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Con l'inizio del 2020, come ogni anno si guarda alle future tendenze. Una regola alla quale non sfugge certo la Cina, il Paese delle grandi possibilità. Nel nostro articolo kick off dell'anno non potevamo quindi non segnalare 5 trend 2020 che si prospetta saranno particolarmente forti nel mercato cinese, specialmente per quanto riguarda i canali di vendita e-commerce cross-border. Quelli dove più facilmente i consumatori cinesi vanno a ricercare prodotti esteri.  

L'e-commerce in Cina

Innanzitutto, risulta utile fornire figures e caratteristiche dell'e-commerce in Cina. Per dare qualche numero, il 45% del giro d'affari del mercato e-commerce mondiale, avviene in Cina. Il tasso di crescita annuale atteso per il periodo 2020-2024 in Cina dell'e-commerce è del 6,9%. Secondo Statista, il ricavo medio per utente ammonta a più di 990 euro, esattamente il doppio di quello della media mondiale. Il tutto, considerando che la user penetration è pari a meno del 62%, ma ci si aspetta che arrivi al 70% nel 2024. Insomma, nonostante oggi la Cina sia il primo mercato al mondo per vendite online, il suo potenziale è ancora crescita. Il panorama dei marketplace in Cina è ampio e caratterizzato da numerose piattaforme con caratteristiche peculiari. Tra le più popolari per fatturato generato ci sono i marketplace cross-border di Tmall (gruppo Alibaba), social-commerce come Xiao Hong Shu (Little Red Book) e i mini-markeplace di WeChat.  

Trend 2020

I segmenti di mercato più interessanti, che si prospetta avranno un trend 2020 estremamente positivo sono:
  • Beauty e cosmetica

I settori del beauty e della cosmetica sono tra gli highlight dei trend 2020 sul mercato dell'e-commerce cinese e secondo un recente report di McKinsey, l'Italia è tra i primi tre Paesi da cui i consumatori cinesi acquistano cosmetici. In particolare, il segmento della cosmetica colorata sta crescendo fortemente ad un ritmo del 24.3% anno su anno, mentre altre sotto-categorie merceologiche si stanno facendo strada. Si parla sempre più di profumi e di dermoceutica e si sta diffondendo l'interesse per l'INCI. Infatti, i consumatori cinesi si informano sui social network, chiedendo consigli anche sugli ingredienti che compongono i cosmetici. Inoltre, uno dei motivi per cui la vendita online di prodotti del beauty in Cina è in forte crescita è anche legato al fatto che nel Regno di Mezzo è vietato vendere prodotti cruelty-free, non testati sugli animali, ma è possibile acquistarli online cross-border.  
  • Sportswear

Quella moda che viene chiamata anche "athleisure" e sta spopolando in Cina è uno dei motivi principali per cui il segmento sportswear si prevede sarà tra i trend 2020 che farà i numeri anche nell'e-commerce. Soprattutto i più giovani si lasciano "influenzare" dai KOL di riferimento o da personaggi famosi che sfoggiano look sportivi in diverse occasioni. Tanto che moltissime case di moda stanno collaborando e offrendo collezioni co-branded molto apprezzate con Nike o Adidas, ad esempio. Secondariamente, le ultime generazioni, fino ad arrivare ai millennials, sono molto più attive di quanto non fossero in passato. Il numero di palestre aumenta, così come il numero di persone che scaricano App di fitness sul proprio smartphone e postano sui social foto o video mentre fanno sport.  
  • Prodotti per la salute

Integratori, prodotti per atleti, per bambini o per perdere peso. Sono alcuni di quelli che si considerano in questo segmento di mercato che in Cina ha raggiunto i 260 miliardi di euro nel 2018. Le generazioni più giovani sono consumatrici assidue di questo tipo di prodotti. Soprattutto chi vive in città di alta fascia e che quindi ha anche un reddito disponibile maggiore. Ma non solo. Oltre ad interessarsi alla propria salute e al proprio benessere, informandosi su diete, ingredienti, i più giovani acquistano anche per i parenti più anziani. Ma in Cina ci sono stati scandali legati a questo settore, che hanno portato i consumatori a fidarsi dei brand stranieri, più di quelli locali. Quindi, è anche per questa ragione che l'e-commerce cross-border ha prospettive di crescita sostanziali.  
  • Prodotti farmaceutici da banco

Con il costante  invecchiamento della popolazione cinese, il consumo di farmaci è dato in forte crescita. Si stima che entro il 2033, la popolazione senior conterà 400 milioni di persone. Per questa ragione, da quest'anno il governo cinese permette di vendere online farmaci OTC, ovvero farmaci da banco vendibili senza prescrizione medica, come avviene in Italia. Per intenderci, si tratta di prodotti tipo per la tosse dei bambini, lassativi o cerotti alla nicotina... In una prima fase, la vendita online è ammessa solo nella Capitale, scelta come progetto pilota per le aziende farmaceutiche che rispettano determinati requisiti. Ma si prevede che in tempi rapidi la vendita di questi farmaci sarà resa disponibile per tutte le Province.    
  • Mamme e bambini

Dopo aver abolito la politica "one child" nel 2016, il governo cinese sta promuovendo l'aumento delle nascite. Tanto che ha già previsto l'apertura ospedali specializzati in maternità e pediatria e la formazione medici in ostetricia e ginecologia. Uno dei motivi però che guidano il trend delle vendite cross-border in questo settore, è che le mamme cinesi diffidano dei prodotti domestici per i figli. Questo, anche a seguito di incidenti alimentari che nel tempo hanno minato la salute di migliaia di bambini con prodotti risultati tossici. Non solo nell'alimentare, ma anche nel fashion infantile e nel beauty la tendenza delle vendite è positiva. Dove si registra una crescita nell'utilizzo di KOL e influencer che promuovono uno stile di vita famigliare e l'utilizzo di prodotti dedicati ai bambini oppure alla cura del corpo.   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI   In Cina l'e-commerce è molto sviluppato grazie sia alla cultura digitale che caratterizza il Paese, sia alla sicurezza degli acquisti che l'online garantisce. Quindi, se da un lato i consumatori cinesi amano navigare online, fare parte di community in cui possono interagire con altri utenti e ricavare consigli d'acquisto dal gruppo. Dall'altro, sono poi abituati a confrontarsi con un mercato ricco di offerte, ma anche di prodotti contraffatti, che li spinge e a verificare informazioni sul web, sui social network, nelle recensioni sui marketplace, prima di finalizzare gli acquisti, e a fidarsi dell'ambiente digitale per gli stessi. trend 2020  

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Xiao Hong Shu o Little Red Book, ha fatto molto parlare di sé quest'anno. Infatti, è da poco tornato disponibile sugli store Android cinesi dopo qualche mese di inaccessibilità. Cos'è Little Red Book? Perchè è stato bloccato? Come è possibile gestire strategicamente il social-commerce cinese?  
>LEGGI ANCHE: XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE

 

Little Red Book

Xiao Hong Shu 小红书 conosciuta anche come “Little Red Book” o “RED” è una delle maggiori piattaforme di social e-commerce in Cina. Nata nel 2013 come guida allo shopping oltre Muraglia, attrae soprattutto consumatori che premiano qualità ed autenticità. Rappresenta un’opportunità per i Brand internazionali. L’unicorno cinese da 2,7 miliardi di Euro si focalizza sul Lifestyle e conta più di 200 milioni di utenti. È un incrocio riuscito tra Instagram, Pinterest e Amazon e si basa su un modello “content-driven”, per il quale ai contenuti, pubblicati da utenti e Brand, viene data ampia importanza.

 

Il crackdown e il "via libera"

Il social commerce cinese a luglio ha subito un grave giro di vite per volere del governo: l'App non poteva più essere scaricata sui mobile store. I motivi che hanno portato al provvedimento governativo non sono chiarissimi, ma di certo avevano a che vedere con la politica dei contenuti considerati inappropriati, offensivi o politicamente sensibili. Nello specifico, dalle "dispute" sui social media, Little Red Book aveva peccato soprattutto rispetto alle review, considerate false o a scopo pubblicitario, e alla provenienza e originalità dei prodotti. Per questo motivo, il download era stato bloccato. Affinché l'App potesse subire un controllo minuzioso, con l’intento di ripristinare il rigore di cui godeva ai tempi del suo lancio nel 2013. In un post Weibo successivo alla rimozione dell'App dagli store, Little Red Book dichiarava infatti di aver iniziato un processo di investigazione e rettifica dei contenuti, supportata anche dai dipartimenti governativi interessati. Procedimento decisamente efficace e andato a buon fine, visti gli esiti: RED di nuovo disponibile sui mobile store di Android.

 

Le basi per gestire una strategia digital in Cina

Un avvenimento di questo tipo non è di certo inusuale nel Regno di Mezzo. Dove lo "Scudo d'Oro", il Great Firewall, guidato dalle politiche della Cyberspace Administration of China (CAC) passa al setaccio i contenuti digitali provenienti da ogni fonte. Uno strumento di censura e sorveglianza che analizza miliardi di dati al giorno e blocca quelli potenzialmente dannosi. A cui nemmeno le App cinesi possono sfuggire. Per questo motivo, le aziende interessate a vendere in Cina e che fanno affidamento sull'ecosistema digitale, non possono prescindere da capisaldi come: localizzazione dei contenuti e strategia multichannel. Infatti, il mercato cinese richiede accortezze legate ai contenuti che non possono essere tralasciate: regole sociali e morali, punti di vista diversi e tabù se mal gestiti minano la buona riuscita delle iniziative di internazionalizzazione. Inoltre, episodi come quello capitato a Little Red Book sono all'ordine del giorno in Cina. Ciò che oggi va, domani può non andar più. Ciò che oggi è permesso, domani può non esserlo più. E' perciò necessario non farsi cogliere impreparati e sviluppare una strategia che tenga in considerazione la flessibilità e imprevedibilità del mercato target. Essere attivi solamente su un social o sul sito web aziendale è altamente rischioso in contesti come quello cinese. E' importante pensare ad una strategia di comunicazione che coinvolga quindi diversi canali e piattaforme, e che si concentri sulla produzione di materiali di qualità e in linea con le direttive del Governo.

>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2018: TRIBOO EAST MEDIA PREMIATA COME ECCELLENZA NELLE RELAZIONI TRA CINA E ITALIA
  La Cina è un mercato distante e tutto da scoprire. Non è però inarrivabile. E' necessario avere una conoscenza a 360 gradi della cultura e del sistema regolamentato per poter studiare ed indirizzare una strategia di marketing e comunicazione efficace e di successo.   rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Triboo Academy volerà nella capitale spagnola per il corso gratuito sul digital marketing per la Cina. Gli esperti del Gruppo Triboo saranno presenti per introdurre alcuni argomenti caldi come: e-commerce, marketplace, social media strategy e SEO. Importanti per l'internazionalizzazione digitale, soprattutto quando i canali sono diversi da quelli a cui si è abituati. La data da segnare in agenda è l' 8 Ottobre 2019, il luogo è la nuova sede di Triboo Madrid, Calle López de Hoyos, 42.  

Digital Marketing per la Cina

La trasformazione digitale sta rivoluzionando il modo di fare le cose e di conseguenza anche di fare business. Le aziende devono saper adattare le proprie strategie al panorama che cambia. Ciò implica anche che il marketing debba diventare, almeno in parte, digitale. Questo vale soprattutto per mercati decisamente non-trascurabili come quello cinese. Ricordiamo infatti che la Cina conta più di 800 milioni di utenti digitali, a rappresentare il Paese con il maggior numero di persone online al mondo. Quasi il numero di internet user di India e Stati Uniti presi insieme. Ma fare digital marketing per la Cina, non è cosa da poco. Il Regno di Mezzo presenta una serie di "barriere" che è fondamentale conoscere. I Social Network utilizzati non sono i soliti che si usano in Occidente. Così come i marketplace su cui i cinesi acquistano online non sono Amazon. Le preferenze dei consumatori rispecchiano anche caratteristiche culturali che è bene conoscere e le politiche dei contenuti devono rispettare certi canoni ed evitare altri tabù. Tra le piattaforme social più di successo in Cina ci sono WeChat e WeiboAlibaba e JD invece sono i principali shop online cinesi.  

>> SCARICA L'ESTRATTO DEDICATO AL DIGITAL MARKETING DEL X RAPPORTO ANNUALE "CINA 2019. SCENARI E PROSPETTIVE PER LE IMPRESE"

  Durante la Triboo Academy dell'8 Ottobre a Madrid per il digital marketing per la Cina, Martina D'Andrea (SEO Copy Specialist), Emanuele Arosio (Head of Global SEO), Emanuele Vitali (Managing Director di Triboo East Media) e David Olivares (CEO Spagna di Triboo) parleranno delle migliori strategie e degli strumenti utili a garantire una presenza digitale in mercati come quello cinese.  

Programma dell'evento

Di seguito il programma dell'evento:  
  • 09.00 - 09.30

    Registrazione


  • 09.30 - 10.00

    Introduzione: Come affrontare una strategia digitale di internazionalizzazione

    David Olivares (CEO - Triboo Spagna)
  • 10.00 - 11.00

    Oltre a Google: Motori di ricerca internazionali

    Martina D'Andrea (Seo Copy Specialist) Emanuele Arosio (Head of Global SEO)
  • 11.00 - 11.30

    Coffee Break


  • 11.30 - 12.30

    Oltre ad Amazon: Marketplace da tenere in considerazione

    David Olivares (CEO - Triboo Spagna)
  • 12.30 - 13.30

    Cina: Dai Social Network all'e-commerce

    Emanuele Vitali (Managing Director - Triboo East Media)
  • 13.30 - 14.30

    Light Lunch


  • 14.30 - 17.30

    One-to-One

    Possibilità di avere un incontro individuale con gli specialist per un'analisi light della tua strategia
 

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In un mondo che vive la trasformazione digitale, le aziende devono entrare nell’ottica che da qualche anno a questa parte una fetta della popolazione è nativa digitale. La generazione in questione viene comunemente definita Generazione Z e identifica le persone nate dalla seconda metà degli anni 90. Sebbene "Generazione Z" sia un termine globale, non si può certo dire che questo segmento abbia le stesse caratteristiche in ogni Paese. Soprattutto in Cina rappresenta un target strategico per le aziende che mirano ad internazionalizzarsi. Nell’articolo parleremo proprio di questo e di come approcciare al meglio la Generazione Z in Cina.  

Generazione Z con caratteristiche cinesi

Per i ragazzi cinesi della Generazione Z, la parola d'ordine è "Digital first". Sono nativi digitali che utilizzano il telefono per fare quasi ogni cosa, soprattutto in Cina. I Gen Z sono figli unici della "one-child policy", a cui spetta il generoso supporto finanziario dei genitori. Essendo poi cresciuti in un periodo positivo per la Cina hanno anche fiducia nel futuro. Sono piuttosto ottimisti e per questo risparmiano meno rispetto alla controparte occidentale, conseguentemente spendono di più. Ricercano la qualità, sono particolarmente consapevoli e altamente informati. Infatti, da un lato la Generazione Z in Cina ha più a cuore le tematiche di responsabilità sociale, rispetto alle generazioni precedenti. In tema di diritti umani, ma anche di sensibilità ambientale. Dall'altro lato, tende a spostarsi verso l'acquisto e il consumo di prodotti di cui ne può percepire la qualità. Vuole poter dimostrare la propria unicità in gruppo. Per questo anche le "Limited Edition" hanno molto appeal in questo contesto. generazione z

Mini Program di Kering che indica il costo dell'impatto ambientale dei prodotti fashion

La Generazione Z cinese inoltre, rispetto ai millennial, preferisce di gran lunga l'esperienza legata al prodotto o al servizio che non il prodotto in sé. È per questo che molte aziende del lusso hanno imparato ad approcciare questa generazione attraverso il "lusso esperienziale". Consiste nel creare un vero e proprio storytelling fisico per il consumatore che possa permettergli di credere al Brand. La ragione principale è che ormai il panorama è sovraffollato ed è rinomato il rischio intrinseco della contraffazione.  

Mobile addicted

Dato per assodato che la Generazione Z sia nativa digitale, la conseguenza che ne deriva è che questa generazione sia "digital savvy". È molto skillata in termini di tecnologia e, soprattutto in un Paese come la Cina, ci si deve aspettare che sia molto dipendente dal telefono cellulare. Anche considerato che la Cina è il mercato digitale più vasto al mondo. Ricordiamo che il 57% della popolazione cinese si connette e naviga in Internet ogni giorno. Tra questi 800 milioni di Internet user, 765 milioni si connettono tramite mobile - in percentuale si parla del 95.4%. Per questa ragione i Brand che vogliono approcciare il mercato cinese, e soprattutto la Generazione Z in Cina, è bene che pensino a soluzioni ad hoc per il mobile. Ciò significa ad esempio un web design responsive per la landing page del sito web. generazione z

Sito web cinese di Dior su desktop e su mobile

  Ma non solo, significa anche che le aziende devono prendere in considerazione di essere presenti sulle app più in voga nel mercato del Paese del Dragone.  

Social-commerce in Cina

Come abbiamo ribadito, chi appartiene alla Generazione Z tende ad essere mobile addicted. In particolare, tra le attività più classiche che riguardano lo scenario del mobile ci sono quelle sui social media. Ci sono diverse piattaforme digitali, più o meno famose, specifiche per settori o generiche. Ma ciò che è degno di nota è la trasformazione che la Consumer Journey subisce nel mercato digitale della Generazione Z in Cina. Infatti, l'utente-consumatore cinese si trova immerso in un mercato saturo di informazioni e prodotti che fatica a riconoscere come veri ed originali. Per questo motivo, e anche perché per cultura il cinese tende a dare importanza al parere del gruppo, l'attività sui social media diventa cruciale nelle prime fasi del processo d'acquisto.   https://www.east-media.net/guanxi-relazioni-business-cina/   Sui social media l'utente della Generazione Z in Cina può farsi venire delle idee di acquisto grazie a foto e video pubblicati da altri utenti o da Key Opinion Leader di fiducia. Può leggere i commenti e le review di chi il prodotto l'ha già acquistato. Può consultare direttamente l'account ufficiale del Brand a cui è interessato. Dopodiché procede all'acquisto, reso ancora più facile dal momento che alcune piattaforme permettono di farlo in-app. Per questo motivo la Generazione Z in Cina non parla di e-commerce tradizionale ma di "social-commerce". Ad indicare un diverso approccio all'acquisto.  

Little Red Book

Una delle applicazioni che meglio incarna il modello di social commerce è quella che in cinese viene chiamata Xiao Hong Shu (小红书) ed internazionalmente nota come "Little Red Book" o semplicemente "Red". In breve, Red è tra le preferite dalla Generazione Z in Cina, per essere la risposta alle loro esigenze. L'applicazione è nata nel 2013 come guida allo shopping Oltre Muraglia. In pratica, coloro che avevano la possibilità di viaggiare e acquistare prodotti di marca e qualità all'estero utilizzavano questa applicazione per condividere le loro esperienze rispetto ai prodotti. Ora l'idea che sottende l'applicazione è la stessa, ma il bacino di utenza è più esteso e ai Brand è stata data la possibilità di avere un account ufficiale.   Per saperne di più su Xiao Hong Shu e su come alcuni grandi Brand ne stanno traendo vantaggio, leggi l'articolo al link qui sotto. https://www.east-media.net/xiaohongshu-louis-vuitton-digital/  

Douyin

Discorso simile ma non uguale vale per Douyin (抖音) o TikTok. Un'applicazione che dà sfogo alla nuova tendenza che spopola tra la Generazione Z in Cina: i video. Live-streaming e short-video infatti, sono amatissimi dai Gen Z in quanto molto ingaggianti. I Brand posso "giocare" con l'applicazione in più modi diversi: investendo in advertising, attraverso collaborazione con KOL o attivando un account  brandizzato. Ma il minimo comune denominatore tra Xiao Hong Shu e Douyin è però il fatto che anche sull'app dei mini-video è possibile rimbalzare direttamente l'utente sul canale e-commerce.   Per saperne di più su Douyin e su come può essere interpretato come leva di marketing, leggi l'articolo al link qui sotto. https://www.east-media.net/douyin-social-network-cina-digital/ >> LEGGI ANCHE: VLOG IN CINA – IL NUOVO TREND DA CAVALCARE NEL REGNO DI MEZZO?

WeChat mini program

WeChat è forse l'applicazione più conosciuta, tra quelle cinesi, a livello mondiale. Probabilmente però, non tutte le sue funzioni sono note quanto il suo nome. Una di queste in particolare, è poco conosciuta ai più al di qua della Grande Muraglia, ma ha conquistato la Generazione Z in Cina. Si tratta dei mini programmi. Di cosa si tratta? I mini-program di WeChat sono delle mini app all'interno della piattaforma di WeChat che possono assumere diverse forme. Possono essere dei giochi, possono essere usati per prenotare biglietti per il cinema, ordinare da asporto o chiamare un taxi. Ma molto spesso il mini programma è usato come portale e-commerce. Anche i mini programmi sembrano essere stati disegnati su misura per la Generazione Z in Cina. Tant'è vero che i numeri lo confermano: il 32% degli user che approdano su mini program di e-commerce appartengono a questa fetta di popolazione. generazione z

Dior Mini Program di e-commerce

  Per saperne di più sui Mini Program di WeChat, leggi l'articolo al link qui sotto. https://www.east-media.net/wechat-mini-program/  

La Generazione Z in Cina

Quando si rivolge lo sguardo verso un Paese lontano, sia dal punto di vista geografico ma soprattutto culturale, è necessario studiare a fondo il mercato e le sue peculiarità. Non è detto che ad uno stesso segmento demografico, in Paesi diversi, corrispondano esigenze analoghe. Lo abbiamo visto per la Generazione Z in Cina. Un target al contempo esigente e promettente con caratteristiche proprie. Il panorama digitale cinese è diverso da quello a cui siamo abituati ed è molto variegato. Xiao Hong Shu, Douyin o WeChat sono solo alcune delle applicazioni che vale la pena menzionare. Così come la tendenza del social commerce. Per ogni target ci sono delle specifiche da conoscere, che se colte come opportunità possono determinare il successo di una strategia di internazionalizzazione.   mini-program

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Xiaohongshu: anche Louis Vuitton investe sul social commerce cinese

  Anche Louis Vuitton ha debuttato su Xiaohongshu. "The Little Red Book", una delle piattaforme digitali cinesi che più sta diventando popolare, è un social commerce. Un connubio tra un social media e un marketplace. Avere un account ufficiale su un'applicazione come Xiaohongshu permette di avvicinarsi al consumatore cinese, con una strategia di marketing e comunicazione mirata. Nelle prossime righe, vi spieghiamo cos'è e come funziona Xiaohongshu. La piattaforma su cui ha scommesso anche Louis Vuitton e alla quale le aziende italiane interessate alla Cina dovrebbero guardare.    

Cos’è Xiaohongshu?

Conosciuta come “Little Red Book”, o in italiano “il Piccolo Libro Rosso”, Xiaohongshu è tra le più popolari applicazioni di social commerce sul panorama cinese. È nata come shopping guide oltre Muraglia. Una sorta di guida all’acquisto di prodotti, soprattutto premium, di brand internazionali. Integra alla sfera dei social media quella dell’e-commerce con la sezione RED Mall. In altre parole, è un incrocio riuscito tra Instagram, Pinterest e un e-commerce.  

Segni particolari

  • Il rosso non è il suo unico colore distintivo. Xiaohongshu è rosa tra gli user: quasi il 90% sono donne;
  • Il 60% degli user sono giovani, Millennial o Generazione Z e più del 70% vivono in città di prima fascia (Shanghai, Pechino, Chongqing, ecc) o di seconda (Suzhou, Nigbo, Nanjing, ecc);
  • È considerata affidabile dagli utenti cinesi per i contenuti di qualità;
  • È una piattaforma supportata sia da Alibaba che da Tencent;
  • È numero #1 per gli acquisti cross-border;
  • Due trend, in particolare, confermano il suo successo: il cosiddetto Lifestyle Upgradeossia la preferenza di prodotti premium, e la tendenza dei consumatori cinesi a fidarsi soprattutto del passaparola e delle recensioni online.
 

Come funziona?

Xiaohongshu è uno spazio digitale, sul quale gli utenti possono condividere gli stili di vita e le aziende i prodotti. Le funzionalità però sono doppie, rispecchiando la doppia natura di social media e marketplace. Di solito, gli user accedono ai tradizionali e-commerce per cercare un prodotto che già hanno in mente. Sui social commerce come Xiaohongshu, invece, si accede per curiosità come si farebbe su un classico social media come Instagram. La differenza, e il quid in più, si ha quando le due piattaforme si incontrano. Nel momento in cui un utente, per passatempo, scorre la home della piattaforma, si ferma sul post di un prodotto, clicca, vede i commenti, si convince e procede all’acquisto.   Secondo questo modus operandi e considerati i 200 milioni di utenti, Xiaohongshu è diventata uno step quasi imprescindibile del customer journey del consumatore cinese. Oltretutto è un'applicazione aperta. Chiunque può interfacciarsi, anche senza registrarsi. I post che appaiono sono quelli delle persone seguite, di quelle nelle vicinanze o vengono mostrati sulla base delle preferenze dell’utente. Per il fatto poi, che l’app è nata con l’intento di essere una guida allo shopping, i post e i commenti vogliono “educare” l’utente su un certo prodotto, più che fare vera e propria pubblicità. Di conseguenza, si crea un forte engagement, tra chi pubblica, chi visualizza e il brand che sta dietro al prodotto consigliato. Ma non sempre il brand è presente ufficialmente sulla piattaforma.   Xiaohongshu 

N.B.  per i Brand Internazionali

Avere un account ufficiale su Xiaohongshu è come poter scegliere di pescare un jolly. Magari si può vincere anche senza, ma con il giullare le possibilità aumentano. Il jolly in Cina è la fiducia. Far breccia nel cuore dei consumatori cinesi, significa anche portarli a fidarsi del brand. È una questione culturale, ma non solo. Sono molto sensibili ai commenti sui prodotti o sui brand. Cercano rassicurazioni nelle opinioni di chi il prodotto l’ha già acquistato, così come nei KOL. Abituati a confrontarsi con un mercato ricco di offerte, ma anche di prodotti contraffatti, prima di finalizzare gli acquisti verificano informazioni e qualità da diverse fonti. Tra le preferite, appunto, Xiaohongshu.   >> LEGGI ANCHE: GUANXI: LA FORMULA SEGRETA DELLE RELAZIONI CON LA CINA   L’app permette alle aziende di crearsi una reputazione tra i consumatori del Paese del Dragone. Specialmente se ci si affida agli influencer ufficiali, che aumentano la visibilità, la credibilità del brand e il raggio d’azione del marketing su Xiaohongshu. Per le marche internazionali non ancora presenti sul mercato cinese, Xiaohongshu è anche una scelta per testare il terreno. Almeno per il momento, i costi iniziali sono minori rispetto a quelli di altre piattaforme e i requisiti per avere un account ufficiale su Xiaohongshu sono meno costringenti. Anche i tempi di attivazione sono più brevi.   Il motivo principale che spinge pure i grandi marchi del lusso mondiale ad investire su questo social commerce resta però “il contatto”. Le case del lusso, stanno cercando di affinare le strategie per approcciare i mercati come la Cina: è considerato il mercato Luxury più giovane. L'80% dei prodotti high-end sono acquistati da under 40, per lo più nativi digitali e Xiaohongshu si inserisce in questo contesto come lo strumento utilizzato per decidere cosa acquistare. Avere una presenza su una piattaforma di questo tipo, nata poi per lo shopping oltreoceano, è quindi un tentativo efficace di avvicinarsi al cliente del Regno di Mezzo.   Xiaohongshu

L'esempio di Louis Vuitton  

La casa di moda della Ville Lumière, è considerata una delle aziende più esperte nel digital cinese. Già quattro anni fa aveva stretto una collaborazione con l’influencer Gogoboi sull’account Weibo per la promozione e il commento della Paris Fashion Week nel Regno di Mezzo. Nel 2018 invece, con VVV, legato all’exhibition "Louis Vuitton Volez, Voguez, Voyagez" di Shanghai, aveva vinto il premio per il miglior mini-programma di WeChat.   >> LEGGI ANCHE: MINI-PROGRAM DI WE CHAT: L'ASSO NELLA MANICA DEI BRAND - La caccia al tesoro di Louis Vuitton   Louis Vuitton è una delle poche aziende luxury ad avere una presenza ufficiale su Xiaohongshu, ed è tra le più attive. Si affida ad influencer e KOL del calibro di Tao Liang, nonché Mr.Bags, Dilraba Dilmurat, attrice cinese, e Chengcheng Fan, fratello minore di Fan Bingbing. Figure che danno fiducia al consumatore, in linea con la cultura cinese che da valore al passaparola e alle opinioni social nelle decisioni di acquisto.   I brand del lusso sono costantemente oggetto di discussione su Xiaohongshu, dove i prodotti sono spesso venduti da terze parti. La Maison parigina, un anno fa era tra le più discusse dagli influencer anche senza aver lanciato la propria pagina. Con la mossa di aprire un account ufficiale, Louis Vuitton si è creata la possibilità di avere un dialogo diretto con gli user, attraendo anche maggiore attenzione dai potenziali clienti.     

Insight per il Made in Italy

Le aziende italiane non dovrebbero perdere di vista cosa accade in mercati di notevole importanza come quello cinese. Importanti per innumerevoli motivi: una classe media emergente, trainanti nel digital, con una popolazione che permette di fare della legge dei grandi numeri un'opportunità di business. In Paesi come la Cina i mobile disruptors come Xiaohongshu possono rivoluzionare lo scenario digitale in brevissimo tempo. Il "piccolo libro rosso", etichettato come unicorno, è valutato 2,7 miliardi di euro.   La Cina è un mondo sostanzialmente diverso da quello che chiamiamo occidentale. Sotto moltissimi aspetti. Il più impattante per i business italiani è forse quello digitale. Lo "Scudo D'Oro" cinese, il Great Firewall, ha contribuito a far sì che gli 800 milioni di user diventassero addicted a piattaforme sconosciute ai più, anche in Italia, come Baidu, WeChat o Weibo. Avere una visione a 360 gradi e approfondita permette di avere approcci mirati e strategie efficaci.   mini-program

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A partire dal 18 luglio Amazon si ritirerà dalla Cina, il primo mercato online al mondo. Il colosso statunitense non fornirà più servizi sul suo sito Amazon.cn e i consumatori non potranno più acquistarvi prodotti da venditori terzi cinesi. Tale decisione nasce dall’incapacità dell'azienda di competere con i principali player dell’e-commerce cinese, Tmall e JD.com. I clienti cinesi potranno comunque continuare a comprare prodotti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca e Giappone. Inoltre, i venditori locali potranno continuare a vendere prodotti su mercati esteri. Questa decisione deriva dalla volontà del gruppo di focalizzare il business in Cina sul commercio cross-border che, secondo Amazon, sta ricevendo grandi riscontri dai consumatori cinesi. Infine, il gruppo manterrà operativa la sezione Amazon Web Service, consentendo la vendita di scaricabili Kindle e di contenuti digitali. (Foto in apertura tratta da IC photo)  

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

 

Il percorso di Amazon in Cina

Amazon ha fatto il suo ingresso in Cina nel 2004, acquisendo Joyo.com, al tempo il principale rivenditore online di libri, per 75 milioni di dollari. Nel 2008 Joyo.com occupava il 15% del mercato e-commerce cinese, una quota di tutto rispetto. Successivamente, nel 2011, la piattaforma ha preso ufficialmente il nome di Amazon China. Al contempo l’appeal del brand è cominciato a calare fino a toccare, nel 2018, lo 0,6% delle vendite online in Cina. Una percentuale del tutto irrisoria se paragonata al 61% di Tmall. Da qui la decisione di fare un passo indietro.  

I punti deboli di Amazon 

Ci sono diverse ragioni dietro alla parziale sconfitta della corporate statunitense sul mercato cinese. Dall’eccessiva fiducia nella propria strategia di mercato, alla propensione del consumatore cinese per i siti locali. Il problema principale, però, è stata l’incapacità dell'azienda di inserirsi sul mercato cinese con una strategia localizzata. Una volta acquisito Joyo.com, infatti, Amazon ha sostituito il management originario e lo ha subordinato all’headquarter statunitense. Il risultato di tale scelta è stata una strategia operativa allineata a quella internazionale, ma poco adeguata al mercato cinese e alle aspettative dei suoi consumatori. Innanzitutto, Amazon China ha deciso di mantenere lo stesso layout su tutti i mercati, compresa la Cina. Il risultato è stato quello di offrire un’esperienza di acquisto poco affine alle abitudini dell’utente cinese. Come dichiarato da Marcella Gao, China Digital Marketing Specialist di Triboo East Media: “L’interfaccia di Amazon China è molto confusionaria. Le pagine dei prodotti sono troppo ricche di informazioni e disorientano l’utente. E' complicato captare le informazioni importanti e ciò rallenta l’esperienza di navigazione dell’utente.” Gli e-commerce cinesi hanno un’interfaccia ben strutturata. Le informazioni dei prodotti sono divise in sezioni e facilmente rintracciabili. L’utente cinese, infatti, sa perfettamente come muoversi all’interno della pagina per trovare i dati di cui ha bisogno. In Amazon China, invece, le informazioni non sono organizzate in categorie, ma sono riprodotte in modo lineare verso il basso. “Abituati in questo modo, per i cinesi risulta davvero complicato muoversi all’interno delle pagine di Amazon China. Per questo motivo tendiamo a preferire marketplace locali.” ha aggiunto Marcella. [caption id="attachment_9694" align="aligncenter" width="700"] Layout di Amazon. Prodotto ricercato: libro "La luna e sei soldi" di William Somerset Maugham[/caption]   [caption id="attachment_9697" align="aligncenter" width="700"] Layout di JD.com. Prodotto ricercato: libro "La luna e sei soldi" di William Somerset Maugham[/caption]   Un altro grande problema di Amazon China è stata la strategia operativa applicata sul mercato cinese. In confronto alle altre piattaforme e-commerce cinesi, Amazon ha prezzi poco competitivi, promozioni inferiori e una logistica poco efficiente. Tutti aspetti a cui il consumatore cinese fa particolarmente attenzione.

> LEGGI ANCHE: MOSCHINO SI AFFIDA A TRIBOO ED EAST MEDIA PER IL DEBUTTO SU TMALL

 

L’importanza della cultura locale

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un’azienda che non ha colto l’importanza della cultura e delle abitudini locali nell’esperienza di business. Quando si approccia un mercato lontano, sia dal punto di vista geografico che culturale, è fondamentale procedere con cautela. Conoscere a fondo le particolarità del mercato, dei suoi consumatori, degli utenti e delle loro abitudini di acquisto è la chiave per poter proporre un servizio adatto e che funzioni. Dare per scontato questi aspetti è l’errore più grande che un’azienda possa fare e Amazon ne è la dimostrazione. Un colosso di tali dimensioni, che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 233 miliardi di dollari, non ha saputo cogliere l’importanza della variabile locale e ha fallito.  

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Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   mini-program

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Tecnica Group ha confermato Triboo East Media come partner digitale per le attività sui diversi marketplace cinesi. L’azienda italiana, leader nel settore dell’equipaggiamento e dell’abbigliamento sportivo, ha deciso di affidare alla divisione specializzata sul mercato cinese e il Far East del gruppo Triboo anche l’apertura di uno store sulla piattaforma JD – uno degli e-commerce più rilevanti in Cina. La decisione è maturata in seguito agli ottimi risultati ottenuti su Tmall per i brand Tecnica e Rollerblade nei rispettivi store online, che hanno registrato un forte incremento delle vendite. In particolare, durante il Global Shopping Festival del gruppo Alibaba, che si tiene l’11/11 in occasione del Single’s Day cinese, nella prima ora il brand Tecnica ha fatturato ben 20.000 euro in scarpe. Mentre da giugno 2018 – data in cui Triboo ha preso in carico anche la gestione dello store su Tmall di Rollerblade – il fatturato del brand ha registrato un incremento del 90% rispetto l’anno precedente.  

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  Come sottolinea Gabriele Barbati, direttore generale della sede di Shanghai, a capo dei progetti e-commerce in Cina, “la rinnovata fiducia di Tecnica Group è la dimostrazione che solo lavorando in comune accordo con il brand, condividendo tutti gli assett, dal marketing alla definizione del piano commerciale fino alla comunicazione online e offline, è possibile raggiungere ottimi risultati”. Triboo East Media si occuperà della gestione completa degli shop online, partendo dal coordinamento dello stock della merce fino all’assistenza post-vendita ai clienti. Il progetto prevede l’apertura di un ulteriore canale e-commerce per il brand Tecnica anche sulla piattaforma Secoo entro la fine del 2018, in accordo alla strategia di presidiare differenti e specifici marketplace in Cina.   TECNICA GROUP

La crescita delle vendite di abbigliamento sportivo nel mercato cinese

La scelta di incrementare gli investimenti in Cina di Tecnica Group non deve sorprendere. Nel Paese del Dragone il mercato dell’abbigliamento sportivo è in forte crescita grazie alle nuove tendenze dei consumatori. Sempre più cinesi si avvicinano a prodotti occidentali in molteplici settori merceologici. Ne sono un esempio il vino, prodotto sempre più apprezzato dagli esigenti consumatori cinesi, il caffè e, più recentemente, anche l’abbigliamento sportivo. Le giovani generazioni benestanti, sull’onda dei trend portati dai paesi esteri, si avvicinano a una nuova cultura fitness. Sempre più attenta al benessere e all’attività fisica, la Cina sta guidando la crescita del settore sportivo nel mondo. Un report di Euromonitor stima che il fatturato del mercato activewear e sportwear in Cina è cresciuto del 12% nel 2017 raggiungendo 26,8 miliardi di euro. E secondo le previsioni raggiungerà i 38 miliardi di euro entro il 2020. Per avere un’ordine di grandezza basti considerare che, secondo le stime, il mercato activewear nella più matura Europa raggiungerà i 53 miliardi di euro nei prossimi due anni.  

I Millennials guidano la crescita e definiscono le nuove tendenze

Sono i millenial, in particolare, a trainare la crescita del settore di abbigliamento sportivo. Una generazione che secondo i dati di Forbes si attesta a 400 milioni di persone, più degli abitanti degli USA. I prodotti di abbigliamento non si limitano a essere utilizzati nei momenti di allenamento. La tendenza guidata dai giovani cinesi porta il loro utilizzo anche nella quotidianità. Ciò giustifica la scelta del brand Tecnica di proporre i propri prodotti anche su una piattaforma e-commerce come Secoo, solitamente dedicata al luxury. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nell'estratto del Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     Marketing in Cina 2018

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Single Day 2018: le 10 pubblicità più cool dell'evento da 30 miliardi

  Ieri si è tenuto il decimo Single Day di Alibaba. I numeri usciti sul web sono sorprendenti: solo nei primi 60 secondi le vendite sono state pari a 1 miliardo. Il fatturato di questa edizione ha pienamente superato quello dell’anno scorso, superando i 30 miliardi di dollari (+ 20% rispetto al 2017). In questo articolo attraversiamo un po’ la storia e il contesto della ricorrenza web più chiacchierata al mondo e le best practice aziendali degli ultimi anni.

 

E-commerce in Cina: com’è nato il Single Day?

Le potenzialità dell’e-commerce in Cina non sono certo una novità. E’ ormai da qualche anno che gli esperti di settore non fanno altro che rimarcare l’importanza della presenza online nel paese del Dragone. Nonostante questo, sono molti i brand che non colgono l’occasione e restano all’angolo, guardando i competitor fatturare l’impossibile in un solo giorno. Con i suoi celeberrimi 800 milioni di utenti digitali, la Cina ha un potenziale bagaglio di consumatori quantitativamente e qualitativamente molto importante: sono sempre più numerosi anche i cinesi appartenenti alla classe media e medio-alta.  

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  Una strategia di marketing internazionale completa deve prevedere non soltanto l’adattamento del marketing mix in tutte le sue declinazioni, ma un’attenzione puntuale al calendario commerciale del paese di sbocco. In Cina il giorno da segnare sul calendario è l’11/11, o Single Day. Nato negli anni ’90, il Single’s Day (光棍节,Guānggùn jié) è una festività non ufficiale che ricorre ogni anno l’11 novembre: la rappresentazione 11/11 ricorda visualmente due figure separate.  
Single Day 2018
  Mentre in origine erano solo i single a festeggiare l’11 novembre, oggi tutti quanti aspettano questa data, che coincide con il Global Shopping Festival: che siano fidanzati o no, i cinesi inseguono le promozioni di Alibaba. Dal 2008 il colosso cinese dà il via a una giornata estrema di saldi online, sul portale Tmall. Ma come fare a sfruttare a pieno le potenzialità di questa ricorrenza? Indubbiamente abbracciando la cultura e lo stile cinese! In occasione del Single Day è ormai da qualche anno che i brand si cimentano in grafiche e testi super chinese-friendly. E lo fanno alla maniera di Jack Ma: con banner “testa di gatto” (Maotou), a ricordare il celeberrimo simbolo di Tmall, un gattino. Di seguito le migliori pubblicità degli ultimi anni.

 

#10 GAP (2017)

 
Single Day 2018
Gap va premiata per la grafica: è una sciarpa a delineare i confini del gatto stilizzato di Tmall. La sciarpa, che è uno dei prodotti più venduti del brand in assoluto, abbraccia un gruppo di 4 persone. Decimo posto perché a voler essere davvero chinese-friendly i volti potevano essere quelli di consumatori cinesi.

 

#9 Tampax (2017)

 
Single Day 2018
  Nona posizione per Tampax, che ha fatto un ottimo lavoro sia in termini di grafica che di testi. Le orecchie del gatto sono rese da un’onda cavalcata da una giovane donna che usa un tampax come surf. Un po’ kitch? Ma il messaggio (in alto a sinistra del banner) è super positivo: “viaggia nel nuovo mondo” (con un tampax)!  

#8 Pinko (2017)

 
Single Day 2018
Pinko ha fatto un ottimo lavoro su entrambi i fronti: contenuti e grafica. Lo slogan, 爱到出色 (aidao chuse), significa letteralmente “amare a tal punto da tirare fuori i colori”, come dimostra la grafica: dalla modella emergono arancione e blu, come fossero sue emanazioni. Cool!  

#7 Go Pro (2018)

 
Single Day 2018
  La grafica di Go Pro, prima entrata in classifica del 2018, è davvero molto azzeccata. La forma del gatto è resa da una grotta da cui si può vedere il cielo, su cui appare lo slogan “più scopri, più diversità incontri”: sembra proprio abbracciare il concetto di cross-culturalità.

 

#6 M&M’s (2017)

 
Single Day 2018
  Che dire? L’idea di M&M’s è super cool: il gatto è reso da una finestra che da sullo spazio, da cui si affacciano tanti cioccolatini. Gustoso!

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#5 Maserati (2017)

 
Single Day 2018
  Anche il gattino di Maserati è davvero super riuscito. Non soltanto la forma delle orecchie è perfetta, ma anche gli occhi (dati dai centralini informativi) sono identici a quelli del gatto di Tmall. Parfait!

 

#4 Lipton (2018)

 
Single Day 2018
  Lipton, per poco non in Top 3, va assolutamente premiato per la grafica del banner. Il gattino è reso da un coloratissimo bus (rosso, ottimo!) che trasporta frutta. Esotico e davvero piacevole alla vista.

 

#3 Lab Series (2017)

 
Single Day 2018
  Il banner di Lab Series, oltre ad essere visivamente gradevole e azzeccato (la mascherina blu è un gatto perfetto) ha un claim super studiato: i caratteri che lo compongono, 理想型蓝 (lixiang xinglan), significano letteralmente “aspirazione ad essere un blu fashion” (il blu è il colore del brand), ma la cosa simpatica è che 型蓝 (xinglan) è un gioco di parole sonoro che ricalca il senso di 型男 (xingnan), cioè uomo bello e alla moda, che poi, è il target del brand!

 

#2 Coca Cola (2018)

 
Single Day 2018
  Si sa che Coca Cola è sempre tra i migliori in termini di practises, specialmente in Cina. Al di là del suo naming cinese(可口可乐, kekoukele, che oltre a ricalcare il suono significa bevanda gioiosa), anche il suo banner è super carino. Coi colori del rosso tipici del brand, Tmall e le festività cinesi, le orecchie sono formate dal capo di due persone che condividono una bottiglia. Davvero carina.

 

#1 Gilette (2017)

 
Single Day 2018
  Al primo posto di questo biennio di banner c’è un brand forse inaspettato, ma che ha realizzato una “testa di gatto” davvero simpatica: Gilette. Graficamente, il gatto è reso con uno specchio, da dove si osservano due volti cinesi di padre e figlio: un momento di condivisione familiare intimo e cross-culturale, dati i tratti somatici dei visi. Il claim, poi, è il colpo di grazia: un gioco di parole, 无可剃代 (wuke tidai), cioè “non si può fare a meno di rasarsi”, il cui suono è uguale a quello del sintagma 无可替代 (wuketidai), cioè “insostituibile”. In poche parole la lametta insostituibile. Chapeau!  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF. Marketing in Cina 2018

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Jack Ma ha intenzione di lasciare la guida del gruppo Alibaba da lui fondato. La notizia, anticipata da un'intervista del "The New York Times" lo scorso weekend a mercati azionari chiusi, viene oggi ufficializzata dallo stesso Gruppo cinese. Ma diversamente da quanto anticipato dalla stampa internazionale, Jack Ma non si ritirerà subito in pensione. Il fondatore di Alibaba resterà al timone del Gruppo fino al 10 settembre 2020, data in cui ricorrono i 20 dalla nascita di Alibaba. In questo ultimo anno, Jack Ma ricoprirà il ruolo di direttore esecutivo e affiancherà Daniel Zhang, l'attuale amministratore delegato, che prenderà il suo posto in qualità di presidente del gruppo Alibaba. Jack Ma, classe 1964, ha dichiarato all'importate quotidiano americano che non vuole morire nel suo ufficio, ma in una spiaggia. Dichiarazione che ha subito fatto pensare a un ritiro dagli affari... In realtà l'imprenditore cinese nei prossimi anni vuole rafforzare il suo impegno nell'allevare talenti e investire nei giovani. E seguire nuovi sogni, ovvero progetti che ha nel cassetto.  

I consigli di Jack Ma per avere successo e soddisfazione nella vita

D'altra parte, oggi Jack Ma ha "solo" 54 anni e come ha lui stesso dichiarato, si sente ancora giovane per andare a oziare su una spiaggia caraibica. Per questa eventualità vorrà forse aspettare altri 6 anni, fino al compimento dei 60 anni, età da lui indicata a partire dalla quale ogni persona dovrebbe dare priorità al proprio benessere fisico e mentale. Di seguito vi proponiamo i consigli che il più famoso imprenditore cinese ha elargito per ottenere successo e soddisfazione nella vita.
  • A vent'anni impegnatevi nello studio, a 25 anni iniziate a lavorare e fate errori, a questa età potete cadere e rialzarvi senza conseguenze. Se scegliete una grande azienda acquisirete i processi, se invece optate per una piccola realtà imprenditoriale apprenderete la passione di fare molte attività diverse in una giornata. La cosa più importante è che riusciate a identificare la vostra guida, dalla quale imparare il più possibile. Non è importante il campo dove agirete, ma quante cose può insegnarvi il vostro capo.
  • Dai 30 ai 40 focalizzatevi sulla professione, lavorate su voi stessi.
  • Dai 40 ai 50 anni non tornate indietro, non cambiate direzione, è troppo tardi. Diventate semplicemente i più bravi in quello che già state facendo.
  • Dai 50 ai 60 investite nei giovani, allevate talenti e trasferite informazioni.
  • Dai 60 anni in poi la priorità è il vostro benessere, fisico e mentale. Andate al mare!
 

La lettera che Jack Ma ha scritto agli azionisti e suoi collaboratori

Cari clienti di Alibaba, Aliren e azionisti, oggi, in occasione del 19esimo anniversario di Alibaba, sono lieto di condividere una notizia con voi: con l’approvazione del Consiglio di Amministrazione, tra un anno in data 10 settembre 2019, in occasione del 20esimo anniversario di Alibaba, l’amministratore delegato Daniel Zhang prenderà il mio posto come presidente del consiglio di amministrazione di Alibaba Group. Per i miei ultimi 12 mesi come direttore esecutivo, affiancherò Daniel per assicurare una transizione fluida e senza intoppi. Successivamente, rimarrò nel Consiglio di Amministrazione fino al prossimo incontro degli azionisti nel 2020. Ho dedicato molto impegno e preparazione in questo piano di successione per ben 10 anni. Sono felice di annuncialo oggi grazie al supporto di Alibaba Partnership e del nostro Consiglio di Amministrazione. Vorrei anche ringraziare tutti voi colleghi e le vostre famiglie, perché la vostra fiducia e il vostro supporto negli ultimi 19 anni ci hanno portato a questo giorno con forza e sicurezza. La transizione dimostra che Alibaba ha fatto un salto di livello nel governo d’impresa: da una compagnia che fa affidamento su gli individui, ad una costruita su un eccellente sistema organizzativo e su una cultura di sviluppo delle risorse umane.     [caption id="attachment_8778" align="aligncenter" width="800"]Jack Ma Jack Ma durante la seconda edizione della Xi Philanthropy Conference, tenutasi lo scorso 5 settembre[/caption]     All’epoca della fondazione nel 1999, il nostro obbiettivo era di costruire una società che potesse rendere fiero il nostro paese e il mondo intero e che potesse attraversare secoli di storia, durando 102 anni. Ciò nonostante, sapevamo che nessuno avrebbe potuto restare a capo della compagnia per 102 anni. Alibaba avrebbe dovuto essere fondata su una solida governance e una forte cultura aziendale, su coerenza e costanza nello sviluppare talenti. Nessuna compagnia può affidarsi unicamente ai suoi fondatori, e io lo so bene. A causa dei limiti che il fisico impone alla nostra abilità ed energia, nessuno di noi può assumersi le responsabilità di un presidente e AD per sempre.   

> Leggi anche: come guadagna il gruppo Alibaba, i segreti del colosso cinese

  10 anni fa ci siamo posti questa domanda: in che modo potrebbe Alibaba ottenere una crescita sostenibile dopo che Jack Ma lascerà la compagnia? Credevamo che il solo modo di risolvere il problema della successione della dirigenza era di creare un sistema di governance basato su una cultura unica e meccanismi di sviluppo di talenti e successori. Negli ultimi 10 anni, abbiamo continuato a lavorare su questi aspetti. Essendo stato formato come insegnate, sono davvero fiero di ciò che ho ottenuto. Tutti gli insegnanti desiderano che i propri studenti li superino. La mia responsabilità è lasciare giovani talentuosi rilevino i ruoli guida nella compagnia, così che possano portare avanti la nostra missione di “rendere semplice fare business ovunque”. Realizzare il nostro obbiettivo per aiutare piccole attività, giovani e donne in tutto il mondo è ciò che più mi appassiona. Non solo è il nostro intento sin dal primo giorno, ma mi sento onorato di avere questa opportunità. Concretizzare il sogno dietro questa missione richiede la partecipazione di molte più persone del solo Jack Ma e uno sforzo continuo da parte di tutte le generazioni di Aliren.  

> Leggi anche: Moschino si affida a Triboo ed East Media per il debutto su Tmall

  Alibaba è fantastica non solo per i nostri successi o le nostre dimensioni. La cosa migliore di Alibaba è che siamo capaci di unirci per una missione e visione comuni. Il nostro sistema di partnership, la nostra cultura unica e il nostro team talentuoso hanno gettato una solida base per l’eredità della nostra compagnia. Difatti, da quando ho trasferito il ruolo di AD nel 2013, la società ha progredito senza intoppi per cinque anni. Il Sistema di partnership che abbiamo consolidato è una soluzione creativa per una buona gestione e sostenibilità, poiché riesce a superare le difficoltà che si presentano a una compagnia di così grande scala: innovazione continua, successione nella leadership, rendicontazione e continuità della cultura aziendale. Negli anni, per rinnovare il nostro modello di gestione, abbiamo sperimentato e migliorato il bilanciamento tra individui e sistema. Facendo unicamente affidamento sugli individui, o seguendo ciecamente un sistema, non possiamo risolvere i nostri problemi. Per ottenere una crescita sostenibile a lungo termine bisogna ricercare il giusto equilibrio tra sistema, persone e cultura. Ho piena fiducia che il nostro sistema di partnership e gli sforzi intrapresi nel salvaguardare la nostra cultura aziendale, conquisteranno nel tempo l’amore e il supporto di tutti i clienti, collaboratori e azionisti.     [caption id="attachment_8775" align="aligncenter" width="800"]jack ma Daniel Zhang, oggi amministratore delegato del Gruppo Alibaba, designato da Jack Ma quale nuovo Presidente dal 10 settembre 2020.[/caption]     Dalla fondazione della compagnia nel 1999, siamo stati dell’idea che il futuro di Alibaba dovesse dipendere da una fucina di talenti che potesse guidarci con successo. Dopo anni di duro lavoro, Alibaba è riuscita a costruirne una di livello mondiale, in termini di qualità e quantità. L’insegnante che è in me si sente estremamente fiero del nostro team, della nostra leadership e la nostra cultura unica, come anche del fatto che continuiamo a formare leader eccezionali e professionisti come Daniel Zhang.

> Leggi anche: Alibaba da record, quasi 22 miliardi in 24 ore. Vi sveliamo i segreti del successo

  Daniel è nel gruppo Alibaba d 11 anni. Da quando ha rilevato il ruolo di AD, ha dimostrato superbo talento, acume e capacità di leadership. Sotto la sua gestione, Alibaba ha visto una crescita continua per 13 trimestri consecutivi. La sua mente analitica è senza pari, prende a cuore la nostra missione e visione, abbraccia le responsabilità con passione e ha la forza di innovare e testare modelli creativi di business. I media cinesi che si occupano di notizie di relative al business lo hanno giustamente nominato top AD del 2018. Per queste ragioni, lui e il suo team hanno conquistato la fiducia e il supporto di clienti, collaboratori e azionisti. Passare le redini a Daniel e al suo team è la decisione giusta, presa al momento giusto. Lavorando con loro ho potuto constatare che sono pronti e ho totale fiducia nella nuova generazione di leader. Per quanto riguarda me, invece, ho ancora molti sogni da inseguire. Coloro che mi conoscono, sanno che non mi piace adagiarmi sugli allori. Ho intenzione di continuare come socio fondatore di Alibaba Partnership e di contribuire all’attività della compagnia. Vorrei, inoltre, tornare a occuparmi di insegnamento, ciò che amo fare. Il mondo è grande e io sono ancora giovane, voglio sperimentare cose nuove perché nuovi sogni possono essere realizzati. Posso promettervi una cosa: Alibaba non è mai stata solo Jack Ma, ma Jack Ma apparterrà sempre ad Alibaba.

Scarica la guida al digital marketing in Cina

  Lontana geograficamente e culturalmente, in Cina ci sono festività ma anche abitudini differenti. Tutti aspetti che vanno considerati attentamente se si vuole pianificare una presenza realmente efficace in questo mercato. Di questo e molto altro parliamo nella guida al digital marketing, tratta dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2018, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarlo basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.   [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="283"]Marketing in Cina 2018 Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing.[/caption]  

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Moschino si affida a Triboo ed East Media per il debutto su Tmall

  La Cina è il primo paese al mondo per vendite online al mondo e le aziende che si affidano agli e-commerce sono sempre di più. Tra queste anche importanti firme del mondo fashion come Moschino che ha scelto Tmall quale vetrina online per raggiungere i consumatori cinesi. Già presente nel “Luxury Pavilion”, l’esclusiva sezione solo su invito di Tmall, il fashion brand italiano amplia la sua presenza con una vera e propria “boutique virtuale” sulla piattaforma del gruppo Alibaba. Un debutto strategico per Moschino, che punta a raggiungere così una fascia di consumatori in rapida crescita, come quella dei Millennial. Partner di questo importante progetto di Moschino è Triboo, grazie all’impegno congiunto di East Media, recentemente entrata a far parte del Gruppo (leggi qui la notizia), e Triboo Shanghai, la divisione nata per dare un supporto alle aziende sul mercato cinese e unico “Tmall Partner” italiano con sede in Cina.  

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Per Moschino una partnership a tutto campo

  L’impegno di Triboo Shanghai ed East Media ha portato alla realizzazione di un “flagship store” di Moschino su Tmall e alla realizzazione della pagina web moschino.cn, con hosting locale per garantire le migliori performance. Come ha dichiarato Gabriele Barbati, alla guida di Triboo Shanghai, “il nostro coinvolgimento si è esteso anche alla definizione degli strumenti necessari a garantire una gestione ottimale della logistica, dei flussi di stock e degli aspetti amministrativi. Triboo si è impegnata nel gestire lo store management, il customer care e tutte le operation in territorio cinese con il proprio team locale. Inoltre, abbiamo coordinato il photoshooting web e insieme a East Media abbiamo definito i contenuti esclusivi per i canali social e la gestione delle campagne adv”.   Un lavoro di squadra, sottolineato anche da Mauro Comendulli, Amministratore Delegato di East Media: “il progetto per Moschino rappresenta la perfetta sintesi del matrimonio tra East Media e Triboo. Oggi possiamo offrire ai nostri clienti una vasta gamma di servizi, supportando le aziende nell’intero percorso di posizionamento del brand: dalla definizione della strategia fino alla vendita del prodotto con l’apertura e gestione sui principali e-commerce”.  

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[caption id="attachment_8662" align="aligncenter" width="700"]Moschino sito web Una parte della homepage del sito moschino.cn[/caption]

L’e-commerce in Cina: un mercato in forte crescita

In Cina l’e-commerce vale il 17% delle vendite totali retail. Ma si prevede che entro il 2020 possa avere un peso del 42% sulla crescita totale dei consumi. Tanto che le previsioni per il 2018 parlano di 540 miliardi di euro di fatturato, 210 dei quali generati dal solo settore fashion. Bastano questi numeri per capire quanto oggi sia importante per le aziende italiane investire nelle vendite online.  

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  Come il panorama dei social network cinesi (dominato da WeChat e Weibo), anche quello dei marketplace è piuttosto differente da quello occidentale. I più popolari sono sicuramente Tmall e JD, ma esistono altre piattaforme che permettono di raggiungere settori specifici del mercato o di nicchia. E' il caso, per esempio, di Secoo, e-commerce per il mondo del lusso, con uno scontrino medio di 400-500 euro. Oppure realtà emergenti come Pinduoduo che sta conoscendo successo specializzandosi nel target delle mamme. Ogni piattaforma offre servizi e ha caratteristiche esclusive che vanno valutate attentamente in base al posizionamento del brand e al target di riferimento.

Una strategia integrata tra e-commerce e canali social

  Fondamentale quando si parla di Cina ed e-commerce è pianificare una strategia di comunicazione che supporti il canale di vendita online. Un discorso che può apparire forse scontato se il brand/prodotto non è ancora conosciuto sul mercato cinese, ma che vale anche per quelli affermati. I consumatori cinesi sono piuttosto diffidenti e prima di finalizzare un acquisto verificano da più fonti la validità (e originalità) di un prodotto.  

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  Per un'azienda è quindi essenziale avere un sito internet correttamente tradotto in lingua cinese e ottimizzato per Baidu, il motore di ricerca locale più popolare (ha il 75% del mercato). Essere presente sui loro principali social network come WeChat e Weibo, e pianificare una strategia di comunicazione che coinvolga anche Key Opionion Leader e influncer (godono di grande credito). Tutto questo ricordandosi di veicolare un messaggio si coerente al proprio brand, ma allineato alla cultura cinese, profondamente differente a quella occidentale.     [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="283"]Rapporto Annuale Fondazione Italia Cina Clicca sull'immagine per scaricare l'estratto dedicato al Digital Marketing tratto dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina[/caption]

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