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Alibaba: record di vendite per il single day cinese. Vi sveliamo i segreti del successo

 

Il colosso cinese ha superato le aspettative con circa 22 miliardi di fatturato in un solo giorno. Merito di una strategia di comunicazione e marketing mirata.

  Alibaba da record: quasi 22 miliardi di euro in sole 24 ore. E' quanto ha fatturato il colosso cinese l'11 novembre, ovvero il single day cinese. Un traguardo che spazza via il precedente primato del 2016, quando il fatturato era stato di oltre 14 miliardi di euro. Tmall, la più grande piattaforma e-commerce cinese ha registrato acquirenti da oltre 190 Paesi e più di 256.000 transazioni al secondo. Con più di 60 brand che hanno generato quasi 13 milioni di euro ciascuno. Tra questi, colossi come Apple, Gap, L'Oreal, Nike, Samsung e Zara.  

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  Ma complessivamente erano ben 140 mila i marchi presenti, di cui 60 mila internazionali su Tmall, l'e-commerce di Alibaba. In totale i consumatori hanno potuto scegliere tra oltre 15 milioni di prodotti. Oltre 812 milioni sono stati gli ordini spediti.    

Il segreto di Alibaba? Coinvolgere i consumatori

  Nato come festa popolare nel 1933, grazie ad Alibaba il Single Day si è trasformato nel Global Shopping Festival, un evento commerciale. Una giornata di shopping compulsivo per acquistare il prodotto desiderato a un prezzo fortemente scontato oppure appositamente realizzato in serie limitata. Un evento sostenuto anche da una serata di gala a Shanghai che ha fatto da traino alle vendite nelle prime ore con sfilate di moda e personaggi famosi quali ospiti. All'edizione di quest'anno non sono mancate star del calibro della tennista Maria Sharapova, del rapper Pharrell Williams e dell'attrice Nicole Kidman. Come ha dichiarato Daniel Zhang, Ceo di Alibaba, “i nostri partner commerciali sanno dell'importanza di offrire un buon prodotto. Ma ancora di più, sanno che l'11.11 non riguarda solo le vendite. Ma si basa sull'engagement dei consumatori e sulla brand awareness. Il successo del 'single day' deriva dal fatto che ogni partecipante ha contribuito con le migliori risorse, i miglior prodotti e il miglior servizio per quel giorno”.  

> Leggi anche: Realtà aumentata e virtuale, il futuro (prossimo) del marketing in Cina

  Nelle tre settimane che hanno preceduto l'evento, Alibaba ha fatto in modo da trasformare l'evento in un giorno di festa virtuale, facendo crescere l'aspettativa. Compito che ha visto partecipi anche diversi Brand. Pizza Hut, per esempio, ha coinvolto i consumatori con il gioco di realtà aumentata “Caccia il gatto” che permetteva di collezionare sconti da utilizzare l'11 novembre. Nike, invece, ha preso parte a un gioco interattivo che Alibaba ha lanciato sulle app di Tmall e Taobao. Maybelline ha fatto in modo che i consumatori potessero provare virtualmente i propri rossetti e un'azienda di jeans ha realizzato dei pop-up smart store dove grazie alla realtà virtuale gli utenti potevano indossare i capi vedere come stavano. Il tutto per agevolare l'acquisto.     https://www.youtube.com/watch?v=eMaHrzw4bOc

Vendite record grazie agli smartphone

  Come emerge dalle analisi di AliPay, il servizio di pagamento online di Alibaba, l'80% delle vendite è avvenuto tramite smartphone. Con un picco al 90% nelle prime ore. In totale ha registrato 1,5 miliardi transazioni di pagamento, il 40% in più del 2016. Un dato significativo che, ancora una volta, mostra come gli utenti cinesi siano soliti usare gli smartphone molto più dei pc. Da un sondaggio condotto da PWC emerge infatti che ben 5 cinesi su 10 utilizzano lo smartphone per finalizzare acquisti su base giornaliera o settimanale, contro una media mondiale di 1 persona su 10. Un comportamento che si può spiegare con la rapida digitalizzazione della Cina, avvenuta solo negli anni più recenti, quando la diffusione degli smartphone era già iniziata. I numeri, d'altra parte, parlano chiaro: in Cina ci sono oltre 730 milioni di utenti digitali su una popolazione di 1,4 miliardi di persone. In pratica più di un cinese su due naviga, chatta, si informa e finalizza acquisti online. Le vendite record di Alibaba non fanno altro che mostrare ancora una volta le grandi potenzialità del mercato cinese.    

I consumatori cinesi si raggiungono con i giusti canali online

  Raggiungere i consumatori cinesi non è però immediato. La Cina è una macro-regione del web con le sue regole. Piattaforme  popolari come Facebook e Google non sono usato. Al loro posto gli utenti cinesi sono abituati a utilizzare social network e motori di ricerca locali come Weibo, WeChat e Baidu. Se si vuole raggiungere i potenziali consumatori cinesi si devono quindi utilizzare le loro piattaforme. Avere un sito web aziendale correttamente tradotto in lingua cinese e ottimizzato per il motore di ricerca Baidu.  

> Leggi anche: Baidu, come ottimizzare il sito per il motore di ricerca cinese

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  Le campagne di digital marketing in Cina vanno condotte sui social network locali come Weibo e WeChat. Ed è fondamentale affidarsi a influencer come i blogger se si vuole lavorare sulla brand awareness: in Cina i KOL (Key Opinion Leader) hanno un grande seguito, molto più che in Europa. Questi e tanti altri aspetti del Digital Marketing in Cina sono trattati nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_8711" align="aligncenter" width="283"]Marketing in Cina 2018 Clicca sull'immagine per scaricare la guida "Digital Marketing in Cina 2018" in formato PDF[/caption]        

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Lasciate perdere il Black Friday oppure il Cyber Monday, è il Single Day il vero evento dello shopping sfrenato. In Cina ogni 11 novembre, in risposta al San Valentino, si celebra la festa dedicata ai single. Una ricorrenza che nel giro di pochi anni è diventata il più grande evento commerciale al mondo. Basti pensare che l'anno scorso, il colosso e-commerce Alibaba ha fatturato cifre da record. In sole 24 ore ha registrato vendite per oltre 14 miliardi di euro, il 25% rispetto al 2015. Ma a impressionare è il confronto con gli ormai popolari Black Friday e Cyber Monday. Questi due eventi, sommati, hanno raggiunto i 6 miliardi. Meno della metà del Single Day!  

Quando nasce il Single Day in Cina

Per quanto oggi il Single Day abbia i connotati di un evento puramente commerciale, questa celebrazione ha radici romantiche. Si tratta infatti di una festa popolare nata nel 1993 presso l'Università di Nanchino. Una giornata da dedicare a se stessi e, magari, regalarsi quelle cose che uno ha sempre desiderato. Come il giorno di San Valentino, quando le coppie si fanno dei regali in nome del reciproco affetto. La data venne scelta associando l'idioma cinese di single, rappresentato da un solo tratto “ 一” con le cifre che si ripetono nella data dell'11 novembre (11/11), un uso tipicamente cinese.  

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Un evento dalle cifre da capogiro

Con oltre 500 milioni di clienti online e più di 140.000 Brand, quest'anno Alibaba puntata a raggiungere un nuovo record di vendite durante il Single Day. La formula, in fondo, è di quelle di sicuro successo: offrire per 24 ore tantissimi prodotti super scontati. Delle vere e proprie occasioni a prezzi irripetitibili.  

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  Se negli ultimi due anni il Gruppo cinese ha registrato vendite da Guinness dei primati, le proiezioni sono ancora in crescita. Già quest'anno si potrebbero superare i 17 miliardi di euro. E, secondo gli analisti, finanziari, con la crescente popolarità del Single Day a livello internazionale raggiungere i 20 miliardi di euro in pochi anni.  

Una grande opportunità per tutte le Aziende

Già ribattezzato come il “Black Friday cinese”, l'anno scorso durante il Single Day su Tmall (la piattaforma e-commerco di Alibaba) sono stati venduti 64 milioni di televisori, oltre 13 milioni di smartphone, 11 milioni di orologi...e ben 6 milioni di automobili! Bastano questi numeri per evidenziare quali opportunità rappresentino eventi come il Single Day. Per poterle cogliere appieno è bene però pianificare una corretta strategia di comunicazione che tenga conto di diversi fattori. Avere la miglior offerta del giorno in evidenza può non essere sufficiente. Con vendite che si concentrano in sole 24 ore il consumatore andrà dapprima a cercare il prodotto più desiderato. Quello che vorrebbe acquistare da tempo, ma che ha aspettato fino al Single Day per approfittare di un grande risparmio.   [caption id="attachment_6756" align="alignright" width="1024"]Digital Marketing in Cina Clicca sulla foto e scarica in formato PDF la "Guida 2017 al Digital Marketing in Cina" [/caption]

Ecco come "ingolosire" i potenziali consumatori

Tenuto conto di questo comportamento è bene “scaldare” il potenziale consumatore e far crescere il suo desiderio di acquisto nel periodo precedente l'11 novembre. L'ideale per avere una comunicazione davvero efficace sarebbe combinare diverse strategie. I consumatori cinesi sono “diffidenti” e prima di finalizzare un acquisto sono soliti verificare le informazioni attraverso diverso canali: social network, siti web e opinion leader. Ricordiamo che in Cina gli utenti, oltre 730 milioni di persone, ogni giorno si collegano a piattaforme diverse dalle nostre. Al posto di Facebook o Twitter utilizzano WeChat e Weibo. Mentre le ricerche online le fanno su Baidu, il principale motore di ricerca locale, e non Google.  

> Leggi anche: Baidu, come ottimizzare il sito per il motore di ricerca cinese

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  Se si vuole raggiungere i consumatori cinesi è fondamentale quindi avere degli account ufficiali verificati sui loro social network e avere un sito web aziendale ben indicizzato sul loro motore di ricerca. Senza dimenticare l'apporto degli opinion leader come i blogger che in Cina godono di grande seguito e reputazione.   [caption id="attachment_4855" align="aligncenter" width="519"] Un esempio di campagna che Coca Cola ha realizzato per una limited edition[/caption]

Per tutte le occasioni speciali

Di seguito vi proponiamo due esempi di campagne marketing che possono tornare utili per il Single Day, ma anche per altre iniziative o ricorrenze.
  • Flash Sale. Le vendite lampo sono uno dei metodi di promozione oggi più diffusi. Possono essere promosse via WeChat con un articolo da condividere ai propri follower da agganciare a una landing page con le promozioni.
  • Limited Edition. Un'altra strategia, molto comune, è quella di creare una serie limitata di un prodotto, disponibile solo online per un determinato evento. Una strategia molto valida se si vuole promuovere un prodotto di largo consumo, come per esempio del settore cosmetica, food oppure beverage.
Anche in questo caso, perché le campagne siano efficaci, è bene supportare la comunicazione sfruttando i diversi canali digitali in modo da generare viralità e creare brand awareness.  

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Salone Mobile Shanghai 2017: al via la seconda edizione

Dopo il successo dell’anno scorso, il Salone Mobile Shanghai è pronto per la sua seconda edizione. In programma dal 23 al 25 novembre presso il Shanghai Exhibition Center, offrirà l’opportunità a tante aziende italiane di valorizzarsi in un mercato in espansione come la Cina. Come riportano i dati diffusi da FederlegnoArredo, le esportazioni per il settore dell’arredamento nel 2016 hanno superato gli 8,8 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto al 2015. Un trend positivo trainato dalla crescita in mercati storicamente importanti come la Francia (+4,9%) e gli Stati Uniti (+8,8%). E da altri emergenti come la Cina, cresciuta l’anno scorso di ben il 21,9%.  

>> Come vendere mobili in Cina: ecco alcuni utili consigli

  In base ai dati dell’ICE nel corso dei prossimi 3 anni la Cina diverrà il più importante mercato al mondo per i beni di lusso. Una categoria di prodotti nei quali rientrano anche l’arredamento, i complementi di arredo e gli altri prodotti per la casa “made in Italy”. Prodotti sono considerati di lusso o meglio del c.d. Affordable Luxury, dato che nella fascia dell’alta di gamma cinese rientrano anche quei prodotti che in altri mercati sarebbero considerati di fascia medio-alta.  

Salone Mobile Shanghai: non solo esposizione

In accordo al piano quinquennale 2015-2020 varato dal Governo che vuole per la Cina un’economia stabile e meno dipendente dalle importazioni, il settore del mobile e del design interno non ha ancora numeri tali da soddisfare la domanda in crescita. L’Italia è oggi il primo Paese fornitore per il settore dell’arredamento. E le previsioni per il 2017 parlano di ricavi di oltre 390 milioni di euro per le esportazioni del settore mobile. Con un mercato ancora in fase di espansione e per certi versi ancora da esplorare, la Cina rappresenta una grande opportunità per tutte le Aziende del settore arredo. Specialmente adesso che i cinesi più abbienti hanno sviluppato uno spirito emulativo verso il lifestyle occidentale. Infatti ricercano per status symbol prodotti di alta qualità come quelli del Made in Italy. Promuovere i valori del lifestyle italiano è uno degli obiettivi del Salone Mobile Shanghai. Anche la seconda edizione non sarà semplice esposizione, ma una tre giorni di relazioni e scambi culturali per permettere alle Aziende italiane di promuoversi in maniera efficace e creare un solido ponte commerciale tra Italia e Cina.  

Digital, il giusto canale per promuoversi in Cina

Con oltre 730 milioni di utenti connessi giornalmente al web, in Cina il canale preferenziale per comunicare è sicuramente quello digital. Una conferma arriva dal Rapporto di McKinsey & Company: i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le Aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali. Ma attenzione, in Cina gli utenti sono abituati a utilizzare piattaforme digitali locali. Social network popolari in Occidente come Facebook e Twitter cedono strada ai seguitissimi Weibo e WeChat. Anche il motore di ricerca è differente: in Cina gli utenti usano Baidu e non Google. Per raggiungere potenziali clienti e promuovere il proprio Brand diventa quindi fondamentale utilizzare i giusti canali. Inoltre, è assolutamente necessario avere un sito web aziendale correttamente tradotto in cinese (la conoscenza dell'inglese non è così diffusa). Ottimizzato, ovviamente, per comparire nelle prime ricerche su Baidu.  

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  Per un'ottimale strategia di comunicazione è bene affidarsi anche a influencer locali. In Cina godono di maggiore seguito e credito che in Italia. Sono visti che come dei veri e propri punti di riferimento, specialmente per le nicchie di mercato e i prodotti di maggior valore. Infine, con una cultura profondamente differente dalla nostra, in Cina si deve veicolare un messaggio allineato alla realtà locale. I cinesi hanno gusti e sensibilità diverse di cui bisogna tenere assolutamente conto. In Cina i consumatori sono più interessati allo story telling, al Brand dell'Azienda piuttosto che alle qualità del prodotto. Un discorso particolarmente valido per i prodotti Made in Italy che vengono percepiti come status symbol.  

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Quali sono le strategie marketing in Cina più adatte? Quali i settori sui cui puntare? Quali le difficoltà da superare? Di questo e molto altro si è parlato lo scorso 20 giugno a Biella, durante uno degli incontri della Fondazione Italia Cina per illustrare agli imprenditori locali le grandi opportunità che offre il mercato cinese. Un evento durante il quale sono stati presentati i dati raccolti nel Rapporto Annuale la Cina nel 2017. Un’approfondita ricerca che analizza la situazione attuale e fornisce previsioni sul mercato cinese realizzato dal Centro Studi per l’impresa della Fondazione Italia Cina (CeSIF). Una Cina oggi molto diversa da quella che forse molti conoscono.  In accordo al piano quinquennale varato dal Governo, il nuovo corso dell’economia cinese è orientato ai consumi e ai servizi a discapito di investimenti ed export.

La Cina è cambiata

Come sottolinea Alberto Rossi, responsabile del CeSIF e Marketing Manager della Fondazione Italia Cina, “la Cina non è più il paese delle copie. Se oggi il Pil non ha una crescita a doppia cifra è perché si sta puntando a un modello di economia più sostenibile."   "L’obiettivo è di ridurre alcune criticità come debito e sovraccapacità produttiva. E puntare piuttosto su servizi, ambiente, qualità e boom dei consumi. Il target di crescita del Pil per il 2017 è del 6,5%. Un valore in linea con il traguardo che è stato posto entro il 2020, legato all’obiettivo di raddoppiare entro la fine del decennio il Pil pro capite rispetto ai livelli del 2010.” “La Cina offre ancora molteplici opportunità per gli investitori italiani - precisa Alberto Rossi. Rispetto al passato richiede una maggiore conoscenza delle dinamiche settoriali e locali in vista dell’ingresso nel mercato. L’aumento dei costi, la scarsità di risorse umane e il protezionismo porranno una seria sfida alla redditività delle imprese straniere in Cina.”     In quest’ottica è possibile identificare due dinamiche principali per chi è intenzionato a confrontarsi con il mercato cinese:
  • la costante crescita dei consumi trainata dall’urbanizzazione che apre opportunità di retail sia in settori a basso costo sia nei comparti del lusso. A patto però di calibrare bene le modalità di accesso al mercato, di posizionamento e di distribuzione.
  • la crescita del livello tecnologico della produzione industriale cinese, una circostanza che richiederà nel breve periodo competenze e conoscenze e che aprirà importanti nicchie nella componentistica meccanica.

Marketing in Cina: serve un nuovo approccio

  Detto che la Cina ha cambiato modello economico, diverse devono essere anche l’approccio e le strategie marketing in Cina messe in campo dalle aziende italiane che ambiscono a un posto in un mercato internazionale. Come sottolinea Barbara Carini, Strategic Relationship Manager di Red Doors specializzata nel mercato cinese, “ora più che mai, in un Paese che punta ad alti standard qualitativi, al raggiungimento di un primato tecnologico, al miglioramento delle proprie condizioni ambientali e che esige da consumatore una comunicazione tailorizzata e un aftersales presente e reattivo, le modalità e l'approccio devono cambiare e affinarsi.” [caption id="attachment_6042" align="aligncenter" width="1024"] Barbara Carini, Strategic Relationship Manager di Red Doors, intervistata all'evento di Biella.[/caption] “L’indagine del CeSIF sulle criticità che le imprese italiane devono affrontare affacciandosi al mercato cinese, dimostra che le differenze culturali e linguistiche e la loro gestione rientrano nelle prime tre categorie di difficoltà di maggior rilievo – sottolinea Barbara Carini." “La cross-cultural business communication quindi diventa di vitale importanza. E deve essere il minimo comune denominatore delle attività delle imprese online e offline. Deve essere praticata appoggiandosi a professionisti del settore e appresa tramite specifici corsi di formazione.”

Digital è la parola chiave per la comunicazione

  Con poco meno di 1,4 miliardi di abitanti e oltre 730 milioni di persone che accedono regolarmente a internet, la Cina è il paese con il più alto numero di utenti web al mondo. In pratica, un cinese su due naviga, chatta, si informa e finalizza acquisti online attraverso il proprio computer o dispositivo mobile. Un aspetto fondamentale per tutte le aziende che vogliono promuovere il proprio brand o prodotti in Cina. Come ha sottolineato Emanuele Vitali, Direttore Commerciale di East Media, in occasione dell’intervento a Biella  “i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano i principali touchpoint con le aziende nel web: sito internet, social network e KOL (Key Opinion Leader).” [caption id="attachment_6043" align="aligncenter" width="1024"] Emanuele Vitali, Direttore Commerciale di East Media (primo da sinistra), durante il suo intervento all'evento di Biella.[/caption] Fondamentale per un’azienda è però farsi trovare sui canali utilizzati dagli utenti cinesi. Facebook e Google, in Cina cedono strada a piattaforme locali.  WeChat, per esempio, è il principale social network cinese: conta oltre 800 milioni di utenti attivi.  Weibo è l’equivalente di Twitter. Ma è ancora più evoluto e con maggiori funzioni. Baidu, invece, è il primo motore di ricerca cinese. E' qui che un sito web deve essere ben indicizzato per essere visibili oltre la Grande Muraglia. “Bisogna poi considerare – precisa Emanuele Vitali – che i consumatori cinesi sono diffidenti. Diventa quindi fondamentale per un’azienda farsi trovare su diversi canali per rassicurare il potenziale cliente. Una buona strategia è quella per esempio di veicolare il proprio messaggio non solo su Weibo e WeChat. Ma sfruttare pure blogger e KOL dato che in Cina hanno maggiore credibilità che in Italia.

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Il 23 e 24 giugno a Rimini si è tenuto il Web Marketing Festival. Un evento imperdibile per quanti operano nel mondo della comunicazione e del digital marketing con oltre 200 relatori divisi in 30 sale. Tra gli esperti delle diverse aree tematiche c’era anche East Media per parlare del mondo web oltre la Grande Muraglia. Di 770 milioni di utenti digitali che non utilizzano Facebook e Google, ma piattaforme digitali locali. Un argomento che ha suscitato grande interesse al Web Marketing Festival, confermato dai posti in sala “sold out” e dai tanti messaggi sulla pagina di Twitter e dalle numerose domande che sono state poste al termine della presentazione al relatore Emanuele Vitali e ai componenti del team di East Media presenti a Rimini.

Serve un approccio cross-culturale

I temi affrontati durante la presentazione sono stati quelli fondamentali per approcciare la Cina nel modo corretto. Un mercato dalle grandi opportunità per le aziende italiane, ma con diverse barriere all’ingresso. A cominciare dal problema della lingua, dato che non tutti i cinesi conoscono l’inglese, a quello culturale. I cinesi hanno sensibilità, gusti e una concezione della società differente da quella europea. Un aspetto fondamentale che impone alle aziende un approccio cross-culturale. Questo si traduce in norme di comportamento specifiche e in strategie di comunicazione mirate per il mercato cinese, dove vanno veicolati messaggi idonei al contesto locale. A cambiare non è solo il contenuto, ma anche la forma: i cinesi prediligono per esempio una grafica vivace, ricca di informazioni. A volte al limite del “caotico” per i gusti europei… Con un cinese su due che naviga, si informa e finalizza acquista online, sono anche una popolazione altamente digitalizzata. Una conferma che arriva anche da uno studio condotto da McKinsey & Company: i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano i principali touchpoint con le aziende nel web (sito internet, social network, e key opinion leader). E' bene considerare che il consumatore cinese è anche diffidente e va rassicurato. In media richiede 13 marketing touchpoint prima di acquistare un prodotto, contro i 6 dei consumatori anglosassoni (vale per tutti gli europei).

Il naming del brand è fondamentale

Chiarito che le aziende devono farsi trovare dove i cinesi vanno a ricercare le informazioni, ovvero nel mondo digitale, ci sono diversi aspetti che non vanno sottovalutati. Su tutti il naming del proprio brand e la funzionalità del proprio sito. Avere un nome difficile da pronunciare o il cui significato può essere associato a concetti negativi è il primo passo verso un fallimento in Cina. Un’attenta analisi del proprio brand è sempre consigliata. E nel caso ci siano criticità è preferibile creare un marchio ad hoc. Un problema che, per esempio, non si sono dovuti porre alla Coca Cola. In cinese la nota bibita si pronuncia “Kekou Kele”: mantiene la stessa sonorità del nome originale ed è facile. Inoltre ha pure un significato allineato al prodotto e positivo: vuole dire “buon sapore e felicità”. Risolta la questione del nome è altrettanto fondamentale verificare che il proprio sito web sia efficiente in Cina. Questo significa che oltre a essere tradotto in lingua cinese deve essere ben indicizzato da Baidu, il motore di ricerca locale. E deve poggiare su server di hosting locali che siano garanti della necessaria velocità di apertura. Molto spesso siti esteri, anche se ben realizzati, in Cina non sono visibili. Considerato che i cinesi ricercano diversi punti di contatto sul web con le aziende, una corretta strategia marketing deve considerare i canali social. In Cina piattaforme locali come WeChat e Weibo prendono il posto di Facebook, mentre blogger e KOL (Key Opinion Leader) hanno maggiore credibilità che in Italia. Sono tutti strumenti essenziali per promuovere i propri prodotti e creare brand awareness. [caption id="attachment_6033" align="aligncenter" width="900"] Il team di East Media al Web Marketing Festival 2017 di Rimini[/caption]

Presentazione visibile sul sito del Web Marketing Festival

Chi ha partecipato ai due giorni del Web Marketing Festival di Rimini potrà accedere alla registrazione video della presentazione di East Media e scaricare dal sito del Festival tutto il materiale. Nel caso invece siate tra coloro che non hanno potuto essere presenti a Rimini, nessun problema. Potete contattarci direttamente via mail per ricevere tutte le informazioni su come comunicare e vendere in Cina. Basta scrivere a info@east-media.net

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Save the date: venerdì 23 e sabato 24 giugno al Palacongressi di Rimini si terrà il Web Marketing Festival 2017. Giunto alla quinta edizione è l’appuntamento più importante in Italia per chi opera nel settore della comunicazione e del digital marketing. Organizzato in diverse aree formative (30 sale), in due giorni accoglie più di 200 esperti. Dall’ecommerce, al marketing passando per le tematiche legate al digital advertising, al Web Marketing Festival 2017 si ha l’opportunità di ascoltare e incontrare rappresentati di importanti aziende come Facebook, Google, Unicredit, Studio Cappello, Eni e Rai. Anche quest’anno East Media sarà parte attiva dell’evento. Tra i diversi relatori che si avvicenderanno nella due giorni di formazione ci sarà anche Emanuele Vitali. Tema dell’intervento sarà presentare il mondo web oltre la Grande Muraglia. Più di 770 milioni di utenti digitali che non utilizzano Facebook e Google, ma piattaforme locali.

Rispondiamo a tutte le vostre domande sulla Cina

 

La Cina è un mercato in dirompente crescita. Con una classe medio alta sempre più attraente per le aziende italiane. Utenti sempre più digitali che navigano su piattaforme locali: dai motori di ricerca come Baidu ai social network come Weibo alle app come WeChat. Un mondo web parallelo rispetto a quello occidentale. Nel mio intervento – sottolinea Emanuele Vitali - andremo a rispondere a queste domande: come possiamo comunicare sul web in Cina? Quali sono le principali problematiche da affrontare e conoscere? Quali sono e come utilizzare le principali piattaforme cinesi?

Al termine dell’intervento, Emanuele Vitali e il team di East Media saranno a disposizione di quanti vorranno approfondire le tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina che saranno toccate durante la presentazione. Gloria Gao, Mauro Comendulli e Shuai Xia risponderanno a tutte le domande inerenti la Cina.  Darja Janovica sarà presente per rispondere anche ai temi riguardanti la Russia. Infine, Federica Quartieri e Federico Ruffino saranno a disposizione di quanti interessati a conoscere i servizi proposti da East Media.   L’intervento di Emanuele Vitali “Il mondo web oltre la grande muraglia: i 770 milioni di utenti web cinesi” si inserisce nel programma della sala dedicata ai “mercati esteri”. Si terrà nella giornata del 24 giugno dalle ore 9.00 alle 18.40. Chi è intenzionato a espandere il proprio business verso l’estero troverà di sicuro interesse gli argomenti trattati nel corso della giornata. L’intervento di Achille Falzone di Media Mente verterà sul web al servizio dell’internazionalizzazione B2B. Caterina Horbatkova di EsplorEst evidenzierà come inglobare gli aspetti online e offline in una perfetta strategia per vendere in Russia. Gli amici di Eggsist, Alice Di Diego e Alfredo Zanardi, invece, approfondiranno le tematiche legate alle strategie digitali con WeChat, la piattaforma social più evoluta e diffusa in Cina.

Iscriversi al Web Marketing Festival 2017

Chi si iscrive entro il 14 giugno al Web Marketing Festival può usufruire di un'offerta molto interessante. Il costo del biglietto per i due giorni di formazione è di soli 149 euro + iva anziché 849  euro + iva. Nel prezzo del biglietto è compreso l’ingresso all’evento e l’accesso al materiale formativo. Video e presentazioni dei relatori saranno scaricabili direttamente nell’area riservata del sito del Web Marketing Festival.  

CLICCA QUI PER ISCRIVITI AL WEB MARKETING FESTIVAL

  Il Web Marketing Festival 2017 è in programma venerdì 23 e sabato 24 giugno presso il Palacongressi di Rimini, in via della Fiera 23. In caso di maggiori informazioni è possibile contattare l’organizzazione scrivendo a info@webmarketingfestival.it oppure chiamando lo 051 0951294.   [caption id="attachment_5793" align="aligncenter" width="1024"] Emanuele Vitali durante la presentazione al Web Marketing Festival del 2016[/caption]

Cina: un mondo digital a parte

Per quanti non possono partecipare al Web Marketing Festival ricordiamo brevemente che a differenza di quanto si possa pensare, la Cina è un paese altamente avanzato dal punto di vista digitale. Ci sono 770 milioni di utenti su una popolazione di oltre 1,4 miliardi di persone. In pratica un cinese su due quotidianamente naviga, chatta e finalizza acquisti online. Come evidenziato da alcuni studi di McKinsey & Company, i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano i principali punti di contatto con le aziende nel web: sito internet, social network e key opinion leader. La cultura profondamente diversa da quella occidentale e l’utilizzo di evolute piattaforme locali, impone però di sviluppare una specifica strategia marketing digitale. Il messaggio da veicolare deve essere differente, come lo sono gli strumenti da utilizzare: in Cina WeChat e Weibo prendono il posto di Facebook. Per quanto riguarda i motori di ricerca Baidu sostituisce Google. Senza dimenticare, infine, che influencer e blogger hanno una credibilità maggiore che da noi in Italia. Sono assolutamente fondamentali per il posizionamento di un prodotto e la brand awareness.  

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Come fare business in Cina nel 2017? 

Una crescita economica solida, una rapida trasformazione del mercato e una serie di decise riforme da parte del governo, hanno fatto sì che la Cina sia diventata la Seconda potenza economica al mondo. Da un paese che offre manifattura a basso costo e prodotti di scarsa qualità è oggi diventata un Paese sempre più evoluto sia per la qualità dei prodotti (collegato alla politica del "Made in China 2025") che per un mercato sempre più interessante per le aziende italiane per la sua classe medio e alta sempre più ampia ed evoluta. –  CNN Fare business in Cina nel 2017 non è per tutti. E soprattutto non si può affrontare con superficialità. È necessario comprendere con chiarezza le dinamiche del mercato cinese ed avere degli studi settoriali approfonditi e accurati. Le informazioni sono fondamentali per potersi muovere sul mercato cinese, più accurate saranno, maggiori probabilità di successo avrai. Spesso non è possibile un gruppo di lavoro interno dedicato. Un team di esperti esterno potrà aiutarti nel mettere in atto le numerose azioni strategiche necessarie per fare business in Cina. D'altronde in Cina il modo di condurre gli affari è completamente diverso da quello al quale siamo abituati. Sussistono alcuni principi che possono apparire molto vaghi e che, tuttavia, sono fondamentali nel mondo degli affari cinese. È per questo che abbiamo quindi pensato di condividere con te una piccola guida pratica al business in Cina. Seguendola, eviterai errori molto comuni che potrebbero pregiudicare la riuscita dei tuoi affari e avrai una visione più chiara delle differenze culturali tra l’occidente e la Cina. 

Tre concetti chiave: tempo, guānxi e volto

In questo articolo, analizziamo insieme  “Tre Concetti” cardine per fare business in Cina: il tempo, mianzi (il volto) e guanxi (il rapporto). Per capire come fare business in cina, ogni straniero ("laowai") deve comprendere e fare suoi  questi tre concetti fondamentali. Tempo – Nei paesi occidentali preferiamo che le cose siano fatte alla svelta. Se vuoi fare business in Cina, ricorda che la strategia migliore consiste nel far accadere le cose da sé. I tuoi partner cinesi sono in grado di usare la tua fretta contro di te, e vedranno la tua ansia di risultati come una tua grande debolezza. Piuttosto, ti consigliamo di rallentare la tua tabella di marcia, ragionare in maniera più olistica e di allentare la tensione riguardo alle tue scadenze, ti accorgerai ben presto che gli affari ne trarranno vantaggio e saranno molto più remunerativi. Le cose accadono da sé, naturale conseguenza di un processo di conoscenza, avvicinamento, creazione della fiducia, condivisione di aspetti anche apparentemente ludici come cene infinite, il business è un processo il cui successo accadrà come un flusso naturale. Niente fretta. Guānxi  关系 – Il Guānxi, o “rapporto”, è un concetto non facilmente traducibile. È networking, è creare relazioni di fiducia sulle quali poter contare, condividere favori e realizzare business. Non si può avere successo in Cina se non ci si sforza a identificare e coltivare una rete di rapporti. Il valore dei tuoi affari dipende dal valore del rapporto che crei e dal modo in cui lo mantieni in vita. La forza del tuo Guānxi sarà direttamente proporzionale alla forza del tuo business. Mianzi  面子 – Un altro concetto fondamentale è quella della "faccia". È la reputazione che una persona ha costruito, è il rispetto che si è guadagnato, è strettamente collegato al ruolo, alla storia, al Guānxi. Per questo in Cina è fondamentale comprendere il valore della cerimonia, momento in cui si esplicitano gerarchie piuttosto quanto sia fondamentale mantenere alta la reputazione nostra e del nostro partner.  Comportamenti che vanno a screditare la "faccia" del nostro partner di fronte al suo team può mettere fine per esempio ad un rapporto d’affari. Segui sempre questi consigli:
  • Rispetta attentamente le gerarchie
  • Segui le regole cerimoniali
  • Non criticare mai nessuno pubblicamente
  • Elogia i tuoi partner davanti ad altri, con sincerità
  • Le foto sono un momento importante, non infastidirti ma anzi proponine anche tu di farne

Cina: il galateo del business

Oltre a questi principi cardine, prima di avventurarsi nel mondo degli affari cinese è bene conoscere una serie di regole. In Cina la forma è sostanza, studiale e falle tue.

Come rivolgersi alle persone?

In Cina, ci si rivolge alle persone solo con il cognome. Ad esempio, ti rivolgerai a una persona di tua conoscenza come “Mr Chen” piuttosto che chiamarlo “Steve”. Inoltre ricorda che il nome segue sempre il cognome, perciò questa persona ti si presenterà come "Chen Steve." Ai cinesi inoltre piacciono i titoli, sono collegati al concetto di Mianzi. Se il signor Chen è il direttore del progetto ti converrà perciò chiamarlo "Director Chen". Non insistere chiedendo di essere chiamato per nome, potresti mettere in imbarazzo i tuoi interlocutori. Le formalità sono importanti. Arrivare all'informalità sarà un successo perché significa l'avvicinamento al nostro partner.

Strette di mano e inchini

Una stretta di mano può andar bene per salutare. Tuttavia, i cinesi sono soliti fare un piccolo inchino, è buona norma ricambiare. Non estremizzate gli inchini, attenzione a non confondere il leggero inchino che si fa in Cina con l'inchino gerarchico e continuato che si fa in Giappone, risulterebbe ridicolo ed in parte fastidioso (mai confondere Cina e Giappone, come sai talvolta non corre buon sangue).

Come comportarsi durante una riunione

In Cina, la prima persona a entrare in una stanza per una riunione è quella che ha il ruolo più importante. Se sei già seduto, nota chi entra per primo, si tratta di sicuro del capo e va trattato con il dovuto rispetto. Anche il posto a sedere è importante e rispecchia la gerarchia e i ruoli. Noi occidentali siamo più informali ma cerca di enfatizzare il rispetto della gerarchia anche con il tuo responsabile e i tuoi colleghi. Di solito la riunione si apre sempre con una piacevole chiacchierata generale, non si comincia mai a parlare subito d’affari e non ti conviene insistere, non partiresti con il piede giusto, sarebbe un tuo punto di debolezza. Rileggi il paragrafo sul tempo qui sopra: lascia che la chiacchierata proceda con i suoi tempi.  Non infastidirti se si ritorna più volte sullo stesso argomento. La comunicazione cinese segue un flusso circolare, non un filo diretto sì o no ma un processo più ampio dove è possibile chiedere più volte per rassicurarsi di comprendere la risposta e i suoi dettagli. Prende tempo ma è la strada giusta per costruire fiducia.

Regali

In determinate situazioni è bene offrire un regalo. Il regalo di solito è basato sul tuo paese di provenienza, sulla tua cultura e la tua Storia. Un regalo è un segno di rispetto e di desiderio di continuare un rapporto di lavoro. È strettamente collegato ai concetti sopra espressi di Guānxi e Mianzi. Il regalo deve essere assolutamente impacchettato, ma mai con carta nera o bianca perché sono i colori che rappresentano il lutto. Evitate se possibile riferimenti al numero 4, l'assonanza con il termine morte non è di buon auspicio. Se possibile usare un riferimento ad un numero come l'8 (=abbondanza, ricchezza, prosperità) invece sarebbe un'ottimo segnale. I cinesi sono tendenzialmente superstiziosi, rispettate questa tendenza. Quando porgi il regalo, fallo con entrambe le mani e dichiara che si tratta di un “piccolo segno di apprezzamento”. È molto probabile che il regalo non venga aperto in tua presenza. Tra i regali da evitare ricordiamo invece gli orologi, gli ombrelli, i fazzoletti o i fiori bianchi. In Cina questi oggetti rappresentano la morte. 

Funzioni sociali

Se devi partecipare a qualche evento o se devi andare a cena per parlare d’affari è bene tener presenti alcune tradizioni. Dovresti assaggiare ogni portata per non offendere il tuo ospite, anche solo un boccone. È assolutamente consigliato anche lasciare almeno del cibo nel piatto, altrimenti l’ospite penserà che hai ancora fame. Alle cene di lavoro ufficiali, inoltre, i tuoi commensali si aspetteranno che tu tenga un discorso. È la cerimonia. Preparati e non lesinare ringraziamenti ed auspici di lunghe partnership e grande prosperità condivisa. Ganbei. Bere "alla goccia" insieme è parte del cerimoniale, dell'amicizia. È un momento importante dove si sciolgono alcune formalità e si crea una vicinanza utile a creare fiducia reciproca. Potrebbe essere una prova fisicamente provante, soprattutto quando hai 10 cinesi che ti chiedono un ganbei e tu sei da solo. Ma dire di no è davvero... dire di no. Queste sono solo alcune delle differenze culturali da tenere a mente e va da sé che da soli e dall'Italia, tutto può diventare più difficile. Ma non ti preoccupare, chiedi il supporto di esperti e puoi velocizzare la fase d'ingresso ed evitare costosi passi falsi, per sfruttare al massimo il futuro mercato più grande del mondo. Ed in maniera stabile.

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Giunto all’ottava edizione, il Rapporto Annuale La Cina nel 2017, curato da Alberto Rossi, responsabile del Centro Studi per l’impresa della Fondazione Italia-Cina (CeSIF), è sicuramente lo studio italiano più attento e autorevole dei trend della Cina. Un’approfondita ricerca che analizza la situazione attuale e fornisce previsioni sul mercato cinese, delineando un quadro ben chiaro e strutturato della realtà locale. Per promuovere agli imprenditori italiani le grandi opportunità commerciali che la Cina offre, la Fondazione Italia Cina organizza una serie di presentazioni del suo Rapporto Annuale La Cina nel 2017 in diverse città italiane. Il 20 giugno sarà a Biella e parteciperà anche East Media, che ha contribuito alla stesura del Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina con un intero paragrafo dedicato al settore digitale. Emanuele Vitali, Direttore Commerciale di East Media, avrà il compito di illustrare lo scenario digitale e social in Cina. Dai motori di ricerca come Baidu ai social media locali come Weibo e Youku, fino alle messaging app come WeChat. Senza dimenticare delle considerazioni sul diverso background culturale che ha importanti implicazioni sulle strategie di comunicazione. In Cina ci sono oltre 730 milioni di persone raggiungibili con un click e il consumatore cinese è fra i più digitali al mondo. [caption id="attachment_5738" align="aligncenter" width="826"] Qui e in apertura la presentazione del Rapporto Annuale La Cina nel 2017 avvenuta a Milano all’Unicredit Tower Hall, lo scorso 19 Maggio.[/caption]

Tempo di investire in Cina

La Cina da anni non è più il “paese delle copie”, ma una potenza economica in continua trasformazione. Il piano quinquennale varato dal Governo prevede un tasso di crescita del Pil del 6,5% con un sensibile aumento del reddito procapite e dei consumi interni. La costante crescita dei consumi trainata dall’urbanizzazione (al 60% entro il 2020) apre opportunità di retail sia basso costo sia per i settori del lusso, per venire incontro alle esigenze di una classe media emergente sempre più numerosa e ricca. Consumatori più evoluti e consapevoli, come già emerso nel China Consumer report 2016, che riconoscono nei prodotti del Made in Italy grande qualità. Ma le opportunità non riguardano solo il settore B2C, ma anche a quello B2B. Nei prossimi anni in Cina si punterà a trasformare settori dell’industria interna da produzioni a basso costo a quelle di alta qualità. Un percorso da seguire puntando sull’innovazione delle aziende cinesi che nel breve periodo porterà alla necessità di reperire know-how e stringe forti partnership. Senza dimenticare tutte i vantaggi che comporterà la Nuova Via della Seta. Un progetto che riconosce nell'Italia il porto di arrivo per l'Europa.  

Rapporto Annuale La Cina nel 2017: come, dove e quando

La partecipazione all’evento di Biella è libera fino a esaurimento posti. Per iscriversi basta contattare Barbara Milanetti: indirizzo mail: milanetti@ui.biella.it telefono: 0158483241 L’appuntamento è per martedì 20 giugno dalle ore 14.30 alla Sala conferenze dell’Unione Industriale Biellese, in via Addis Abeba 2, Biella. Di seguito riportiamo il programma della giornata: 14.30 - Registrazione 15.00 - Inizio lavori Saluti istituzionali Chiara Bonino, Vicepresidente per l’Internazionalizzazione Unione Industriale Biellese Marco Bettin, Direttore Operativo Fondazione Italia Cina Silvia Sabato, Responsabile Area Business Promotion CEIPiemonte Relazioni Alberto Rossi, Responsabile Marketing Fondazione Italia Cina e Analista CeSIF Emanuele Vitali, Co-founder e Direttore Commerciale East Media Paola Casiraghi, Trade Lane Manager Greater China DHL Global Forwarding Italia Casi aziendali Nicolò Zumaglini, CEO Lanificio Subalpino Elia Filiberti, Presidente Giacomini 17.15 - Q&A 17.45 - Cocktail

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Save the Date: venerdì 19 Maggio si terrà la presentazione del Rapporto Annuale Cina 2017. Un’approfondita ricerca che analizza la situazione attuale e fornisce previsioni sul mercato cinese. Una guida che delinea un quadro ben chiaro e strutturato della realtà locale. Sicuramente lo studio più attento e autorevole in Italia dei trend della Cina. Giunto con successo all’ottava edizione, il Rapporto Annuale Cina 2017 è elaborato dal CeSIF, il Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina. Un outlook nel quale si presentano gli scenari politici, economici e di accesso al business in Cina. Con un focus sulle implicazioni per le società estere che operano in Cina e le opportunità settoriali per le imprese italiane.

Rapporto Annuale Cina 2017: programma dell'evento

La presentazione del Rapporto sarà aperta dai saluti di Cesare Romiti, Presidente Fondazione Italia Cina e di Luciano Cenedese, Responsabile Unicredit International Center Italy. A seguire Alberto Rossi, Responsabile Marketing Fondazione Italia Cina e Analista CeSIF, Filippo Fasulo, Coordinatore Scientifico CeSIF, Renzo Cavalieri, Of Counsel Bonelli Erede Pappalardo e Antonella Bertossi, Marketing Sales Manager Global Blue Italia presenteranno gli scenari del mercato cinese. Non mancheranno poi due illustri ospiti che racconteranno delle loro esperienze in Cina. Sono Marco Guazzoni, Global R&D Director di Vibram e Stefano Scarsciotti, Ceo di E-Marco Polo S.p.A del Gruppo Cremonini. La presentazione del Rapporto Annuale Cina 2017 si tiene venerdì 19 maggio dalle ore 9.00 all’Unicredit Tower Hall. L’indirizzo è via Fratelli Castiglioni 12, Milano. La partecipazione all’evento è gratuita fino a esaurimento posti. Per aderire basta registrarsi all’apposito form, cliccando sul link qui di seguito:

ISCRIVITI ALL’EVENTO

  Vi invitiamo a seguire l’evento con un pizzico di orgoglio. East Media ha avuto il piacere – e l’onere – di contribuire alla stesura del Rapporto Annuale Cina 2017 con il paragrafo dedicato al mondo Digital & Social cinese. Un argomento fondamentale per le strategie marketing di tutte le aziende italiane interessate ad approcciare il mercato cinese. Ricordiamo che in Cina ci sono oltre 730 milioni di persone raggiungibili con un semplice click. Se si vuole la Cina è vicina.

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Un successo annunciato per l' arredamento italiano. Con oltre 343.000 presenze in sei giorni provenienti da 165 paesi, anche quest'anno il Salone del Mobile di Milano ha confermato l'alto gradimento. Lo dicono i numeri: le presenze sono cresciute del 10% rispetto all’edizione 2015 che aveva le medesime biennali, dedicate a luce e ufficio. “Un momento unico – ha commentato Claudio Luti, presidente del Salone – in cui cultura e sistema industriale diventano punto di riferimento internazionale e modello virtuoso di una Italia che funziona”. Il Salone del Mobile di Milano è nato nel 1961 per promuovere le esportazioni italiane di mobili in tutto il mondo. E ancora oggi si conferma quindi un appuntamento fondamentale per il settore dell’arredamento. Tanto più che oggi a mercati “storici” come Francia, Germania, Inghilterra e Usa si affianca anche la Cina. Un paese, la Cina, dove le aziende italiane hanno ancora grandi opportunità di sviluppo del proprio business. Nei primi otto mesi del 2016 le vendite dei mobili Made in Italy sono cresciute del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E dal 2012 al 2014 la fascia alta del mercato è cresciuta del 26% raggiungendo i 7,5 miliardi di euro. Proprio quella dove si collocano i prodotti Made in Italy del settore. L’Italia è il primo partner per l’arredamento della Cina, con quota di mercato del 15% sul totale delle importazioni cinesi.

Cinesi sempre più interessati all'arredamento

Proprio per promuovere l’arredamento Made in Italy in Cina, l’anno scorso si è tenuta la prima edizione del Salone del Mobile.Milano Shanghai. Un evento che ha coinvolto 56 aziende italiane e in tre giorni ha registrato 20.750 presenze. Provenienti dalle regioni di prima fascia della Cina e da quelle centrali, a forte tasso di sviluppo. L’appuntamento per quest’anno è dal 23 al 25 novembre. Un Salone che ha gettato le basi per un nuovo ponte commerciale e culturale tra l’Italia e la Cina. Dal quale ci si attendono rapidi sviluppi nel breve e medio periodo. Specialmente in un momento storico nel quale la Cina si sta sempre più avvicinando all’occidente per gusti e stile di vita. E' quanto emerge dal China Consumer Report 2016 stilato da McKinsey&Company. A dare una spinta in questa direzione sono anche le scelte macroeconomiche volute e annunciate nel piano quinquennale 2015-2020 dal presidente Xi Jinping. La Cina si propone di aumentare la crescita del reddito pro capite di almeno il 6,5% l’anno (nel 2015 è stata del 7,4%). L'obiettivo è passare da un modello industriale votato alle esportazioni a un più equilibrato fondato sulla domanda interna.

Un mercato complesso, ma dalle grandi opportunità

Gli ingredienti per una rapida e continua crescita degli acquisti ci sono tutti. Ma le aziende italiane non devono sottovalutare le barriere all’ingresso che possono incontrare. La Cina è un mercato molto complesso e competitivo da approcciare, che richiede una profonda conoscenza delle dinamiche interne. Nel settore dell’ arredamento i principali canali di distribuzione sono quelli tradizionali: flagship store, showroom e catene di arredo. Ma nell’ultimo periodo si è assistita una grande crescita dei siti e-commerce: permettono di raggiungere i consumatori cinesi anche se non si ha una vera e propria presenza fisica in Cina. (LEGGI QUI ARTICOLO: COME VENDERE MOBILI IN CINA) Per cogliere le grandi opportunità commerciali che la Cina offre, le aziende italiane devono avere una precisa e mirata strategia marketing. Fondamentale sono il posizionamento sul mercato e la capacità di promozione grazie ai canali digitali. [caption id="attachment_5554" align="aligncenter" width="1024"] Alcune foto dal Salone del Mobile condivise dagli utenti sul social network cinese Weibo.[/caption]

Arredamento: per raggiungere i consumatori la parola chiave è "digital"

A differenza di quanto si possa pensare, la Cina è un paese altamente avanzato dal punto di vista digitale. Ci sono oltre 730 milioni di utenti su una popolazione di 1,4 miliardi di persone. In pratica un cinese su due quotidianamente naviga, chatta e finalizza acquisti online. Ma lo fa in maniera un po' differente rispetto alla nostra. Come evidenziato da alcuni studi di McKinsey & Company, inoltre i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano i principali punti di contatto con le aziende nel web: sito internet, social network e key opinion leader. Se non ci sei perdi circa il 76% del potenziale, sempre secondo la rinomata ricerca. La cultura profondamente diversa da quella occidentale e l’utilizzo di evolute piattaforme locali, impone però di sviluppare una specifica strategia marketing digitale. Un approccio glocal. Il messaggio da veicolare deve essere differente, dal naming ai contenuti alla grafica come agli strumenti da utilizzare: in Cina WeChat e Weibo prendono il posto di Facebook. Per quanto riguarda i motori di ricerca Baidu sostituisce Google. Senza dimenticare, infine, che influencer e blogger hanno una credibilità maggiore che da noi in Italia.  Sono assolutamente fondamentali per il posizionamento di un prodotto e la brand awareness. Una modalità che aiuta ad arrivare sul mercato con un impatto forte se utilizzato in maniera efficace.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA….–>  info@east-media.net