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  Avete mai sentito parlare di social commerce? Se la risposta è no, non preoccupatevi. Infatti, sebbene si stia diffondendo anche in Europa e negli Stati Uniti, è soprattutto in Cina che sta vivendo una crescita rapidissima. Motivo per cui è fondamentale aggiornarsi su questo trend che sta velocemente modellando il mondo dell'e-commerce Oltre Muraglia. Ma andiamo con ordine. Vediamo prima di tutto cos'è esattamente il social commerce, per poi scoprirne le potenzialità per il vostro brand.  

Cos'è il social commerce

Il social commerce, come forse avete già intuito dalla parola stessa, nasce dalla fusione dei due termini "social network" ed "e-commerce". Con ciò si intende la sempre maggiore integrazione di questi due tipi di piattaforme per guidare gli acquisti degli utenti in modo innovativo. Il social commerce è in rapida ed esponenziale crescita in Cina, e non facciamo fatica a immaginare il perché. Il Paese del Dragone, infatti, è particolarmente digitalizzato. Gli utenti sono abituati a destreggiarsi con facilità fra le molte App a loro disposizione. Passano moltissimo tempo sul proprio smartphone, in particolare sui social network. Questo però significa che spesso le tecniche di marketing tradizionali non hanno più appiglio su questi soggetti. Essi, infatti, hanno accumulato troppa esperienza nel mondo digitale. Stanno diventando sempre più esigenti e vanno stimolati in modo diverso. È qui che entra in gioco la particolarità del social commerce. Attraverso questo nuovo approccio l'utente non deve più recarsi appositamente su una piattaforma e-commerce per fare shopping online. Al contrario, viene stimolato all'acquisto su piattaforme che hanno molto di più l'aspetto di un social network. Fra queste troviamo per esempio Little Red Book (Xiaohongshu) Douyin.   Social commerce little red book Catture dal feed dell'App Little Red Book (Xiaohongshu)   >>LEGGI ANCHE: CINA: I 7 TREND DELL'E-COMMERCE NEL 2020 DA NON FARSI SCAPPARE  

Come funziona il social commerce

Le piattaforme di social commerce funzionano come luogo di condivisione sulle caratteristiche e le qualità dei prodotti dei vari brand. I prodotti vengono presentati, commentati e paragonati da utenti e Key Opinion Leader. Ci si scambiano non solo informazioni tecniche sul prodotto e sul suo utilizzo, ma anche opinioni personali di chi lo ha già utilizzato. Non è difficile immaginare come la propagazione del messaggio e la condivisione dei contenuti avvengano naturalmente in un ambiente simile. Tutto, infatti, si basa sulla conversazione fra gli utenti, sul passaparola e spesso sulla mediazione da parte dei KOL. L'acquisto, infine, avviene direttamente in-App oppure su piattaforme e-commerce integrate. Lo user journey si risolve, dunque, all'interno di un'unica applicazione. L'utente non vive una semplice esperienza d'acquisto, ma un vero e proprio momento di condivisione e interazione. Proprio come se si trovasse a fare shopping con degli amici e altri clienti in un vero negozio.   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

Perché puntare sul social commerce

Si prevede che fra il 2018 e il 2022 il tasso annuo di crescita del social commerce raggiungerà il 61,9%. Inoltre le grandi potenzialità del settore hanno già attratto investimenti per miliardi di Yuan negli ultimi due anni. Questo dimostra come il mercato del social commerce in Cina sia in rapidissima espansione. Esso è infatti destinato a diventare la naturale evoluzione degli acquisti online Oltre Muraglia.   >>LEGGI ANCHE: LIVE STREAMING: COME E PERCHÉ UTILIZZARLO PER COMUNICARE IN CINA NEL 2020  

Il social commerce nelle strategie di marketing dei brand

Questa nuova modalità di approccio al cliente va efficacemente sfruttata per rimanere al passo con gli sviluppi di un mondo digitale in costante evoluzione. Il social commerce, quindi, dovrà sempre più essere integrato nelle strategie di digital marketing dei brand. C'è in gioco, infatti, il mantenimento della rilevanza delle aziende davanti alla audience cinese. Come devono agire allora le aziende? Prima di tutto ogni brand deve analizzare il panorama delle App per social commerce esistenti e decidere quale piattaforma e quale business model fanno al caso suo. Questa analisi è resa necessaria dalla vastità e dalla varietà dell'ecosistema di tali piattaforme. In secondo luogo si deve fare particolare attenzione alle cosiddette "5 C": contenuti, community, conversazioni, connessioni e contesto. Come vi abbiamo già raccontato, infatti, non basta posizionare semplicemente il proprio prodotto per avere successo su questo tipo di piattaforme. Bisogna curare tutti quegli aspetti collaterali all'acquisto che rendono l'esperienza interessante e ingaggiante per l'utente. Ma non finisce qui. Il social commerce è molto più di quanto detto fin'ora. Per avere una visione completa dell'hot trend del panorama digitale cinese non ti resta che scaricare il nostro nuovo report sull'argomento. Clicca sull'immagine sotto!   social commerce cina east media   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Il mercato cinese rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane. I cinesi sono sempre più interessati a prodotti caratterizzati da tradizione, innovazione, artigianalità, ricerca e cura del dettaglio. Tutti tratti da sempre riconosciuti al Made in Italy.  Ad oggi una delle modalità più dirette ed efficaci per inserirsi sul mercato cinese è quella di partecipare a fiere settoriali o commerciali. In queste occasioni, infatti, è più semplice trovare partner locali o farsi notare dai consumatori finali. Ma presenziare nelle fiere non è affatto semplice. Esistono, infatti, una serie di considerazioni utili da tenere ben presente prima di partecipare ad una Expo. Per aiutarvi in questo, vi proponiamo una check-list di regole d’oro (per il marketing e la comunicazione) essenziali per una presenza realmente efficace in fiera.  

1. CATALOGHI CARTACEI E NON…RIGOROSAMENTE IN LINGUA CINESE

  Nelle fiere i cataloghi e le brochure cartacee hanno ancora un valore inestimabile. Realizzarli è sicuramente impegnativo, ma altrettanto fondamentale. A fianco del catalogo fisico, però, è bene non dimenticarsi una copia digitale che può essere condivisa in maniera semplice e veloce. Il tutto deve essere creato rigorosamente in lingua locale. I cinesi hanno ancora poca dimestichezza con l’inglese: la maggior parte di essi non la conosce affatto, mentre la restante parte preferisce comunque fruire contenuti in lingua madre. Per questo motivo, adattare la comunicazione alla lingua del posto è il primo passo per una presenza in fiera di successo.  

Brochure realizzata da East Media per l'ente turistico Visit Bergamo

 

> LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2018: TRIBOO EAST MEDIA PREMIATA COME ECCELLENZA NELLE RELAZIONI TRA CINA E ITALIA

 

 2. GLI INVITI ALLE FIERE

  Come per ogni evento, è d’obbligo pianificare il rilascio degli inviti. Ottimale sarebbe inviarne almeno tre prima dell’evento, così da mantenere acceso l’interesse del destinatario fino alla data d’inizio della fiera stessa. Ricevere un invito in lingua locale farà sicuramente piacere al proprio cliente/partner. Un piccolo gesto che riduce le distanze culturali e linguistiche, e crea un rapporto più solido e diretto. Per poter raggiungere il maggior numero di visitatori è consigliabile, poi, pubblicare la locandina anche su tutti i canali social. Infine, se si vuole privilegiare dei clienti/partner è possibile prevedere l’invio di inviti personalizzati cartacei.    

3. COMUNICAZIONE ALLA PARI: STAFF MADRELINGUA CINESE 

  Un’azienda che decide di partecipare ad una fiera di settore in Cina deve avere un rappresentante in loco che parla cinese. Una figura madrelingua o con un’ottima conoscenza della lingua locale vi consentirà di apparire come professionali e accorcerà senza dubbio la distanza con il pubblico, spesso diffidente. Ricordate che, con molta probabilità, chi vi incontra ad una fiera in Cina non avrà mai sentito parlare di voi prima ed essere preparati sul fronte linguistico vi farà fare un’ottima figura. Inoltre, lo staff deve essere formato sulla storia dell’azienda, i valori del brand, i prodotti e le loro qualità. I cinesi sono dei consumatori piuttosto scettici e prima di acquistare o di stringere partnership con aziende straniere sono soliti raccogliere una serie di informazioni su tutti gli aspetti cardine dell’azienda. Lo stesso succederà in fiera. Siate pronti.   

fiere cina

 

4. PROMUOVERSI SUI GIUSTI CANALI DIGITALI E CON LA GIUSTA FREQUENZA

  La Cina, con 800 milioni di utenti attivi giornalmente, è la patria del digital per eccellenza. Ma attenzione: gli utenti cinesi navigano su piattaforme differenti da quelli Occidentali. Facebook, Instagram e LinkedIn non solo non vengono utilizzati, ma sono addirittura inaccessibili. Le persone invece utilizzano canali come WeChat e Weibo, i principali social network locali, seguiti da decine e decine di App minoritarie. Anche i motori di ricerca utilizzati sono diversi: Google è bloccato e al suo posto vi è Baidu, che detiene il 60% delle query di ricerca. Attenzione, quindi, in questo caso alla strategia SEM, che andrà progettata diversamente.Una riflessione deve essere fatta anche a proposito del sito web. In Cina i siti web occidentali si aprono a fatica e, in alcune zone, non caricano affatto. Prima di presentarsi in fiera è, quindi, importante predisporre una versione del sito ottimizzata per il web cinese, con hosting locale (preferibilmente in Cina continentale o Hong Kong) e in lingua cinese. Anche le landing page localizzate sono un’ottima alternativa.  

COME?

Una volta scoperte le piattaforme da utilizzare non rimane che usarle. Prima di tutto è essenziale aprire l’account ufficiale del brand (tenete presente che i tempi burocratici di apertura variano da social a social, e possono dilungarsi anche per svariati mesi…) Poi, una volta completate le procedure, è bene iniziare a comunicare con l’audience online per farsi conoscere localmente. Ciò che è assolutamente fondamentale, poi, è pianificare un piano di comunicazione volto a tenere l’utente coinvolto e a coltivare il suo interesse prima, durante e dopo la fiera.  

QUANDO?

Come per le comunicazioni cartacee e per il personale, utilizzare la lingua locale è fondamentale. Altrettanto importante è anche la frequenza di pubblicazione, che deve essere molto alta in queste tre fasi. L’ideale sarebbe fare almeno 1-2 pubblicazioni al giorno durante il periodo della fiera, evidentemente per ogni canale attivato. Un ultimo nice-have? L’hashtag ufficiale dell’evento e della propria azienda. Questo andrà inserito in tutte le comunicazioni aziendali e costituirà un elemento di riconoscibilità del brand stesso.   

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

   

5. MANTENERE I CONTATTI DOPO LA FIERA

  Quando si partecipa alle fiere è fondamentale avere con sé i biglietti da visita aziendali per potersi scambiare il contatto e riuscire a coltivare rapporti di business. In Cina, però, le business card non rispecchiano i canoni parametri occidentali. Ogni biglietto da visita ha stampato sopra un QR code, che rimanda a WeChat. Questo potrebbe essere collegato un profilo aziendale o un account personale, a seconda dei casi. I QR code, nella Terra del Dragone, sono uno strumento entrato a pieno titolo nella quotidianità delle persone, permettendo loro di ottimizzare i tempi di ricerca. Presentarsi in fiera con un biglietto da visita arricchito dal vostro QR code vi farà apparire professionali e più vicini alla cultura locale. Ricordatevi, però, che è opportuno mostrarlo con entrambe le mani, tenendolo per i due angoli e riceverlo sempre nello stesso modo. Questo rituale, per i cinesi, rappresenta un modo per mostrare interesse nel contenuto del biglietto stesso.     

È DAVVERO TUTTO?

Attuare questi consigli è il punto di partenza per una presenza di successo nelle fiere in Cina. Ma tutto ciò potrebbe rivelarsi inutile di fronte ad una scarsa valutazione di un altro aspetto di primaria importanza: il naming dell’azienda. Prima di partire assicuratevi che il vostro brand in Cina sia facilmente pronunciabile, memorizzabile e, soprattutto, che non richiami immagini negative. I cinesi sono un popolo fortemente superstizioso: avere un naming “sbagliato” potrebbe vanificare tutti gli sforzi fatti.   rapporto annuale 2019 fondazione italia cina fiere Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Quando si parla di Cina e dei consumatori cinesi, il primo pensiero di solito va a alle generazioni più giovani. Ma ciò che molto spesso viene negligentemente tralasciato è il mercato dei baby boomers, ossia quella fetta della popolazione cinese over 60. Nell'articolo vediamo perché il mercato dei baby boomers risulta essere un'opportunità concreta per i Brand del lusso.  

I numeri del mercato silver in Cina

Uno dei fenomeni demografici che caratterizzano la Cina odierna è l'invecchiamento della popolazione. Infatti, a riprova di quanto detto, ricordiamo che nel 2025 ci si aspetta che la percentuale di cinesi ultrasessantenni superi il 20% della popolazione cinese e che nel 2033 il segmento senior conti 400 milioni di persone. Considerando anche che nel 2050 si prospetta che il 26.24% del GDP della Cina sarà destinato alla spesa per le "Silver Foxes" o, all'italiana "le Volpi Argento", e in servizi alla sanità. Quando nel 2015 rappresentava solo il 7,33%. https://www.east-media.net/settore-medico-in-cina/  

Le caratteristiche dei baby boomers

Occorre fare una distinzione interna al mercato senior, tra fasce d'età diverse. Infatti, tra i consumatori silver cinesi, i baby boomers in particolare, sono coloro che hanno vissuto il periodo di Mao Zedong e vengono definiti "la Generazione perduta" o "Lost Generation" in inglese. I baby boomers cinesi per cui sono di fatto oggi over 60, ma under 75 per intenderci. La distinzione tra fasce d'età è necessaria dal momento in cui le abitudini del consumatore variano da una generazione all'altra. Infatti, i consumatori silver over 75 sono tendenzialmente più conservatori, fedeli alla marca e dal consumo più prevedibile e attento. I baby boomers invece, da un lato sono propensi a vivere al massimo e non badare troppo al risparmio per compensare alla depravazione della loro infanzia. Hanno la propria casa e piani pensionistici. Per cui spendono il cosiddetto "extra-cash" in prodotti ed esperienze di lusso e sono consumatori oltremodo esigenti. Dall'altro, hanno figli che li sostengono e che rispettano la virtù Confuciana della "pietà filiale" ( 孝, xiào). Offrono regali preziosi ai propri genitori come da buona tradizione, e li mettono a proprio agio nel migliore dei modi. https://www.east-media.net/guanxi-relazioni-business-cina/ Il mercato dei baby boomers in Cina risulta quindi particolarmente interessante a livello di business sia dal punto di vista delle caratteristiche economiche che da quello culturale.    

Approcciare i baby boomers in Cina

Nonostante la maggior parte delle aziende abbiano come target le generazioni più giovani, il segmento degli "older" in Cina ha pretese ancora da soddisfare. Il mercato perciò rappresenta un'opportunità concreta. Le abitudini del consumatore baby boomer del Regno di Mezzo come abbiamo detto infatti, sono diverse da quelle di altre generazioni. A target di mercato diversi, sarebbe meglio indirizzare strategie di marketing focalizzate. Per questo motivo le aziende del lusso che vogliono avvicinarsi al mercato argento cinese è bene che tengano conto di alcuni insight. Ad esempio, i baby boomers cinesi sono "piuttosto" tech-savvy. Usano più della metà del totale dei dati cellulare su WeChat, più di quanto non facciano altre generazioni più giovani. La piattaforma one-to-one che permette privacy e un'interazione personale con i Brand. Non solo, quanto detto è coronato dal successo che stanno avendo influencer cinesi che fanno proprio parte della generazione dei baby boomers. Come  Wang Deshun e Huang Yanzhen (Foto in copertina/credit: fashionstatement.asia), rispettivamente il nonno più hot e la nonna più cool di sempre.   

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

  La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina baby boomers Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Quando si parla di Beauty, si pensa subito al mondo femminile. In Cina però, il segmento maschile è sempre più esigente ed interessato all'argomento. Ma esistono social network che possano dare risposta ad una domanda sempre maggiore? Forse sì, è il caso di CHAO. Una piattaforma creata all'inizio di quest'anno apposta per il pubblico maschile.  

L'era del "beauty maschile"

Recentemente, Tmall ha divulgato dei dati sul mercato del personal-care maschile. Dall'anno scorso, si è registrato un +31% per gli acquisti fatti da uomini vs. il +29% di quelli fatti da donne. Per dire che la crescita del fatturato nei prodotti di bellezza è stata trainata anche dal segmento maschile. Non solo, si lascia intendere anche che c'è un'area scoperta nel mondo del beauty, appunto quella dedicata all'uomo. Tant'è vero che, solo il 45% dei Brand del Beauty su Tmall ha confermato di avere dei prodotti specifici per l'uomo, a fronte del 91% delle aziende che hanno ricevuto queries di conferma. L'uomo cinese Millennial o Gen-Z, che abita in città di alta fascia è molto consapevole del proprio aspetto. Si cura soprattutto per desiderio personale: vuole sentirsi a proprio agio. Non solo, la cura personale viene sempre più associata ad un benessere economico. Ed è così, dal momento che ad un maggiore reddito disponibile corrisponde una maggiore spesa nel Beauty. Inoltre, anche l'uomo in Cina si informa sui social media. Così come la sua controparte, anche l'uomo vuole consigli di bellezza e le app fanno al caso suo.

CHAO

Home Page di CHAO

 

La Customer Journey

Anche gli uomini del mercato cinese si fidano e si affidano alle figure degli Influencer o dei KOL. I motivi sono diversi e alcuni ricadono nella sfera culturale. Ad esempio, per essere collettivista la società cinese tende a condividere e cercare il confronto con il gruppo o la community. Per questo motivo i Brand collaborano con i Key Opinion Leader. Perché attraverso i social media questi aumentano la fan-base, danno consigli all'acquisto e aumentano la Brand Loyalty. Esistono diverse piattaforme digitali su cui possono avvenire le collaborazioni. Una delle nuove tendenze è il cosiddetto "social-commerce", che sta cambiando le dinamiche di acquisto in Cina. Infatti, su questo tipo di applicazioni la Customer Journey è immediata: l'utente si lascia ispirare da ciò che cattura la sua attenzione e procede all'acquisto, spesse volte in-app.

CHAO

Xiao Hong Shu

Una tra le applicazioni di social-commerce più popolari è Xiao Hong Shu, o Little Red Book. Perché è così popolare? Con buona probabilità per la sua "politica dei post". L'App dal layout visuale simile ad Instagram, spinge all'acquisto grazie alle recensioni autentiche, "bannando" la vera e propria pubblicità. Little Red Book è nata infatti come guida allo shopping, per cui l'utente da sempre si aspetta di trovare post in cui i prodotti sono spiegati e commentati. Di conseguenza, anche Brand e KOL rispettano questo diktat che asseconda l'utente-consumatore nelle sue preferenze. Per saperne di più su Xiao Hong Shu e su come alcuni grandi Brand ne stanno traendo vantaggio, leggi l’articolo al link qui sotto.

>> XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE

https://www.east-media.net/xiaohongshu-louis-vuitton-digital/

RED e CHAO

Inizialmente, Xiao Hong Shu era dedicata a coloro che viaggiando volessero condividere le proprie esperienze di shopping. Per cui parafrasando, dedicata a persone con una disponibilità economica tale da permettere di viaggiare e acquistare prodotti di marca. Per questo motivo i Brand del lusso in primis hanno deciso di cogliere l'opportunità di business offerta da Little Red Book. Tuttavia, la user-base di Xiao Hong Shu è composta quasi per il 90% da donne e al momento l'unica piattaforma digitale interamente dedicata ad un pubblico maschile è CHAO. Per questo motivo si dice che CHAO possa diventare la Little Red Book "maschile". Considerato che anche a livello visivo le due applicazioni sono simili.

CHAO

A sinistra CHAO, a destra Xiao Hong Shu

Cos'è CHAO

Si è detto che Little Red Book attrae principalmente il pubblico femminile. All'inizio di quest'anno però, è stato lanciato un nuovo social network, che si dice potrebbe ben incarnare la dolce metà di Xiao Hong Shu. Si chiama CHAO e rappresenta lo spazio digitale creato da Zhihu per il pubblico maschile e ad oggi l'App è scaricabile tramite QR code.  

CHAO

  Come già anticipato, il design dell'interfaccia è molto simile a quello di Little Red Book. Nella homepage si possono scrollare i post e selezionare le categorie più interessanti. Nel caso di CHAO, gli hashtag più popolari riguardano oggi il mondo tech e dei giochi. A livello contenutistico ad oggi è più debole rispetto a Xiao Hong Shu e sembra che il social network si stia ancora proponendo in una "versione beta". Nel senso che, sotto molti punti di vista si può dire sia ancora "Work in Progress". Vorrebbe avere un e-commerce, ma ancora non c'è. Non ci sono molti KOL attivi e non c'è uno spazio per gli account brandizzati. Ha la potenzialità però di colmare un gap di mercato che non è stato ancora coperto: il segmento maschile del mercato cinese.  

Outlook per i Brand

Una vera e propria strategia di branding per CHAO, ad oggi, avrebbe forse poche basi d'appoggio. Resta il fatto che, sebbene sia un'applicazione "acerba", il mercato cinese è famoso per gli exploit degli unicorni digitali. Quindi, anche solo essere informati su ciò che accade nel Regno di Mezzo e sulle nuove tendenze che lo muovono è fondamentale. Consigliabile è sempre testare quello che succede però. In questo caso, con CHAO, sarebbe utile analizzare gli hashtag più popolari e l'evoluzione dei topic più caldi. Infatti, davanti ad un segmento maschile che spinge per avere una risposta dal mondo del Beauty, ci sono concrete probabilità che sul social-commerce questa "pressione" si sentirà.  

Little Red Book Chao Clicca sull’immagine per scaricare la guida. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Il settore medico in Cina

Quando si pensa alla Cina, il primo pensiero va ai Millennial, target preferito dalle imprese internazionali. Ciò che forse passa più inosservato è il fatto che però una delle sfide principali del Paese del Dragone è l'invecchiamento della popolazione. Al 2025 ci si aspetta infatti che gli over 65 saranno più di 280 milioni: due volte la popolazione della Russia, per fare un paragone. Già oggi il settore medico in Cina ha un tasso di crescita superiore al 7% e rappresenta quindi una concreta opportunità di sviluppo di business per i Brand esteri.  

I driver della domanda

Passiamo in rassegna i vari fattori che contribuiscono allo sviluppo del settore medico in Cina, ovvero il mercato sanitario e dei dispositivi utilizzati in campo ospedaliero e di laboratorio:  

            L’invecchiamento della popolazione

Sotto l’aspetto demografico il mercato cinese è eterogeneo e dinamico. Se nel 2007 la percentuale di over 65 era pari all’8,1% della popolazione, nel 2017 la quota è cresciuta all’11,4%. A scapito sia della fascia d’età dai 15 ai 64 anni, sia in particolare degli under 15. Ci si aspetta addirittura che al 2025 la percentuale di cinesi ultrasessantenni supererà il 20%. Ciò a dimostrazione del fenomeno che sta caratterizzando il mercato cinese: l’invecchiamento della popolazione.  

            Maggiore disponibilità economica

Il segmento senior che si sta sviluppando in Cina, non è importante solo per la sua ampiezza ma anche per le disponibilità economiche che avrà. La classe media emergente in Cina arriverà a coprire più del 40% della popolazione al 2025. Ed è di questa che fanno parte anche coloro che hanno vissuto la rivoluzione culturale magari solo da piccoli e hanno poi goduto dell’apertura della Cina con Deng Xiaoping. Sono queste le persone che andranno ad invecchiare nei prossimi anni e che avranno bisogno di cure mediche. Le stesse persone che sicuramente hanno maggiore disponibilità economica rispetto alla generazione precedente.  

            Le riforme e le iniziative del governo

Sottolineiamo che il settore medico in Cina ha inoltre grandi potenzialità di sviluppo per il fatto di essere incentivato a livello nazionale. Infatti, il 13esimo piano quinquennale dà priorità alla salute e all’innovazione. Ma non solo. Nell’ottobre del 2016 il Consiglio di Stato ha previsto nel Piano della Salute Cina 2030 che il mercato cinese della sanità raggiungerà più di 1triliardo di euro. Di conseguenza, i settori di punta come quello dei dispositivi medici avranno maggiori opportunità. https://www.east-media.net/guanxi-relazioni-business-cina/ Un’occasione importante per le imprese internazionali è anche il CIIE di Shanghai. Ossia la China International Import Expo che si tiene annualmente nel mese di novembre. La fiera infatti privilegia diversi settori. Tra questi, anche quello del medical equipment e dei prodotti sanitari. Tant'è che durante la prima e scorsa edizione del CIIE, l’azienda farmaceutica Zambon, ad esempio, ha siglato un contratto per rifornire 7mila ospedali cinesi con il suo Fluimucil.  

            Dispositivi high-end

La fetta più ampia del mercato medico in Cina è rappresentata dai device utilizzati in ambito ospedaliero o di laboratorio. In particolare, l’opportunità si delinea per le aziende internazionali di prima categoria attive nel settore. Questo perché il mercato locale si focalizza ancora principalmente sull’offerta di prodotti low e medium end. Ma i dispositivi high-tech sono tra i preferiti dagli gli attori del settore, quindi il mercato di altissima qualità si basa sull'import.    

Il settore medico in Cina come opportunità

Il Paese del Dragone offre opportunità di business non indifferenti. Con 1,4 miliardi di persone e il problema della aging population, il settore medico in Cina si inserisce come mercato di grande rilevanza. Ciò deriva anche dalle riforme messe in campo dal governo cinese. Queste promuovono una Cina più salutare e più innovativa, con il supporto del settore privato, anche internazionale. La user base cinese è di più di 800 milioni di persone e il 98% di queste si connettono ad internet via mobile. Per questo è importante anche evidenziare le potenzialità di uno sviluppo del settore medico in Cina dal punto di vista digitale.  Ad esempio, Tencent sta rivoluzionando il modello di business con l'e-health: gli utenti possono avere consulti medici o ricevere farmaci o prenotare visite via app. Su WeChat ci sono numerose funzioni, come i mini-program che possono fare a caso anche a diversi tipi di aziende del settore, nei più svariati modi. I metodi con cui un'azienda può essere presente sulle piattaforme social e e-commerce cinesi sono infatti molti e diversi. Non esiste una soluzione univoca ma ogni situazione ha le specificità del caso. Necessario è saper cogliere le occasioni in modo consapevole e strategico.   settore medico in Cina

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Il mercato del cioccolato in Cina: una dolce opportunità

Il topic del cioccolato in Cina fa venire l’acquolina in bocca non solo perché il cioccolato tendenzialmente piace a tutti, ma anche perché il mercato ha delle potenzialità non indifferenti. Vediamo insieme quali caratteristiche assume il settore, come impatta la cultura e quali sono gli aspetti più importanti di una strategia di marketing mirata.  

Il mercato del cioccolato in Cina

Il cioccolato ha fatto capolino nel mercato del Regno di Mezzo negli anni '80-'90, quando la Cina ha iniziato ad aprire le porte al mondo. Da allora è sempre stato considerato un prodotto di prima categoria. In particolare, la produzione locale ai tempi non soddisfaceva gli standard internazionali di genuinità. Per cui il cioccolato internazionale in Cina era considerato a maggior ragione prodotto premium per la qualità. Non a caso nella top 5 dei chocolatier che addolciscono il mercato cinese ci sono solo Brand internazionali e non locali. Mars, Ferrero, Nestle, Yildiz e Mondelez. L'import oltre Muraglia guida il mercato del cioccolato in Cina (+28% dal mondo verso la Cina tra il 2017 e il 2018 – International Trade Center), per il quale l’Italia è ancora primo esportatore con il 21% delle importazioni totali. cioccolato in cina

Ferrero su Tmall

Dal 2012 al 2017 il mercato del cioccolato in Cina ha registrato un tasso di crescita medio annuo del 9,4%. Tanto che per il 2020 ci si aspetta che il il fatturato complessivo arrivi a 2,3 miliardi di Euro: +100% rispetto al 2015. Nonostante le vendite siano più che raddoppiate, il mercato però non è ancora saturo e ci sono grandi opportunità: i top Brand coprono il 60% lasciando ancora spazio a nuovi competitor.

La cultura del cioccolato in Cina

Il cioccolato in Cina viene acquistato soprattutto come "dono". Come regalo per occasioni speciali: per San Valentino o per il Capodanno Cinese, ma non solo. Nel Regno di Mezzo l’idea del “dono” è molto sentita e in un certo senso ben accompagna anche il concetto di guanxi (in cinese 关系, “relazione” o “network”). Secondo questa filosofia, mostrare generosità attraverso il regalo di un prodotto comunemente noto per la sua qualità è la scelta migliore. Per questa ragione i cinesi amano le scatole di cioccolatini. Perché sono un regalo perfetto. Soprattutto se hanno un packaging adeguato che rispecchi dei significati positivi nel colore e nella grafica. Seguono a queste le confezioni monoporzione. Preferite forse anche per il fatto che nel Paese del Dragone l’idea di un consumo healthy è piuttosto forte. Tant’è vero che il cioccolato in Cina, soprattutto quello internazionale,  viene preferito ad altri dolci per gli ingredienti che contiene, di qualità. Viene considerato più salutare rispetto a un classico snack. https://www.east-media.net/san-valentino-in-cina-marketing-520/

I motivi del trend in crescita

Tra i motivi che sostengono il mercato del cioccolato in Cina, ce ne sono alcuni particolarmente degni di nota. In primo luogo, l’aspetto economico-demografico parla chiaro. La classe media emergente ha un reddito disponibile sempre maggiore. Infatti, nel quinquennio 2013 – 2018 si è visto un aumento del +45% del disposable income, detto all’inglese, pro capite. Per cui, sebbene il cioccolato in Cina sia visto come prodotto premium, ora sempre più cinesi hanno la disponibilità economica per poterlo acquistare. Secondariamente, come detto il cioccolato in Cina rappresenta un prodotto di lusso. A fronte di ciò anche molte aziende internazionali cercano un riposizionamento sul mercato come marche premium. Ad esempio Godiva ha aperto in Cina numerosi flagship store dal design lussuoso e raffinato che ricorda quello delle gioiellerie più eleganti (vedi foto).

cioccolato in cina

Flagship store di Godiva a Shanghai

L'e-commerce inoltre è sempre una certezza. Sapendo che sono più di 800 milioni i cinesi che ogni giorno si connettono ad internet e che il 73,6% di questi nel 2018 ha fatto acquisti online, è categorico considerare di investire parte del proprio budget in canali digitali. Ma la formula O2O (online-to-offline) non è scontata. Infatti, una nuova tendenza è quella di portare la customer experience ad altri livelli. Ad esempio, Mars ha aperto nel 2018 un pop-up store a Shanghai soprannominato "Dove Hotel", dal nome del suo Brand di punta nel Paese. Strutturato come fosse un'esperienza tra le camere di un albergo, i visitatori potevano attraversarne le 4 stanze a tema "cioccolato". Ognuna era dedicata ad un diverso sapore e gli ospiti potevano sia gustare dolci preparati da chef stellati, sia prepararsi i propri prodotti di cioccolato.

Il marketing del cioccolato in Cina

Per riassumere e concretizzare quanto detto:
  • Uno degli obiettivi che i Brand internazionali stanno ricercando sul mercato del cioccolato in Cina è quello di cavalcare l'onda della middle class emergente e posizionarsi come marche luxury.
Dal momento che il cliente del Regno di Mezzo è sempre più esigente e sofisticato, anche i modi e i mezzi per fare marketing devono sapersi modellare in base a cultura e preferenze. Ciò significa studiare le attività di go-to-market in modo da anticipare e soddisfare le aspettative del consumatore, senza rinunciare alle prerogative della marca. Per capirci meglio, il sapore è la qualità più importante per un prodotto di cioccolato. Ai cinesi piacciono gli accostamenti, ad esempio con la frutta, l'anice stellato o con il ripieno di tè verde. Anche il packaging riveste un ruolo fondamentale. Come detto, il cioccolato nella maggior parte dei casi viene regalato, per cui la confezione deve rispecchiare i dettami della cultura cinese: nel colore, nella grafica, in generale nel significato che essa esprime. Ferrero con i suoi Rocher è uno dei casi di successo in questo senso: il packaging promette buona fortuna grazie alla forma sferica e al rivestimento color oro. cioccolato in cina

Pubblicità di Ferrero Rocher per il Capodanno cinese: "Good fortune for the Lunar New Year 2019"

Da ultimo, una strategia ben pensata in un mercato come quello cinese non può prescindere dai canali online social ed e-commerce. Sfruttando sapientemente il ricco calendario commerciale cinese, molti Brand hanno addirittura previsto che il consumatore possa scegliere e personalizzare online i propri regali di cioccolato prima di acquistarli. Innovazione e creatività non hanno limiti, soprattutto Oltre Muraglia.     Company profile cioccolato in Cina Clicca sull’immagine per scaricare la Company Presentation di East Media. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net  

Overview del mercato e opportunità per i Retailer italiani

Venerdì 28 giugno 2019 presso Starhotels Rosa Grand a Milano, si terrà l'evento organizzato da Confimprese. Dal titolo "Retail business in Cina - overview del mercato e opportunità per i Retailer italiani", l'occasione è rivolta alle aziende italiane che operano nel commercio, con rete franchising o diretta, interessate ad opportunità di sviluppo di retail business in Cina.    

Retail business in Cina: comunicare al consumatore cinese

Il mercato del Regno di Mezzo offre grandi opportunità, ma anche grandi sfide. Per fare retail business in Cina è importante avere una conoscenza a 360 gradi del mondo a cui ci si vuole rivolgere. Dalla macroeconomia al diritto, dalla tutela del know-how al commercio digitale cross-border. Ma non solo.   Parliamo di una tra le più antiche civiltà, con una tradizione estremamente differente dalla nostra ma altrettanto orgogliosa. Cultura, percezioni, preferenze sono diverse da quelle a cui siamo abituati, così come le abitudini. Ad esempio, su 1.4 miliardi di persone, più di 800 milioni sono online, a rappresentare un bacino digitale quasi pari a quello di Stati Uniti e India presi insieme. Ma le piattaforme a cui sono connessi i cinesi non sono le stesse a cui è connesso il resto del mondo.   Per questo motivo è importante conoscere a fondo i potenziali clienti del Paese del Dragone. Cosa piace, cosa no. Dove cercano Brand e prodotti, dove li trovano. Da chi sono ispirati e guidati all'acquisto. Giulia Yang, Project Manager e Marketing Strategist di Triboo East Media, sarà tra i relatori dell'evento e il suo intervento verterà proprio sulla comunicazione al consumatore cinese.    

Dettagli dell'evento

Per maggiori informazioni riguardo alla registrazione e al programma dell'evento "Retail business in Cina - overview del mercato e opportunità per i Retailer italiani", è possibile visitare il sito di Confimprese.   >> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA       La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina retail business in cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Miniguida al mondo del lusso in Cina: l'identikit del consumatore 2019

Si dice che il mercato del lusso in Cina sia la sfera di cristallo del mercato del lusso globale. Il perché? Ve lo sveliamo. La spesa nel Luxury dei consumatori cinesi nel 2018 ha rappresentato il 33% del totale mondiale e si stima arriverà al 46% entro il 2025, con la metà degli acquisti fatti direttamente in Cina Continentale. Il settore high-end è però da interpretare anche in relazione alla cultura del Paese a cui si mira, la quale influenza il comportamento dei consumatori. Si richiede un’attenta valutazione e analisi a 360° del mercato target, per poter delineare delle strategie di marketing che assicurino risultati concreti e duraturi.    

I numeri del lusso in Cina

Il mercato del lusso in Cina è particolarmente interessante. Non solo per le caratteristiche culturali che influenzano il consumer behavior, ma anche per l’aspetto puramente economico in cui si riflettono. Le stime dicono che al 2025 si avrà uno scenario in cui:
  • Il valore del mercato del lusso in Cina varrà 160 miliardi di euro;
  • Gli acquisti di lusso cinesi conteranno per il 40% di quelli mondiali;
  • La spesa online cinese per gli acquisti luxury sarà pari a 19 miliardi di euro.
I dati si possono confermare anche grazie alla crescita della classe medio-alta, che arriverà a contare 350 milioni di persone. Ciò significa che un numero maggiore di persone potrà permettersi l’acquisto di un prodotto di lusso in Cina.    

La percezione del prodotto di lusso: un fatto culturale!

L’acquisto di un prodotto di lusso, non è legato solo ad una necessità funzionale, ma ha anche una valenza sociale. Il concetto di lusso, che varia da Paese a Paese è almeno in parte legato al contesto culturale. In una società collettivista come quella cinese, il gruppo riveste un ruolo importante. Perciò è più facile che dietro all’acquisto di un prodotto di lusso in Cina ci sia in primis un’attitudine al “volersi presentare bene”: l’apparenza, infatti, influisce sulla percezione che le persone hanno del singolo.   >> LEGGI ANCHE: GUANXI: LA FORMULA SEGRETA DELLE RELAZIONI CON LA CINA   Inoltre, la cultura del Dragone dà grande valore ai rapporti interpersonali, le guanxi. Secondo questa logica quindi, fare regali o scambiarsi favori contribuisce in modo significativo alla costruzione di relazioni durature. Regalare un bene costoso è sinonimo di attenzione, impegno e riconoscimento, e di certo aumenta le chance di instaurare legami più forti. Non solo. Acquistare un prodotto di lusso in Cina significa anche investire sul proprio capitale sociale: sentirsi parte di una community esclusiva. Sfoggiare un capo firmato diventa un segno distintivo, prova anche degli sforzi lavorativi fatti per comprare il prodotto: in un paese come la Cina, dove vige la regola del 996 (lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera, 6 giorni alla settimana), i beni di lusso diventano un simbolo dell’aspirazione professionale.    

Il lusso in Cina: una sfera di cristallo

Il mercato del lusso in Cina si dice sia “la sfera di cristallo” del settore lusso mondiale. Ma in che senso? Con buona probabilità, il settore lusso tenderà ad acquisire le caratteristiche di quello cinese. Il quale è, in tre parole: giovane, digitale, pretenzioso. I consumatori per eccellenza sono millennial e membri della generazione Z, anche chiamati iGen. Sono smart, ossia consapevoli, informati e altamente digital. I loro bacini di informazione e acquisto non hanno limiti geografici. Ciò che contraddistingue maggiormente il consumatore cinese è però il fatto di essere anche dipendente per cultura dall’opinione (sempre più social) delle persone fidate e dei Key Opinion Leader (KOL). Questo fa sì che il cliente Oltre Muraglia venga definito trend-driven, ovvero un consumatore che segue le tendenze dettate dai più importanti influencer cinesi.   [caption id="attachment_9934" align="aligncenter" width="600"]lusso in Cina Profilo Weibo di Mr Bags, tra i principali influencer cinesi, nella collaborazione con Louis Vuitton[/caption]   Per questi motivi, le piattaforme digitali cinesi rivestono un ruolo principe. In Cina le più navigate sono, ad esempio, WeChat Weibo, insieme alle emergenti Douyin e The Little Red Book. Quest’ultima poi, è un social-commerce: un match tra un social network e una piattaforma e-commerce. Unicorno valutato 2,7 miliardi di euro. Sia dal punto di vista digitale che a livello più generale infatti, il mercato cinese ben si presta alle "novità". Il Dottor Hofstede interverrebbe a questo punto dicendo che i cinesi sono culturalmente propensi all'incertezza e non temono il rischio. Ciò può riflettersi anche nel settore lusso. Autenticità, esclusività e originalità sono i must in Cina, e i consumatori si aspettano sperimentazione, innovazione e soprattutto customizzazione.   >> LEGGI ANCHE: XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE    

Le soluzioni per i brand internazionali del lusso

Tutto troppo bello? Dipende dai punti di vista. In realtà, gli acquisti online di prodotti di lusso sono in parte limitati dal fatto che i grandi marchi associano l’andare online con il rischio di perdere l’esclusività. In generale il lusso non vuole essere troppo accessibile. Ciò nonostante, essere presenti sul web, soprattutto in un mercato digitale da più di 800 milioni di utenti, è fondamentale anche per i Brand griffati. Il solo avere un canale branded sulle principali piattaforme online basterebbe per aumentare la visibilità della marca. Con un reach di 1,1 miliardi di utenti al mese, WeChat è una di queste. Offre alle aziende la possibilità di essere presenti online con un account ufficiale. Ciò permette di inviare newsletter o di investire in mini-program, molto catchy anche per il lusso nel Regno di Mezzo. Burberry e Tiffany&Co, hanno ad esempio colto l’occasione del 520, il San Valentino cinese, come un'opportunità di marketing.   >> LEGGI ANCHE: SAN VALENTINO IN CINA: FARE MARKETING DURANTE IL 520   Ma bisogna essere cauti nelle strategie di marketing online, prestando particolare attenzione a quali piattaforme utilizzare. Anche per ovviare al problema del luxury che non vuole diventare di massa. Alibaba per esempio, ha previsto una sezione esclusiva per gli importer del lusso mondiale come Valentino (foto in copertina: da commercial per la collezione Candystud di Valentino. Credit Alizila), Tom Ford o Estée Lauder. Tmall Luxury Pavilion prevede infatti per i marchi del lusso descrizioni elitarie con immagini 3D. JD, allo stesso modo, ha aperto una piattaforma separata dal sito mass-market, Toplife, dove i Brand haute internazionali possono controllare i loro store online. Quest'ultima inoltre, si sta espandendo grazie al deal con Farfetch China, retailer inglese con più di mille marche firmate.

 lusso

 

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto di vista geografico che culturale. Le differenze si sentono e sono da considerare anche nel definire una strategia di marketing. Questa, infatti, deve essere studiata rispettando le caratteristiche del mercato target. Le aziende attive nel luxury, ma non solo, devono considerare le varie sfaccettature culturali che possono modellare il consumer behavior e la percezione che i potenziali clienti cinesi hanno del prodotto in questione. È necessario perciò avere una conoscenza a tutto tondo del mondo in cui ci si vuole internazionalizzare. Per poter avere successo in un mercato come quello Oltre Muraglia bisognerebbe, tra le altre cose, essere consapevoli di ciò a cui i consumatori sono sensibili, sia in termini di contenuto, che di mezzo.     rapporto annuale 2019 fondazione italia cina lusso in cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Mercati forti per taglie forti: grandi opportunità per il Plus-size in Cina

  La Cina oggi pesa letteralmente di più rispetto a trent’anni fa. Si contano più di 36 milioni di donne sovrappeso, a discapito di quanto invece gli stereotipi possano far pensare. In termini relativi la percentuale di plus-size in Cina non è alta, ma data la dimensione della popolazione (1,4 miliardi), si sta creando una fetta di mercato notevole. Dovuto forse anche ad un ostacolo culturale, le chance per le shopper cinesi di trovare capi d'abbigliamento ad hoc sono piuttosto limitate. Nella scelta, nello stile. Il segmento plus-size in Cina, che ad oggi vale 4,3 miliardi di euro, rappresenta quindi una grande opportunità anche per le aziende italiane del settore.  

Le dimensioni contano

Senza soffermarsi sul problema di salute, la richiesta di abbigliamento femminile plus-size in Cina è reale. Considerati gli 1,4 miliardi di abitanti, ci sono 36,6 milioni di donne che rientrano nella categoria "curvy". L'equivalente di tutto il Canada per intenderci, e si prevede che al 2020 arrivino a 43 milioni. Un mercato che alla fine di quest'anno si stima varrà 4,3 miliardi di euro ma che, proporzionato al numero di potenziali clienti, avrebbe potuto raggiungere i 9,8 miliardi (Coresight Research, NPD Group). Il plus-size ha un trend in crescita, confermato anche a livello globale dal tasso stimato del 4,4% annuo al 2026. Il maggiore nell'apparel femminile.   https://www.east-media.net/triboo-east-media-wechat/   Per dare un'idea dell'opportunità di cui si parla, negli Stati Uniti, dove la popolazione in sovrappeso è pressoché la stessa della Cina, il giro d'affari dell'abbigliamento plus-size aveva già raggiunto i 19 miliardi di euro nel 2016. Va detto però negli USA il mercato è più maturo: ci sono diversi brand che hanno dato alle shopper maggiore scelta. Come Eloquii, specializzato nelle taglie forti, che ha studiato una collezione high-end, con gli stilisti Jason Wu e Teresa Maccapani Missoni. Sul mercato del fashion plus-size in Cina sono però poche le aziende che hanno già scommesso. Tra queste Uniqlo e Zara. Rimane quindi una richiesta di abbigliamento ben confezionato e alla moda da parte delle shopper della middle-class, che ancora non ha trovato una risposta soddisfacente.  

Body Positivity e plus-size in Cina 

Quello del plus-size è un settore destinato a crescere grazie anche al movimento per l’immagine positiva del corpo, nato negli USA negli anni '60, che in tempi più recenti si sta facendo strada anche nel Regno di Mezzo. Ricordiamo che Body Positivity da sempre promuove l'accettazione di forme diverse di bellezza, rivoluzionando gli stereotipi. In Cina, letterature antiche e storie popolari tendevano ad associare l'esilità alla bellezza, il che ha contribuito alla formazione di un modello ideale di "bello". La tradizione confuciana insegnava poi la conformità, perciò il divergere anche dallo standard estetico non era incoraggiato. Il segmento di mercato plus-size in Cina è quindi una porta da aprire, sia dal punto di vista economico, che sociale.   https://www.east-media.net/wechat-mini-program/   Influencers overweight, come Scarlett Hao (nella foto in apertura), Kiu Plus o Naomi Watanabe, si fanno portavoce delle nuove generazioni plus-size in Cina che celebrano standard estetici diversi. Attraverso blog, vlog e post sostengono la community di follower ad avere maggiore autostima, fornendo anche consigli di stile. Non solo, attraverso piattaforme digital come WeChat e Weibo, incoraggiano l'acquisto online. In Cina ci sono pochi retailer fisici con capi plus-size alla moda. Le influencer, anche da oltreoceano come Scarlett Hao che vive a New York, guidano quindi le potenziali clienti sull'e-commerce. L'azione dei KOL è fondamentale, dal momento che grazie alla loro credibilità creano ponti tra clienti e aziende.  

E-commerce: il principe dei canali

Tra i canali distributivi è ancora una volta l’e-commerce a campeggiare: offre maggiore scelta, discrezione, consigli e supporto. È la strategia preferenziale per il plus-size in Cina, considerando anche lo status di primo mercato online a livello mondo. Le shopper possono valutare le review e trovare brand di nicchia, che offrono capi studiati secondo l'età, lo stile di vita o i gusti. Brand cinesi come Garden Lis, MsShe, Muzi Lixiang o Smeilovly hanno capito esattamente come approcciare le plus-size in Cina. Giocano in casa e sanno che l'esigenza delle loro clienti è la stessa di qualunque donna: sentirsi bella. Garden Lis punta al premium, Smeilovly a proporre capi innovativi che facciano sprigionare carisma a chi li indossa. Ognuno di questi brand ha caratteristiche uniche ma c'è un denominatore comune: la forte presenza online. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Cosa fanno uno straniero, un uomo d’affari cinese e un funzionario governativo di Pechino al karaoke? Non è l’inizio di una barzelletta: lo straniero e l’uomo d’affari stanno cercando di costruire guanxi per ottenere l’approvazione di un progetto. 

 

Cosa sono le guanxi?

Se avete avuto a che fare con la Cina ne avrete sicuramente sentito parlare. Il termine Guanxi (关系) ha nella società cinese un valore profondo e indica un sistema di relazioni intricato e complesso che regola i rapporti interpersonali. È una “safety net” basata sullo scambio di favori e reciprocità. Le guanxi hanno origine nella tradizione confuciana che concepisce l’individuo all’interno di una rete sociale e non come isolato. Sono inoltre intrinsecamente connesse alla natura collettivistica della società cinese, che vede l'interesse del gruppo venir prima all'interesse individuale. Questo termine non è da confondere con il semplice “networking” legato alla professione. Infatti, questo sistema di relazioni interpersonali è molto più stratificato: si forma alla nascita e inizia ad espandersi già in età infantile. Essere ammesso in una buona scuola o università, ad esempio, consentirà ad un ragazzo cinese di inserirsi in un gruppo sociale in grado di sostenerlo meglio durante l’età adulta.  La formazione del guanxi continua poi per tutta la vita, passando dalla sfera familiare e amicale a quella delle relazioni e dei rapporti di lavoro. E c’è di più: un individuo non beneficia soltanto delle proprie relazioni interpersonali, ma può avere accesso anche alle “reti” dei propri amici, familiari e conoscenti, le cosiddette guanxi indirette.

Azienda cinese

 

Guanxi e Business

Trascurare le guanxi e sottovalutarne l’importanza può essere un errore fatale per le aziende e i businessman stranieri.  La negoziazione di accordi è infatti soggetta alla formazione di un rapporto interpersonale (vedi anche articolo: La cultura degli Yingchou) che si realizza tramite ripetuti incontri, cene e serate al karaoke. La costruzione dunque di una relazione di partnership commerciale ha dei tempi più lunghi rispetto agli standard occidentali. Solitamente questo aspetto è vissuto con una certa dose di frustrazione da molti uomini d’affari stranieri, che arrivano ad interpretare male il comportamento della controparte cinese, tacciandola di inefficienza e desiderio di perder tempo. In realtà, per i negoziatori cinesi la costruzione della relazione personale è essenziale, in quanto questi tendono a dare maggiore importanza alla fiducia e alla parola data rispetto alla firma di accordi formali e contratti. Così può capitare che quando si arriva alla firma del contratto il cliente cinese ci chieda: “nel contratto c’è tutto quello che abbiamo discusso?”. Al nostro assenso firmi il documento senza averlo minimamente controllato, poi lo strappi e ce lo restituisca dicendo: “ci fidiamo l’uno dell’altro”.  Va da sé che per fare affari in Cina è dunque fondamentale conoscere e saper usare le guanxi.

> LEGGI ANCHE: LA CULTURA DEGLI YINGCHOU: IL BUSINESS IN CINA SI FA BRINDANDO

 

Come costruire delle buone guanxi 

Costruire delle solide guanxi può risultare complesso per lo straniero che si approccia per la prima volta al mercato cinese. Ecco alcuni consigli: 
  1. Onestà e dedizione: costruire una propria rete di contatti richiede impegno e soprattutto integrità morale. Le guanxi si basano sulla fiducia e la relazione personale, non sono semplici connessioni utilitaristiche.
  2. Tempo: è necessario un periodo più o meno lungo di tempo, diversi incontri e scambi per poter arrivare a costruire una vera e propria guanxi. La pazienza è la virtù dei forti!
  3. Sensibilità e intelligenza culturale: per approcciarsi ad una nuova realtà culturale è sempre necessaria una buona dose di conoscenza e comprensione del diverso. Intelligenza emotiva, capacità cross-culturali e umiltà sono i requisiti indispensabili per avvicinarci all’altro facendolo sentire accettato e compreso.
  4. Reciprocità: in cinese renqing. La rete delle guanxi si sostiene sullo scambio di favori e gentilezze. Non contraccambiare un favore equivale a perdere la fiducia della propria rete e dunque a perdere le guanxi. 
  5. Regali: i regali rientrano nella categoria della reciprocità, ma vanno dispensati con moderazione.

Embed from Getty Images   Allora, come si fa a capire se siamo riusciti o meno a costruire delle guanxi? È abbastanza semplice.  Se le riunioni non sembrano arrivare mai a dei risultati concreti è perché in realtà si sta ancora costruendo una relazione. Se la pratica di approvazione di un progetto è bloccata misteriosamente è perché non c’è la giusta guanxi. Se vi tocca fare un’ora di fila al ristorante mentre qualcuno arrivato dopo di voi entra e ha subito pronto il tavolo è perché vi siete scordati di prenotare… ma anche perché non avete la giusta guanxi! E se i risultati tardano a venire non bisogna perdersi d’animo. Come direbbe il saggio Confucio: “non importa se ti muovi piano, l’importante è che non ti fermi”.  

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

 

Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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