Back To News

Negozio virtuale: Alibaba in Russia testa lo shopping del futuro con la realtà virtuale

 

Il negozio virtuale diventa realtà in Russia grazie al Gruppo Alibaba. I clienti hanno potuto visionare i prodotti da acquistare su Aliexpress con la realtà virtuale. In arrivo una rivoluzione?

  Dal sogno alla realtà: il negozio virtuale non è più una fantasia. Almeno in Russia, dove il gruppo Alibaba ha scelto di lanciare 11 virtual shop in alcune città campione per la piattaforma e-commerce Aliexpress. L'obiettivo? Testare un nuovo modo di fare acquisti e attirare nuovi clienti. All'inizio dello scorso novembre sono stati inaugurati dei negozi virtuali a Ekaterinburg, Omsk, Chelyabisnsk, Novosibirsk, Ufa, Samara, Kazan, Rostov sul Don, Nizhnij Novgorod, Mosca e San Pietroburgo.  Undici in totale... come la data del 11 novembre nella quale si celebra in Cina il Single's day che Alibaba ha trasformato nel Global Shopping Festival. Già, perché l'obiettivo del gruppo Alibaba era uno: attirare potenziali nuovi clienti e fargli vivere l'esperienza della realtà virtuale potendo scegliere tra prodotti che avrebbero poi potuto acquistare online con un forte sconto proprio l'11 novembre, durante il Global Shopping Festival. Un'operazione dal cui esito il colosso cinese sta valutando come e con quali tempistiche investire nei negozi virtuali anche in altri Paesi. Un progetto che promette di rivoluzionare le strategie marketing e commerciali a livello globale, unendo sempre più il mondo "online" e "offline".

> Leggi anche: Alibaba record: quasi 22 miliardi di euro in 24 ore. Vi sveliamo i segreti del successo

[caption id="attachment_6971" align="alignnone" width="1024"]Negozio virtuale Il concept del negozio virtuale di Aliexpress in Russia[/caption]

Negozio virtuale: come funziona

Ma come funziona all'atto pratico un negozio virtuale? Essenzialmente si tratta di un'evoluzione dei più avanzati pop-up store dove il cliente entra, visiona un prodotto e finalizza l'acquisto pagando in via telematica con spedizione della merce a domicilio. La differenza è che il negozio in quanto tale semplicemente non esiste. L'ambiente e i prodotti vengono ricostruiti al computer e visualizzati attraverso speciali visori per la realtà virtuale. Una volta indossati, l'utente può osservare i prodotti da diverse angolazioni e ricevere tutte le informazioni sul prodotto attraverso dei menu. Grazie a un account collegato direttamente con una piattaforma e-commerce, Aliexpress in questo caso, l'utente può infine finalizzare l'acquisto inserendo il prodotto in un paniere, come abitualmente farebbe sul sito e-commerce davanti al proprio pc, tablet oppure smartphone.

> Leggi anche: Realtà aumentata e virtuale: il futuro (prossimo) del marketing in Cina

[caption id="attachment_6969" align="aligncenter" width="1024"]Negozio virtuale Uno dei negozi virtuali aperti in Russia per l'iniziativa di Aliexpress[/caption]

Russia, un Paese scelto non a caso

Non deve sorprendere che per questo test il gruppo Alibaba abbia scelto le città russe. Gli acquisti online sono in forte espansione in Russia. Le previsioni per il 2017 parlano di un volume di circa 16 miliardi di euro. Una crescita esponenziale si si considera che nel 2011 era di soli 3,4 miliardi di euro. Aliexpress, la piattaforma di vendita online di Alibaba, è stata lanciata in Russia nel 2015. Oggi è il sito e-commerce cross-boarder con il maggior numero di visite. E il gruppo Alibaba sta spingendo forte sull'acceleratore per guadagnare importanti quote di mercato offrendo sempre più servizi. Questa primavera, per esempio, nelle principali 20 città russe è stato avviato un servizio di consegna garantito in 24 ore, per i prodotti più tecnologici e maggiormente richiesti come gli smartphone Samsung e Apple, i notebooks di Asus e Lenovo. Inoltre, non sarà certo un caso, Ilka Flaks, fondatore di Fibrum, una start-up che sviluppa e produce visori per la realtà virtuale, nel 2016 aveva incontrato Jack Ma, il grande capo del Gruppo Alibaba.

> Leggi anche: e-Commerce, Ozon, l’ "Amazon russo" da tenere sott’occhio

  https://www.youtube.com/watch?v=-HcKRBKlilg

Realtà virtuale e aumentata, il futuro (prossimo) del marketing

La realtà virtuale è una tecnologia che il  gruppo Alibaba sta sperimentando già dal 2016 in Cina dove ha lanciato Buy+. Si tratta di una nuova piattaforma e-commerce basata sulla realtà virtuale dove gli utenti possono vedere, provare e acquistare direttamente i prodotti, come mostra il video qui sopra. La portata rivoluzionaria della realtà virtuale non è da sottovalutare. Se da un punto di vista marketing apre a nuovi scenari, da quello commerciale cambia le regole del gioco permettendo alle aziende di raggiungere i consumatori di un altro Paese, anche se non si è presenti con un vero e proprio negozio fisico pur riproducendone l'atmosfera. Per approfondire questo argomento, consigliamo di leggere l'articolo dedicato proprio alle tecnologie della realtà virtuale, aumentata e riconoscimento facciale. Indica come queste tecnologie sono state utilizzate dal gruppo Alibaba e importanti Brand del fashion e della ristorazione per coinvolgere i potenziali clienti. [caption id="attachment_6830" align="alignnone" width="1024"] Una pubblicità di Yandex, il principale motore di ricerca in Russia.[/caption]

Anche in Russia la comunicazione è sempre più digital

Con previsioni che i consumatori saranno sempre più orientati verso gli acquisti online appare chiaro che pure  la comunicazione deve correre sul web. Anche in Russia un'Azienda non può pensare di promuoversi solo sui canali tradizionali come televisione e stampa. Per farlo digitalmente, però, bisogna tenere conto di alcune peculiarità del mercato russo. Con oltre 100 milioni di utenti attivi quotidianamente, la Russia è una macro-regione del web con diverse e popolari piattaforme digitali. Per esempio, il principale motore di ricerca è Yandex e non Google. Per il servizio di posta elettronica viene usato Mail.ru e non Gmail. Differenti sono anche i social network: Facebook (che rischia di essere bloccato) ha una penetrazione solo nella popolazione più giovane che risiede a Mosca e San Pietroburgo. Gli over 30 e il resto del territorio russo è abituato a utilizzare VKontakte e Odnoklassniki. Per attuare delle efficaci strategie marketing in Russia è quindi fondamentale utilizzare i giusti canali.    

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Russia?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato!

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA RUSSIA E’ VICINA….–> info@east-media.net

     

Collaborazione 2018 tra East Media e 11Street, e-commerce n.1 in Corea

  È con grande orgoglio che East Media va a siglare ufficialmente una collaborazione per il 2018 che apre nuovi scenari di opportunità strategiche per le aziende italiane in uno dei mercati dal grande potenziale per i nostri prodotti e il nostro business: la Corea del Sud. Dopo mesi di preparazione abbiamo incontrato a Seoul il terzo gruppo economico coreano, SK Planet e in particolare con i responsabili del suo marketplace, oggi l’ecommerce più utilizzato a Seoul e dintorni, ovvero 11Street, con un’utenza di 26 milioni di utenti, oltre la metà della popolazione coreana. 11Streeet, più conosciuto in Corea come Korean Street è oggi tra i top 3 ecommerce (gli altri sono Gmarket.co.kr e Auction.co.kr) e i dati lo confermano ormai come il numero 1. Merito dell’appoggio deciso del gruppo SK e di un piano di sviluppo strategico (che punta soprattutto alla leadership interna e allo sviluppo nel sud est asiatico con Indonesia e Thailandia in primis).     [caption id="attachment_6939" align="aligncenter" width="650"] Accordo 11Street - East Media presso il quartiere generale di Sk planet a Seoul[/caption]   La collaborazione nel 2018 permetterà di dare un supporto alle aziende italiane che mirano a esportare tramite ecommerce e un'appropriata strategia digitale (seguirà articolo nei prossimi giorni sull'incontro East Media - Naver, il Google coreano, che approfondirà proprio questi aspetti). Inoltre permetterà a 11Street di allineare l'offerta secondo le esigenze del mercato.  

> LEGGI ANCHE: KAKAO: LE POTENZIALITÀ DELLA MESSAGING APP COREANA

 

SK PLANET E 11STREET. CHI SONO?

Per chi conosce poco il mercato asiatico forse Sk dice poco, vi inseriamo qui qualche dato:
  • 3° gruppo economico coreano
  • 10,7% del PIL coreano
  • Fatturato di 110 miliardi di USD
  • 11Street: 26 milioni di utenti iscritti su 51 milioni di abitanti
[caption id="attachment_6940" align="alignnone" width="720"] Gruppo SK ed 11Street[/caption] L'ecommerce è decisamente un punto fondamentale per chiunque voglia sviluppare il proprio business in Corea del Sud. I dati confermano una tendenza che in Asia è più forte rispetto al Vecchio Continente: le vendite online crescono più rapidamente. Inoltre i consumatori cambiano più velocemente le proprie abitudini. In Corea del Sud, come in Cina, gli utenti sono ormai abituati a visionare i prodotti nei negozi per poi finalizzare l'acquisto online. Un comportamento di cui tenere conto, in una logica omnichannel. [caption id="attachment_6941" align="alignnone" width="720"] forecast retail market  Corea[/caption] Oggi i dati confermano 11Street come il top player, qui i dati del market share [caption id="attachment_6938" align="aligncenter" width="550"] Emanuele Vitali presso il quartiere generale di Sk planet a Seoul[/caption]

 

COREA DEL SUD: UN’ECONOMIA IN COSTANTE CRESCITA

Dal debito sostenibile a un’economia forte, sviluppata e dinamica, dai mercati finanziari regolati a un sistema politico democratico e stabile a un mercato in costante crescita (crescita media del 7%): sono tanti i fattori che rendono la Corea una delle economie più interessanti a livello globale e una delle preferite dagli investitori esteri.  

> LEGGI ANCHE: NAVER: LA PORTA (DIGITALE) D’INGRESSO ALLA COREA DEL SUD

  Con poco più di 50 milioni di abitanti ed un PIL pro capite simile a quello italiano, la Corea del Sud ha saputo sviluppare un’economia basata molto sull’innovazione e con dei veri e propri conglomerati a conduzione talvolta ancora familiare, chiamati Chaebol (dinamica simile al vicino Giappone dove vengono chiamati Zaibatsu),che sono riusciti a imporsi nei mercati internazionali, gruppi come Samsung, Lotte, Sk, Hyundai e LG. Nei prossimi giorni uscirà un nuovo approfondimento per capire meglio quali sono le opportunità per le nostre aziende in questo importante mercato ancora troppo poco conosciuto.   Seoul, 11 dicembre 2018 Emanuele Vitali  

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Asia? 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

 

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. L'ASIA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

     

Intimo e beachwear in Russia: un mercato ricco di opportunità e prospettive 

 

Il mercato dell'intimo e beachwear in Russia offre grande opportunità per le Aziende italiane. Nel dopo crisi il settore si è riformato a livello di distribuzione e adesso i retailer sono alla ricerca di nuovi Brand. 

  Dopo un drastico calo di vendite dell' intimo e beachwear in Russia, nel 2017 finalmente si può osservare una stabilizzazione del settore. Tanto che in attesa di una netta crescita del mercato, per le Aziende italiane vengono a crearsi notevoli opportunità di business. La ragione è semplice: è cambiata la strutta del mercato dell'intimo e beachwear in Russia. In questi ultimi anni, colpa della crisi, alcuni negozi e rivenditori hanno dovuto chiudere, lasciando spazio ai più forti e ingegnosi. I nuovi retailer e distributori possiedono una mentalità più moderna e intraprendente. Oggi i negozi  si affidano di meno alle grosse società di distribuzione, quali Caterina Group (proprietario delle catene di negozi Estelle Adony e Zolotaya Strekoza) e RozTeh (proprietario dei negozi Dikaya Orchideja, Bustie e Defile) che vantano nel proprio portafoglio i maggiori marchi europei. Un sistema distributivo, concentrato nelle mani di solo due colossi russi, che oggi non soddisfa in termini economici il retail, soprattutto per il costo d’acquisto più alto dal distributore, rispetto ad un acquisto diretto dalla fabbrica o tramite un agente. Senza dimenticare un altro fondamentale aspetto: avere rapporti commerciali con i grossi distributori, significa incontrare la stessa offerta di marchi dal vicino concorrente, presente nella medesima città.  

>>Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  intimo e beachwear in Russia

Il retailer russo cerca marchi nuovi

Fatte le premesse di cui sopra, i retailer russi sono diventati proattivi e alla continua ricerca di nuovi marchi. Per questo motivo frequentano le fiere moscovite, ma anche all’estero (Francia, Italia, USA) per essere continuamente aggiornati sui nuovi e promettenti brand e sui nuovi prodotti. I negozianti russi si sono visti costretti ad utilizzare la lingua inglese per poter interfacciarsi con i loro fornitori esteri e lavorare con le aziende, in maniera diretta o tramite l’agente di zona. Non solo: se prima i negozianti preferivano commercializzare marchi di un certo rilievo con relativo riscontro economico, oggi gli stessi rivolgono la loro attenzione verso le esigenze specifiche dei loro clienti. Per questo motivo sono disposti a investire sui  nuovi nomi e destinare risorse nella promozione e riconoscibilità del marchio.  

>> Leggi anche: Vino in Russia, esportazioni dell'Italia a gonfie vele (+45%)

  intimo e beachwear in Russia

Molti sanno promuoversi sui canali digitali

Molti dei retailer hanno, oramai, account su tutti i social media più in voga (Vkontakte, Instagram, Facebook) dove vengono pubblicizzati i relativi marchi. Inoltre, molti organizzano servizi fotografici professionali, eventi e sfilate utilizzate come sede di incontro per i loro clienti. Spesso i proprietari dei negozi chiedono alle loro clienti di ritrarsi tramite foto o selfie, indossando il capo di lingerie o beachwear e condividerle sui social network. Il social media è la nuova tecnica del passaparola che funziona benissimo anche in Russia. I retailer più intraprendenti del settore intimo e beachwear in Russia hanno successo e sono pronti ad investire nella promozione dei marchi meno noti. Ma sono anche molto esigenti nei confronti dei fornitori: richiedono un prodotto con un ottimo rapporto qualità/prezzo, la conoscenza delle richieste del mercato russo e flessibilità nella partnership.  

>>Leggi anche: Vkontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

  intimo e beachwear in Russia  

Prodotto: specifico e tecnico! Ecco le due parole chiave per le categorie più richieste di intimo e beachwear in Russia

Vediamo quali possono essere i punti di forza per i produttori italiani del settore intimo e beachwear in Russia. Il “Made in Italy” è sempre molto richiesto. I marchi quali La Perla, Parah, Ritratti, Twin-Set, Emporio Armani, Christies, Valery, Raffaela D’Angelo ed altri sono amati e occupano la loro posizione sul mercato. Oggi, se un brand vuole approcciarsi sul mercato russo o ritentare un posizionamento a seguito dell’ultima crisi, le categorie di prodotto più richieste che le consumatrici russe cercano nei negozi sono:  

1) Plus size

  Le giovani ragazze, con un livello di entrate basso o medio, non andranno a cercare lingerie e costumi da bagno nei negozi di intimo indipendenti, ma troveranno il prodotto soddisfacente nelle catene come: Intimissimi, Calzedonia, Incanto ed altri. Invece, le donne con taglia forte o con seno prosperoso hanno una grande difficoltà a trovare un prodotto con ottimo sostegno e vestibilità. Sono pronte a pagare un prezzo alto per assicurarsi il comfort e una bella silhouette. Non a caso oggi in Russia, come in altri paesi,  si osserva un vero boom del bra fitting, la ricerca individuale ed assistita di un reggiseno ideale. I leader delle vendite per questa categoria sono il marchio tedesco Felina, il francese Simone Pérèle, il polacco Kris Line, il belga PrimaDonna e l’inglese Panache. Purtroppo, tra i best seller plus size non si trovano marchi italiani. Ancora oggi non tutti i produttori italiani creano coppe differenziate e si limitano alle taglie I, II, III, IV, e, qualora, venissero commercializzate, non vanno oltre la coppa D. Eppure i marchi italiani famosi per il design sofisticato e per l’ottima scelta dei materiali, potrebbero ancora occupare questo segmento in pieno sviluppo.  

>>Leggi anche: Social Network Russia: su quali social conviene fare marketing in Russia

 

2) Shapewear

E’ un’altra categoria importante che non ha, quasi, subito calo durante la crisi. Le vendite del prodotto modellante non sono mai altissime, ma sempre stabili. Le donne russe con un buon potere d’acquisto sono di solito donne over 40, che hanno avuto figli e per questo, spesso non sono più in forma fisica perfetta. Ciò nonostante vogliono essere belle. L’intimo modellante è un ottimo modo per far ritrovare alla donna la sua autostima. Ma anche qui non vediamo molti marchi italiani. I leader sono il marchio spagnolo Janira e l’americano Maidenform. Pochi produttori italiani sviluppano nella loro offerta le linee shapewear, eppure è una categoria che può offrire tante opportunità. Non a caso negli ultimi anni, sia in Europa che in Russia nascono delle piccole realtà, specializzate in intimo modellante con design sexy ed elegante. Inoltre lo shapewear non è richiesto solo nell’intimo ma anche nei costumi da bagno.  

>>Leggi anche: Esportare in Russia. Si può iniziare con gli e-commerce. Ecco i nostri consigli

 

3) Intimo erotico e sexy

A differenza del mercato italiano, dove si vendono più le linee basic in materiale naturale, la donna russa è sempre alla ricerca di un prodotto sexy con molto pizzo e ricamo. Certamente anche nel guardaroba della donna russa l’intimo per tutti i giorni è necessario, ma ogni donna russa ama viziare se stessa e il proprio uomo con capi di lingerie “per occasioni speciali”. Il design italiano ha tanto da offrire soprattutto per quanta riguarda l’uso del pizzo, del ricamo e del tulle trasparente. La categorie include non solo i set reggiseno e mutanda espandendosi anche alle camicie da notte in seta e pizzo, vestaglie e quant’altro. Nelle case russe d’inverno il riscaldamento non è certo un problema;  non è necessario dormire in tuta o pigiama pesanti. Anche il nightwear sexy e leggero, prodotto in seta naturale, è sempre molto richiesto.  

4) Intimo sportivo e sportswear

Il trend degli ultimi anni è il reggiseno tecnico per lo sport. I leaders in questa categoria sono gli specialisti: i marchi tedeschi Anita e Triumph e l’inglese Panache. Oggi quasi tutti i  produttori di intimo rilevano una grande richiesta di questo prodotto e si concentrano sulla produzione di linee di reggiseno e abbigliamento per lo sport e yoga. Il segmento è in grande espansione anche in Russia.   intimo e beachwear in Russia  

Italiani tra i leader ma si può fare di più

Per concludere ricordiamo che i marchi italiani sono tra i leader nelle categorie del beachwear e calzetteria. I marchi italiani delle calze sono i bestseller indiscussi sia nel segmento basso e medio, basti citare Filodoro, Sìsì, Omsa, Levante e Golden Lady, che nel segmento premium come Trasparenze e Girardi. I brand italiani di beachwear sono molto amati per i colori e varietà di stampe dei costumi da bagno. Anche l’abbigliamento mare e capi fuori acqua, sono una vera specialità italiana molto popolare in Russia. Unica pecca che possiamo notare è, come già detto, il range delle taglie abbastanza limitato. Il mercato russo di intimo e beachwear si sta risvegliando dalla crisi ed è, oggi più che mai, alla ricerca di nuovi Brand, capaci di soddisfare sempre più specifiche esigenze della clientela. E’ un momento favorevole per i produttori italiani per fare conoscere il loro prodotto ai clienti russi, curiosi e avidi di novità.    

Farsi trovare dove i russi vanno a cercare

  Per farsi conoscere dai potenziali clienti russi e quindi diventare un Brand attraente per i rivenditori è bene lavorare sulla brand awareness. Una delle strade più efficaci è sicuramente quella di sfruttare il grande potenziale dei social network. Per farlo, però, ricordiamo che in Russia oltre a Facebook e Instragram ci sono altre piattaforme popolari. Specialmente al di fuori di Mosca e San Pietroburgo.  

>>Leggi anche: La Russia blocca Facebook: più di una minaccia, un rischio concreto

  Gli utenti digitali russi (e i confinanti) sono infatti abituati a utilizzare VKontakte che è il social network con la maggiore diffusione sul territorio russo. Inoltre, per compiere le loro ricerche più di 6 russi su 10 utilizzano come motore di ricerca Yandex. Avere un account ufficiale e un sito correttamente tradotto in russo e ben posizionato nel motore di ricerca locale sono i primi passi per estendere e sostenere il proprio business in Russia.    

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Russia?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato!

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA RUSSIA E’ VICINA….–> info@east-media.net

 

Salone del Mobile Shanghai: evento promosso, aziende non tutte

 

Giunto alla seconda edizione il Salone del Mobile Shanghai si è confermato un successo.

Ma non tutte le Aziende italiane si sono presentate preparate per l'evento. Dai traduttori "alla buona" al mancato utilizzo dei social network locali vediamo quali sono i punti dove si può migliorare.

  Salone del Mobile Shanghai: buona la seconda. La fiducia degli organizzatori era alta e non è stata disattesa. Dal 23 al 25 novembre sono stati 20.000 gli ingressi registrati al Shanghai Exhibition Center. Un segno tangibile che i cinesi sono sempre più interessati all'arredo e al design Made in Italy ma anche che le aziende italiane, supportate dal grande lavoro anche di Federlegno e Salone del Mobile, stanno finalmente investendo con visione e decisione in Cina. Un Salone che ancora una volta non solo ha promosso 109 Brand italiani, ma ha fatto da ponte culturale tra Italia e Cina e permesso di stringere importanti accordi commerciali per le Aziende presenti. D'altra parte, che la Cina sia il mercato sul quale puntare non è certo un mistero. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi dell'anno le esportazioni del settore mobile&arredo sono cresciute del 37%. Rafforzando di fatto la posizione di leadership dell'Italia. Già nel 2016 il Bel Paese si è confermato il primo fornitore di mobili in Cina con una quota del 18,2%. Con un giro d'affari di 341 milioni di euro, l'anno scorso l'Italia ha staccato la Germania (250 milioni) e gli Stati Uniti (178 milioni). A crescere sono soprattutto gli imbottiti, ovvero le camere da letto (+56%), i materassi (+55%) e l'area living (+38%).

>>Leggi anche: Come vendere i mobili italiani in Cina? Approfondisci qui. 

[caption id="attachment_6891" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Salone del Mobile Shanghai 2017[/caption]

Salone del mobile Shanghai: consigli utili per tutti

A questa seconda edizione del Salone del Mobile Shanghai eravamo presenti anche noi di East Media con la nostra collega Jiaqi Luo. Di seguito riportiamo le sue osservazioni: una serie di suggerimenti che ogni azienda dovrebbe tenere conto quando decide di prendere parte a un evento fieristico in Cina. “Un salone molto affollato, segno del grande interesse che i cinesi hanno il Made in Italy. Come dichiarato dagli organizzatori, quest'anno c'è stata una maggiore selezione dei visitatori. Molti erano operatori del settore, come architetti, real estate e distributori. Ma non tutte le aziende si sono presentate adeguatamente preparate per l'evento” sottolinea Jiaqi Luo.

>> Leggi anche: Realtà aumentata e virtuale, il futuro (prossimo) del marketing in Cina

[caption id="attachment_6893" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Jiaqi Luo all'entrata del Salone con l'accogliente e significativo carattere cinese che indica CASA.[/caption]

Servono traduttori professionisti

"Girando tra gli stand è spesso emerso un problema enorme di comunicazione. Spesso le Aziende e i potenziali fornitori si affidano a traduttori per comunicare in inglese. Un peccato: una traduzione diretta da italiano a cinese è sicuramente più efficiente" fa notare Luo. Il consiglio è quello di affidarsi sempre a traduttori esperti, con una conoscenza almeno basilare del settore e dei prodotti se non si vuole incorrere in spiacevoli malintesi. Un esempio è stato davvero eclatante, racconta Jiaqi Luo: "Nello spiegare il materiale con cui era realizzato un prodotto, un traduttore ha sottolineato che era ricavato da un vero 'occhio di tigre'... quando questo in realtà è semplicemente il nome dato a un tipo di pietra!". Ma gli esempi sono tanti e spesso malintesi portano italiani e cinesi a non capirsi...e a perdere grandi opportunità.

>> Leggi anche: Salone del Mobile di Mosca: tante opportunità per l’arredamento Made in Italy in Russia

  [caption id="attachment_6896" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di BALDI[/caption]

Hostess qualificate, la marcia in più per lo stand

Considerato che sono ancora molti i cinesi che non parlano inglese, sarebbe opportuno avere negli stand delle hostess in grado di parlare correttamente la lingua cinese e che siano formate sul brand e i prodotti. Così l'azienda può subito creare un punto di contatto diretto con i visitatori". Purtroppo invece molto spesso le incomprensioni nascono alla base con la mancanza di qualifica, magari per la presunzione di "risparmiare" e con il risultato di mancare decine di opportunità di sviluppo business. Ovviamente, questo vale tanto più il flusso di visitatori è maggiore. Un personale qualificato può dedicarsi allo screening dei visitatori dello stand, lasciando liberi i responsabili di interagire con fornitori, distributori, ecc... Aspetti fondamentali in un Paese dove le differenze culturali sono forti e vanno assolutamente conosciute per poter interagire nel migliore dei modi.

>> Leggi anche: Business in Cina: 6 utili consigli per superare le differenze culturali

[caption id="attachment_6895" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di LEMA[/caption]

WeChat e QR Code sono fondamentali in Cina

Molte aziende - continua Jiaqi Luo - non sono adeguatamente preparate per ingaggiare i visitatori. In eventi di questo tipo è fondamentale avere un QR Code associato a una landing page aziendale e ad un profilo ufficiale su WeChat. I cinesi sono ormai abituati a fare tutto con questa applicazione e ricercano direttamente i brand sul popolare social network piuttosto che il sito aziendale magari solo tradotto in inglese. Non essere su Wechat spesso viene percepito come non essere su Internet e per un azienda che vende ad un livello alto di mercato questo fattore sminuisce l'appeal che può avere sull'utente medio alto cinese”. Ricordiamo che il profilo aziendale su WeChat deve essere di tipo verificato. Solo così i follower e potenziali clienti possono avere la certezza di seguire, interagire ed ricevere informazioni dalla fonte ufficiale. "Ormai - continua Jiaqi Luo - è più comune scannerizzare il QR code del profilo che scambiarsi i biglietti da visita, sono aspetti che non possono non essere conosciuti ed utilizzati se si vuole davvero fare business in Cina"  Anche il sito internet di riferimento deve avere accorgimenti per essere efficace: deve essere tradotto correttamente in cinese (mandarino semplificato) ed essere ottimizzato per il motore di ricerca Baidu. Inoltre, per essere perfomante in Cina, dovrebbe avere un dominio .cn e poggiare su server locali.

>>Leggi anche: Hosting in Cina, ecco a cosa serve e come ottenerlo

[caption id="attachment_6892" align="alignnone" width="1024"]Salone del Mobile Shanghai 2017 Salone del Mobile Shanghai 2017[/caption]

Ingaggiare KOL per farsi conoscere

In Cina i Key Opinion Leader quali blogger e personaggi famosi godono di maggior seguito e popolarità rispetto all'Italia, anche per i valori di riferimento (più legati a principi gerarchici in primis). "Per un brand che punta a farsi conoscere nel mercato cinese sono fondamentali nella strategia marketing. Specialmente in eventi come un Salone, dove la loro presenza può essere utilizzata anche per richiamare l'attenzione verso il proprio stand durante l'evento e valorizzare il Brand. Alcune aziende hanno iniziato a muoversi per tempo con oculate attività di Pr che hanno avuto ottimi risultati, prima, durante e dopo il Salone"- ci conferma la collega. Come emerge da uno studio condotto da McKinsey & Company, nel loro processo di scelta e acquisto i cinesi di fascia medio alta trovano i principali punti di contatto con le aziende proprio nel web. I canali da sviluppare sono: sito internet, social network e appunto key opinion leader come blogger e influencer. Integrando quindi sempre di più in una strategia integrata online ed offline.   [caption id="attachment_6897" align="alignnone" width="960"]Salone del Mobile Shanghai 2017 East Media al Salone del Mobile di Shanghai 2017 con il team di RIVA1920[/caption]

CINA? Comunicare con i giusti canali

Se si vuole comunicare con gli amici,clienti e partner cinesi, i canali da utilizzare sono anche quelli digitali. Sono infatti più 730 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]      

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

 

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

 

Che cos'è Vipshop e come si può sfruttare il suo portale vip.com

 

Vipshop è un ecommerce cinese specializzato in offerte speciali. Il suo portale VIP.com è un potente strumento di vendita che puoi sfruttare

  Vipshop è una delle realtà più importanti dell'e-commerce cinese ed è specializzato in prodotti in offerta. L'azienda può vantare oltre 52 milioni di clienti e nel 2016 ha ricevuto oltre 269 milioni di ordini.  È il terzo portale per l'e-commerce cinese dopo Tmall e JD.com.   Secondo VIP.com, sono stati oltre 20.000 i brand che si sfruttano i suoi servizi e, di essi, oltre 2200 brand hanno sviluppato un rapporto esclusivo con l'azienda. Con più di 50.000 dipendenti e 2,1 milioni di metri quadri di magazzino, Vipshop è stato in grado di soddisfare un numero incredibile di clienti e partner.   

>>Leggi anche: Alibaba e l’esplosione dell’e-commerce in Cina

  Vipshop ha fatto centro importando il modello di vendita con prodotti scontati in Cina dove, al giorno d'oggi, controlla il 90% del mercato nella categoria offerte speciali. L'azienda opera come una sorta di outlet per i brand che propongono abbigliamento e accessori e prodotti per la cura del corpo e spesso propone offerte lampo e eventi durante i quali si possono acquistare prodotti a un prezzo inferiore.   VipShop e-commerce Cina   L'azienda è stata fondata da due esperti nella distribuzione di prodotti che volevano offrire ai brand e ai distributori una nuova possibilità di vendita per gli articoli in eccesso che altrimenti sarebbero rimasti in magazzino. Per farlo, ha pensato di offrire questi articoli ai consumatori a un prezzo fortemente scontato.   L'azienda è stata in grado di raggiungere questi obiettivi sviluppando delle relazioni con i brand, analizzando i gusti dei consumatori e targettizzando meticolosamente i clienti per definire strategie di vendita quali i numerosi eventi a offerta limitata.   

>>Leggi anche: Business in Cina nel 2017, alcuni consigli

 

Il processo di merchandising e vendita di Vipshop

  Un modello di business si definisce in base al modo in cui un'azienda crea valore. Nel caso di Vipshop, l'azienda crea valore per due tipologie di clienti: i distributori o brand e i consumatori. I primi, in particolare nel settore abbigliamento e accessori, sono costantemente alle prese con l'ottimizzazione e la gestione dell'inventario. Un rivenditore deve essere a conoscenza delle ultime tendenze nel campo della moda, prevedere le esigenze dei clienti per la stagione in corso e, infine, preparare adeguatamente i magazzini.   In realtà tutto ciò è davvero complicato e i brand tendono a commettere diversi errori. Ci sono dei fattori fondamentali che non possono essere tenuti sotto controllo quali stravolgimenti di mercato, problematiche legate al clima, alle tendenze e alla concorrenza.   Quando un rivenditore o un brand si ritrova con un articolo in eccesso può fare ben poco. Ed ecco che entra in gioco Vipshop, l'azienda offre una piattaforma grazie alla quale rivenditori e brand possono disfarsi dei prodotti in eccesso vendendoli a un prezzo fortemente scontato guadagnando lo spazio necessario per mettere in inventario gli articoli per la nuova stagione.    Il consumatore ne trae beneficio perché è in grado di acquistare prodotti di alta qualità a un prezzo estremamente conveniente. Vipshop è in grado di offrire una vastissima selezione di brand che si basa su un'analisi attenta degli interessi dei propri clienti (dei quali circa il 75% sono donne).   Inoltre, la qualità del servizio clienti e l'attenzione per la customer experience sono altissimi, e così l'azienda può vantare un livello di fidelizzazione del cliente da record. Infatti, circa il 90% dei clienti effettua almeno un secondo acquisto.    VipShop e-commerce Cina   Vipshop è stato in grado di allineare adeguatamente il suo modello di business al suo modello operativo. L'azienda ha ottimizzato la gestione del proprio inventario, e i prodotti in vendita non vengono trattenuti oltre un paio di giorni. Quando è in corso un'offerta lampo il venditore invia i prodotti a Vipshop che li immagazzina per un brevissimo periodo prima di inviarli al cliente finale.   Il 90% dell'inventario di Vipshop è in consegna (ovvero in corso di spedizione all'acquirente) e ciò che resta invenduto viene rispedito al rivenditore. Grazie a questo modello Vipshop non corre alcun rischio nella gestione dell'inventario. Oltre a questo, in virtù del suo grande impegno nel customer service, l'azienda offre la possibilità di restituire i prodotti entro sette giorni. Questo serve ad accertarsi che i clienti siano soddisfatti dell'acquisto, ma li invita anche a effettuare acquisti superando ogni titubanza.   In sintesi, le capacità di Vipshop di concentrarsi sul rapporto con i rivenditori e allo stesso tempo offrire ai clienti un servizio molto efficiente l'ha resa un'azienda estremamente competitiva e unica nel suo settore.  

Per vendere tanto, bisogna promuoversi bene

  Un portale come VipShop può essere il canale giusto per applicare una strategia commerciale aggressiva con forti sconti e far conoscere il proprio brand ai consumatori cinesi. L'importante che non ci si dimentichi di attuare anche un'efficace strategia di comunicazione. Abituati alle contraffazioni, prima di procedere a un acquisto i cinesi sono soliti fare molte verifiche. Ovvero ricercano online informazioni sul prodotto e, soprattutto, sul Brand.   Per farlo, ricordiamo, non utilizzano le piattaforme occidentali come Google o Facebook, ma canali locali. Il motore di ricerca più utilizzato in Cina (praticamente il 90%) è Baidu, mentre i principali social network sono WeChat e Weibo. Considerato poi che la conoscenza dell'inglese è ancora scarsamente diffusa, è fondamentale avere un sito web aziendale correttamente tradotto in cinese e che sia effettivamente visibile in Cina.   Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]    

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

 

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

 

Digital marketing Russia: dove e come farlo

 

Digital marketing Russia, un argomento che sta a cuore a chiunque voglia fare business in questo grande Paese. Cerchiamo di dare risposta a tutta una serie di domande fondamentali per chi vuole raggiungere potenziali clienti attraverso il web.

  I social sono uno strumento di marketing avanzato anche in Russia? Quali sono i social più popolari? Che genere di consumatori utilizza i social? Quali sono le strategie da adottare per raggiungere il proprio pubblico di riferimento? Queste e tante altre sono le domande che ci si pone quando si pensa di applicare una strategia di digital marketing in ogni Paese. La Russia con una popolazione di oltre 143 milioni di persone e più di 105 milioni di utenti web può essere considerata una macro-regione del mondo web. Per questa ragione è fondamentale capire quali canali utilizzare per raggiungere il proprio target. Specialmente se si parla di social media marketing, dato che i quasi 56 milioni di utenti attivi ogni giorno utilizzano piattaforme spesso differenti dalle nostre.  

Digital marketing Russia: il target

  Partiamo dalla diffusione dei social media in Russia. Stando ai dati raccolti da TNS Web-Index, il pubblico dei social è costituito dal 70% della popolazione, e molti utenti sono attivi su diverse piattaforme. Il social Vkontakte vanta il pubblico più vasto, con 90 milioni di utenti mensili. È subito seguito da Instagram (39 milioni), Odnoklassniki (30 milioni), e Facebook (21 milioni), e Moi Mir con 11,8 milioni di utenti mensili attivi.  

>>Leggi anche: Esportare in Russia. Si può iniziare con gli e-commerce. Ecco i nostri consigli

  Grazie ai social network si può raggiungere un pubblico molto ampio, ma è bene notare che ci sono delle differenze demografiche tra i vari network.   Il pubblico femminile è più nutrito quasi su tutti i social: la percentuale di utenti di sesso femminile su Instagram e Odnoklassniki è del 70% e di circa il 60% su Moi Mir. Su Facebook e Vkontakte c'è invece un rapporto più equilibrato, con una leggera prevalenza di donne.   Tuttavia, a livello geografico, ci sono alcune differenze sostanziali. Ad esempio, se VKontakte ha una buona diffusione su tutto il territorio,  il 50% degli utenti Facebook russi vive a Mosca. Anche su Instagram prevalgono in residenti in grandi aree urbane come Mosca e San Pietroburgo. Gli utenti di Moi Mir e Odnoklassniki provengono invece dai centri più piccoli. C'è anche una differenza legata all'età: gli utenti Facebook sono solitamente i più giovani, mentre si verifica il contrario per Odnoklassniki.  

>>Leggi anche: Vkontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

  Il social media marketing è una realtà consolidata anche in Russia, e diversi sono gli approcci che si possono usare per raggiungere il proprio target. È possibile quindi individuare strategie efficaci che garantiscano una reale popolarità tra gli utenti. Di seguito ne vediamo alcune:  

Digital marketing Russia: la partecipazione

  Questa strategia si basa sui contenuti: si postano contenuti relativi al lavoro, si comunica con i dipendenti e si rendono pubbliche alcune fasi del lavoro. Questo stile è facilmente adattabile a qualsiasi tipo di azienda, ma funziona meglio per le aziende che hanno un modo di lavorare particolare. Ad esempio, l'azienda russa Kubanzheldormash pubblica foto che illustrano i processi di lavorazione, oppure che annunciano le sfide che affronterà in futuro o che mostrano i traguardi raggiunti dai propri dipendenti sui gruppi di Facebook e VKontakte.  

Digital Marketing Russia: intrattenere

  I contenuti divertenti sui social sono ormai noti a tutti i marketers. Tuttavia, restano uno degli strumenti più efficaci per ottenere popolarità. Ma il social media marketing deve essere interattivo, pertinente e pronto per il marketing contestuale e connesso al branding. Tra i buoni esempi ricordiamo il gruppo della catena di bevande alcoliche Red&White Group che sulle piattaforme social tiene alta l'attenzione dei follower condividendo contenuti divertenti come filmati video sugli animali oppure su prodotti originali, come mostra la foto sotto.   Digital Marketing Russia  

Digital marketing Russia: il lato artistico

  Per far sì che i contenuti funzionano è bene curare al meglio ogni immagine, video e articolo. In particolare se il proprio prodotto è predisposto alla creazione di contenuti interattivi. Per esempio, si possono postare delle belle foto su Instagram (ma la cura delle foto vale per ogni social!). Chi fa ricerca può postare informazioni relative alle ultime scoperte scientifiche. Oppure abbinare il proprio prodotto ad altri contesti che ne richiamino le emozioni e sensazioni.  

>>Leggi anche: La Russia blocca Facebook: più di una minaccia, un rischio concreto

Digital marketing Russia: provocare

  La provocazione e i contenuti virali sono molto efficaci per diffondere il proprio brand sui social media. Per prima cosa, bisogna verificare che si integrino a perfezione con l'immagine della propria azienda/prodotto. Il vantaggio è che campagne provocatorie possono diffondersi molto rapidamente. Per contro, provocare non è una strategia che funziona sempre. Se non studiata attentamente può essere controproducente.   Digital Marketing Russia   Per promuovere in Russia la sua vodka, Partisan, un'azienda tedesca ha puntato molto sul fatto di essere "differente". Per catturare l'attenzione si è spinta all'estremo, come mostra la foto sopra. Ricordiamo che in Russia, l'omosessualità è un tema molto delicato, di difficile accettazione sociale.  

Non solo social network

  Se si vuole promuovere la propria Azienda/Brand in Russia non basta essere presenti sui principali social network locali. Anche il proprio sito aziendale deve infatti essere ottimizzato per il motore di ricerca locale Yandex. Nonostante Google sia piuttosto diffuso, grazie all’utilizzo degli smartphone Android (l’86% del mercato mobile), quasi 6 utenti su 10 sono abituati a utilizzare Yandex per effettuare ricerche online.  

>>Leggi anche: Fare SEO per la Russia. Le principali differenze tra Yandex e Google

  Non essere presenti sul motore di ricerca locale Yandex, oppure non avere un sito correttamente tradotto in lingua russa significa non farsi trovare dalla maggior parte degli utenti web e potenziali clienti.    

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Russia?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato!

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA RUSSIA E’ VICINA….–> info@east-media.net

Vino in Russia: esportazioni dell'Italia a gonfie vele. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare

Nei primi 8 mesi dell'anno le esportazioni dell'Italia sono cresciute del 45%. Ma il Governo punta a valorizzare la produzione di vino locale per fare della Russia un player del settore

  Che i russi siano amanti del Belpaese non è affatto un segreto. Che lo siano anche dei nostri vini è una piacevole conferma. Stando ai dati diffusi da Wine Monitor Nomisma, nei primi otto mesi le esportazioni del vino italiano in Russia sono cresciute del 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per un valore totale di quasi 135 milioni di euro. Un trend che non deve sorprendere, dato che già il 2016 era stato contrassegnato dal segno positivo. L'anno scorso l'Italia è stato il primo Paese importatore di vino in Russia, con 609 mila ettolitri, per un fatturato complessivo di 189 milioni di euro. Nel 2016 il vino italiano ha dominato il mercato russo con una quota del 29%, distanziando Paesi storicamente forti come la Francia, scesa al 18% al pari della Spagna. Il trend positivo del vino italiano in Russia è stato confermato anche dal successo di Vinitaly Russia, evento che si è tenuto il 20 e 21 novembre a Mosca e San Pietroburgo, con quasi 180 cantine presenti oppure rappresentate da importatori.  

>>Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Anche se i dati sono positivi, c'è ancora tanto da fare... Il mercato del vino in Russia ha ancora grandi margini di crescita, ma per ottenere risultati importanti bisogna lavorare sulla percezione del vino italiano e abbattere le barriere culturali con la Russia. Ne è convinta Stevie Kim, managing director di Vinitaly International che in recenti interviste ha dichiarato: “Bisogna che i russi vengano in Italia a conoscere il territorio. Devono venire a visitare le varie cantine, a conoscere da vicino i vari produttori. Solo così potranno associare il vino non solo a un prodotto alcolico, ma alla cultura, alla storia e al territorio di questo Paese.”   Vino in Russia  

La Russia vuole promuovere i suoi vini

  Un messaggio, quello di Stevie Kim, da recepire perché la Russia vuole puntare sempre più sulla produzione locale per incrementare le esportazioni e sfruttare l'emergente fenomeno dell'enoturismo. I segnali, d'altra parte, sono forti e chiari. Negli ultimi 10 anni il terreno dedicato alle viti è aumentato del 30% raggiungendo gli 85mila ettari. E in una recente intervista a Rossijskaya Gazeta, il ministro dell'Agricoltura Aleksandr Tkachev ha dichiarato che entro il 2020 l'obiettivo è quello di avere altri 50mila ettari di nuovi vigneti. Tanto che l'anno scorso lo Stato per i viticoltori e produttori di vino ha stanziato quasi 36 milioni di euro, contro i precedenti 9,5 milioni.  

>>Leggi anche: Social Network Russia: su quali social conviene fare marketing in Russia

  In Parlamento si sta anche discutendo un disegno di legge per rivedere la legge che vieta la pubblicità di alcolici. La proposta sarebbe quella di una deroga per le produzioni locali come il vino prodotto da aziende russe con vitigni russi. Questo sempre nell'ottica di incentivare la produzione e il consumo interno. Detto che i grandi vini italiani, apprezzati per la loro qualità, non dovrebbero subire contraccolpi, quelli di fascia medio bassa nel lungo periodo potrebbero risentire della concorrenza dei vini russi. Un motivo in più per puntare sulla qualità del prodotto e lavorare sulla percezione del brand per rafforzare il posizionamento sul mercato.  

Vino in Russia: per le Aziende italiane è tempo di agire

  In un quadro così delineato appare chiaro che le Aziende interessate a vendere i propri vini in Russia devono correre al più presto al riparo. Lavorare sulla brand awareness è la chiave per assicurarsi un presidio sul mercato e rafforzare la propria posizione. L'importante, come sempre, quando si parla di Russia, è farsi trovare dove i potenziali clienti andranno a cercare le informazioni. Ovvero le loro piattaforme digitali. Avere un sito tradotto in russo non è sufficiente: deve essere ottimizzato anche per Yandex, il principale motore di ricerca. Anche una pagina ufficiale su Facebook potrebbe non essere sufficiente. Al di fuori di città come Mosca e San Pietroburgo, gli utenti con età superiore ai 30 anni (quelli con maggiore potere d'acquisto) sono soliti usare social network locali come VKontakte. Stante il fatto che ancora oggi è vietato pubblicizzare un prodotto alcolico come il vino, sono diverse le strategie che le Aziende italiane possono mettere in campo per promuoversi. Puntare sullo story-telling, ovvero raccontare l'Azienda e la sua storia, oppure promuovere il territorio sono sicuramente una buona strada. Come lo è affidarsi a blogger russi del settore che sappiano veicolare il giusto messaggio. Un altro percorso può essere quello di comunicare il vino in maniera indiretta, sfruttando l'immagine di altri prodotti o esperienze riconducibili al mondo del vino stesso. Mai come in questo caso, la creatività non ha limiti.      

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Russia?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato!

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA RUSSIA E’ VICINA….–>  info@east-media.net

Cresce il numero dei turisti cinesi e russi che acquistano in Italia

Le vendite Tax Free nei primi 9 mesi dell'anno sono aumentate dell'8%. La crescita maggiore si registra con i turisti cinesi e russi

  I turisti cinesi e russi amano l'Italia. Il Bel Paese richiama per le sue bellezze, la cucina, il life style...e lo shopping. E' quanto emerge dai dati diffusi da Global Blue, società leader per i servizi Tax Free di shopping. Nei primi nove mesi del 2017, le vendite in Italia nelle aree Tax Free sono cresciute dell'8% rispetto lo stesso periodo del 2016. I principali acquirenti sono i turisti cinesi con una quota del 28%, in aumento del 15% rispetto l'anno scorso. Bene anche i turisti russi, che rappresentano il 9% del totale. Dopo anni difficili, sono tornati a viaggiare e spendere: da gennaio a settembre 2017 si è registrato un incremento negli acquisti del 24%.  

> Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Le categorie merceologiche dove si sono registrati maggiormente gli aumenti degli acquisti Tax Free sono quelle tipiche del Made in Italy. Nei primi 9 mesi dell'anno, il settore “Moda & Abbigliamento” è cresciuto dell'8%, mentre “Gioielli&Orologi” del 7%.    

Milano e Roma le mete dello shopping per i turisti cinesi e russi

I turisti cinesi e russi sono quelli che spendono di più in vacanza in Italia. Come rileva sempre Global Blue, i più “spendaccioni” sono i turisti cinesi con uno scontrino medio di 975 euro. Seguono i turisti russi con uno scontrino medio tax free di 662 euro.

> Leggi anche: Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

  Interessante è notare poi come i turisti cinesi e russi abbiano evidenziato tendenze differenti in termini di mete. I cinesi hanno scelto principalmente Milano (38%), e a seguire Roma (18%), Firenze (9%) e Venezia (6%). I turisti russi, invece, si sono allineati a quelli americani e distribuiti in maniera più omogenea con Roma (23%), Milano (22%) e Firenze (21%).    

Comunicare sui giusti canali

  Ricordiamo che i turisti cinesi e russi utilizzano piattaforme locali differenti da quelle più popolari in Occidente. Per eseguire delle ricerche online al posto del motore di ricerca Google i russi utilizzano Yandex e i cinesi Baidu. Differenti sono anche i social network. Se Facebook è abbastanza diffuso in Russia in città come Mosca e San Pietroburgo tra i giovani, il resto degli utenti è abituato a utilizzare piattaforme come VKontakte e Odnoklassniki.  

> Leggi anche: Social network in Russia: su quali conviene puntare

  Ancora più estrema è la situazione in Cina. Facebook è praticamente sconosciuto perché “bannato”. Gli oltre 800 milioni di utenti cinesi, molto evoluti digitalmente, utilizzano social network come WeChat e Weibo.  

> Leggi anche: Fare marketing in Cina, gli strumenti indispensabili

  Per raggiungere i potenziali clienti cinesi e russi è fondamentale farsi trovare dove andranno a cercare le informazioni. Sia che si voglia brand awareness oppure promuovere un'attività o servizio. Questa è la chiave per assicurarsi delle vendite in Italia con i turisti cinesi e russi.    

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina e Russia?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

 

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. CINA E RUSSIA SONO VICINE… –>  info@east-media.net

   

Esportare in Russia può rappresentare un'ottima opportunità per molte aziende italiane. Specialmente attraverso i siti e-commerce.

  Esportare in Russia significa rivolgersi a un mercato vasto e in forte crescita. Nei primi sei mesi del 2017 il fatturato del settore e-commerce è cresciuto del 22% rispetto lo stesso periodo del 2016. Da gennaio a settembre si sono superati i 7 miliardi di euro e, stando alle previsioni, l'anno si chiuderà con circa 16 miliardi. Questo secondo l' AITC, l'Association of Internet Trade Companies.  

>> Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia. La rinascita dopo la crisi

  Per spiegare meglio quali sono le opportunità per le Aziende che sono intenzionate a esportare in Russia, di seguito proponiamo una panoramica del settore e-commerce e dei consigli per rivolgersi a questo mercato.  

Esportare in Russia con l'ecommerce

  L'e-commerce è un settore relativamente nuovo in Russia, ed è in forte espansione. Circa il 70% dei consumatori russi, ovvero 102 milioni di persone, utilizza internet. E sono 46 milioni i russi che acquistano regolarmente prodotti online. Un pubblico molto vasto.   Da un punto di vista anagrafico, oltre la metà dei russi che effettuano acquisti online ha un età compresa tra i 25 e i 34 anni. Vive nelle città principali come Mosca (il 46%) e San Pietroburgo (11%). E  il 51% di questo pubblico è composto da donne.

    ozon e-commerce russia Come avviene anche in altri Paesi, anche in Russia le categorie merceologiche più popolari sui siti e-commerce sono l'abbigliamento, i cosmetici e i piccoli elettrodomestici.   Nel 2016 le vendite dei Brand esteri sono aumentate del 37% rispetto all'anno precedente. Il 51% di esse proviene dalla Cina, il 24% dall'Europa e il 12% dagli Stati Uniti. La motivazione per cui i prodotti cinesi sono i più venduti è semplice: di solito sono i meno costosi.   I consumatori russi sono ben disposti ad acquistare prodotti europei o statunitensi se trovano delle buone offerte e il prezzo è conveniente rispetto a quello della normale distribuzione.    

Leggi anche: Come vendere online in Russia. Le principali piattaforme e-commerce

Esportare in Russia: La User Experience.

  Spesso, i siti e-commerce russi non offrono una buona user experience. La maggior parte delle piattaforme online non sono intuitive da utilizzare. Il design responsive non è utilizzato frequentemente dai domini dei negozi e il caricamento è spesso troppo lento.   Inoltre i consumatori russi sono preoccupati riguardo ai loro dati personali. Una preoccupazione che si riflette in un preciso comportamento. Il 70% dei consumatori russi preferisce il pagamento alla consegna e il 47% di essi paga alla consegna con una debit card. Qualora si decidesse di vendere online bisogna quindi prevedere questo sistema di pagamento.   A oggi, la maggioranza degli acquisti avviene da computer desktop. Tuttavia, secondo una ricerca di Data Insight, il 27% degli intervistati effettuerebbe volentieri acquisti da mobile se i siti fossero mobile friendly. Gli smartphone sono già il principale mezzo di acquisto online per i consumatori russi più giovani (meno di 25 anni). Chiaramente lo shopping e i pagamenti mobile sono quindi destinati a crescere nei prossimi anni.    ozon e-commerce russia  

Esportare in Russia: la consegna.

  La consegna dei prodotti acquistati online è un altro grande problema in Russia. Può rivelarsi lenta, costosa e poco sicura. E anche se il pacco arriva intatto a destinazione, spesso è possibile che contenga qualcos'altro.   Si tratta di un trend destinato a ridursi con la crescente popolarità e diffusione dell'uso degli e-commerce. Ben consapevoli di questo tallone d'Achille, le principali piattaforme e-commerce russe come Ozon si stanno strutturando per migliorare il servizio offerto.  

>>Leggi anche: Fare SEO per la Russia. Le principali differenze tra Yandex e Google

 

Esportare in Russia: obblighi fiscali e doganali.

  Le realtà estere che vendono prodotti per un valore fino a 1000 euro al mese e un peso inferiore ai 31 kg non hanno obblighi doganali per la consegna. Tuttavia, questa soglia si abbasserà a 500 euro nel 2018 e a 200 euro nel 2019. Le consegne che invece superano questo limite vengono tassate al 30%.   Ben presto, le principali piattaforme che operano in Russia, come Amazon, eBay, e AliExpress, dovranno pagare un'Iva del 18% sugli acquisti effettuati dai consumatori russi. È molto probabile che queste piattaforme aggiungeranno questo carico fiscale al costo subtotale, facendo sì che i prodotti risultino più costosi per il consumatore russo. Potrebbe quindi essere preferibile vendere attraverso una piattaforma e-commerce russa  

>>Leggi anche: Social Network Russia: su quali social conviene fare marketing in Russia

 

Esportare in Russia: la lingua.

  L'EF English Proficiency Index offre una classifica delle nazioni in base alla conoscenza della lingua inglese. Secondo questo indice, solo un russo su due conosce l'inglese e, di conseguenza, per rivolgersi a questo mercato è necessaria un'adeguata localizzazione linguistica.   I consumatori russi sono abituati ad effettuare i propri acquisti utilizzando la loro lingua e la loro valuta. È naturale che siano più disposti ad acquistare il prodotto di un Brand quando possono comprendere il testo di un'offerta speciale o una promozione e utilizzare i filtri senza dover tradurre.     

Far conoscere il Brand e i prodotti

Essere presenti su una determinata piattaforma e-commerce non è sinonimo di successo. Per raggiungere i propri obiettivi di vendita è bene sostenere le vendite del prodotto con delle campagne marketing sui principali canali digitali russi. Innanzitutto, è bene che il proprio sito aziendale sia correttamente tradotto in lingua russa. Poi deve essere ottimizzato per Yandex, il principale motore di ricerca locale. Ricordiamo che anche Google viene utilizzato in Russia. Ma a fare ricerche sul search engine americano sono soprattutto i più giovani.  

>> Leggi anche: VKontakte, East Media partner privilegiato per l'Italia

  Un discorso valido anche per i social network. I russi più giovani, che magari hanno viaggiato tanto, utilizzano Facebook e Instagram. Ma la maggior  parte dei russi, specialmente al di fuori di Mosca e Sanpietroburgo sono legati a social network locali come VKontakte e Odnoklassniki.    

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Russia?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato!

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA RUSSIA E’ VICINA….–> info@east-media.net

 

 

Fare marketing in Cina: gli strumenti indispensabili per avere successo

 

Vuoi fare marketing in Cina? In questo articolo ti illustreremo tutti gli strumenti fondamentali per riuscire a conquistare il mercato cinese

  Limitarsi a copiare e incollare le strategie di marketing che si sono rivelate buone in occidente per fare marketing in Cina non è assolutamente efficace. Per gli stranieri avventurarsi in questo mercato non è facile, la Cina è un paese complesso e per entrare sui suoi mercati bisogna intraprendere un processo delicato che prevede regole e strumenti totalmente diversi.   Se si sta pensando di avviare una campagna di marketing in Cina, è bene assicurarsi di avere a disposizione gli strumenti che elencheremo in questo articolo.   

Fare marketing in Cina. Ecco gli strumenti essenziali:

 

Un'attitudine puntigliosa

  Non siamo in occidente, fare breccia nel mercato cinese è più difficile di quanto si possa immaginare, in particolare se si tratta dell'ambito digitale o del web.   Se un'azienda italiana vuole pubblicizzare i propri prodotti su un motore di ricerca per il mercato americano le basterà un account Gmail e una carta di credito. Ma, se la stessa azienda vuole attuare la medesima strategia e fare marketing in Cina, deve per prima cosa ottenere un account locale tramite un motore di ricerca cinese, affrontare un processo di verifica che può durare diverse settimane, sostenere dei costi considerevoli e, infine, depositare una somma di denaro.  

>>Leggi anche: Web Marketing in Cina: SEO, SEM e Motori di Ricerca

  E ci sono addirittura canali di marketing che non accettano assolutamente inserzionisti stranieri. L'importante è considerare che se un Brand o prodotto non sono conosciuti in Cina, bisogna investire tempo e budget per farli diventare popolari. I consumatori cinesi sono diffidenti per natura, e si deve lavorare in maniera accurata sulla brand awareness se si vuole avere successo.       

Trovare un equilibrio tra diverse piattaforme

  Per avere successo nel lanciare un prodotto in Cina bisogna definire delle campagne strategiche che si svolgano attraverso diverse piattaforme. Questo perché ormai la stampa, la televisione, il web per pc e gli altri media tradizionali sono stati superati di gran lunga dal mobile marketing   La maggior parte delle ricerche internet si svolgono da mobile, e sempre più prodotti vengono venduti tramite differenti app installate sugli smartphone. Da una recente indagine di PWC emerge infatti che ben 5 cinesi su 10 utilizzano lo smartphone per finalizzare acquisti su base giornaliera o settimanale, contro una media mondiale di 1 persona su 10.   Se questo non dovesse essere sufficiente a convincere, basti considerare un altro aspetto: il numero degli utenti della più grande piattaforma social cinese, WeChat, equivale a oltre tre volte la popolazione degli Stati Uniti d'America.   

>>Leggi anche: Come aprire un account business su WeChat

    App cinesi  

Capire quali strumenti equivalgono a quelli che già utilizzi

  La cosa più importante da capire per fare marketing in Cina è che i canali da utilizzare sono completamente diversi a quelli che si utilizzano in occidente. Ecco alcune equivalenze che potrebbero tornarti utili:     

Occidente

Cina

Google

Baidu

Facebook, Twitter

Sina Weibo

Youtube

Youku

Facebook, Whatsapp

WeChat

Ma attenzione: essere presenti su uno solo dei canali cinesi può non essere sufficiente. Abituati a un mercato ricco di contraffazioni, i cinesi prima di procedere all'acquisto sono soliti verificare da più fonti Brand e prodotti.   Un'efficace strategia marketing dovrebbe quindi considerare la presenza su due o più social network locali come Weibo e WeChat. E, per determinati settori, affidarsi anche a degli influencer come i blogger. In Cina godono di maggior seguito e credito che in Italia.

Qualcuno che aiuti a entrare nel mercato cinese

Nessuno dei canali elencati garantisce la gestione dell'account in inglese perciò, a meno che non si conosca il cinese e sappia come funzionano, bisogna trovare degli esperti del settore che aiutino a gestirli.    Inoltre, le aziende estere non possono ottenere l'host di un sito web in Cina e neanche aprire un account ufficiale sui social, perciò per fare marketing in Cina avrai molto probabilmente la necessità di costituirti come azienda a livello locale.   

>>Leggi anche: Hosting in Cina, ecco a cosa serve e come ottenerlo

 

Un bel budget da investire

  Per fare marketing in Cina devi essere disposto a investire un discreto budget. Se non si è disposti a investire del denaro in anticipo per registrare la propria azienda a livello locale, impostare i canali di marketing giusti e trovare persone che li gestiscano le possibilità di successo sono praticamente nulle! La Cina è un mercato dalle grandi potenzialità ma anche da una competitività in tutti settori altissima. Ciò non significa che servono necessariamente dei budget faraoinici. Degli esperti del settore potranno sicuramente guidare e aiutare a pianificare una giusta strategia marketing, che tenga conto delle risorse e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.     

Scarica la guida Digital Marketing in Cina 2017

Tutti gli aspetti del Digital Marketing in Cina sono trattati nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.   [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Guida Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull'immagine per scaricare la guida "Digital Marketing in Cina 2017" in formato PDF[/caption]        

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

 

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net