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  Alla terza settimana di smart working riceviamo un'importante lettera da parte di Giulio Corno, fondatore di Triboo di cui fa orgogliosamente parte East Media. Una lettera carica di umanità e valori che dimostra come esistano ancora realtà che girano intorno alle persone e al loro prezioso contributo. Siamo lieti di condividerla con voi e di trasmettervi il forte messaggio che si porta dietro.     "Cari tutti,  mai come prima d’ora sento l’esigenza di esservi vicino. Come molti di voi avranno visto, sto cercando in tutti i modi di tenere i contatti con tutti i responsabili.  Lo sto facendo per un semplice motivo: non posso farne a meno. Non posso fare a meno di nessuno di voi.  Passeggiare tra l’azienda vuota, in piena settimana, è un’esperienza che mi colpisce, e come ogni volta che la vita mi ha colpito forte, il mio istinto è di reagire immediatamente, lottando con tutte le mie forze, per difendere quello che amo.  Quindi mi attacco al telefono, ad Hangout, a qualsiasi cosa, per sentire la mia Triboo forte, attiva e un po’ pazza come sempre. Quando finalmente vi sento al telefono, vedere e sentire la partecipazione e la passione di tutti i responsabili mi esalta; ascoltarli, mentre parlano di ognuno di voi, invece, mi rende orgoglioso e felice.  Significa che abbiamo costruito veramente un gruppo, una comunità, una squadra, in molti casi, una famiglia.  Stiamo facendo e faremo di tutto perché questa situazione si risolva in fretta, stiamo studiando soluzioni e idee nuove, ma ci sono dei piccoli sacrifici indispensabili.  Farli oggi, significherà trovarsi in una posizione di vantaggio quando tutto sarà passato.  So che molti di voi stanno dando già tantissimo.  Sono aggiornato su ognuno di voi, so chi si sta mettendo sulle spalle anche il lavoro di qualche collega malato o uscito, so chi sta dando disponibilità sempre, senza se e senza ma,  so di chi ieri ha fatto più di venti call in un giorno. So tutto, e ve ne sono grato.  Come succede in tutte le emergenze, cadono le maschere e si svelano i veri valori, io sto scoprendo di avere accanto tante persone speciali.  Donne e uomini rari.  E’ per questo che dobbiamo difendere e preservare in tutti modi la nostra Triboo, anche accettando delle decisioni difficili che ci vengono imposte e riguarderanno tutte le aziende.  Ma sappiate che noi possiamo uscirne più forti di prima, e più forti degli altri, non semplicemente perché siamo più strutturati o solidi, ma perché siamo diversi.  Siamo l’imprevedibile somma di tutti i vostri talenti, i vostri difetti, le vostre competenze:  un mix unico e spettacolare da vedere (anche se al momento solo su Hangout).  State facendo un grande lavoro, per questo voglio dirvi ancora grazie.  Alla fine di questa parentesi dolorosa Triboo saprà riconoscere L’impegno e premiarlo  Sono orgoglioso di lavorare con voi, e per ognuno di voi.  Forza Triboo !!!!" Giulio Corno  

[kc_row use_container="yes" force="no" column_align="middle" video_mute="no" _id="492126"][kc_column width="12/12" video_mute="no" _id="711624"][kc_column_text _id="198748"] Gli effetti del Coronavirus si fanno sempre più presenti nella nostra quotidianità. Oltre all'aspetto meramente sociale e sanitario, anche l’economia italiana sta iniziando ad accusare i primi colpi. Attività ridotte, servizi pubblici sospesi e industrie rallentate. Per non parlare degli eventi pubblici e delle fiere di settore, che per ragioni di sicurezza vengono posticipate o addirittura annullate. Il Mido, per esempio, è stato rinviato a fine maggio e la stessa fine è toccata a Cosmoprof e Salone del Mobile di Milano che sono stati posticipati a giugno.   In uno scenario di questo tipo come devono comportarsi le aziende pronte a partecipare alle fiere? Quali sono le best practices da adottare? Vediamolo insieme.   

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Ripensare e potenziare la comunicazione di brand

L’emergenza Coronavirus limiterà drasticamente l’affluenza di visitatori e di buyer nelle fiere di settore. Ciò avrà forti ripercussioni sugli ordini e sulle vendite. Al Salone del Mobile, per esempio, sono previste dalle 30 alle 35 mila presenze in meno dall’Asia, tra turisti e responsabili acquisti. Da una parte questi dati potrebbero terrorizzare le aziende del Made in Italy, soprattutto quelle che vedono nel mercato asiatico, e specialmente nella Cina, un target fondamentale. D’altro canto, però, bisogna prendere coscienza del fatto che la situazione non cambierà nell'immediato. E che quindi è fondamentale muoversi attivamente per cercare di limitare le ripercussioni negative. Una minore affluenza di visitatori e di buyer cinesi in fiera dovrebbe spingere l’azienda a potenziare la sua comunicazione sui canali digitali, così da bilanciare il lack di visibilità a cui andrà incontro. Per ottenere questo risultato è fondamentale inviare messaggi trasparenti e diretti alla audience asiatica. Così da consentirgli di vivere un’esperienza molto simile a quella che proverebbe di persona in fiera. E chi meglio dei KOL sa comunicare in modo autentico ingaggiando la propria audience?  A fianco della comunicazione tradizionale sui social media, quindi, una best practices da attuare è quella di collaborare con i KOL cinesi.  

Chi sono i Key Opinion Leader

In Cina con il termine “KOL“ vengono indicati quei soggetti che godono di un’ottima reputazione e credibilità, e che sono capaci di influenzare le opinioni di chi li ascolta. Sono soggetti strategici in grado di pilotare il giudizio di grandi masse di consumatori. Questi infatti si fidano dei loro giudizi e li considerano un punto di riferimento nelle proprie scelte di acquisto. Grazie all’alto numero di follower, al forte engagement e alla loro autorevolezza sulla community, gli influencer in Cina aiutano i brand a sviluppare awareness e a spingere specifiche call to action, come per esempio la vendita. In Cina i KOL sono noti per la loro trasparenza nei giudizi, fornendo contenuti autentici e affidabili che consentono di instaurare un rapporto più intimo e di fiducia con il pubblico che li segue. Per questo motivo, coinvolgere i giusti KOL può essere la strategia vincente per i brand che vogliono comunicare con la audience non presente in fiera. [caption id="" align="aligncenter" width="338"]kol cina La famosissima KOL cinese Zola Zhang[/caption]

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KOL e live streaming: un’accoppiata vincente nelle fiere di settore

Per riuscire ad instaurare una comunicazione più immediata e intima con la audience i KOL si servono del live streaming. Le dirette live sono uno strumento molto diffuso in Cina e vengono utilizzate in ogni ambito. Persino durante la Milano Fashion Week diversi brand hanno sfruttato il live streaming per consentire al pubblico cinese non presente di vedere le sfilate. Tra questi Alberta Ferretti, Gucci e Armani. Lo stesso vale per le fiere di settore. Trasmettere in diretta streaming le attività svolte in fiera può garantire alti livelli di visibilità ai brand e un maggiore coinvolgimento dell’audience. Tutto ciò, poi, consente di ottenere risultati di gran lunga più sorprendenti se vengono coinvolti i KOL. Ingaggiare un influencer per svolgere attività di live streaming dalle fiere permette di aumentare la visibilità del prodotto. Inoltre, può suscitare l’interesse di compratori e buyer e, di conseguenza, di aumentare le vendite.  

KOL non disponibili e fiere annullate: che si fa?

Di fronte all'impossibilità di trovare Key Opinion Leader cinesi in Italia in questo periodo non c’è da allarmarsi. Da una parte si potrebbe pensare di spedire direttamente il prodotto in Cina e di chiedere all’influencer di recensirlo o di didicarvi una diretta live direttamente da lì. In alternativa, si potrebbe pensare di sostituire la figura del KOL con un soggetto vicino all’azienda. Magari madrelingua cinese che sappia parlare italiano. E chiedere a quest'ultimo di fare attività di live streaming sul web cinese al vostro posto. Anche se questa attività non porterà gli stessi livelli di visibilità garantiti dai KOL, servirsi di una figura che parla la stessa lingua degli ascoltatori e che presenta il brand e i suoi prodotti in tempo reale consente di attirare l’attenzione degli ascoltatori e di guadagnarsi la loro fiducia.  E nel caso in cui la fiera venga annullata? Anche in questo caso lavorare con figure di spicco come i KOL o con soggetti affini, e programmare con loro dirette live, può essere la strategia vincente. In questo caso le aziende avranno modo di presentare al pubblico il lavoro preparato e di dargli la visibilità che altrimenti non potrebbe ottenere.  

Ad ogni brand il suo influencer

Ogni KOL ha un suo stile di comunicazione e di interazione con l’audience a cui si rivolge. Un brand prima di iniziare una collaborazione deve valutare attentamente chi ingaggiare. Deve scegliere la figura che più rispecchia l’immagine, il posizionamento e il tone of voice dell’azienda e del suo target. Questa attività è tutt'altro che semplice, ma può portare a grandiosi risultati.  East Media affianca le aziende in questo percorso. Semplifica il processo di selezione degli influencer e gestisce le attività con essi prima, durante e dopo la fiera.    >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI
  Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendari cina e russia 2020 fiere di settore     Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net    
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"In questo periodo così particolare è importante analizzare in modo razionale l'evolversi del mercato cinese. Oggi i media, sopratutto quelli italiani, fomentano paure spesso irrazionali. Il mercato cinese va sempre affrontato con una visione di lungo periodo e con un approccio differente. Con milioni di persone costrette a casa, a livello di marketing diventa fondamentale investire in una comunicazione meno legata alle azioni commerciali e più incentrata sull'engagement e sul contenuto. Inoltre, è bene prepararsi: le tendenze digital si stanno rafforzando e velocizzando. Se la paura potrebbe spingere emotivamente al blocco o all'attesa, la razionalità dovrebbe portarci a investire di più e in maniera diversa". Queste le parole di Emanuele Vitali, Co-Founder e CEO di East MediaL’emergenza Coronavirus, infatti, non sta terrorizzando solamente le persone. La Coronavirus -fobia sta infatti contagiando anche le aziende straniere presenti sul territorio cinese, così come quelle che vedevano la Cina come una grande opportunità di business. Paura, incertezza, preoccupazione e visione a breve termine sono le parole che meglio definiscono lo stato attuale delle imprese internazionali che guardano alla Cina odierna. Ma è bene rimanere per un po’ in disparte adesso che le condizioni non sono favorevoli? È meglio investire altrove? Fermiamoci un attimo e mettiamo un po’ di chiarezza.  

Aziende già presenti in Cina: tanta paura… Immotivata

Tante aziende straniere già presenti sul mercato cinese da anni stanno vivendo questo periodo di incertezza con forte preoccupazione. Tante hanno persino deciso di interrompere momentaneamente ogni tipo di attività. Ma di fronte a questo momento di crisi le aziende non dovrebbero fare passi indietro o prevedere grandi tagli agli investimenti. Per ovvie ragioni, infatti, la popolazione è costretta a casa e limita le uscite il più possibile. Le città cinesi non sono mai state così vuote, forse nemmeno durante la Festa di Primavera. E se i cinesi passano la maggior parte del loro tempo tra le mure domestiche, anche le attività che possono fare sono limitate. Aumenta di conseguenza il tempo speso su Internet, sui social network o sui marketplace. Un maggior tempo di connessione alla rete implica una maggiore visibilità dei contenuti sulla stessa e, quindi, una rilevante possibilità per i brand di farsi notare.  Questa semplice e lineare equazione dimostra che questo momento particolare della storia cinese non dovrebbe preoccupare eccessivamente le aziende internazionali presenti in Cina. Dovrebbe, piuttosto, incentivarle a potenziare la loro strategia comunicativa. Le imprese dovrebbero puntare ad aumentare la propria brand awareness. Come? Lanciando campagne ad hoc, producendo più contenuti e facendosi notare dagli utenti. Comunicare la vicinanza del brand ai cinesi, sostenerli e incoraggiarli sono tutte azioni di solidarietà che, oltre ad essere eticamente corrette, hanno un risvolto positivo anche per la reputation delle aziende stesse. Creare un legame emotivo ed emozionale con gli interlocutori farà percepire il brand come affidabile, attento e vicino alla sfera personale della sua audience.   

L’eccellenza mondiale è al fianco dei cinesi

Alcuni brand si sono mobilitati in questo senso creando contenuti ad hoc, come newsletter o post social. Oppure utilizzando i principali hashtag di supporto.  Inter, per esempio, è uno di questi e si è attivato fin dal principio mostrando il proprio sostegno al popolo cinese. In occasione del Derby l’Inter ha deciso di scendere in campo con delle uniformi speciali. Stampata sul braccio la scritta “中国加油”, ovvero “Forza Cina”. Ha anche lanciato lo slogan “Today and always. Together as a team. Forza Wuhan”, che sarà affisso a San Siro in diverse aree dello stadio. Il presidente cinese Steven Zhang e Inter, inoltre, hanno donato 300 mila maschine sanitarie alla città di Wuhan. Infine, il Gruppo Suning, proprietario dell’Inter, ha fin da subito prestato sostegno e devoluto donazioni a ospedali e istituzioni locali.     [caption id="attachment_11903" align="aligncenter" width="550"]Inter Coronavirus China Newsletter WeChat di Inter per la sensibilizzazione al problema del Coronavirus[/caption]   Tutte queste attività sono state comunicate da Inter sui canali social ufficiali occidentali e cinesi, come WeChat, e stanno ricevendo migliaia di condivisioni e commenti. Come Inter, anche il noto brand Cucinelli ha mostrato il proprio supporto al popolo cinese. Brunello Cucinelli in persona ha dedicato una lettera di incoraggiamento a tutti i cinesi. L'ha poi pubblicato sui social media occidentali e su quelli cinesi, in particolar modo su WeChat.   [caption id="attachment_11904" align="aligncenter" width="700"]cucinelli coronavirus cina Newsletter WeChat di Cucinelli - Post Instagram di Cucinelli[/caption]   Anche Stella McCartney ha pubblicato sui canali social cinesi un video di incoraggiamento. Nel video ha affermando di essere al loro fianco e di sostenere il Paese finchè l’incubo non sarà terminato. Living Divani, invece, ha voluto integrare il messaggio di solidarietà alla Cina all’interno del suo piano editoriale. In occasione della Feste delle Lanterne - che si è celebrata l’8 febbraio - il brand brianzolo ha lanciato una newsletter con un rimando alla tragedia del Coronavirus. “Saremo la vostra luna e vi aiuteremo a superare l’oscurità”,  queste le parole del brand italiano a sostegno della Cina. [caption id="attachment_11905" align="aligncenter" width="415"]living divani coronavirus cina Newsletter WeChat di Living Divani a cura di East Media[/caption]   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI  

Aziende non ancora presenti in Cina: meglio rimandare?

Accanto alle aziende già presenti in Cina, vi sono anche tanti brand che stavano valutando l’idea di entrare nel mercato cinese. Ora però, viste le circostanze, hanno rinunciato in attesa di tempi migliori. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una presa di posizione non razionale. A volte le aziende non conoscono le dinamiche cinesi e non sanno a chi rivolgersi per comprenderle. Ciò che non sanno, però, è che questo è il momento ideale per iniziare ad investire in Cina. Come saprete l’ecosistema digitale cinese racchiude piattaforme completamente diverse dalle nostre. Per attivare questi canali è necessario sostenere delle procedure burocratiche e dei controlli piuttosto lunghi, che possono durare da poche settimane, fino a diversi mesi. WeChat, per esempio, ha un tempo di attivazione fino a 12 settimane, e lo stesso si può dire di Tmall. L’apertura e  setup di un flagship store sul marketplace cinese può, infatti, richiedere da uno fino a diversi mesi. Per questo motivo, attivarsi fin da subito permetterebbe quindi di arrivare preparati una volta che l’allarme Coronavirus sarà rientrato. Non a caso durante l'epidemia di SARS nel 2003 venne fondato JD.com, uno dei maggiori rivenditori online in Cina. Così come Taobao, la piattaforma B2C di Alibaba. Sarà forse una coincidenza?  

I fatti parlano: i risvolti digital del Coronavirus

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che questo periodo di stallo sta velocizzando i trend previsti per gli anni a venire. Tra questi la crescita e il potenziamento dell’e-commerce, che si sta verificando già da ora. Negli ultimi anni i cinesi hanno preso l'abitudine di acquistare online. Ma sono rimaste comunque alcune categorie di prodotti che preferiscono comprare in negozio. A causa del Virus, però, anche queste stanno iniziando ad essere ordinate online. Per esempio, prima dell'epidemia le persone erano solite comprare i beni alimentari freschi nei mercati. Ora invece acquistarli online è diventata la norma. La crisi portata dal Coronavirus sta dunque costringendo le persone a trovare nuovi modi di accedere a ciò di cui hanno bisogno, ripiegando sul commercio online. Si prevede che l’abitudine di acquistare qualsiasi genere di bene o servizio online permarrà anche una volta superata la crisi. Il commercio online è infatti più comodo e veloce che recarsi fisicamente nei negozi. Per non parlare delle infinite code alle casse o ai tempi di spostamento per raggiungere i centri commerciali. Per questi motivo essere presenti online diventerà imperativo e farlo il prima possibile garantirà ai brand la giusta visibilità e possibilità di spiccare tra la massa.  

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Parola d’ordine? Agire. Adesso.

Il Coronavirus sta colpendo duramente la Terra del Dragone, che però sta reagendo costruendo ospedali a tempo di record e unendosi in un coro di sostegno e solidarietà. Ciò che non uccide fortifica, e il popolo cinese è resistente e troverà il modo di uscirne ancora più forte di prima. Quanto tempo ci vorrà ancora non possiamo dirlo. Siamo però convinti che la Nazione tornerà a splendere come ha sempre fatto.  Anche le aziende internazionali dovrebbero essere fiduciose e sostenere la Cina e il suo popolo attivamente. Scappare o tirarsi indietro non porta a nulla di positivo. Così come per le relazioni interpersonali, in Cina c’è bisogno della fiducia anche quando si tratta di acquistare online. Porsi al fianco dei propri interlocutori e creare insieme a loro una relazione intima è una delle attività che i brand possono portare avanti per farsi largo tra la sentita competizione del mercato cinese e per raggiungere un ottimo posizionamento sul mercato. Parola d’ordine? Agire. Adesso.       Conoscere le festività, quando cadono, il loro significato e le tradizioni ad esse legate, permette di sviluppare ed implementare strategie di marketing di successo. Soprattutto quando si tratta di Paesi estremamente diversi dal nostro, per cultura, usi e costumi. Scarica e stampa i nostri calendari! Troverai da un lato il calendario cinese 2020, dall’altro quello russo, con le diverse festività celebrate nei due Paesi.   calendari cina e russia 2020 coronavirus     Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Non sono poche le novità annunciate da Yandex, il più importante motore di ricerca russo. Lo scorso anno, per esempio, ha introdotto Yandex.Cloud. Una piattaforma pubblica a servizio delle imprese per lo sviluppo di applicazioni e servizi informatici. Questo strumento è pensato per offrire a imprese locali e non del settore servizi di storage di dati sensibili sui server russi. Ciò anche a fronte della legge federale russa 242-FZ sulla “localizzazione”, che impone alle imprese di qualunque nazionalità di salvaguardare i dati riguardanti i cittadini russi su server situati fisicamente all’interno della Federazione.    >> LEGGI ANCHE: LE NUOVE REGOLE PER LA GESTIONE DEI DATI PERSONALI IN RUSSIA   Ma ciò che davvero non può passare inosservato è la recente espansione dei suoi servizi anche al di fuori dal mercato locale. Il 2 ottobre 2019 il colosso russo ha annunciato una collaborazione con Naver Business Platform (NBP) per fornire, sviluppare e promuovere servizi cloud su ambedue i paesi. NBP è un'impresa riconosciuta a livello globale di proprietà di Naver, una delle principali società tecnologiche della Corea del Sud. Naver è anche l’azienda che gestisce l’omonimo motore di ricerca sudcoreano, nonché la source engine primaria del Paese asiatico, che concentra il 70% delle query di ricerca. La partnership tra Yandex e Naver è in particolare rivolta alle aziende di software e agli sviluppatori e darà loro modo di espandersi nei mercati russi e sudcoreani senza forti difficoltà. La partnership consentirà ai clienti NBP di implementare rapidamente i loro servizi in Russia su Yandex.Cloud. Viceversa, le aziende che utilizzano Yandex.Cloud potranno lanciare facilmente i loro prodotti digital in Corea del Sud su Naver. Il tutto agendo nella più totale conformità alle normative locali sull'archiviazione dei dati e accedendo a un servizio clienti flessibile.  Ottime opportunità di interscambio, quindi, si apriranno tra i due Paesi. Accanto a ciò, Yandex.Cloud e Naver Business Platform stanno anche pianificano collaborazioni in ambito di archiviazione e gestione dati, web security e IT. Questo accordo dimostra come Yandex e Naver mirino a fare sistema in mercati meno assoggettati dal predominio di Google. Come a ribadire che ad Est, le regole digitali dell’Ovest non valgono. In Russia Yandex, in Corea del Sud Naver, in Cina Baidu. Su tutti questi mercati a predominare sono i competitor. Google è il principale motore di ricerca al mondo, ma non rappresenta necessariamente la strada vincente verso l'Asia.   >> LEGGI ANCHE: COSA C’È DA SAPERE PER FARE BUSINESS IN RUSSIA  
  Per mantenere alto l'engagement con i consumatori russi e i potenziali tali, è sempre bene continuare a farsi sentire. Da una parte si possono sfruttare tutta una serie di strategie di comunicazione. Dall'altra, invece, sfruttare i banner adv per arrivare per arrivare al cuore del target. Vuoi saperne di più? Visita la pagina:   banner dv russia   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Dopo anni di primato WeChat sta mostrando i primi rallentamenti. Secondo un report di QuestMobile il tempo speso sull'applicazione dagli utenti è diminuito di un buon 8% tra dicembre 2018 e giugno 2019. Oltre al tempo speso sull’App, anche l’Adv sulla piattaforma è in calo. Nel secondo trimestre del 2019, infatti, sembrerebbe aver registrato un rallentamento, principalmente dovuto dall’agguerrita competitività di settore. In soli sei mesi il colosso Tencent sembrerebbe aver perso una bella fetta di engagement. Ma cosa è successo? Scopriamolo insieme.  

L’ecosistema si fa sempre più complesso 

  Il digital cinese è in continua fermentazione e gli utenti sono curiosi e early adopter per definizione. Ciò li spinge a scaricare immediatamente qualsiasi piattaforma che venga lanciata sul mercato e che faccia parlare di sé. D’altro canto, tendono ad abbandonare facilmente quelle che si rivelano poco interattive e coinvolgenti. Per questo motivo il panorama digitale cinese si presenta come uno dei più dinamici al mondo, dove ogni giorno nascono nuove piattaforme e ne scompaiono delle altre. Finora WeChat era sempre riuscito a mantenere la sua solida posizione di primato fino a che un altro player ha iniziato a cambiare le carte in tavola. Parliamo di ByteDance, la società cinese che nell’ultimo anno ha fatto molto parlar di sé. In particolare, grazie alla sua piattaforma più affermate: Douyin, l'App di short video più in voga del momento. I cinesi amano questo tipo di formato. Breve e immediato, che permette di fruire contenuti ad un ritmo molto più alto rispetto a qualsiasi altra piattaforma presente sul mercato. WeChat al momento non ha ancora integrato questa funzione all’interno dell’App e per questo motivo l’attenzione degli utenti si sta gradualmente spostando altrove. Oltre a ByteDance anche altre piattaforme minori stanno rubando quote di mercato al colosso di Tencent nell’ultimo semestre, contribuendo alla creazione di un panorama più diversificato e meno centralizzato.  

> LEGGI ANCHE: DOUYIN, LA NUOVA APP PER RAGGIUNGERE I MILLENIAL CINESI

 

WeChat è davvero in pericolo?

  Nonostante ci siano evidenti segnali di rallentamento, non possiamo certo dire che WeChat sia in pericolo. Nel periodo considerato il numero di utenti iscritti è continuato ad aumentare, registrando un +3,2% fino a superare i 745 milioni. Questo dato ci rivela una verità assoluta: gli utenti cinesi stanno diversificando il loro tempo online, ma WeChat continua a rimanere uno strumento di cui non possono fare a meno. Come dichiarato da Lara Hu, China Digital Marketing Specialist di Triboo East Media: “ WeChat sta diventando sempre più pervasivo nella vita dei cinesi e non avere un profilo personale può essere limitante. I cinesi comunicano ormai esclusivamente tramite questa piattaforma. Anche al lavoro è lo strumento di comunicazione ufficiale. Lo utilizziamo per informarci, per pagare nei ristoranti, nei negozi e dopo una corsa in taxi. Possiamo persino prenotare visite e ricevere comunicazioni importanti tramite questa piattaforma. Lo usiamo per fare qualsiasi cosa, perciò è fondamentale averlo.”  Potremmo dire che WeChat rappresenta oggi molto più di un semplice social network, uno strumento imprescindibile nella quotidianità delle persone. Un altro fattore che rema a favore di WeChat sono i Mini-program, le piccole App tutto-fare interne alla piattaforma che stanno letteralmente spopolando in Cina. I mini-program sono il trend del momento e trattengono gli utenti sulla piattaforma. Infatti, sebbene il tempo trascorso sull’App sia diminuito dell’8% negli ultimi sei mesi, quello trascorso sui mini-program è aumentato del 23% durante lo stesso periodo.   

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WeChat al centro una strategia integrata

  Pensare che questo sia l’inizio del declino dei WeChat è piuttosto azzardato. WeChat è e rimarrà l’applicazione premium che connette ogni giorno un miliardo di cinesi e che rappresenta un pilastro della socialità nella Terra di Mezzo. Continuerà ad essere lo strumento per eccellenza attraverso cui raggiungere il consumatore cinese e instaurare con esso una relazione prioritaria. Essere presenti su WeChat e utilizzarlo regolarmente, quindi, rimane una regola d’oro. Ma è altrettanto bene pensare ad una strategia integrata, che veda la presenza del brand su più piattaforme. Gli utenti cinesi stanno rivolgendo sempre più attenzione alle nuove App di intrattenimento come Douyin e Little Red Book. Per questo motivo è fondamentale affiancare a WeChat una serie di App minoritarie, ma comunque utilizzate regolarmente dalla popolazione. Ricordiamoci sempre che per raggiungere la massa e per aumentare la brand awareness non basta presenziare un canale. WeChat rimane un must-have, ma va sicuramente integrato in una strategia multi-channel.    
  WeChat ha moltissime funzionalità oltre a quelle esplorate in questo articolo. Per avere una visione completa di tutto ciò che si può fare con questa App non ti resta che scaricare il nostro nuovo report sull'argomento. Clicca sull'immagine sotto!   WeChat per le aziende
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Attrarre turisti cinesi negli hotel locali non è cosa facile, ma è certamente una mission che ogni struttura dovrebbe porsi. La crescita del turismo cinese nel mondo sembra non fermarsi più. Secondo dati Ansa, sono oltre 130 milioni i cinesi che annualmente si recano all'estero per turismo. Nel 2018 le dieci destinazioni preferite sono state Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. Per le strutture di questi paesi, quindi, il target cinese potrebbe riservare opportunità di profitto interessanti. Un cinese che visita l’Europa si aspetta di vedere città meravigliose, fare shopping di qualità, mangiar bene e avere una piacevole permanenza. Quest'ultima, infatti, non è un aspetto secondario per i turisti cinese, che vedono nel comfort e nella sicurezza due aspetti fondamentali del viaggio. Proprio per questo motivo i cinesi sono piuttosto cauti nella scelta dell’hotel nel quale pernottare e confrontano vari siti e recensioni prima di prendere una decisione definitiva. Fare breccia nel cuore dei turisti cinesi non è semplice, ma basta qualche piccolo accorgimento per catturare la loro attenzione e per farsi riconoscere.   

Presenza digital? essenziale, ma in lingua cinese

Il turismo proveniente dalla Cina è evoluto negli ultimi tempi. Se fino a qualche anno fa gli hotel sembravano l’unica scelta di pernottamento per i turisti cinesi, oggi non è più così. Appartamenti e case in affitto stanno diventando un’alternativa valida, soprattutto per i più giovani. In risposta a questo trend gli hotel dovrebbero cercare di migliorare la loro offerta e di porsi come chinese friendly per tornare ad essere la prima scelta. Il primo aspetto da non sottovalutare è la comunicazione, che deve essere rigorosamente in lingua cinese. I cinesi, infatti, non si sentono confident con il loro inglese e prediligono ricerche online in lingua cinese. Per questo motivo, avere un sito web accattivante e curare i social media occidentali serve a poco. Senza un canale di comunicazione in lingua cinese il messaggio difficilmente arriverà al target asiatico.   

I must-have per una strategia di comunicazione efficace

Sondaggi dimostrano che i viaggiatori cinesi effettuano quasi tutte le ricerche pre-viaggio nella loro lingua, su OTA cinesi o sui social media. Essere presenti sui canali social locali, perciò, diventa un must per non essere tagliati fuori. Ma ciò che assolutamente non può mancare è un profilo WeChat. WeChat e i WeChat Moments, i post pubblicati sulla bacheca social dell’App, sono i canali più utilizzati per raccogliere informazioni su destinazioni, strutture e molto altro. Stabilire una connessione costante con gli utenti cinesi attraverso WeChat, raccontare la qualità dei servizi offerti e mostrarsi interessati alla cultura del posto può essere la chiave di accesso al target cinese. Ma i canali social non bastano. Gli albergatori dovrebbero anche assicurarsi un posto all’interno dei principali siti aggregatori e piattaforme di viaggio minori in grado di offrire grande visibilità attraverso promozioni o contenuti in primo piano.  I canali digitali sono ormai un diktat essenziale per creare brand awareness e aumentare le potenzialità di profitto. Tanti hotel e strutture difficilmente riuscirebbero a raggiungere i turisti cinesi senza investire sul digital.   

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Le attenzioni ai turisti cinesi non sono mai abbastanza

Gli hotel devono avere anche una serie di caratteristiche per poter essere considerati accoglienti dai turisti cinesi. Per noi ciò che conta è trovare un posto carino e non troppo costoso. Per i turisti della Terra di Mezzo, invece, ci sono tanti altri parametri da prendere in considerazione per poter scegliere la sistemazione perfetta.  Wifi gratuito, ristorante in loco e servizio in camera sembrano essere le maggiori priorità. Ma anche opuscoli informativi in cinese, menù tradotti e personale che parla mandarino sono plus ben accolti.   Least but not last, i pagamenti via mobile. La Cina è un paese sempre più digitalizzato, contanti e carte di credito sono ormai caduti in disuso e le persone oggi preferiscono pagare via smartphone attraverso Alipay o WeChat Pay. Per i cinesi i pagamenti digitali sono un risparmio notevole di tempo, per non parlare della sicurezza e della della comodità del servizio. Adibire pagamenti digitalizzati trasmetterà un'ottima immagina del vostro hotel, al passo con i tempi e attento alle esigenze dei suoi ospiti.      

Un target dalle mille opportunità

I turisti cinesi hanno aspettative e bisogni molto diversi rispetto a quelli dei viaggiatori occidentali. Assecondare i loro standard non è semplice, ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutarti a catturare il loro interesse e ad attrarli nella nel tuo hotel. Servizi su misura e presenza attiva sulle principali piattaforme digital cinesi contribuiranno a renderti una potenziale prima scelta, in mezzo a milioni di alternative. Ricordati che i cinesi sono un popolo collettivista, le voci circolano velocemente e le persone si fidano del parere di amici e conoscenti. Fare colpo su un turista cinese può significare ospitare tutta la sua rete di guanxi.  

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La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina turisti cinesi Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net
Notizie fresche fresche dalla Cina. Da due giorni il tanto discusso Little Red Book è bloccato sugli Android store. L’applicazione risulta ancora visibile nel Play Store, ma non è possibile scaricarla. In particolare risulta “momentaneamente non disponibile”, anche se questa sospensione non sembra penalizzare gli utenti che utilizzano l’applicazione già da tempo.  

Le ragioni scatenanti

I motivi di questo fenomeno non sono del tutto chiari. Sui social media cinesi non si parla d’altro: sembrerebbe che solo su Weibo siano state più di 900.000 le discussioni a riguardo. Da queste emergono versioni contrastanti, ma la più attendibile riguarda la qualità dei contenuti che il social ospita. Sembrerebbe infatti che recentemente Little Red Book abbia peccato nella proposta dei contenuti, ospitando post qualitativamente poveri. Ragazze eccessivamente svestite, prodotti contraffatti, fake review e poca trasparenza sulla provenienza delle merci sono solo alcuni delle polemiche sollevate. Al momento non è ancora chiaro come si concluderà questa questione, ciò che è certo è che in questi giorno il Governo sta cancellando migliaia di post inadeguati, nell’intento di riportare l’App al rigore di cui godeva ai tempi del suo lancio nel 2013.  

Strategia multichannel per una presenza consolidata

La Cina è un paese imprevedibile. Ciò che oggi c’è non è detto che ci sia anche domani. Questa regola vale in ogni ambito: dal negozio sotto casa all’azienda di successo, ma ciò che ne risente di più è il web. Internet in Cina è costantemente monitorato grazie al Great Firewall, una sorta di scudo informatico. Il Great Firewall è uno strumento di censura e sorveglianza che analizza miliardi di dati al giorno e blocca quelli potenzialmente dannosi. Questo sistema banna quotidianamente decine e decine di siti web e anche Little Red Book non è l'eccezione. In Cina è molto comune che App o siti web diventino inutilizzabili dall’oggi al domani per questo motivo. Whatsapp, per esempio, come tante altre applicazioni occidentali è stato ufficialmente bloccato nel 2017. Anche Bili Bili, una piattaforma cinese di condivisione e streaming video è stata colpita dal Great Firewall nel 2017. Milioni dei suoi video sono stati cancellati da account personali e official account, generando non poco scalpore.  Questi sono solo alcuni esempi di come questo fenomeno rappresenti la quotidianità in Cina. Per questo motivo, un’azienda straniera che vuole vendere sul mercato cinese e che si appoggia al web per aumentare la brand awareness e la fidelizzazione al brand non può prescindere da una strategia multichannel. Essere attivi solamente su un social o sul sito web aziendale è altamente rischioso. Tempo, soldi e risultati potrebbero andare persi da un giorno all’altro se il governo decidesse di chiudere la piattaforma o se bloccasse l’account dopo aver giudicato i contenuti inappropriati. Per questi motivi è importante pensare ad una strategia di comunicazione ad hoc che coinvolga diversi canali e piattaforme, e che si concentri sulla produzione di materiali di qualità e in linea alle direttive del Governo.  

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Localizzazione dei contenuti

Quando ci si rivolge al pubblico cinese è impensabile utilizzare i contenuti creati per il mercato di origine e semplicemente tradurli in lingua locale. In Cina vigono “regole sociali” e “morali” differenti, tra ideali, punti di vista e tabù. Per questo motivo è essenziale avere una conoscenza approfondita del panorama socio-culturale cinese prima di inserirsi sul Mercato del Dragone e di creare contenuti localizzati. Materiali non adatti possono minare il successo dell’intera iniziativa di internazionalizzazione.   La Cina è un mercato singolare: se da una parte possa sembrare quasi impossibile avere successo in un panorama di questo tipo, dall’altra bastano semplice accortezze e il supporto di esperti per attuare una strategia di successo. Non dimentichiamoci mai che nonostante i migliaia di chilometri che ci dividono, la Cina non è poi così lontana.  

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Ieri, giovedì 18 luglio 2019, all’Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili è stato presentato il X Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina, intitolato "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese". Il rapporto è stato elaborato dal CeSIF, Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina.  L’evento, organizzato da quest’ultima in collaborazione con l’Ordine Commercialisti, è stata un’ottima occasione per conoscere lo scenario odierno cinese e per mostrare le prospettive per le imprese italiane in Cina.  Situazione economica e politica, iniziative di cooperazione internazionale e tassazioni fiscali sono stati solo alcuni dei temi trattati. Tra i tanti relatori Federico Ruffino, Marketing & Communication Manager di Triboo East Media, che ha illustrato lo scenario digitale cinese tra i grandi colossi del web e le tendenze più aggiornate.   

La Cina oggi: scenari e prospettive

  L’incontro è stato aperto da Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e da Marco Bettin, direttore operativo della Fondazione Italia Cina. Arianna Gasbarra, vice presidente della Commissione Internazionalizzazione delle Imprese e Rapporti con Organismi Internazionali ha fatto da moderatrice, affiancando gli speaker durante l’incontro.  Dopo un primo momento di saluti istituzionali la parola è passata a Filippo Fasulo, direttore CeSIF, che ha illustrato nel dettaglio lo scenario politico ed economico del Paese.   

Rallentamento economico strutturato

Dal suo discorso è emerso che sebbene la crescita economica della Cina stia ufficialmente rallentando - quest’anno infatti si prevede rimarrà tra il 6 - 6.5% - questo rallentamento è strutturale. Il New Normal, infatti, prevede un ripensamento del modello economico cinese, con una crescita organica del paese. Questa si basa su un aumento dei consumi interni, sui servizi, sull’attenzione alle problematiche ambientali e sulla qualità come traino dell’economia, a discapito di esportazioni e investimenti. Il rallentamento dell’economia cinese è dunque programmato dal Governo, niente di cui preoccuparsi.   

I consumi interni e l'export

Nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina si evidenzia come la spesa per i consumi rappresenta da qualche anno la fonte di maggiore contributo alla crescita del PIL cinese e anche lo scorso anno questo trend è rimasto invariato. Nel 2017 questi contribuivano per il 57,6% alla crescita del PIL e nel 2018 sono addirittura aumentati fino al 76,2%. Inoltre, negli ultimi due anni l’export cinese nel mondo è iniziato a farsi risentire. La guerra commerciale con gli Stati Uniti ha avuto un impatto limitato sulla performance cinese. Tanto che nel 2018 l’export cinese ha toccato picchi di 2.487 miliardi di dollari. Anche le importazioni sono aumentate rispetto al passato, raggiungendo quote di 2.136 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 15%.   

L'interscambio Italia-Cina e i settori strategici

Da evidenziare è anche l’interscambio Italia-Cina, che nel 2018 è stato sbilanciato. Secondo dati Istat le esportazioni italiane in Cina sono state di 13 miliardi circa, mentre le importazioni hanno raggiunto i 30 miliardi di euro. Il settore di maggiori esportazioni cinesi in Italia si riconferma quello dei macchinari e delle attrezzature elettriche. Ambito su cui punta molto la Cina, tanto che macchinari e attrezzature italiane sono al primo posto tra i beni italiani importanti nel Paese. Anche articoli di abbigliamento e prodotti in pelle e in cuoio sono molto richiesti. Tra le opportunità settoriali principali segnalate dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina rientrano Food & Beverage, sanità, retail, automotive, media e intrattenimento, arredo e il turismo. Quest’ultimo, in particolare, sembra essere letteralmente esploso in Cina.  Fasulo ha poi passato in rassegna gli IDE cinesi in Italia, evidenziando come a fine 2018 fossero ben 340 i gruppi cinesi presenti nel nostro paese, soprattutto in Lombardia. A seguire Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Il quadro presentato lascia intravedere grandi prospettive di interscambio tra i due Paesi, con ulteriori possibilità di crescita da entrambi i lati.  

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  Rapporto Annuale Fondazione Italia Cina Federico Ruffino

   

La Cina è digital e il Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina lo conferma

  A seguire Roberto Diletto, manager di Diacron Business Consulting, Andrea Benigni, amministratore Delegato di Eca Italia e Savino Tatò, partner di Ernst & Young hanno parlato di aspetti settoriali, dalla tassazione fiscale alla situazione degli expat italiani in Cina. Roberto Ferraro e Massimo Bagnasco hanno poi portato due testimonianze aziendali. Per ultimo Federico Ruffino, Marketing & Communication Manager di Triboo East Media ha parlato dello scenario digitale cinese, tra social media, motori di ricerca e nuovi trend del mercato. Come riportato nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina, infatti, ad oggi gli utenti Internet in Cina sono 802 milioni. Questa cifra seppur possa sembrare sbalorditiva, rivela ancora ampi margini di crescita. In Cina, infatti, meno del 60% della popolazione è digitalizzata e si prevede che nei prossimi anni questo valore aumenterà incredibilmente.  WeChat rimane il must have per le aziende italiane che vogliono investire sul mercato cinese, ma non è il solo. WeChat infatti consente una comunicazione one-to-one, ma per raggiungere la grande massa e aumentare la brand awareness è necessaria una strategia integrata con altre piattaforme. Weibo e Douyin sono solo alcune di queste. Ma il vero trend del momento sono i social-commerce, ovvero piattaforme a metà tra social media ed e-commerce. Little Red Book è una di queste e ha registrato nell’ultimo anno una crescita sbalorditiva. Questi strumenti consentono di integrare l’intrattenimento nella fase di acquisto, migliorando sensibilmente la customer experience del consumatore cinese. Oggigiorno il 70% delle vendite in Cina è influenzato dall’esperienza online, con la prospettiva di crescere fino al 100% entro il 2025. Questi dati rivelano la fondamentale importanza del digital in Cina, aspetto che non può essere tralasciato dalle aziende che vogliono investire sul mercato cinese.  

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  La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

A partire dal 18 luglio Amazon si ritirerà dalla Cina, il primo mercato online al mondo. Il colosso statunitense non fornirà più servizi sul suo sito Amazon.cn e i consumatori non potranno più acquistarvi prodotti da venditori terzi cinesi. Tale decisione nasce dall’incapacità dell'azienda di competere con i principali player dell’e-commerce cinese, Tmall e JD.com. I clienti cinesi potranno comunque continuare a comprare prodotti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca e Giappone. Inoltre, i venditori locali potranno continuare a vendere prodotti su mercati esteri. Questa decisione deriva dalla volontà del gruppo di focalizzare il business in Cina sul commercio cross-border che, secondo Amazon, sta ricevendo grandi riscontri dai consumatori cinesi. Infine, il gruppo manterrà operativa la sezione Amazon Web Service, consentendo la vendita di scaricabili Kindle e di contenuti digitali. (Foto in apertura tratta da IC photo)  

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Il percorso di Amazon in Cina

Amazon ha fatto il suo ingresso in Cina nel 2004, acquisendo Joyo.com, al tempo il principale rivenditore online di libri, per 75 milioni di dollari. Nel 2008 Joyo.com occupava il 15% del mercato e-commerce cinese, una quota di tutto rispetto. Successivamente, nel 2011, la piattaforma ha preso ufficialmente il nome di Amazon China. Al contempo l’appeal del brand è cominciato a calare fino a toccare, nel 2018, lo 0,6% delle vendite online in Cina. Una percentuale del tutto irrisoria se paragonata al 61% di Tmall. Da qui la decisione di fare un passo indietro.  

I punti deboli di Amazon 

Ci sono diverse ragioni dietro alla parziale sconfitta della corporate statunitense sul mercato cinese. Dall’eccessiva fiducia nella propria strategia di mercato, alla propensione del consumatore cinese per i siti locali. Il problema principale, però, è stata l’incapacità dell'azienda di inserirsi sul mercato cinese con una strategia localizzata. Una volta acquisito Joyo.com, infatti, Amazon ha sostituito il management originario e lo ha subordinato all’headquarter statunitense. Il risultato di tale scelta è stata una strategia operativa allineata a quella internazionale, ma poco adeguata al mercato cinese e alle aspettative dei suoi consumatori. Innanzitutto, Amazon China ha deciso di mantenere lo stesso layout su tutti i mercati, compresa la Cina. Il risultato è stato quello di offrire un’esperienza di acquisto poco affine alle abitudini dell’utente cinese. Come dichiarato da Marcella Gao, China Digital Marketing Specialist di Triboo East Media: “L’interfaccia di Amazon China è molto confusionaria. Le pagine dei prodotti sono troppo ricche di informazioni e disorientano l’utente. E' complicato captare le informazioni importanti e ciò rallenta l’esperienza di navigazione dell’utente.” Gli e-commerce cinesi hanno un’interfaccia ben strutturata. Le informazioni dei prodotti sono divise in sezioni e facilmente rintracciabili. L’utente cinese, infatti, sa perfettamente come muoversi all’interno della pagina per trovare i dati di cui ha bisogno. In Amazon China, invece, le informazioni non sono organizzate in categorie, ma sono riprodotte in modo lineare verso il basso. “Abituati in questo modo, per i cinesi risulta davvero complicato muoversi all’interno delle pagine di Amazon China. Per questo motivo tendiamo a preferire marketplace locali.” ha aggiunto Marcella. [caption id="attachment_9694" align="aligncenter" width="700"] Layout di Amazon. Prodotto ricercato: libro "La luna e sei soldi" di William Somerset Maugham[/caption]   [caption id="attachment_9697" align="aligncenter" width="700"] Layout di JD.com. Prodotto ricercato: libro "La luna e sei soldi" di William Somerset Maugham[/caption]   Un altro grande problema di Amazon China è stata la strategia operativa applicata sul mercato cinese. In confronto alle altre piattaforme e-commerce cinesi, Amazon ha prezzi poco competitivi, promozioni inferiori e una logistica poco efficiente. Tutti aspetti a cui il consumatore cinese fa particolarmente attenzione.

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L’importanza della cultura locale

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un’azienda che non ha colto l’importanza della cultura e delle abitudini locali nell’esperienza di business. Quando si approccia un mercato lontano, sia dal punto di vista geografico che culturale, è fondamentale procedere con cautela. Conoscere a fondo le particolarità del mercato, dei suoi consumatori, degli utenti e delle loro abitudini di acquisto è la chiave per poter proporre un servizio adatto e che funzioni. Dare per scontato questi aspetti è l’errore più grande che un’azienda possa fare e Amazon ne è la dimostrazione. Un colosso di tali dimensioni, che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 233 miliardi di dollari, non ha saputo cogliere l’importanza della variabile locale e ha fallito.  

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Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

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Al discorso di apertura della prima edizione del China International Import Expo di Shanghai (CIIE 2018), il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto un discorso nel quale ha accolto calorosamente tutte le nazioni partecipanti all’iniziativa e le relative delegazioni. All’evento partecipano 172 paesi, più 3’600 aziende e 400’000 buyer cinesi e stranieri in cerca di nuove opportunità di collaborazione. Durante il banchetto il leader cinese ha presentato l’evento come un’ottima occasione per le aziende straniere di catturare le opportunità derivanti dalla “Chinese New Era”. Con questo termine ci si riferisce all’attuale fase dello sviluppo economico cinese che vede la crescita del paese non più legata all’export, ma all’aumento dei consumi interni. Tutti gli stati coinvolti nell’esposizione possono infatti giovare dei benefici derivanti dalla cooperazione, e guidare così una crescita congiunta unilaterale. Nel suo discorso Xi Jinping ha dichiarato che uno degli scopi principali della piattaforma è quello di aumentare il grado di apertura del mercato cinese. “As I explained at the Boao Forum for Asia in April, China’s economic growth over the past 40 years has been achieved with a commitment to opening-up. In the same vein, high-quality development of China’s economy in the future can only be guaranteed with greater openness. I have made it clear once and again that China’s door will never be closed. It will only open still wider. China will not stop its effort to pursue higher-quality opening-up! China will not stop its effort to pursue an open world economy! And China will not stop its effort to pursue a community with a shared future for mankind!” L’economia della Terra di Mezzo sta facendo eccellenti progressi al momento. Nel primo trimestre di quest’anno il PIL è cresciuto di 6,7% e i consumatori ammontano a 1.3 bilioni. Ma le prospettive di crescita sono ancora più impattanti. La decisione di perseguire un importante ruolo di apertura nel commercio mondiale è una delle maggiori iniziative della RPC degli ultimi anni. Come sostiene Xi Jinping, ciò dimostra la volontà della Cina di supportare il sistema di commercio mondiale e di promuovere una zona di libero scambio. Guardando avanti, la cooperazione e l’apertura sono elementi essenziali per andare incontro ad un’economia internazionale dinamica.   Leggi anche: COS’È E COME FUNZIONA WECHAT WALLET (WECHAT PAY)    

Le cinque direttive di apertura economica di Xi Jinping

Incentivo all'import

Il Presidente cinese ha annunciato cinque nuove direttive che guideranno l’apertura dell’economia nazionale. Come prima cosa verrà stimolata la domanda di beni esteri, incrementando il reddito dei cittadini e il loro potere di spesa. Inoltre verrà anche incoraggiata la creazione di nuove aree di consumo di medio-alta gamma. Per fare ciò verranno adottate nuove misure finanziarie. Tra le quali riduzione delle tariffe, agevolazioni sullo sdoganamento, riduzione dei costi all'importazione e potenziamento del commercio elettronico transfrontaliero.    

Maggiore liberalizzazione del mercato

Come secondo aspetto verrà ampliato sempre più l’accesso al mercato cinese. Sarà promossa la liberalizzazione del mercato anche in settore prima semi controllati. Per esempio, verrà accelerata l'apertura in settori come le telecomunicazioni, l’educazione, il servizio medico e la cultura. Altri settori incentivati saranno quello finanziario, dei servizi, agricolo, minerario e manifatturiero.  

Istituzione di un corpus di leggi per il commercio internazionale

La terza direttiva prevede l’introduzione di una normativa sugli investimenti esteri e l’istituzione di un sistema di leggi aperto che regolino il commercio internazionale. Questo nuovo corpus legislativo rispetterà le regole e le pratiche commerciali internazionali. Inoltre, offrirà parità di trattamento a tutti i tipi di imprese registrate in Cina. Xi Jinping ha assicurato che i diritti e gli interessi legali delle società straniere saranno maggiormente salvaguardati, in particolare i diritti di proprietà intellettuale. Ma verranno anche resi più stringenti i provvedimenti per i trasgressori, assicurando costi di risarcimento nettamente superiori ad oggi.  

Apertura di nuove FTZ

Il quarto aspetto consiste nello sperimentare nuovi orizzonti di apertura, come le Free Trade Zone (FTZ). Le Free Trade Zone sono zone economiche speciali dove le merci godono di benefici tributari, come per esempio l'assenza di imposte e dazi di importazione. È in previsione la costruzione di una FTZ al porto di Hainan, città costiera nel sud della Cina nota per le sue spiagge tropicali. Questa decisione nasce dalla volontà di testare la funzionalità di porti di libero scambio ed assicurare una maggiore apertura al commercio estero. Ciò semplificherebbe molto gli investimenti e il transazioni d'oltremare in Cina.   

Promozione della cooperazione internazionale

Per ultimo verrà promossa la cooperazione multilaterale e bilaterale tra gli stati. La Cina per far ciò si impegnerà per una rapida conclusione del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP). Inoltre, accelererà i negoziati su un accordo di investimento Cina-UE e su un'area di libero scambio tra Cina e Giappone e Russia. Sosterrà le iniziative internazionali per svolgere un ruolo attivo nella costruzione di un sistema di governance economica globale più equa. Inoltre, continuerà a promuovere l'iniziativa “Belt and Road” per la cooperazione internazionale nello spirito di consultazione e collaborazione tra i paesi per il giovamento di benefici condivisi. Il China International Import Expo 2018 segna solo l’inizio di un lungo percorso che coinvolgerà paesi e aziende di tutto il mondo e li guiderà verso una nuova fase dell’economia mondiale.   Leggi anche: 8 FUNZIONI DI WECHAT CHE FORSE NON CONOSCI    

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi.

Questa e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”.

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