Back To News
  Se ti stai chiedendo come vendere online in Cina, ti trovi proprio nel posto giusto. Infatti abbiamo pensato di proporti la lista delle 10 piattaforme che possono garantire l'ingresso dei tuoi prodotti sul mercato cinese. Quello cinese, infatti, è il più grande mercato dell'e-commerce al mondo. I consumatori cinesi preferiscono acquistare online utilizzando il proprio smartphone piuttosto che recarsi in un negozio tradizionale. Questa forte domanda per lo shopping online ha fatto sì che il settore dell'e-commerce sia diventato estremamente competitivo. Ecco allora una lista delle 10 migliori piattaforme e-commerce cinesi, divise fra locali e cross-border. Infatti, in base ai tuoi obiettivi, target e competitor può essere più utile agire con l'una o l'altra modalità.    >>LEGGI ANCHE: CINA: I 7 TREND DELL'E-COMMERCE NEL 2020 DA NON FARSI SCAPPARE  

Come vendere online in Cina - Piattaforme locali

Con la modalità locale si spedisce da Cina a Cina. Questo naturalmente ha delle conseguenze a livello legale e finanziario per l'azienda. Infatti per posizionarsi su una piattaforma locale è necessaria l’apertura di un conto bancario in Cina, l’utilizzo di un magazzino in loco, la registrazione del proprio marchio e l’utilizzo di pagamenti in CNY. I tempi di consegna, in compenso, sono molto rapidi e la gestione dei resi è efficace. Vediamo ora le principali piattaforme locali.  

1. TMall (天猫)

TMall è la prima piattaforma e-commerce cinese, di proprietà di Alibaba. TMall è stato creato nel 2008 a partire da Taobao Mall. Quest'ultimo, infatti, al tempo non godeva di buona reputazione a causa della contraffazione di alcuni suoi prodotti. Dal 2008 Tmall è cresciuto esponenzialmente, arrivando ad avere 711 milioni di utenti attivi e un market share del 63%. La sua fortuna deriva anche dal fatto di essere un marketplace generalista. Per vendere su TMall, si deve essere il proprietario del brand o un rivenditore autorizzato. Il tipo di store può essere monomarca, autorizzato o multimarca. Attenzione: se state facendo un paragone mentale fra Amazon e Tmall, ricordatevi che esiste una significativa differenza nella struttura del sito. Infatti su Amazon si lanciano semplicemente i prodotti del proprio brand sulla piattaforma preimpostata. Invece avere il proprio store su Tmall significa disporre di homepage, landing page e pagine prodotto personalizzate. di conseguenza la piattaforma permette si presenziare il canale e al tempo stesso aumentare la brand awareness.   Come vendere online in Cina Tmall

2. JD.com ( 京东)

Con 362 milioni di utenti attivi e il 24% di market share, JD.com è il secondo online retailer cinese. Come Tmall, anche JD.com richiede una quota per il servizio offerto e incassa una commissione sul venduto. Inoltre per vendere su JD bisogna aderire al suo processo di partnership. Anche in questo caso è possibile aprire diverse tipologie di store, che variano da store monomarca a outlet. JD è noto per la velocità nella logistica e per le consegne in giornata. Questo perché può vantare il possesso di 200 magazzini e più di 5000 punti di ritiro in tutta la Cina. Sebbene sia secondo a Tmall, JD gode di un'ottima reputazione sulla qualità dei prodotti. Infatti il mantra che ispira le policy di JD.com è "quality first". Grazie a un suo sistema di controllo dell'inventario, la presenza di prodotti contraffatti è molto ridotta.   Come vendere in Cina JD.com

3. Taobao (淘宝网)

La piattaforma Taobao è stata creata da Alibaba nel 2003 per contrastare eBay sul mercato cinese. E ha avuto un grande successo. Da allora Taobao si è costantemente aggiornato per rimanere fra i top player del mercato e-commerce in Cina. Dopo Taobao Mall, citato sopra, è arrivata Taobao Live, la piattaforma di live streaming collegata a Taobao nata nel 2016. Solo fra il 2017 e il 2019 l'aumento delle vendite su Taobao generate da Taobao Live è stato del 150%.   >>LEGGI ANCHE: LIVE STREAMING: COME E PERCHÉ UTILIZZARLO PER COMUNICARE IN CINA NEL 2020   Per un'azienda che si stia chiedendo come vendere online in Cina, Taobao continua è un buon punto di partenza. Funziona proprio come eBay: si può quindi aprire il proprio negozio e cominciare a vendere da subito. Per questo motivo è popolato principalmente da piccoli brand o anche da rivenditori singoli. La facilità di accesso a questa piattaforma è, d'altra parte, anche il suo tallone d'Achille. Come accennato in precedenza, infatti, un tempo Taobao non godeva di un'ottima reputazione per via della presenza di numerosi prodotti contraffatti a buon mercato. Attualmente sta cercando di distanziarsi da questa problematica, mettendo il focus sulle opportunità che offre soprattutto ai suoi utenti più giovani per far crescere i loro brand o semplicemente per trovare prodotti unici.   Come vendere online in Cina Taobao

4. Xiao Hong Shu (小红书)

Al momento, Xiao Hong Shu (Little Red Book) è una delle piattaforme e-commerce più interessanti. Infatti i player dei quali abbiamo parlato sono piuttosto tradizionali e simili fra di loro. Xiao Hong Shu, invece, non è una semplice piattaforma per gli acquisti online: è un incrocio tra un social network e un e-commerce. Una sorta di fusione fra Pinterest e Instagram dove è anche possibile acquistare direttamente prodotti. Per questo motivo è anche una piattaforma gettonatissima dai brand per avviare proficue collaborazioni con i Key Opinion Leader (gli "influencer" cinesi). Xiao Hong Shu è una buona piattaforma di partenza per un'azienda estera, in particolare per quanto riguarda il settore moda o lusso. Per scoprire nel dettaglio quali opportunità cela questa piattaforma per il tuo brand, scarica il report di East Media a riguardo.   >>LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: CHI SONO I KOL, COME SCEGLIERLI E COME COLLABORARCI  

5. Pinduoduo (拼多多)

Pinduoduo è un'altra piattaforma emergente molto interessante per i brand italiani che non sanno come vendere online in Cina. Come nel caso di Xiao Hong Shu, si tratta di una piattaforma di social commerce, ovvero che fonde elementi social con tratti dell'e-commerce. La particolarità di Pinduoduo però è quella di puntare sul prezzo vantagioso dei prodotti. La piattaforma, infatti, offre ai suoi clienti prezzi sempre più ribassati man mano che coinvolgono altri contatti della loro rete social in un acquisto di gruppo. Il successo di questo approccio è confermato dalle statistiche. Dal 2015, anno della sua nascita, Pinduoduo è arrivata a essere la quinta società sul mercato dell'e-commerce cinese, dopo il gruppo Alibaba, Tencent, Meituan e JD.com. Lo dimostra il numero dei suoi compratori attivi, attestatosi a 440 milioni nel 2019. Per i brand questa piattaforma può essere molto utile per un rapido aumento della brand awareness e per raggiungere le fasce di consumatori delle città di terza e quarta fascia, più attenti alle proprie spese.   >>LEGGI ANCHE: SOCIAL COMMERCE: IL FUTURO DEGLI ACQUISTI ONLINE IN CINA

6. Suning.com (苏宁易购)

Suning.com è la piattaforma e-commerce di Suning, uno dei più grandi retailer privati in Cina. Per volume di vendite, Suning non è ancora ai livelli di JD, TMall, e Taobao. Tuttavia nel 2020 ha registrato numeri molto positivi, complice anche la digitalizzazione dei consumi dovuta al Coronavirus. Secondo il rapporto finanziario del primo trimestre dell'anno, la piattaforma ha raggiunto un fatturato operativo di circa 7,5 miliardi di euro. La quota delle vendite online è aumentata addirittura del 69% e sulla piattaforma sono arrivati 23 milioni di nuovi utenti.  

7. Piattaforme minori: Gome.com e VIP.com

In questa lista sono state considerate solo alcune tra le piattaforme e-commerce più popolari in Cina. In realtà ne esistono molte di più, e spesso si rivolgono a settori specifici quali moda, cosmesi o prodotti per l'infanzia. Ricordiamo che per aver successo non è sufficiente essere presenti su una sola piattaforma e-commerce. Spesso può essere utile posizionarsi anche su una piattaforma minore o settoriale particolarmente adatta al proprio brand. Per questo motivo citiamo altri due player di dimensioni minori. - Gome (国美电器): La società Gome, fondata a Pechino, esiste sin dal 1987. Come Suning, anche Gome ha iniziato con i negozi fisici, in particolare nel settore degli elettrodomestici in Cina e a Hong Kong. In seguito ha aperto la sua piattaforma online gome.com.cn. - VIP.com (唯品会): Piattaforma fondata nel 2008 a Guangzhou dalla società Vipshop. Fra le principali categorie di prodotti offerti troviamo l'abbigliamento e l'elettronica. Per rendere la sua offerta si focalizza sui flash sales e sulla scontistica. Per questo collabora con più di 1000 brand, accordando un prezzo ribassato e vantaggioso per i clienti.  

Come vendere online in Cina - Piattaforme cross-border

Con la modalità cross-border la spedizione è di tipo internazionale, di conseguenza non è necessario stoccare la merce in Cina o registrarsi come entità legale presente sul territorio. I pagamenti avvengono in valuta straniera, il marchio è registrato all’estero e anche il conto bancario dell'azienda è internazionale. I tempi di spedizione, però, raggiungono i 10-14 giorni e la gestione dei resi è più complessa. Pur essendo quello del cross-border un mercato più frammentato rispetto a quello dell’e-commerce nazionale, ci si aspettano comunque 200 milioni di compratori nel 2020. Vediamo ora i tre principali player del cross-border in Cina:  

8. Tmall Global

Tmall Global è la piattaforma cross-border di proprietà del gruppo Alibaba legata all'e-commerce locale Tmall. Sicuramente è il principale player nel settore cross-border cinese. Infatti ospita 20.000 brand da 77 diversi Paesi. Non solo aiuta i brand internazionali ad aprire il proprio store per vendere in Cina, ma li supporta anche sotto l'aspetto tecnico e amministrativo.  

9. Kaola.com

Lanciata nel 2015 e acquisita nel 2019 da Alibaba, è una delle principali piattaforme e-commerce cross-border. Collabora con marchi di abbigliamento, maternità, beauty e molte altre categorie di prodotti. Acquistando direttamente dai brand oltreoceano, evita intermediari e distributori locali. In questo modo può offrire prodotti a prezzi competitivi.  

10. JD Worldwide

Come Tmall e Kaola, anche JD Worldwide offre i suoi spazi per fare da vetrina virtuale ai brand internazionali. Grazie alle partnership con compagnie di logistica internazionali come DHL, assicura la spedizione del prodotto fino al cliente in Cina. Fra i principali requisiti per i brand che vogliano inserirsi su questa piattaforma c'è quello di essere un'azienda registrata al di fuori della Cina. Al tempo stesso, però, si deve garantire la presenza di un centro resi in loco e la traduzione delle descrizioni dei prodotti in cinese.  
  L'e-commerce in Cina si sta sempre più muovendo verso un'integrazione con le piattaforme social. Nasce così il fenomeno del social commerce. Se vuoi saperne di più sull'hot trend delle vendite online in Cina, non ti resta che scaricare il nostro nuovo report sull'argomento. Clicca sull'immagine sotto!   social commerce come vendere online in Cina   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Single Day 2018: le 10 pubblicità più cool dell'evento da 30 miliardi

  Ieri si è tenuto il decimo Single Day di Alibaba. I numeri usciti sul web sono sorprendenti: solo nei primi 60 secondi le vendite sono state pari a 1 miliardo. Il fatturato di questa edizione ha pienamente superato quello dell’anno scorso, superando i 30 miliardi di dollari (+ 20% rispetto al 2017). In questo articolo attraversiamo un po’ la storia e il contesto della ricorrenza web più chiacchierata al mondo e le best practice aziendali degli ultimi anni.

 

E-commerce in Cina: com’è nato il Single Day?

Le potenzialità dell’e-commerce in Cina non sono certo una novità. E’ ormai da qualche anno che gli esperti di settore non fanno altro che rimarcare l’importanza della presenza online nel paese del Dragone. Nonostante questo, sono molti i brand che non colgono l’occasione e restano all’angolo, guardando i competitor fatturare l’impossibile in un solo giorno. Con i suoi celeberrimi 800 milioni di utenti digitali, la Cina ha un potenziale bagaglio di consumatori quantitativamente e qualitativamente molto importante: sono sempre più numerosi anche i cinesi appartenenti alla classe media e medio-alta.  

> LEGGI ANCHE: NOVITÀ PER WECHAT: ECCO COSA CAMBIA PER LE AZIENDE E I BRAND

  Una strategia di marketing internazionale completa deve prevedere non soltanto l’adattamento del marketing mix in tutte le sue declinazioni, ma un’attenzione puntuale al calendario commerciale del paese di sbocco. In Cina il giorno da segnare sul calendario è l’11/11, o Single Day. Nato negli anni ’90, il Single’s Day (光棍节,Guānggùn jié) è una festività non ufficiale che ricorre ogni anno l’11 novembre: la rappresentazione 11/11 ricorda visualmente due figure separate.  
Single Day 2018
  Mentre in origine erano solo i single a festeggiare l’11 novembre, oggi tutti quanti aspettano questa data, che coincide con il Global Shopping Festival: che siano fidanzati o no, i cinesi inseguono le promozioni di Alibaba. Dal 2008 il colosso cinese dà il via a una giornata estrema di saldi online, sul portale Tmall. Ma come fare a sfruttare a pieno le potenzialità di questa ricorrenza? Indubbiamente abbracciando la cultura e lo stile cinese! In occasione del Single Day è ormai da qualche anno che i brand si cimentano in grafiche e testi super chinese-friendly. E lo fanno alla maniera di Jack Ma: con banner “testa di gatto” (Maotou), a ricordare il celeberrimo simbolo di Tmall, un gattino. Di seguito le migliori pubblicità degli ultimi anni.

 

#10 GAP (2017)

 
Single Day 2018
Gap va premiata per la grafica: è una sciarpa a delineare i confini del gatto stilizzato di Tmall. La sciarpa, che è uno dei prodotti più venduti del brand in assoluto, abbraccia un gruppo di 4 persone. Decimo posto perché a voler essere davvero chinese-friendly i volti potevano essere quelli di consumatori cinesi.

 

#9 Tampax (2017)

 
Single Day 2018
  Nona posizione per Tampax, che ha fatto un ottimo lavoro sia in termini di grafica che di testi. Le orecchie del gatto sono rese da un’onda cavalcata da una giovane donna che usa un tampax come surf. Un po’ kitch? Ma il messaggio (in alto a sinistra del banner) è super positivo: “viaggia nel nuovo mondo” (con un tampax)!  

#8 Pinko (2017)

 
Single Day 2018
Pinko ha fatto un ottimo lavoro su entrambi i fronti: contenuti e grafica. Lo slogan, 爱到出色 (aidao chuse), significa letteralmente “amare a tal punto da tirare fuori i colori”, come dimostra la grafica: dalla modella emergono arancione e blu, come fossero sue emanazioni. Cool!  

#7 Go Pro (2018)

 
Single Day 2018
  La grafica di Go Pro, prima entrata in classifica del 2018, è davvero molto azzeccata. La forma del gatto è resa da una grotta da cui si può vedere il cielo, su cui appare lo slogan “più scopri, più diversità incontri”: sembra proprio abbracciare il concetto di cross-culturalità.

 

#6 M&M’s (2017)

 
Single Day 2018
  Che dire? L’idea di M&M’s è super cool: il gatto è reso da una finestra che da sullo spazio, da cui si affacciano tanti cioccolatini. Gustoso!

> LEGGI ANCHE: DOUYIN, LA NUOVA APP PER RAGGIUNGERE I MILLENIAL CINESI

 

#5 Maserati (2017)

 
Single Day 2018
  Anche il gattino di Maserati è davvero super riuscito. Non soltanto la forma delle orecchie è perfetta, ma anche gli occhi (dati dai centralini informativi) sono identici a quelli del gatto di Tmall. Parfait!

 

#4 Lipton (2018)

 
Single Day 2018
  Lipton, per poco non in Top 3, va assolutamente premiato per la grafica del banner. Il gattino è reso da un coloratissimo bus (rosso, ottimo!) che trasporta frutta. Esotico e davvero piacevole alla vista.

 

#3 Lab Series (2017)

 
Single Day 2018
  Il banner di Lab Series, oltre ad essere visivamente gradevole e azzeccato (la mascherina blu è un gatto perfetto) ha un claim super studiato: i caratteri che lo compongono, 理想型蓝 (lixiang xinglan), significano letteralmente “aspirazione ad essere un blu fashion” (il blu è il colore del brand), ma la cosa simpatica è che 型蓝 (xinglan) è un gioco di parole sonoro che ricalca il senso di 型男 (xingnan), cioè uomo bello e alla moda, che poi, è il target del brand!

 

#2 Coca Cola (2018)

 
Single Day 2018
  Si sa che Coca Cola è sempre tra i migliori in termini di practises, specialmente in Cina. Al di là del suo naming cinese(可口可乐, kekoukele, che oltre a ricalcare il suono significa bevanda gioiosa), anche il suo banner è super carino. Coi colori del rosso tipici del brand, Tmall e le festività cinesi, le orecchie sono formate dal capo di due persone che condividono una bottiglia. Davvero carina.

 

#1 Gilette (2017)

 
Single Day 2018
  Al primo posto di questo biennio di banner c’è un brand forse inaspettato, ma che ha realizzato una “testa di gatto” davvero simpatica: Gilette. Graficamente, il gatto è reso con uno specchio, da dove si osservano due volti cinesi di padre e figlio: un momento di condivisione familiare intimo e cross-culturale, dati i tratti somatici dei visi. Il claim, poi, è il colpo di grazia: un gioco di parole, 无可剃代 (wuke tidai), cioè “non si può fare a meno di rasarsi”, il cui suono è uguale a quello del sintagma 无可替代 (wuketidai), cioè “insostituibile”. In poche parole la lametta insostituibile. Chapeau!  

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina: “La Cina nel 2019, Scenari e Prospettive per le Imprese”. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]  

>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

 

Moschino si affida a Triboo ed East Media per il debutto su Tmall

  La Cina è il primo paese al mondo per vendite online al mondo e le aziende che si affidano agli e-commerce sono sempre di più. Tra queste anche importanti firme del mondo fashion come Moschino che ha scelto Tmall quale vetrina online per raggiungere i consumatori cinesi. Già presente nel “Luxury Pavilion”, l’esclusiva sezione solo su invito di Tmall, il fashion brand italiano amplia la sua presenza con una vera e propria “boutique virtuale” sulla piattaforma del gruppo Alibaba. Un debutto strategico per Moschino, che punta a raggiungere così una fascia di consumatori in rapida crescita, come quella dei Millennial. Partner di questo importante progetto di Moschino è Triboo, grazie all’impegno congiunto di East Media, recentemente entrata a far parte del Gruppo (leggi qui la notizia), e Triboo Shanghai, la divisione nata per dare un supporto alle aziende sul mercato cinese e unico “Tmall Partner” italiano con sede in Cina.  

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

 

Per Moschino una partnership a tutto campo

  L’impegno di Triboo Shanghai ed East Media ha portato alla realizzazione di un “flagship store” di Moschino su Tmall e alla realizzazione della pagina web moschino.cn, con hosting locale per garantire le migliori performance. Come ha dichiarato Gabriele Barbati, alla guida di Triboo Shanghai, “il nostro coinvolgimento si è esteso anche alla definizione degli strumenti necessari a garantire una gestione ottimale della logistica, dei flussi di stock e degli aspetti amministrativi. Triboo si è impegnata nel gestire lo store management, il customer care e tutte le operation in territorio cinese con il proprio team locale. Inoltre, abbiamo coordinato il photoshooting web e insieme a East Media abbiamo definito i contenuti esclusivi per i canali social e la gestione delle campagne adv”.   Un lavoro di squadra, sottolineato anche da Mauro Comendulli, Amministratore Delegato di East Media: “il progetto per Moschino rappresenta la perfetta sintesi del matrimonio tra East Media e Triboo. Oggi possiamo offrire ai nostri clienti una vasta gamma di servizi, supportando le aziende nell’intero percorso di posizionamento del brand: dalla definizione della strategia fino alla vendita del prodotto con l’apertura e gestione sui principali e-commerce”.  

> LEGGI ANCHE: E-COMMERCE IN CINA: CON L’EVENTO “618” JD.COM FATTURA OLTRE 20 MILIARDI DI EURO

[caption id="attachment_8662" align="aligncenter" width="700"]Moschino sito web Una parte della homepage del sito moschino.cn[/caption]

L’e-commerce in Cina: un mercato in forte crescita

In Cina l’e-commerce vale il 17% delle vendite totali retail. Ma si prevede che entro il 2020 possa avere un peso del 42% sulla crescita totale dei consumi. Tanto che le previsioni per il 2018 parlano di 540 miliardi di euro di fatturato, 210 dei quali generati dal solo settore fashion. Bastano questi numeri per capire quanto oggi sia importante per le aziende italiane investire nelle vendite online.  

> LEGGI ANCHE: COME FARE MARKETING CON WECHAT IN MODO STRATEGICO

  Come il panorama dei social network cinesi (dominato da WeChat e Weibo), anche quello dei marketplace è piuttosto differente da quello occidentale. I più popolari sono sicuramente Tmall e JD, ma esistono altre piattaforme che permettono di raggiungere settori specifici del mercato o di nicchia. E' il caso, per esempio, di Secoo, e-commerce per il mondo del lusso, con uno scontrino medio di 400-500 euro. Oppure realtà emergenti come Pinduoduo che sta conoscendo successo specializzandosi nel target delle mamme. Ogni piattaforma offre servizi e ha caratteristiche esclusive che vanno valutate attentamente in base al posizionamento del brand e al target di riferimento.

Una strategia integrata tra e-commerce e canali social

  Fondamentale quando si parla di Cina ed e-commerce è pianificare una strategia di comunicazione che supporti il canale di vendita online. Un discorso che può apparire forse scontato se il brand/prodotto non è ancora conosciuto sul mercato cinese, ma che vale anche per quelli affermati. I consumatori cinesi sono piuttosto diffidenti e prima di finalizzare un acquisto verificano da più fonti la validità (e originalità) di un prodotto.  

> LEGGI ANCHE: INFLUENCER IN CINA: COME SCEGLIERE IL PROPRIO BRAND AMBASSADOR

  Per un'azienda è quindi essenziale avere un sito internet correttamente tradotto in lingua cinese e ottimizzato per Baidu, il motore di ricerca locale più popolare (ha il 75% del mercato). Essere presente sui loro principali social network come WeChat e Weibo, e pianificare una strategia di comunicazione che coinvolga anche Key Opionion Leader e influncer (godono di grande credito). Tutto questo ricordandosi di veicolare un messaggio si coerente al proprio brand, ma allineato alla cultura cinese, profondamente differente a quella occidentale.

La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto variegato e complesso, dall'altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.    rapporto annuale 2019 fondazione italia cina aquazzurra Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.   Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per informazioni su quale sia la STRATEGIA di MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net  

Auto in Cina: si provano e comprano online con Tmall

Sulla popolare piattaforma e-commerce cinese si possono già comprare anche le auto. Con i "Super Test Drive Center" gli utenti possono provare le auto per 3 giorni prima dell'acquisto

Dal sogno alla realtà: le auto in Cina si possono comprare anche online come fossero un normale paio di scarpe. Se in Europa da diversi anni le Case automobilistiche stanno provando a vendere le automobili online, in Cina tutto questo è già possibile grazie alla piattaforma e-commerce Tmall. Da più di un anno il Gruppo Alibaba sta sperimentando diversi metodi di vendita online. L'anno scorso per esempio Maserati ha venduto 100 auto in soli 18 secondi durante una “flash sale” su Tmall. A marzo di quest'anno Alfa Romeo ha venduto 350 Giulia in soli 33 secondi. Mentre lo scorso dicembre Volvo ha utilizzato la piattaforma e-commerce per lanciare la commercializzazione della nuova suv XC60. In poco più di un minuto sono stati venduti 288 esemplari.

> Come vendere i propri prodotti su Tmall: leggi la nostra guida

La presenza delle Case automobilistiche su Tmall è ormai una costante. Il mese scorso il Gruppo Alibaba ha stretto un accordo con l'americana Ford, e sulla piattaforma e-commerce sono già presenti anche brand premium come Audi, BMW e Mercedes. Da anni i Costruttori automobilistici stanno investendo in approcci innovativi per la vendita delle auto e la Cina è il mercato che più di ogni altro si sta rivelando ricettivo alle novità. Un mercato strategico per settore il automotive:  secondo un report di McKinsey, la Cina contribuirà per oltre la metà alla crescita delle vendite delle auto entro il 2022. E la fascia di mercato con la crescita più sostenuta sarà quella delle auto di lusso. [caption id="attachment_7017" align="aligncenter" width="1024"]Auto in Cina ecommerce Tmall Il concept del Super Test Drive Center dove gli utenti dopo aver prenotato un test drive online possono andare a ritirare la vettura scelta.[/caption]  

Auto in Cina: prima la provi poi le acquisti

A fronte di queste premesse lo stesso gruppo Alibaba sta investendo per migliorare la user experience. Per rendere più facile l'acquisto delle auto in Cina, Tmall offrirà la possibilità di provare per tre giorni l'auto che il consumatore vorrebbero comprare. Una volta scelta la vettura sul proprio smartphone, l'utente potrà prenotare la prova e ritirare l'auto presso un Super Test Drive Center. Al momento ne sono stati creati due, a Shanghai e Nanjing, ma l'obiettivo è di averne altri 10 entro la fine del 2018.

> Leggi anche: Alibaba e l'esplosione degli e-commerce in Cina

In questa fase inziale del progetto possono accedere a questo servizio solo gli utenti che hanno più di 700 punti di credito su Zhima, il sistema di punti fedeltà di Tmall e fanno parte degli Alibaba Super Member. Ovviamente ci sono poi dei limiti e delle regole sui test delle auto. Gli utenti possono provare ogni modello una sola volta e non possono eseguire più di 5 test-drive nei primi 2 mesi. Secondo Huan Lu, Marketing Director della divisione automotive di Tmall, “l'obiettivo è quello di aiutare gli utenti, risolvendo alcuni problemi che incontrano nel processo di acquisto. Per questo stiamo realizzando delle strutture dove grazie al riconoscimento facciale o attraverso l'immissione di codici si può prelevare in automatico le auto per i test drive e avere un'area dedicata che illustra le caratteristiche dei brand e delle vetture”.   https://www.youtube.com/watch?v=NvJFluC3A5s

CINA? Comunicare con i giusti canali

Se si vuole comunicare e raggiungere potenziali clienti cinesi, i canali da utilizzare sono quelli digitali. Sono infatti quasi 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2019” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Clicca sull’immagine per scaricare l’estratto dedicato al Digital Marketing. [caption id="attachment_13359" align="aligncenter" width="325"]Digital Marketing 2019 Cina Digital Marketing 2019 Cina[/caption]   Visita il nostro sito e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato e ricevere le ultime novità. Per scoprire quale sia la STRATEGIA di DIGITAL MARKETING più adatta al tuo business contattaci: info@east-media.net

Come guadagna Alibaba Group? In questo articolo ti spiegheremo la struttura di questo colosso dell’economia cinese.

  Come guadagna Alibaba ? L’Alibaba Group, che in molti chiamano semplicemente “Alibaba,” nasce nel 1999 quando l’insegnante di inglese Jack Ma crea il portale B2B Alibaba.com, una piattaforma che mette in contatto le aziende manifatturiere cinesi con acquirenti d’oltreoceano.   Abbiamo deciso di parlarti di questo colosso perché i suoi servizi rappresentano una risorsa fondamentale per chi vuole entrare sul mercato cinese e vendere i propri servizi e prodotti. Oggi, l’Alibaba Group è un portale per l’e-commerce quotato in borsa con un’offerta pubblica iniziale che ha raggiunto i 25 miliardi di dollari nel settembre del 2014.  Grazie a questi risultati ha raggiunto una valutazione degna di veri e propri giganti americani quali Boeing e Walt Disney e ha letteralmente stracciato i suoi rivali Amazon ed eBay.

>> Vuoi ottenere più clienti cinesi dal tuo sito? Capire come muoverti nel mondo digitale cinese? Scrivici per una valutazione gratuita

Per comprendere come guadagna Alibaba è necessario conoscere tutte le sue numerose holding, che spaziano da portali quali Taobao Marketplace e Tmall.com a servizi di pagamento come Alipay. In questo articolo analizzeremo una per una le varie business unit della famiglia dell’Alibaba Group e cercheremo di capire come funzionano e interagiscono tra loro.   [caption id="attachment_6234" align="aligncenter" width="1024"] La pagina Tmall della casa vinicola Mezzacorona[/caption]  

Alibaba.com

Alibaba.com è una piattaforma di eCommerce per le piccole aziende, ed è il cuore dell’impero dell’Alibaba Group. Mette in contatto milioni di acquirenti e fornitori in tutto il mondo, aiutando le piccole aziende a trovare aziende manifatturiere, esportatori e grossisti.

>> Potrebbe interessanti: Weibo, cos'è e come funziona il "twitter/facebook cinese"

I venditori offrono ogni prodotto immaginabile sul suo sito. Puoi trovarci indumenti, prodotti elettronici, cosmetici, prodotti per l’agricoltura e il cibo, ricambi di apparecchi industriali e utensili. Alibaba.com offre oltre 40 categorie merceologiche ed è disponibile in oltre 190 paesi o regioni. Ogni giorno, acquirenti e venditori si scambiano circa 100000 messaggi. Nell’ottobre del 2014, Alibaba.com ha annunciato un’integrazione con Bigcommerce, una piattaforma di commercio online per piccole aziende. I venditori di Bigcommerce possono sfruttare i servizi di Alibaba.com quali ad esempio la sua piattaforma per i pagamenti sicuri, mentre i venditori di Alibaba hanno la possibilità di vendere i propri prodotti a un numero maggiore di clienti.  

Taobao Marketplace

Taobao è l'ecommerce più grande dell'Alibaba Group, si tratta di una piattaforma online con ben 7 milioni di venditori che si rivolgono direttamente al consumatore, proprio come su eBay. Creato nel 2003, Taobao vende 4800 articoli al minuto e può vantare oltre 500 milioni di account. Su Taobao, ci sono 800 milioni di prodotti in vendita, quali cosmetici, biglietti di spettacoli, vestiario, droni, e addirittura fidanzati in affitto. Per essere notati, molti venditori pagano Alibaba affinché i propri prodotti siano in evidenza.

>> Leggi anche: Il boom dell'ecommerce in Cina 

Taobao utilizza il servizio Wangwang Chat che permette agli acquirenti di comunicare direttamente con i venditori per trattare il prezzo di un articolo o per determinare l'autenticità del prodotto. Una volta raggiunto un accordo possono utilizzare il servizio di pagamento Alipay (del quale parleremo in seguito) che garantisce all'acquirente una certa sicurezza. Il cliente non paga il prodotto se non al termine della consegna, dopo la quale può anche dare un sua valutazione del venditore. [caption id="attachment_6263" align="alignnone" width="1218"]Come guadagna Alibaba Come guadagna Alibaba[/caption]

Tmall.com

Lanciata nel 2010, Tmall.com è una piattaforma B2C che permette ai brand di vendere prodotti e servizi ai consumatori cinesi. Tmall.com sfrutta l'infrastruttura di Taobao e utilizza il sistema di pagamento Alipay. Ma i venditori devono essere autorizzati per aprire uno store. Aziende del settore lusso come Hugo Boss e brand che si occupano di beni di consumo come Costco hanno da tempo uno store anche su Tmall.com. Mentre su Taobao si rischia di acquistare prodotti contraffatti, i rigorosi controlli di Tmall.com assicurano l'autenticità del prodotto. Tmall.com permette la vendita solo al brand stesso o alle sue eventuali aziende produttrici. Tmall.com vanta oltre 70000 store ufficiali tra quali vi sono quelli di brand come Calvin Klein, Burberry, Proctor & Gamble e Samsung.  

Alipay

Alipay, la versione di PayPal dell'Alibaba Group, è il principale sistema di pagamento online utilizzato in Cina. Viene sfruttato da Taobao e Tmall.com per garantire un servizio che riduce al massimo il rischio nelle transazioni. La popolarità di Alipay è esplosa quando Alibaba ha deciso di permettere agli acquirenti di valutare il prodotto prima di pagare il venditore. Durante il capodanno del 2014, quando le banche erano chiuse, Alipay Wallet (ovvero la app per il mobile payment) ha processato oltre 100 milioni di transazioni.  

Juhuasuan

Fondata nel 2010, Juhuasuan è una piattaforma per il commercio che si basa sulle cosiddette “flash sales". Ovvero prodotti offerti per un periodo limitato a un prezzo incredibilmente scontato. Tra gli articoli venduti ci sono capi d'abbigliamento, articoli per la casa, prodotti elettronici, prodotti per l'infanzia e giocattoli. Dal 2013 è attiva anche a Hong Kong e in Taiwan. Le opzioni di pagamento permettono il ricorso a servizi Visa, MasterCard, PS, JCB o Alipay Card. Juhuasuan vende prodotti dei brand più popolari tra i quali possiamo ricordare Apple, L’Oreal, Unilever, Proctor & Gamble e Adidas.   

Alibaba Cloud Computing

Alibaba Cloud Computing, nota anche come AliCloud, offre un servizio cloud per le aziende. I venditori e gli utenti attivi sulle piattaforme e-commerce dell'Alibaba Group. Oltre 100.000 siti di aziende, sistemi operativi e applicazioni sfruttano i servizi di AliCloud che ha ben 5 data center situati a Hangzhou, Qingdao, Beijing, Shenzhen e Hong Kong. Come Amazon Web Services, anche AliCloud è partita come supporto per le piattaforme online e i servizi di pagamento di Alibaba per poi rivolgersi anche a clienti esterni.  

Come guadagna Alibaba - Le ragioni del suo successo 

Come Amazon, anche l'Alibaba Group guadagna una percentuale molto relativa rispetto al totale delle vendite. Tuttavia, a differenza di Amazon, l'Alibaba Group opera su un mercato molto più vasto e in costante crescita. Le cifre sono naturalmente più grandi. Le sue piattaforme, in particolare Taobao, Tmall.com e Juhuasuan, ospitano milioni di acquirenti e venditori. E bisogna considerare che l'Alibaba Group non si rivolge solo alla Cina ma, di recente, anche alle altre economie emergenti dell'Asia Sudorientale e dell'India. Per concludere, l'Alibaba Group è una realtà di proporzioni immense che continua a crescere smisuratamente. Puoi utilizzare i suoi servizi per vendere i tuoi prodotti in Cina. Un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Dopo aver scoperto come guadagna Alibaba non resta che utilizzarlo per aumentare i tuoi profitti.  

>>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina? 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net

Lo scorso 9 settembre Alibaba ha ospitato sulla sua piattaforma e-commerce Tmall il primo “9.9 Global Wine & Spirit Festival”, ovvero una giornata di shopping online per celebrare e promuovere in Cina vini e liquori di tutto il mondo. Le Cantine italiane sono state 50 e oltre 500 le etichette proposte ai 400 milioni di utenti cinesi che regolarmente accedono a Tmall. Un grande successo, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa AgiChina: oltre 100 milioni di ordini per più di 100.000 bevande proveniente da tutto il mondo, vendite 10 volte superiori a quelle del 9 settembre 2015 e conquista di nuovi clienti: circa il 50%. Secondo alcuni esperti del settore i risultati di questo evento sarebbero però al di sotto delle aspettative. E il fatto che a oggi il gruppo Alibaba non abbia ancora fornito numeri sul fatturato delle vendite alimenta i dubbi… In mancanza di dati ufficiali è difficile dire se il Global Wine & Spirit Festival sia stato effettivamente un successo oppure un fallimento, come sostenuto da diverse opinioni apparse sul web. Di certo, è stata un’iniziativa che alcune aziende italiane (e non solo), hanno saputo cogliere meglio di altre. Per esempio, sempre secondo l’AgiChina per Mezzacorona e Tignanello l’esperienza del “wine day” è stata sicuramente positiva: il gruppo trentino ha venduto oltre 10.000 bottiglie in 24 ore, mentre quelle di Tignanello sono andate tutte “sold out”. Le Rovole - Natale Verga è tra le Cantine che hanno raccolto maggior successo tra le italiane presenti, come Antinori, Allegrini, Bolla, Frescobaldi, Planeta e Ruffino. Senza dimenticare che durante il Global Wine & Spirit Festival le vendite del Maotai, il liquore cinese più famoso, sono state superiori di quasi il 50% rispetto alle vendite dell’intero 2015 e significative sono state quelle del Chateau Lafite, proposto al prezzo di 2.700 euro a bottiglia. Una pagina degli "shop" online durante il 9.9 Global Wine & Spirit Festival Con 100 milioni di ordini registrati in 24 ore è come se un utente su quattro di Tmall avesse acquistato un bottiglia di vino o liquore. Un dato elevato se si considera che in Cina il consumo e la percezione di vini e liquori è molto differente dall’Italia ed Europa. Stando ai dati raccolti dalla società d’indagine Wine Intelligence, oggi si stima che in Cina ci siano 150 milioni di potenziali clienti e 48 milioni di cinesi che bevono regolarmente vino d’importazione. Numeri importanti in assoluto, ma che descrivono una realtà di “nicchia” se rapportata alla popolazione complessiva cinese di 1,4 miliardi di persone, anche se in forte crescita: nel 2014 i cinesi che bevevano vino erano 38 milioni e nel 2010 molti meno: solo 10 milioni. Come ha avuto modo di evidenziare anche Terry Xu, editorialista di Decanter China e uno dei massimi esperti del settore in Cina, alcune vendite non sono state allineate alle aspettative generate da una piattaforma come Tmall per la specificità del prodotto. I cinesi stanno scoprendo il vino solo in questi ultimi anni e non sono abituati a un suo regolare consumo, legato più a un’idea di status symbol: solitamente viene bevuto in occasioni speciali e regalato come omaggio prestigioso. E anche tra i consumatori più “evoluti” spesso manca una reale conoscenza del prodotto per saper valutare le differenze tra le tipologie di vini e differenze di prezzo. Queste caratteristiche fanno sì che in Cina il vino non possa essere semplicemente venduto su una piattaforma popolare come quella di Alibaba oppure in enoteche, ma sia richiesto un grande lavoro di storytelling e brand awareness da parte delle aziende. Attività promozionali che per essere realmente efficaci devono essere svolte sui canali dove i cinesi ricercano maggiormente le informazioni, ovvero social network e influencer locali, con un messaggio da veicolare allineato alla loro cultura per forma e contenuto. Un esempio da seguire è quello dell'azienda veronese “La Collina dei Ciliegi“. Selezionata dalla Fondazione Italia Cina come caso imprenditoriale di successo (Qui il Link) l’azienda capitanata da Massimo Gianolli si è saputo posizionare sul mercato del vino in Cina combinando azioni di co-branding con marchi italiani prestigiosi e conosciuti (AC Milan, Brioni, Tod’s, Max Mara) e rafforzando la propria immagine attraverso una comunicazione mirata su social media locali come Wechat. > Per restare sempre aggiornato sulle novità dalla Cina legate a comunicazione e marketing iscriviti alla nostra NEWSLETTER.
Mai come in questo periodo il vino è tanto di attualità: se nelle campagne italiane è iniziata la vendemmia, in Cina si parla di come incentivare l’esportazione e la diffusione dei vini e liquori italiani. In occasione del G20 di Hangzhou, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha di nuovo incontrato Jack Ma (nella foto in alto a destra), fondatore del Gruppo Alibaba, il principale colosso ecommerce cinese, con oltre 400 milioni di utenti registrati e 120 milioni di click online, che include il portale Taobao, simile al nostro eBay, e Tmall, un vero e proprio shop online dove le aziende possono creare e gestire il proprio “flagship store”. Un incontro che segue quello avvenuto allo scorso Vinitaly, durante il quale Mr. Ma aveva annunciato per il 9 settembre l’istituzione del 9.9 Global Wine & Spirits Festival, un “wine day” che vedrà la promozione di oltre 100.000 vini e liquori da 50 differenti Paesi (Italia compresa) su Tmall. Una data non casuale dato che il numero 9 in cinese si legge “jiu”, esattamente come la parola vino. L’idea di istituire una giornata di shopping online dedicata interamente a vino e liquori la dice lunga sulle previsioni di diffusione di questi prodotti in Cina. Per quanto sia difficile avere delle stime sui consumi di vino e liquori, si calcola che in Cina ci siano 150 milioni di persone potenziali clienti: Tmall stima di raggiungere 100 milioni di utenti nella sola giornata del 9 settembre. Stando ai dati raccolti da “Wine Intelligence”, una società d’indagine inglese, nel 2015 sono stati ben 48 milioni i cinesi che hanno bevuto regolarmente del vino di importazione, il 26% in più rispetto ai 38 milioni del 2014. Nel 2010, quando Wine Intelligence ha iniziato a fare le sue indagini, i cinesi che bevevano vino importato erano "solo" 10 milioni. [caption id="attachment_4783" align="aligncenter" width="1197"]tmall_wine_festival_day_99 La pagina iniziale di Tmall dove si annuncia per il 9 settembre 9.9 Global Wine & Spirits Festival[/caption] Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, i vini italiani sono però ancora poco conosciuti e non facilmente ritrovabili in Cina. La penetrazione dei prodotti italiani nel mercato dei vini e liquori è solo del 5%. La Francia fa da indiscussa leader ma anche Spagna, Cile ed Australia sono più presenti del nostro vino. Un dato che viene collegato, nel Wine Monitor Report di Nomisma,  alla composizione del nostro settore, composto per l’85% da aziende che producono meno di 10.000 bottiglie l’anno, piccole realtà, per lo più a conduzione famigliare, che incontrano grandi difficoltà ad affrontare da sole un mercato complesso e altamente competitivo come quello cinese. Un mercato che oggi per le aziende italiane vale solo 87 milioni di euro su 5,4 miliardi di euro complessivi fatturati nel 2015 dall’export in vino e liquori. Un dato marginale, se paragonato a quello delle aziende vinicole francesi che l’anno scorso in Cina hanno fatturato ben 814 milioni di euro… Con la previsione che la Cina diventi un mercato da 8 miliardi di euro entro il 2018 nel settore del vino e dei liquori, è chiaro che per le aziende vinicole italiane c’è darsi da fare per  cogliere una grande opportunità di sviluppare business concreto. Come aveva dichiarato lo stesso Mr Ma durante Vinitaly, “i cinesi amano i prodotti italiani per la loro qualità. Ma le aziende devono sfruttare le potenzialità di internet. Noi non possiamo portare tutti i cinesi in Italia, ma possiamo portare a loro l’Italia”. Il messaggio è chiaro: puntare su piattaforme ecommerce e, in generale, sul web. Raccontarsi per farsi conoscere. Ricordiamo che in Cina ci sono oltre 700 milioni di utenti che regolarmente accedono a internet per informarsi, confrontare, chattare e fare acquisti. [caption id="attachment_4781" align="aligncenter" width="1199"]mezzacorona_vino_tmall Un estratto della pagina su Tmall del Gruppo Mezzocorona[/caption] Diverse sono le aziende italiane che si stanno espandendo sul mercato cinese. E' il caso per esempio del Gruppo Mezzacorona, che ha lanciato a giugno il suo “flagship store” su Tmall, andando ad aggiungersi ad altre rinomate aziende italiane come Ferrero, Maserati, Pirelli e Tod’s per citare dei nomi. Dopo essere entrato nel mercato cinese attraverso la classica rete di distribuzione che per un’azienda vinicola passa per enoteche, ristoranti e alberghi, il Gruppo Mezzacorona ha scelto di affidarsi all’ecommerce. Come ha evidenziato in recenti interviste Nick He, country manager dell’azienda trentina in Cina, questa strategia permetterà di raggiungere facilmente potenziali clienti nelle città di seconda e terza fascia, difficilmente raggiungibili diversamente ma dove risiedono le nuove frontiere delle opportunità in Cina. Grazie al web il Gruppo Mezzacorona non punta solo a vendere i prodotti delle sue Cantine, ma anche promuovere e far conoscere i prodotti, valorizzandoli e rafforzando il posizionamento: per esempio, verranno organizzati una serie di live-streaming dalle Cantine in Italia per mostrare come viene prodotta la grappa e il vino, saranno poi diffusi dei suggerimenti per indicare come gustare al meglio i diversi prodotti e data la possibilità agli utenti di interagire facendo delle domande durante i live-streaming. Altro bel caso italiano da seguire è quello dell'azienda veronese "La Collina dei Ciliegi". Selezionata dalla Fondazione Italia Cina come caso imprenditoriale di successo (Qui il Link) l'azienda capitanata da Massimo Gianolli si è saputo posizionare sul mercato del vino in Cina combinando in maniera sinergica le azioni con istituzioni e organismi nazionali come appunto la Fondazione Italia Cina, azioni di co-branding con marchi italiani prestigiosi e conosciuti (AC Milan, Brioni, Tod's, Max Mara) e comunicando in maniera allineata sul social media Wechat rafforzando l'immagine e il supporto locale. [caption id="attachment_4791" align="aligncenter" width="1024"]Rapporto 2016 Fondazione Italia Cina: presentazione La Collina dei Ciliegi Rapporto 2016 Fondazione Italia Cina: presentazione La Collina dei Ciliegi[/caption]   > Per restare sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Cina legate a comunicazione e marketing iscriviti alla nostra NEWSLETTER
Questa settimana condividiamo un articolo molto interessante della brava Letizia Coccia di CinaForum.net. Vendere su Taobao, un giorno online vale più di un mese offline, ovvero le potenzialita' del mercato online cinese. ecommerce cina Tmall Taobao, costole B2C e C2C del gruppo Alibaba (recentemente quotato a Wall Street con la IPO più grande della storia), rappresentano per le merci straniere degli ottimi canali di accesso al mercato cinese. Insieme vendono 50 mila prodotti al minuto e fatturano più di 250 milioni di euro ogni giorno, arrivando a coprire una quota di mercato pari all’80%. (more…)

9 Miliardi di dollari, questo è il fatturato di Alibaba (il colosso dell'E-Commerce in Cina) per il giorno dei Singles secondo Bloomber. Con oltre 360 milioni di utenti che hanno acquistato on line.

Numeri incredibili. Numeri da Cina.

east-media-singles-day-china

Il giorno dei singles è una festa popolare nata in Cina oltre 20 anni fa all'Università  (more…)

Lo scenario Digital cinese e' complesso e spesso l'evoluzione delle dinamiche, come sempre in Cina, e' rapida. Come nel caso di Qihoo 360. Fino ad agosto 2012 Qihoo 360 era conosciuto ai piu’ solo per le sue offerte di software antivirus, settore molto caldo in Cina. Oggi e' il principale competitor di Baidu, superando Sogou in soli due anni, raggiungendo il 14% di share. Ricordiamo che Google ha solo il 4% ed accessibile solo da Hong Kong.
360
(more…)