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Mercati forti per taglie forti: grandi opportunità per il Plus-size in Cina

  La Cina oggi pesa letteralmente di più rispetto a trent’anni fa. Si contano più di 36 milioni di donne sovrappeso, a discapito di quanto invece gli stereotipi possano far pensare. In termini relativi la percentuale di plus-size in Cina non è alta, ma data la dimensione della popolazione (1,4 miliardi), si sta creando una fetta di mercato notevole. Dovuto forse anche ad un ostacolo culturale, le chance per le shopper cinesi di trovare capi d'abbigliamento ad hoc sono piuttosto limitate. Nella scelta, nello stile. Il segmento plus-size in Cina, che ad oggi vale 4,3 miliardi di euro, rappresenta quindi una grande opportunità anche per le aziende italiane del settore.  

Le dimensioni contano

Senza soffermarsi sul problema di salute, la richiesta di abbigliamento femminile plus-size in Cina è reale. Considerati gli 1,4 miliardi di abitanti, ci sono 36,6 milioni di donne che rientrano nella categoria "curvy". L'equivalente di tutto il Canada per intenderci, e si prevede che al 2020 arrivino a 43 milioni. Un mercato che alla fine di quest'anno si stima varrà 4,3 miliardi di euro ma che, proporzionato al numero di potenziali clienti, avrebbe potuto raggiungere i 9,8 miliardi (Coresight Research, NPD Group). Il plus-size ha un trend in crescita, confermato anche a livello globale dal tasso stimato del 4,4% annuo al 2026. Il maggiore nell'apparel femminile.   https://www.east-media.net/triboo-east-media-wechat/   Per dare un'idea dell'opportunità di cui si parla, negli Stati Uniti, dove la popolazione in sovrappeso è pressoché la stessa della Cina, il giro d'affari dell'abbigliamento plus-size aveva già raggiunto i 19 miliardi di euro nel 2016. Va detto però negli USA il mercato è più maturo: ci sono diversi brand che hanno dato alle shopper maggiore scelta. Come Eloquii, specializzato nelle taglie forti, che ha studiato una collezione high-end, con gli stilisti Jason Wu e Teresa Maccapani Missoni. Sul mercato del fashion plus-size in Cina sono però poche le aziende che hanno già scommesso. Tra queste Uniqlo e Zara. Rimane quindi una richiesta di abbigliamento ben confezionato e alla moda da parte delle shopper della middle-class, che ancora non ha trovato una risposta soddisfacente.  

Body Positivity e plus-size in Cina 

Quello del plus-size è un settore destinato a crescere grazie anche al movimento per l’immagine positiva del corpo, nato negli USA negli anni '60, che in tempi più recenti si sta facendo strada anche nel Regno di Mezzo. Ricordiamo che Body Positivity da sempre promuove l'accettazione di forme diverse di bellezza, rivoluzionando gli stereotipi. In Cina, letterature antiche e storie popolari tendevano ad associare l'esilità alla bellezza, il che ha contribuito alla formazione di un modello ideale di "bello". La tradizione confuciana insegnava poi la conformità, perciò il divergere anche dallo standard estetico non era incoraggiato. Il segmento di mercato plus-size in Cina è quindi una porta da aprire, sia dal punto di vista economico, che sociale.   https://www.east-media.net/wechat-mini-program/   Influencers overweight, come Scarlett Hao (nella foto in apertura), Kiu Plus o Naomi Watanabe, si fanno portavoce delle nuove generazioni plus-size in Cina che celebrano standard estetici diversi. Attraverso blog, vlog e post sostengono la community di follower ad avere maggiore autostima, fornendo anche consigli di stile. Non solo, attraverso piattaforme digital come WeChat e Weibo, incoraggiano l'acquisto online. In Cina ci sono pochi retailer fisici con capi plus-size alla moda. Le influencer, anche da oltreoceano come Scarlett Hao che vive a New York, guidano quindi le potenziali clienti sull'e-commerce. L'azione dei KOL è fondamentale, dal momento che grazie alla loro credibilità creano ponti tra clienti e aziende.  

E-commerce: il principe dei canali

Tra i canali distributivi è ancora una volta l’e-commerce a campeggiare: offre maggiore scelta, discrezione, consigli e supporto. È la strategia preferenziale per il plus-size in Cina, considerando anche lo status di primo mercato online a livello mondo. Le shopper possono valutare le review e trovare brand di nicchia, che offrono capi studiati secondo l'età, lo stile di vita o i gusti. Brand cinesi come Garden Lis, MsShe, Muzi Lixiang o Smeilovly hanno capito esattamente come approcciare le plus-size in Cina. Giocano in casa e sanno che l'esigenza delle loro clienti è la stessa di qualunque donna: sentirsi bella. Garden Lis punta al premium, Smeilovly a proporre capi innovativi che facciano sprigionare carisma a chi li indossa. Ognuno di questi brand ha caratteristiche uniche ma c'è un denominatore comune: la forte presenza online. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Per scaricarla basta cliccare sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Il 16 febbraio è una data importante: si festeggia il Capodanno cinese e inizia ufficialmente l'Anno del Cane. Come da tradizione per i cinesi sarà un periodo di festa durante il quale approfitteranno per andare in vacanza. Quello che in occidente chiamiamo comunemente Capodanno cinese è la Festa di Primavera, la più importante festività oltre la Grande Muraglia. Un evento dal quale molti Brand cercano di cavalcarne l'onda e sfruttarne l'aspetto commerciale. Spesso realizzando delle collezioni  "limited edition" che nella grafica richiamano il segno zodiacale di turno. L'obiettivo è quello di  sostenerne le vendite di un prodotto o rilanciarne l'immagine. Delle vere e proprie serie speciali dedicate esclusivamente al mercato cinese che hanno l'intento di strizzare l'occhio ai consumatori cinesi.

> Leggi anche: Turisti cinesi, la grande opportunità per l'Italia

Anno del Cane: diverse critiche ai Fashion Brand

Mai come quest'anno, però, le reazioni dei millennial cinesi non sono state sempre lusinghiere. Sui principali social network come Weibo e WeChat non sono infatti mancate critiche per l'interpretazione che è stata data da diversi famosi Brand. Di seguito vi proponiamo una serie di immagini delle collezioni dedicate all'Anno del Cane che non hanno raccolto pareri sempre positivi.

Gucci

Anno del Cane - Capodanno cinese GucciAnno del Cane - Capodanno cinese Gucci

“Vistoso!” “Siete seri?”

 

Louis Vuitton

Anno del Cane - Capodanno cinese Louis Vitton Anno del Cane - Capodanno cinese Louis Vitton
“Imbarazzanti!!” “Sono comici!!”

Giorgio Armani

Anno del Cane - Capodanno cinese Giorgio Armani Anno del Cane - Capodanno cinese Giorgio Armani

Alcune edizioni realizzate da Armani per il Capodanno cinese nel 2016, 2017... e 2018. Sui social un utente ha commentato in maniera brillante postando la foto qui sotto: "Sappiamo già come sarà il 2019..."

Anno del Cane - Capodanno cinese Giorgio Armani

Estée Lauder

Anno del Cane - Capodanno cinese Estée Lauder

"Mi sentirei molto imbarazzata a usare uno specchio come questo per sistemarmi il trucco in un bagno pubblico".

Il disappunto dei consumatori cinesi era emerso già in passato per le precedenti edizioni speciali.

Anno del Cane - Capodanno cinese Estée Lauder

Dolce & Gabbana

Anno del Cane - Capodanno cinese Dolce e Gabbana Anno del Cane - Capodanno cinese Dolce e Gabbana

"Questo è realmente stile italiano?"

Givenchy

Anno del Cane - Capodanno cinese Givenchy

"Nessuno ha detto a Givenchy che assomigliano ai petardi?" 

Per chi non avesse idea di come sono i tradizionali petardi cinesi può farsi un'idea con l'immagine qui sotto...   Anno del Cane - Capodanno cinese Givenchy   Quelli riportati sono solo alcuni dei commenti poco entusiasti che diverse collezioni dedicate al Nuovo Anno hanno raccolto in Cina. Con Jiaqi Luo, Multilingual Marketing Specialist di East Media, abbiamo provato ad analizzare questi commenti per capire come mai in rete non siano stati accolti così positivamente. "Da questi commenti - dice Jiaqi Luo - emerge che i consumatori cinesi sono dispiaciuti per l'interpretazione a volte sterile che grandi nomi del fashion hanno dato per la collezione dedicata all'Anno del Cane. Agli occhi dei millennial cinesi più critici sembra ovvio che i designer delle diverse Case non hanno posto abbastanza attenzione nello sviluppare questi prodotti rispetto ad altre collezioni. In poche parole l'estetica, la qualità o lo stile non rispecchiano le aspettative che hanno per il Brand".

I consumatori cinesi si sono evoluti

"Dieci anni fa - continua Luo - stampare l'immagine di un'animale su una borsa o una maglia funzionava. Ma nel 2018 i Brand si confrontano con un pubblico differente. I consumatori cinesi non sono solo 'shopaholic', ma imparano molto in fretta a essere 'smart' nei loro acquisti. Utilizzano app per condividere le loro opinioni sui prodotti, comparano i prezzi nei forum, prendono spunto per lo stile dai fashion influencer. Il loro gusti evolvono molto velocemente". Con una società in piena evoluzione, i consumatori cinesi sono diventati più sofisticati nelle loro preferenze e gusti. "Uno stile molto vistoso - sottolinea Jiaqi Luo - con un grosso logo in evidenza era uno status symbol. Ma oggi viene percepito nel connotato negativo di 'nuovi ricchi'  (土豪)". Molti millennial cinesi sono concordi nel credere che i Brand di lusso occidentali non riescano a cogliere nel miglior modo l'estetica cinese. "Per una casa di moda con base in Italia o in Francia è spesso difficile capire la sensibilità estetica del consumatore cinese. Ma per esempio i KOL cinesi del fashion la conoscono bene perché fanno parte dello stesso mondo", precisa Luo. "Un buon esempio di cosa si aspettano i consumatori cinesi arriva dalla collaborazione di Longchamp con Mr. Bag. Essendo lui stesso un KOL, Mr.Bag è un attento osservatore dei trend e analizza cosa piace ai suoi follower".

> Leggi anche: Blogger e influencer: perché in Cina sono così importanti nelle strategie marketing

Anno del Cane - Capodanno cinese Longchamp Anno del Cane - Capodanno cinese Longchamp Come si può notare dalle foto, questa borsa omaggia l'Anno del Cane riportando due impronte. Un messaggio semplice, chiaro e per nulla vistoso. Da notare, inoltre, che sono state stampate solo due impronte e non per esempio tre. Non è un caso: nella cultura cinese il 2 è numero fortunato. In Cina c'è un detto che recita: “Le cose buone arrivano in coppia”. Tradizionalmente si pensa che il doppio porti bene, ecco perché di solito le decorazioni ornamentali sono sempre realizzate in paia (due candele, due statuine…). O perché i nomi dei brand cinesi ripetono spesso lo stesso carattere. Il termine 囍 (shuāng xĭ) è dato dalla ripetizione di喜 (xĭ, gioia, felicità) e altro non vuol dire che “doppia gioia”.

> Leggi anche: Numeri in cinese, la guida al loro significato

Avvalersi di esperti del mercato può fare la differenza

Tornando alle collezioni che non sono state accolte favorevolmente sul web, "rivelano un'immaginazione un po' piatta. Una certa mancanza di interesse nel comprendere un'altra cultura. Chi critica si chiede come sia possibile che i Brand di lusso la cui immagine (e business) dipende dallo stile abbiano realizzato un design così 'banale' per il Capodanno cinese? In molti hanno semplicemente utilizzato degli classici stereotipi orientali", fa notare Luo. Ovviamente non c'è nulla di sbagliato nel riprendere canoni estetici e stereotipi di una cultura per realizzare un prodotto in linea con un mercato. Specialmente se si vuole sfruttare un'opportunità come l'inizio dell'Anno del Cane. Ma come sottolinea ancora una volta Jiaqi Luo, "quando i consumatori vedono chiaramente che il risultato finale manca dell'usuale sofisticazione e qualità che si aspettano dal Brand, la delusione è enorme." Per non cadere in questo genere di errore, ci sono due consigli della nostra Multilingua Martegin Strategist da tenere bene in mente. Validi per ogni settore e non solo nel mondo della moda:
  • collaborare con qualcuno che conosca a fondo la cultura e i trend del mercato di riferimento.

  • Verificare sempre con l'aiuto di un partner qualificato che il prodotto possa corrispondere alle attese del consumatore finale.

 
Da diverso tempo East Media collabora con la Fondazione Italia Cina per importanti iniziative di cooperazione tra i due Paesi. Tra le tante, la  stesura dell'estratto dedicato al Digital Marketing in Cina, raccolto e aggiornato ogni anno nel Rapporto Annuale CeSIF: "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese." Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato e ricevere le ultime novità. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

Quest'anno, per la prima volta dall'inizio della crisi nel 2014, il mercato fashion in Russia mostra segni di ripresa. Vediamo come è cambiato il mercato e il consumatore russo in questi anni.

Non è un segreto che, durante la crisi degli ultimi anni, il mercato fashion in Russia abbia subito un drastico calo delle vendite. Gli anni più duri sono stati il 2015 e il 2016, legati da un forte ribasso del potere d'acquisto dei russi, dovuto alla svalutazione del rublo. Ma le cose stanno per cambiare. Secondo i dati dell'agenzia Fashion Consulting Group, “dal 2016 il 70% dei consumatori russi hanno abbassato il budget per gli acquisti di abbigliamento, scarpe e accessori, mentre il 12% non hanno speso nulla”. Eppure già con la fine dell'anno scorso si sono registrati importanti segnali di ripresa: le esportazioni italiane del settore tessile-moda verso la Russia sono cresciute del 23%.  

> Leggi anche: Russia, in crescita l'export del settore tessile-moda

 

2017, l'anno della ripresa? Sembra proprio di sì

Il 2017 mostra i segni di una leggera ripresa del mercato fashion. Secondo i dati della agenzia russa RBK. Issledovania, “il 2017 chiuderà il bilancio con una piccola crescita pari al 0,2%, mentre nel 2018 possiamo aspettarci una crescita di 0,7%”. Sembrano più ottimistici i risultati dello studio di Fashion Consulting Group: “Se il prezzo del petrolio e del rublo continueranno a stabilizzarsi, le previsioni più probabili sulla dinamica del mercato fashion in Russia, si tradurranno nella crescita del 2-3% rispetto all'anno precedente. Una simile dinamica è prevista anche per il 2018. Purtroppo, non ci si può aspettare una veloce ripresa come dopo la crisi del 2008. Adesso il potere d'acquisto dei russi crescerà lentamente, rapportato alla crescita dei loro guadagni.  

> Leggi anche: East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

  Se nel 2015 e 2016 i consumatori cercavano di risparmiare, adesso più del 50% non indugia più e preferisce spendere. Il fenomeno è dovuto alla stanchezza generale e all'adattamento psicologico a fronte della crisi economica, oltre al fatto che vestiti e scarpe subiscono un deterioramento naturale. Se negli ultimi 2-3 anni, i consumatori non acquistavano, adesso hanno la necessità di rinnovare il guardaroba. Si nota anche un certo ottimismo rivolto verso il futuro, dovuto alla stabilizzazione della valuta nazionale e dei prezzi al dettaglio.  

Il comportamento dei consumatori del settore fashion in Russia

Il principale trend è una predisposizione al risparmio, non solamente per l'aspetto economico. Il consumatore russo è diventato più razionale e consapevole. Lo shopping compulsivo è stato un comportamento degli anni passati.

  • Oggi per vendere in Russia il prodotto deve possedere i seguenti requisiti: un'ampia offerta, “un unico argomento di vendita” (Unique Selling Proposition – USP), originalità dell'idea e storia del brand.
  • Il prezzo rimane il principale fattore determinante per l'acquisto. Adesso, come mai prima d'ora, i consumatori attendono i saldi e vengono attratti dalle offerte speciali.
  • Risparmiare tempo è d'obbligo, nel mercato in crisi e saturo di marchi. Il consumatore deve avere la possibilità di concludere l'acquisto velocemente: vince chi può offrire al cliente una veloce reazione alla domanda sia nel retail online che offline, garantendo velocità sia nell'acquisto che nella consegna.
  • Lo shopping deve essere estremamente comodo e semplice. Punti fondamentali: disponibilità di tutti i metodi di pagamento moderni (compresi quelli online), ottimizzazione del punto vendita (posizione geografica, comodità di accesso, parcheggio, ascensore, etc) alla gestione dei resi.
  • Oggi nel mercato fashion, che comprende l'abbigliamento, le calzature, l'intimo e gli accessori, si presta maggiore attenzione ai materiali. È più che mai attuale il vecchio detto russo: “Non siamo così ricchi per permetterci le cose di cattiva qualità” Il materiale di alta qualità, durevole, resistente, riciclabile e multifunzionale permette di fare acquisti con meno frequenza.
  • L'ultimo trend, arrivato in Russia in ritardo rispetto all'Europa, riguarda una particolare attenzione verso i metodi di produzione dell'abbigliamento e delle calzature: sempre più spesso si sceglie il prodotto “environmentally friendly” tramite l'uso di eco-tecnologie e tecnologicamente avanzato. La produzione non deve inquinare l'ambiente e il prodotto deve migliorare la qualità della vita del consumatore.

Un mercato da presidiare

Dal 2015 molti brand internazionali si sono ritirati dal mercato russo, lasciando spazio ai produttori nazionali. Le sanzioni europee hanno decretato un aumento sensibile della produzione interna a scapito delle importazioni. I produttori russi hanno avuto l'opportunità di arrivare a livelli di sviluppo mai visti.

Ciò nonostante, poche aziende russe nel settore fashion sono in grado di offrire un prodotto, che possa competere con il corrispettivo europeo. Non a caso oggi possiamo osservare un'anomala crescita di vendita dei marchi luxury come Chanel, Prada e Burberry. Questo dimostra che i russi amano sempre il prodotto europeo.

Il primo paese che ha cercato di migliorare i rapporti con la Russia dopo le sanzioni è stata l'Italia. Il “Made in Italy” è sempre apprezzato e richiesto in Russia, anche se oggi il cliente russo è diventato più esigente e non si accontenta solo del marchio.  

Quali canali usare per raggiungere potenziali clienti russi

Per raggiungere i potenziali clienti russi e creare brand awareness, è fondamentale utilizzare i giusti strumenti. Anche quando si parla di comunicazione. Come la Cina, anche la Russia è un mondo parallelo per quando riguarda il settore digital. Piattaforme occidentali molto popolari come Facebook e Google non sono così diffuse in Russia.
Se si escludono le città di Mosca e San Pietroburgo e gli utenti più giovani, la maggior parte dei russi preferisce le piattaforme locali VKontakte e Odnoklassniki. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex, mentre per il servizio di posta elettronica e portale d’informazioni il punto di riferimento è Mail.ru.

>>Leggi anche: VKontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

 
Se si parla di comunicazione e social network in Russia, non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale. Innanzitutto, la lingua russa è piuttosto complessa dal punto di vista lessicale. Molto spesso non è sufficiente far tradurre i contenuti: vanno pensati e rielaborati. Discorso valido anche per il nome del brand: bisogna sempre verificare cosa significa in lingua russa. Inoltre, i russi sono molto pragmatici: il messaggio da veicolare deve essere mirato, diretto e senza fronzoli.

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In Russia il mondo fashion parla italiano: in crescita l’export del settore tessile-moda

Dopo le sfilate di Milano, il mondo della moda è pronto a spostarsi a Mosca: dal 21 al 26 ottobre è di scena la Fashion Week Russia. Un evento nel quale la moda italiana avrà sicuramente grande voce in capitolo con le collezioni primavera/estate 2018. Un'opportunità in più per tutte le aziende italiane del settore. Ancora più del recente passato dato che nonostante l'economia russa sia ancora pesantemente penalizzata dalle sanzioni, mostra incoraggianti segni di ripresa. Come i numeri che arrivano dal mondo del turismo testimoniano, con i russi che sono tornati a spendere e viaggiare: l'Italia è una delle principali mete in Europa.

>> Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

Stando ai dati comunicati dall’Istat, tra gennaio e luglio l’export italiano complessivo è aumentato in maniera importante. Se la Cina si conferma essere la destinazione più dinamica (+26%), la Russia la segue a ruota con una forte ripresa (+23%).

Torna a crescere l'export verso la Russia

Un trend positivo che si ritrova anche nel comparto tessile-moda. Come riporta Sistema Moda Italia, da gennaio a maggio 2017 l’export italiano tessile-moda verso la Russia è cresciuto del 17%. Per un volume di affari di circa 400 milioni di euro. La Russia risulta essere il quinto mercato del tessile-moda in area extra-UE. Addirittura il quarto, se si considera il solo abbigliamento, davanti al Giappone.

>> East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

Il settore della moda uomo è cresciuto del 20%, mentre quello donna – da sempre preponderante – del 7,5%. In crescita anche la moda bebé del 16,5%. Mentre un vero e proprio balzo l’ha fatto la calzetteria femminile, con un +60%, per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro.

Notizie confortanti dalla Collection Premier Moscow

Una conferma che il Made in Italy in Russia è tornato a crescere arriva anche dalla Collection Premiere Moscow (nella foto in alto una sfilata di Elisa Cavaletti all'edizione 2016). La rassegna, che si è tenuta dal 30 agosto al 2 settembre, ha visto 22.900 visitatori, in crescita del 7,5% rispetto al 2016.

>> Vkontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

Positivo è stato il bilancio di Italian Fashion, vetrina del Made in Italy in Russia organizzata da Ente Moda Italia (EMI). Come ha sottolineato anche Alberto Scaccioni, Amministratore Delegato di EMI, “le nostre aziende hanno lavorato bene, valutando positivamente sia la presenza quantitativa sia quella qualitativa dei buyer russi, raccogliendo feedback di apprezzamento sulle nuove collezioni e ordini per la prossima stagione. Devo dire che i risultati raccolti ci hanno confermato un trend netto di ripresa del mercato russo e dei paesi limitrofi”.

Russia: è tempo di tornare a investire...

I numeri record delle esportazioni del 2013, con 11 miliardi, sono ancora lontani. Ma i segnali di ripresa ci sono e vanno colti prima e meglio degli altri. Nel 2016 le esportazioni dell'Italia in Russia sono state pari a 6,7 miliardi di euro, ma per il 2017 si dovrebbero raggiungere gli 8 miliardi. Un traguardo alla portata, considerato che nei primi 6 mesi dell'anno, il volume delle esportazioni è stato di oltre 3,7 miliardi. E le previsioni danno il PIL russo in crescita dell'1,5% per il 2017.

...e promuoversi utilizzando i giusti canali

Per raggiungere i potenziali clienti russi e creare brand awareness, è fondamentale utilizzare i giusti strumenti. Anche quando si parla di comunicazione. Come la Cina, anche la Russia è un mondo parallelo per quando riguarda il settore digital. Piattaforme occidentali molto popolari come Facebook e Google non sono così diffuse in Russia. Se si escludono le città di Mosca e San Pietroburgo e gli utenti più giovani, la maggior parte dei russi preferisce le piattaforme locali VKontakte e Odnoklassniki. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex, mentre per il servizio di posta elettronica e portale d’informazioni il punto di riferimento è Mail.ru. Se si parla di comunicazione e social network in Russia, non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale. Innanzitutto, la lingua russa è piuttosto complessa dal punto di vista lessicale. Molto spesso non è sufficiente far tradurre i contenuti: vanno pensati e rielaborati. Discorso valido anche per il nome del brand: bisogna sempre verificare cosa significa in lingua russa. Inoltre, i russi sono molto pragmatici: il messaggio da veicolare deve essere mirato, diretto e senza fronzoli.

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Oggi il mercato del fashion in Cina si sta sempre più digitalizzando in maniera decisa. Innanzitutto, bisogna considerare che i consumatori cinesi appassionati di moda prestano molta attenzione ai trend più recenti. E proprio sul web ricercano informazioni e offerte sui loro vestiti e accessori preferiti. Uno studio sulle abitudini negli acquisti dei consumatori asiatici, condotto dalla società di ricerche di mercato AIP, ha rivelato che proprio i consumatori cinesi sono tra i più attivi negli acquisti di abbigliamento online.

Un processo di decisione molto lungo

Abituati a doversi confrontare con una miriade di prodotti, i consumatori cinesi sono anche molto lenti nel loro processo decisionale. In particolare se si tratta di acquisti online. I cinesi mettono in atto un processo particolarmente lungo prima di ordinare qualcosa online sulle piattaforme come Taobao o TMall (per citare le più popolari). Inoltre fanno molta attenzione ai prodotti per verificare che non siano contraffatti, abituati a muoversi in un mercato famoso anche per le copie. Per prima cosa osservano le foto pubblicitarie dei prodotti: offrono loro una prima impressione. Poi passano alla descrizione e a tutti i dettagli relativi al prodotto. Per conquistare la fiducia del consumatore cinese è quindi fondamentale inserire una descrizione coerente e dettagliata. Abbiamo quindi detto che i cinesi controllano ogni dettaglio del prodotto a cui sono interessati. Prima di procedere all'acquisto leggono ogni riga delle descrizioni e verificano su più fonti la veridicità delle informazioni. I loro canali di informazione più usati? Siti web, blog e social network.

Il boom del fashion e-commerce in Cina

Secondo la ricerca di AIP, in Cina quasi 6 utenti internet su 10 preferiscono acquistare indumenti e accessori online, oltre il 30% in più rispetto agli utenti della vicina Singapore, per esempio. Ma i cinesi non sono appassionati solo di fashion: negli ultimi anni si è assistito anche a un vero e proprio boom per il settore della tecnologia. Una tendenza confermata dalla crescita degli e-commerce dalla diffusione dei sistemi di pagamento online di aziende cinesi quali Alipay o WeChat pay.  I consumatori cinesi stanno abbracciando uno stile di vita privo di contanti con l’utilizzo di sistemi di pagamento su piattaforme mobile per l’acquisto di qualsiasi cosa: dal cibo al taxi e, soprattutto, per l'abbigliamento. Intervistando oltre 8100 persone, è risultato che oltre il 12% degli studenti dei college già oggi escono di casa senza contanti e il 30% nella fascia di età compresa tra i 23 e i 29 anni tiene in tasca meno di 100 yuan (circa 13,50 euro).   

Pagamenti mobile, un trend in crescita

8 intervistati su 10 dichiarano di aver acquistato online con modalità di pagamento mobile. Tanto che anche nei tradizionali negozi si sta diffondendo rapidamente questa forma di pagamento. I pagamenti mobile si stanno diffondendo un po' in tutti i settori: il 40% degli intervistati ha dichiarato di aver pagato addirittura le bollette online. E grazie agli sconti delle piattaforme per l’acquisto di cibo, i tool per il pagamento tramite mobile si stanno diffondendo anche nella ristorazione. Wechat, l'app leader in Cina, ha in tal senso da anni implementato la funziona wechat wallet che è usatissima. LEGGI QUI ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SU WECHAT WALLET Cos'è e come funziona WeChat Wallet   La diffusione dei pagamenti mobile è veramente varia: 7 intervistati su 10 dichiarano di aver utilizzato il proprio smartphone per ordinare o pagare il conto al ristorante almeno una volta. Questo trend si rivelerà di certo positivo per l’industria digitale globale e in particolare per il settore del fashion: i sistemi di pagamento mobile possono essere utilizzati dai brand emergenti per entrare in nuovi mercati, dove magari non hanno boutique e store, puntando tutto sull'e-commerce ed esperienza di acquisto facile e veloce.   

Un futuro promettente per l'e-commerce della moda in Cina

Questi dati sono da affiancare a ulteriori ricerche in ambito e-commerce condotte dalla Visa nel 2015. In uno studio che ha analizzato gli acquisti online dei consumatori asiatici suddivisi per categorie, la Cina è risultata prima nel settore fashion, con il 62% delle transazioni effettuate su portali online. Con le aziende che sono alla ricerca di nuovi modi di accaparrarsi parte di questa fetta di mercato del fashion in Cina, gli influencers e i social media sono diventati i principali marketing tool. Se si considera le principali fonti di informazione sui prodotti, stando a quanto emerge dalla ricerca di AIP, i social media e gli influencers locali sono al primo posto in Cina: ben 7 intervistati su 10 hanno dichiarato che sono stati fondamentali nella fase decisionale di acquisto. I principali fashion brand nell’e-commerce stanno cercando di cavalcare quest’onda, ad esempio Moonbasa che ha lanciato la propria piattaforma e-commerce di recente, per promuovere l’export dell’abbigliamento statunitense verso la Cina. ecommerce moda in cina   L’industria cinese della moda è in rapida crescita e il trend dei pagamenti mobile la sta seguendo di pari passo, la Cina è destinata a confermarsi sempre di più il principale mercato e-commerce per il settore della moda. >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Archiviata un’altra edizione della Milano Fashion Week è tempo di riflessioni. Mai come quest’anno c’è stata una contaminazione e un grande interesse verso i gusti orientali: lo stile cinese, fatto di opulenza decorativa, ha letteralmente spopolato in passerella. Case di moda come Gucci e Prada hanno presentato collezioni nelle quali sono stai rivisitati ricami e abiti della cultura cinese. Al White, invece, il Salone della moda contemporary, è stata dedicata un’intera area alle collezioni di 15 stilisti arrivati dalla Cina. Il messaggio è chiaro: polmone dell’economia mondiale, la Cina è sempre più il Paese dove volgere la propria attenzione, anche per il mondo della moda che qui può ancora conquistare importanti quote di mercato. Nel 2015 il fatturato dell'export italiano del sistema moda in Cina è cresciuto del 10% rispetto al 2014, ma con un volume di 1,7 miliardi di euro resta ancora lontano da Paesi come Stati Uniti (oltre 4 miliardi) e Francia (più di 5 miliardi). Il potenziale è ancora molto ampio. Come emerge infatti dalla ricerca China Consumer Report di McKinsey & Company, oggi i consumatori cinesi ricercano uno stile di vita elevato che privilegi un alto standard di qualità dei prodotti e dei servizi. Una tendenza che privilegia il nostro Made in Italy, specialmente per quando riguarda il mondo della moda e del lusso. Una grande opportunità che per essere colta richiede però un’attenta pianificazione delle strategie marketing e di comunicazione. Con una popolazione di 1,4 miliardi di persone e oltre 700 milioni di utenti digitali che quotidianamente online si informano, chattano e finalizzano acquisti, la Cina è un mercato altamente competitivo e dispersivo, nel quale i clienti vanno selezionati in linea con i propri prodotti, sfruttando i dati che si possono raccogliere dai canali social ed ecommerce. milano_fashion_week_model_03 Una realtà che ben conoscono aziende di successo in Cina come Furla e Burberry Group. Il brand italiano specializzato in pelletteria nel 2015 ha incrementato per esempio le vendite del 75% ampliando un’offerta dedicata al mercato locale e sfruttando al meglio le potenzialità dei canali digitali cinesi per promuovere l’immagine del suo brand e fidelizzare i clienti già acquisiti.  Burberry Group, invece, ha affidato al modello cinese Wu Yifan la promozione della collezione uomo autunno/inverno 2016 con una campagna specifica sui social network locali che ha portato ottimi risultati. du_yang_milano_fashion_week_03 Rispetto all'Italia è anche molto diverso poi il rapporto che hanno i consumatori cinesi con gli influencer. In una società con una cultura dove la gerarchia è un concetto molto importante e presente in tutti i contesti, i Key Opinion Leader sul web godono di un seguito e di una credibilità maggiore che da noi. Lo sanno bene -  per esempio -  la stilista Alberta Ferretti e Dolce & Gabbana che hanno invitato durante la Milano Fashion Week, Du Yang (nelle foto), ex Miss China 2014 e seguitissima top model sui social cinesi (leggi qui l’esclusiva intervista di East Media). Cercare i giusti influencers locali ha un ritorno di immagine, e quindi di business, molto concreto. Seguiti, visti come punti di riferimento per nicchie di mercato importanti, possono influenzare fortemente l'impatto di un prodotto e di un Brand su un mercato complesso e sfaccettato. Spesso l'utilizzo di un Key Opinion Leader locale può portare molti più risultati che grandi budget adv dispersi su un mercato così grande. D’altra parte, anche gli ultimi studi condotti da McKinsey & Company confermano che i consumatori cinesi durante la scelta di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le aziende proprio nel mondo digital: sito web, social network e influencer. Abituati a doversi muovere in un mercato dove i prodotti contraffatti sono all’ordine del giorno, i cinesi sono molto attenti e prima di finalizzare gli acquisti sono soliti verificare informazioni e prodotti su diversi canali e fonti di informazione. L'acquisto della fiducia è fondamentale. Un altro aspetto da tenere in considerazione nelle strategie di comunicazione è quello cross-culturale. Innanzi tutto la lingua inglese è poco diffusa, quindi è necessario sviluppare siti/pagine sui social network in cinese. I cinesi hanno una cultura profondamente differente da quella europea che li porta ad avere un diverso tipo di umorismo e gusti differenti. Questi ultimi si riflettono, per esempio, anche nei colori e nello stile: i cinesi prediligono una certa vivacità grafica e una maggiore ricchezza di contenuto. Inoltre, sono più interessati allo story telling, al brand dell'azienda (spesso viene associato all'idea di status symbol) piuttosto che non alle caratteristiche intrinseche del prodotto come avviene in Europa. Per conoscere meglio gli aspetti legati alla comunicazione in Cina e approfondire nel dettaglio i diversi canali digitali potete leggere e scaricare (gratis in formato PDF) l’estratto “Il boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina. > Per restare invece sempre aggiornati sulle ultime novità dalla Cina legate a comunicazione e marketing iscrivetevi alla nostra NEWSLETTER    
I KOL (Key Opinion Leader) sono davvero fondamentali per accompagnare le strategie di comunicazione e promuovere l’immagine di un brand in Cina. Tanto che l'ingaggio e la gestione di influencers di settore sono uno dei servizi più richiesti ad East Media. Un’attività che ha raggiunto il suo apice durante la Milano Fashion Week quando Claire Zhou, esperta di fashion e digital pr di East Media, ha accompagnato ad alcuni eventi Du Yang, Miss Cina 2014, ricercata e seguitissima top model cinese. Un’opportunità che ha permesso di conoscere meglio una delle top model oggi più apprezzate al mondo che Claire non ha alcun dubbio a definire come “una ragazza della porta accanto - dalla rara bellezza -  piuttosto che una famosa celebrity, per la sua simpatia e i modi gentili”.  Di seguito vi riportiamo l’esclusiva intervista alla statuaria modella cinese Du Yang che a Claire ha raccontato il suo amore per Milano, la moda italiana e il suo pensiero per il futuro del mondo fashion in Cina. E: È la prima volta che vieni a Milano? Che impressione ti ha fatto la città? D: No, è la seconda volta che vengo a Milano e continua a lasciarmi una bella impressione. Questa volta la mia agenda è stata meno fitta di impegni e ho avuto più tempo per scoprire la città. Milano è pulita e ben organizzata, ci sono aree storiche e moderne: mi piace molto. Mi hanno impressionato le persone: non importa che siano giovani o anziani, sono tutti molto attenti allo stile e vestono alla moda. Sono convinta che Milano si meriti proprio il titolo di “Città della moda”. du_yang_milano_fashion_week_03   E: Quali eventi hai presenziato quest’anno? D: Sono stata invitata da Alberta Ferretti per assistere alla SS17 Fashion Week. Amo questo brand: la nuova collezione mostra uno stile superbo e una grande esperienza nell’utilizzare lo chiffon. Durante la sfilata ho visto diversi capi che mi hanno ricordato alcuni disegni e forme della tradizione cinese usate su cuscini e trapunte. E: Hanno rievocato ricordi della tua infanzia? Non credi che questo stile sia un po’ troppo particolare? D: Sì, mi ha fatto tornare in mente qualche ricordo – dice ridendo. Ma non credo che questo stile sia troppo particolare. L’esercizio stilistico sui capi è interessante. Dimostra che lo chiffon è un tessuto che può essere utilizzato anche in modo alternativo e pratico. Un buon design dà alle persone infinita immaginazione, la possibilità di coordinare i diversi capi e creare nuovi stili. E: Hai tratto qualche ispirazione per  lo stile del tuo abbigliamento? D: Sì! Non solo i capi mi ha dato tante ispirazioni, ma anche gli accessori. Tutte le borse della sfilata erano legate alla vita delle modelle: l’effetto complessivo è un mix tra la classica eleganza europea e uno speciale senso di giovinezza. Con queste borse si ha un’immagine di una donna dalle maniere gentili, ma anche dal carattere forte. du_yang_milano_fashion_week_02 E: Sfilate a parte, hai partecipato a qualche altro evento durante la Fashion Week? D: Sono stata invitata da tre band a visitare i loro showroom e provare le nuove collezioni. Sono dei brand italiani interessati ad aprirsi verso il mercato cinese e per questa ragione puntano molto sullo stile originale e la qualità dei materiali. E: Ci puoi dire qualcosa di più? D: Certo. True Royal è un brand dal forte stile Bohémien. La nuova collezione ha elementi ricercati e i designer hanno posto grande attenzione al taglio. Il genere segue i trend della moda, ovvero: spalle basse e gambe larghe, ma l’originale fantasia rende il brand esclusivo. I tessuti sono estremamente comodi e calzano alla perfezione. Adoro tutti i pezzi di questa collezione. Malloni ha un tocco dello stilista giapponese Yohji Yamamoto. Lo stile è moderno, chic e molto semplice. Questo brand è molto bravo nell’usare colori come blu scuro, bianco e grigio, perfetti per creare effetti favolosi. Mi sono innamorata dei loro abiti: sono “puliti” e semplici, ma ci sono delicati dettagli come i motivi scuri e le sottili linee a contrasto che mostrano tutta l’attenzione posta nella confezione. Personalmente penso che questo brand interpreti bene il mio stile e la mia personalità. Malloni mostra la sua individualità con uno stile semplice e libero, focalizzandosi non solo sui nuovi trend, ma conservando anche elementi della tradizione. Il terzo è Pier Antonio Gaspari che si concentra sulla maglieria. Ogni capo è ricco di morbide curve e diverso dall’altro. Hanno saputo rompere con la tradizionale idea delle maglie aiutando le donne ad accrescere la propria femminilità. du_yang_milano_fashion_week_06 E: Quali sono i tuoi brand italiani preferiti? D: Amo tantissimo Gucci, specialmente in questi ultimi anni. Mi ha sorpreso il nuovo stilista Alessandro Michele: ha un grande talento e ha dato una nuova vita al brand. Mi piacciono molti i disegni ricamati come le api e i serpenti. L’ispirazione arriva dalla natura e questi disegni trasmettono differenti messaggi: le donne non sono solo delicate come un fiore e bellissime,  ma possono mostrare anche la loro forza. Proprio come gli animali ricamati: le api possono produrre il miele ma anche pungere; i serpenti sembrare che stiano dormendo e invece essere pronti all’attacco. I vestiti possono essere classici e chic, ma anche ribelli e cool. E: A giudicare dai tuoi gusti per i vestiti, sei a tua volta una persona “ribelle e cool”... D: (Ride) Spero di avere questo aspetto di forza nel mio carattere, ma sono sicuramente molto femminile. Prima della cena di Dolce&Gabbana ogni invitata ha ricevuto come “aperitivo” uno speciale omaggio: un piccola borsa. Molte persone hanno chiesto perché gli invitati non hanno ricevuto nulla, la risposta della Maison è stata “l’espressione di gioia e sorpresa dipinta sul volto di una donna quando apre un regalo sono il miglior regalo che un uomo possa desiderare”. Credo che questo modo di pensare sia condivisibile da tutti. E: Qual è il tuo parere sulla moda italiana di quest’anno? D: Molte Case di moda, comprese Gucci e Alberta, hanno usato elementi della tradizione cinese come i bottoni e colletti, disegni e colori nelle loro nuove collezioni. Hanno usato sapientemente i ricami, le tecniche di taglio e cucito su vestiti di moderna concezione. Io sono molto contenta di assistere a questo fenomeno, possiamo dire che le Aziende occidentali mostrano il loro apprezzamento per il mercato e la cultura cinese. Molti stilisti cinesi stanno cercando di trasferire elementi distintivi della cultura cinese alla moda, ma mi sembra limitante: credo che ci saranno altre strade più appropriate per comunicare la bellezza della cultura cinese al mondo. Per esempio Dolce&Gabbana è brava a catturare l’attenzione delle persone usando spesso un linguaggio forte per esprimere le caratteristiche della cultura siciliana. D&G è molto colorata e plateale nel raccontare le storie della sua terra. I suoi capi possono essere abbinati con altri della collezione, oppure vestiti da soli con diversi prodotti. Questo brand mostra tutta la sua abilità nella moda dandomi una favorevole impressione emotiva. Le eccellenti performance della moda italiana mi fanno desiderare di più dagli stilisti cinesi. Spero di poter indossare dei nostri capi esclusivi e poterli mostrare al mondo presto. du_yang_milano_fashion_week_05 E: Ci vuoi raccontare degli aneddoti capitati durante questo tuo viaggio? D: Per soggiornare a Milano durante la Fashion Week quest’anno ho preferito un appartamento al posto di un più formale hotel. Questa esperienza mi ha lasciato ricordi indimenticabili. La proprietaria dell’appartamento è una scrittrice. Io sono stata la sua prima ospite cinese e lei era piuttosto curiosa ma anche un po’ preoccupata. Durante i giorni trascorsi nella sua casa abbiamo condiviso molto e il nostro rapporto è diventato sempre più stretto. Ha fatto sì che mi sentissi come a casa mia a Milano. E: Sapeva che sei un’affermata top model? D: Sì, lo sapeva (ride). Ma non mi ha mai trattato in modo speciale. Un giorno, quando ho finito un servizio fotografico e sono tornata a casa mia ha detto: “durante il giorno sei una top model, ma una volta a casa sei una normale ragazza cinese”. E così mi ha invitato a cenare insieme. Ho molto apprezzato il suo modo di trattare le persone, con rispetto, naturalezza e in modo gentile. E: Avrai altre opportunità di tornare a Milano? D: Sì, ci saranno altre occasioni per tornare in futuro perché sto facendo molti servizi fotografici e sfilate di moda. Ci vedremo presto Milano! Per approfondire gli aspetti legati alla comunicazione in Cina e conoscere nel dettaglio i diversi canali digitali potete leggere e scaricare (gratis in formato PDF) l’estratto “Il boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina. Inoltre per restare sempre aggiornati sulle ultime novità vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER.