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Dolce & Gabbana: una comunicazione non troppo cross-culturale

  Internazionalizzare la propria attività in un altro paese non è un passaggio scontato. Per poter avere successo, specialmente in un paese complesso e distante - non solo geograficamente - come la Cina, occorre tenere in forte considerazione le radici culturali del target. E non offenderlo. Da qualche giorno, l’hot topic del web è lo scivolone di Dolce & Gabbana in Cina. Ne parlano tutti, da ogni parte del globo. Ma che cosa è successo esattamente? E perché?  

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Gli albori della polemica: qualche piatto italiano e un paio di bacchette

La notizia è ormai stata sviscerata: i due stilisti hanno promosso il loro grande Fashion Show in Cina tramite video che ritraggono una modella cinese che cerca di mangiare una pizza, un cannolo e degli spaghetti con le bacchette. In sottofondo, una fastidiosa voce fuori campo le spiega che non è il modo corretto per mangiarla.  La pubblicità risulta indubbiamente un po’ come lo zio che alle feste fa scherzi di cattivo gusto, ma può venire naturale chiedersi il perché di tutto questo scalpore. Senza voler ripercorrere tutte le tappe della debacle internazionale, in questo articolo analizziamo insieme a Marcella Gao e Janet Wang, project manager di Triboo East Media, i motivi del fallimento di tale comunicazione.   Dolce e Gabbana

 

Comunicazione in Cina: le basi da seguire (anche per Dolce & Gabbana)

Alla base di una comunicazione efficace vi è sempre la comprensione e il rispetto della cultura del target a cui ci si rivolge. La comunicazione di Dolce & Gabbana è stata lacunosa sia dal punto di vista della creazione del contenuto sia dal punto di vista della gestione della crisi. Prendendo come punto di partenza i contenuti iniziali, come evidenziato da Marcella Gao, “il problema fondamentale dei video di Dolce & Gabbana è che i post si indirizzavano alla comunità cinese. Ma con un punto di vista totalmente eurocentrico. Anzi italo-centrico. Il concept che lega i video è una ragazza cinese che cerca di mangiare vari cibi italiani (pizza, spaghetti e cannolo) con le bacchette. Ma non è una buona idea scherzare sulle bacchette. Fin da piccoli, i cinesi sono abituati a utilizzarle: diventano una sorta di simbolo. E’ impossibile che qualcuno non sia in grado di utilizzarle ed è offensivo essere presi in giro per questo. Non è tanto questione di non saper scherzare su sé stessi, ma nessun cinese si sognerebbe di provare a mangiare questi piatti con le bacchette. Inoltre, non sarebbe così incapace”.  

Pizza, spaghetti e cannolo: una triade che ha fatto parlare di sé

Protagonista di ogni video è un diverso piatto italiano, che la modella puntualmente prova a mangiare con le bacchette, schernita dalla voce fuori campo. Per ognuno dei video è possibile evidenziare un errore in termini di comunicazione. Partiamo da quello meno grave”, spiega Marcella Gao: “il popolo cinese sa che la pizza si mangia con le mani. Non ci sono persone che provano a mangiarla con le bacchette, nessuno è così fuori dal mondo”. Ma i passi falsi più gravi sono negli altri due video. Gli spaghetti non sono un’esclusiva italiana. La cucina cinese è ricca di piatti a base di spaghetti ed è evidente che le persone siano abituate e capaci di mangiare la pasta lunga con le bacchette. Scherzare sull’idea di una nostra incapacità in questi termini è da una parte di scarso gusto, dall’altra una battuta poco riuscita”. “Per finire con il cannolo. Dolce & Gabbana ha sempre avuto una comunicazione votata allo scalpore, ma le battute a sfondo sessuale sono un po’ too much”.  

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Dolce & Gabbana: una comunicazione sopra le righe

Il brand è evidentemente avvezzo a una comunicazione mirata alla sorpresa e allo scandalo, ed è comprensibile che potesse pensare di fare parlare di sé. Ma questa volta sembra aver sorpassato il limite. A onor di cronaca, però, non è la prima volta che Dolce & Gabbana divide gli animi cinesi. La prima volta, spiega Janet Wang, “è stata in occasione di una campagna che avvicina modelli vestiti dal brand a persone comuni, rappresentate in maniera molto rurale e stilizzata."    

Stereotipi e marketing: un accostamento da evitare

Le bacchette però non sono l’unico errore nella comunicazione del brand. La pubblicità appare come un ritratto stereotipato della Cina. Assomiglia all’idea vaga che gli stranieri hanno dei cinesi, a partire dalla modella per finire con l’ambientazione del ristorante. Come ha spiegato Janet Wang, la modella, con i tratti somatici così caratteristici, assomiglia solo a una piccola porzione della popolazione cinese. “Nei film di Hollywood, tutti i cinesi hanno visi molto simili. Questo è perché vengono selezionati attori con la medesima provenienza geografica. Ma la Cina è un continente, e i volti cambiano molto da regione a regione. Non tutti hanno la palpebra come la modella di Dolce & Gabbana.”  

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  La modella, che a noi occidentali potrebbe apparire come una bellissima donna di origine cinese, non è stata percepita dal target come rappresentativa. Sembra proprio che i cinesi siano stufi di vedersi ritratti in una sola maniera. In aggiunta, la voce fuori campo è basata su un preconcetto sbagliato che vede i cinesi incapaci di pronunciare parole straniere. “Il modo in cui pronuncia ‘bravissimo’ o ‘Dolce e Gabbana’ dà una cattiva immagine del popolo straniero” spiega Janet Wang. Tutto questo, condito dalla scelta di una location, che come quella della modella, non è piaciuta a tutti. “Il ristorante è il tipico ristorante che gli italiani si aspettano di trovare in Cina. Ma in Cina ci sono anche posti in stile moderno, occidentale. Trendy. Non è solo tradizione e stereotipi”.  

Comunicazione fallita: la risposta di Dolce & Gabbana

Che Dolce & Gabbana abbia mangiato pane e stereotipi a colazione è ormai un fatto. Ma se errare è umano, perseverare è diabolico. In altre parole, “l’errore dei video poteva anche essere perdonato, lo scoglio più grande risiede nella gestione della comunicazione post crisi, ha spiegato Janet Wang. Dopo infatti il furore che ha scatenato la pubblicazione dei post, l’ufficio PR Cina del brand ha taciuto. Per due giorni. A rispondere ai primi commenti da parte degli utenti è stato Stefano Gabbana, che d’impulso ha risposto a vari utenti (sono molti gli screenshot che girano in rete) scavandosi la fossa attorno.   [caption id="attachment_9170" align="aligncenter" width="570"]Dolce e Gabbana Le risposte di Stefano Gabbana a un'utente di origine cinese hanno causato un'indignazione ancora maggiore tra gli utenti cinesi: lo stilista ha peccato in termini di educazione e comprensione.[/caption]     Rispondere a un utente offeso che la Cina è un paese di ignoranti è un errore molto grave”, spiega Marcella Gao, “e sotterrare la questione spiegando che il profilo è stato hackerato non è una soluzione adatta”.    

Il video di scuse e la percezione dell'utenza cinese

Le conseguenze dei video sono state considerevoli: la chiusura degli store e-commerce, la nascita dell’hashtag #boicottaDolce&Gabbana e il divieto impartito dal Governo Cinese di svolgere la sfilata. L'evento, formalmente vietato dal Governo, è stato anche boicottato da numerosi VIP (Chen Kun, Wang Junkai, Dili Reba), che in linea con quanto affermato dalle fonti ufficiali di Stato, si sono dichiarati profondamente offesi e intenzionati a non partecipare alla sfilata. Solo in seguito a tutto ciò, Dolce & Gabbana si è attivata con un video di scuse sul canale ufficiale Weibo del brand, rivolgendosi direttamente agli utenti.   [caption id="attachment_9171" align="aligncenter" width="673"]Dolce e Gabbana Dolce e Gabbana nel video di scuse pubblicato sul canale Weibo del brand. L'effetto del post non è stato quello desiderato: in tanti hanno definito ipocriti gli stilisti, sottolineando che le loro scuse sono arrivate tardi e incomplete.[/caption]   La risposta del web non è stata evidentemente quella sperata. In molti hanno risposto spiegando che le scuse non bastano e che quel video non può cancellare le offese contenute nel video.   [caption id="attachment_9172" align="aligncenter" width="571"]Dolce e Gabbana Il primo commento, con oltre 1.000 like, sottolinea la mancanza di genuinità degli stilisti nel video, che parlano alla telecamera solo dopo aver volto lo sguardo altrove - probabilmente verso un testo con le indicazioni sulle battute da dire. I due vengono definiti "attori"[/caption]   [caption id="attachment_9173" align="aligncenter" width="587"] Il secondo commento che appare nello screenshot è di un utente che sottolinea il ritardo delle scuse.[/caption]     Ciò che è chiaro è che quella di Dolce & Gabbana, oltre a essere un’azione di marketing scarsamente riuscita per il brand, è una lezione da cui apprendere.  

Vademecum della comunicazione corretta in Cina

I passi falsi del noto brand italiano ricordano l’importanza di un approccio culturalmente consapevole per le aziende che operano in Cina. In un momento storico in cui la Cina si sta aprendo fortemente all’interscambio con l’estero, essere rispettosi e coscienti delle differenze che separano le realtà è essenziale.  

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  Una strategia di marketing efficace deve anzitutto partire dallo studio del background del target e dal rispetto per lo stesso. I messaggi devono essere adatti e declinati per poter piacere a utenti che hanno gusti e valori differenti da quelli occidentali. Indubbiamente, nella comunicazione di Dolce & Gabbana c’era un riferimento e un’ironia dal sapore europeo, ma mentre nella cultura occidentale uno scherzo del genere poteva essere accettato, in Cina lo scherno rispetto a valori locali (come le bacchette) è un errore da non commettere.  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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San Valentino: in Cina sono 5 le feste degli innamorati

  I numeri rivestono un’importanza fondamentale nella cultura cinese. Il settimo giorno del settimo mese del calendario lunare rappresenta una importante festività: quella degli innamorati, che quest’anno cade il 17 agosto (il 7 agosto nel 2019). Altrimenti conosciuta come 七夕节, Qīxī jié, cioè Festa della settima notte, la Festa degli innamorati è associata ad una romanticissima leggenda, che come tutti i racconti di folklore, circola in numerose versioni. Racconta la storia di due giovani amanti, Niu Lang e Zhi Nu, una sorta di Romeo e Giulietta dell’antica Cina: lui, un povero bovaro orfano di entrambi i genitori, lei una bellissima fata celeste. Un giorno, mentre curava una mucca malata, Niu Lang intravide Zhi Nu e, come nelle migliori storie patinate, fu amore a prima vita. I due decisero subito di sposarsi e diedero alla luce due bambini, prima di essere tragicamente separati dalla regina dei Cieli, moglie dell’imperatore di Giada, che non vedeva di buon occhio le unioni tra profani e divinità. Percependone la sofferenza, la Regina Madre acconsentì infine a far incontrare gli innamorati una volta all’anno: il settimo giorno del settimo mese. Da allora, si festeggia questa ricorrenza scrutando il cielo e pregando Zhi Nu: al buio si possono vedere le due stelle degli innamorati ritrovarsi, e a Zhi Nu le giovani donne chiedono di imparare a tessere e di trovare l’amore.   [caption id="attachment_9468" align="aligncenter" width="800"]san valentino cina wechat Alcuni esempi di newletter di WeChat personalizzate dal team di Triboo East Media per il San Valentino in Cina[/caption]

San Valentino cinese: in totale sono 5 le feste

  Nonostante sia la festa tradizionalmente legata agli innamorati, oggi i cinesi tendono a celebrare - soprattutto nel caso delle nuove generazioni - il "San Valentino" durante altre occorrenze:
  • Il 14 febbraio – il nostro San Valentino (情人节,Qíngrén jié).
  • il 14 marzo con il cosiddetto San Valentino Bianco, baise qingrenjie. Una festa che arriva dal Giappone, promossa sin dal 1978 dalle industrie dolciarie.
  • Il 20 maggio o 520, che in cinese si pronuncia 五二零 (wǔ èr líng), dal suono molto simile a 我爱你 (wǒ ài nǐ), che in cinese vuol dire “ti amo”.
  • Storicamente, però, la prima festa degli innamorati cinese cadeva il quindicesimo giorno del calendario lunare cinese, che con la Festa delle lanterne segna la fine delle festività legate al Capodanno Cinese.
  In queste festività nate in tempi più recenti, le abitudini sono più legate all’universo occidentale e consumista: si regalano fiori, cioccolatini e si cerca un ristorante più lussuoso… un’ottima occasione di marketing sui social network.  

> LEGGI ANCHE: LE MIGLIORI STRATEGIE MARKETING PER IL CAPODANNO CINESE 2019

 

San Valentino in Cina: si festeggia sul web 

  In ognuna di queste date i principali social network cinesi come WeChat e Weibo sono presi d’assalto da messaggi di auguri. I più importanti siti e-commerce come Tmall e JD.com propongono una vasta offerta di prodotti dedicati agli innamorati. Con oltre 750 milioni di utenti digitali, in Cina tutto si muove sul web. E anche una festa romantica come “San Valentino” diventa una buona occasione per pianificare delle campagne marketing. Che sia per dare visibilità al proprio brand, piuttosto che sfruttare una ricorrenza a fini commerciali. L'esempio più eclatante è sicuramente l'11/11 (l'11 novembre), data in cui si celebra il "Single's day". Una ricorrenza che il gruppo Alibaba ha trasformato nel "Global Shopping Festival". Una giornata di shopping sfrenato, che l'hanno scorso ha portato Tmall a fatturare oltre 22 miliardi di euro in sole 24 ore. Più di Black Friday e Cyber Monday messi insieme!  

> LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: COME SCEGLIERE IL PROPRIO BRAND AMBASSADOR

    [caption id="attachment_8844" align="aligncenter" width="700"]Festa della Luna Dolcetti realizzati da Dior in occasione della La Festa della Luna o Festa di Mezzo Autunno, una tra le più importanti festività in Cina (clicca sull'immagine per leggere l'articolo).[/caption]  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.  

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Investire in Cina e in Asia orientale: l'intervista a Lorenzo Riccardi

Approcciare un mercato complesso come quello cinese non è semplice. Anche dal punto di vista fiscale. Per avere una visione d'insieme e dei consigli utili per le aziende italiane che vogliano investire in Cina ne abbiamo parlato con Lorenzo Riccardi, Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. Lorenzo Riccardi vive e lavora a Shanghai, dove insegna alla Jiao Tong University. Il suo interesse e l’impegno accademico sono stati premiati con una borsa di studio per un progetto di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. Oltre agli incarichi accademici, Riccardi ha ricoperto diversi ruoli istituzionali ed è stato sindaco e membro del consiglio di amministrazione di numerose organizzazioni no-profit e multinazionali come Armani, Trussardi, Max Mara e Parmalat. È inoltre socio e fondatore dello Studio di consulenza RsA, specializzato in Asia e paesi emergenti.

 

Lavorare in Cina: il punto di vista di Lorenzo Riccardi

Parlando con Lorenzo Riccardi colpisce subito la passione con cui racconta il suo lavoro. “Ho sempre avuto grande interesse per l’Oriente. Dopo molti viaggi nella regione, dal 2004 ho deciso di occuparmi di Cina e Far East, seguendo i principali investimenti in quest’area. L’interesse verso l’Asia nasce dal fascino colto in tanti viaggi in questa regione, dalla Giordania a Timor Est, dallo Sri Lanka alle due Coree ho viaggiato nelle principali città e territori del continente”. Un interesse che lo ha portato a ricoprire diversi ruoli importanti: “Ho collaborato negli anni con Shanghai Jiao Tong e Shanghai University, dove sono ricercatore presso la Scuola di Economia con un progetto di ricerca sulle interazioni tra Cina e ASEAN. Sono membro dell’ordine dei Dottori commercialisti e dei Revisori in Italia, di HKCPA Institute e di America CPA e sono stato nominato Senior Fellow dall’Australia CPA Association, il più grande ordine professionale con focus sull’Asia.” Oggi Lorenzo Riccardi risiede a Shanghai, dove gestisce gli uffici e i professionisti di RsA Asia, boutique di consulenza tax e advisory per gli investimenti nel Far East.

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I settori su cui puntare secondo Lorenzo Riccardi

Una domanda che si pongono tanti imprenditori che vogliono investire in un mercato dinamico come la Cina è su quali settori puntare oggi. “Il numero crescente di progetti di carattere internazionale offre stimoli e opportunità continue. I nuovi settori sono quelli promossi da Pechino: ambiente, aerospaziale e ogni ambito in cui si applichino scienza e tecnologia di alto contenuto”. Ma non solo: “Vi sono inoltre settori a forte crescita, spinti da nuovi trend di consumo. Tra questi il turismo, in ogni suo segmento, il settore agro-alimentare e il settore delle tecnologie informatiche. La nautica e il settore della formazione sono inoltre ambiti nuovi in cui investire. Nei segmenti tradizionali, la Cina rimane primo mercato per lusso e alta gamma, automotive e molti altri ambiti. L’e-commerce in generale è il futuro trend trainato da Pechino, con un mercato che da domestico diventa globale e aziende che superano ogni record di crescita”.   Lorenzo Riccardi

 

I settori con agevolazioni fiscali in Cina

In Cina esistono settori in cui è incoraggiato investire e che quindi possono risultare più attraenti per le imprese italiane. Abbiamo chiesto a Lorenzo Riccardi se esistono settori che godono di particolare agevolazioni fiscali. E che quindi possono essere più interessanti. “Esistono settori specifici e aree geografiche che garantiscono vantaggi per gli investimenti esteri. L’ambiente è il settore che garantisce maggiori incentivi con agevolazioni fiscali fino alla completa esenzione da tributi. Gli investimenti ad alto contenuto tecnologico o che introducono nuove tecnologie possono beneficiare di una licenza high-tech con imposte sui redditi del 15%. Questo carico fiscale è inferiore a qualunque aliquota d’imposta standard applicata nella regione asiatica”. La Go West policy ha promosso ulteriormente. “Con aliquote del 15%, gli investimenti nelle province centrali e occidentali del Paese sono molto incentivati. La VAT oggi è lo strumento con cui Pechino ha incentivato export, import e specifici settori, tra cui i servizi, con variazioni d’aliquota e incentivi frequenti”.

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Investire in Cina: gli aspetti da considerare secondo Lorenzo Riccardi

Quando si decide di investire in Cina, esistono alcuni aspetti che devono essere tenuti in considerazione. “Lavorare nel contesto asiatico garantisce soddisfazioni per un numero di operazioni e progetti che in Italia e in Europa sembrano rallentare. Tuttavia questo significa gestire criticità e temi complessi in un contesto molto diverso da quello europeo, quali ad esempio la lentezza burocratica e le difficoltà di gestione delle differenze culturali e linguistiche”.

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  Non bisogna inoltre dimenticare la valuta cinese: “Uno dei principali aspetti da considerare è il sistema finanziario; il CNY è una delle più forti valute a livello globale, ma non ha ancora corso internazionale. La valuta cinese è di fatto valuta di riferimento per le principali transazioni internazionali ma viene convertita con sistemi virtuali e la Cina rimane un paese a controllo valutario. Ogni flusso viene monitorato in modo molto diverso da quanto accade nelle economie occidentali”.   Lorenzo Riccardi

 

Investire in Cina: i passi falsi da evitare

Una volta deciso di investire in Cina e chiare quali sono le opportunità, ci sono alcune azioni da portare avanti e altre da evitare. Come ha raccontato Riccardi. “Occorre essere consapevoli di tempistiche e step amministrativi molto allungati. Non vanno quindi considerati criteri internazionali, ma occorre esperienza sul mercato domestico per gestire ogni nuovo progetto. La gestione del personale è la task più complessa per ogni organizzazione. In Cina assume criticità ulteriori, date dal turnover e dall’offerta elevata di posizioni appetibili per lavoratori qualificati. Non bisogna avere fretta nelle fasi di start up, occorre studiare il progetto con un team di esperienza locale e non solo con background transnazionale”.

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Investire in Cina: gli errori più frequenti secondo Lorenzo Riccardi

Ma quindi quali sono gli errori più frequenti? “Tra i più ricorrenti che ho potuto constatare la gestione finanziaria, il sotto-capitalizzare le società neo costituite, i calcoli non congrui del costo del personale e la mancanza di esperienza. Ma anche di conoscenza delle capacità e dell’aggressività dei competitor locali”.

Essere un imprenditore in Cina

Per concludere la visione d’insieme dataci da Lorenzo Riccardi, gli abbiamo domandato quali fossero i principali pregiudizi da sfatare per l’imprenditore italiano che sbarca in Cina. “Operare in Asia significa confrontarsi con difficoltà culturali, linguistiche e strategiche. Queste devono essere gestite continuamente per ogni operazione e progetto ma tra i pregiudizi da sfatare vi è la considerazione di un’imprenditoria cinese non pronta ai mercati globali. Nell’esperienza, manager e investitori locali dimostrano invece capacità sofisticate nel negoziare e gestire transazioni e progetti di elevata complessità. Rallentamenti, variazioni nelle direzioni, complessità crescente nelle relazioni sono spesso il frutto di strategie puntuali con fini aziendali specifici”.

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Il 16 febbraio è una data importante: si festeggia il Capodanno cinese e inizia ufficialmente l'Anno del Cane. Come da tradizione per i cinesi sarà un periodo di festa durante il quale approfitteranno per andare in vacanza. Quello che in occidente chiamiamo comunemente Capodanno cinese è la Festa di Primavera, la più importante festività oltre la Grande Muraglia. Un evento dal quale molti Brand cercano di cavalcarne l'onda e sfruttarne l'aspetto commerciale. Spesso realizzando delle collezioni  "limited edition" che nella grafica richiamano il segno zodiacale di turno. L'obiettivo è quello di  sostenerne le vendite di un prodotto o rilanciarne l'immagine. Delle vere e proprie serie speciali dedicate esclusivamente al mercato cinese che hanno l'intento di strizzare l'occhio ai consumatori cinesi.

> Leggi anche: Turisti cinesi, la grande opportunità per l'Italia

Anno del Cane: diverse critiche ai Fashion Brand

Mai come quest'anno, però, le reazioni dei millennial cinesi non sono state sempre lusinghiere. Sui principali social network come Weibo e WeChat non sono infatti mancate critiche per l'interpretazione che è stata data da diversi famosi Brand. Di seguito vi proponiamo una serie di immagini delle collezioni dedicate all'Anno del Cane che non hanno raccolto pareri sempre positivi.

Gucci

Anno del Cane - Capodanno cinese GucciAnno del Cane - Capodanno cinese Gucci

“Vistoso!” “Siete seri?”

 

Louis Vuitton

Anno del Cane - Capodanno cinese Louis Vitton Anno del Cane - Capodanno cinese Louis Vitton
“Imbarazzanti!!” “Sono comici!!”

Giorgio Armani

Anno del Cane - Capodanno cinese Giorgio Armani Anno del Cane - Capodanno cinese Giorgio Armani

Alcune edizioni realizzate da Armani per il Capodanno cinese nel 2016, 2017... e 2018. Sui social un utente ha commentato in maniera brillante postando la foto qui sotto: "Sappiamo già come sarà il 2019..."

Anno del Cane - Capodanno cinese Giorgio Armani

Estée Lauder

Anno del Cane - Capodanno cinese Estée Lauder

"Mi sentirei molto imbarazzata a usare uno specchio come questo per sistemarmi il trucco in un bagno pubblico".

Il disappunto dei consumatori cinesi era emerso già in passato per le precedenti edizioni speciali.

Anno del Cane - Capodanno cinese Estée Lauder

Dolce & Gabbana

Anno del Cane - Capodanno cinese Dolce e Gabbana Anno del Cane - Capodanno cinese Dolce e Gabbana

"Questo è realmente stile italiano?"

Givenchy

Anno del Cane - Capodanno cinese Givenchy

"Nessuno ha detto a Givenchy che assomigliano ai petardi?" 

Per chi non avesse idea di come sono i tradizionali petardi cinesi può farsi un'idea con l'immagine qui sotto...   Anno del Cane - Capodanno cinese Givenchy   Quelli riportati sono solo alcuni dei commenti poco entusiasti che diverse collezioni dedicate al Nuovo Anno hanno raccolto in Cina. Con Jiaqi Luo, Multilingual Marketing Specialist di East Media, abbiamo provato ad analizzare questi commenti per capire come mai in rete non siano stati accolti così positivamente. "Da questi commenti - dice Jiaqi Luo - emerge che i consumatori cinesi sono dispiaciuti per l'interpretazione a volte sterile che grandi nomi del fashion hanno dato per la collezione dedicata all'Anno del Cane. Agli occhi dei millennial cinesi più critici sembra ovvio che i designer delle diverse Case non hanno posto abbastanza attenzione nello sviluppare questi prodotti rispetto ad altre collezioni. In poche parole l'estetica, la qualità o lo stile non rispecchiano le aspettative che hanno per il Brand".

I consumatori cinesi si sono evoluti

"Dieci anni fa - continua Luo - stampare l'immagine di un'animale su una borsa o una maglia funzionava. Ma nel 2018 i Brand si confrontano con un pubblico differente. I consumatori cinesi non sono solo 'shopaholic', ma imparano molto in fretta a essere 'smart' nei loro acquisti. Utilizzano app per condividere le loro opinioni sui prodotti, comparano i prezzi nei forum, prendono spunto per lo stile dai fashion influencer. Il loro gusti evolvono molto velocemente". Con una società in piena evoluzione, i consumatori cinesi sono diventati più sofisticati nelle loro preferenze e gusti. "Uno stile molto vistoso - sottolinea Jiaqi Luo - con un grosso logo in evidenza era uno status symbol. Ma oggi viene percepito nel connotato negativo di 'nuovi ricchi'  (土豪)". Molti millennial cinesi sono concordi nel credere che i Brand di lusso occidentali non riescano a cogliere nel miglior modo l'estetica cinese. "Per una casa di moda con base in Italia o in Francia è spesso difficile capire la sensibilità estetica del consumatore cinese. Ma per esempio i KOL cinesi del fashion la conoscono bene perché fanno parte dello stesso mondo", precisa Luo. "Un buon esempio di cosa si aspettano i consumatori cinesi arriva dalla collaborazione di Longchamp con Mr. Bag. Essendo lui stesso un KOL, Mr.Bag è un attento osservatore dei trend e analizza cosa piace ai suoi follower".

> Leggi anche: Blogger e influencer: perché in Cina sono così importanti nelle strategie marketing

Anno del Cane - Capodanno cinese Longchamp Anno del Cane - Capodanno cinese Longchamp Come si può notare dalle foto, questa borsa omaggia l'Anno del Cane riportando due impronte. Un messaggio semplice, chiaro e per nulla vistoso. Da notare, inoltre, che sono state stampate solo due impronte e non per esempio tre. Non è un caso: nella cultura cinese il 2 è numero fortunato. In Cina c'è un detto che recita: “Le cose buone arrivano in coppia”. Tradizionalmente si pensa che il doppio porti bene, ecco perché di solito le decorazioni ornamentali sono sempre realizzate in paia (due candele, due statuine…). O perché i nomi dei brand cinesi ripetono spesso lo stesso carattere. Il termine 囍 (shuāng xĭ) è dato dalla ripetizione di喜 (xĭ, gioia, felicità) e altro non vuol dire che “doppia gioia”.

> Leggi anche: Numeri in cinese, la guida al loro significato

Avvalersi di esperti del mercato può fare la differenza

Tornando alle collezioni che non sono state accolte favorevolmente sul web, "rivelano un'immaginazione un po' piatta. Una certa mancanza di interesse nel comprendere un'altra cultura. Chi critica si chiede come sia possibile che i Brand di lusso la cui immagine (e business) dipende dallo stile abbiano realizzato un design così 'banale' per il Capodanno cinese? In molti hanno semplicemente utilizzato degli classici stereotipi orientali", fa notare Luo. Ovviamente non c'è nulla di sbagliato nel riprendere canoni estetici e stereotipi di una cultura per realizzare un prodotto in linea con un mercato. Specialmente se si vuole sfruttare un'opportunità come l'inizio dell'Anno del Cane. Ma come sottolinea ancora una volta Jiaqi Luo, "quando i consumatori vedono chiaramente che il risultato finale manca dell'usuale sofisticazione e qualità che si aspettano dal Brand, la delusione è enorme." Per non cadere in questo genere di errore, ci sono due consigli della nostra Multilingua Martegin Strategist da tenere bene in mente. Validi per ogni settore e non solo nel mondo della moda:
  • collaborare con qualcuno che conosca a fondo la cultura e i trend del mercato di riferimento.

  • Verificare sempre con l'aiuto di un partner qualificato che il prodotto possa corrispondere alle attese del consumatore finale.

 
Da diverso tempo East Media collabora con la Fondazione Italia Cina per importanti iniziative di cooperazione tra i due Paesi. Tra le tante, la  stesura dell'estratto dedicato al Digital Marketing in Cina, raccolto e aggiornato ogni anno nel Rapporto Annuale CeSIF: "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese." Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato e ricevere le ultime novità. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
  Il segreto del marketing è la cura dei dettagli: fare attenzione al significato dei numeri in cinese è uno di questi. Infatti ogni cultura possiede dei simboli di buono o cattivo auspicio, che possono influire nella vita di tutti i giorni, ma anche sulle scelte di acquisto. La cultura in Cina influenza ancora profondamente la vita quotidiana. Per questo scegliere un approccio di marketing cross-culturale, attento a questo tipo di dettagli, è senza dubbio la strategia più adatta. Può sembrare strano pensarlo, ma i numeri in Cina possono avere un peso non indifferente. Un esempio? Nel 2003 il numero di telefono +86 28 8888 8888 è stato venduto alla compagnia aerea Sichuan Airlines per la cifra di 2,33 milioni di yuan. Più di 250.000€! Il motivo è semplice: l'8 è il numero più fortunato in Cina. Il 4 è invece il più temuto, tanto che gli hotel che non hanno il quarto piano! Qualche cenno sui numeri in cinese può quindi tornare sicuramente utile. Iniziamo subito.   >>LEGGI ANCHE: COLORI IN CINA: GUIDA AL LORO SIGNIFICATO E CONSIGLI DI UTILIZZO NEL MARKETING 

Numeri in cinese: i portafortuna

Tra i numeri amati dai cinesi rientrano lo 0, il 2, 3, 6, 8 e 9. Numero 0: Essendo lo zero l’inizio di tutte le cose, è considerato di buon auspicio. Numero 2: C’è un detto in Cina, che recita “le cose buone arrivano in coppia”. Tradizionalmente si pensa che il doppio porti bene, ecco perché di solito le decorazioni ornamentali sono sempre realizzate in paia (due candele, due statuine…). O perché i nomi dei brand cinesi ripetono spesso lo stesso carattere. Il termine 囍 (shuāng xĭ) è dato dalla ripetizione di喜 (xĭ, gioia, felicità) e altro non vuol dire che “doppia gioia”. Numero 3: Anche il 3 porta bene. La sua pronuncia (sān), ricorda il suono di 生 (shēng), cioè vita, nascere. Numero 6: Mentre in occidente il 6 non è considerato positivo (666 è il numero del diavolo!), in Cina 6 è omofono di “fluido”流 (liú). Ciò suggerisce che le cose possano scorrere senza troppi intoppi. Non a caso molte aziende mostrano sui propri display il numero 6: si pensa che possa portare bene al proprio business. Numero 8: Il numero cult, che in Cina è considerato il più fortunato di tutti: l'8. Ora ci si può spiegare perché quel numero di telefono sia stato venduto a così caro prezzo. O perché le Olimpiadi di Pechino del 2008 abbiano avuto inizio l’8 agosto 2008 (8/8/08) alle ore 8 e 8 minuti. 8 ha infatti una pronuncia che ricorda il suono del carattere 发 (fā), cioè prosperità, successo. La sua grafia con caratteri occidentali, 88, ricorda inoltre il carattere 囍 (shuāng xĭ), cioè doppia gioia.   numeri in cinese L'immagine rappresenta il carattere (shuāngxǐ), doppia felicità. Visivamente ricorda due 8 ravvicinati, simbolo di buon auspicio. Specialmente per le coppie!   Numero 9: Abbiamo infine il numero 9, che porta bene in quanto tradizionalmente associato agli imperatori e omofono di 久 (jiǔ), cioè "lunga durata". E' il numero preferito per i matrimoni.   >>LEGGI ANCHE: CINA: I 7 TREND DELL'E-COMMERCE NEL 2020 DA NON FARSI SCAPPARE  

Numeri in cinese: quali evitare 

Numero 4: Il numero più sfortunato e temuto tra tutti. Il 4 ha la sfortuna di avere una pronuncia simile a quella del carattere che indica “morte”, 死 (sǐ). Non a caso la sua presenza è vietata in molti luoghi o contesti. Non solo, il quarto piano spesso non compare negli ascensori, ma si cerca di evitarlo anche nei numeri di telefono, nei documenti e nei nomi di prodotto. Un po' come succede al numero 13 in molte culture occidentali.  

Numeri in cinese: le cifre ambivalenti

Numeri che invece non sono visti in maniera del tutto (o totalmente) positiva sono 1, 5 e 7. Numero 1: A seconda dei casi il numero 1 può essere di buono o cattivo auspicio. E' il numero dei vincitori, ma anche quello associato alla solitudine. Il Single’s Day è infatti l’11 novembre, 11/11. D'altra parte questo giorno è stato trasformato in un'occasione di shopping online sfrenato, dunque ha acquisito anche una connotazione positiva. Numero 5: Un altro numero che come l’1 è ambivalente è il 5. Esso è il numero che caratterizza i 5 elementi (fuoco, terra, acqua, metallo e legno). Tuttavia ha anche un suono simile a 无 (wú), cioè “senza”, “mancanza”, insomma un carattere che indica privazione. Numero 7: Il 7 è associato al buon auspicio nella sfera sentimentale grazie alla sua omofonia con il carattere 齐 (qí), che significa anche “insieme”. Il giorno degli innamorati è infatti il 7° giorno del 7° mese del calendario cinese (quest'anno il 25 agosto). Il suo suono è anche molto simile ai caratteri 起(qĭ) e 气 (qì), cioè “inizio”, “crescita” e “energia vitale”. Dall’altra parte, il settimo mese è anche ricordato secondo tradizione come mese dei fantasmi e degli spiriti, non proprio qualcosa di piacevole.   >>LEGGI ANCHE: SAN VALENTINO: IN CINA SONO BEN 5 LE FESTE DEGLI INNAMORATI

 

 

Consigli per la tua strategia di digital marketing

Per ottenere maggiore successo nel business sul mercato cinese, il nostro consiglio è quello di provare a utilizzare il numero 8 il più possibile. Può essere inserito, per esempio, nei codici che identificano un prodotto, un account, un ordine di spedizione o un numero di telefono. Può sembrare assurdo, ma molti cinesi fanno davvero grande attenzione a questo dettaglio. Non per nulla, come accennato, i numeri di telefono sono più costosi più 8 contengono. Ricevere un biglietto da visita con un numero di telefono pieno di 8 ci indica automaticamente lo status della persona che ce lo sta porgendo. Allo stesso modo, dunque, utilizzare questa cifra all'interno di tutti gli elementi che costituiscono il "biglietto da visita virtuale" di un'azienda può aiutare a migliorarne la brand identity.

Scarica la guida al Digital Marketing 

Per conoscere tutte le  tematiche legate alla comunicazione e al marketing, potete scaricare l'estratto dedicato al Digital Marketing in Cina in formato PDF, cliccando sull’immagine qui sotto.     [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato e ricevere le ultime novità. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Non uno, ma ben cinque: sono i giorni di festa degli innamorati in Cina, quelli che in Italia facciamo coincidere con San Valentino, che si festeggia da noi il 14 febbraio. Una ricorrenza molto sentita nel nostro Paese che trova riscontro anche oltre la Grande Muraglia cinese ma in cinque date differenti.

SAN VALENTINO IN CINA

Come in Italia, anche in Cina il 14 febbraio si festeggia “San Valentino”, che viene chiamato qingrenjie, ovvero la festa degli innamorati. Ma per chi vuole dimostrare il proprio affetto al partner non mancano altre occasioni. Una cade il 14 marzo con il cosiddetto San Valentino Bianco, baise qingrenjie, una festa che arriva dal Giappone, promossa sin dal 1978 dalle industrie dolciarie. Il 20 maggio, invece, si celebra il 520 (il nome deriva dalla data del mese e giorno), una festa piuttosto recente, che trova largo consenso specialmente tra i più giovani. Una data non casuale, dato che la pronuncia di “520” (wu’erling) suona molto simile a “ti amo” (wo ai in). Il settimo giorno del settimo mese del calendario lunare cinese (generalmente in agosto per il nostro calendario), cade il Qi xi. Una festa romantica legata alla leggenda di due innamorati. Che tradizionalmente viene festeggiata in tutta la Cina come il vero e proprio “San Valentino cinese”. Storicamente, però, la prima festa degli innamorati cinese cadeva il quindicesimo giorno del calendario lunare cinese, che con la Festa delle lanterne segna la fine delle festività legate al Capodanno Cinese. Denominata Yuanxiaojie, in molte zone della Cina era il giorno in cui gli uomini potevano dimostrare il loro affetto verso una persona di cui erano innamorati. [caption id="attachment_5242" align="aligncenter" width="1024"]san-valentino-tmall-dolci Una sezione di Tmall dedicata ai dolci per la festa di San Valentino[/caption] A prescindere dalla ricorrenza scelta da ogni singola persona cinese per celebrare con il proprio partner il suo “San Valentino”, è bene tenere a mente queste differenti date.

SAN VALENTINO SUL WEB IN CINA

In ognuno di questi giorni i social network cinesi come WeChat e Weibo sono presi d’assalto da messaggi di auguri ma anche su app di dating che vanno per la maggiore come Momo. I principali ecommerce come Tmall o Jd.com propongono una vasta offerta di prodotti (dalla cosmetica al settore dolciario) per tutti gli innamorati.  Una buona scusa per promozioni e call to action. Amore e fatturato. Se è troppo tardi per pianificare delle campagne di comunicazione e marketing per il 14 febbraio, c’è tutto il tempo per cogliere le opportunità che San Valentino offre alle aziende italiane nelle altre date. In particolar modo è da tenere in considerazione e prevedere una pianificazione per il Qi Xi, sicuramente la festa più popolare e comune in Cina. [caption id="attachment_5987" align="aligncenter" width="1280"]momo app momo app[/caption]

I GIUSTI CANALI DIGITAL

Ricordiamo che per una comunicazione realmente efficace in Cina bisogna tenere in considerazione diversi aspetti e utilizzare differenti canali. Innanzitutto va creata un messaggio da veicolare in linea con i gusti e abitudini dei cinesi, profondamente diversi dai nostri. Anche nel campo dell'amore. Inoltre, perché una campagna marketing sia proficua non basta essere presenti su una delle principali piattaforme ecommerce. Per ottenere risultati soddisfacenti è fondamentale sviluppare un piano di comunicazione che nei mesi precedenti l’evento promuova i prodotti e il brand. Con oltre 800 milioni di utenti digitali, i consumatori cinesi ricercano e trovano punti di contatto con le aziende sopratutto nel mondo web: sito internet, social network e influencer. Detto che un sito deve essere ottimizzato per Baidu, il motore di ricerca locale, i canali da privilegiare sono sicuramente i social network e i “key opinion leader. Le piattaforme social, in particolar modo WeChat e Weibo, sono i canali dove gli utenti passano la maggior parte del tempo sul web, informandosi e condividendo esperienze. Gli influencer locali, invece, hanno una rilevanza maggiore che in Italia: grazie al gran numero di follower i “kol” possono aiutare a sviluppare awareness o una call to action, una promozione oppure un evento. Anche nel campo dell'Amore. :-)

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Come ogni anno, milioni di cinesi sono pronti a mettersi in viaggio in occasione della Festa di Primavera, meglio conosciuta in Europa come il Capodanno cinese. Un evento molto sentito oltre la Grande Muraglia che, al pari del nostro Natale, riunisce le famiglie e regala un lungo periodo di feste: si inizia a celebrare il capodanno il giorno della vigilia, il 27 gennaio nel 2017, e si conclude poi il quindicesimo giorno con la festa delle lanterne. Un arco di tempo più che sufficiente a molti cinesi per concedersi una vacanza oltre i confini della Cina con tutta la famiglia e, magari, raggiungere quei parenti che si sono trasferiti all’estero.

Dove vanno i cinesi?

Thailandia, Sud Corea, Giappone e Taiwan sono generalmente le mete preferite dai turisti cinesi, anche per affinità culturale e vicinanza geografica ma il dato interessante è che nel 2017 l’Europa torna a essere una delle principali destinazioni durante i festeggiamenti del Capodanno cinese: il trend è dato in crescita di ben il 68,5 % rispetto al 2016. A rivelarlo sono i dati raccolti da Fowardkeys, che monitora quotidianamente le prenotazioni dei voli.  Una crescita sostanziale, considerato che si tratta anche del +56% in più del 2015. Rispetto a due anni fa, però, a cambiare sono le destinazioni finali: se nel 2015 Francia, Italia e Germania erano le mete preferite dai turisti cinesi, per il 2017 le più gettonate sono Spagna e Inghilterra, seguite dall’Italia che si conferma un Paese molto amato dalla popolazione cinese. La Francia, invece, storicamente la destinazione più popolare nel Vecchio Continente, risente inevitabilmente dei sanguinosi attentati terroristici che l’hanno colpita.

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Le famiglie sono il nuovo target

Come emerge sempre dai dati di Forwardkeys, in occasione del Capodanno cinese i turisti soggiorneranno fuori casa in media per nove giorni. Interessante notare come ben sei cinesi su dieci arriveranno dalle tre principali città: Pechino, Shanghai e Guangzhou. E che il 51% dei viaggiatori saranno famiglie. Un punto molto interessante quest'ultimo perché apre a nuovi scenari e opportunità commerciali. Come sottolinea Emanuele Vitali, Marketing Manager di East Media, “i giorni di festa per il capodanno cinese offrono l’opportunità a molte famiglie cinesi di raggiungere i propri figli che lavorano o studiano all’estero. Un target di clientela che ricerca strutture famigliari, localizzate in zone ben servite dai trasporti pubblici, e che sappiano offrire prodotti e servizi in linea ai gusti cinesi. Una grande opportunità per le aziende del settore alberghiero, dato che il turismo delle famiglie cinesi è dato in forte crescita nei prossimi anni”. Non va inoltre dimenticato che, come emerso dallo studio China Consumer Report 2016, grazie a una classe media emergente sempre più numerosa, nell’ultimo anno i consumatori cinesi sono diventati anche più selettivi e attenti a come spendono i propri soldi: le priorità oggi sono uno stile di vita più elevato che privilegi un alto standard di qualità dei prodotti e dei servizi, ponendo attenzione su salute, famiglia ed esperienze. Uno stile che mira ad assomigliare per molti versi a quello occidentale e che in soli tre anni ha portato a profondi cambiamenti nelle abitudini di consumo dei cinesi. digital marketing in cina  

I potenziali clienti si raggiungono sui canali digitali

Per raggiungere i turisti cinesi, potenziali clienti - non solo nel periodo del Capodanno cinese - la strada preferenziale è quella di attuare una corretta strategia di comunicazione e marketing digitale. A cominciare dalle travel app che forniscono servizi per informarsi, leggere recensioni, comparare prezzi e prenotare la propria vacanza con un semplice click. Fondamentale è quindi investire su piattaforme locali come:
  • Qunar
  • LY
  • eLong
  • Daodao
  • TaoBao Trip
Tutte app che in Cina prendono il posto di TripAdvisor, Booking, Trivago e Last Minute… giusto per citare le più popolari. Non bisogna poi dimenticare che una delle grandi passioni è lo shopping e i turisti cinesi sono soliti compiere acquisti, più di ogni altro viaggiatore. Dalle ricerche di Global Blu emerge che ben 8 cinesi su 10 programmano di fare shopping in vacanza. Ma non solo… sfruttando la differenza di prezzo, per conto di parenti e amici acquistano all’estero prodotti che vedono in Cina e si fanno rimborsare direttamente grazie alla funzione “wallet” di WeChat. Inoltre è fondamentale per qualsiasi azienda essere presente sulle piattaforme social più popolari in Cina che spesso sono utilizzate per capire se siamo affidabili, se siamo chinese friendly, se le recensioni sono positive. Strumenti come Weibo e WeChat vanno utilizzate per comunicare i propri prodotti/servizi. Inoltre è necessario sicuramente avere un sito internet ottimizzato per Baidu, il più popolare motore di ricerca locale.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net  
Segnatevi questa data: 11 novembre. Ovvero il giorno del Single's Day in Cina, una festa popolare nata nel 1993 presso l’Università di Nanchino. Se non ne avete sentito parlare prima, sappiate che il Single Day rappresenta una giornata da dedicare a se stessi e (magari) comprare quelle cose che uno ha sempre desiderato. Un po’ come per il giorno di San Valentino, quando le coppie si fanno dei regali in nome del reciproco affetto. La data venne scelta associando l’idioma cinese di single, rappresentato da un solo tratto “” con le cifre che si ripetono nella data dell’11 novembre (11/11), un uso tipicamente cinese. Negli ultimi anni, con il boom economico e la diffusione delle piattaforme ecommerce, il Single's Day si è via via trasformato in una giornata di shopping sfrenato di grande opportunità commerciale per le aziende. Già rinominato come il “Black Friday cinese”, l’anno scorso su Tmall (in alto la homepage di quest'anno), la piattaforma ecommerce del gruppo Alibaba, in sole 24 ore sono stati venduti 64 milioni di televisori, oltre 13 milioni di smartphone, 11 milioni di orologi e 6 milioni di vetture… Tanto che nel 2015 il Gruppo Alibaba ha fatturato 14 miliardi di dollari in una sola giornata, con un ritmo davvero incalzante: con circa 120.000 ordini ogni minuto dopo solo 12 ore è stato superato il fatturato del 2014 (9,3 miliardi di dollari). Interessante notare che 7 ordini su 10 sono stati eseguiti attraverso dispositivi mobile… Single Day in Cina: la promozione sui canali digital Si tratta di numeri davvero impressionanti se rapportati ai dati di vendite (non solo online) del mercato italiano ed europeo che danno un’idea della grande opportunità commerciali del Single's Day. Ma cosa devono fare le Aziende per sfruttare a proprio vantaggio questa giornata sui canali digital? [caption id="attachment_4859" align="aligncenter" width="1023"]tmall-singles-day-1024x969 La homepage di Tmall per dispositivi mobile realizzata in occasione del Single's Day 2015.[/caption] Innanzitutto, come più volte ricordato, bisogna sviluppare una comunicazione in linea con i consumatori cinesi. Dal punto di vista grafico, nella fase di concezione e realizzazione della propria pagina promozionale sono da privilegiare soluzioni vivaci, ricche di contenuti e piene di offerte. Un design “sovraffollato” che crea un forte sentimento di urgenza stimolando di fatto l’acquisto compulsivo. Inoltre, è consigliabile avere in prima posizione il banner con la migliore offerta del giorno, seguito da categorie dei prodotti (come i più veduti, gli ultimi arrivati…) e infine le promozioni suddivise per brand oppure categoria di prodotto. Un fine, quest’ultimo, che si può raggiungere guidando gli utenti verso l’acquisto finale durante il Single's Day, pianificando una serie di attività sui principali social network cinesi e coinvolgendo i  KOL (Key Opinion Leader). Single Day in Cina: come sviluppare la giusta strategia Le strategie che un’Azienda/Brand può attuare per creare attenzione e veicolare i consumatori cinesi verso i propri prodotti/servizi in occasione del Single's Day sono molte. Di seguito vi proponiamo alcuni esempi, che potrebbero tornarvi utili anche per altre campagne o iniziative. L’ideale, per avere una comunicazione davvero efficace, sarebbe quello di combinare le diverse strategie: ricordiamo che i consumatori cinesi prima di finalizzare un acquisto sono soliti verificare le informazioni attraverso i diversi canali: social network, siti web e opinion leader. Una prima strategia da applicare nei giorni che precedono il Single's Day cinese può essere quella delle Flash Sale, ovvero delle vendite lampo. Uno dei metodi di promozione oggi più diffusi, che può essere promosso via WeChat con un articolo da condividere ai propri follower da agganciare a una landing page con le promozioni. Un’altra strategia, oggi molto comune, è quella invece di creare una limited edition del prodotto, disponibile solo online per la giornata del Single's Day. Specialmente se si vuole promuovere un prodotto di largo consumo, che faccia parte per esempio delle categorie cosmetica, food oppure beverage. [caption id="attachment_4855" align="aligncenter" width="519"]Un esempio di campagna che Coca Cola ha realizzato per una limited edition Un esempio di campagna che Coca Cola ha realizzato della bottiglietta limited edition per il Single's Day del 2015.[/caption] Meno diffusi, ma sicuramente interessanti per generare viralità e quindi accrescere la brand awareness, sono poi i gruppi di acquisto. Applicati al Single's Day, sono la strategia perfetta da utilizzare sui canali social: gli utenti possono ottenere uno sconto se condividono l’offerta e invitano gli amici ad acquistare loro stessi il prodotto. Infine, un’altra strategia può essere quella di ricorrere live streaming, una funzionalità che verrà sempre più implementata dai social network cinesi, oltre alle piattaforme dedicate come TaoBao. Il live streaming offre molti vantaggi (è emozionale, crea engagment, permette di ottenere dei feedback in tempo reale) e si dimostra realmente efficace quando si affida la promozione di un prodotto anche al sostegno di una celebrità del web come un key opinion leader. Con due evidenti vantaggi: il messaggio promozionale passerà attraverso i canali istituzionali del brand/Azienda e quelli del KOL partner. Per conoscere meglio gli aspetti legati alla comunicazione in Cina e approfondire nel dettaglio i diversi canali digitali potete leggere e scaricare (gratis in formato PDF) l’estratto “Il boom del settore digitale” del Rapporto Annuale “La Cina nel 2016” della Fondazione Italia Cina. > Per restare invece sempre aggiornati sulle ultime novità dalla Cina legate a comunicazione e marketing iscrivetevi alla nostra NEWSLETTER