+40% entro il 2019 per export mobile italiano in cina

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+40% entro il 2019 per export mobile italiano in cina

Le opportunità per il settore mobile italiano in cina sono note a tanti, spesso però manca la consapevolezza dei numeri, delle prospettive strategiche e delle necessità di un approccio di Comunicazione che sia adeguato ad un mercato molto diverso dal nostro.

mobile cina

Il successo del recente Salone del Mobile di Milano ha confermato il grande potenziale economico che ha il settore dell’Arredamento italiano in Cina.

 

 

L’Italia è il primo partner esportatore di arredo in Cina, con il 15% di share dei 1.537 milioni di euro di import. E il flusso è in costante crescita, con una forte crescita del 19% nel 2015, con circa 270 milioni di euro. Crescono gli imbottiti, cucine, camere da letto e sistemi, tutti sopra il 30% (elaborazioni del Centro Studi Federlegno Arredo Eventi su dati Istat).

 

Non male… Ma è un dato ancora più interessante se vediamo le previsioni nei prossimi 3 anni.

Tenetevi forte. E pensate bene dove pianificare i vostri investimenti.

 

Entro il 2019 la crescita sarà addirittura del 40%.  Quaranta per cento di crescita. Sì avete letto bene.

 

Un mercato molto stimolante, con grande potenziale, ma difficile da approcciare senza la consapevolezza di una cultura e modalità molto diverse a cui siamo abituati in Italia.

Inaugurazione flagshipstore Scavolini a Zhongshan

 

La richiesta di prodotto di qualità italiana c’è, è forte, è evidente.

Ma è anche altrettanto evidente come spesso la domanda dei consumatori cinesi e l’offerta delle aziende italiane fatica ad incontrarsi. E’ necessaria, infatti, di una comprensione dei giusti approcci culturali, della conoscenza di come gli utenti cinesi si informano, valutano, acquistano. Non sempre viene fatto.

Per esempio, sono molto più legati al digitale:

ben 3 dei primi 5 punti di contatto più influenti nel processo di acquisto dei consumatori cinesi sono digitali e ben l’80% delle vendite sono influenzate dalle attività Digital (Studio Mckinsey).

Spesso le aziende italiane trascurano questi aspetti che sono invece fondamentali per rassicurare e incrementare le vendite in Cina. 80% è una percentuale da tenere bene in mente nella pianificazione in Cina.

Non sono dettagli, è la base del successo in Cina.

 

Non avere un sito in Cinese, per esempio, non è accettabile, un sito che ci mette un minuto ad aprire o non è responsive non è accettabile in un mondo come quello cinese dove tutto è dinamico, veloce, digitale.

E cosa dire se un brand che vende eccellenza, che vende ad un prezzo importante, poi ha un’immagine inesistente su Baidu o su Weibo piuttosto che Wechat, utilizzato dal 98% dei cinesi che hanno uno smartphone?

Secondo voi è credibile agli occhi del consumatore cinese che vi deve comprare?

 

Il 40% di crescita nei prossimi 3 anni è un’opportunità davvero importante.

Vale sicuramente lo sforzo di approciarsi in maniera adeguata, partendo dalla base che l’80% delle vendite in Cina sono influenzate dalle attività Digital.

Siete sicuri di fare tutte le azioni necessarie per sfruttare il trend delle opportunità sul mercato cinese?

Buon business!

Emanuele Vitali

 

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