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  Se ti stai chiedendo come vendere online in Cina, ti trovi proprio nel posto giusto. Infatti abbiamo pensato di proporti la lista delle 10 piattaforme che possono garantire l'ingresso dei tuoi prodotti sul mercato cinese. Quello cinese, infatti, è il più grande mercato dell'e-commerce al mondo. I consumatori cinesi preferiscono acquistare online utilizzando il proprio smartphone piuttosto che recarsi in un negozio tradizionale. Questa forte domanda per lo shopping online ha fatto sì che il settore dell'e-commerce sia diventato estremamente competitivo. Ecco allora una lista delle 10 migliori piattaforme e-commerce cinesi, divise fra locali e cross-border. Infatti, in base ai tuoi obiettivi, target e competitor può essere più utile agire con l'una o l'altra modalità.    >>LEGGI ANCHE: CINA: I 7 TREND DELL'E-COMMERCE NEL 2020 DA NON FARSI SCAPPARE  

Come vendere online in Cina - Piattaforme locali

Con la modalità locale si spedisce da Cina a Cina. Questo naturalmente ha delle conseguenze a livello legale e finanziario per l'azienda. Infatti per posizionarsi su una piattaforma locale è necessaria l’apertura di un conto bancario in Cina, l’utilizzo di un magazzino in loco, la registrazione del proprio marchio e l’utilizzo di pagamenti in CNY. I tempi di consegna, in compenso, sono molto rapidi e la gestione dei resi è efficace. Vediamo ora le principali piattaforme locali.  

1. TMall (天猫)

TMall è la prima piattaforma e-commerce cinese, di proprietà di Alibaba. TMall è stato creato nel 2008 a partire da Taobao Mall. Quest'ultimo, infatti, al tempo non godeva di buona reputazione a causa della contraffazione di alcuni suoi prodotti. Dal 2008 Tmall è cresciuto esponenzialmente, arrivando ad avere 711 milioni di utenti attivi e un market share del 63%. La sua fortuna deriva anche dal fatto di essere un marketplace generalista. Per vendere su TMall, si deve essere il proprietario del brand o un rivenditore autorizzato. Il tipo di store può essere monomarca, autorizzato o multimarca. Attenzione: se state facendo un paragone mentale fra Amazon e Tmall, ricordatevi che esiste una significativa differenza nella struttura del sito. Infatti su Amazon si lanciano semplicemente i prodotti del proprio brand sulla piattaforma preimpostata. Invece avere il proprio store su Tmall significa disporre di homepage, landing page e pagine prodotto personalizzate. di conseguenza la piattaforma permette si presenziare il canale e al tempo stesso aumentare la brand awareness.   Come vendere online in Cina Tmall

2. JD.com ( 京东)

Con 362 milioni di utenti attivi e il 24% di market share, JD.com è il secondo online retailer cinese. Come Tmall, anche JD.com richiede una quota per il servizio offerto e incassa una commissione sul venduto. Inoltre per vendere su JD bisogna aderire al suo processo di partnership. Anche in questo caso è possibile aprire diverse tipologie di store, che variano da store monomarca a outlet. JD è noto per la velocità nella logistica e per le consegne in giornata. Questo perché può vantare il possesso di 200 magazzini e più di 5000 punti di ritiro in tutta la Cina. Sebbene sia secondo a Tmall, JD gode di un'ottima reputazione sulla qualità dei prodotti. Infatti il mantra che ispira le policy di JD.com è "quality first". Grazie a un suo sistema di controllo dell'inventario, la presenza di prodotti contraffatti è molto ridotta.   Come vendere in Cina JD.com

3. Taobao (淘宝网)

La piattaforma Taobao è stata creata da Alibaba nel 2003 per contrastare eBay sul mercato cinese. E ha avuto un grande successo. Da allora Taobao si è costantemente aggiornato per rimanere fra i top player del mercato e-commerce in Cina. Dopo Taobao Mall, citato sopra, è arrivata Taobao Live, la piattaforma di live streaming collegata a Taobao nata nel 2016. Solo fra il 2017 e il 2019 l'aumento delle vendite su Taobao generate da Taobao Live è stato del 150%.   >>LEGGI ANCHE: LIVE STREAMING: COME E PERCHÉ UTILIZZARLO PER COMUNICARE IN CINA NEL 2020   Per un'azienda che si stia chiedendo come vendere online in Cina, Taobao continua è un buon punto di partenza. Funziona proprio come eBay: si può quindi aprire il proprio negozio e cominciare a vendere da subito. Per questo motivo è popolato principalmente da piccoli brand o anche da rivenditori singoli. La facilità di accesso a questa piattaforma è, d'altra parte, anche il suo tallone d'Achille. Come accennato in precedenza, infatti, un tempo Taobao non godeva di un'ottima reputazione per via della presenza di numerosi prodotti contraffatti a buon mercato. Attualmente sta cercando di distanziarsi da questa problematica, mettendo il focus sulle opportunità che offre soprattutto ai suoi utenti più giovani per far crescere i loro brand o semplicemente per trovare prodotti unici.   Come vendere online in Cina Taobao

4. Xiao Hong Shu (小红书)

Al momento, Xiao Hong Shu (Little Red Book) è una delle piattaforme e-commerce più interessanti. Infatti i player dei quali abbiamo parlato sono piuttosto tradizionali e simili fra di loro. Xiao Hong Shu, invece, non è una semplice piattaforma per gli acquisti online: è un incrocio tra un social network e un e-commerce. Una sorta di fusione fra Pinterest e Instagram dove è anche possibile acquistare direttamente prodotti. Per questo motivo è anche una piattaforma gettonatissima dai brand per avviare proficue collaborazioni con i Key Opinion Leader (gli "influencer" cinesi). Xiao Hong Shu è una buona piattaforma di partenza per un'azienda estera, in particolare per quanto riguarda il settore moda o lusso. Per scoprire nel dettaglio quali opportunità cela questa piattaforma per il tuo brand, scarica il report di East Media a riguardo.   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

5. Pinduoduo (拼多多)

Pinduoduo è un'altra piattaforma emergente molto interessante per i brand italiani che non sanno come vendere online in Cina. Come nel caso di Xiao Hong Shu, si tratta di una piattaforma di social commerce, ovvero che fonde elementi social con tratti dell'e-commerce. La particolarità di Pinduoduo però è quella di puntare sul prezzo vantagioso dei prodotti. La piattaforma, infatti, offre ai suoi clienti prezzi sempre più ribassati man mano che coinvolgono altri contatti della loro rete social in un acquisto di gruppo. Il successo di questo approccio è confermato dalle statistiche. Dal 2015, anno della sua nascita, Pinduoduo è arrivata a essere la quinta società sul mercato dell'e-commerce cinese, dopo il gruppo Alibaba, Tencent, Meituan e JD.com. Lo dimostra il numero dei suoi compratori attivi, attestatosi a 440 milioni nel 2019. Per i brand questa piattaforma può essere molto utile per un rapido aumento della brand awareness e per raggiungere le fasce di consumatori delle città di terza e quarta fascia, più attenti alle proprie spese.   >>LEGGI ANCHE: SOCIAL COMMERCE: IL FUTURO DEGLI ACQUISTI ONLINE IN CINA

6. Suning.com (苏宁易购)

Suning.com è la piattaforma e-commerce di Suning, uno dei più grandi retailer privati in Cina. Per volume di vendite, Suning non è ancora ai livelli di JD, TMall, e Taobao. Tuttavia nel 2020 ha registrato numeri molto positivi, complice anche la digitalizzazione dei consumi dovuta al Coronavirus. Secondo il rapporto finanziario del primo trimestre dell'anno, la piattaforma ha raggiunto un fatturato operativo di circa 7,5 miliardi di euro. La quota delle vendite online è aumentata addirittura del 69% e sulla piattaforma sono arrivati 23 milioni di nuovi utenti.  

7. Piattaforme minori: Gome.com e VIP.com

In questa lista sono state considerate solo alcune tra le piattaforme e-commerce più popolari in Cina. In realtà ne esistono molte di più, e spesso si rivolgono a settori specifici quali moda, cosmesi o prodotti per l'infanzia. Ricordiamo che per aver successo non è sufficiente essere presenti su una sola piattaforma e-commerce. Spesso può essere utile posizionarsi anche su una piattaforma minore o settoriale particolarmente adatta al proprio brand. Per questo motivo citiamo altri due player di dimensioni minori. - Gome (国美电器): La società Gome, fondata a Pechino, esiste sin dal 1987. Come Suning, anche Gome ha iniziato con i negozi fisici, in particolare nel settore degli elettrodomestici in Cina e a Hong Kong. In seguito ha aperto la sua piattaforma online gome.com.cn. - VIP.com (唯品会): Piattaforma fondata nel 2008 a Guangzhou dalla società Vipshop. Fra le principali categorie di prodotti offerti troviamo l'abbigliamento e l'elettronica. Per rendere la sua offerta si focalizza sui flash sales e sulla scontistica. Per questo collabora con più di 1000 brand, accordando un prezzo ribassato e vantaggioso per i clienti.  

Come vendere online in Cina - Piattaforme cross-border

Con la modalità cross-border la spedizione è di tipo internazionale, di conseguenza non è necessario stoccare la merce in Cina o registrarsi come entità legale presente sul territorio. I pagamenti avvengono in valuta straniera, il marchio è registrato all’estero e anche il conto bancario dell'azienda è internazionale. I tempi di spedizione, però, raggiungono i 10-14 giorni e la gestione dei resi è più complessa. Pur essendo quello del cross-border un mercato più frammentato rispetto a quello dell’e-commerce nazionale, ci si aspettano comunque 200 milioni di compratori nel 2020. Vediamo ora i tre principali player del cross-border in Cina:  

8. Tmall Global

Tmall Global è la piattaforma cross-border di proprietà del gruppo Alibaba legata all'e-commerce locale Tmall. Sicuramente è il principale player nel settore cross-border cinese. Infatti ospita 20.000 brand da 77 diversi Paesi. Non solo aiuta i brand internazionali ad aprire il proprio store per vendere in Cina, ma li supporta anche sotto l'aspetto tecnico e amministrativo.  

9. Kaola.com

Lanciata nel 2015 e acquisita nel 2019 da Alibaba, è una delle principali piattaforme e-commerce cross-border. Collabora con marchi di abbigliamento, maternità, beauty e molte altre categorie di prodotti. Acquistando direttamente dai brand oltreoceano, evita intermediari e distributori locali. In questo modo può offrire prodotti a prezzi competitivi.  

10. JD Worldwide

Come Tmall e Kaola, anche JD Worldwide offre i suoi spazi per fare da vetrina virtuale ai brand internazionali. Grazie alle partnership con compagnie di logistica internazionali come DHL, assicura la spedizione del prodotto fino al cliente in Cina. Fra i principali requisiti per i brand che vogliano inserirsi su questa piattaforma c'è quello di essere un'azienda registrata al di fuori della Cina. Al tempo stesso, però, si deve garantire la presenza di un centro resi in loco e la traduzione delle descrizioni dei prodotti in cinese.  
  L'e-commerce in Cina si sta sempre più muovendo verso un'integrazione con le piattaforme social. Nasce così il fenomeno del social commerce. Se vuoi saperne di più sull'hot trend delle vendite online in Cina, non ti resta che scaricare il nostro nuovo report sull'argomento. Clicca sull'immagine sotto!   social commerce come vendere online in Cina   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

WeChat Advertising: gli Ads WeChat Moments e WeChat Official Account

In questo articolo ti illustreremo alcune novità del WeChat Advertising. Ecco cosa sono gli ads WeChat Moments e WeChat Official account

 

WeChat Advertising: chi può utilizzare WeChat Moments ads?

  WeChat Moments ads è una funzione per il WeChat Advertising che coinvolge sia l'inserzionista che l'utente. Gli ad sono visibili tra i moments dell'utente, praticamente come nella timeline di Facebook. Gli utenti vedono questi ad mentre scorrono i propri feed e possono dunque interagirvi.   C'è una lista di settori specifici per i quali sono disponibili gli ad WeChat Moments. Le definizioni di questi settori sono piuttosto generiche e includono prodotti alimentari e bevande, il settore del catering, quello automobilistico, quello del gaming, i viaggi, i servizi per internet e molti altri. Al momento restano escluse le aziende che si rivolgono a settori di nicchia.  

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Iscriviti alla nostra newsletter e condivideremo con te le news più importanti per rimanere sempre aggiornati. Sapere è Potere

  Gli ad WeChat moments hanno ovviamente anche un costo: la soglia minima è stata fissata a 50000 Yuan (circa 6400 euro) e sono offerti su base CPM.   Il costo CPM può andare dai 50 ai 180 Yuan, in base al target geografico e il tipo di ad utilizzato. Utilizzare gli ad WeChat Moments nelle città principali (come Pechino e Shanghai) è più costoso e il CPM per gli ad video è più alto rispetto a quello relativo a testo e immagini.   Il budget minimo giornaliero per gli ad WeChat Moments dev'essere di almeno 1000 Yuan.  

>>Leggi anche: Il live streaming in Cina e i nuovi Key Opinion Leader

  [caption id="attachment_6414" align="alignnone" width="1022"]WeChat Advertising WeChat Advertising[/caption]  

Ad WeChat Moments: come funzionano?

  Gli ad WeChat Moments includono i seguenti elementi:   – Nome del brand e immagine del profilo; – Descrizione dell'ad (fino a 40 caratteri); – Un massimo di 6 immagini o video di durata dai 6 ai 15 secondi; – Link a una pagina web (HTML5) con host Tencent; – Gli utenti possono inoltre interagire con un "like" o commentando.   Gli utenti possono visualizzare un ad WeChat moments ogni 48 ore. L'ad scomparirà entro sei ore se l'utente non vi interagisce. Gli utenti possono inoltre selezionare l'opzione "non interessato" per evitare che l'ad, ma anche altri ad simili, venga riproposto in futuro.   Ma, se l'utente interagisce con l'ad, aumenteranno le probabilità che i suoi amici ricevano lo stesso ad. Questa funzione aumenta le probabilità che l'ad abbia un effetto virale.  

>>Leggi anche: Cosa scrivere su WeChat – Il titolo perfetto per i tuoi contenuti

 

Targeting

  Si possono impostare diversi criteri per il targeting se si utilizzano gli ad Moments per il WeChat Advertising. Allo stato attuale, WeChat offre le seguenti opzioni:   Localizzazione: Le location sono definite su tre livelli: città principali, grandi città e altre località: Città principali: Pechino, Shanghai Grandi città: Guangzhou, Chengdu, Shenzhen, Hangzhou, Wuhan, Suzhou, Chongqing, Nanjing, Tianjin, Xi’an, Guiyang, Changsha, Qingdao, Ningbo, Zhengzhou, Dalian, Xiamen, Jinan, Harbin, Fuzhou   Sesso e età: Sesso(maschio/femmina) e varie fasce d'età tra dai 5 agli oltre 60 anni   Settore specifico o interessi dell'utente: Le aziende possono scegliere tra 18 settori e 122 sottocategorie. Le 18 categorie principali includono anche: la formazione, i viaggi, il settore finanziario, le automobili, il settore immobiliare, mobili e arredi, moda, servizi professionali, cosmetici, elettrodomestici, sport, salute, borse, orologi, scarpe, gioielli, sevizi legali, beni di lusso, bevande, internet, intrattenimento...   Stato: Single, sposato, appena sposato o con figli piccoli   Titolo di studio: PhD, master, laurea, diploma, licenza media   Comportamento su WeChat: Utenti che seguono il tuo account pubblico, che utilizzano già la tua app, che hanno utilizzato un coupon WeChat tramite gli ad durante l'anno passato, e che hanno dimostrato interesse nei tuoi ad precedenti durante l'anno passato. Gli utenti che hanno dichiarato di non essere interessati ai tuoi contenuti verranno rimossi.  

>>Leggi anche: Come aprire un account business su WeChat

 

WeChat Advertising: Chi può utilizzare gli ad WeChat official account?

  Gli ad WeChat official account vengono mostrati sotto forma di banner in fondo a un articolo pubblicato presso un'atro account ufficiale. Si tratta di uno strumento diverso per il WeChat Advertising e cercheremo di spiegarti come funziona   Al momento, tutti gli account possono utilizzare gli ad WeChat official account e non sono previsti limiti relativi alla tipologia di industria come per gli ad WeChat Moments.   Utilizzare questo tipo di ad è anche molto meno costoso se confrontato con gli ad WeChat Moments - l'investimento minimo è infatti pari a 1000 Yuan (ovvero circa 128 Euro).   Sono disponibili sia in modalità CPM che CPC. Il prezzo per il CPM va dai 5 ai 25 Yuan in base alla tipologia di città e al genere di ad (gli ad video sono più costosi).   Il CPC è valutato in base a un costo minimo di 0,5 Yuan ma può raggiungere costi significativi, in particolare per i settori molto competitivi.    Il budget minimo giornaliero è di 50 Yuan per gli ad con testo e immagini e di 200 Yuan per i video.  

Come funzionano?

  – Un utente qualificato pubblica un articolo sul proprio account WeChat; – Il banner verrà mostrato nella parte inferiore dell'articolo a esso relativo; – L'utente può interagire con l'ad mediante un pulsante, anche se non può commentarlo (gli utenti possono comunque commentare l'articolo stesso); – Il banner contiene un logo, il nome dell'account e un titolo, oppure un immagine o un video; – Il pulsante può linkare una pagina web (HTML5) con host su server Tencent; – Questi ad possono spingere l'utente a seguire un determinato WeChat Official Account, a scaricare una app, a richiedere un codice per un coupon, ad acquistare un prodotto, a iscriversi oppure a visitare una landing page creata ad hoc.  

>>Leggi anche: 7 funzioni di WeChat che forse non conosci

 

Targeting

Le opzioni per il targeting per gli ad WeChat official account sono identiche a quelle degli ad WeChat Moments.   In passato, gli ad WeChat official account hanno ricevuto diverse critiche per via della bassa CTR (percentuale di click) e per le scarse possibilità di controllo. Attualmente, è ancora WeChat a decidere su quali account verranno mostrati i banner. Chi fa WeChat Advertising non ha alcun modo di controllare e specificare con esattezza dove appariranno gli ad.   Un metodo molto popolare per fare WeChat Advertising consiste nel rivolgersi ai cosiddetti KOL (key opinion leaders) per riuscire a indirizzare i propri ad su account ufficiali specifici ovviando a queste limitazioni degli ad WeChat official account.  

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Indicizzare un sito in Cina - Ecco la checklist definitiva

 

Vuoi indicizzare un sito in Cina? Sappi che il web cinese è molto diverso dal nostro. Ti spiegheremo cosa fare in questa guida.

  Se stai pensando a come indicizzare un sito in Cina per promuovere la tua azienda devi considerare alcuni aspetti molto importanti. Prima di cominciare a lavorare sulla tua presenza sul web cinese devi comprendere quali sono i criteri grazie ai quali riuscirai ad avere un buon livello di indicizzazione sui principali motori di ricerca cinesi. Ignorando questi aspetti il tuo sito potrebbe essere irrimediabilmente penalizzato da motori locali come Baidu.   Noi di East Media abbiamo deciso di fornirti un’utilissima checklist da seguire per indicizzare un sito in Cina. Seguila attentamente e contattaci pure per qualsiasi informazione sul tuo marketing in Cina. I nostri esperti sapranno consigliarti al meglio per far sì che i tuoi prodotti o servizi raggiungano i consumatori cinesi.  

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[caption id="attachment_6154" align="alignnone" width="1024"]Indicizzare un sito in Cina Indicizzare un sito in Cina[/caption]

I 10 passi fondamentali per indicizzare un sito in Cina:

 

#1: Sottodomini o domini multipli

  Baidu non ama i sottodomini, che vengono invece utilizzati molto spesso per i siti multilingua. È per questo che dovresti evitare di impostare un dominio en.mysite.com per la lingua inglese e uno zh. mysite.com per la lingua cinese. Baidu preferisce avere un dominio separato per ogni lingua. Ad esempio, se il tuo sito principale è www.mysite.com, dovresti creare il dominio www.mysite.cn per la lingua cinese. Certo, un sito a parte è più difficile da gestire, tuttavia è una condizione necessaria per una buona indicizzazione su Baidu.  

#2: Utilizzo di file robot.txt

  Un’altra caratteristica di Baidu è che il principale motore di ricerca cinese non ama i file robot.txt – che rappresentano lo standard con il quale Google comunica con i crawler. Vengono utilizzati per comunicare al motore di ricerca quali pagine non devono essere analizzate dai crawler. Per migliorare la tua presenza sul web cinese, devi fare in modo che queste istruzioni specifiche siano comunicate da file .htaccess o tramite le impostazioni del server. Un altro ottimo motivo per avere un dominio separato per il tuo sito cinese.  

#3: Nome dominio

  Baidu indicizza meglio i domini .CN rispetto ai domini .COM e .NET. Dal momento che la registrazione per l’utilizzo dei domini .CN è stata aperta anche alle aziende straniere, oggi è più semplice ottenere un dominio cinese. E c’è il rischio, una volta affermata la presenza di un’azienda in Cina, che il dominio possa essere acquistato da altri, con l’intenzione di rivenderlo a un prezzo maggiorato. È opportuno registrare il proprio dominio il prima possibile.  

#4: Ottimizzazione del caricamento del sito

  Un tempo di caricamento troppo lungo non solo penalizzerà la user experience del visitatore cinese, ma anche l’indicizzazione del sito su Baidu. La soluzione migliore è trovare un host cinese, tuttavia è necessario ottenere una licenza ICP da parte del Ministero dell’Industria e delle Tecnologie Informatiche che viene rilasciata solo ad aziende registrate in Cina. Un host di Hong Kong potrebbe migliorare la velocità di caricamento ma non avrà mai le prestazioni di un host cinese.  

>> Leggi per approfondire: Hosting in Cina, ecco a cosa serve e come ottenerlo

 

#5: Link a siti bloccati

  I link a social media bloccati come Facebook, Twitter o YouTube appariranno come non funzionanti, e questo allungherà anche i tempi di caricamento. Inoltre, servizi quali i font di Google non verranno caricati e i tuoi font non appariranno come previsto. Anche Google Maps e i video che hai caricato da YouTube non funzioneranno. L’unica soluzione è l’utilizzo di servizi locali equivalenti ai prodotti bloccati come Weibo, YouKu e WeChat.    

#6: Keyword proibite

  Se il tuo sito utilizza una keyword proibita, non verrà indicizzato da Baidu ed è molto probabile che venga totalmente bloccato. Su Wikipedia puoi trovare una lista delle keyword proibite piuttosto aggiornata, sono soprattutto relative alla politica ma devi tener presente che questa lista può cambiare in occasione di particolari eventi. In ogni caso, evitare di trattare l’argomento politica in Cina è sempre una buona idea.   motore di ricerca cinese SEO su Baidu  

#7:  Ricerca delle keyword

  Altrettanto importante è condurre delle ricerche appropriate per le keyword da utilizzare con i tool messi a disposizione da Baidu piuttosto che da Google. Inoltre, le keyword non devono essere mai delle traduzioni letterali dall’inglese – Google translate o tool simili non sono affatto adatti a questo scopo. Ecco perché è importante rivolgersi a un traduttore professionista o, almeno, a un madrelingua cinese.  

#8: Utilizzare iFrames, JavaScript e Flash

  Proprio come Google, Baidu non analizza con i suoi crawler i contenuti iFrames e Flash. Mentre ci sono dei miglioramente nell’analisi di JavaScript da parte di Google, Baidu continua a non tenerlo in considerazione. Ciò significa che qualsiasi tuo contenuto SEO non dovrebbe essere in  JavaScript, compreso il menù drop down di navigazione. Ecco perché è sempre bene avere un secondo menù che non sia basato su JavaScript.  

#9: Link building

  Al momento, Baidu continua a preferire la quantità di link alla qualità, ciò significa che le tecniche e i trucchi che funzionavano con Google 3 o 4 anni fa sono ancora validi per indicizzare un sito in Cina. È molto probabile però, che Baidu seguirà l’approccio di Google concentrandosi sulla qualità dei link. Per il momento, un buon numero di back link è ancora una valida risorsa dal punto di vista SEO.  

>> Leggi anche la nostra Fare SEO su Baidu

 

#10: Registrazione del sito su Baidu

  Baidu non è veloce nell’individuare i siti, è molto meglio registrare manualmente il proprio dominio. Poiché Baidu non offre un tool equivalente a Google webmaster tools, il sito deve essere ri-registrato ogni volta che si implementano modifiche sostanziali. Ecco il link per la registrazione con il Baidu submission tool.

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Sina Weibo - Nuove regole da seguire per i Key Opinion Leader

 

Sina Weibo ha stabilito delle nuove regole che cambieranno il modo in cui i Key Opinion Leader prepareranno i loro post

    L’utilizzo dei KOL (key opinion leader) sui social come Sina Weibo e WeChat rappresenta una delle migliori social media marketing strategy da applicare in Cina. Abbiamo già scoperto la figura del KOL in altri articoli proposti dal nostro blog ma, a quanto pare, ci sono delle grosse novità su questo fronte.  

>> Leggi anche: Blogger e influencer: perché in Cina sono così importanti nelle strategie marketing

  Stando alle indiscrezioni che giungono dal web, Sina Weibo ha recentemente introdotto una serie di nuove regole che stabiliscono ciò che i KOL possono o non possono fare sulla sua piattaforma.  Di seguito vi proponiamo i punti principali  

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Le nuove regole di Sina Weibo:

 

Link bloccati verso tutti i siti di e-commerce eccetto quelli di proprietà di Alibaba

Questa regola non ci sorprende affatto vista la feroce competizione tra i colossi del web cinese Baidu, Alibaba e Tencent. Dal momento che Alibaba è il principale azionista di Sina Weibo, vuole assicurarsi di poter sfruttare al massimo le sue piattaforme di e-commerce come Taobao e Tmall.

Gli account dei KOL devono richiedere dei permessi prima di promuovere più di un brand per post

Questa nuova regola è improntata a migliorare la qualità dei post. Promuovere più brand in un singolo post avvantaggia soprattutto gli stessi KOL (che possono essere pagati di più), tuttavia il messaggio di marketing si diluisce e questo non è un bene per i brand.

Tutti i post che presentano external links riceveranno una penalità in termini di visibilità del 20%

Chiaramente, Weibo vorrebbe trattenere più traffico possibile all’interno della sua piattaforma. Ad esempio post che linkano altri post di Weibo o pagine che indicizzerebbero meglio rispetto a quelle esterne alla piattaforma. Ad accezione dei link collegati ad Alibaba.

Post che contengono contenuti plagiati riceveranno una penalità del 50%

Questa nuova regola di Sina Weibo non arriva al punto delle normative di WeChat, dove i post di questo tipo vengono addirittura eliminati. Di sicuro, in alcuni casi, dimostrare chi sia stato a copiare non sarà facile ma la regola segue la direzione che da tempo ha intrapreso weibo per valorizzarsi come canale di informazione e divulgazione.  

>> Leggi anche: Come ottenere follower su WeChat, il top social cinese

I post che contengono immagini di forma allungata riceveranno una penalità del 50%

Secondo Elijah Whaley di ParkLU, questa regola può creare confusione. Queste immagini erano molto popolari tra gli utenti e non è chiaro il perché Weibo le abbia proibite. Su questo punto rimaniamo in attesa di evidenze più chiare.

Gli account che si limitano a condividere i post altrui riceveranno una penalità

Questa regola è stata concepita per migliorare la qualità dei post e creare contenuti originali piuttosto che riciclarne di vecchi.

I post che contengono un QR code riceveranno una penalità

La penalità per i QR code è ovviamente mirata a colpire il principale rivale di Weibo, ovvero WeChat. Non si tratta di niente di nuovo però - Weibo già da tempo impedisce di postare QR code provenienti da WeChat. Ci sono però numerosi trucchi per aggirare il problema in modo da poter attuare una strategia cross mediale. Chiedicele ;-)

I post che fanno menzione di WeChat riceveranno il massimo della penalizzazione e verrano limitati a una visibilità del 10%

Ecco un altro duro colpo a WeChat. In realtà, anche WeChat ha bloccato tutti i link agli ecommerce di Alibaba come Taobao e Tmall già da molti anni, e questa scelta è piuttosto comprensibile visto la dura lotta tra i colossi Alibaba e Tencent.

Account che trattano argomenti come il marketing, le vendite o l’advertising aziendale potrebbero essere penalizzati

Con questa nuova regola, la piattaforma sta cercando di evitare di promuovere la concorrenza cui potrebbero far gola i proventi di Weibo dall’advertising. I post si dovrebbero concentrare sulla promozione di brand, prodotti e servizi piuttosto che trattare i potenziali concorrenti di Weibo.

Le campagne lucky draw devono utilizzare la funzione lucky draw di Weibo o si verrà penalizzati

Questa funzione è molto popolare sui social cinesi, e Weibo preferisce che si utilizzino i propri tool rispetto ai servizi offerti da terzi per questo genere di campagne. In tal modo, il traffico resterà all’interno di Weibo piuttosto che dirigersi altrove.   Insomma, il mondo dei social cinesi è in continua evoluzione. Conoscere le regole delle diverse piattaforme social è fondamentale per applicare efficaci strategie di digital marketing.

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Cos'è JD.com e come funziona

 

In questo articolo, vedremo cos'è JD.com e come funziona, perché JD.com è una delle principali piattaforme per l'e-commerce cinesi

 

Cos'è JD.com?

Ha sede a Pechino ed è quotato nei listini del NASDAQ, JD.com (precedentemente noto come Jingdong Mall e 360buy.com) è secondo solo ad Alibaba sul mercato dell'e-commerce in Cina.  

>> Leggi anche: Alibaba e l’esplosione dell’e-commerce in Cina

  L'azienda è stata fondata da Liu Qiangdong (Richard Liu) nel luglio del 1998 come negozio online di prodotti tecnologici magneto-ottici con il nome di Jingdong Mall. Da allora il sito si è espanso includendo prodotti elettronici, tra i quali cellulari e computer e ha cambiato nome nel 2007 diventando 360buy.com. L'azienda ha nuovamente cambiato nome nel 2013 diventando finalmente JD.com.   Oggi, JD.com è una piattaforma per l'ecommerce che può vantare una gamma di prodotti incredibilmente ampia che include categorie quali i cosmetici, il cibo fresco, abbigliamento, e molto altro. I prodotti che hanno registrato una crescita più veloce in termini di vendite sono i cosmetici, il cibo e i prodotti elettronici.  

>> Leggi anche: Cosa esportare in Cina: i prodotti esteri più popolari

 

Dimensioni

JD.com è una delle piattaforme online più grandi per quantità di prodotti. Il numero di prodotti offerti da JD.com è cresciuto vertiginosamente nel corso degli anni e il portale ha superato da tempo i 100 milioni di utenti. [caption id="attachment_6330" align="alignnone" width="1920"]Cos'è JD.com e come funziona Cos'è JD.com e come funziona[/caption]

I vantaggi di JD.com

Sin dal 2007 JD.com ha deciso di creare un proprio network di distribuzione nazionale che può vantare 86 depositi, 1620 stazioni di consegna e 214 stazioni di raccolta dislocati in ben 495 città cinesi.   Grazie a questo network, JD.com consegna direttamente la merce ai clienti, e oltre il 70% degli acquisti online vengono consegnati entro 24 ore   JD.com è molto attivo anche sullla promozione attravero i social media, soprattutto con il colosso dei social media cinesi WeChat con cui ha stretto una partnership che contrasta quella sull'altro fronte Alibaba e Weibo.  I prodotti presenti su jd.com sono disponibili anche attraverso l'app di WeChat, cui sono dovute il 32% delle vendite online dell'e-commerce.   

>> Leggi anche: Come aprire un account business su WeChat

 

Diffusione

JD offre incredibili opportunità ai fornitori esteri. La sua app spesso è già installata sugli smartphone acquistati dai cinesi ed è l'e-commerce più diffuso in Cina dopo Tmall e Taobao. JD.com è più forte nel nord della Cina ma JD.com ha recentemente annunciato una partnership strategica con Yihaodian per espandersi più direttamente verso sud e creare delle sinergie con Walmart. JD.com è una delle piattaforme cinesi più competitive per via dell'alto numero di venditori e di SKU (stock keeping units). I venditori che non investono nel promuovere le vendite sfruttando il digital marketing non riescono a piazzare i propri articoli tramite JD.com. Per avere una buona visibilità e vendere grazie anche all'immagine del proprio brand bisogna cercare di indirizzare il traffico verso le pagine dello store  

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Reputazione

JD.com gode di ottima popolarità in Cina, soprattutto per merito dei tempi di consegna molto brevi, i prezzi competitivi e l'ampia gamma di prodotti offerti. JD.com domina soprattutto il mercato dei prodotti elettronici e del cibo fresco. I tempi di consegna sono i più veloci di tutto il paese.   I consumatori che hanno la necessità di comprare un prodotto con una certa urgenza si rivolgono quasi sempre a JD.com. Sanno di trovare prezzi convenienti e di potersi avvalere del servizio di consegna in giornata (disponibile per la maggior parte dei prodotti acquistati entro le 11 del mattino).   JD può vantare di una reputazione superiore a quella di Alibaba nell'ambito della lotta ai prodotti contraffatti. Grazie al suo network, JD riesce a controllare meglio i movimenti all'interno del proprio inventario. Mentre Alibaba, per via della logistica affidata a terzi incontra qualche difficoltà nel controllo del movimento dei prodotti.   

Come funziona JD.com

JD opera in base a due modelli fondamentali:  
  1. Pre-acquisto dei prodotti dal fornitore. JD si assume la responsabilità relative ad aspetti quali la logistica internazionale, gli aspetti doganali, l'immagazzinamento, la progettazione della pagina del prodotto, il marketing e i servizi successivi alla vendita.
  2. I brand possono aprire uno store e gestire le operazioni. Tra le operazioni vi sono il customer service, la landing page e la progettazione della pagina del prodotto, il marketing e i servizi successivi alla vendita.
  Venditori: JD è interessato alla partnership con i fornitori diretti, ma lavora anche con aziende di trading in possesso dei permessi necessari per distribuire i prodotti per conto del fornitore.   Logistica: JD offre i propri servizi di logistica internazionale tra i quali vi sono il trasporto merci, l'adempimento degli obblighi doganali, l'immagazzinamento e la consegna all'acquirente.   Esclusiva: JD.com richiede spesso l'esclusiva sulle vendite online (non valida per la distribuzione offline). Quindi i venditori possono vendere i propri prodotti solo su JD e non su altre piattaforme come Tmall. Tuttavia, i fornitori possono aggirare questo ostacolo creando diversi brand per un prodotto identico. Ad esempio, un'azienda che produce latte può creare due brand utilizzando la stessa formula dando a JD l'esclusiva per la vendita di un singolo brand e vendere l'altro prodotto su un altro sito e-commerce.   Servizi di pagamento per i clienti: I pagamenti per i prodotti presenti su JD avviene tramite JD Pay e WeChat Wallet.  

>> Leggi anche: Cos’è e come funziona WeChat Wallet

 

Conclusioni

JD.com è di certo una potentissima piattaforma per l'e-commerce che può vantare un seguito vastissimo, servizi molto efficienti e una partnership strategica con WeChat.   Si tratta di una delle piattaforme più competitive per i fornitori. La sua ampia base di utenti è molto attenta al prezzo dei prodotti, anche rispetto ad altre piattaforme di nicchia. JD è perciò adatta a brand affermati con un buon budget da investire nel marketing per ottenere una maggiore visibilità. E che hanno costi di produzione minori che permettano loro di vendere prodotti a costi inferiori in grandi quantità.  

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Come guadagna Alibaba Group? In questo articolo ti spiegheremo la struttura di questo colosso dell’economia cinese.

  Come guadagna Alibaba ? L’Alibaba Group, che in molti chiamano semplicemente “Alibaba,” nasce nel 1999 quando l’insegnante di inglese Jack Ma crea il portale B2B Alibaba.com, una piattaforma che mette in contatto le aziende manifatturiere cinesi con acquirenti d’oltreoceano.   Abbiamo deciso di parlarti di questo colosso perché i suoi servizi rappresentano una risorsa fondamentale per chi vuole entrare sul mercato cinese e vendere i propri servizi e prodotti. Oggi, l’Alibaba Group è un portale per l’e-commerce quotato in borsa con un’offerta pubblica iniziale che ha raggiunto i 25 miliardi di dollari nel settembre del 2014.  Grazie a questi risultati ha raggiunto una valutazione degna di veri e propri giganti americani quali Boeing e Walt Disney e ha letteralmente stracciato i suoi rivali Amazon ed eBay.

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Per comprendere come guadagna Alibaba è necessario conoscere tutte le sue numerose holding, che spaziano da portali quali Taobao Marketplace e Tmall.com a servizi di pagamento come Alipay. In questo articolo analizzeremo una per una le varie business unit della famiglia dell’Alibaba Group e cercheremo di capire come funzionano e interagiscono tra loro.   [caption id="attachment_6234" align="aligncenter" width="1024"] La pagina Tmall della casa vinicola Mezzacorona[/caption]  

Alibaba.com

Alibaba.com è una piattaforma di eCommerce per le piccole aziende, ed è il cuore dell’impero dell’Alibaba Group. Mette in contatto milioni di acquirenti e fornitori in tutto il mondo, aiutando le piccole aziende a trovare aziende manifatturiere, esportatori e grossisti.

>> Potrebbe interessanti: Weibo, cos'è e come funziona il "twitter/facebook cinese"

I venditori offrono ogni prodotto immaginabile sul suo sito. Puoi trovarci indumenti, prodotti elettronici, cosmetici, prodotti per l’agricoltura e il cibo, ricambi di apparecchi industriali e utensili. Alibaba.com offre oltre 40 categorie merceologiche ed è disponibile in oltre 190 paesi o regioni. Ogni giorno, acquirenti e venditori si scambiano circa 100000 messaggi. Nell’ottobre del 2014, Alibaba.com ha annunciato un’integrazione con Bigcommerce, una piattaforma di commercio online per piccole aziende. I venditori di Bigcommerce possono sfruttare i servizi di Alibaba.com quali ad esempio la sua piattaforma per i pagamenti sicuri, mentre i venditori di Alibaba hanno la possibilità di vendere i propri prodotti a un numero maggiore di clienti.  

Taobao Marketplace

Taobao è l'ecommerce più grande dell'Alibaba Group, si tratta di una piattaforma online con ben 7 milioni di venditori che si rivolgono direttamente al consumatore, proprio come su eBay. Creato nel 2003, Taobao vende 4800 articoli al minuto e può vantare oltre 500 milioni di account. Su Taobao, ci sono 800 milioni di prodotti in vendita, quali cosmetici, biglietti di spettacoli, vestiario, droni, e addirittura fidanzati in affitto. Per essere notati, molti venditori pagano Alibaba affinché i propri prodotti siano in evidenza.

>> Leggi anche: Il boom dell'ecommerce in Cina 

Taobao utilizza il servizio Wangwang Chat che permette agli acquirenti di comunicare direttamente con i venditori per trattare il prezzo di un articolo o per determinare l'autenticità del prodotto. Una volta raggiunto un accordo possono utilizzare il servizio di pagamento Alipay (del quale parleremo in seguito) che garantisce all'acquirente una certa sicurezza. Il cliente non paga il prodotto se non al termine della consegna, dopo la quale può anche dare un sua valutazione del venditore. [caption id="attachment_6263" align="alignnone" width="1218"]Come guadagna Alibaba Come guadagna Alibaba[/caption]

Tmall.com

Lanciata nel 2010, Tmall.com è una piattaforma B2C che permette ai brand di vendere prodotti e servizi ai consumatori cinesi. Tmall.com sfrutta l'infrastruttura di Taobao e utilizza il sistema di pagamento Alipay. Ma i venditori devono essere autorizzati per aprire uno store. Aziende del settore lusso come Hugo Boss e brand che si occupano di beni di consumo come Costco hanno da tempo uno store anche su Tmall.com. Mentre su Taobao si rischia di acquistare prodotti contraffatti, i rigorosi controlli di Tmall.com assicurano l'autenticità del prodotto. Tmall.com permette la vendita solo al brand stesso o alle sue eventuali aziende produttrici. Tmall.com vanta oltre 70000 store ufficiali tra quali vi sono quelli di brand come Calvin Klein, Burberry, Proctor & Gamble e Samsung.  

Alipay

Alipay, la versione di PayPal dell'Alibaba Group, è il principale sistema di pagamento online utilizzato in Cina. Viene sfruttato da Taobao e Tmall.com per garantire un servizio che riduce al massimo il rischio nelle transazioni. La popolarità di Alipay è esplosa quando Alibaba ha deciso di permettere agli acquirenti di valutare il prodotto prima di pagare il venditore. Durante il capodanno del 2014, quando le banche erano chiuse, Alipay Wallet (ovvero la app per il mobile payment) ha processato oltre 100 milioni di transazioni.  

Juhuasuan

Fondata nel 2010, Juhuasuan è una piattaforma per il commercio che si basa sulle cosiddette “flash sales". Ovvero prodotti offerti per un periodo limitato a un prezzo incredibilmente scontato. Tra gli articoli venduti ci sono capi d'abbigliamento, articoli per la casa, prodotti elettronici, prodotti per l'infanzia e giocattoli. Dal 2013 è attiva anche a Hong Kong e in Taiwan. Le opzioni di pagamento permettono il ricorso a servizi Visa, MasterCard, PS, JCB o Alipay Card. Juhuasuan vende prodotti dei brand più popolari tra i quali possiamo ricordare Apple, L’Oreal, Unilever, Proctor & Gamble e Adidas.   

Alibaba Cloud Computing

Alibaba Cloud Computing, nota anche come AliCloud, offre un servizio cloud per le aziende. I venditori e gli utenti attivi sulle piattaforme e-commerce dell'Alibaba Group. Oltre 100.000 siti di aziende, sistemi operativi e applicazioni sfruttano i servizi di AliCloud che ha ben 5 data center situati a Hangzhou, Qingdao, Beijing, Shenzhen e Hong Kong. Come Amazon Web Services, anche AliCloud è partita come supporto per le piattaforme online e i servizi di pagamento di Alibaba per poi rivolgersi anche a clienti esterni.  

Come guadagna Alibaba - Le ragioni del suo successo 

Come Amazon, anche l'Alibaba Group guadagna una percentuale molto relativa rispetto al totale delle vendite. Tuttavia, a differenza di Amazon, l'Alibaba Group opera su un mercato molto più vasto e in costante crescita. Le cifre sono naturalmente più grandi. Le sue piattaforme, in particolare Taobao, Tmall.com e Juhuasuan, ospitano milioni di acquirenti e venditori. E bisogna considerare che l'Alibaba Group non si rivolge solo alla Cina ma, di recente, anche alle altre economie emergenti dell'Asia Sudorientale e dell'India. Per concludere, l'Alibaba Group è una realtà di proporzioni immense che continua a crescere smisuratamente. Puoi utilizzare i suoi servizi per vendere i tuoi prodotti in Cina. Un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Dopo aver scoperto come guadagna Alibaba non resta che utilizzarlo per aumentare i tuoi profitti.  

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Cosa scrivere su WeChat? La qualità dei tuoi contenuti è importante anche sul principale social cinese, ecco cosa puoi fare

  Ti stai chiedendo cosa scrivere su WeChat? Forse dovresti prima chiederti quale titolo è meglio dare ai tuoi articoli. La concorrenza tra gli account ufficiali dei brand è elevatissima e le opportunità di farsi notare dagli utenti possono essere molto limitate.  

Un articolo di qualità, con un titolo che invogli gli utenti a cliccare, può darti una marcia in più. Ecco tre utili consigli da parte dei nostri esperti, applicandoli potrai migliorare la tua strategia di marketing su WeChat e conquistare il mercato cinese. Non è abbastanza? Parlane con un consulente East Media, troveremo insieme le giuste strategie per promuovere i tuoi prodotti e servizi in Cina.

[caption id="attachment_6256" align="alignnone" width="1131"]Cosa scrivere su WeChat Cosa scrivere su WeChat[/caption] >> Vuoi ottenere più clienti cinesi dal tuo sito? Capire come muoverti nel mondo digitale cinese? Scrivici per una valutazione gratuita  

Cosa scrivere su WeChat: 1 - Titoli più lunghi

  Newrank ha recentemente analizzato oltre 2000 articoli che superano le 100000 visualizzazioni e ha scoperto un aspetto molto interessante: la lunghezza media dei titoli degli articoli aumenta di anno in anno.   Questo studio ha analizzato i dati degli articoli presenti online il 16 febbraio degli ultimi 3 anni e ha confrontato la lunghezza dei titoli.   I risultati dimostrano chiaramente che il numero di caratteri per ogni titolo aumenta gradualmente, il titolo più lungo analizzato nel corso dello studio contava ben 61 caratteri.    

Cosa scrivere su WeChat: 2 - Punti interrogativi ed esclamativi

  Il punto interrogativo viene utilizzato per strutturare un titolo troppo lungo, dividendolo in parti più brevi. È per questo che deve essere utilizzato con molta attenzione: con un utilizzo corretto riuscirai a ottenere un titolo che attiri l’attenzione dell’utente e lo spinga a creare un contatto più approfondito, sia cliccando che seguendo il tuo account.  

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Anche il punto esclamativo può essere utilizzato a questo scopo, sebbene tra i creatori di contenuti per il web si discuta ancora della sua efficacia. Alcuni sostengono che impoverisce il messaggio, altri ritengono che il punto esclamativo crei una similitudine a livello psicologico, ricordando all’utente le vecchie strategie pubblicitarie per la tv, basate su slogan entusiastici.  

Cosa scrivere su WeChat: 3 - La scelta della struttura

  Chiunque è in grado di allungare il brodo e aggiungere un punto interrogativo alla fine. Ma ciò non vuol dire scrivere un buon articolo. Se vuoi pubblicare degli articoli di qualità su WeChat devi imparare a scegliere la struttura giusta e a utilizzarla al meglio.   Secondo l’analisi di Newrank ci sono 4 tipologie di titoli che si sono dimostrate più efficaci nel generare click, scopriamole insieme:  

1. Suspense

  Questa tipologia di struttura è molto diretta, presenta una premessa e una conclusione, scritte in modo tale da spingere il lettore a volerne sapere di più. È un titolo perfetto per aggiungere quel tocco di curiosità a ogni articolo basato sul fornire una risposta a una determinata domanda.   Ecco due esempi pratici:  
  • Uova: meglio il tuorlo o l’albume? Ecco la risposta…
  • Perché non riesci a lasciare questa persona che non ti ama?
 

2. Colpo di scena

  Come nella prima tipologia di struttura, anche in questo caso abbiamo un titolo diviso in due parti: una premessa e un colpo di scena. Questi titoli sono spesso separati dalla punteggiatura (, ! ?) o da una barra (|) e conferiscono un tocco di intelligenza al tuo contenuto — gli utenti sono subito portati a pensare “Ma cosa sanno loro che io non so!?”.   Proprio per questo, questa tipologia di titolo viene spesso utilizzata per articoli che si basano su un’opinione su un argomento particolare.   Ecco due esempi:  
  • Le persone intelligenti hanno spesso meno amici
  • Domande | Perché è così sciatto ma è sempre molto affascinante?  
 

3. Esagerazione

  L’esagerazione permette agli autori di contenuti di aggiungere un senso di incredulità che spinge l’utente a cliccare — sfruttando il classico “No! Non può essere vero! Voglio proprio vedere”. È un buon modo per attirare gli utenti, ma bisogna fare attenzione.   Un titolo completamente fuorviante può generare un passaparola molto negativo all’interno della community di WeChat, e bisogna assolutamente evitare di essere considerati poco affidabili.   Ecco due esempi:  
  • Ho parlato con la modella più bella del mondo ieri notte, ecco ora siamo amici!
  • Questo bellissimo zombie cannibale ti farà morire dal ridere
 

4. Utile

  Tuttavia, il sistema più sicuro per scrivere il titolo di un articolo resta sempre lo stesso, ovvero attenersi al principio di base: l’utilità. Capire cosa sia entusiasmante o divertente è molto soggettivo, anche per chi scrive, ma l’utilità di un articolo resta ancora piuttosto oggettiva. Per un nuovo account che desideri affermarsi, concentrarsi sul fornire risposte utili resta il modo migliore per generare click.   Ecco due esempi:  
  • Come migliorare la qualità della tua vita mentre sei sotto pressione al lavoro?
  • Il tuo livello di colesterolo è nella norma? Ecco cosa puoi fare per tenerlo sotto controllo
  Anche se per fare marketing su WeChat la priorità resta sempre quella di fornire contenuti di qualità, questi tre consigli possono aiutarti a aumentare il numero di click attirando gli utenti.     >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net  

Nel 2016 il live streaming in Cina ha rivoluzionato il web sui dispositivi mobili, diventando un fenomeno di massa che ha dato vita a una nuova generazione di KOL (Key Opinion Leaders).

Le proporzioni del fenomeno live streaming in Cina

 

Il mercato

Secondo l’Internet Network Information Center cinese, il numero di utenti che hanno utilizzato il live streaming in Cina nel corso del 2016 è stato pari a 325 milioni di persone. Una cifra corrisponde all'incirca alla metà dell’intero numero di utenti internet della nazione, superiore a 730 milioni. Secondo un documento della China International Capital Corporation, il mercato del settore streaming in Cina ha raggiunto un valore tra i 10 e 15 miliardi di yuan nel 2015, includendo piattaforme per lo streaming, produzioni video e altri strumenti di supporto. È stato previsto che a breve il mercato del live streaming personale raggiungerà un valore di circa 5 miliardi di dollari, ovvero la metà del mercato del mobile gaming cinese. Panda TV, Douyu Tv, YY, Inke e Momo, il portale di microblogging Sina, Youku, Tudou, LeTV, iQiyi, Yizhibo sono solo alcune delle diverse piattaforme per il live streaming in Cina.

I live streamer

Molti utenti le utilizzano per raccontare la vita di tutti i giorni, condividere attività di gaming, raccontare barzellette, realizzare tutorial per il makeup o dare consigli per la scelta dell’abbigliamento. E per molti di loro è diventato un lavoro a tempo pieno. Stranamente, il live streaming in Cina è più popolare nelle città meno importanti che in quelle di primo livello. Questo può dipendere dal fatto che i guadagni che ne derivano riescono ad avere più peso in questi centri che in quelle città nelle quali il costo della vita è più alto. Tali nuove opportunità fanno gola anche agli investitori: sono ben 14 le startup che hanno guadagnato dagli 1,5 ai 390 milioni di dollari ciascuna. [caption id="attachment_5874" align="alignnone" width="927"] live streaming in Cina[/caption]

Perché il live streaming in Cina è vantaggioso?

Il motivo principale sta nel suo processo di monetizzazione: è molto semplice guadagnare utilizzandolo. Infatti molti utenti cinesi guadagnano di più con il live streaming rispetto al loro lavoro tradizionale. Secondo quanto riportato dall’Economist, il live streaming garantirebbe guadagni extra anche alle persone che vivono nelle zone rurali della Cina. Ma come guadagnano i live-streamer cinesi? I modi principali sono due: i regali virtuali e la pubblicità. Vediamoli.  

Regali virtuali

I regali virtuali sono uno strumento grazie al quale gli utenti che visualizzano i contenuti video premiano uno streamer per la qualità della performance o del contenuto. I regali accumulati dagli streamer rappresentano una risorsa economica virtuale, che può essere incassata in base a specifici tassi di conversione impostati dalle piattaforme di streaming. Al momento di incassare, la piattaforma trattiene una quota, spesso più della metà dell’importo, che diventa una delle sue principali forme di guadagno. La maggior parte degli streamer che lavorano full time guadagna circa 500 dollari al mese grazie ai regali virtuali. Ma alcuni sono in grado di guadagnarne fino a 2.000. Questa non rappresenta l’unica fonte di guadagno per loro. Alcuni streamer vendono anche dei prodotti o fungono da rappresentanti. Quelli che hanno maggiore successo riescono a guadagnare oltre 20.000 dollari grazie a contratti pubblicitari e provvigioni.  

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Advertising

Ecco un altro modo per guadagnare con il live streaming che accontenta sia gli streamer che le stesse piattaforme. Maggiore sarà il traffico, maggiore sarà il valore pubblicitario del sito web. Le piattaforme di e-commerce come Taobao e JD.com stanno già traendo enormi vantaggi da questo fenomeno grazie alle proprie piattaforme di live streaming in Cina. Secondo Taobao Live, il tasso di conversione dei contenuti presenti sulla piattaforma è pari al 32%, un risultato incredibile in questo settore. Alcuni personaggi famosi contribuiscono ad attrarre visitatori su queste piattaforme. Da questa strategia derivano migliaia o, in alcuni casi, milioni di acquisti nel giro di poche ore. Secondo il CNBC Asia report, il trend ha dato origine a una serie di servizi di supporto: ad esempio Ma Tingting, 25 anni, gestisce un’agenzia che ha sotto contratto oltre 100 live streamer a Chengdu, in Cina. “Gli e-commerce store si rivolgono a me e io incarico i live streamer di promuovere i loro prodotti,” ha dichiarato a CNBC Asia. “I migliori streamer del mio team possono aiutare a vendere oltre 1.000 articoli al giorno.” Il live streaming in Cina sta dando origine a una nuova generazione di KOL (Key Opinion Leader) in grado di interagire con il pubblico in tempo reale. Questa tipologia di KOL ha una buona considerazione da parte degli utenti. Ma il volume complessivo dei loro follower è ancora marginale rispetto ai Key Opinion Leader che oggi che operano su WeChat o Weibo. [caption id="attachment_5876" align="alignnone" width="847"]live streaming in Cina live streaming in Cina[/caption]  

I futuri sviluppi e le limitazioni

Con il live streaming che diventa un potente strumento di marketing, le capacità e il raggio d’azione di questi nuovi KOL non possono che crescere. È praticamente certo che questi utenti attivi nel live streaming forse andranno a sostituire i KOL della generazione precedente. Ma ci sono brutte notizie per gli stranieri che vogliono fare live streaming in Cina. Secondo Mashable, gli stranieri non hanno accesso alle grandi piattaforme per il live streaming. A quanto pare, lo scorso anno le autorità cinesi hanno emanato un nuovo elenco di regole. Tra queste si legge che gli streamer stranieri hanno l'obbligo di presentare domanda al Ministero della Cultura prima di avviare il proprio canale per il live streaming.

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Facebook in Cina: in questo momento storico, fare marketing su questo social sembra impossibile. Le cose cambieranno? Cosa è possibile fare adesso?

Ormai è risaputo, l’inaccessibilità a Facebook in Cina è uno dei tratti fondamentali del digital marketing di questo Paese rispetto al resto del mondo. Chi vuole pubblicizzare e vendere i propri servizi e prodotti in Cina è costretto a fare a meno di una piattaforma che è tra i principali digital advertiser su scala globale. Sin dal 2009 la piattaforma è stata bloccata dal Governo cinese e vi si può accedere solo tramite un servizio VPN ma di fatto Facebook, come altri social occidentali, è inaccessibile in Cina. E così, per raggiungere i 900 milioni di utenti web cinesi, bisogna utilizzare per forza di cose i social media locali come WeChat,Youku e Weibo. Eppure, sono molti i tentativi di Mark Zuckerberg di approcciare il mercato cinese, aiutato anche dal matrimonio con la cinese Priscilla Chan (conosciuta ad Harvard prima di diventare mr. Facebook). Ha imparato la lingua cinese e si è attivato diverse volte per avvicinare il mercato social più popoloso del mondo.

Il marketing su Facebook in Cina

Ma il marketing su Facebook in Cina è dunque destinato a rimanere un sogno? Forse no. Innanzitutto esiste un pubblico che su Facebook accede regolarmente mediante VPN. Le esatte proporzioni del fenomeno sono ancora sconosciute perché Facebook non pubblica le statistiche relative agli utenti che vivono al di fuori degli Stati Uniti. E anche se lo facesse, sarebbe lo stesso sistema VPN a impedire l’individuazione della provenienza di questo traffico. Ma è evidente che stiamo parlando di una minoranza di utenti molto ristretta. Tuttavia pare che la stragrande maggioranza dei cinesi che risiedono all'estero utilizzi quotidianamente anche Facebook, oltre ai social cinesi con i quali restano in contatto con i propri cari/amici. Vale lo stesso per gran parte dei cinesi più colti e raffinati che parlano l’inglese. Ciò significa che per un’azienda che intende rivolgersi a questa particolare tipologia di pubblico, il marketing su Facebook può ancora essere uno strumento efficace, seppure all'interno di una strategia più ampia. L'utente cinese va infatti approcciato in maniera ponderata, percorrendo le giuste strade. Per esempio con WeChat come canale principale e strategico. Non a caso, tra le tipologie più pubblicizzate sulle pagine Facebook rivolte verso il pubblico cinese ci sono i servizi per gli expat (assicurazioni sulla salute, visti, ecc.), servizi VPN, eventi locali e locali e ristoranti che vogliono attirare gli stranieri e i cinesi più benestanti. Non certo i prodotti dei brand da vendere sul mercato locale.

Il CEO di Facebook in Cina

Mark Zuckerberg ha visitato la Cina a più riprese, incontrando personalmente il Ministro della Propaganda e addirittura il premier Xi Jingping. Mark Zuckerberg è stato anche in grado di parlare cinese a un discreto livello, e ha sorpreso moltissime persone tenendo un discorso in mandarino davanti a un pubblico di studenti cinesi cui ha dato la possibilità di rivolgergli delle domande. Alcuni analisti ritengono che sul lungo periodo ci sarà un ritorno di Facebook in Cina, ma la questione è tutt'altro che scontata. Se dovesse esserci un clamoroso rientro, questo potrà avvenire solo in ogni caso se sarà "chinese friendly", come ha fatto Linkedin per esempio. Se Facebook tornasse in Cina, lo farebbe con una versione diversa della propria piattaforma, adattandosi alla legislazione locale che regola ogni aspetto del suo utilizzo, dai contenuti al suo utilizzo per il marketing. Come in tutte le cose, se vuoi fare business con la Cina devi adattare il tuo approccio in chiave win-win (--> LEGGI QUI CONSIGLI UTILI PER UN APPROCIO CHINESE FRIENDLY NEL BUSINESS)

Colorful Balloons o Facebok moments?

Intanto, ad agosto 2017 è uscita Colorful Balloons. Si tratta di un'App che permette di condividere fotografie, studiata appositamente per il mercato cinese e di fatto molto simile all'analogo Moments di Facebook. Stando a quanto emerge dall'App Store di Apple, appartiene a una società cinese registrata a Pechino, la Youge Internet Technology. Secondo il New York Times, sarebbe guidata dalla signora Zhang Jingmei, persona vicina all'azienda di Palo Alto. Ipotesi confermata dalla partecipazione a diversi incontri fra rappresentanti di Facebook e amministrazioni politiche cinesi. Potrebbe trattasi di una mossa di avvicinamento al mercato cinese, velato e concordato. [caption id="attachment_6365" align="alignnone" width="980"] Alcune schermate di Colorful Ballons, la nuova App di Apple.[/caption]

Scenari futuribili 

Se ci sarà Facebook in Cina, il popolare social network sarà dunque molto diverso dalla sua versione occidentale. Facile ipotizzare che per fare marketing su Facebook bisognerà basarsi sullo stesso sistema di approvazione necessario per piattaforme come WeChat, Weibo o Baidu, con una serie di vantaggi per le aziende registrate in Cina rispetto a quelle estere. Oltre alle regole di Facebook, bisognerà dunque attenersi a quelle molto più rigide che verranno applicate in Cina. È inoltre molto probabile che Facebook avrà un partner locale, forse addirittura uno dei suoi attuali rivali. Questo succede molto spesso quando un’azienda estera entra sul mercato cinese, ed è stato già fatto da piattaforme social come l'americana LinkedIn o la coreana Line. Due ulteriori fattori rendono probabile il ritorno di Facebook in Cina:
  •  una versione del social censurata e limitata dal Governo costituirebbe una grande vittoria per le autorità del web cinese.  
  • la grande disponibilità di Mark Zuckerberg al compromesso.
Ad ogni modo, una volta fatto ritorno in Cina, Facebook diventerebbe un altro canale di marketing di grande efficacia. Inoltre, stimolerebbe la competitività di piattaforme competitor  quali Weibo, Baidu e WeChat, che potrebbero lanciare sul mercato nuove opzioni per il marketing.

 

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Cosa esportare in Cina: i prodotti esteri più popolari

 

Cosa esportare in Cina? I consumatori cinesi acquistano diverse tipologie di prodotti di importazione, vediamo quali.

Sono in molti a chiedersi cosa esportare in Cina. Con la democratizzazione del paese è diventato più facile vendere prodotti esteri e la domanda è in costante aumento. Per capire cosa esportare in Cina è fondamentale ad esempio analizzare i risultati positivi raggiunti dai brand stranieri del settore della moda e il trend dei prodotti alimentari. Un numero crescente di consumatori giovani e benestanti è fortemente attratto dalla cultura e dallo stile occidentali, questa categoria di cinesi non bada a spese ed esige il massimo della qualità nel proprio guardaroba e sulla propria tavola.

> Leggi qui il Consumer Report di McKynsey sulle tendenze dei consumatori cinesi

 

Cosa esportare in Cina: i prodotti più gettonati

I dati sul volume di importazione di prodotti esteri in Cina negli ultimi 5 anni evidenziano una notevole crescita. Tra i prodotti che hanno registrato le variazioni più significative ricordiamo:  
  • Opere d’arte e articoli da collezione + 7,1%
  • Cereali + 477%
  • Prodotti caseari, uova, miele + 402%
  • Zucchero + 395%
  • Carne e pesce + 278%
  • Abbigliamento + 209%
  • Animali vivi + 209%
  • Caffè, the e spezie + 199%
  • Gemme, metalli preziosi, monete + 180%
  • Cotone + 179%
  • Medicinali + 151%
  • Bevande Alcoliche + 175%
  • Cacao + 173%
  • Pellami + 169%
  • Prodotti della macinazione + 166%
  • Abbigliamento etnico e di sartoria + 163%
  • Veicoli + 161%
  • Pellicce e pellicce artificiali + 159%
  • Legnami + 158%
  • Cereali e prodotti per il latte + 155%
  • Olio + 54%
  • Altri prodotti alimentari + 150%
  Questa lista può esserti molto utile per capire cosa esportare in Cina. Se produci o vuoi vendere uno dei prodotti più richiesti potresti avere una grande occasione rivolgendoti a un mercato estremamente vantaggioso. Approcciare il mercato cinese non è però semplice. Il consiglio è affidarsi a esperti del settore per valutare le giuste strategie marketing da sviluppare.

 

Perché i cinesi amano i prodotti esteri?

Storicamente, la Cina ha sempre importato grandi quantità di prodotti elettromeccanici, greggio, minerali ferrosi, rame, alluminio e soia. Ma al giorno d’oggi a destare l’interesse dei cinesi sono soprattutto i prodotti di consumo quali il vino, l’olio, il cioccolato o il caffè. Inoltre, il consumatore cinese apprezza i prodotti di lusso di provenienza europea, in particolare le automobili. I cinesi sono ben disposti a spendere di più per acquistare dall’estero prodotti alimentari o per la cura della persona, che si tratti di latte in polvere o dentifricio. La sfiducia dei consumatori cinesi nei confronti dei brand locali è ormai ben nota. I recenti scandali relativi ai prodotti alimentari hanno distrutto la reputazione di molte aziende e, proprio per questo, i cinesi preferiscono acquistare prodotti esteri. I settori più colpiti da questo fenomeno sono quello alimentare e quello dell’entertainment, mentre le aziende locali del settore tecnologico continuano a godere di buona fama. Cosa esportare in Cina

Che cos’è l’Haitao?

“Haitao” è una parola cinese  (海淘, in cinese “hai” significa mare e “tao” grandi onde) che indica l’abitudine di molti consumatori cinesi all’acquisto di beni di importazione online sui siti ecommerce.

Si tratta di un fenomeno molto diffuso in Cina e, fondamentalmente, interessa due tipologie di acquirenti:   Il primo gruppo è composto da giovani donne che acquistano soprattutto  cosmetici e capi d’abbigliamento. Non si tratta di una vera e propria necessità ma di un desiderio piuttosto comune tra i cinesi, quello di dimostrare il livello del proprio tenore di vita mediante prodotti esteri.   Il secondo gruppo è composto da donne in gravidanza che vogliono utilizzare prodotti per la maternità di prima scelta per il proprio nascituro. Naturalmente, questa categoria di donne tende a continuare ad acquistare prodotti esteri online, ritenuti più affidabili a livello qualitativo.

> Scopri di più sul mondo degli e-commerce cinesi

   

Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   mini-program

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