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Cresce il numero dei turisti cinesi e russi che acquistano in Italia

Le vendite Tax Free nei primi 9 mesi dell'anno sono aumentate dell'8%. La crescita maggiore si registra con i turisti cinesi e russi

  I turisti cinesi e russi amano l'Italia. Il Bel Paese richiama per le sue bellezze, la cucina, il life style...e lo shopping. E' quanto emerge dai dati diffusi da Global Blue, società leader per i servizi Tax Free di shopping. Nei primi nove mesi del 2017, le vendite in Italia nelle aree Tax Free sono cresciute dell'8% rispetto lo stesso periodo del 2016. I principali acquirenti sono i turisti cinesi con una quota del 28%, in aumento del 15% rispetto l'anno scorso. Bene anche i turisti russi, che rappresentano il 9% del totale. Dopo anni difficili, sono tornati a viaggiare e spendere: da gennaio a settembre 2017 si è registrato un incremento negli acquisti del 24%.  

> Leggi anche: Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

  Le categorie merceologiche dove si sono registrati maggiormente gli aumenti degli acquisti Tax Free sono quelle tipiche del Made in Italy. Nei primi 9 mesi dell'anno, il settore “Moda & Abbigliamento” è cresciuto dell'8%, mentre “Gioielli&Orologi” del 7%.    

Milano e Roma le mete dello shopping per i turisti cinesi e russi

I turisti cinesi e russi sono quelli che spendono di più in vacanza in Italia. Come rileva sempre Global Blue, i più “spendaccioni” sono i turisti cinesi con uno scontrino medio di 975 euro. Seguono i turisti russi con uno scontrino medio tax free di 662 euro.

> Leggi anche: Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

  Interessante è notare poi come i turisti cinesi e russi abbiano evidenziato tendenze differenti in termini di mete. I cinesi hanno scelto principalmente Milano (38%), e a seguire Roma (18%), Firenze (9%) e Venezia (6%). I turisti russi, invece, si sono allineati a quelli americani e distribuiti in maniera più omogenea con Roma (23%), Milano (22%) e Firenze (21%).    

Comunicare sui giusti canali

  Ricordiamo che i turisti cinesi e russi utilizzano piattaforme locali differenti da quelle più popolari in Occidente. Per eseguire delle ricerche online al posto del motore di ricerca Google i russi utilizzano Yandex e i cinesi Baidu. Differenti sono anche i social network. Se Facebook è abbastanza diffuso in Russia in città come Mosca e San Pietroburgo tra i giovani, il resto degli utenti è abituato a utilizzare piattaforme come VKontakte e Odnoklassniki.  

> Leggi anche: Social network in Russia: su quali conviene puntare

  Ancora più estrema è la situazione in Cina. Facebook è praticamente sconosciuto perché “bannato”. Gli oltre 800 milioni di utenti cinesi, molto evoluti digitalmente, utilizzano social network come WeChat e Weibo.  

> Leggi anche: Fare marketing in Cina, gli strumenti indispensabili

  Per raggiungere i potenziali clienti cinesi e russi è fondamentale farsi trovare dove andranno a cercare le informazioni. Sia che si voglia brand awareness oppure promuovere un'attività o servizio. Questa è la chiave per assicurarsi delle vendite in Italia con i turisti cinesi e russi.    

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Il nuovo mercato fashion in Russia: la rinascita dopo la crisi

Quest'anno, per la prima volta dall'inizio della crisi nel 2014, il mercato fashion in Russia mostra segni di ripresa. Vediamo come è cambiato il mercato e il consumatore russo in questi anni.

Non è un segreto che, durante la crisi degli ultimi anni, il mercato fashion in Russia abbia subito un drastico calo delle vendite. Gli anni più duri sono stati il 2015 e il 2016, legati da un forte ribasso del potere d'acquisto dei russi, dovuto alla svalutazione del rublo. Ma le cose stanno per cambiare. Secondo i dati dell'agenzia Fashion Consulting Group, “dal 2016 il 70% dei consumatori russi hanno abbassato il budget per gli acquisti di abbigliamento, scarpe e accessori, mentre il 12% non hanno speso nulla”. Eppure già con la fine dell'anno scorso si sono registrati importanti segnali di ripresa: le esportazioni italiane del settore tessile-moda verso la Russia sono cresciute del 23%.  

> Leggi anche: Russia, in crescita l'export del settore tessile-moda

 

2017, l'anno della ripresa? Sembra proprio di sì

Il 2017 mostra i segni di una leggera ripresa del mercato fashion. Secondo i dati della agenzia russa RBK. Issledovania, “il 2017 chiuderà il bilancio con una piccola crescita pari al 0,2%, mentre nel 2018 possiamo aspettarci una crescita di 0,7%”. Sembrano più ottimistici i risultati dello studio di Fashion Consulting Group: “Se il prezzo del petrolio e del rublo continueranno a stabilizzarsi, le previsioni più probabili sulla dinamica del mercato fashion in Russia, si tradurranno nella crescita del 2-3% rispetto all'anno precedente. Una simile dinamica è prevista anche per il 2018. Purtroppo, non ci si può aspettare una veloce ripresa come dopo la crisi del 2008. Adesso il potere d'acquisto dei russi crescerà lentamente, rapportato alla crescita dei loro guadagni.  

> Leggi anche: East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

  Se nel 2015 e 2016 i consumatori cercavano di risparmiare, adesso più del 50% non indugia più e preferisce spendere. Il fenomeno è dovuto alla stanchezza generale e all'adattamento psicologico a fronte della crisi economica, oltre al fatto che vestiti e scarpe subiscono un deterioramento naturale. Se negli ultimi 2-3 anni, i consumatori non acquistavano, adesso hanno la necessità di rinnovare il guardaroba. Si nota anche un certo ottimismo rivolto verso il futuro, dovuto alla stabilizzazione della valuta nazionale e dei prezzi al dettaglio.  

Il comportamento dei consumatori del settore fashion in Russia

Il principale trend è una predisposizione al risparmio, non solamente per l'aspetto economico. Il consumatore russo è diventato più razionale e consapevole. Lo shopping compulsivo è stato un comportamento degli anni passati.

  • Oggi per vendere in Russia il prodotto deve possedere i seguenti requisiti: un'ampia offerta, “un unico argomento di vendita” (Unique Selling Proposition – USP), originalità dell'idea e storia del brand.
  • Il prezzo rimane il principale fattore determinante per l'acquisto. Adesso, come mai prima d'ora, i consumatori attendono i saldi e vengono attratti dalle offerte speciali.
  • Risparmiare tempo è d'obbligo, nel mercato in crisi e saturo di marchi. Il consumatore deve avere la possibilità di concludere l'acquisto velocemente: vince chi può offrire al cliente una veloce reazione alla domanda sia nel retail online che offline, garantendo velocità sia nell'acquisto che nella consegna.
  • Lo shopping deve essere estremamente comodo e semplice. Punti fondamentali: disponibilità di tutti i metodi di pagamento moderni (compresi quelli online), ottimizzazione del punto vendita (posizione geografica, comodità di accesso, parcheggio, ascensore, etc) alla gestione dei resi.
  • Oggi nel mercato fashion, che comprende l'abbigliamento, le calzature, l'intimo e gli accessori, si presta maggiore attenzione ai materiali. È più che mai attuale il vecchio detto russo: “Non siamo così ricchi per permetterci le cose di cattiva qualità” Il materiale di alta qualità, durevole, resistente, riciclabile e multifunzionale permette di fare acquisti con meno frequenza.
  • L'ultimo trend, arrivato in Russia in ritardo rispetto all'Europa, riguarda una particolare attenzione verso i metodi di produzione dell'abbigliamento e delle calzature: sempre più spesso si sceglie il prodotto “environmentally friendly” tramite l'uso di eco-tecnologie e tecnologicamente avanzato. La produzione non deve inquinare l'ambiente e il prodotto deve migliorare la qualità della vita del consumatore.

Un mercato da presidiare

Dal 2015 molti brand internazionali si sono ritirati dal mercato russo, lasciando spazio ai produttori nazionali. Le sanzioni europee hanno decretato un aumento sensibile della produzione interna a scapito delle importazioni. I produttori russi hanno avuto l'opportunità di arrivare a livelli di sviluppo mai visti.

Ciò nonostante, poche aziende russe nel settore fashion sono in grado di offrire un prodotto, che possa competere con il corrispettivo europeo. Non a caso oggi possiamo osservare un'anomala crescita di vendita dei marchi luxury come Chanel, Prada e Burberry. Questo dimostra che i russi amano sempre il prodotto europeo.

Il primo paese che ha cercato di migliorare i rapporti con la Russia dopo le sanzioni è stata l'Italia. Il “Made in Italy” è sempre apprezzato e richiesto in Russia, anche se oggi il cliente russo è diventato più esigente e non si accontenta solo del marchio.  

Quali canali usare per raggiungere potenziali clienti russi

Per raggiungere i potenziali clienti russi e creare brand awareness, è fondamentale utilizzare i giusti strumenti. Anche quando si parla di comunicazione. Come la Cina, anche la Russia è un mondo parallelo per quando riguarda il settore digital. Piattaforme occidentali molto popolari come Facebook e Google non sono così diffuse in Russia.
Se si escludono le città di Mosca e San Pietroburgo e gli utenti più giovani, la maggior parte dei russi preferisce le piattaforme locali VKontakte e Odnoklassniki. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex, mentre per il servizio di posta elettronica e portale d’informazioni il punto di riferimento è Mail.ru.

>>Leggi anche: VKontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

 
Se si parla di comunicazione e social network in Russia, non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale. Innanzitutto, la lingua russa è piuttosto complessa dal punto di vista lessicale. Molto spesso non è sufficiente far tradurre i contenuti: vanno pensati e rielaborati. Discorso valido anche per il nome del brand: bisogna sempre verificare cosa significa in lingua russa. Inoltre, i russi sono molto pragmatici: il messaggio da veicolare deve essere mirato, diretto e senza fronzoli.

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Salone del Mobile di Mosca: i prodotti delle Aziende italiane del settore arredo si confermano tra i più desiderati in Russia

  La 13ma edizione del Salone del mobile di Mosca, “Saloni WorldWide Moscow” è stato un successo. A dirlo sono i risultati e la soddisfazione di Claudio Luti, Presidente del Salone del Mobile. Dall’11 al 14 ottobre 2017 gli ingressi al Salone sono stati quasi 32.500, di cui oltre 18.000 operatori (+ 9,3% rispetto al 2016). Numeri che confermano quanto la manifestazione organizzata da Federlegno Arredo Eventi con la collaborazione di ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, sia la più importante sul territorio russo per quanto riguarda l’arredo e il complemento di qualità.

Salone del Mobile di Mosca: l'evento più importante del settore

Chiudiamo questa tredicesima edizione dei Saloni WorldWide Moscow con grande soddisfazione e voglia di dare seguito agli interessanti contatti che si sono attivati in questi giorni” ha dichiarato Claudio Luti, Presidente del Salone del Mobile. “È stata un’edizione molto positiva che ha segnato un evidente cambio di passo sia in termini di qualità sia in termini numerici. Importante, infatti, è stata l’affluenza di operatori specializzati, architetti e rivenditori non solo da Mosca ma da tutte le Regioni. Di grande competenza e professionalità i profili dei visitatori che hanno popolato i due padiglioni della fiera e che hanno creato occasioni di scambio commerciale con gli espositori”. https://www.youtube.com/watch?v=0QI5zq7c4tE

Salone del Mobile di Mosca: una vetrina importante per l'Italia

Tema di questa edizione del Salone del Mobile di Mosca è stato il design inteso non solo come arte e creatività, ma anche espressione di ricerca e sperimentazione. Due caratteristiche nelle quali le Aziende italiane sono sempre all’avanguardia. E al Salone del Mobile di Mosca sono state ben 231 (su un totale di 300) le aziende italiane che hanno deciso di cogliere l’opportunità di collocarsi sul mercato russo, sempre più ricettivo verso i prodotti di qualità. Sia che si tratti di pezzi classici, di design oppure luxury. Un evento nel quale l’Agenzia ICE si è impegnata a portare 120 operatori specializzati del settore, selezionati da 24 regioni della Federazione Russa e Paesi confinanti come Bielorussia e Kazakhistan, in un programma di visite e oltre 3mila incontri B2B. Come ha dichiarato Fabrizio Lucentini, Direttore Generale per l’Internazionalizzazione e la Promozione degli scambi al Ministero dello Sviluppo Economico, quello dell’arredo e design “è uno dei settori trainanti dell’export italiano. Soprattutto in questo Paese in un contesto nel quale le relazioni commerciali tra i due paesi stanno vivendo dall’inizio dell’anno un percorso di ripresa con un aumento degli interscambi superiori al 20%”.

Arredo e design: un vanto dell'Export Made in Italy

I numeri d’altra parte parlano chiaro. L'anno scorso l'italia si è confermata il secondo fornitore per l'arredo in Russia, con una quota di mercato del 24%. Il Bel Paese è preceduto solo dalla Cina con il 36%. Un trend che non deve sorprendere dato che i russi sono innamorati dell'Italia e guardano con grande favore ai prodotti nostrani. Il Made in Italy viene percepito come sinonimo di qualità e rappresenta un vero e proprio status symbol per il ceto medio. Tanto che se quest'anno molti russi hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze in Turchia per i prezzi particolarmente contenuti, l'Italia resta in assoluto una delle mete preferite.

>> Leggi anche: Turisti russi in Italia, dove vanno e cosa cercano

Stando ai dati diffusi dal Centro Studi Federlegno Arredo, nel 2016 le esportazioni italiane del settore Arredo e design hanno superato i 506 milioni di euro e la Russia è stato il settimo mercato, con oltre 226 milioni di euro nei primi sei mesi dell'anno, in crescita dello 0,2% rispetto al 2016. Un trend che infonde ottimismo, dato che anche altri settori come quello della moda sono dati in crescita, dopo gli ultimi anni di segno negativo. Per saperne di più leggi l'articolo: in crescita il settore tessile-moda in Russia.

Russia: i segnali di una ripresa ci sono

La Russia non è più l'economia trainante del 2013. O, meglio, non lo è ancora. Va detto, però, che nonostante le sanzioni ancora in essere commissionate dall'Unione Europea, l'economia russa mostra incoraggianti segni di ripresa. Se le esportazioni record dell'Italia del 2013, pari a 11 miliardi sono un miraggio, le previsioni per il 2017 parlano di 8 miliardi. In netta crescita rispetto ai 6,7 miliardi dell'anno scorso.

>> East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

In crescita, d'altra parte, è dato anche il PIL russo: le previsioni parlano di un +1,5% per il 2017. In un contesto del genere le Aziende italiane dovrebbero tornare a investire in Russia per cogliere bene e prima degli altri questi segnali di ripresa. Per farlo, però, bisogna attuare delle corrette strategie marketing e di comunicazione che tengano presente della realtà locale, profondamente diversa da quella italiana.

Cosa fare per attrarre potenziali clienti russi?

Innanzitutto è bene considerare la Russia come una realtà a parte dall'Europa. Ci sono infatti 100 milioni di utenti attivi giornalmente che possono essere raggiungi con un semplice click se si usano i giusti strumenti.  Se nel nostro Paese e nella Comunità Europea siamo soliti utilizzare social network come Facebook e Google come motore di ricerca, in Russia gli utenti hanno altre abitudini. Yandex prende il posto di Google per le ricerche. Mentre il principale social network non è Facebook ma VKontakte. E molto popolare, tra gli over 30 è anche Odnoklassniki. Attenzione, sono piattaforme digitali locali che non possono essere minimamente trascurate. Facebook viene utilizzato essenzialmente nelle città come Mosca e San Pietroburgo dai più giovani che sono abituati a viaggiare. Google è popolare solo grazie alla grandissima diffusione degli smartphone Android (l'86% del mercato). Ma recentemente l'antistrust russo ha imposto che anche sui dispositivi mobile Android gli utenti possano scegliere un motore di ricerca alternativo come Yandex oppure Mail.ru.

>> Yandex Search: in Russia sui dispositivi Android si può scegliere il motore di ricerca

Grazie a questa "rivoluzione", Yandex, il principale motore di ricerca in Russia con il 54% del mercato, vedrà rafforzarsi ulteriormente la propria leadership. Per un'Azienda sarà quindi fondamentale avere un sito ottimizzato per questo motore di ricerca se vuole farsi trovare dagli utenti russi. A questo si aggiunge che il russo è una lingua complessa e i russi hanno una cultura profondamente differente dalla nostra. Questo vuole dire che i messaggi da veicolare devono essere tradotti da personale qualificato e avere un contenuto allineato alla cultura locale.  

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In Russia il mondo fashion parla italiano: in crescita l’export del settore tessile-moda

Dopo le sfilate di Milano, il mondo della moda è pronto a spostarsi a Mosca: dal 21 al 26 ottobre è di scena la Fashion Week Russia. Un evento nel quale la moda italiana avrà sicuramente grande voce in capitolo con le collezioni primavera/estate 2018. Un'opportunità in più per tutte le aziende italiane del settore. Ancora più del recente passato dato che nonostante l'economia russa sia ancora pesantemente penalizzata dalle sanzioni, mostra incoraggianti segni di ripresa. Come i numeri che arrivano dal mondo del turismo testimoniano, con i russi che sono tornati a spendere e viaggiare: l'Italia è una delle principali mete in Europa.

>> Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

Stando ai dati comunicati dall’Istat, tra gennaio e luglio l’export italiano complessivo è aumentato in maniera importante. Se la Cina si conferma essere la destinazione più dinamica (+26%), la Russia la segue a ruota con una forte ripresa (+23%).

Torna a crescere l'export verso la Russia

Un trend positivo che si ritrova anche nel comparto tessile-moda. Come riporta Sistema Moda Italia, da gennaio a maggio 2017 l’export italiano tessile-moda verso la Russia è cresciuto del 17%. Per un volume di affari di circa 400 milioni di euro. La Russia risulta essere il quinto mercato del tessile-moda in area extra-UE. Addirittura il quarto, se si considera il solo abbigliamento, davanti al Giappone.

>> East Media: stretta una partnership strategica con Yandex

Il settore della moda uomo è cresciuto del 20%, mentre quello donna – da sempre preponderante – del 7,5%. In crescita anche la moda bebé del 16,5%. Mentre un vero e proprio balzo l’ha fatto la calzetteria femminile, con un +60%, per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro.

Notizie confortanti dalla Collection Premier Moscow

Una conferma che il Made in Italy in Russia è tornato a crescere arriva anche dalla Collection Premiere Moscow (nella foto in alto una sfilata di Elisa Cavaletti all'edizione 2016). La rassegna, che si è tenuta dal 30 agosto al 2 settembre, ha visto 22.900 visitatori, in crescita del 7,5% rispetto al 2016.

>> Vkontakte: East Media partner privilegiato per il mercato italiano

Positivo è stato il bilancio di Italian Fashion, vetrina del Made in Italy in Russia organizzata da Ente Moda Italia (EMI). Come ha sottolineato anche Alberto Scaccioni, Amministratore Delegato di EMI, “le nostre aziende hanno lavorato bene, valutando positivamente sia la presenza quantitativa sia quella qualitativa dei buyer russi, raccogliendo feedback di apprezzamento sulle nuove collezioni e ordini per la prossima stagione. Devo dire che i risultati raccolti ci hanno confermato un trend netto di ripresa del mercato russo e dei paesi limitrofi”.

Russia: è tempo di tornare a investire...

I numeri record delle esportazioni del 2013, con 11 miliardi, sono ancora lontani. Ma i segnali di ripresa ci sono e vanno colti prima e meglio degli altri. Nel 2016 le esportazioni dell'Italia in Russia sono state pari a 6,7 miliardi di euro, ma per il 2017 si dovrebbero raggiungere gli 8 miliardi. Un traguardo alla portata, considerato che nei primi 6 mesi dell'anno, il volume delle esportazioni è stato di oltre 3,7 miliardi. E le previsioni danno il PIL russo in crescita dell'1,5% per il 2017.

...e promuoversi utilizzando i giusti canali

Per raggiungere i potenziali clienti russi e creare brand awareness, è fondamentale utilizzare i giusti strumenti. Anche quando si parla di comunicazione. Come la Cina, anche la Russia è un mondo parallelo per quando riguarda il settore digital. Piattaforme occidentali molto popolari come Facebook e Google non sono così diffuse in Russia. Se si escludono le città di Mosca e San Pietroburgo e gli utenti più giovani, la maggior parte dei russi preferisce le piattaforme locali VKontakte e Odnoklassniki. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex, mentre per il servizio di posta elettronica e portale d’informazioni il punto di riferimento è Mail.ru. Se si parla di comunicazione e social network in Russia, non bisogna sottovalutare l’aspetto culturale. Innanzitutto, la lingua russa è piuttosto complessa dal punto di vista lessicale. Molto spesso non è sufficiente far tradurre i contenuti: vanno pensati e rielaborati. Discorso valido anche per il nome del brand: bisogna sempre verificare cosa significa in lingua russa. Inoltre, i russi sono molto pragmatici: il messaggio da veicolare deve essere mirato, diretto e senza fronzoli.

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Turisti russi in Italia: dove vanno e cosa cercano

  Da sempre amanti del Bel Paese, i turisti russi in Italia hanno una meta privilegiata: Rimini. La riviera romagnola conferma quindi la sua capacità di saper attrarre turisti da tutto il mondo, grazie all’alto livello di servizi offerti. E con il rublo che è tornato a rafforzarsi, i russi sono tornati a viaggiare e a cercare mete per le vacanze al di fuori del proprio Paese. Una conferma arriva dalle ricerche online eseguite su Yandex, il principale motore di ricerca russo. In generale le ricerche verso le mete estere nel secondo quadrimestre sono cresciute del 60% contro un calo del 3% per le mete interne.  

La Turchia batte tutti

Meta preferita è la Turchia, che in un solo anno è passata dalla decima posizione al primo posto. L’Italia si conferma uno dei Paesi più amati, stabile in ottava posizione, alle spalle di altre mete turistiche rinomate per il mare come la Grecia (4a) e la Spagna (7a). In particolare i turisti russi ricercano strutture di alto livello, come hotel a 4 e 5 stelle. Nel secondo quadrimestre le ricerche online sempre su Yandex per le strutture a quattro stelle sono cresciute del 101%, quelle a 5 stelle di ben il 490%.

I turisti russi in Italia sono innamorati della riviera romagnola

Arte, cultura, shopping...e mare. L’Italia offre ogni genere di attrattiva per i turisti russi. Ma se Milano è la capitale indiscussa della moda e dello shopping, per le proprie vacanze i russi hanno una meta preferita: la riviera romagnola. In particolare Rimini, unica città italiana a comparire tra le 20 località più ricercate sul motore di ricerca Yandex. Per quanto riguarda le ricerche associate agli hotel, Rimini si posiziona infatti in 13a posizione, superando mete esotiche come Dubai, al 18° posto.

>> Leggi anche: Social network in Russia: bloccato Linkedin. A rischio Facebook. Ecco su quali puntare

Non solo mare e servizi: i turisti russi in Italia scelgono Rimini per una questione di trasporti. L’aeroporto romagnolo è infatti meta di tanti voli charter, spesso organizzati da tour operator. Molti turisti scelgono quindi Rimini per usufruire di voli a prezzi a vantaggiosi per poi spostarsi in altre località. Tra le località balneari sono da segnalare Ischia e la Sicilia, mentre tra città molto gettonata è sempre Roma.  

Shopping, cultura, turismo termale ed enogastronomico

Non solo mete balneari come Rimini. I turisti russi in Italia sono interessati a diverse attività. In primis, c’è lo shopping. Come rileva Global Blue, nel 2016 lo scontrino medio tax free è stato di 662 euro. Dopo i cinesi (scontrino medio di 975 euro), i turisti russi sono quelli che spendono di più in vacanza in Italia.

>> Leggi anche: La Russia blocca Facebook: più di una minaccia, un rischio concreto

Ma i turisti russi in Italia non sono interessati solo allo shopping. O alle grandi città d’arte come Milano, Roma e Firenze. Le più recenti tendenze parlano di un crescente interesse per centri più piccoli e antichi borghi di cui l’Italia è piena, specialmente nelle aree appenniniche. In forte crescita sono anche il turismo termale e quello enogastronomico. Due settori dove l’Italia eccelle per la presenza lungo tutto il territorio di strutture ricettive di alto livello e chef rinomati.

Cosa fare per attrarre i turisti russi?

Per raggiungere potenziali clienti, fondamentale è farsi trovare dove i turisti russi in Italia e in Russia andranno a cercare le informazioni. Ovvero online. E’ bene ricordare, però, che in gli utenti russi sono abituati a utilizzare piattaforme digitali diverse dalle nostre. Come motore di ricerca Google lascia strada a Yandex. Mentre il principale social network non è Facebook ma VKontakte. E molto popolare, tra gli over 30 è anche Odnoklassniki. Un’azienda che vuole vendere i suoi prodotti oppure una struttura alberghiera che vuole attrarre turisti russi in Italia deve quindi rendersi ben visibile sui canali russi. Una corretta strategia marketing non può prescindere per esempio da un ottimale posizionamento sul motore di ricerca Yandex e campagne pay per click.  E considerare un piano di comunicazione sui principali social network per fare brand awareness e fidelizzare i turisti russi già clienti della propria attività/prodotto.  

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La Russia blocca Facebook: più di una minaccia, un rischio concreto

La Russia blocca Facebook. O, almeno, questo è quello che potrebbe succedere al social network più popolare al mondo per problemi legati alla privacy. In accordo a una legge russa del 2014, i dati personali degli utenti devono essere conservati solo su territorio nazionale. Una regola che oggi Facebook ancora non rispetta: ha 5 data center, 4 negli Usa e uno, in Europa, in Svezia. Ma non in Russia. Ma la Russia bloccherà Facebook per davvero? Il rischio è concreto: recentemente, per lo stesso problema di privacy è stato oscurato LinkedIn. E lo stesso potrebbe avvenire anche per Twitter. Come riportano le agenzie di stampa, la minaccia è arrivata direttamente da Alexander Zharov, direttore del Roskomnadzor, l'autorità per le telecomunicazioni russa: "La legge è uguale per tutti: o si rispetta o Facebook dovrà cessare la sua attività nel territorio russo, come è accaduto purtroppo a LinkedIn". [caption id="attachment_6501" align="aligncenter" width="300"] Facebook bloccato in Russia?[/caption]

La Russia blocca Facebook? Ecco i possibili scenari

Se la Russia blocca Facebook sul suo territorio nazionale, per l'azienda di Zuckerberg ci sono due soluzioni: affidarsi ad un data center in Russia oppure costruire un sito separato che poggi su server russi. Più facile a dirsi che a farsi, considerate anche i rapporti turbolenti tra Usa e Russia, sia per le tensioni per sanzioni ed Ucraina sia per  le polemiche legate alla campagna elettorale americana di Donald Trump.

> Leggi anche: Turisti russi in Italia, dove vanno e cosa fanno

Se al mondo occidentale appare come uno shock che Facebook possa essere bloccato in Russia, meno allarmati sono gli utenti russi. La piattaforma americana è infatti sicuramente popolare, sopratutto a Mosca e San Pietroburgo, ma non è il social network più diffuso in Russia. Anzi... solo un utente russo su dieci oggi usa abitualmente Facebook.

In Russia dominano VKontakte, Ozo, Mail.ru e Yandex 

Se la Russia blocca Facebook non si deve allarmare neanche chi ha intenzione di realizzare delle campagne di comunicazione e di digital marketing. Il motivo è semplice: se si vogliono raggiungere gli utenti russi e potenziali clienti, gli strumenti digitali principali  da utilizzare sono altri. [caption id="attachment_6500" align="aligncenter" width="426"] Vkontakte n.1 social media in Russia[/caption] In Russia su oltre 100 milioni di persone che accedono regolarmente al web, solo 11 milioni usano Facebook. Seppure Instagram risulti di grande appeal e ha superato lo stesso Facebook, la gran parte degli utenti russi utilizza principalmente social media locali come VKontakte e Odnoklassniki. Segue la stessa sorte d'altronde anche l'altro big digital statunitense, Google: il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex. Mentre per il servizio di posta elettronica il punto di riferimento è Mail.ru e su lato e-commerce bisogna conoscere Ozon. Vi aggiorniamo sull'evoluzione.  

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East Media e Yandex, il principale motore di ricerca russo, hanno stretto un accordo per rafforzare le strategie di digital marketing. Una partnership strategica che permetterà a East Media di offrire un servizio ancora più accurato a tutte le aziende italiane che vogliono promuoversi in Russia. Con oltre 103 milioni di persone che accedono regolarmente a internet, la Russia è il paese in Europa con il più alto numero di utenti digitali. Qui, però, vengono utilizzate piattaforme digitali diverse da quelle più popolari in Italia. A cominciare dai motori di ricerca, dato che Yandex prende il posto del più noto Google e rappresenta un ecosistema all'interno del web russo. (--> SCARICA QUI GRATIS LA GUIDA EAST MEDIA SUL DIGITAL RUSSO) Come riporta l’agenzia TNS, Yandex è leader di mercato con 12,3 milioni di utenti giornalieri. E’ seguito dal social network VKontakte con 12,1 milioni e “solo” terzo è Google con 11 milioni di utenti. Un dato, quest'ultimo, favorito dalla diffusione dei dispositivi mobile con sistema operativo Android. A decretare il successo di Yandex in patria, dove è stato lanciato nel “lontano” 1990 (Google in lingua russa è arrivato solo nel 2001) sono le sue funzionalità: nella homepage, oltre al campo per eseguire ricerche, contiene sezioni dedicate alle news, meteo e finanza (cambio valuta e quotazioni borse). Tanto da essere utilizzato anche fuori dalla Russia, specialmente in Bielorussia, Ucraina e Kazakistan. Yandex è uno strumento fondamentale, sul quale le aziende interessate al mercato russo devono necessariamente investire per farsi trovare nelle prime posizioni della serp oppure con campagne di pubblicità pay per click. Ma oltre ad essere un motore di ricerca, Yandex è un internet company che offre da soluzioni ecommerce (Yandex Market è il primo marketplace in Russia) a quelle di pagamento (Yandex Money) ad una sorta di Uber russo (Yandex Taxi), al cloud, al sistema di analitiche integrate (Yandex Metrica), alle mappe (Yandex Map). In sostanza un ecosistema, fondamentale da utilizzare se si vuole fare business in maniera seria con la Russia.   Alcuni ambienti interni della sede di Yandex a Mosca.

Digital in Russia: Yandex e molto altro

Come anticipato, in Russia vengono utilizzate piattaforme differenti dalle nostre. Se Yandex prende il posto di Google, gli utenti russi preferiscono social network locali come VKontakte e Odnoklassniki. Giusto per citare un esempio, Facebook in Italia viene utilizzato quotidianamente da 28 milioni di persone. In Russia il numero si ferma a soli 11 milioni. Meno della metà. Significa che con oltre 103 milioni di persone che accedono regolarmente al web, in Russia solo un utente su dieci utilizza Facebook. Oltre a essere differente, il mondo digital in Russia è anche in forte crescita. La conferma arriva dai dati riguardanti l’e-commerce. Nel 2016 il volume complessivo è cresciuto del 20% raggiungendo i 14,9 miliardi di euro. Un trend positivo che segue l’andamento del 2015, quando si è assistito a una crescita del 16%, per un totale di 10 miliardi di euro, e un acquisto medio online pari a 60 euro. [caption id="attachment_5599" align="aligncenter" width="1024"] Visitatori all’edizione 2017 di Collection Premiere Moscow, il principale salone della moda russo che ha registrato 22.600 visitatori, il 13% in più rispetto ai 19.950 della scorsa edizione.[/caption]

Tempo di investire in Russia

Se Yandex è lo strumento essenziale per raggiungere potenziali clienti russi, questo è sicuramente il momento più adatto per farlo e tornare a investire in Russia. Per il 2017 si prevede una crescita del Pil russo dell’1,5% e già dall’anno scorso si è registrata una crescita della domanda di prodotti Made in Italy. I numeri record del 2013, con 11 miliardi di esportazioni in Russia sono ancora lontani. Ma ci sono segnali più che positivi. Nei primi otto mesi del 2016 si è registrata una crescita del 15,6% delle importazioni in Russia dal Bel Paese. E i settori trainanti sono quelli delle eccellenze italiane: moda e design nella fascia alta del mercato. L’anno scorso il settore moda ha inciso per oltre il 15% sul totale delle esportazioni italiane in Russia. Il settore arredo e design per il 4,1%. I margini di crescita sono ancora ampi e le opportunità per le aziende italiane molte. Un incoraggiante segnale di ripresa arriva anche dal turismo. L’Italia è da sempre una delle mete preferite dai russi. A fine 2016 si è registrata una crescita degli acquisti tax free del 9% con uno scontrino medio di 755 euro. E sempre l’anno scorso i turisti russi sono tornati a spendere in due mete di eccellenza come Venezia (+9%) e Milano (+2%).

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Con importazioni a gennaio a +39,1%, la domanda di prodotti Made in Italy in Russia torna a crescere. A rilevarlo sono i dati riportati dall’Ita, l’Agenzia Ice di Mosca. Ma non c’è stato solo un trend positivo rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Già nei primi otto mesi del 2016 si è registrata una crescita del 15,6% delle importazioni dal Bel Paese. Numeri che esplicitano chiaramente il trend: la Russia sta tornando ad essere un mercato strategico per le aziende italiane. A sostenere la domanda di prodotti Made in Italy in Russia è soprattutto il settore moda e accessori. Come riportato da SMI, il Sistema Moda Italia, il comparto fashion ha coperto il 15% delle importazioni italiane in Russia. Si tratta del 40,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Per un valore, riferito al solo mese di gennaio, di 66 milioni di euro.

Made in Italy in Russia: Italia prima nel fashion

Una conferma che il Made in Italy in Russia torna a crescere arriva anche dalla Collection Premiere Moscow. (Nella foto in alto la sfilata della linea Elisa Cavalletti di Daniela Davalle). Il principale salone della moda russo, dal 20 al 23 febbraio ha registrato 22.600 visitatori. Si tratta del 13% in più rispetto ai 19.950 della scorsa edizione. In particolare positivo è stato il bilancio di Italian Fashion, vetrina del Made in Italy in Russia organizzata da Ente Moda Italia (EMI). Che ci fosse aria di ottimismo alla Collection Premiere Moscow lo ha sottolineato anche Caludio Marenzi. Secondo il presidente di EMI, “ci sono segnali chiari che una ripresa del mercato è in atto. Un po’ per la congiuntura internazionale. Un po’ per la situazione monetaria in fase di miglioramento”. Per quanto riguarda l’abbigliamento l’Italia è il paese con la maggior quota di mercato: il 45,9% del totale. Precede Germania, Spagna e Francia. Nei primi nove mesi del 2016 la quota è cresciuta di quattro punti. A farne le spese la Germania, passata dal 26,3% al 24,9%. [caption id="attachment_5599" align="aligncenter" width="1024"] Visitatori all'edizione 2017 di Collection Premiere Moscow[/caption]  

Crescono gli acquisti tax free dei russi in Italia

Un altro segnale di ripresa dell’economia russa arriva dal turismo. L’Italia è da sempre una delle mete preferite dai russi. Stando ai dati di Global Blu, tra ottobre e dicembre 2016 gli acquisti tax free sono saliti del 9%. Pari a 755 euro lo scontrino medio. Si tratta di dati in controtendenza rispetto al -19% dei primi nove mesi dell’anno scorso. I prodotti più ricercati nelle aree tax free, in linea con le tendenze degli shopper internazionali (anche cinesi e coreani) si confermano quelli del settore fashion: ben sette articoli su dieci venduti. Per quanto riguarda le città italiane dove i turisti stranieri sono tornati a spendere maggiormente sono due mete per eccellenza come Venezia (+9%) e Milano (+2%).

Tempo di investire sulla Russia

Si calcola che negli ultimi 3 anni le esportazioni del Made in Italy in Russia si siano contratte di circa 5 miliardi. Insomma, i numeri record del 2013, con 11 miliardi di esportazioni in Russia sono ancora lontani. Ma i segnali di ripresa ci sono e vanno colti prima e meglio di altri. Il Pil della Russia nell’ultimo trimestre del 2016 ha registrato un modesto segno positivo. E per il 2017 si prevede una crescita dell’1,5%. In uno scenario di ripresa è chiaro che le aziende italiane interessate ad acquisire nuove fette di mercato e conquistare la clientela russa devono investire in comunicazione e marketing per tenere alta la propria brand awareness e posizionarsi in modo efficace per non lasciare spazio a potenziali competitor stranieri. Oggi il Digital permette di raggiungere partner commerciali e clienti finali con un click, anche qui la Russia ha le sue particolarità, il suo RuNet. Per questo vi abbiamo preparato la guida, gratuita, sulla comunicazione in Russia “Scenari digital e social in Russia” scaricabile qui [caption id="attachment_4948" align="aligncenter" width="212"] Cliccaper scaricare GRATIS[/caption]  

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