E-commerce in Cina. Oltre al Global Shopping Festival c’è il 618 di JD.com

 

 

Il panorama e-commerce in Cina è più che variegato. Come in ogni settore digital oltre Muraglia, anche nel mercato del commercio elettronico i player più importanti non sono occidentali. E se fino a qualche anno fa era abbastanza scarsa la conoscenza di tale panorama, ormai chiunque conosce almeno i marketplace più importanti (Alibaba e JD.com i principali). Ma non le loro potenzialità.

 

 

E-commerce in Cina

Dal 2013 primo mercato al mondo per commercio online, la Cina nel 2016 ha visto crescere del 26,2% il settore dell’e-commerce, raggiungendo 5,16 trilioni di RMB (circa 757 miliardi di dollari USA) in termini di vendite (Fung Business Intelligence 2017).

L’importanza del settore, che attualmente ha un peso del 17% sul totale delle vendite retail in Cina, è dimostrata anche da una ricerca di GlobalWebIndex (2017). Il 53% degli utenti intervistati (con fascia d’età 16-64) ha dichiarato di aver visitato almeno una volta uno store online nell’ultimo mese, il 45% di essi di aver comprato un prodotto.

I fattori cui imputare il successo d’e-commerce sono numerosi. Tra i più rilevanti troviamo i costi, molto spesso sono più vantaggiosi rispetto a quelli dei negozi fisici, ma soprattutto la comodità garantita all’utente. Che può evitare di uscire di casa, schivando di conseguenza il traffico per raggiungere le varie strutture distributive e la coda alle casse. Tutto ciò, beneficiando in ogni caso di una consegna veloce e di assistenza post-vendita.

 

 

I player del settore

Tra i player del settore B2C, le aziende leader sono Tmall (marketplace del gruppo Alibaba) con il 56,6% di market share e JD.com con il 24,7%. A questi seguono Suning (4,3%) e altri operatori minori.

 

JD.com e-commerce

Quote di mercato nel settore e-commerce in Cina: i dati si riferiscono alle percentuali sulle vendite totali di e-commerce (Analysis International Enfodesk 2017)

 

 

Come evidenziato anche dal co-founder East Media Mauro Comendulli durante il Netcomm Forum 2018, è pur vero che i big del settore sono Tmall e JD, “oltre a questi esistono altre piattaforme che possono raggiungere mercati più di nicchia o specializzati. Va semplicemente compreso di cosa ha bisogno il proprio brand.

Il panorama, essendo così variegato, può essere suddiviso in base al tipo di servizio offerto:

  • le classiche piattaforme B2C, con Joyo, Amazon China, QQ Wanggou, 51buy, Okbuy, etc;
  • piattaforme B2C di shopping club (molto simili al nostro occidentale Vente Privée), quali ihus.com, Vipstore, etc;
  • piattaforme specializzate in un settore preciso, come EasyHome per i mobili;
  • o che oltre ad avere un’offerta di prodotti molto ampia permettono di effettuare acquisti di gruppo, come Pinduoduo.

 

JD.com

Pinduoduo è un e-commerce sviluppatosi fortemente negli ultimi anni. La maggior parte degli utenti vi accede tramite WeChat e ha un’età non avanzata. Oltre ad avere una gamma di prodotti molto varia permette gli acquisti di gruppo.

 

Alibaba

Indubbiamente, quando si pensa all’e-commerce in Cina il primo nome a venire in mente è proprio il gigante di Jack Ma, Alibaba, che possiede sia canali classicamente B2C (come Tmall) sia canali B2B e soprattutto C2C, il più conosciuto tra i quali è Taobao.

 

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Il Global Shopping Festival

In occasione del Single Day, che in Cina si festeggia l’11 novembre (proprio per tutti gli “uno” contenuti nella data), Alibaba ha dato il via a un Festival (Global Shopping Festival) che ha avuto tantissimo successo negli ultimi anni. L’ultima edizione del Single Day ha contato 140.000 brand a partecipare (40% in più rispetto al 2016), 15 milioni di prodotti e 812 milioni di ordini. Ma soprattutto 25 miliardi di dollari di fatturato nell’arco delle prime 24 ore. Numeri che danno l’idea della grandezza del business che gravita attorno al commercio elettronico cinese e che se comparati al fatturato italiano del settore fanno venire il capogiro (in Italia si fatturano circa 25 miliardi, ma all’anno).

 

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Dalla sua nascita, 8 anni fa, il Global Shopping Festival ha preso sempre più piede, segno che l’e-commerce è un mercato in forte crescita. Lo dimostrano anche le previsioni di Forbes, secondo cui entro il 2020 la Cina varrà il 60% del fatturato globale di e-commerce.

 

Oltre ad Alibaba: JD.com

Ma oltre al Global Shopping Festival c’è di più: il 618 di JD.com il 18 giugno, il 3.1 di Jumei il primo marzo, il 818 di Suning il 18 agosto e il 128 di Vip.com il 12 dicembre.

JD.com nasce nel 1998, come negozio online di prodotti tecnologici con il nome di Jingdong Mall, per poi diventare 360.buy nel 2007 e infine JD.com nel 2013. Oggi JD.com è un marketplace in grado di vantare una gamma di prodotti incredibilmente ampia che include categorie quali i cosmetici, il cibo fresco, abbigliamento, e molto altro. Tuttavia, il core business rimane la vendita di prodotti tecnologici quali ad esempio gli smartphone.

 

JD.com

La schermata che appare digitando la parole chiave 手机 (telefoni cellulari) su JD.com: l’offerta è molto ampia e ben organizzata.

 

 

JD.com gode di ottima popolarità in Cina, soprattutto per merito dei tempi di consegna molto brevi, i prezzi competitivi e l’ampia offerta di prodotti diversificati. Se bisognosi di comprare un prodotto urgentemente i consumatori si rivolgono quasi sempre a JD.com.

Consapevole delle potenzialità di JD.com, anche Google ha deciso di investire nel secondo e-commerce cinese. La notizia, di giugno 2018, evidenzia molto chiaramente quanto anche per l’occidente sia sempre più strategico allearsi con partner cinesi. L’investimento, di 550 milioni di dollari, darà il via a una collaborazione che permetterà a Google di conquistare il Sud Est Asiatico.

 

Il 618 di JD.com

Recentemente si è appunto tenuto il 618 di JD.com, che quest’anno ha avuto un incredibile successo, fatturando in totale oltre 20 miliardi di euro.

 

JD.com 618

L’homepage di JD.com durante il Festival 618: colorata e accattivante all’occhio dell’utente cinese. Il rosso è un colore utilizzato con il significato di buon auspicio, denaro ed è genericamente legato a significati positivi.

 

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Celebrato in concomitanza del compleanno della piattaforma (nata il 6 giugno 1998), il 618 coincide inoltre con il giorno della Festa del Papà e della Festa delle Barche Drago. Tali coincidenze spiegano probabilmente anche non soltanto l’ammontare delle vendite, ma anche il successo di determinate categorie di prodotto.

Nel complesso, il totale delle vendite è cresciuto del 37% rispetto al 2017, con incrementi non soltanto sui classici settori di fashion e luxury che sugli e-commerce vanno per la maggiore, ma anche negli ambiti del Food & Beverage e dei prodotti per la maternità e l’infanzia, in forte crescita negli ultimi anni.

 

 

E-commerce: una via d’accesso diretta al mercato cinese

L’e-commerce è evidentemente un fenomeno in piena crescita in Cina. Sono numerose le imprese straniere che sfruttano i canali di vendita online per poter raggiungere i consumatori cinesi senza dover passare dai negozi fisici.

Il Cross border e-commerce – così è chiamato il commercio elettronico di prodotti stranieri – è sicuramente un’ottima opportunità anche per le imprese italiane, che attraverso questi canali possono penetrare nel mercato cinese. Senza dover affrontare le procedure obbligatorie per l’esportazione e la vendita attraverso i canali tradizionali né gli oneri finanziari di un negozio fisico.

In questo modo è possibile testare il mercato, capire quali sono i prodotti che possono incontrare il gusto dei consumatori cinesi e quelli su cui poi concentrare i propri investimenti. Basta solo iniziare.

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Digital marketing in Cina

La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana. 

rapporto annuale 2019 fondazione italia cina aquazzurra

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About Cecilia Lorusso

Nella vita le è capitato di iniziare a studiare a cinese a 14 anni. Dieci anni dopo ha deciso di coniugare questa passione nata per caso con il marketing e la comunicazione.