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Vendere il vino in Cina: perché è fondamentale affidarsi agli influencer

  Un mercato con grande potenziale, quello del vino in Cina, soprattutto per le aziende italiane. Con una crescita del 19% sull'anno precedente, il 2017 ha visto arrivare il valore delle importazioni cinesi di vino a 18,8 miliardi di yuan, vale a dire circa 2,4 miliardi di euro. Grazie al suo minore contenuto alcolico e alla percepita salubrità, il vino è sempre più apprezzato dai consumatori cinesi, che si stanno avvicinando piano piano a un prodotto che nel 2016 rappresentava ancora solo il 5% dei consumi alcolici totali. Il potenziale, come dimostra l’aumento dei volumi delle importazioni del 18% nel 2017, è enorme. Ma bisogna essere in grado di sfruttarlo. E non tutte le imprese (specialmente italiane) sono capaci di farlo.  

L'export del vino italiano

Tra le eccellenze italiane, il vino nostrano è apprezzato in tutto il mondo. Nel 2017 l’export ha raggiunto il valore di 6 miliardi di euro grazie alla crescita del 7% (record storico assoluto), incrementando specialmente negli USA, in Germania e in Russia. In Cina l’aumento è stato considerevole ma senza permettere alle nostre imprese di superare i concorrenti francesi. Perché?  

Vino in Cina: Francia, Australia, Cile e Spagna prima di Italia

Mentre in tutto il mondo il vino italiano è rinomato e conosciuto per le eccellenti qualità, in Cina il leader del mercato è la Francia. Con un valore attestato ai 973 milioni di euro e una crescita del 8%, anche nel 2017 la Francia l’ha fatta da padrone in Cina. Attualmente, la sua market share è circa del 40% delle importazioni totali, con 2.3 milioni di ettolitri esportati. Subito dopo, Australia e Cile. L’Australia, con una crescita del 38% nei volumi (1.44 milioni di el esportati), ha sorpassato ancora il Cile, che invece ha perso l’11% nel volume, esportando “solo” 1.3 milioni di ettolitri. La Spagna, con un export che vale 171 milioni di euro e una crescita del 19%, esporta circa 1.34 milioni di ettolitri l’anno. L’Italia, in quinta posizione, ha un export dal valore molto alto (143 milioni die euro), ma volumi molto bassi: sono solo 375 mila gli ettolitri esportati al fornte di una crescita del 16% in termini quantitativi.   [caption id="attachment_7974" align="aligncenter" width="516"]Vino in Cina Fonte: I numeri del vino[/caption]  

Il consumatore di vino cinese

La differenza fondamentale tra i competitor e le aziende italiane risiede nella strategia. Mentre la Francia è attiva da anni sugli e-commerce e i social media cinesi, l’Italia è ancora poco orientata ad un marketing localizzato sulla Cina. Molto spesso, l’errore che si commette promuovendo in generale prodotti Made in Italy, è di dare per scontato che questi si vendano da soli. Il fatto è che il consumatore cinese, sebbene più maturo e informato rispetto a qualche anno fa, ancora non ha piena consapevolezza del valore di alcune categorie di prodotto. Si pensi solo al fatto che in alcune fiere cinesi la divisione degli stand è semplicemente tra “vecchio mondo” e “nuovo mondo”. Dove nel primo rientrano insieme – senza grosse distinzioni – Italia, Francia, Spagna e via dicendo, e nel secondo Australia, Cile, Stati Uniti, etc.  

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  Pensare di poter vendere il proprio vino semplicemente grazie all’etichetta Made in Italy è poco realistico. In primo luogo perché, come evidenziato da alcuni studi, molti cinesi hanno un’idea vaga di cosa sia italiano, francese o spagnolo, collegando tutto all’idea di Europa (ricordiamoci che l'Italia è grande quanto una provincia cinese!). Quindi spesso nella percezione cinese un vino è Made in Europe, se proprio, e non Made in Italy. In più, per promuovere il prodotto ci vogliono i giusti mezzi, e spesso le piccole imprese non li conoscono. Siano essi i canali social cinesi, WeChat e Weibo, o gli influencer, veri promotori del vino in Cina.  

Vino in Cina: i canali di promozione per il consumatore cinese

Il consumatore cinese, bisogna ricordare, è di gran lunga differente da quello occidentale nel processo di scelta e acquisto. In primo luogo, come già evidenziato, non ha il nostro stesso background culturale, e deve essere informato e fidelizzato in maniera differente. In secondo luogo, tramite canali diversi. Pensando a una corretta strategia dall’inizio alla fine, evidente è l’importanza della presenza sui canali social cinesi, WeChat e Weibo. Account ufficiali, che garantiscano la veridicità delle informazioni contenute all’interno della pagine, e che presentino contenuti ricchi di informazioni interessanti per il target cinese. In particolare, per i cinesi è molto interessante conoscere la storia che c’è dietro a un’azienda (specialmente se si tratta di una storia famigliare caratteristica), il lifestyle italiano e le caratteristiche del prodotto. Molto importante è informare il pubblico anche dei possibili abbinamenti del vino alle portate: i “when to drink” e gli “how to” video hanno enorme successo, specialmente se abbinato ad un vino occidentale oltre ad un piatto nostrano se ne consiglia anche uno cinese.   [caption id="attachment_7989" align="aligncenter" width="351"]Vino in Cina Post sull'account ufficiale di Mezzacorona, azienda vitivinicola italiana. Nel testo si consiglia all'utente con quale piatto cinese abbinare il vino italiano.[/caption]   In generale, la tecnica dello story telling assume un valore fondamentale. Specialmente se utilizzata da un KOL (Key Opinion Leader) cinese, di cui il pubblico si fida in maniera assoluta.  

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Vino in Cina: l'importanza dei KOL

Indicati in italiano con il termine “influencer”, i KOL in Cina sono figure indispensabili per la promozione del brand. Figure di spicco con anche milioni di follower, che nei principali social cinesi consigliano al pubblico che cosa utilizzare e comprare. Il consumatore cinese, a differenza di quello occidentale, non trova fastidiosa la vendita diretta, anzi, molto spesso la ricerca. Non è raro trovare all’interno dei canali dei KOL link diretti all’e-commerce di determinati prodotti da essi sponsorizzati. Ad esempio, se in Italia nel mondo del food qualcuno potrebbe non apprezzare che chef rinomati (come Carlo Cracco o Antonino Cannavacciuolo) siano utilizzati per promuovere prodotti di larga diffusione, in Cina gli influencer sono figure chiave. Sono soprattutto persone “fidate” da cui attingere informazioni e raccomandazioni. Ecco perché, per un prodotto ancora in larga parte sconosciuto come il vino, è imperativo avere un testimonial adeguato che racconti al grande pubblico il suo valore.   [caption id="attachment_7999" align="aligncenter" width="477"]Vino in Cina La differenza tra l'approccio occidentale e quello cinese. Mentre Cracco assaggia il prodotto, l'influencer cinese (Lady Penguin) non solo lo assaggia, ma lo spiega al consumatore[/caption]

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Lady Penguin: un'influencer da 700 mila follower

Per aiutarvi a comprendere le dinamiche di questo tipo di marketing, abbiamo pensato di selezionare due figure chiave tra i KOL cinesi. Parlando di KOL nel mondo del vino in Cina, è imprescindibile citare Lady Penguin. Con una fanbase che su Weibo (una sorta di Facebook-Instagram cinese di grande successo) che supera i 730 mila follower e un canale WeChat collegato direttamente all’e-commerce, Lady Penguin è la figura di spicco ideale per far conoscere il proprio prodotto in Cina. Soprattutto se si pensa che il 45% dei consumatori di vino oggi ha meno di trent’anni. E come raggiungere il target millennial se non via digital? Considerare Lady Penguin una semplice una influencer sarebbe riduttivo. I suoi follower che si abbonano al "Penguin Club" ogni mese ricevono una bottiglia di vino e possono accedere a numerosi benefit. I palati più fini possono poi accedere al più esclusivo  "Vip 2000 Club", i cui membri partecipano a degustazioni di vini di grandi annate. Ma, soprattutto, chiunque può acquistare un vino da lei recensito direttamente sul suo canale e-commerce. In classico stile cinese, la promozione è legata direttamente anche alla vendita. Affidarsi a influencer come Lady Penguin per promuovere e vendere vino in Cina può essere quindi un'ottima strategia.     [caption id="attachment_8017" align="aligncenter" width="690"]Vendere il vino in Cina Una foto di Lady Penguin tratta dalla pagina di Weibo[/caption]     [caption id="attachment_7976" align="aligncenter" width="676"]Vino in Cina La homepage del profilo Weibo di Lady Penguin. Da notare il grande numero di follower (730.565) e la "V" gialla a testimonianza di un account certificato da Weibo.[/caption]   Tra i marchi con cui ha collaborato si annoverano Bacardi e Moët & Chandon. La sua peculiarità consiste nel fornire agli utenti materiali informativi molto catchy per il target cinese: veri e propri tutorial in cui spiega come abbinare i vini, come degustarli, come scegliere i must have. Il suo è un club di fidelissimi, disposti anche a pagare molto denaro pur di rimanere sempre aggiornati dalla “guru” dei vini cinese. Consci della sua importanza nel mondo wine, molte organizzazioni hanno scelto di avviare partnership con Lady Penguin. Tra queste spiccano Wine Australia e Vins de Bordeaux, riferimento per Australia e Francia, leader del settore in Cina. Purtroppo mancano quelle italiane.   [caption id="attachment_7977" align="aligncenter" width="729"]Vino in Cina Introduzione di un post di Lady Penguin dedicato al Barolo e al Barbaresco[/caption]   [caption id="attachment_7991" align="aligncenter" width="753"]Vino in Cina Parte del post di Lady Penguin dedicata alla spiegazione di alcune informazioni su Barolo e Barbaresco[/caption]  

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Antoine Bunel: il KOL europeo

Ma i KOL di successo nel mondo wine non sono solo cinesi, come dimostra il caso di Antoine Bunel, un europeo trapiantato in Cina. Il suo canale Weibo ha 134 mila fan e un ottimo engagement. Le collaborazioni portate avanti da questo giovane chef sono innumerevoli e in diversi ambiti, ma quelle di maggior successo riguardano l’ambito Food & Beverage. Per esempio, per la promozione del flagship store di WMF, noto marchio di prodotti per la cucina, il livestream di Antoine ha ottenuto più di 3,6 milioni di view. Il suo viso ispira fiducia ed è noto in tutta la Cina, anche grazie alle sue numerose partecipazioni in programmi di spicco in Cina (su emittenti del calibro di CCTV4) e in vari online shows su Youku, lo Youtube cinese. Un influencer quale Antoine Bunel associa un prodotto sofisticato come il vino all'immagine di un personaggio "fresco" che ispira simpatia e fiducia. Fondamentale se si vogliono raggiungere soprattutto i millennial, un target giovane da fidelizzare nel tempo. Inoltre, il fatto che sia uno chef permette di comunicare in maniera credibile come un vino possa essere abbinato a un determinato piatto. Non solo occidentale ma anche della variegata tradizione culinaria cinese. Elemento fondamentale, considerato che la conoscenza del vino in Cina è ancora in grande parte limitata.   [caption id="attachment_7978" align="aligncenter" width="690"]Vino in Cina Antoine Bunel in un tutorial pubblicato sul suo canale Weibo[/caption]       [caption id="attachment_7992" align="aligncenter" width="741"]Vino in Cina Antoine durante un'apparizione sul programma 超红 di Youku. Video completo qui[/caption]   In previsione di un programma televisivo che verrà trasmesso in Cina su CCTV4, Antoine Bunel sarà in Italia nel mese di maggio. Alcune puntate della trasmissione saranno realizzate in partnership con delle Aziende italiane che lo hanno scelto per promuoversi in Cina. Nel caso anche voi foste interessati a far parlar di voi, potrebbe essere la giusta occasione per incontrarlo.  

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  La Cina non è mai stata così vicina, ma per raggiungerla ci vogliono i giusti mezzi. E i KOL sono quelli di cui le imprese italiane hanno bisogno per vendere il vino in Cina.
Da diverso tempo East Media collabora con la Fondazione Italia Cina per importanti iniziative di cooperazione tra i due Paesi. Tra le tante, la  stesura dell'estratto dedicato al Digital Marketing in Cina, raccolto e aggiornato ogni anno nel Rapporto Annuale CeSIF: "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese." Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato e ricevere le ultime novità. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Vino in Russia: esportazioni dell'Italia a gonfie vele. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare

Nei primi 8 mesi dell'anno le esportazioni dell'Italia sono cresciute del 45%. Ma il Governo punta a valorizzare la produzione di vino locale per fare della Russia un player del settore

  Che i russi siano amanti del Belpaese non è affatto un segreto. Che lo siano anche dei nostri vini è una piacevole conferma. Stando ai dati diffusi da Wine Monitor Nomisma, nei primi otto mesi le esportazioni del vino italiano in Russia sono cresciute del 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per un valore totale di quasi 135 milioni di euro. Un trend che non deve sorprendere, dato che già il 2016 era stato contrassegnato dal segno positivo. L'anno scorso l'Italia è stato il primo Paese importatore di vino in Russia, con 609 mila ettolitri, per un fatturato complessivo di 189 milioni di euro. Nel 2016 il vino italiano ha dominato il mercato russo con una quota del 29%, distanziando Paesi storicamente forti come la Francia, scesa al 18% al pari della Spagna. Il trend positivo del vino italiano in Russia è stato confermato anche dal successo di Vinitaly Russia, evento che si è tenuto il 20 e 21 novembre a Mosca e San Pietroburgo, con quasi 180 cantine presenti oppure rappresentate da importatori.  

>>Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Anche se i dati sono positivi, c'è ancora tanto da fare... Il mercato del vino in Russia ha ancora grandi margini di crescita, ma per ottenere risultati importanti bisogna lavorare sulla percezione del vino italiano e abbattere le barriere culturali con la Russia. Ne è convinta Stevie Kim, managing director di Vinitaly International che in recenti interviste ha dichiarato: “Bisogna che i russi vengano in Italia a conoscere il territorio. Devono venire a visitare le varie cantine, a conoscere da vicino i vari produttori. Solo così potranno associare il vino non solo a un prodotto alcolico, ma alla cultura, alla storia e al territorio di questo Paese.”   Vino in Russia  

La Russia vuole promuovere i suoi vini

  Un messaggio, quello di Stevie Kim, da recepire perché la Russia vuole puntare sempre più sulla produzione locale per incrementare le esportazioni e sfruttare l'emergente fenomeno dell'enoturismo. I segnali, d'altra parte, sono forti e chiari. Negli ultimi 10 anni il terreno dedicato alle viti è aumentato del 30% raggiungendo gli 85mila ettari. E in una recente intervista a Rossijskaya Gazeta, il ministro dell'Agricoltura Aleksandr Tkachev ha dichiarato che entro il 2020 l'obiettivo è quello di avere altri 50mila ettari di nuovi vigneti. Tanto che l'anno scorso lo Stato per i viticoltori e produttori di vino ha stanziato quasi 36 milioni di euro, contro i precedenti 9,5 milioni.  

>>Leggi anche: Social Network Russia: su quali social conviene fare marketing in Russia

  In Parlamento si sta anche discutendo un disegno di legge per rivedere la legge che vieta la pubblicità di alcolici. La proposta sarebbe quella di una deroga per le produzioni locali come il vino prodotto da aziende russe con vitigni russi. Questo sempre nell'ottica di incentivare la produzione e il consumo interno. Detto che i grandi vini italiani, apprezzati per la loro qualità, non dovrebbero subire contraccolpi, quelli di fascia medio bassa nel lungo periodo potrebbero risentire della concorrenza dei vini russi. Un motivo in più per puntare sulla qualità del prodotto e lavorare sulla percezione del brand per rafforzare il posizionamento sul mercato.  

Vino in Russia: per le Aziende italiane è tempo di agire

  In un quadro così delineato appare chiaro che le Aziende interessate a vendere i propri vini in Russia devono correre al più presto al riparo. Lavorare sulla brand awareness è la chiave per assicurarsi un presidio sul mercato e rafforzare la propria posizione. L'importante, come sempre, quando si parla di Russia, è farsi trovare dove i potenziali clienti andranno a cercare le informazioni. Ovvero le loro piattaforme digitali. Avere un sito tradotto in russo non è sufficiente: deve essere ottimizzato anche per Yandex, il principale motore di ricerca. Anche una pagina ufficiale su Facebook potrebbe non essere sufficiente. Al di fuori di città come Mosca e San Pietroburgo, gli utenti con età superiore ai 30 anni (quelli con maggiore potere d'acquisto) sono soliti usare social network locali come VKontakte. Stante il fatto che ancora oggi è vietato pubblicizzare un prodotto alcolico come il vino, sono diverse le strategie che le Aziende italiane possono mettere in campo per promuoversi. Puntare sullo story-telling, ovvero raccontare l'Azienda e la sua storia, oppure promuovere il territorio sono sicuramente una buona strada. Come lo è affidarsi a blogger russi del settore che sappiano veicolare il giusto messaggio. Un altro percorso può essere quello di comunicare il vino in maniera indiretta, sfruttando l'immagine di altri prodotti o esperienze riconducibili al mondo del vino stesso. Mai come in questo caso, la creatività non ha limiti.      

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Mai come oggi il mondo del vino deve guardare verso Oriente. Dopo la forte crescita dell’export registrata nel 2015 nei principali 8 mercati (che assorbono i 2/3 del consumo mondiale), il 2016 si presta a chiudere con molte ombre e poche luci. Nell’anno in corso, stando ai dati raccolti da Wine Monitor di Nomisma, l’import di vini italiani negli Stati Uniti dovrebbe crescere solo del 2% e subire una vera e propria battuta d’arresto negli UK con un calo del 9% e in Germania (-2%). Unico Paese dove la domanda delle bottiglie italiane continua a essere in crescita - a doppia cifra -  è la Cina: +20%. Un trend positivo destinato a confermarsi (se non aumentare ulteriormente) nei prossimi anni, dato che i consumatori cinesi stanno scoprendo il vino solo in questi ultimi anni. Nel 2015 sono stati 48 milioni i cinesi che hanno bevuto regolarmente vino di importazione (38 milioni nel 2014), ma si calcola che in Cina ci siano 150 milioni di persone potenziali clienti. Un mercato dal grande potenziale, ancora di conquista per le Cantine italiane. Per quanto vini come il Prosecco siano molto popolari in tutto il mondo, l’Italia ha una quota di mercato solo del 5% tra i vini di importazione in Cina. Meglio del Bel Paese fanno Francia e Spagna ma anche Cile e Australia che in questi anni hanno saputo promuoversi e stringere forti partnership. vendere vino online in cina usando i social network Come approcciare il mercato cinese sarà uno dei temi che saranno affrontati durante Wine2Wine, il forum sul business del vino che si terrà i prossimi 6-7 dicembre a Verona presso il Contro Congressi Veronafiere. Nella giornata di mercoledì 7 dicembre saremo presenti anche noi di East Media: Emanuele Vitali e Davide Trabetti illustreranno come fare business con la comunicazione digitale in Cina allo Speaker's Corner dalle ore 13.15. Un argomento di sicuro interesse per tutte le Aziende italiane, al quale abbiamo dedicato una miniguida divisa in due parti che potete leggere direttamente sul nostro blog: “Vendere vino online in Cina” e “Come vendere vino in Cina con i social network”. Nel caso non possiate partecipare a Wine2Wine potete approfondire gli aspetti legati alla comunicazione in Cina e conoscere nel dettaglio i diversi canali digitali (motori di ricerca e social network) leggendo e scaricando (gratis in formato PDF) l’estratto “Il Boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

Il questa mini guida vedremo come vendere vino on line in Cina, dove il mercato vinicolo sta vivendo un vero e proprio boom.

Oggi la Cina è già diventato il 5° consumatore di vino a livello mondiale e il primo nel consumo di alcolici. Il mercato cinese era un tempo dominato dalla birra e dal Baijiu (un distillato di riso) ma, per vari motivi, il mercato e i gusti dei consumatori sono cambiati in maniera decisa. Infatti, sin dagli anni 80 i consumatori cinesi hanno cominciato a scoprire il mercato internazionale del vino ed oggi sono inoltre sempre più attenti alla propria salute, preferendo spesso il vino ai superalcolici. Il vino e gli alcolici in genere vengono consumati soprattutto durante i periodi festivi: la festa della primavera, San Valentino, la festa nazionale, il primo maggio. Molto importante inoltre sapere che vengono acquistati molto spesso come regali, e la tradizione del regalo ha un’enorme importanza in Cina a livello culturale. Il mercato del vino sta diventando via via sempre più importante a livello di numeri e fatturato. Ci sono sicuramente molte opportunità per le case vinicole italiane in Cina ma serve una strategia di lungo termine e un approccio specifico pensato al mercato cinese. Visto che la Cina è un paese dove il Digitale influenza gli acquisti di ben 3 consumatori su 4 (Studio McKinsey 2015) è fondamentale comprenderne le dinamiche. Vediamo alcuni consigli su come vendere vino online in Cina.

Per vendere vino online in Cina devi avere un sito web adattato al mercato cinese

Per una buona SEO hai bisogno prima di tutto di un sito in cinese, con hosting cinese: Baidu, il principale motore di ricerca cinese, non indicizza al meglio i siti web con hosting straniero e scritti in altre lingue. - LEGGI QUI L'APPROFONDIMENTO SULL'HOSTING IN CINA - Il tuo sito web deve inoltre rispettare gli standard cinesi e il gusto cinese: vi sono spesso molte informazioni in homepage, con caratteri piccoli, colori spesso più forti, animazioni e in generale una comunicazione più vivace. E nel sito molti dettagli. Questo è molto importante perché i consumatori cinesi sono soliti ricercare molte informazioni prima di comprare un prodotto, per via delle falsificazioni e degli scandali alimentari. Il passaparola e le informazioni su internet sono perciò fondamentali. Inoltre in un sito di e-business, i consumatori cinesi vogliono trovare informazioni precise e immediate con il prezzo, il prodotto, la descrizione, senza perdere tempo. I consumatori cinesi non amano perdere tempo per cercare informazioni oppure durante il processo di pagamento. [caption id="attachment_6234" align="aligncenter" width="750"] Tmall di Mezzacorona[/caption]

Per vendere vino online in Cina devi fare SEM e/o SEO su Baidu

Dopo aver messo su un buon sito per vendere vino online in Cina devi promuoverlo sul web cinese. Per questo, è importante sapere che il motore di ricerca più importante in Cina è Baidu, che controlla oltre il 70% del mercato. Perciò puoi pubblicizzarti su Baidu con il search engine marketing (o pay per click ) che funziona come Google AdWords su Google. sem su baidu Il pay per click (o SEM) è particolarmente efficace per una strategia a breve termine. Il problema è che a volte si rivela particolarmente costoso se non gestito in maniera professionale: monitoraggio costante, ricerca parole chiave adeguate (non sono spesso uguali a quelle occidentali), reportistica capace di comprendere la migliore performance etc. Puoi provare anche la SEO su Baidu, che è un’ottima strategia a lungo termine e si rivela particolarmente efficace nel momento in cui tutta la concorrenza utilizzi il SEM. Una strategia integrata è spesso la migliore soluzione per le aziende italiane.  - LEGGI L'APPROFONDIMENTO COME FARE SEO SU BAIDU PER IL TUO BUSINESS TO BUSINESS - 

Come funziona la SEO su Baidu?

La promozione SEO è composta da due parti fondamentali: ottimizzazione on-site e off-site. Ottimizzazione on-site: l’ottimizzazione interna del sito conta per circa il 20% rispetto alla parola chiave in target. Ottimizzazione off-site: riflette la popolarità di un sito web su Baidu rappresentando il 70% del punteggio. Si tratta di un lavoro a lungo termine molto metodico che richiede la stesura di articoli e un aumento della presenza sul web per incrementare la credibilità del sito sui motori di ricerca con risultati sul medio termine che garantiscono però un ritorno importante di leads qualificati.

Alcuni concetti chiave dell' ottimizzazione on-site

Keyword: le keyword deve essere scelte con cura. Per controllare il budget e la copertura massima dei potenziali target può essere utile una campagna SEM pilota. Titolo: I titoli sulle pagine principali devono essere ottimizzati per la parola chiave ed è necessario usare i meta tag (come per il SEO di Google). Image ALT Tag: Se il sito contiene immagini è importante inserire il tag ALT, ottimizzati su specifiche keyword. Il tag è una sintetica descrizione della foto che appare quando l’utente muove il mouse sull’immagine o quando scarica l’immagine.

Alcuni concetti chiave dell' Ottimizzazione off-Page

Forum: le discussioni sui forum del tuo vino con il link al tuo sito faranno aumentare la popolarità del tuo sito web. Interventi su altri siti: è consigliabile pubblicare regolarmente articoli su altri siti, blog e magazine, e dunque includere i link sul tuo sito. Aumenta così il TrustRank del sito su Baidu. Partnership: cerca di stabilire delle partnership con siti web del settore che ti interessa. Contatta i blogger , in Cina la ricerca e la gestione di bloggers ed influencers è particolamente complessa ma è assolutamente di grande impatto; offri interventi, scambia link e sii presente sui loro blog. Si tratta di una strategia molto efficace su Baidu e quindi sulla Cina. [caption id="attachment_6235" align="aligncenter" width="1024"] Pagina Tmall Mezzacorona[/caption]

Per vendere vino online in Cina l’e-commerce è il futuro

Il settore del vino non fa eccezione alla crescita delle vendite attraverso piattaforme di e-commerce. E 'importante impegnarsi nell’e-commerce sia attraverso il proprio sito che usando piattaforme come Tmall dove vengono vendute migliaia di bottiglie di vino ogni mese. Indubbiamente aprire un canale di vendita online non dev'essere visto come una scorciatoia per vendere ma come un tassello all'interno di una strategia di marketing e sales integrata e pianificata.

Per vendere vino online in Cina è importante usare i social network e contattare i Key opinion leader (KOL)

I KOL sono persone che hanno una grande influenza su internet e sulla popolazione in generale. Hanno molti fan, in alcuni casi milioni, e,a volte,hanno una certa esperienza sul mercato del vino. Importante anche la localizzazione, spesso abbiamo influencers molto forti in una regione, in una città,addirittura in alcuni casi un quartiere di una città cinese (non dimentichiamo che megalopoli come Pechino e Shangai hanno oltre 20 milioni di abitanti, e sono decine le città cinesi con più di 5 milioni di abitanti). Puoi  e devi far conoscere il tuo brand e il tuo sito anche attraverso i KOL, scatenando un effetto a catena tra i loro follower. Lo scopo è diffondere una buona opinione sul tuo vino e sul tuo brand. In una società collettivista e gerarchica come quella cinese i KOL hanno ancora più impatto che da noi. I KOL esercitano una grande influenza sui social network. Devi sapere che il 95% degli abitanti delle città di prima e seconda fascia hanno almeno un account sui social network locali. Inutile dire che il consumatore cinese target per i nostri vini vive nelle grandi città. In Cina ci sono diversi social network, ma i più diffusi ed importanti per te sono Weibo e Wechat. E’ fondamentale essere in queste piattaforme social, ed esserlo in maniera appropriata. Nel secondo articolo raggiungibile a questo link approfondiamo il tema social network, buzz e video.

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In questa seconda parte della mini guida scopriamo come promuovere e vendere vino in Cina usando i social network.

Una promozione efficace è il primo passo per aumentare le vostre vendite, soprattutto in un mercato non ancora maturo come quello cinese. Questo è particolarmente vero per il vino italiano che nel Paese di Mezzo è ancora poco conosciuto: vanta eccellenze a livello mondiale ed è un prodotto molto ricercato, ma allo stesso tempo è anche molto complesso e va spiegato. Oggi il 91% dei cinesi che usa internet ha un account su almeno un social network. Avere una forte presenza su queste piattaforme aumenta considerevolmente le probabilità di far conoscere il vostro brand e, di conseguenza, anche i vostri vini. Far circolare il passa parola tra gli utenti e creare interazione con i potenziali consumatori è di vitale importanza in un mercato dominato dal digitale. Pertanto, per promuoversi efficacemente in Cina è necessario essere presenti sui social network più popolari: Weibo e WeChat.

Promuovere vino online in Cina usando i social network: WEIBO

Con quasi 300 milioni di utenti attivi, Sina Weibo è la principale piattaforma di microblog “one-to-many” cinese: è il social network più utilizzato da celebrità, aziende ed organizzazioni che desiderano instaurare una comunicazione diretta con i consumatori finali. Gli utenti cinesi amano cercare informazioni su Weibo, lo utilizzano come un vero e proprio motore di ricerca per poi seguire assiduamente le novità che vengono lanciate da questa piattaforma. Weibo viene spesso paragonato a Twitter, ma è in realtà diverso e ben più ricco: con 140 caratteri in cinese si può infatti scrivere di più rispetto alle lingue occidentali. Anche le funzioni sono diverse, ad esempio è possibile creare sondaggi e condividere contemporaneamente più foto, video e file. Weibo dà inoltre la possibilità di lanciare campagne ADV e promuoversi in post o in forum dedicati settoriali (è di proprietà del sito n.1 per le informazioni: Sina). Per promuoversi efficacemente su Weibo è necessario:
  • Aprire un account ufficiale per ottenere la “v” di “verified”, indispensabile per creare fiducia negli utenti.
  • Pubblicare contenuti nuovi e aggiornamenti frequenti: come Twitter, le news circolano molto velocemente ed è importante tenere il passo.
  • Gestire la community e interagire con gli utenti e con i Key Opinion Leader.
  • Fare cross-marketing con altre piattaforme come sito web e WeChat.
Nell’esempio qui sotto, il canale Weibo del produttore di vino cinese 长城葡萄酒 (Great Wall Wine). weibo example  

Promuovere vino online in Cina usando i social network: WECHAT

Il vino in Cina è sempre più social e WeChat una delle piattaforme più utilizzate in assoluto: è una messagging App che si usa esclusivamente da mobile e che al suo interno racchiude funzioni di Social Network, Customer Care, Newsletter, E-commerce con sistema di pagamento integrato e analitiche molto profilate. In Cina, dove è nata, è diventata un vero e proprio strumento di lavoro, con più di 846 milioni di utenti e 12 milioni di account aziendali. WeChat offre infatti alle aziende la possibilità di creare mini-siti aziendali e proporre diversi servizi. Grazie agli account ufficiali, aziende e Brand hanno la possibilità di interagire con i propri follower fornendo loro un servizio “one-to-one” attraverso l’invio di messaggi diretti, news e promozioni. Come per Weibo, anche su WeChat è importante per le aziende attivare un account verificato: solo così ci si può far largo in un ambiente che purtroppo ancora oggi presenta numerosi “fake account”. qr-codes-on-wine Una delle funzioni principali di questa piattaforma, per cui ha svolto un ruolo rivoluzionario in Cina, è che tramite essa si possono creare e scannerizzare i QR code. Se siete stati in Cina negli ultimi anni avrete notato come i QR code siano ormai ovunque: sono la massima espressione del marketing O2O (online-to-offline). Per promuovervi al meglio, dunque, potete aggiungere un codice QR anche sulle etichette dei vostri vini che permetta ai consumatori cinesi di essere reindirizzati su WeChat dove possono trovare tutte le informazioni sul vino che hanno intenzione di comprare. Inoltre, la funzione "Wechat Wallet" permette ai consumatori di acquistare vino ed altri prodotti online pagando direttamente tramite la App. È già possibile integrare servizi di e-commerce sia all’interno di WeChat sia collegati a piattaforme esterne e dunque vendere vino tramite WeChat. Come abbiamo visto, per promuovere e vendere il vostro vino in Cina è fondamentale adottare una strategia di digital marketing che tenga conto dei social network nativi, Weibo e WeChat. Cosa aspettate a creare i vostri account ufficiali su queste piattaforme?

 

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Mai come in questo periodo il vino è tanto di attualità: se nelle campagne italiane è iniziata la vendemmia, in Cina si parla di come incentivare l’esportazione e la diffusione dei vini e liquori italiani. In occasione del G20 di Hangzhou, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha di nuovo incontrato Jack Ma (nella foto in alto a destra), fondatore del Gruppo Alibaba, il principale colosso ecommerce cinese, con oltre 400 milioni di utenti registrati e 120 milioni di click online, che include il portale Taobao, simile al nostro eBay, e Tmall, un vero e proprio shop online dove le aziende possono creare e gestire il proprio “flagship store”. Un incontro che segue quello avvenuto allo scorso Vinitaly, durante il quale Mr. Ma aveva annunciato per il 9 settembre l’istituzione del 9.9 Global Wine & Spirits Festival, un “wine day” che vedrà la promozione di oltre 100.000 vini e liquori da 50 differenti Paesi (Italia compresa) su Tmall. Una data non casuale dato che il numero 9 in cinese si legge “jiu”, esattamente come la parola vino. L’idea di istituire una giornata di shopping online dedicata interamente a vino e liquori la dice lunga sulle previsioni di diffusione di questi prodotti in Cina. Per quanto sia difficile avere delle stime sui consumi di vino e liquori, si calcola che in Cina ci siano 150 milioni di persone potenziali clienti: Tmall stima di raggiungere 100 milioni di utenti nella sola giornata del 9 settembre. Stando ai dati raccolti da “Wine Intelligence”, una società d’indagine inglese, nel 2015 sono stati ben 48 milioni i cinesi che hanno bevuto regolarmente del vino di importazione, il 26% in più rispetto ai 38 milioni del 2014. Nel 2010, quando Wine Intelligence ha iniziato a fare le sue indagini, i cinesi che bevevano vino importato erano "solo" 10 milioni. [caption id="attachment_4783" align="aligncenter" width="1197"]tmall_wine_festival_day_99 La pagina iniziale di Tmall dove si annuncia per il 9 settembre 9.9 Global Wine & Spirits Festival[/caption] Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, i vini italiani sono però ancora poco conosciuti e non facilmente ritrovabili in Cina. La penetrazione dei prodotti italiani nel mercato dei vini e liquori è solo del 5%. La Francia fa da indiscussa leader ma anche Spagna, Cile ed Australia sono più presenti del nostro vino. Un dato che viene collegato, nel Wine Monitor Report di Nomisma,  alla composizione del nostro settore, composto per l’85% da aziende che producono meno di 10.000 bottiglie l’anno, piccole realtà, per lo più a conduzione famigliare, che incontrano grandi difficoltà ad affrontare da sole un mercato complesso e altamente competitivo come quello cinese. Un mercato che oggi per le aziende italiane vale solo 87 milioni di euro su 5,4 miliardi di euro complessivi fatturati nel 2015 dall’export in vino e liquori. Un dato marginale, se paragonato a quello delle aziende vinicole francesi che l’anno scorso in Cina hanno fatturato ben 814 milioni di euro… Con la previsione che la Cina diventi un mercato da 8 miliardi di euro entro il 2018 nel settore del vino e dei liquori, è chiaro che per le aziende vinicole italiane c’è darsi da fare per  cogliere una grande opportunità di sviluppare business concreto. Come aveva dichiarato lo stesso Mr Ma durante Vinitaly, “i cinesi amano i prodotti italiani per la loro qualità. Ma le aziende devono sfruttare le potenzialità di internet. Noi non possiamo portare tutti i cinesi in Italia, ma possiamo portare a loro l’Italia”. Il messaggio è chiaro: puntare su piattaforme ecommerce e, in generale, sul web. Raccontarsi per farsi conoscere. Ricordiamo che in Cina ci sono oltre 700 milioni di utenti che regolarmente accedono a internet per informarsi, confrontare, chattare e fare acquisti. [caption id="attachment_4781" align="aligncenter" width="1199"]mezzacorona_vino_tmall Un estratto della pagina su Tmall del Gruppo Mezzocorona[/caption] Diverse sono le aziende italiane che si stanno espandendo sul mercato cinese. E' il caso per esempio del Gruppo Mezzacorona, che ha lanciato a giugno il suo “flagship store” su Tmall, andando ad aggiungersi ad altre rinomate aziende italiane come Ferrero, Maserati, Pirelli e Tod’s per citare dei nomi. Dopo essere entrato nel mercato cinese attraverso la classica rete di distribuzione che per un’azienda vinicola passa per enoteche, ristoranti e alberghi, il Gruppo Mezzacorona ha scelto di affidarsi all’ecommerce. Come ha evidenziato in recenti interviste Nick He, country manager dell’azienda trentina in Cina, questa strategia permetterà di raggiungere facilmente potenziali clienti nelle città di seconda e terza fascia, difficilmente raggiungibili diversamente ma dove risiedono le nuove frontiere delle opportunità in Cina. Grazie al web il Gruppo Mezzacorona non punta solo a vendere i prodotti delle sue Cantine, ma anche promuovere e far conoscere i prodotti, valorizzandoli e rafforzando il posizionamento: per esempio, verranno organizzati una serie di live-streaming dalle Cantine in Italia per mostrare come viene prodotta la grappa e il vino, saranno poi diffusi dei suggerimenti per indicare come gustare al meglio i diversi prodotti e data la possibilità agli utenti di interagire facendo delle domande durante i live-streaming. Altro bel caso italiano da seguire è quello dell'azienda veronese "La Collina dei Ciliegi". Selezionata dalla Fondazione Italia Cina come caso imprenditoriale di successo (Qui il Link) l'azienda capitanata da Massimo Gianolli si è saputo posizionare sul mercato del vino in Cina combinando in maniera sinergica le azioni con istituzioni e organismi nazionali come appunto la Fondazione Italia Cina, azioni di co-branding con marchi italiani prestigiosi e conosciuti (AC Milan, Brioni, Tod's, Max Mara) e comunicando in maniera allineata sul social media Wechat rafforzando l'immagine e il supporto locale. [caption id="attachment_4791" align="aligncenter" width="1024"]Rapporto 2016 Fondazione Italia Cina: presentazione La Collina dei Ciliegi Rapporto 2016 Fondazione Italia Cina: presentazione La Collina dei Ciliegi[/caption]   > Per restare sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Cina legate a comunicazione e marketing iscriviti alla nostra NEWSLETTER