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Un successo annunciato per l' arredamento italiano. Con oltre 343.000 presenze in sei giorni provenienti da 165 paesi, anche quest'anno il Salone del Mobile di Milano ha confermato l'alto gradimento. Lo dicono i numeri: le presenze sono cresciute del 10% rispetto all’edizione 2015 che aveva le medesime biennali, dedicate a luce e ufficio. “Un momento unico – ha commentato Claudio Luti, presidente del Salone – in cui cultura e sistema industriale diventano punto di riferimento internazionale e modello virtuoso di una Italia che funziona”. Il Salone del Mobile di Milano è nato nel 1961 per promuovere le esportazioni italiane di mobili in tutto il mondo. E ancora oggi si conferma quindi un appuntamento fondamentale per il settore dell’arredamento. Tanto più che oggi a mercati “storici” come Francia, Germania, Inghilterra e Usa si affianca anche la Cina. Un paese, la Cina, dove le aziende italiane hanno ancora grandi opportunità di sviluppo del proprio business. Nei primi otto mesi del 2016 le vendite dei mobili Made in Italy sono cresciute del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E dal 2012 al 2014 la fascia alta del mercato è cresciuta del 26% raggiungendo i 7,5 miliardi di euro. Proprio quella dove si collocano i prodotti Made in Italy del settore. L’Italia è il primo partner per l’arredamento della Cina, con quota di mercato del 15% sul totale delle importazioni cinesi.

Cinesi sempre più interessati all'arredamento

Proprio per promuovere l’arredamento Made in Italy in Cina, l’anno scorso si è tenuta la prima edizione del Salone del Mobile.Milano Shanghai. Un evento che ha coinvolto 56 aziende italiane e in tre giorni ha registrato 20.750 presenze. Provenienti dalle regioni di prima fascia della Cina e da quelle centrali, a forte tasso di sviluppo. L’appuntamento per quest’anno è dal 23 al 25 novembre. Un Salone che ha gettato le basi per un nuovo ponte commerciale e culturale tra l’Italia e la Cina. Dal quale ci si attendono rapidi sviluppi nel breve e medio periodo. Specialmente in un momento storico nel quale la Cina si sta sempre più avvicinando all’occidente per gusti e stile di vita. E' quanto emerge dal China Consumer Report 2016 stilato da McKinsey&Company. A dare una spinta in questa direzione sono anche le scelte macroeconomiche volute e annunciate nel piano quinquennale 2015-2020 dal presidente Xi Jinping. La Cina si propone di aumentare la crescita del reddito pro capite di almeno il 6,5% l’anno (nel 2015 è stata del 7,4%). L'obiettivo è passare da un modello industriale votato alle esportazioni a un più equilibrato fondato sulla domanda interna.

Un mercato complesso, ma dalle grandi opportunità

Gli ingredienti per una rapida e continua crescita degli acquisti ci sono tutti. Ma le aziende italiane non devono sottovalutare le barriere all’ingresso che possono incontrare. La Cina è un mercato molto complesso e competitivo da approcciare, che richiede una profonda conoscenza delle dinamiche interne. Nel settore dell’ arredamento i principali canali di distribuzione sono quelli tradizionali: flagship store, showroom e catene di arredo. Ma nell’ultimo periodo si è assistita una grande crescita dei siti e-commerce: permettono di raggiungere i consumatori cinesi anche se non si ha una vera e propria presenza fisica in Cina. (LEGGI QUI ARTICOLO: COME VENDERE MOBILI IN CINA) Per cogliere le grandi opportunità commerciali che la Cina offre, le aziende italiane devono avere una precisa e mirata strategia marketing. Fondamentale sono il posizionamento sul mercato e la capacità di promozione grazie ai canali digitali. [caption id="attachment_5554" align="aligncenter" width="1024"] Alcune foto dal Salone del Mobile condivise dagli utenti sul social network cinese Weibo.[/caption]

Arredamento: per raggiungere i consumatori la parola chiave è "digital"

A differenza di quanto si possa pensare, la Cina è un paese altamente avanzato dal punto di vista digitale. Ci sono oltre 730 milioni di utenti su una popolazione di 1,4 miliardi di persone. In pratica un cinese su due quotidianamente naviga, chatta e finalizza acquisti online. Ma lo fa in maniera un po' differente rispetto alla nostra. Come evidenziato da alcuni studi di McKinsey & Company, inoltre i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano i principali punti di contatto con le aziende nel web: sito internet, social network e key opinion leader. Se non ci sei perdi circa il 76% del potenziale, sempre secondo la rinomata ricerca. La cultura profondamente diversa da quella occidentale e l’utilizzo di evolute piattaforme locali, impone però di sviluppare una specifica strategia marketing digitale. Un approccio glocal. Il messaggio da veicolare deve essere differente, dal naming ai contenuti alla grafica come agli strumenti da utilizzare: in Cina WeChat e Weibo prendono il posto di Facebook. Per quanto riguarda i motori di ricerca Baidu sostituisce Google. Senza dimenticare, infine, che influencer e blogger hanno una credibilità maggiore che da noi in Italia.  Sono assolutamente fondamentali per il posizionamento di un prodotto e la brand awareness. Una modalità che aiuta ad arrivare sul mercato con un impatto forte se utilizzato in maniera efficace.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA….–>  info@east-media.net  
Con il Salone del Mobile in programma dal 4 al 9 aprile Milano torna a essere la capitale mondiale dell'arredo e del design. Un evento nato nell’ormai lontano 1961 per promuovere le esportazioni italiane di mobili e dei suoi complementi che sempre più richiama l’attenzione del pubblico internazionale. Tra i tanti visitatori attesi non mancano i cinesi, sempre più interessati ai prodotti di design italiani. Un paese, la Cina, che offre grandi opportunità per tutte le aziende del settore arredo.

Settore del mobile: Italia prima in Europa

L'Italia è al primo posto in Europa nel settore del mobile. Una leadership determinata da due fattori chiavi. Innanzitutto, due delle tre principali regioni produttrici di mobili dell’Unione Europea sono italiane: Veneto e Lombardia. Tra le prime 15 regioni europee produttrici di mobili ben 5 sono italiane (alle citate regioni si aggiungono anche Marche, Friuli e Toscana). Secondo, come emerge dai dati Eurostat, le aziende italiane dell’industria del mobile sono al primo posto in Europa per investimenti in ricerca e sviluppo con 56,4 milioni di euro, contro i 44,6 di quelle inglesi, 39,9 tedesche e 17,5 francesi.

Arredo Made in Italy: la Cina è il mercato sul quale investire

Francia, Germania, Inghilterra e USA sono i principali mercati per il settore arredo italiano, ma la Cina è quello con il maggiore potenziale di crescita.  Nei primi otto mesi del 2016 le vendite dei mobili Made in Italy sono cresciute del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Una conferma che la Cina sia un mercato fondamentale per le aziende italiane emerge dai trend di questi ultimi anni. Dal 2012 al 2014 la fascia alta del mercato, quella dove si inseriscono i prodotti Made in Italy, è cresciuta del 26% raggiungendo 7,5 miliardi di euro. Una crescita che le previsioni danno costante e superiore a quella dell’arredo di fascia media e bassa.

I cinesi apprezzano i mobili arredo Made in Italy

Come emerge dal rapporto del 2015 stilato dall’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con una quota di circa il 20% delle importazioni di mobili arredo in Cina, l’Italia è il principale paese nella fascia alta del mercato. Ma le attuali importazioni e la produzione interna ancora non soddisfa completamente la domanda del mercato cinese: ci sono grandi opportunità per le aziende italiane. Bisogna infatti considerare che in generale i consumatori cinesi hanno una grande reputazione per i prodotti Made in Italy. Un atteggiamento positivo che si ritrova anche verso quelli dell’arredo, ritenuti ai vertici del proprio settore per design e qualità.

Salone del Mobile di Milano a Shanghai, pronti per il bis

Per promuovere in Cina i mobili arredo italiani, l’anno scorso si è tenuta la prima edizione del Salone del Mobile di Milano. Shanghai che ha portato al Shanghai Exhibition Center il meglio della produzione del Made in Italy per arredo e design. Un evento che ha coinvolto 56 aziende premium italiane e registrato grande successo e interesse: 20.750 presenze, provenienti dalle Regioni di prima fascia della Cina e da quelle centrali a forte tasso di sviluppo, come ad esempio Sichuan, Hubei e Henan. Quest’anno si replicherà dal 23 al 25 novembre.  

Settore arredo: come raggiungere i consumatori cinesi

Se i cinesi apprezzano i mobili italiani, spesso per le aziende italiane non è facile raggiungerli. La Cina è un mercato con diverse barriere all’ingresso, caratterizzato da dinamiche interne che richiedono strategie marketing e commerciali specifiche. Nel settore arredo i principali canali di distribuzione sono flagship store, showroom e catene di arredo. Ma negli ultimi anni si è assistito a una grande crescita dei siti e-commerce sia per quanto riguarda i volumi di vendite, sia per la loro importanza quale punto di congiunzione tra mondo online e offline. (LEGGI NOSTRO ARTICOLO COME VENDERE MOBILI IN CINA) [caption id="attachment_5519" align="aligncenter" width="1024"] Una pagina dedicata ai mobili di arredo su Tmall, uno dei principali siti e-commerce cinesi.[/caption]

Le strategie di comunicazione da adottare

In un mercato dalle grandi opportunità ma anche altamente competitivo come quello cinese, il successo di un’azienda è direttamente proporzionale alla sua capacità di promozione. Anche nel settore dell’arredo è fondamentale che un’azienda lavori sulla propria brand awareness informando i consumatori cinesi con una mirata strategia di comunicazione che miri a un adeguato posizionamento sul mercato attraverso i canali digitali. La Cina è il Paese con il più alto numero di utenti digitali (oltre 730 milioni) e come evidenziano gli studi condotti da McKinsey & Company, i consumatori cinesi nel processo di scelta e di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader (KOL) locali. Ricordiamo che i più popolari social network occidentali come Facebook e Twitter in Cina lasciano il posto ad avanzate ed usatissime piattaforme locali come Weibo e WeChat. Mentre gli influencer come i KOL godono di un seguito e di una credibilità maggiore che da noi in Italia: visti come punti di riferimento per nicchie di mercato importanti, influenzano fortemente l’impatto e il posizionamento di un prodotto.
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Realtà aumentata e virtuale sono il futuro del marketing. Un futuro molto prossimo, considerato che in Cina sono sempre più i brand che ricorrono a queste tecnologie per coinvolgere i consumatori. Stando alla ricerca “China VR Industry Report 2016” realizzata da iResearch, nel 2016 il mercato dei visori per la realtà virtuale ha generato un fatturato di 115 milioni di euro. Oggi in Cina si conta l’utilizzo di 1,4 milioni di visori, ma questo dato dovrebbe crescere a 7,8 milioni entro il 2018. Gli utenti usano i visori per la realtà virtuale principalmente per guardare video e giocare, ma la loro applicazione si sta estendendo in settori come quello dell’educazione e del commercio. Le applicazioni di realtà virtuale e realtà aumentata sono molteplici in accordo alle diverse strategie marketing. Principalmente la realtà virtuale viene utilizzata nel settore del turismo e dell’automotive per far vivere all’utente l’esperienza di una meta lontana oppure farlo a salire a bordo di un’auto.

>> Leggi anche: Business in Cina: 6 utili consigli per superare le differenze culturali

Non un semplice “gioco” per intrattenere i propri clienti, un’attenta strategia di marketing che ricorra alla realtà virtuale come a quella aumentata permette alle aziende di sviluppare uno story telling interattivo e far vivere esperienze in accordo al proprio audience. Per non generare confusione è bene chiarire subito quali sono le differenze tra realtà virtuale e realtà aumentata, dato che sono due tecnologie differenti. Semplificando, con la realtà virtuale l’utente viene immerso in un mondo ricostruito al computer. Nella realtà aumentata, invece, continua a vivere l’ambiente naturale ma riceve informazioni aggiuntive.

Realtà virtuale: una rivoluzione per i negozi

Già oggi in Cina non mancano esempi legati al mondo del fashion. Per esempio, Dior e Tommy Hilfinger hanno dotato i propri negozi di visori per la realtà virtuale in modo da far vivere delle esperienze ai propri clienti, come ritrovarsi in prima fila durante una sfilata di moda o un esclusivo evento. La realtà virtuale è una tecnologia che sta già sperimentando con successo anche il gruppo Alibaba che ha lanciato Buy+. Si tratta di una nuova piattaforma e-commerce basata sulla realtà virtuale dove gli utenti possono vedere, provare e acquistare direttamente i prodotti, come mostra il video di seguito.

>> Leggi anche: come fare marketing in modo strategico con WeChat

https://www.youtube.com/watch?v=-HcKRBKlilg La portata rivoluzionaria della realtà virtuale non è da sottovalutare. Se da un punto di vista marketing apre a nuovi scenari, da quello commerciale cambia le regole del gioco permettendo alle aziende di raggiungere i consumatori cinesi anche se non sono presenti in Cina con un vero e proprio negozio fisico.

Realtà aumentata: non solo informazioni in più

A tutti gli effetti la realtà aumentata permette di fornire maggiori informazioni attraverso il proprio smartphone creando un collegamento diretto tra mondo online e offline. Semplificando, la si può considerare un’evoluzione dei QR code, il cui utilizzo è molto diffuso in Cina. Ovvero di particolari codici solitamente stampati su giornali, magazine e cartelloni pubblicitari che permettono di accedere direttamente a una pagina online per avere maggiori informazioni, se fotografati con uno smartphone. Esistono diverse app per la loro lettura, ma gli utenti cinesi utilizzano quella nativa di WeChat. In realtà, grazie a questa tecnologia, si possono creare dei veri e propri giochi che indirizzino i consumatori. Per esempio, in occasione del Single’s Day di Tmall, il gruppo Alibaba ha utilizzato la realtà aumentata per guidare gli utenti verso determinati punti vendita. Circa 30.000 negozi in tutta la Cina hanno aderito al gioco “Catch a Tmall Cat” e oltre 70 milioni di persone hanno partecipato con il proprio smartphone, generando oltre 1,7 miliardi di interazioni.

>> Leggi anche: Alibaba record: quasi 22 miliardi di euro in 24 ore. Vi sveliamo i segreti del successo

https://www.youtube.com/watch?v=ek5TaIDFsHY Nel video è mostrata per esempio la campagna “Catch a Tmall Cat” realizzata per i ristoranti KFC. Come nel gioco “Pokemon Go” gli utenti devono seguire e catturare il gatto di TMall. Una volta catturato nel ristorante, è possibile vincere un menù famiglia oppure avere un prezzo scontato attraverso uno speciale codice a barre.

Riconoscimento facciale, la nuova tecnologia

Non solo realtà aumentata e virtuale, la Cina è anche il primo Paese a utilizzare tecnologie evolute come il riconoscimento facciale. Il gruppo Alibaba ha lanciato nel fast-food KFC di Hangzhou "Smile to Pay" il primo sistema di pagamento con riconoscimento facciale. I clienti possono selezionare il menu desiderato attraverso dei totem e finalizzare l'acquisto senza dover ricorrere al proprio smarthphone, carta di credito e men che meno ai contanti. Il funzionamento di questo sistema è ben illustrato dal video di seguito. Ai clienti è richiesto solo un account Alipay per poter usufruire di questo rivoluzionario servizio.

>> Leggi anche: 5 regole fondamentali per la SEO su Baidu, il "Google cinese"

https://www.youtube.com/watch?v=f-NIAUhU2E0

Realtà aumentata e virtuale: sarà il presente dei millennials

Realtà aumentata e realtà virtuale sono uno strumento di connessione che aumentano l’interazione tra prodotto e consumatore. Due tecnologie fondamentali per tutte le applicazioni di marketing emozionale che avranno sempre più appeal in futuro, specialmente verso la generazione di millennials. Utenti già abituati a relazionarsi con i brand in un ambiente digitale attraverso social network e app. Ragione per cui ogni strategia di digital marketing in Cina non può prescindere da un attento utilizzo delle principali piattaforme cinesi come WeChat e Weibo, in accordo al target di riferimento e al tipo messaggio che si vuole veicolare. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]    

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Sempre più un accessorio fashion, gli occhiali sono uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. A dirlo sono i numeri: le esportazioni nel 2016 si sono chiuse con una crescita del 3,6% per un valore complessivo di 3,5 miliardi. E il successo dell'ultimo Mido, la fiera internazionale dell’ottica che si è tenuta a Milano dal 24 al 26 febbraio: sono state oltre 1.200 le aziende presenti da tutto il mondo, di cui 130 nuovi espositori. A sottolineare il successo del settore dell’ottica sono le parole di Ivan Scalfarotto, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico in visita a MIDO 2017: “L’occhiale è un simbolo di eccellenza italiana nel mondo, uno di quei settori in cui la concorrenza la teniamo a distanza siderale perché riusciamo a mettere insieme una straordinaria creatività e una grandissima disciplina imprenditoriale”. Un’eccellenza tutta italiana quella degli occhiali, che trova riscontro in tutto il mondo. Anche in un mercato lontano e complesso ma dal grandissimo potenziale come la Cina. L’Italia è già oggi il leader indiscusso per le esportazioni in Cina: la quota di mercato del comparto ottico Made in Italy è ben del 48% (Fonte Global Trade Atlas). A siderale distanza Giappone (10,5%), Thailandia (6,6%) e Germania (2,9%). Ma le opportunità di crescita sono ancora ampie. Basti considerare che nella Terra di Mezzo il mercato dell’ottica nel 2015 è cresciuto del 10% per un valore complessivo di 9,4 miliardi.  

Cina, un mercato dalle grandi opportunità per l'ottica italiano

Come rivela uno studio condotto congiuntamente dal Ministero della Salute e dell’Educazione, per esempio in Cina oltre 400 milioni di persone soffrono di miopia. Quello della domanda di lenti correttive è un problema molto sentito, dato che il tasso di miopia della popolazione è del 33%, contro una media mondiale del 22%. Inoltre, in accordo a una ricerca di Euromonitor, nel periodo 2010-2015, la domanda di lenti a contatto è cresciuta del 9,5% contro una media mondiale del 2,5%. E come sottolineato dal China Consumer Report 2016, grazie a una qualità della vita migliorata negli ultimi anni, i cinesi danno sempre più importanza alla salute, protezione degli occhi compresa. Più qualità significa in questo caso anche maggior richiesta di prodotti italiani. Ma non solo… anche in Cina sempre più consumatori comprano occhiali da sole come accessorio fashion. Come in altri settori della moda, i cinesi sono sempre più alla ricerca di prodotti esclusivi e di lusso. L'alta reputazione dell'occhialeria italiana apre nuove opportunità non solo agli storici brand ma anche a nuove case che sanno intercettare i nuovi consumatori cinesi.

Dove i consumatori cinesi comprano gli occhiali?

Con la diffusione delle piattaforme e-commerce, i consumatori cinesi sono sempre più orientati a comprare occhiali online. Se per le lenti correttive ancora oggi molto si rivolgono a centri specializzati, per l’acquisto di montature e occhiali da sole i cinesi preferiscono sempre di più rivolgersi al web, dove possono trovare offerte e tutte le informazioni che desiderano. Un comportamento che non deve stupire, dato che la Cina è il Paese con il più alto numero di utenti digitali: sono oltre 700 milioni i cinesi che ogni giorno accedono a internet. Di questi circa 400 milioni nel 2015 hanno finalizzato almeno un acquisto online, facendo della Cina il primo mercato mondiale dell’e-commerce. Un primato destinato a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni: stando alle previsioni della Fondazione Italia Cina, entro il 2020 si assisteranno a incrementi dal 15% al 24% con punte anche superiori per i settori degli accessori fashion e quindi degli occhiali da sole.

Come raggiungere i consumatori cinesi?

Per avere successo su un mercato altamente competitivo come quello cinese, le aziende devono però fare una pianificazione attenta, registrare il marchio, verificare le certificazioni per l’export, valutare se trovare un partner locale per la distribuzione o puntare direttamente al consumatore finale, applicare la giusta strategia di comunicazione e marketing perchè il mercato è altamente competitivo. La giusta strategia di comunicazione passa attraverso il mondo digital. Ma attenzione: in Cina piattaforme sociale e motori di ricerca molto popolari in Europa come Facebook e Google lasciano strada a realtà locali come WeChat, Weibo e Baidu. Se gli strumenti digitali sono differenti, lo è altrettanto la cultura cinese. Per avere successo un approccio cross-culturale: il contenuto e lo stile del messaggio da veicolare deve essere necessariamente in linea con il background degli utenti cinesi, profondamente differente da quello europeo. Comprenderlo ci aiuta ad avere più risultati e più stabili.

La comunicazione corre sul web

Se non bastasse, a quanto descritto fino adesso bisogna aggiungere che i consumatori cinesi sono più diffidenti rispetto ai consumatori occidentali. Abituati a muoversi in mondo dove i prodotti contraffatti sono all’ordine del giorno, i consumatori cinesi sono molto attenti nella scelta e prima di finalizzare acquisti sono soliti verificare informazioni e prodotti su diversi canali e fonti di informazione. Come rivelano i più recenti report di McKinsey & Company, i consumatori cinesi durante la scelta di acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le aziende nel mondo digital: sito web, social network e key opinion leader. Per avere successo in Cina il segreto è uno: essere presenti ufficialmente sui loro canali di comunicazione digitale. Detto che un sito web aziendale deve essere ottimizzato per Baidu, il motore di ricerca locale, è bene che anche la user experience sia allineata alle abitudini degli utenti cinesi: non basta tradurre il proprio sito anche in lingua cinese ma per esempio assicurarsi che il sito sia rapido nell'apertura. (QUI LINK GRATUITO EAST MEDIA per vedere SE il TUO SITO SI APRE IN CINA). Un’azienda deve avere un profilo ufficiale verificato sui principali social network come WeChat e Weibo e, per conquistare la fiducia dei consumatori, appoggiarsi a degli influencer locali. [caption id="attachment_5344" align="aligncenter" width="588"] Post Occhiali Fendi (Gruppo Safilo)[/caption] E l'acquisto online verrà finalizzato per lo più sulle grandi piattaforme di commercio online, da Tmall a JD, alle decine di siti più o meno utilizzati dai 400 milioni di compratori online. Rispetto all’Europa, influencer e blogger godono poi di grande credito in Cina e possono influenzare fortemente l’impatto di un prodotto e di un brand. Molto spesso l’utilizzo di un Key Opinion Leader può portare molti più risultati che grandi budget adv. Per comprendere quanto sia assolutamente fondamentale la corretta presenza nel mondo digital basta un dato del Rapporto McKinsey: in Cina il 76% delle scelte di acquisto sono influenzate dalle informazioni che trovano su internet. Settantasei per cento. >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
Promuovere un territorio ricco di eccellenze come le Marche è da 25 anni a questa parte il compito di Tipicità (nella foto in alto uno dei convegni dell'edizione 2016). Un contenitore di eventi dedicati al Made in Marche che quest’anno guarda decisamente oltre i confini nazionali e punta dritto ai nuovi mercati come la Cina. In programma dal 4 al 6 marzo presso il Forum di Fermo, sono oltre 90 gli eventi previsti (food, wine e artigianato), tra i quali un workshop dedicato alla Terra di Mezzo nel quale si andranno ad analizzare le opportunità del mercato, vincoli normativi e specifiche strategie di comunicazione. Un evento di sicuro interesse per tutte le realtà locali che si vogliono aprire verso un mercato dal grande potenziale come quello cinese. Il workshop dedicato alla Cina è in programma lunedì 6 marzo ed è una delle tante iniziative portate avanti dal China Center di Macerata, il polo multidisciplinare dell’Università UNIMC che, sotto la direzione di Francesca Spigarelli, Ricercatore dell’Ateneo marchigiano, catalizza tutti gli studi riguardanti la realtà cinese.

Una lunga tradizione con la Cina

[caption id="attachment_4718" align="aligncenter" width="1024"] Dott.ssa Francesca Spigarelli, China Center.[/caption] Una terra, la Regione Marche, che storicamente ha una forte tradizione e legame con la Cina. La scorsa estate, proprio grazie al China Center e all’impegno della Dott.ssa Spigarelli si è tenuta per la prima volta in Italia l'importantissima conferenza internazionale China Goes Global, che ha riunito per tre giorni economisti ed esperti da tutto il mondo. Sempre nelle Marche nel 2014 si è registrato uno dei primi esempi di successo di internazionalizzazione con la JC Conceria del Chienti, partecipata all’85% dalla Jihua Groupe Corporation, uno dei maggiori gruppi pubblici della Cina. E forse non tutti ricordano ma già nel lontano 1582 lo studioso Matteo Ricci partiva in missione proprio da Macerata per raggiungere la Cina, dove si è affermato quale vero e proprio ponte di collegamento culturale tra il mondo occidentale e orientale.

Tipicità 2017: il programma

Venendo al programma di Tipicità, sabato 4 marzo alle ore 15.30 si terrà una tavola rotonda nella quale si confronteranno le esperienze e i casi di successo di imprese marchigiane che operano in Cina nel settore agro-alimentare. Lunedì 6 marzo, alle ore 16.30, è invece in programma il workshop “Operare in Cina: opportunità, vincoli normativi, strategie di comunicazione”. Continuando un percorso di collaborazione instaurato con il China Center, in occasione di Tipicità sarà presente anche East Media per illustrare le migliori strategie di comunicazione in Cina. Insieme a esperti che parleranno di sicurezza alimentare e vincoli normativi per l’esportazione in Cina nel settore agroalimentare, Emanuele Vitali condividerà un approccio bilanciato ed efficiente per la comunicazione nel settore alimentare in Cina, con le indicazioni su quali sono i canali digitali (per esempio Baidu, WeChat e Weibo ) e le strategie marketing che le aziende italiane devono perseguire per sviluppare un business efficace.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net