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La Triboo Academy segna l’inizio delle attività formative 2020 esplorando i trend e le nuove frontiere del social media marketing. Da instagram a TikTok, dall’Europa al Far East con un focus sulle principali piattaforme cinesi e russe. Questa giornata di formazione gratuita avrà luogo giovedì 6 febbraio presso i headquarters del Gruppo Triboo a MilanoSaranno 4 i relatori protagonisti, ognuno di loro si focalizzerà su un aspetto differente del social media marketing.   

Influencer & Social Media Marketing

I social media sono ormai parte integrante della nostra vita, sono diventati uno dei principali metodi di comunicazione, sia per le persone che per i brand. Tanto che la pianificazione e implementazione di un’accurata strategia social oggi giorno può influenzare la performance di un brand. Fattori estremamente importanti da tenere in considerazione durante questo processo sono i trend, le piattaforme emergenti, e il comportamento degli utenti. Molteplici sono le strategie per condividere contenuti e informazioni sui social, per esempio tramite influencer. La creazione del contenuto social tramite l'influencer marketing è particolarmente coinvolgente e contribuisce ad aumentare la brand awareness, stabilendo fiducia e credibilità. Ma le strategie possono - e devono - variare in base al mercato di riferimento. Specialmente quando si parla di Cina e Russia. Paesi lontani non solo geograficamente, ma anche culturalmente, dove gli utenti vanno ingaggiati con strategie spesso differenti da quelle occidentali, utilizzando piattaforme locali. L’integrazione di strategie di comunicazione e marketing, scelte accuratamente e focalizzate sul mercato di interesse, possono portare a un brand dei risultati mirati rispettando a pieno il target migliore. Durante la Triboo Academy del 6 Febbraio i relatori presenti saranno: Giuseppe Micheli (Social Media Coordinator), Lucia Peraldo Matton (Head of Influencer Marketing), Ksenia Tsareva (Business Development - Mercato Russia) e Giulia Yang (Project Manager - Mercato Cina)  

 >> LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI

 

Programma

    • 09.00 - 09.30 Accredito e Welcome Coffee

    • 09.30 - 11.00 Tra trend e piattaforme emergenti, come costruire una social strategy nel 2020.

      Giuseppe Micheli - Social Media Coordinator

    • 11.00 - 11.15 Coffee Break

    • 11.15 - 12.15 Influencer e content creation tra nuovi social media e funzionalità. Lucia Peraldo - Head of Influencer Marketing

    • 12.15 - 13.15 Cina e Russia, strategie social media tra culture e piattaforme differenti. Ksenia Tsareva - Business Development - Mercato Russia Giulia Yang - Project Manager - Mercato Cina

    • 13.15 - 14.15 Light Lunch

    • 14.30 - 17.30 One to One - Incontro Personale con gli Specialist per un'Analisi Light delle Tue Strategie

         

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Con l'inizio del 2020, come ogni anno si guarda alle future tendenze. Una regola alla quale non sfugge certo la Cina, il Paese delle grandi possibilità. Nel nostro articolo kick off dell'anno non potevamo quindi non segnalare 5 trend 2020 che si prospetta saranno particolarmente forti nel mercato cinese, specialmente per quanto riguarda i canali di vendita e-commerce cross-border. Quelli dove più facilmente i consumatori cinesi vanno a ricercare prodotti esteri.  

L'e-commerce in Cina

Innanzitutto, risulta utile fornire figures e caratteristiche dell'e-commerce in Cina. Per dare qualche numero, il 45% del giro d'affari del mercato e-commerce mondiale, avviene in Cina. Il tasso di crescita annuale atteso per il periodo 2020-2024 in Cina dell'e-commerce è del 6,9%. Secondo Statista, il ricavo medio per utente ammonta a più di 990 euro, esattamente il doppio di quello della media mondiale. Il tutto, considerando che la user penetration è pari a meno del 62%, ma ci si aspetta che arrivi al 70% nel 2024. Insomma, nonostante oggi la Cina sia il primo mercato al mondo per vendite online, il suo potenziale è ancora crescita. Il panorama dei marketplace in Cina è ampio e caratterizzato da numerose piattaforme con caratteristiche peculiari. Tra le più popolari per fatturato generato ci sono i marketplace cross-border di Tmall (gruppo Alibaba), social-commerce come Xiao Hong Shu (Little Red Book) e i mini-markeplace di WeChat.  

Trend 2020

I segmenti di mercato più interessanti, che si prospetta avranno un trend 2020 estremamente positivo sono:
  • Beauty e cosmetica

I settori del beauty e della cosmetica sono tra gli highlight dei trend 2020 sul mercato dell'e-commerce cinese e secondo un recente report di McKinsey, l'Italia è tra i primi tre Paesi da cui i consumatori cinesi acquistano cosmetici. In particolare, il segmento della cosmetica colorata sta crescendo fortemente ad un ritmo del 24.3% anno su anno, mentre altre sotto-categorie merceologiche si stanno facendo strada. Si parla sempre più di profumi e di dermoceutica e si sta diffondendo l'interesse per l'INCI. Infatti, i consumatori cinesi si informano sui social network, chiedendo consigli anche sugli ingredienti che compongono i cosmetici. Inoltre, uno dei motivi per cui la vendita online di prodotti del beauty in Cina è in forte crescita è anche legato al fatto che nel Regno di Mezzo è vietato vendere prodotti cruelty-free, non testati sugli animali, ma è possibile acquistarli online cross-border.  
  • Sportswear

Quella moda che viene chiamata anche "athleisure" e sta spopolando in Cina è uno dei motivi principali per cui il segmento sportswear si prevede sarà tra i trend 2020 che farà i numeri anche nell'e-commerce. Soprattutto i più giovani si lasciano "influenzare" dai KOL di riferimento o da personaggi famosi che sfoggiano look sportivi in diverse occasioni. Tanto che moltissime case di moda stanno collaborando e offrendo collezioni co-branded molto apprezzate con Nike o Adidas, ad esempio. Secondariamente, le ultime generazioni, fino ad arrivare ai millennials, sono molto più attive di quanto non fossero in passato. Il numero di palestre aumenta, così come il numero di persone che scaricano App di fitness sul proprio smartphone e postano sui social foto o video mentre fanno sport.  
  • Prodotti per la salute

Integratori, prodotti per atleti, per bambini o per perdere peso. Sono alcuni di quelli che si considerano in questo segmento di mercato che in Cina ha raggiunto i 260 miliardi di euro nel 2018. Le generazioni più giovani sono consumatrici assidue di questo tipo di prodotti. Soprattutto chi vive in città di alta fascia e che quindi ha anche un reddito disponibile maggiore. Ma non solo. Oltre ad interessarsi alla propria salute e al proprio benessere, informandosi su diete, ingredienti, i più giovani acquistano anche per i parenti più anziani. Ma in Cina ci sono stati scandali legati a questo settore, che hanno portato i consumatori a fidarsi dei brand stranieri, più di quelli locali. Quindi, è anche per questa ragione che l'e-commerce cross-border ha prospettive di crescita sostanziali.  
  • Prodotti farmaceutici da banco

Con il costante  invecchiamento della popolazione cinese, il consumo di farmaci è dato in forte crescita. Si stima che entro il 2033, la popolazione senior conterà 400 milioni di persone. Per questa ragione, da quest'anno il governo cinese permette di vendere online farmaci OTC, ovvero farmaci da banco vendibili senza prescrizione medica, come avviene in Italia. Per intenderci, si tratta di prodotti tipo per la tosse dei bambini, lassativi o cerotti alla nicotina... In una prima fase, la vendita online è ammessa solo nella Capitale, scelta come progetto pilota per le aziende farmaceutiche che rispettano determinati requisiti. Ma si prevede che in tempi rapidi la vendita di questi farmaci sarà resa disponibile per tutte le Province.    
  • Mamme e bambini

Dopo aver abolito la politica "one child" nel 2016, il governo cinese sta promuovendo l'aumento delle nascite. Tanto che ha già previsto l'apertura ospedali specializzati in maternità e pediatria e la formazione medici in ostetricia e ginecologia. Uno dei motivi però che guidano il trend delle vendite cross-border in questo settore, è che le mamme cinesi diffidano dei prodotti domestici per i figli. Questo, anche a seguito di incidenti alimentari che nel tempo hanno minato la salute di migliaia di bambini con prodotti risultati tossici. Non solo nell'alimentare, ma anche nel fashion infantile e nel beauty la tendenza delle vendite è positiva. Dove si registra una crescita nell'utilizzo di KOL e influencer che promuovono uno stile di vita famigliare e l'utilizzo di prodotti dedicati ai bambini oppure alla cura del corpo.   >>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2019: EAST MEDIA PREMIATA CON DUCATI E TONINO LAMBORGHINI   In Cina l'e-commerce è molto sviluppato grazie sia alla cultura digitale che caratterizza il Paese, sia alla sicurezza degli acquisti che l'online garantisce. Quindi, se da un lato i consumatori cinesi amano navigare online, fare parte di community in cui possono interagire con altri utenti e ricavare consigli d'acquisto dal gruppo. Dall'altro, sono poi abituati a confrontarsi con un mercato ricco di offerte, ma anche di prodotti contraffatti, che li spinge e a verificare informazioni sul web, sui social network, nelle recensioni sui marketplace, prima di finalizzare gli acquisti, e a fidarsi dell'ambiente digitale per gli stessi. trend 2020  

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China Awards 2019: Triboo East Media premiata per l'impegno e il supporto al sistema Italia in occasione della "China International Import Expo 2019". 
Ogni anno, con i China Awards la Fondazione Italia Cina e MF-Milano Finanza, assegnano un riconoscimento ad aziende, associazioni e personalità che meglio hanno saputo cogliere le opportunità di interscambio tra Italia e Cina. La XIV edizione è stata organizzata con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Camera di Commercio Italo-Cinese, in partnership con la Camera di Commercio Italiana in Cina. 
Per il secondo anno consecutivo, East Media è stata premiata come realtà ponte tra i mercati italiano e cinese. In particolare le è stato riconosciuto il grande lavoro di supporto alla promozione delle aziende italiane in occasione della CIIE 2019. I China Awards sono un riconoscimento ricevuto anche da importanti aziende italiane come Bracco, Ducati e Tonino Lamborghini che si sono contraddistinte per le loro attività sul mercato cinese, valorizzando l'immagine del Made in Italy oltre la Grande Muraglia. Il riconoscimento ricevuto da East Media fa seguito a quello del 2018, quando alla società del Gruppo Triboo è stato riconosciuto il premio Capital Elite per le "Strategie d’ingresso nel mercato digitale cinese" che viene assegnato alle aziende che si distinguono maggiormente nelle relazioni tra Italia e Cina.  

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

   

I China Awards 2019

La cerimonia di premiazione dei China Awards 2019 si è tenuta a Milano martedì 10 dicembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”. È stata seguita da una Charity Dinner e i proventi della cena sono stati devoluti a sostegno di Ai.Bi. - Amici dei Bambini. Quest'ultima è un'associazione non governativa costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie che si occupa di adozioni internazionali anche dalla Cina, dove ha aperto una casa famiglia a Xi'an. Diana Bracco e Paolo Panerai, Vice Presidente e Ad di Class Editori hanno accolto tra gli altri l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Junhua, il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Ivan Scalfarotto e il Professor Romano Prodi, nel ruolo di keynote speaker. Tra gli ospiti della serata anche Mattia Romeo (nella foto in apertura), presentatore tv, organizzatore di programmi televisivi e influencer in Cina. Indubbiamente uno dei volti italiani più popolari nella Terra di Mezzo.  

East Media, il ponte tra Italia e Cina

"Con la Cina si può competere e in Cina si può crescere, a patto di saper innovare ed investire in tecnologia e capitale umano. Dobbiamo armarci di competenze di alto livello perché scienza e tecnologia sono il vero supporto alla crescita economica e il volano delle nostre esportazioni di prodotti ad alto valore aggiunto".  [Diana Bracco, Vice Presidente esecutivo della Fondazione Italia Cina]
La Cina presenta una serie di “barriere” che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione. I Social Network, i marketplace e persino le preferenze dei consumatori differiscono da quelle occidentali. Rispecchiano, infatti, caratteristiche culturali che è bene conoscere. Il Regno di Mezzo è un "luogo lontano" sia dal punto geografico che culturale, che richiede attente analisi e valutazioni, accortezze e strategie mirate, al fine di ottenere risultati concreti e duraturi. Scopri di più sullo scenario digital in Cina nel report scaricabile.
  rapporto annuale 2019 fondazione italia cina

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Xiao Hong Shu o Little Red Book, ha fatto molto parlare di sé quest'anno. Infatti, è da poco tornato disponibile sugli store Android cinesi dopo qualche mese di inaccessibilità. Cos'è Little Red Book? Perchè è stato bloccato? Come è possibile gestire strategicamente il social-commerce cinese?  
>LEGGI ANCHE: XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE

 

Little Red Book

Xiao Hong Shu 小红书 conosciuta anche come “Little Red Book” o “RED” è una delle maggiori piattaforme di social e-commerce in Cina. Nata nel 2013 come guida allo shopping oltre Muraglia, attrae soprattutto consumatori che premiano qualità ed autenticità. Rappresenta un’opportunità per i Brand internazionali. L’unicorno cinese da 2,7 miliardi di Euro si focalizza sul Lifestyle e conta più di 200 milioni di utenti. È un incrocio riuscito tra Instagram, Pinterest e Amazon e si basa su un modello “content-driven”, per il quale ai contenuti, pubblicati da utenti e Brand, viene data ampia importanza.

 

Il crackdown e il "via libera"

Il social commerce cinese a luglio ha subito un grave giro di vite per volere del governo: l'App non poteva più essere scaricata sui mobile store. I motivi che hanno portato al provvedimento governativo non sono chiarissimi, ma di certo avevano a che vedere con la politica dei contenuti considerati inappropriati, offensivi o politicamente sensibili. Nello specifico, dalle "dispute" sui social media, Little Red Book aveva peccato soprattutto rispetto alle review, considerate false o a scopo pubblicitario, e alla provenienza e originalità dei prodotti. Per questo motivo, il download era stato bloccato. Affinché l'App potesse subire un controllo minuzioso, con l’intento di ripristinare il rigore di cui godeva ai tempi del suo lancio nel 2013. In un post Weibo successivo alla rimozione dell'App dagli store, Little Red Book dichiarava infatti di aver iniziato un processo di investigazione e rettifica dei contenuti, supportata anche dai dipartimenti governativi interessati. Procedimento decisamente efficace e andato a buon fine, visti gli esiti: RED di nuovo disponibile sui mobile store di Android.

 

Le basi per gestire una strategia digital in Cina

Un avvenimento di questo tipo non è di certo inusuale nel Regno di Mezzo. Dove lo "Scudo d'Oro", il Great Firewall, guidato dalle politiche della Cyberspace Administration of China (CAC) passa al setaccio i contenuti digitali provenienti da ogni fonte. Uno strumento di censura e sorveglianza che analizza miliardi di dati al giorno e blocca quelli potenzialmente dannosi. A cui nemmeno le App cinesi possono sfuggire. Per questo motivo, le aziende interessate a vendere in Cina e che fanno affidamento sull'ecosistema digitale, non possono prescindere da capisaldi come: localizzazione dei contenuti e strategia multichannel. Infatti, il mercato cinese richiede accortezze legate ai contenuti che non possono essere tralasciate: regole sociali e morali, punti di vista diversi e tabù se mal gestiti minano la buona riuscita delle iniziative di internazionalizzazione. Inoltre, episodi come quello capitato a Little Red Book sono all'ordine del giorno in Cina. Ciò che oggi va, domani può non andar più. Ciò che oggi è permesso, domani può non esserlo più. E' perciò necessario non farsi cogliere impreparati e sviluppare una strategia che tenga in considerazione la flessibilità e imprevedibilità del mercato target. Essere attivi solamente su un social o sul sito web aziendale è altamente rischioso in contesti come quello cinese. E' importante pensare ad una strategia di comunicazione che coinvolga quindi diversi canali e piattaforme, e che si concentri sulla produzione di materiali di qualità e in linea con le direttive del Governo.

>LEGGI ANCHE: CHINA AWARDS 2018: TRIBOO EAST MEDIA PREMIATA COME ECCELLENZA NELLE RELAZIONI TRA CINA E ITALIA
  La Cina è un mercato distante e tutto da scoprire. Non è però inarrivabile. E' necessario avere una conoscenza a 360 gradi della cultura e del sistema regolamentato per poter studiare ed indirizzare una strategia di marketing e comunicazione efficace e di successo.   rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Secondo dati del Sole 24 Ore, l’ export in Russia di prodotti italiani ha subito un calo del 4.5% nel 2018. L'interscambio con la Federazione, infatti, sconta ancora gli effetti della crisi economico-finanziaria che ha colpito Mosca tra il 2014 e il 2015. Questa ha causato una svalutazione del rublo e il conseguente irrigidimento degli scambi commerciali. Ma nonostante ciò, questo dato non dovrebbe allarmare troppo le aziende intenzionate a fare affari con il mercato russo. Sebbene vi siano dei settori che abbiano risentito della stretta, come l'agroalimentare e le materie prime, l'Italia rimane comunque il quinto fornitore al mondo della Russia. 

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

 

L'export del Made in Italy

L'Italia ad oggi si afferma come il quinto fornitore del Paese, con una quota di mercato del 4,5%, dopo Cina, Germania, Stati Uniti e Bielorussia. Il volume del commercio tra i due paesi nel 2018 è stato di 23,8 miliardi di euro, mentre quello dell'export in Russia dall'Italia ha raggiunto i 9,3 miliardi. Gli ambiti che trainano maggiormente questo trend sono meccanica, chimica e farmaceutica. Ma non finisce qui. Da ricerche di Trade Map, una società di statistica commerciale e sviluppo internazionale del business, emerge che i settori e prodotti che dal 2014 al 2018 hanno registrato tassi di crescita elevati sono: 
  • Tabacco +23%
  • Barche +17%
  • Fashion +12%
  • Caffè, tè e spezie +10%
  • Tappeti +9%
  • Articoli in pelle (per il viaggio, borse, ecc.) +9%
  • Cosmetici +5%
Mentre quelli che hanno ottenuto volumi di vendita maggiori nel 2018 sono: 
  • Macchinari: > 2,7 miliardi
  • Farmaceutico 593 milioni
  • Bevande: 355 milioni
  • Calzature: 342 milioni
  • Cosmetico: 284 milioni
  • Fashion,: 254 milioni
  • Arredamento: 213 milioni
  • Tabacco: 95 milioni 
  • Caffè, tè e spezie: 90 milioni
  • Ceramica,: 89 milioni
Risulta, quindi, che tabacco, fashion, cosmetica e caffè, tè e spezie siano i settori italiani che hanno il più consistente giro d’affari nel mercato russo.   

Approccio strategico integrato

A fronte di tutto ciò dobbiamo tenere presente che la Russia è un paese che si sta spostando sempre più verso l'online. Quest'anno l'e-commerce arriverà a toccare i 30 miliardi di euro. Si prevede, inoltre, che il fatturato del commercio online crescerà più di 2,5 volte entro il 2023 e supererà i 46 miliardi di euro, crescendo in media ogni anno del 7,5%. In particolare, la fetta più grande di questo business è detenuta dal settore Fashion & Beauty, con un volume di 5,4 miliardi (31%). Seguito da Elettronica (24,2%), Giocattoli e Intrattenimento (22%), Arredo e Apparecchiature (13,8%) e Cibo e Cura della Persona (8,7). L'online in Russia offre grandi opportunità ai brand del Made in Italy. Rappresenta, infatti, un canale di distribuzione strategico che permette alle aziende di penetrare il mercato senza dover investire somme spropositate con rischi elevati. Permette, inoltre, di raggiungere milioni di acquirenti dislocati su un territorio immenso - 17.100.000 km² con 11 fusi orari al suo interno. Per questi motivi possiamo dire che l'online, con buona probabilità, diventerà il canale prioritario per l'export in Russia di prodotti italiani.   [caption id="attachment_11124" align="aligncenter" width="600"]e-commerce russia Interfaccia di Wildberries, il principale marketplace russo[/caption]  

> LEGGI ANCHE: L’E-COMMERCE RUSSO WILDBERRIES PUNTA ALL’EUROPA

SCENARIO DIGITALE RUSSO  

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Russia? Scarica la guida sullo scenario digitale russo e scopri quale possibilità può offrirti questo meraviglioso mercato.  

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Da qualche mese la nota piattaforma di microblogging Weibo ha lanciato un nuovo social chiamato Oasis, o Luzhou in cinese. Questa App, che è un mix tra un social network e un forum, si concentra sul settore fashion e lifestyle, proprio come Little Red Book, la piattaforma di social-commerce che nell'ultimo anno ha scalato ogni classifica attestandosi tra le App più amate dagli utenti cinesi. Come Red, anche Oasis è stata creata per un target giovane e appassionato di fashion, lifestyle e tendenze provenienti da tutto il mondo.   

> LEGGI ANCHE: XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE

 

Oasis tra layout e funzionalità

La nuova App di Weibo ha un layout che potremmo definire un ibrido tra Instagram - che è attualmente inaccessibile in Cina -  e Little Red Book. Ma le similarità tra queste piattaforme non si limitano all'interfaccia. Anche le funzionalità di Oasis, infatti, sono affini a quelle delle due App del fashion e del lifestyle. Su Luzhou gli utenti possono cercare contenuti sulla base dei propri interessi, mettere “mi piace”, commentarli e condividerli. Ogni utente può anche creare la propria cerchia di amicizie, collegandosi con altri profili simili per interessi. Ovviamente, ad ogni account è data anche la possibilità di pubblicare contenuti come foto e video, che possono essere modificati e migliorati grazie ad una varietà di filtri interni. A questi, poi è possibile associare dei tag, così che possano essere trovati più facilmente dagli altri utenti.  Oasis è, quindi, una piattaforma di coltivazione dei propri interessi, dove gli utenti possono ispirarsi e condividere con la community consigli e spunti su temi quali moda, cibo, viaggi e bellezza. Una vera e propria “oasi” del fashion e del lifestyle. Luzhou, però, al momento non presenta la funzionalità di marketplace, tipica invece dei social-commerce quali Red. Ad oggi non è chiaro se questa verrà implementata in futuro, oppure no. La possibilità che questo accada è alta, considerata la palese similarità tra le due piattaforme. D’altro canto, però, la decisione di sviluppare un working model in qualche modo differente da quello di Xiaohongshu, potrebbe far spiccare l’App e renderla uno strumento simile, ma complementare.   Esempi di post su Oasis
 

Il lancio ufficiale dell’App

Al momento Oasis è ancora in una fase di test iniziale, dove gli utenti sono invitati a provare la piattaforma - tramite un codice di invito - e al contempo condividere il proprio feedback. Già per questa versione beta i commenti sono stati particolarmente positivi. Il layout ordinato e minimale, e l’assenza di contenuti sponsorizzati sono state le caratteristiche più apprezzate. Ma come sempre la Cina non perde tempo. Il Direttore Generale di Weibo ha dichiarato durante un’intervista che la versione ufficiale dell’App sarà disponibile a partire da fine mese. Se sarà esattamente identica a quella attuale ancora non lo sappiamo, ma lo scopriremo presto.

  App Oasis nel Play Store di Google

 

Una curiosità di Oasis

Cosa non può mancare in una oasi che si rispetti? Certamente l’acqua! E anche nella piattaforma Luzhou ce n’è a fiumi. All’interno dell’App, infatti, c’è una sezione chiamata “gocce d’acqua” dove gli utenti accumulano, appunto, goccioline come fossero una vera e propria valuta virtuale. Ogni volta che viene aggiornato il feed di notizie o si invitano gli amici a registrarsi si guadagnano gocce d’acqua. Con questa valuta liquida gli utenti possono ottenere privilegi esclusivi o supportare i propri blogger preferiti, aiutandoli a salire in classifica.  

Il panorama digitale cinese si fa sempre più complesso

Ancora una volta non possiamo che confermare quanto sia dinamico il digital in Cina. Ogni giorno nascono nuove applicazioni e altre, piano piano, lasciano spazio alle new entry. Davanti ad uno panorama così mutevole è davvero complicato sapersi orientare e decidere su quali piattaforme investire. Necessario è, sicuramente, un occhio strategico che sappia analizzare lo scenario tenendo in considerazione le caratteristiche dell'utente tipo cinese e le sue abitudini di fruizione dell'Internet. Oasis, sotto questi punti di vista, ha buone possibilità per diventare una delle applicazioni hot del prossimo anno.    

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  La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Il digital in Cina non si ferma mai. Dopo Alipay, anche WeChat Pay ha deciso di collaborare con cinque istituti di credito internazionali per permettere agli utenti stranieri di collegare carte estere all’account di WeChat. In questo modo, una volta arrivati nel Paese, potranno finalizzare acquisti con lo smartphone, proprio come fanno i consumatori locali. Nell'iniziativa sono coinvolti Visa, Mastercard, American Express, Discover Bank e JPG, o Japan Credit Bureau. Vediamo insieme cosa si nasconde dietro alla recente notizia.  

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Cosa ha spinto al cambiamento

La scelta di estendere il servizio anche ad utenti con carte di credito internazionali nasce dal continuo aumento di turisti stranieri in Cina. Essi rappresentano, infatti, una nuova e appetitosa fetta di consumatori del mercato cinese. Secondo dati Ansa, nel 2018 sarebbero stati addirittura 30 milioni i turisti in visita in Cina, con un aumento su base annua del 4,7%. WeChat Pay e Alipay rappresentano ad oggi il principale metodo di pagamento in Cina. Secondo un report della società di ricerca Daxue Consulting, nel 2018 l’83% dei pagamenti nel Paese è stato effettuato tramite smartphone, mentre solamente il 17% è avvenuto in contanti o assegno bancario. Ad oggi parrebbe persino che la percentuale sia salita al 94%. Permettere anche agli istituti bancari internazionali di collegarsi a WeChat Pay consentirà al player di accaparrarsi anche le transazioni delle decine di milioni di turisti stranieri in viaggio in Cina. In questo modo WeChat Pay andrà a consolidare la sua posizione di leader nei pagamenti digitali. Inoltre, per utilizzare WeChat Pay è necessario scaricare l’App ed iscriversi. In questo modo crescerà anche il numero di utenti del social network, con un ulteriore rafforzamento della piattaforma.

Alibaba e Wechat, una rincorsa continua

Fino a poco tempo fa gli stranieri che si trovavano in Cina per turismo o per lavoro erano costretti ad aprire un conto bancario cinese per poter effettuare transazioni con Alipay o WeChat Pay. Da qualche tempo, invece, Alipay ha deciso di andare incontro a questa nuova esigenza e ha dato la possibilità ai visitatori stranieri di usufruire del sistema di pagamento del colosso Alibaba. Per fare ciò, però, vi è un iter prestabilito da rispettare. I viaggiatori devono scaricare l’App internazionale dell’azienda, inserire i dati della carta di credito e le informazioni del visto. Solo allora potranno acquistare crediti dalla Banca di Shanghai, che rimangono memorizzati nell’account e che permettono di effettuare i pagamenti. Ogni transazione avverrà, quindi, tramite una carta prepagata della validità di 90 giorni, rilasciata dalla banca sopra menzionata e collegata all'account. Per finire, le ricariche non potranno superare un massimo di 2000 yuan, che corrispondono a circa 260 euro. Un procedimento abbastanza complesso, quindi. WeChat, rendendosi conto della reale opportunità portata da questa nuova fetta di consumatori, ha deciso di seguire le orme di Alipay e di accettare le carte di credito estere nel sistema di pagamento dell'App, offrendo, però, un servizio molto più semplice e lineare. Basta collegare la carta di credito all’account e il gioco è fatto.

 

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I dettagli dell'iniziativa

WeChat Pay ha deciso di introdurre questa novità gradualmente. Inizialmente verrà messo in atto un programma pilota, che farà da test all'intera iniziativa. Durante questo periodo di prova i turisti stranieri potranno utilizzare WeChat Pay solamente per acquistare i biglietti del treno sul sito 12306.cn e prenotare corse dei taxi del noto servizio cinese Didi Chuxing. In un secondo momento, poi, il servizio sarà esteso anche ad altri ambiti. Il tutto sarà regolato da politiche antiriciclaggio.

Non solo Cina: Alipay e WeChat Pay per i pagamenti all’estero

I due Big cinesi dei pagamenti online si sono mossi anche sul fronte internazionale. Entrambi, infatti, hanno già creato delle partnership con operatori esteri, così da garantire ai turisti cinesi in viaggio di poter adottare i classici sistemi di pagamento via smartphone anche in terra straniera. Questo continuo volgere lo sguardo avanti rivela il profondo desiderio della Cina di confermarsi come Player Leader dei pagamenti via mobile su scala internazionale.

 

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La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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In Russia dal 1° novembre è entrata in vigore la legge sull'Internet sovrano. D'ora in poi l’accesso al web in Russia sarà controllato e protetto dalle autorità di Stato e la cosiddetta Runet - così viene chiamata la rete russa - sarà in un certo senso isolata e autonoma rispetto al world wide web.

Cosa significa Internet "sovrano"?

La locuzione Internet sovrano sottintende che, dalla data di entrata in vigore della legge e quindi già da ora, la rete web russa sarà nelle mani del governo della Federazione. L'intento sarebbe quello di difendere la Runet da minacce esterne. Le quali si concretizzano in un eventuale isolamento della Russia da parte di server stranieri. Se per qualche motivo le infrastrutture di comunicazione russe non riusciranno ad avere accesso ai dati provenienti dall'esterno, le informazioni più sensibili (come i siti delle amministrazioni pubbliche) saranno salvaguardate e manterranno il funzionamento regolare. In questo modo, in caso d’emergenza il sistema di comunicazione russo non si troverà paralizzato.  

Come funziona?

La legge sull'Internet sovrano impone il controllo delle infrastrutture di telecomunicazione. Infatti, i provider devono installare un hardware in grado di tracciare, filtrare e reindirizzare il traffico Internet. Una tecnologia chiamata Deep Packet Inspection, o Dpi. Cosicché, nel caso di minaccia all’integrità e alla sicurezza di Internet, Roskomnadzor - l’organo che regola le telecomunicazioni - potrà gestire l’instradamento del traffico. Anche rispetto alle risorse già messe al bando in Russia. Il costo di tale riforma ammonta a 2 miliardi di rubli, di cui due terzi spesi per gli hardware. Inoltre, la legislazione si propone di costruire un Domain Name System nazionale alternativo che consenta il funzionamento di internet anche qualora la Russia fosse tagliata fuori dalle infrastrutture straniere.  
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Come interpretare l'Internet sovrano in termini di business

L'Internet sovrano è un'ulteriore conferma della tendenza a regolamentare la Runet. Nell'uso quotidiano si dice che l'utente non noterà cambiamenti. Ma sulla falsariga di ciò che accade con il Great Firewall cinese, i siti e i contenuti stranieri saranno più soggetti a controllo. Per le aziende che sono o vogliono essere presenti digitalmente sul web russo, la legge sull'Internet sovrano è da prendere in considerazione. Ma sotto quale punto di vista? La nuova legge, sommata alla 242-FZ sulla "localizzazione", conferma che per fare business via digital in Russia è necessario:
  1. Avere l'hosting del proprio sito in Russia
  2. Presenziare piattaforme russe
Anche al di là dei vantaggi intrinsechi che a livello di digital marketing una strategia così articolata potrebbe portare. SCENARIO DIGITALE RUSSO  

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Il mercato cinese rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane. I cinesi sono sempre più interessati a prodotti caratterizzati da tradizione, innovazione, artigianalità, ricerca e cura del dettaglio. Tutti tratti da sempre riconosciuti al Made in Italy.  Ad oggi una delle modalità più dirette ed efficaci per inserirsi sul mercato cinese è quella di partecipare a fiere settoriali o commerciali. In queste occasioni, infatti, è più semplice trovare partner locali o farsi notare dai consumatori finali. Ma presenziare nelle fiere non è affatto semplice. Esistono, infatti, una serie di considerazioni utili da tenere ben presente prima di partecipare ad una Expo. Per aiutarvi in questo, vi proponiamo una check-list di regole d’oro (per il marketing e la comunicazione) essenziali per una presenza realmente efficace in fiera.  

1. CATALOGHI CARTACEI E NON…RIGOROSAMENTE IN LINGUA CINESE

  Nelle fiere i cataloghi e le brochure cartacee hanno ancora un valore inestimabile. Realizzarli è sicuramente impegnativo, ma altrettanto fondamentale. A fianco del catalogo fisico, però, è bene non dimenticarsi una copia digitale che può essere condivisa in maniera semplice e veloce. Il tutto deve essere creato rigorosamente in lingua locale. I cinesi hanno ancora poca dimestichezza con l’inglese: la maggior parte di essi non la conosce affatto, mentre la restante parte preferisce comunque fruire contenuti in lingua madre. Per questo motivo, adattare la comunicazione alla lingua del posto è il primo passo per una presenza in fiera di successo.  

Brochure realizzata da East Media per l'ente turistico Visit Bergamo

 

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 2. GLI INVITI ALLE FIERE

  Come per ogni evento, è d’obbligo pianificare il rilascio degli inviti. Ottimale sarebbe inviarne almeno tre prima dell’evento, così da mantenere acceso l’interesse del destinatario fino alla data d’inizio della fiera stessa. Ricevere un invito in lingua locale farà sicuramente piacere al proprio cliente/partner. Un piccolo gesto che riduce le distanze culturali e linguistiche, e crea un rapporto più solido e diretto. Per poter raggiungere il maggior numero di visitatori è consigliabile, poi, pubblicare la locandina anche su tutti i canali social. Infine, se si vuole privilegiare dei clienti/partner è possibile prevedere l’invio di inviti personalizzati cartacei.    

3. COMUNICAZIONE ALLA PARI: STAFF MADRELINGUA CINESE 

  Un’azienda che decide di partecipare ad una fiera di settore in Cina deve avere un rappresentante in loco che parla cinese. Una figura madrelingua o con un’ottima conoscenza della lingua locale vi consentirà di apparire come professionali e accorcerà senza dubbio la distanza con il pubblico, spesso diffidente. Ricordate che, con molta probabilità, chi vi incontra ad una fiera in Cina non avrà mai sentito parlare di voi prima ed essere preparati sul fronte linguistico vi farà fare un’ottima figura. Inoltre, lo staff deve essere formato sulla storia dell’azienda, i valori del brand, i prodotti e le loro qualità. I cinesi sono dei consumatori piuttosto scettici e prima di acquistare o di stringere partnership con aziende straniere sono soliti raccogliere una serie di informazioni su tutti gli aspetti cardine dell’azienda. Lo stesso succederà in fiera. Siate pronti.   

fiere cina

 

4. PROMUOVERSI SUI GIUSTI CANALI DIGITALI E CON LA GIUSTA FREQUENZA

  La Cina, con 800 milioni di utenti attivi giornalmente, è la patria del digital per eccellenza. Ma attenzione: gli utenti cinesi navigano su piattaforme differenti da quelli Occidentali. Facebook, Instagram e LinkedIn non solo non vengono utilizzati, ma sono addirittura inaccessibili. Le persone invece utilizzano canali come WeChat e Weibo, i principali social network locali, seguiti da decine e decine di App minoritarie. Anche i motori di ricerca utilizzati sono diversi: Google è bloccato e al suo posto vi è Baidu, che detiene il 60% delle query di ricerca. Attenzione, quindi, in questo caso alla strategia SEM, che andrà progettata diversamente.Una riflessione deve essere fatta anche a proposito del sito web. In Cina i siti web occidentali si aprono a fatica e, in alcune zone, non caricano affatto. Prima di presentarsi in fiera è, quindi, importante predisporre una versione del sito ottimizzata per il web cinese, con hosting locale (preferibilmente in Cina continentale o Hong Kong) e in lingua cinese. Anche le landing page localizzate sono un’ottima alternativa.  

COME?

Una volta scoperte le piattaforme da utilizzare non rimane che usarle. Prima di tutto è essenziale aprire l’account ufficiale del brand (tenete presente che i tempi burocratici di apertura variano da social a social, e possono dilungarsi anche per svariati mesi…) Poi, una volta completate le procedure, è bene iniziare a comunicare con l’audience online per farsi conoscere localmente. Ciò che è assolutamente fondamentale, poi, è pianificare un piano di comunicazione volto a tenere l’utente coinvolto e a coltivare il suo interesse prima, durante e dopo la fiera.  

QUANDO?

Come per le comunicazioni cartacee e per il personale, utilizzare la lingua locale è fondamentale. Altrettanto importante è anche la frequenza di pubblicazione, che deve essere molto alta in queste tre fasi. L’ideale sarebbe fare almeno 1-2 pubblicazioni al giorno durante il periodo della fiera, evidentemente per ogni canale attivato. Un ultimo nice-have? L’hashtag ufficiale dell’evento e della propria azienda. Questo andrà inserito in tutte le comunicazioni aziendali e costituirà un elemento di riconoscibilità del brand stesso.   

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5. MANTENERE I CONTATTI DOPO LA FIERA

  Quando si partecipa alle fiere è fondamentale avere con sé i biglietti da visita aziendali per potersi scambiare il contatto e riuscire a coltivare rapporti di business. In Cina, però, le business card non rispecchiano i canoni parametri occidentali. Ogni biglietto da visita ha stampato sopra un QR code, che rimanda a WeChat. Questo potrebbe essere collegato un profilo aziendale o un account personale, a seconda dei casi. I QR code, nella Terra del Dragone, sono uno strumento entrato a pieno titolo nella quotidianità delle persone, permettendo loro di ottimizzare i tempi di ricerca. Presentarsi in fiera con un biglietto da visita arricchito dal vostro QR code vi farà apparire professionali e più vicini alla cultura locale. Ricordatevi, però, che è opportuno mostrarlo con entrambe le mani, tenendolo per i due angoli e riceverlo sempre nello stesso modo. Questo rituale, per i cinesi, rappresenta un modo per mostrare interesse nel contenuto del biglietto stesso.     

È DAVVERO TUTTO?

Attuare questi consigli è il punto di partenza per una presenza di successo nelle fiere in Cina. Ma tutto ciò potrebbe rivelarsi inutile di fronte ad una scarsa valutazione di un altro aspetto di primaria importanza: il naming dell’azienda. Prima di partire assicuratevi che il vostro brand in Cina sia facilmente pronunciabile, memorizzabile e, soprattutto, che non richiami immagini negative. I cinesi sono un popolo fortemente superstizioso: avere un naming “sbagliato” potrebbe vanificare tutti gli sforzi fatti.   rapporto annuale 2019 fondazione italia cina Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Recentemente Wildberries, il principale marketplace in Russia, ha dichiarato di puntare all'Europa. In particolare, l'espansione verso il mercato europeo, nei piani della russa, avverrà passando per la Slovacchia.

 

Cos'è Wildberries?

Wildberries, come tutte le aziende che si rispettino, è nata in modo inusuale. La sua storia è quella di una donna di Mosca, Tatyana Bakalchuk, madre di quattro figli, che durante il congedo di maternità dalla sua professione di insegnante di lingua inglese, ha avviato l'attività di online retailing. Inizialmente, nel 2004,  lei stessa si occupava di ordinare e ricevere prodotti in stock da un catalogo online tedesco. Li postava sul suo sito e li consegnava personalmente in ogni parte di Mosca, dal momento che in Russia le poste non offrivano un servizio particolarmente efficiente. Ad oggi, Wildeberries è il primo marketplace generalista nella Federazione Russa, con un turnover pari a 111 miliardi di rubli, +70% rispetto al 2016. L'e-commerce è presente in cinque Paesi: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia e conta più di 20,000 dipendenti. Vende 15,000 brand tra abbigliamento, scarpe, cosmetica, prodotti per la casa e per l'infanzia, elettronica, libri, gioielleria, food e molto altro. Nel 2018 ha registrato una media di 400,000 ordini giornalieri.   [caption id="attachment_11019" align="aligncenter" width="650"]wildberries Punto di ritiro di Wildberries che appaiono come negozi con camerini di prova[/caption]   Tra i tratti caratteristici, che sono poi i punti di forza di Wildberries, si possono nominare soprattutto il 'delivery' e il 'pick up'. Infatti, l'e-commerce russo offre al cliente la scelta tra consegna e ritiro. Rispettivamente, chi sceglie la consegna può addirittura ricevere il proprio acquisto in giornata. Non solo, il corriere al momento della consegna aspetta che il cliente provi il capo acquistato, affinché qualora l'acquisto non andasse bene, il cliente possa renderlo in quello stesso momento. Per chi sceglie di ritirare il prodotto acquistato, invece, Wildberries ha pensato di strutturare i propri 'pick up point' come negozi con veri e propri camerini di prova.  

Non solo East: Wildberries si spinge in Europa

Come anticipato, Wildberries ha recentemente dichiarato di puntare all'Europa. In particolare, l'espansione verso il mercato europeo avverrà passando per la Slovacchia. Il negozio online Wildberries e l'Amministrazione Finanziaria della Repubblica Slovacca hanno da poco firmato un memorandum di collaborazione. Secondo le condizioni prestabilite, il primo promette la costruzione di centri di distribuzione, punti di ritiro con camerini prova e l'organizzazione del negozio digitale anche in Slovacchia, mentre la seconda si impegna a prestare assistenza allo sviluppo del commercio online sul proprio territorio.  

Russia: un mercato ricco di opportunità

La Russia è un mercato con un'enorme potenzialità di sviluppo nel commercio online. Al 7° posto nella lista dei paesi con il più alto numero di utenti di internet a livello globale, risulta essere uno dei mercati più importanti da considerare per l’e-commerce. Anche se in termini assoluti il retail online russo non ha ancora raggiunto i livelli degli altri paesi d'Europa, il trend è in costante crescita e il commercio digitale oltre frontiera è molto popolare nella Federazione.  
>LEGGI ANCHE: E-COMMERCE IN RUSSIA: GLI ULTIMI TREND DEL COMMERCIO ELETTRONICO 2018
  Un’azienda che vuole entrare nel mercato russo non può prescindere dal mondo digital. L’importante è utilizzare i giusti strumenti prestando attenzione a declinare la propria strategia al contesto locale. Questo significa posizionare i propri prodotti sui marketplace locali come Wildberries, ottimizzare il sito web anche per Yandex, il principale motore di ricerca, e tradurre i contenuti correttamente in russo. Fondamentale, infine, è veicolare un messaggio allineato alla cultura locale sulle piattaforme più popolari in Russia come VKontakte.  

SAVE THE DATE: Digital Russian Day

Il 4 novembre si terrà il Digital Russian Day, la prima giornata in Italia dedicata allo sviluppo dei business in Russia. L’evento è organizzato dal Gruppo Triboo e Promos Italia, in collaborazione con Yandex, società russa proprietaria dell’omonimo nonché primo motore di ricerca locale. L’evento si svolgerà a Milano presso Palazzo Turati, nello stesso giorno in cui in Russia si celebra la Giornata Nazionale dell’Unità. Se vuoi saperne di più >> DIGITAL RUSSIAN DAY: L’IMPERDIBILE EVENTO SULLA RUSSIA DIGITALE La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati! Iscriviti tramite il link di seguito.   No alternative text description for this image

Per partecipare, iscriviti cliccando sull’immagine 

 

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