anno scorso l'Italia ha staccato la Germania (250 milioni) e gli Stati Uniti (178 milioni). A crescere sono soprattutto gli imbottiti, ovvero le camere da letto (+56%), i materassi (+55%) e l'area living (+38%).

>>Leggi anche: Come vendere i mobili italiani in Cina? Approfondisci qui. 

[caption id="attachment_6891" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Salone del Mobile Shanghai 2017[/caption]

Salone del mobile Shanghai: consigli utili per tutti

A questa seconda edizione del Salone del Mobile Shanghai eravamo presenti anche noi di East Media con la nostra collega Jiaqi Luo. Di seguito riportiamo le sue osservazioni: una serie di suggerimenti che ogni azienda dovrebbe tenere conto quando decide di prendere parte a un evento fieristico in Cina. “Un salone molto affollato, segno del grande interesse che i cinesi hanno il Made in Italy. Come dichiarato dagli organizzatori, quest'anno c'è stata una maggiore selezione dei visitatori. Molti erano operatori del settore, come architetti, real estate e distributori. Ma non tutte le aziende si sono presentate adeguatamente preparate per l'evento” sottolinea Jiaqi Luo.

>> Leggi anche: Realtà aumentata e virtuale, il futuro (prossimo) del marketing in Cina

[caption id="attachment_6893" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Jiaqi Luo all'entrata del Salone con l'accogliente e significativo carattere cinese che indica CASA.[/caption]

Servono traduttori professionisti

"Girando tra gli stand è spesso emerso un problema enorme di comunicazione. Spesso le Aziende e i potenziali fornitori si affidano a traduttori per comunicare in inglese. Un peccato: una traduzione diretta da italiano a cinese è sicuramente più efficiente" fa notare Luo. Il consiglio è quello di affidarsi sempre a traduttori esperti, con una conoscenza almeno basilare del settore e dei prodotti se non si vuole incorrere in spiacevoli malintesi. Un esempio è stato davvero eclatante, racconta Jiaqi Luo: "Nello spiegare il materiale con cui era realizzato un prodotto, un traduttore ha sottolineato che era ricavato da un vero 'occhio di tigre'... quando questo in realtà è semplicemente il nome dato a un tipo di pietra!". Ma gli esempi sono tanti e spesso malintesi portano italiani e cinesi a non capirsi...e a perdere grandi opportunità.

>> Leggi anche: Salone del Mobile di Mosca: tante opportunità per l’arredamento Made in Italy in Russia

  [caption id="attachment_6896" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di BALDI[/caption]

Hostess qualificate, la marcia in più per lo stand

Considerato che sono ancora molti i cinesi che non parlano inglese, sarebbe opportuno avere negli stand delle hostess in grado di parlare correttamente la lingua cinese e che siano formate sul brand e i prodotti. Così l'azienda può subito creare un punto di contatto diretto con i visitatori". Purtroppo invece molto spesso le incomprensioni nascono alla base con la mancanza di qualifica, magari per la presunzione di "risparmiare" e con il risultato di mancare decine di opportunità di sviluppo business. Ovviamente, questo vale tanto più il flusso di visitatori è maggiore. Un personale qualificato può dedicarsi allo screening dei visitatori dello stand, lasciando liberi i responsabili di interagire con fornitori, distributori, ecc... Aspetti fondamentali in un Paese dove le differenze culturali sono forti e vanno assolutamente conosciute per poter interagire nel migliore dei modi.

>> Leggi anche: Business in Cina: 6 utili consigli per superare le differenze culturali

[caption id="attachment_6895" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di LEMA[/caption]

WeChat e QR Code sono fondamentali in Cina

Molte aziende - continua Jiaqi Luo - non sono adeguatamente preparate per ingaggiare i visitatori. In eventi di questo tipo è fondamentale avere un QR Code associato a una landing page aziendale e ad un profilo ufficiale su WeChat. I cinesi sono ormai abituati a fare tutto con questa applicazione e ricercano direttamente i brand sul popolare social network piuttosto che il sito aziendale magari solo tradotto in inglese. Non essere su Wechat spesso viene percepito come non essere su Internet e per un azienda che vende ad un livello alto di mercato questo fattore sminuisce l'appeal che può avere sull'utente medio alto cinese”. Ricordiamo che il profilo aziendale su WeChat deve essere di tipo verificato. Solo così i follower e potenziali clienti possono avere la certezza di seguire, interagire ed ricevere informazioni dalla fonte ufficiale. "Ormai - continua Jiaqi Luo - è più comune scannerizzare il QR code del profilo che scambiarsi i biglietti da visita, sono aspetti che non possono non essere conosciuti ed utilizzati se si vuole davvero fare business in Cina"  Anche il sito internet di riferimento deve avere accorgimenti per essere efficace: deve essere tradotto correttamente in cinese (mandarino semplificato) ed essere ottimizzato per il motore di ricerca Baidu. Inoltre, per essere perfomante in Cina, dovrebbe avere un dominio .cn e poggiare su server locali.

>>Leggi anche: Hosting in Cina, ecco a cosa serve e come ottenerlo

[caption id="attachment_6892" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Salone del Mobile Shanghai 2017[/caption]

Ingaggiare KOL per farsi conoscere

In Cina i Key Opinion Leader quali blogger e personaggi famosi godono di maggior seguito e popolarità rispetto all'Italia, anche per i valori di riferimento (più legati a principi gerarchici in primis). "Per un brand che punta a farsi conoscere nel mercato cinese sono fondamentali nella strategia marketing. Specialmente in eventi come un Salone, dove la loro presenza può essere utilizzata anche per richiamare l'attenzione verso il proprio stand durante l'evento e valorizzare il Brand. Alcune aziende hanno iniziato a muoversi per tempo con oculate attività di Pr che hanno avuto ottimi risultati, prima, durante e dopo il Salone"- ci conferma la collega. Come emerge da uno studio condotto da McKinsey & Company, nel loro processo di scelta e acquisto i cinesi di fascia medio alta trovano i principali punti di contatto con le aziende proprio nel web. I canali da sviluppare sono: sito internet, social network e appunto key opinion leader come blogger e influencer. Integrando quindi sempre di più in una strategia integrata online ed offline.   [caption id="attachment_6897" align="alignnone" width="960"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di RIVA1920[/caption]

CINA? Comunicare con i giusti canali

Se si vuole comunicare con gli amici,clienti e partner cinesi, i canali da utilizzare sono anche quelli digitali. Sono infatti più 730 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]      

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Cresce il numero dei turisti cinesi e russi che acquistano in Italia

Le vendite Tax Free nei primi 9 mesi dell'anno sono aumentate dell'8%. La crescita maggiore si registra con i turisti cinesi e russi

  I turisti cinesi e russi amano l'Italia. Il Bel Paese richiama per le sue bellezze, la cucina, il life style...e lo shopping. E' quanto emerge dai dati diffusi da Global Blue, società leader per i servizi Tax Free di shopping. Nei primi nove mesi del 2017, le vendite in Italia nelle aree Tax Free sono cresciute dell'8% rispetto lo stesso periodo del 2016. I principali acquirenti sono i turisti cinesi con una quota del 28%, in aumento del 15% rispetto l'anno scorso. Bene anche i turisti russi, che rappresentano il 9% del totale. Dopo anni difficili, sono tornati a viaggiare e spendere: da gennaio a settembre 2017 si è registrato un incremento negli acquisti del 24%.  

> Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Le categorie merceologiche dove si sono registrati maggiormente gli aumenti degli acquisti Tax Free sono quelle tipiche del Made in Italy. Nei primi 9 mesi dell'anno, il settore “Moda & Abbigliamento” è cresciuto dell'8%, mentre “Gioielli&Orologi” del 7%.    

Milano e Roma le mete dello shopping per i turisti cinesi e russi

I turisti cinesi e russi sono quelli che spendono di più in vacanza in Italia. Come rileva sempre Global Blue, i più “spendaccioni” sono i turisti cinesi con uno scontrino medio di 975 euro. Seguono i turisti russi con uno scontrino medio tax free di 662 euro.

> Leggi anche: Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

  Interessante è notare poi come i turisti cinesi e russi abbiano evidenziato tendenze differenti in termini di mete. I cinesi hanno scelto principalmente Milano (38%), e a seguire Roma (18%), Firenze (9%) e Venezia (6%). I turisti russi, invece, si sono allineati a quelli americani e distribuiti in maniera più omogenea con Roma (23%), Milano (22%) e Firenze (21%).    

Comunicare sui giusti canali

  Ricordiamo che i turisti cinesi e russi utilizzano piattaforme locali differenti da quelle più popolari in Occidente. Per eseguire delle ricerche online al posto del motore di ricerca Google i russi utilizzano Yandex e i cinesi Baidu. Differenti sono anche i social network. Se Facebook è abbastanza diffuso in Russia in città come Mosca e San Pietroburgo tra i giovani, il resto degli utenti è abituato a utilizzare piattaforme come VKontakte e Odnoklassniki.  

> Leggi anche: Social network in Russia: su quali conviene puntare

  Ancora più estrema è la situazione in Cina. Facebook è praticamente sconosciuto perché “bannato”. Gli oltre 800 milioni di utenti cinesi, molto evoluti digitalmente, utilizzano social network come WeChat e Weibo.  

> Leggi anche: Fare marketing in Cina, gli strumenti indispensabili

  Per raggiungere i potenziali clienti cinesi e russi è fondamentale farsi trovare dove andranno a cercare le informazioni. Sia che si voglia brand awareness oppure promuovere un'attività o servizio. Questa è la chiave per assicurarsi delle vendite in Italia con i turisti cinesi e russi.    

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Alibaba: record di vendite per il single day cinese. Vi sveliamo i segreti del successo

 

Il colosso cinese ha superato le aspettative con circa 22 miliardi di fatturato in un solo giorno. Merito di una strategia di comunicazione e marketing mirata.

  Alibaba da record: quasi 22 miliardi di euro in sole 24 ore. E' quanto ha fatturato il colosso cinese l'11 novembre, ovvero il single day cinese. Un traguardo che spazza via il precedente primato del 2016, quando il fatturato era stato di oltre 14 miliardi di euro. Tmall, la più grande piattaforma e-commerce cinese ha registrato acquirenti da oltre 190 Paesi e più di 256.000 transazioni al secondo. Con più di 60 brand che hanno generato quasi 13 milioni di euro ciascuno. Tra questi, colossi come Apple, Gap, L'Oreal, Nike, Samsung e Zara.  

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  Ma complessivamente erano ben 140 mila i marchi presenti, di cui 60 mila internazionali su Tmall, l'e-commerce di Alibaba. In totale i consumatori hanno potuto scegliere tra oltre 15 milioni di prodotti. Oltre 812 milioni sono stati gli ordini spediti.    

Il segreto di Alibaba? Coinvolgere i consumatori

  Nato come festa popolare nel 1933, grazie ad Alibaba il Single Day si è trasformato nel Global Shopping Festival, un evento commerciale. Una giornata di shopping compulsivo per acquistare il prodotto desiderato a un prezzo fortemente scontato oppure appositamente realizzato in serie limitata. Un evento sostenuto anche da una serata di gala a Shanghai che ha fatto da traino alle vendite nelle prime ore con sfilate di moda e personaggi famosi quali ospiti. All'edizione di quest'anno non sono mancate star del calibro della tennista Maria Sharapova, del rapper Pharrell Williams e dell'attrice Nicole Kidman. Come ha dichiarato Daniel Zhang, Ceo di Alibaba, “i nostri partner commerciali sanno dell'importanza di offrire un buon prodotto. Ma ancora di più, sanno che l'11.11 non riguarda solo le vendite. Ma si basa sull'engagement dei consumatori e sulla brand awareness. Il successo del 'single day' deriva dal fatto che ogni partecipante ha contribuito con le migliori risorse, i miglior prodotti e il miglior servizio per quel giorno”.  

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  Nelle tre settimane che hanno preceduto l'evento, Alibaba ha fatto in modo da trasformare l'evento in un giorno di festa virtuale, facendo crescere l'aspettativa. Compito che ha visto partecipi anche diversi Brand. Pizza Hut, per esempio, ha coinvolto i consumatori con il gioco di realtà aumentata “Caccia il gatto” che permetteva di collezionare sconti da utilizzare l'11 novembre. Nike, invece, ha preso parte a un gioco interattivo che Alibaba ha lanciato sulle app di Tmall e Taobao. Maybelline ha fatto in modo che i consumatori potessero provare virtualmente i propri rossetti e un'azienda di jeans ha realizzato dei pop-up smart store dove grazie alla realtà virtuale gli utenti potevano indossare i capi vedere come stavano. Il tutto per agevolare l'acquisto.     https://www.youtube.com/watch?v=eMaHrzw4bOc

Vendite record grazie agli smartphone

  Come emerge dalle analisi di AliPay, il servizio di pagamento online di Alibaba, l'80% delle vendite è avvenuto tramite smartphone. Con un picco al 90% nelle prime ore. In totale ha registrato 1,5 miliardi transazioni di pagamento, il 40% in più del 2016. Un dato significativo che, ancora una volta, mostra come gli utenti cinesi siano soliti usare gli smartphone molto più dei pc. Da un sondaggio condotto da PWC emerge infatti che ben 5 cinesi su 10 utilizzano lo smartphone per finalizzare acquisti su base giornaliera o settimanale, contro una media mondiale di 1 persona su 10. Un comportamento che si può spiegare con la rapida digitalizzazione della Cina, avvenuta solo negli anni più recenti, quando la diffusione degli smartphone era già iniziata. I numeri, d'altra parte, parlano chiaro: in Cina ci sono oltre 730 milioni di utenti digitali su una popolazione di 1,4 miliardi di persone. In pratica più di un cinese su due naviga, chatta, si informa e finalizza acquisti online. Le vendite record di Alibaba non fanno altro che mostrare ancora una volta le grandi potenzialità del mercato cinese.    

I consumatori cinesi si raggiungono con i giusti canali online

  Raggiungere i consumatori cinesi non è però immediato. La Cina è una macro-regione del web con le sue regole. Piattaforme  popolari come Facebook e Google non sono usato. Al loro posto gli utenti cinesi sono abituati a utilizzare social network e motori di ricerca locali come Weibo, WeChat e Baidu. Se si vuole raggiungere i potenziali consumatori cinesi si devono quindi utilizzare le loro piattaforme. Avere un sito web aziendale correttamente tradotto in lingua cinese e ottimizzato per il motore di ricerca Baidu.  

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  Le campagne di digital marketing in Cina vanno condotte sui social network locali come Weibo e WeChat. Ed è fondamentale affidarsi a influencer come i blogger se si vuole lavorare sulla brand awareness: in Cina i KOL (Key Opinion Leader) hanno un grande seguito, molto più che in Europa. Questi e tanti altri aspetti del Digital Marketing in Cina sono trattati nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="283"]Marketing in Cina 2018 Clicca sull'immagine per scaricare la guida "Digital Marketing in Cina 2018" in formato PDF[/caption]        

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